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Colpaccio Inter: la stella del Real Madrid Ivana Andrés è nerazzurra

Grosso colpo di mercato per l’Inter: dopo il doppio acquisto belga, la società nerazzurra, in data odierna, ha comunicato l’ingaggio ufficiale di Ivana Andrés!
Il Difensore classe ’94, originario della piccola cittadina spagnola Aielo de Malferit, ha firmato un accordo triennale con termine 30 giugno 2027 dopo un ricco cammino nel Real Madrid di cui ha indossato la fascia da capitano. Quest’ultima, però, è per lei solo la più recente esperienza calcistica: la sua carriera, infatti, ha trovato avvio a soli 15 anni nel Valencia, club in cui militerà ben nove stagioni riuscendo a collezionare 247 presenze e sette reti.
Solo i due anni nel Levante (massima serie del campionato spagnolo), poi, hanno anticipato il definitivo approdo nel Real Madrid: un percorso importante che l’ha vista protagonista con 137 presenze da titolare.

Rimanendo in Spagna, la trentenne è stata testimone della vittoria ai Mondiali della Nazionale di cui indossa la casacca numero 5 dall’ormai lontano 2015. Un grande bagaglio ed attitudine vincente che senz’altro potranno ora aiutare la formazione milanese a distinguersi!

Ecco le prime parole della calciatrice rilasciate attraverso i suoi canali social ufficiali:Sono felice di appartenere alla famiglia nerazzurra. Grazie dell’affetto e della splendida accoglienza; pronta per questa grande avventura!“.

Angelo Pascale, CMB: “Promozione in Serie A voluta e conquistata, stiamo lavorando giocarcela con tutti”

Credit: CMB

Nel girone D di Serie B di futsal femminile a guadagnarsi l’accesso ai play-off, dopo la regular season, è stata anche il CMB che ha centrato il salto in Serie A grazie alla vittoria sull’ Atletico Chiaravalle. A parlare in casa lucana della stagione appena conclusa è stato il Direttore Sportivo Angelo Pascale che sulla sfida conclusiva della loro annata ha sottolineato:

“Al match decisivo non siamo arrivati bene da un punto di vista fisico, un paio di ragazze qualche giorno prima avevano preso un virus intestinale, quindi un po’ preoccupati per questo. Si giocava fuori casa contro una squadra altrettanto valida come la nostra in un campo 40×20 di conseguenza le preoccupazioni aumentavano”.

A riguardo il dirigente continua: “La gara è stata una bellissima finale, lo dice anche il risultato, poteva vincere chiunque in qualsiasi momento. L’ emozione per il salto di categoria è stata. Non tanto per la promozione in se, perché era il nostro primo obiettivo, ma per come è stata raggiunta in un campo difficile contro un degno avversario e qui bisogna fare i complimenti al mister, il suo staff e a tutte le ragazze”.

Sul torneo del CMB, poi, Pascale ci dice: “Al cammino della squadra in campionato non si può che dare il massimo dei voti visto che lo abbiamo concluso da imbattuti. Di solito una stagione è l’insieme di momenti, belli e meno belli me li porto tutti. Sarebbe banale dire il giorno della promozione”.

La conclusione guarda, invece: alla prossima stagione sulla quale Pascale sottolinea: “Ai tifosi vorrei ricordare che la prossima stagione giocheremo la serie A, abbiamo mantenuto la promessa, adesso loro dovranno essere l’uomo in più almeno nelle gare casalinghe. Alle giocatrici vorrei ringraziarle tutte, alcune continueranno con noi altre no ma resteranno tutte nella storia del CMB. Per la prossima stagione stiamo lavorando, quindi potremo trarre le conclusioni a fine mercato, sicuramente proveremo a giocarcela con tutti come da nostro DNA”.

