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Soncin concentrato sul doppio impegno con Serbia e Danimarca: “Sentiamo la responsabilità come opportunità”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

C’è aria di primavera a Coverciano. Primi momenti da stagione inoltrata, con il sole che irradia il verde dell’erba del Centro Tecnico Federale, in un raduno che ha molti sapori: quello della voglia di ripartire e di riaprire i discorsi per il primo posto nel girone, dopo il solo punto conquistato nei primi due match casalinghi di qualificazione disputati; e il retrogusto amaro post Zenica, che ha lasciato la Nazionale femminile l’unica rappresentativa calcistica azzurra maggiore a giocarsi ancora la possibilità di disputare il prossimo Mondiale.

Non a caso, la domanda sulle sensazioni vissute da quella notte bosniaca è il primo quesito che viene posto al commissario tecnico Andrea Soncin nella conferenza stampa che ha aperto ufficialmente questo raduno delle Azzurre, dopo il primo allenamento di questa mattina a Coverciano. “Sono percorsi differenti” sentenzia il Ct, che poi spiega: “Sentiamo la responsabilità come opportunità di luce e di proseguire in quel percorso che stiamo portando avanti per avvicinarci a quello che è il nostro obiettivo. È un’opportunità perché adesso abbiamo tutti i riflettori puntati su di noi. E noi vogliamo dimostrare che siamo una versione migliore di quello che abbiamo mostrato nelle prime due partite in questo girone di qualificazione”.

Già, perché il solo punto guadagnato nelle due sfide con Svezia (sconfitta 0-1 a Reggio Calabria) e Danimarca (pareggio per 1-1 a Vicenza) ha messo l’Italia già in una situazione complicata per guadagnare quel primo posto nel girone che varrebbe il pass automatico per i prossimi Mondiali in Brasile, senza dover passare poi dagli spareggi: serve fare risultato sia in Serbia (martedì 14 aprile) che in Danimarca (sabato 18 aprile) per riaprire tutti i discorsi.

“C’è grande consapevolezza – continua Soncin nella sua disamina – nel fatto che nelle prime due partite abbiamo raccolto meno di quanto abbiamo seminato; in entrambe le partite abbiamo gestito benissimo alcune fasi di gara e meno bene altri momenti. Con le ragazze e con lo staff ci stiamo concentrando per estendere la concentrazione a tutta la partita, consapevoli che sono stati i dettagli a fare la differenza in negativo. La nostra identità è quella di voler determinare e prendere il dominio del gioco, controllando meglio alcune situazioni che ci sono costate care.

La prossima sfida? La Serbia ha fatto vedere in entrambe le precedenti partite di avere un’identità di squadra, con idee e calciatrici che giocano in campionati di alto livello. Avremo la massima attenzione per quello che una sfida di questo genere ci può riservare. La nota positiva è che adesso abbiamo tempo a disposizione per gestire meglio gli allenamenti prima della prima partita; abbiamo la possibilità di lavorare e di far recuperare le ragazze che arrivano da lontano. Questo è un raduno che ci permette di dosare tutto al meglio, compresa l’intensità che ci verrà richiesta già nella prima gara”.

Quindi un inevitabile pensiero al presidente federale dimissionario e alla situazione del calcio italiano: “Sono grato al presidente Gravina per l’opportunità che mi è stata data, quando mi ha nominato commissario tecnico. È una responsabilità che ho subito interpretato come una grande opportunità. Per quanto concerne il movimento femminile, è un percorso che sta evolvendo a livello di Club Italia, politiche federali e club. Sicuramente c’è tanto da fare, ma le idee ci sono, così come la voglia. Lavoriamo per il presente ma guardiamo al futuro: c’è massima collaborazione con tutte le nazionali giovanili femminili, grazie anche al lavoro di Fabio Andolfo ed Enrico Sbardella”.