Sell ​​Before We Dai: i tifosi del Reading esigono garanzie per la squadra femminile

Il futuro del Reading FC Women, squadra militante nella Championship Women, è in dubbio a causa dei continui problemi finanziari del club. Come riportato dalla BBC, un gruppo di tifosi ha lanciato una protesta per evidenziare la difficile situazione della squadra femminile del club.

“Stiamo lanciando una campagna di cartelloni pubblicitari nel centro di Reading. Questo per evidenziare la difficile situazione della squadra femminile del Reading FC”, ha dichiarato Sell Before We Dai in un comunicato. “A Dai Yongge e Dai Xiuli, vendete il club adesso. Basta. Accettate un’offerta valida e andatevene.”

Sell ​​Before We Dai è un gruppo di pressione guidato dai tifosi, creato con lo scopo di  incoraggiare il proprietario del Reading FC, Dai Yongge, a vendere a un nuovo proprietario prima che vengano arrecati ulteriori danni al club che conosciamo e amiamo. Il calcio è di chi lo ama e i tifosi aspirano a un futuro sicuro e sostenibile per il club e la sua squadra femminile.

Il Reading ha reagito annunciando all’inizio di giugno che stavano parlando con più parti interessate dopo essere entrato in un periodo di esclusività con un potenziale acquirente senza nome. Con la scadenza di quel periodo e l’avvicinarsi della pre season, Sell Before We Dai ha esortato tutti gli acquirenti interessati ad aumentare il proprio interesse per il club e ad accelerare la vendita.

“L’esclusività è importante”, hanno aggiunto nella loro dichiarazione. “Prima dimostrerai di essere interessato al Reading FC, prima potremo mitigare ulteriori danni in atto. Ci aspettiamo da ogni nuovo proprietario un impegno per il successo a lungo termine del club, sostenendo l’intero club, inclusa anche la squadra femminile”.

Sell ​​Before We Dai ha condiviso che il loro cartellone pubblicitario sarebbe stato “divulgato” alle 17:00 di mercoledì e ha incoraggiato i sostenitori a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione online. La loro dichiarazione includeva anche un appello alla FA affinché collabori con il club e trovi una soluzione.

Under 15 femminile: le dichiarazioni dei tecnici dopo le semifinali Scudetto

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Le giallorosse hanno superato per 9-0 la Pro Sesto. Nell’altra semifinale, tra bianconere e Fiorentina, decisivi i calci di rigore dopo lo 0-0 al termine dei supplementari.

“Posso solo fare i complimenti alle ragazze: hanno fatto una partita strepitosa, come tutto il percorso che ci ha portato fin qui, ed è giusto che si possano giocare la finale” ha sottolineato il tecnico della Roma, evidentemente soddisfatto dalla sfida disputata dalle sue ragazze a Fermo.

Opposto lo stato d’animo di Matteo Terranova, l’allenatore della Pro Sesto: “È dura digerire questo risultato: ci credevamo ma loro si sono dimostrate troppo forti” ha sentenziato Terranova, che poi ha continuato: “Ci abbiamo provato e posso solo essere orgoglioso di questo gruppo. Siamo l’unica squadra lombarda ad aver raggiunto la fase finale a quattro squadre: è stata una bellissima esperienza e sono certo che ci riproveremo la prossima stagione”.

Luca Vood, l’allenatore della Juventus, ha mostrato tutto il suo sorriso, dopo aver festeggiato il passaggio in finale: “Innanzitutto facciamo i complimenti all’avversario, perché se abbiamo vinto ai rigori, dall’altra parte c’era una squadra che ci ha dato tanto filo da torcere. Loro hanno molta qualità in alcune calciatrici per la categoria, ma credo che siamo stati noi a meritare di più il passaggio del turno, anche per i gol che ci siamo mangiati. L’approdo in finale è una cosa molto positiva per noi, perché fa parte del percorso di crescita di queste ragazze”.

A provare a smorzare le lacrime delle sue giocatrici, sconsolate per il triste epilogo della semifinale, il tecnico viola Duccio Righetti: “Ho avuto l’onore di guidare questo gruppo straordinario per tre anni e le ragazze sono state meravigliose. Siamo arrivato fino in semifinale, scrivendo una pagina della storia della società, è per noi è stato un grandissimo onore. Ci siamo battuti fino all’ultimo, abbiamo dato tutto, siamo stati eliminati ai rigori da una grandissima squadra e possiamo dire di uscire da questa competizione non a testa alta, ma altissima. Sono fiero e orgoglioso di queste ragazze e del percorso che hanno effettuato”.

Juventus Women: Barbara Bonansea rinnova fino al 2025

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Avanti insieme. Barbara Bonansea ha firmato il prolungamento del contratto con le Juventus Women fino al 30 giugno 2025. Non c’è bisogno di tanti giri di parole: Barbara è da sempre – e continuerà a esserlo – una delle colonne portanti di questa squadra.

Arrivata all’alba del progetto Women nel 2017, dopo essere cresciuta nel Torino e aver dominato la scena con il Brescia, l’attaccante classe ’91 ha visto nascere il nuovo progetto, calandosi nella parte di leader, affermandosi come una delle stelle del calcio italiano.

Nata a Pinerolo e tifosa della Juve sin da bambina, in 7 stagioni è arrivata a toccare quota 176 presenze, segnando ben 82 reti tra tutte le competizioni. In questa stagione ha chiuso a 6 gol (3 in campionato e 3 in Coppa Italia), oltre ad essere scesa in campo nella finale di Supercoppa Italiana vinta a gennaio contro la Roma.

In aggiunta ai tantissimi trofei alzati in bianconero, Barbara è stata l’autrice del primo gol ufficiale delle Juventus Women in Serie A (il 30 settembre 2017 in casa del Mozzanica) e delle prime due in UEFA Women’s Champions League (il 12 settembre 2018 nel 2-2 contro il Brondby).

Orobica: confermata la permanenza in rossoblù di Federica Demarchi

Altra conferma in casa Orobica: dopo quella che ha visto Giorgia de Vecchis protagonista, la Prima Squadra, per altre due stagioni, non potrà fare a meno della presenza di Federica Demarchi!
L’estremo difensore della compagine rossoblù permarrà ufficialmente nei medesimi colori fino al 2025.

Per la classe 2000 si tratterà dell’ennesima esperienza nella rosa bergamasca (quest’ultima, infatti, è una shark “since 2021”), ma nel percorso 2023/24 appena archiviato non sono mancate le difficoltà: la stessa ha rimediato un infortunio che l’ha costretta a stare lontana dal rettangolo verde per svariati mesi; una vera battuta d’arresto (come da lei stessa definita) che oggi sembra fare sempre meno male e lasciare spazio ad una ripresa totale, fatta di voglia di fare bene e riscattare quanto non si è potuto fare durante il campionato concluso al secondo posto.

Quello della numero 27 rimane un contributo importantissimo in ambito calcistico che potrà godere, inoltre, della sua preparazione formativa, considerato il conseguimento della qualifica UEFA C ed il recente inserimento come allenatrice portieri dilettanti e SGS.
La società stessa ha voluto ringraziare Demarchi per rispetto, educazione, umiltà e pragmatismo dimostrati nelle vesti sopra citate, alla quale ora spetta il premio di allenatrice educatrice dell’anno che verrà consegnato da “Lisa Fly Over The Sea“.

Non resta che attendere l’avvio della prossima stagione per poterla rivedere tra i pali del Centro Sportivo di Arcene.

Quali obiettivi può avere l’H&D Chievo Women per la nuova Serie B?

La nuova stagione di Serie B Femminile prenderà il via il 1° luglio, e nel frattempo l’H&D Chievo Women ne sta approfittando per confermare gli elementi di spicco della sua rosa. L’annata in arrivo sarà fondamentale per le ambizioni del club clivense, che sicuramente avrà molte più pressioni rispetto a quelle dell’estate precedente.