ITALIA-SERBIA A PISA. È stata ufficializzata oggi la sede della quinta sfida delle Azzurrine (l’ultima in casa del girone) nel loro percorso di qualificazione verso il prossimo Mondiale: il 5 giugno l’Italia affronterà la Serbia allo stadio ‘Arena Garibaldi – Romeo Anconetani’ di Pisa. Per la prima volta la Nazionale femminile sarà quindi di scena nella città toscana.

 

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Rachele Baldi (Roma), Astrid Gilardi (Como Women)*, Laura Giuliani (Milan), Margot Shore (Marsiglia);

Difensori: Caterina Ambrosi (Parma), Valentina Bergamaschi (Roma), Lucia Di Guglielmo (Washington Spirit), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (London City Lionesses), Marika Massimino (Ternana), Elisabetta Oliviero (Lazio), Cecilia Salvai (Juventus), Angelica Soffia (Milan);

Centrocampiste: Arianna Caruso (Bayern Monaco), Giulia Dragoni (Roma), Aurora Galli (Everton), Manuela Giugliano (Roma), Giada Greggi (Roma), Eva Schatzer (Juventus), Emma Severini (Fiorentina);

Attaccanti: Chiara Beccari (Juventus), Agnese Bonfantini (Fiorentina), Michela Cambiaghi (Juventus), Sofia Cantore (Washington Spirit), Cristiana Girelli (Bay FC), Benedetta Glionna (Inter), Martina Piemonte (Lazio).

 

Cecilia Salvai: “Spero di alzare un trofeo con la Nazionale, nella vita privata vorrei un futuro da mamma”

Cecilia Salvai si è raccontata ai canali della FIGC, dove ha ripercorso alcune foto e momenti del suo passato. La piccola Cecilia con il pallone in mano viene raccontata cosi dall’adulta calciatrice della Juventus: “Sono cresciuta con la palla, spesso seguivo mio cugino che giocava al campetto e da li ho iniziato anche io. Ringrazierò sempre la mia famiglia che non mi ha mai ostacolato”.
Sul suo passato al Brescia, invece, ricorda: “Ho vinto li la mia prima Supercoppa, con alcune ragazze dell’epoca gioco ancora e spesso tiriamo foto di quegli anni e ricordiamo quanto eravamo giovani. C’era Bonansea, Rosucci, Girelli, Boattin e non solo, parlo di quel periodo con felicità”.

Sull’Azzurro dell’Italia, invece, la calciatrice della Juve ammette: “La Nazionale mi ha regalato tante gioie, momenti e trasferte. Ci sono stati tanti episodi extra campo che hanno fortificato i nostri rapporti, e lasciano tanti sorrisi. Ho iniziato oltre 10 anni fa, avendo fatto tutta la trafila, e mi ricordo di tutta la strada fatta”.
Non solo campo ma anche una Laurea in Economia: “Ho sempre pensato che il calcio non bastasse, dopo il primo anno lontano da casa a Verona ho continuato gli studi. Ancora oggi seguo il percorso di Laurea Magistrale, tengo la lente sempre allenata”.

La Formula 1 e la Ferrari è una passione della classe ’93 nata a Pinerolo, in Piemonte, che parla di un’esperienza particolare: “Ho avuto l’opportunità di andare ospite nel box Ferrari. Ero come una bimba al parco giochi, guardavo qualsiasi cosa, vedevo tutta la parte dei meccanici, i dialoghi al box. Davvero molto bello”.
Su suo marito Marco, invece, l’Azzurra ammette: “Fa parte della mia vita da tanti anni, il nostro rapporto dura almeno da una dozzina di anni. Ci siamo sposati, abbiamo trovato l’altra metà. Faccio fatica a parlare dell’amore, si pensa alla vita in coppia e non più al singolare”.