Vincere è difficile, riconfermarsi ancora di più. La squadra Gialloblù è stata forse la più bella rivelazione dell’ultimo campionato, e ora l’obiettivo è dimostrare che non si è trattato di un blitz, ma soltanto una base da cui costruire un gran futuro. Certamente sarà una Serie B ancora più tosta, in quanto anno dopo anno il livello si alza. Realisticamente per la società della diga, quello che sarà il metro di giudizio non si baserà solo su punti conquistati e sulla posizione di classifica.

Quello che farà la differenza sarà una maggior maturità nell’approccio alle partite. Il tecnico Ulderici, come ha evidenziato in alcune interviste della passata edizione, un difetto è stato rappresentato dalla difficoltà di interpretare i momenti della gara in cui la partita “diventava sporca”. Per il nuovo anno invece, l’obiettivo sarà proporre maggiore concretezza e capacità di conquistare anche vittorie “sporche”.

Oltre a questo, fondamentale vincere la maggior parte dei confronti contro le dirette rivali di centroclassifica, chiudete da imbattute (come un anno fa) i derby con il Verona, eventualmente vincendo entrambe le sfide. Ultimo, ma non meno importante, riuscire a rubacchiare punti pesanti alle squadre in lotta per la promozione, magari anche nel vivo del campionato e non solo a fine stagione. In questo caso però, dipenderà anche dal calendario.

30 giorni alle Olimpiadi: le curiosità sulla cerimonia di apertura

Un appuntamento fissato nel cuore del dipartimento di Senna-Saint-Denis. In un soleggiato venerdì di inizio giugno, un piccolo gruppo di giornalisti viene invitato a partecipare alle prove dei ballerini della Cerimonia di Apertura di Parigi 2024.

Un grande portone lascia intuire cosa si trovi all’interno. Dopo aver attraversato un piccolo cortile si vede un capannone, impercettibile dall’esterno. All’interno, i graffiti decorano le pareti scure e un grande specchio occupa la maggior parte dello spazio. È qui, lontano da occhi indiscreti e in una location insolita e riservata, che il gruppo si sta allenando per essere pronta in vista del 26 luglio.

Circa cinquanta giovani ballerini stanno imparando nuovi passi a un ritmo intenso sotto la guida di Maud Le Pladec, nominata Direttrice della Danza per le cerimonie di Parigi 2024 e coreografa della Cerimonia di Apertura.

L’atmosfera è perfetta, con gli artisti che si motivano a vicenda radunandosi e gridando l’urlo di battaglia prima di iniziare la loro esibizione, per poi terminare applaudendo. Si conoscono da lunedì, quando sono iniziate le prove, ma sembrano già essere in perfetta armonia.

“Ci alleniamo otto ore al giorno, tutta la settimana, e poi ci ritroveremo una settimana prima delle Olimpiadi per riprendere l’allenamento e provarlo in condizioni reali”, spiega Louise, una ballerina di 25 anni.

Il gruppo presente oggi fa parte di un ensemble più grande composto da 400 persone. Stanno provando la loro parte da soli, senza nemmeno sapere cosa stiano facendo i loro compagni.

“Sappiamo, più o meno, solamente quando saremo coinvolti e per quanto tempo”, dice Louise.

In tutto, quasi 3.000 artisti prenderanno parte alle quattro Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024.

Venerdì 28 giugno si potrà vedere un’anteprima di 30 secondi della Cerimonia di Apertura: un passaggio ad alta intensità, che mescola stili contemporanei e urbani. Per il resto, bisognerà lasciare che i ballerini familiarizzino con i passi e attendere fino al 26 luglio.

“Alcune prove si svolgono in un capannone come questo, ma ce ne sono molte altre”, spiega Thomas Jolly, direttore artistico delle Cerimonie.

“Ci saranno anche test al chiuso con spazi più grandi, perché non possiamo far entrare centinaia di ballerini qui. Andremo sul posto all’ultimo minuto”.

A poco più di un mese dalla fatidica data, tutto sta diventando reale per l’ideatore di questo grande spettacolo che sta lavorando al progetto con i suoi collaboratori da oltre un anno e mezzo.

“La Cerimonia è stata concepita nel giugno 2023”, spiega. “A seguire, c’è stata una fase di studio di fattibilità sulla resistenza di ponti, banchine, vento, correnti… Da allora ci siamo adattati, organizzati e abbiamo effettuato modifiche fino a trovare la giusta armonia”.

Ogni dettaglio è stato pensato per esaltare la Ville Lumière e lo sport di fronte ai milioni di spettatori e telespettatori che ammireranno lo spettacolo il giorno dell’evento.

“Per la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici, sfrutteremo tutti i monumenti storici intorno alla Senna e non ci sarà una sola riva del fiume o un ponte che non sarà riempito di musica, danza o performance,” spiega Le Pladec. “Parliamo di danza, ma ci saranno anche quadri più visivi, musica, sport e altro”.

Con il meteo incerto all’inizio del 2024, e l’instabilità del clima a Parigi, devono essere considerate tutte le condizioni climatiche possibili per il 26 luglio: pioggia battente, temporali, venti forti e ondate di calore. Nulla è lasciato al caso nella progettazione di questo evento.

“Sappiamo che non potremo controllare il meteo, quindi dobbiamo tenerne conto ed essere flessibili”, dice Jolly.

“Abbiamo piani nel caso in cui la corrente sia un po’ più forte o un po’ più debole e la Cerimonia sarà adattata in base ai livelli di umidità. Se alcuni set diventano scivolosi o pericolosi, dovremo adattare quei passaggi, mentre altri saranno preservati”.

“La Cerimonia ha un formato flessibile a seconda di ciò che si verificherà quella sera”, continua. “Abbiamo previsto tutto ed è tutto adattabile. Si chiama performance dal vivo per un motivo: bisogna lavorare con ciò che è vivo, come il fiume e il cielo”.

Forza d’animo ed esempio per le compagne, un premio oltre l’infortunio. Rosucci: “Voglio tornare a giocare per poter dire di avercela fatta”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

“Chi è dentro la Juventus dà un valore alla Juventus. È un po’ come se io aprissi le porte di casa mia”. Basterebbe questa affermazione per descrivere il significato che Martina Rosucci dà alla maglia che indossa da sei stagioni. Un legame indissolubile fatto di tifo, passione e riconoscenza reciproca, che non ha vacillato nemmeno di fronte alla terza rottura del legamento crociato del ginocchio, anzi. In occasione dell’ennesimo grave infortunio la centrocampista non ha mai lasciato sole le compagne, accompagnandole in campo e fuori e dimostrando ancora una volta il suo amore per il club bianconero, che per tutta risposta le ha rinnovato il contratto subito dopo la delicata operazione.

“Mi ha emozionato sapere quello che faccio quotidianamente venga riconosciuto attraverso gli occhi delle mie compagne”, ha dichiarato nel momento della consegna dell’eBay Values Award. Ebbene sì, pur non giocando da un anno e mezzo la 32enne di Torino – che durante l’iter riabilitativo si è laureata in Scienze Motorie – è la quarta e ultima vincitrice della stagione del riconoscimento assegnato da eBay e FIGC, dopo Paola Di Marino (Napoli Femminile), Stefania Tarenzi (Sampdoria) e Nadia Nadim (Milan).

Una ‘statuetta’ che va oltre le dinamiche di campo e che premia la sua leadership e la sua forza d’animo, caratteristiche a cui la Juventus non vuole di certo rinunciare ed è per questo che la società ha deciso di prolungare il legame con Martina, che in bianconero ha vinto cinque scudetti, tre edizioni della Coppa Italia e altrettante Supercoppe. “È come se loro mi avessero detto ‘grazie per quello che hai fatto finora, continua a farlo perché noi crediamo in te’ ”.