Cecilia si impegna anche per il sociale, al fianco di un’Associazione che combatte i tumori infantili. A riguardo Salvai ammette: “Questa realtà l’ho conosciuta alcuni anni fa, fare del bene mi fa stare bene. Hanno inaugurata una palestra a mio nome, con la mia maglia dentro e mi ha fatto estremamente piacere”.
Sulla soddisfazione dell’Europeo in Svizzera, invece, confida: “Essere ricevute al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella resta una cosa alla quale non potevo credere. Sono orgogliosa di essere stata li, dopo una semifinale all’Europeo raggiunta. Per me resta la cornice del percorso fatto insieme. Spero di alzare un trofeo con questa maglia, nella vita privata spero ci possa essere un futuro da mamma”.

Damiano Zenoni, Brescia Femminile: “Contro la Res una sconfitta che brucia, ma ora dobbiamo guardare avanti”

Photo Credit: Acf Brescia Calcio Femminile

Le parole dell’allenatore del Brescia Damiano Zenoni, rilasciate sui canali ufficiali del club bresciano, dopo il 3-0 subito in casa contro la Res Donna Roma nella ventiduesima giornata di Serie B

È una sconfitta che brucia, inutile nasconderlo. Arrivavamo da un buon momento e volevamo dare continuità al risultato della scorsa partita. Sapevamo di affrontare una squadra forte, che ci ha messo in difficoltà sotto diversi aspetti. È giusto essere onesti: hanno qualità, forza fisica e buone soluzioni tecniche. La partita, per lunghi tratti, è rimasta in equilibrio, ma gli episodi hanno fatto la differenza. Il rammarico è anche per come sono arrivati alcuni momenti della gara: potevamo gestire meglio alcune situazioni e avere più lucidità nelle occasioni create. Nel finale abbiamo provato a rientrare, ma non abbiamo avuto la forza per riaprirla. Resta un po’ di amarezza, perché qualcosa in più si poteva fare. Ora però bisogna guardare avanti: il campionato non è finito, mancano ancora quattro partite e ci sono margini per chiudere al meglio. L’obiettivo è restare agganciati al gruppo di testa e giocarci le nostre possibilità fino alla fine“.

Annika Paz, Inter Women: “Sono molto competitiva. Come giocatrice sto crescendo a livello fisico e nella velocità”.

Annika Paz, attaccante di nazionalità argentina classe 2008, ha calcato per la prima volta il suolo della Penisola a gennaio 2026 e ha firmato con l’Inter un contratto valido sino al 30 giugno 2027 rafforzando il rapporto di fiducia tra l’Inter e l’Argentina già parecchio presente nella divisione maschile.
La giovane è cresciuta e si è formata, calcisticamente parlando, al River Plate (squadra argentina che milita nella Primera Division A, massima serie del campionato di calcio femminile del paese sudamericano). Lo scorso anno, proprio con la maglia del River Plate, ha esordito in Prima squadra e in quella circostanza si è fatta notare mettendo a segno la sua prima rete nella partita contro il Belgrano. Presenza fissa anche in Nazionale, ha indossato la fascia da Capitana nell’U17, poi ha giocato con l’U20 (con cui prenderà parte al Campionato sudamericano a partire dal 7 febbraio) e quest’anno ha dato anche il suo valido contributo ‘tra le Grandi’, con una maturità e una consapevolezza di sé che fanno dimenticare la sua giovane età.
Esemplificativo, in questo senso, il gol contro l’Uruguay il giorno stesso del debutto tra le ragazze della nazionale Maggiore. A 16 anni d’età è diventata la più giovane marcatrice della Nazionale femminile sudamericana. Il suo debutto in nerazzurro? Il 16 marzo contro il Sassuolo: gara in cui ha avuto modo di mostrare tutto il suo talento e la sua attitudine.

Annika Paz è la protagonista del Match Day programme di questa settimana, e intervistata dagli addetti stampa nerazzurri si è presentata con queste parole:

CHALLENGES:

“Quando scendo in campo cerco di rilassarmi con le mie compagne, ma mi piace anche scrivere le mie sensazioni, poi quando gioco cerco di non pensare troppo e divertirmi. Penso che la partita più importante della mia carriera sia stata Uruguay-Argentina, quando ho esordito con la Nazionale maggiore segnando il gol del 2-2 finale”

TEAM:

“Sono arrivata da pochi mesi, ma ho imparato subito a conoscere questa squadra. Il nostro gruppo è molto forte, con una grande attitudine competitiva e tanta voglia di vincere. Se potessi “rubare” una qualità a una mia compagna vorrei avere il controllo palla di Tessa Wullaert”. 

PROFILE:

“Sono giovane, ma ho grande spirito di sacrificio e sono molto competitiva. Come giocatrice sto crescendo a livello fisico e nella velocità, ma anche dal punto di vista mentale: sto imparando a divertirmi quando scendo in campo”.

Rusek in porta, Fløe guida l’attacco, c’è Stokic: la Top 11 della diciottesima giornata

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
La super prestazione contro la Fiorentina vale a Larissa Rusek un posto nella Top 11 della Serie A Women Athora. Juventus rappresentata, oltre che dall’austriaca, anche da Cecilia Salvai e Lindsey Thomas, a segno al Viola Park. Spazio in avanti anche per Cecilie Fløe, trascinatrice del Napoli Women, supportata da Emilie Haavi; l’altra presenza giallorossa è quella di Giada Greggi, ma un posto se lo guadagna anche Sara Stokic grazie alla doppietta sul campo del Sassuolo che ha regalato tre punti al Milan. Ecco gli Opta Facts relativi alla Top 11 della diciottesima giornata della Serie A Women Athora 2025-26:

  • Larissa Rusek: La bianconera è stata il portiere con la più alta percentuale di parate in questo turno di campionato tra quelli che hanno fronteggiato almeno un tiro in porta (83.3% – 5/6).
  • Emilie Woldvik: Oltre ad aver servito l’assist a Omarsdottir per il momentaneo 1-1 con la Juventus, la giocatrice della Fiorentina ha registrato la più alta percentuale di passaggi riusciti all’interno della trequarti avversaria tra quelle che ne hanno effettuati almeno 10 in quella zona del campo (92.3% – 12/13).
  • Cecilia Salvai: Oltre ad aver segnato il gol vittoria della Juventus contro la Fiorentina, la bianconera è stata una delle due giocatrici che hanno vinto più duelli aerei tra quelle con il 100% di successo in questo turno di Serie A (3/3 come per Baltrip-Reyes).
  • Bianca Vergani: Nella giornata di campionato appena terminata, la giocatrice del Napoli è stata quella che ha effettuato più respinte difensive (12).
  • Angelica Soffia: Oltre ad aver servito l’assist a Stokic per il primo dei tre gol del Milan contro il Sassuolo, la rossonera ha vinto 15 duelli in questa giornata di Serie A, almeno otto più di qualsiasi altra.
  • Marie Detruyer: La nerazzurra è stata, con Chidiac e Nischler, una delle tre centrocampiste che in questa giornata di Serie A hanno sia segnato che servito un assist (1+1 vs Lazio). Inoltre, nessuna tra le compagne di squadra ha effettuato più tiri della classe 2004 (due come Wullaert).
  • Giada Greggi: Oltre ad essere stata la centrocampista con più tocchi (82) e passaggi riusciti (57) in questo turno di campionato, la giallorossa è stata una delle tre in generale con più occasioni create per le compagne (quattro come Chidiac e Mascarello).
  • Lindsey Thomas: Oltre ad aver segnato il primo dei due gol della Juventus contro la Fiorentina, è stata una delle due giocatrici con più duelli vinti nel match (sette come Wälti) e, tra le bianconere, la prima per dribbling tentati (tre).
  • Sara Stokic: Oltre ad aver realizzato una doppietta nel 3-0 del Milan in casa del Sassuolo, la rossonera ha registrato il record di tocchi in area avversaria nella sfida del “Ricci” (sei).
  • Emilie Haavi: Nessuna giocatrice ha partecipato a più gol della giallorossa in questa giornata di campionato (tre – frutto di due reti e un assist – come Fløe).
  • Cecilie Fløe: Oltre ad essere la giocatrice che ha segnato più gol in questo turno di Serie A (tre contro il Genoa), l’attaccante del Napoli ha anche registrato il record di tiri nello specchio (sei).

Gianluca Di Marzio: “Il muro che divideva il calcio femminile italiano dal calcio internazionale è stato abbattuto”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nelle scorse settimane a parlare di calcio femminile è stato Gianluca DI Marzio. Il noto giornalista  sul movimento ha affermato: “I media hanno un ruolo fondamentale. Noi, su Sky Sport, diamo al calcio femminile lo spazio che merita tramite collegamenti e spazi dedicati a livello nazionale, come io stesso faccio nelle mie ‘raffiche’ di notizie sul calciomercato, ed internazionale”.

Ai microfoni di Assist Women, azienda di servizi per lo sport nata dall’esperienza decennale di professionisti specializzati nel management e marketing sportivo, Di Marzio ha poi aggiunto: “Fino al termine della stagione trasmetteremo una partita della Women’s Super League a settimana. Grazie a quest’opportunità possiamo non solo dare visibilità ad uno dei campionati più competitivi al mondo, come dimostrano i risultati inglesi a livello di club e nazionale, ma possiamo anche farci portavoce dell’orgoglio di avere Elena Linari tra le fila del London City Lionesses”.

Parlando delle due calciatrici, infatti, ha sottolineato: “Proprio la loro partita contro l’Everton Women di ‘Yaya’ Galli è stato il primo match che abbiamo trasmesso: abbiamo cominciato con un derby italiano”.
Su Elena Linari poi ricorda: “Nel febbraio 2020, ho partecipato con entusiasmo come media partner dell’Elena Linari Day al Teatro di Firenze, con cui celebrare la Liga vinta da Elena con l’Atlético Madrid. Significava puntare i riflettori su un calcio che era ancora agli inizi, ma che cominciava ad esportare le proprie migliori atlete nel resto d’Europa e suscitava interesse”. 

Sulle italiane che lasciano la Serie A per andare all’estero invece ha affermato: “Sono assolutamente favorevole al fatto che le più forti scelgano di lasciare l’Italia per mettersi alla prova in campionati più competitivi. Oggi il muro che divideva il calcio femminile italiano dal calcio internazionale è stato abbattuto e anzi, tramite le calciatrici la bandiera italiana è tornata a sventolare nei principali palcoscenici europei in generale a distanza di oltre 15 anni”.
Di Marzo ha quindi proseguito: “L’eredità di Luca Toni al Bayern Monaco e di Gianluca Zambrotta al Barcellona infatti è stata raccolta rispettivamente da Arianna Caruso e da Giulia Dragoni. Campionesse di oggi e di domani sulle orme dei campioni del mondo”.

 

Nicoletta Mazza, Lumezzane: “La squadra ha dato tutto, paghiamo le troppe scelte sbagliate e gli errori sottoporta”

Photo Credit: FC Lumezzane

Nicoletta Mazza, partiamo dalla partita, dal campo. Lumezzane che ha ben approcciato, ha cercato di fare la partita, cosa poi non ha funzionato, al di là dei tanti errori sottoporta?
Siamo mancate un po’ proprio dal punto di vista tecnico in alcune scelte o proprio nell’esecuzione di alcuni ultimi passaggi. Siamo anche arrivate diverse volte in area. Dovevamo essere sicuramente più pulite“.

È un jolly che viene sprecato, visto che contemporaneamente c’era lo scontro tra Como e Cesena, parliamo della volata al secondo posto, non cambia niente anche se si poteva andare avanti in classifica. Qui c’è un po’ di rammarico.
Sì, anche perché si potevano vivere in maniera diversa queste tre settimane, che saranno strazianti da attendere prima della prossima partita. Non sarà facile gestire questa difficoltà. Ci rimboccheremo le maniche e cercheremo di preparare per le ultime partite la volata al secondo posto“.

Si è visto anche quest’oggi qualche cambio nell’undici titolare, anche la proposizione di un modulo leggermente diverso rispetto al solito. Che risposte ha avuto?
Comunque positive. Nel senso che poi le partite vanno anche un po’ riviste dal punto di vista delle occasioni create e di quelle subite. Forse nel primo tempo abbiamo subito qualche tiro in porta di più. Nel secondo, sull’unico tiro, abbiamo subito gol. Invece noi ci siamo ritrovati diverse volte a presidiare l’area. Potevamo fare meglio anche sulle palle inattive, molto meglio. Il bilancio non può essere positivo, perché poi esci senza punti da una partita dove hai meritato e dovevi almeno fare un punto. Quindi non può essere positivo, però sono sicura che le ragazze hanno dato tutto“.

La chiudiamo sulle condizioni di Ketiš uscita nel primo tempo per un problema muscolare.
Sia Ketiš che Stankova dovevano essere preservate prima di questa partita proprio in vista della nazionale. Oltre che del piccolo turnover continuo che ho deciso di fare. Purtroppo poi abbiamo avuto defezioni e quindi ha dovuto giocare per forza. Speriamo non sia nulla di grave, dovrebbe essere un non so cosa. Qualcosa al flessore e speriamo davvero che possa andare in Nazionale serena“.

Andrea Soncin: “Mondiale? La prospettiva di farlo in una terra così iconica per questo sport rappresenta qualcosa di emozionante”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nelle scorse settimane Andrea Soncin è stato raggiunto dal Corriere della Sera per un’intervista, dove ha ripercorso alcuni momenti alla guida della Nazionale Femminile. L’ex calciatore in riferimento alla frase da lui pronunciata ‘non è calcio femminile ma è solo calcio’ ricorda: “Quella frase è uscita in maniera spontanea, ma era comunque ragionata poiché frutto di un’analisi fatta in precedenza. Di momenti di riflessione che mi avevano portato a entrare in maniera più profonda in ciò che avevo iniziato a vivere”.

Lo stesso allenatore palando dei Mondiali del prossimo anno in Brasile ammette: “È un sogno. Sia perché partecipare a un Mondiale è il desiderio di ogni bambino e di ogni bambina che inizia a giocare a calcio sia perché la prospettiva di farlo in una terra così iconica per questo sport come il Brasile rappresenta qualcosa di emozionante che, solo a pensarci, fa venire un’adrenalina incredibile”.
Sul cammino verso il Brasile, poi, il CT ricorda sulle ‘sue’ ragazze: “Percepisco in loro una mentalità forte e grande determinazione. Sanno che i loro risultati possono incidere parecchio su come il calcio giocato dalle donne viene percepito in Italia e, forti di un livello culturale medio molto alto, hanno un’attenzione estrema e un sensibilità profonda nei confronti di tutto ciò che succede all’esterno”.

Sulla sua esperienza nel femminile, quindi, Soncin commenta: “Consiglierei un’esperienza di questo genere a qualsiasi tecnico, compresi quelli con più esperienza. È proprio un plus, una competenza importante anzitutto sul piano umano perché fa capire quanto sia importante la gestione dei rapporti”.
Su questo tema prosegue: “Se realizzi che la persona viene prima di tutto, allora questa capacità di interazione e connessione con le atlete si rivela fondamentale per creare un contesto ottimale per farle performare al meglio. In questo, devo dire, la sensibilità derivante dall’essere padre di due figlie mi ha senz’altro agevolato”.

Ludovica Coppari, Kick Off: “Coppa Italia competizione affascinante. Il Mondiale lascia tante emozioni”

“La Coppa Italia è sempre una competizione affascinante, dove ogni partita può essere decisiva“. Parola di Ludovica Coppari, calcettista della Kick Off che domani sarà sul parquet per inaugurare la Coppa Italia 2026 sulla quale aggiunge: “È un torneo che spesso regala sorprese e grandi emozioni. Noi siamo consapevoli del livello delle avversarie ma L’obiettivo è giocarcela fino alla fine senza uscire dal campo con rimpianti”.
Per il quintetto lombardo sfida alla CMB, capolista in campionato e sempre vincente sino ad ora, affrontata ultimamente in campionato. Coppari sulla sfida giocata in terra laziale ammette: “Sappiamo benissimo che sarà una partita molto difficile, veniamo da una recente partita in campionato che ci è servita per lavorare sui nostri errori. Sappiamo che è una gara secca, proveremo ad entrare in campo con molta più attenzione e giocandocela fino alla fine”.

La classe ’98 da questa estate si è unita alla Kick Off e sul trasferimento ricorda: “Ho scelto di unirmi alla Kick Off perchè è sempre stata una società con un progetto concreto. I miei obiettivi iniziali erano quelli di migliorarmi sia a livello personale che di squadra, cercando di dare il massimo contributo possibile e aiutare il gruppo”.
In campionato rincorsa alla zona play-off. Sulla stagione l’ex Montesilvano e Pescara, tra le altre, sottolinea: “Sino ad ora è stato un campionato molto difficile  sappiamo di aver lasciato punti importanti per strada. A livello personale sono sempre scesa in campo provando a dare il massimo ma consapevole di continuare a lavorare ogni giorno per poter far meglio e aiutare di più la squadra”.

Sulla Serie A Tesys, invece, Coppari ha evidenziato: “La Serie A è campionato di alto livello, sempre competitivo e con tante squadre forti. Ogni partita è una sfida aperta. Fare bene nella post season sarebbe fondamentale: significa dare valore a tutto il lavoro fatto durante l’anno e dimostrare la nostra crescita”.
Da anni con l’azzurro della Nazionale di futsal sul finire del 2025 la partecipazione al primo Mondiale della storia. Sull’evento vissuto da protagonista ci confida: “Il Mondiale è stato un evento importantissimo per tutto il movimento. Ha dato grande visibilità al futsal e ha contribuito a far crescere l’interesse intorno a questo sport. Personalmente mi porto dietro tante emozioni, l’orgoglio di vivere un evento così grande e anche tanta motivazione per continuare a migliorarmi”.

Women’s Champions League: Lione-Wolfsburg e Arsenal-Chelsea, le parole del post gara

Photo Credit: Marco Montrone - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Le semifinali della UEFA Women’s Champions League sono ormai delineate con le sfide del 25/26 aprile e del 2/3 maggio che decideranno quali squadre si affronteranno nella finale di Oslo. Una delle due semifinale vedrà opposte Arsenal e Lione.

Le inglesi hanno fatto loro il derby con il Chelsea. Grande la soddisfazione per il Barcellona come è emerso nel post gara.
Renée Slegers, allenatrice dell’Arsenal: “Era uno scenario molto difficile entrare in questa partita con un vantaggio di 2-0. Le tre partite precedenti [tra Arsenal e Chelsea in questa stagione] erano state molto serrate con margini ridotti, quindi ci stavamo preparando di nuovo. Sono così orgoglioso di come i giocatori hanno gestito questo gioco, soprattutto dal punto di vista mentale. Pensavamo sarebbe stato davvero difficile difendere qualcosa per 90 minuti contro il Chelsea a Stamford Bridge, quindi siamo andati a 0-0 nella nostra testa.”
Daphne van Domselaar, portiera dell’Arsenal: “Sono così felice che abbiamo fatto il lavoro e sono qui con un grande sorriso. Sapevamo che il Chelsea avrebbe spinto per due gol nel secondo tempo. Sono bravi con le croci, quindi eravamo pronti per loro. Sono solo felice per la squadra; Abbiamo messo in gioco i nostri corpi.”
Capitano dell’Arsenal Kim Little: “È stata una grande prestazione da parte di tutta la squadra. La nostra concentrazione, disciplina e il modo in cui abbiamo giocato la partita sono stati a un livello davvero alto, il che ci ha permesso di andare avanti. Abbiamo parlato di assicurarci di fermare il più possibile i forti giocatori del Chelsea con la palla. Non puoi fermarlo per tutti i 90 minuti, ma l’abbiamo fatto al meglio delle nostre possibilità. Naturalmente ci sono state più occasioni quando cercavano di segnare alla fine, ma ce ne sono state altre anche per noi. Abbiamo visto la partita e sono davvero orgoglioso.”

Delusione, invece, in casa Chelsea.
Sonia Bompastor, allenatrice del Chelsea: “Sono frustrata per il risultato. La Champions League è stata uno dei nostri obiettivi più grandi della stagione, quindi è dura. Siamo stati forti in difesa, non abbiamo subito molto, abbiamo creato molto con la palla, abbiamo avuto il controllo per gran parte della partita, ma la realtà è che non siamo riusciti a segnare più di un gol. Abbiamo creato abbastanza ma non siamo stati abbastanza clinici di nuovo.”
Keira Walsh, centrocampista del Chelsea: “Abbiamo dato tutte il 100%. Probabilmente avevamo abbastanza da analizzare; Semplicemente non abbiamo messo la palla in rete abbastanza presto. Tutto quello che potevamo fare era dare il meglio di noi. Immagino che questo sia il calcio: conta chi [segna] e loro lo hanno fatto più di noi. Forse è solo imparare a restare un po’ più a lungo nel gioco prima di giocare a casa. Avremmo potuto metterci in una posizione migliore perché sappiamo di essere forti a Stamford Bridge.”
Lucy Bronze, difensore del Chelsea: “Su entrambe le partite, penso che siamo stati la squadra leggermente migliore — solo la meno clinica. Abbiamo avuto delle occasioni. L’Arsenal è davvero una squadra valida e ci sono state occasioni in entrambe le partite. È così che stanno le cose.”

Il Lione ha piegato invece il Wolfsburg.
Jonatan Giráldez, allenatore della OL Lyonnes: “Siamo stati costanti nel nostro piano di gioco, abbiamo creato molte occasioni e, nel complesso, sono molto soddisfatto della prestazione. La squadra ha eseguito molto bene ciò su cui avevamo lavorato, soprattutto nel primo tempo, con molta intensità, alto recupero e disciplina difensiva. Avremmo voluto segnare prima per rendere la partita più confortevole, ma, soprattutto, non abbiamo mai smesso di credere.”
Wendie Renard, difensore della OL Lyonnes: “Sappiamo com’è queste partite OL Lyonnes vs Wolfsburg – sempre molto competitive. Ci hanno reso le cose molto difficili, con approcci tattici diversi, ma penso che alla fine ce lo siamo meritati.”
Lily Yohannes, centrocampista OL Lyonnes: “Saltavo su e giù per ogni gol. Penso che abbiamo giocato così bene insieme come squadra. Abbiamo dato il massimo in ogni minuto della partita, quindi penso che meritiamo questa vittoria e siamo davvero felici di andare in semifinale.”

Le tedesche hanno salutato la competizione.
Stephan Lerch, allenatore del Wolfsburg: “La sconfitta ovviamente fa male. Tuttavia, possiamo essere molto orgogliosi di noi stessi. È un peccato che in alcune situazioni non siamo stati abbastanza chiari e non abbiamo preso decisioni decisive. Di conseguenza, siamo stati sotto forte pressione difensiva per lunghi periodi. Ma non ho assolutamente alcuna critica al team. L’hanno abbracciato fino alla fine, hanno dato tutto e non si sono mai arresi. Alla fine, purtroppo non è stato abbastanza.”

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