La sua capacità di saper agire da esempio e modello, anche nelle situazioni più difficili, le ha anche permesso di diventare un punto fermo della Nazionale, una storia decennale a forti tinte azzurre interrotta nel febbraio del 2023 dopo un’Arnold Clark Cup vissuta e giocata da assoluta protagonista, come avrebbe meritato di fare anche nella sfortunata spedizione mondiale in Australia e Nuova Zelanda. Ora l’obiettivo della numero 8 è uno solo: “Voglio tornare a giocare per poter dire ‘ce l’ho fatta’  – ha sottolineato Rosucci – quel momento dà significato a tutto quello che si è fatto ed è stata una delle sensazioni più belle della mia vita. Lottate per questo momento perché se avete fiducia arriverà al 100%”.

Martina sceglierà una scuola del settore giovanile femminile del suo territorio a cui destinare il kit di materiale tecnico e sportivo previsto da ogni eBay Values Award. Questo perché l’obiettivo dello speciale riconoscimento assegnato da eBay, Title Partner della Serie A Femminile, con il supporto della FIGC, è proprio quello di supportare concretamente le società giovanili per promuovere l’attività calcistica tra le nuove generazioni.

Questa la motivazione che ha portato la giuria ad assegnare l’eBay Values Award a Martina Rosucci:

È possibile ricevere un premio calcistico senza aver effettivamente disputato un match durante la stagione appena conclusa?

Si, si può, se ti chiami Martina Rosucci. La motivazione per la quale le viene riconosciuto l’Ebay Values Award ha dunque delle ragioni particolari e profonde che prescindono dalle dinamiche di campo.

Rialzarsi dopo un grave infortunio e riuscire a trovare dentro di sé la motivazione per credere che nessun ostacolo sia realmente insormontabile richiede una forza di spirito fuori dal comune.

Forza che Martina nel corso di quest’anno ha dimostrato di riservare non solo a sé stessa, – unendo all’iter riabilitativo anche il conseguimento della laurea in Scienze Motorie – ma anche a tutte le sue compagne di squadra in un momento complesso della stagione.

Rosucci è, come giocatrice e come essere umano, un valore aggiunto prezioso anche nei momenti in cui qualsiasi altra persona cercherebbe solamente di concentrarsi su sé stessa.

La sua storia e il modo in cui riesce sempre ad essere un punto di riferimento per gli altri incarna valori della generosità, della saggezza, della leadership e della capacità di saper agire da esempio e modello.

Quando l’età è solo un numero: María José Pérez e l’UD Tenerife ancora insieme

L’attaccante dell’UD Tenerife, María José Pérez, ha appena prolungato il suo contratto per un’altra stagione e continuerà a scrivere la storia del club.

Ciò che stupisce è l’età della giocatrice. Pérez, infatti, non è proprio giovane, ha 40 anni per l’esattezza e non ha perso la passione per il calcio. Come riportato da AS uno dei motivi del rinnovo è racchiuso nella volontà di condividere la sua esperienza con le compagne di squadra in quella che sarà l’undicesima stagione con la maglia biancoblu.

Capocannoniera della storia del club con un totale di 76 gol in 232 partite ufficiali, nonchè la prima nativa di Tenerife a giocare con la nazionale maggiore spagnola, Pérez ha esordito nel 2013 in Seconda Divisione. Prima di allora, la sua carriera l’ha vista indossare le maglie di diverse squadre come CE Sabadell, Huelva Estudiantes, Puebla Extremadura, RU de Tenerife Santa Cruz, CD Charco del Pino. Protagonista della promozione del 2015, l’attaccante ha ricevuto gli elogi da parte del presidente del Tenerife, Sergio Batista, che dopo il suo rinnovo ha affermato: “María José è un simbolo per noi, un emblema delle giocatrici di questa terra“.

La giocatrice stessa ha affermato con orgoglio: “Questo è il club che mi ha dato l’opportunità di essere una calciatrice professionista, la casa dove ho trascorso gran parte della mia carriera sportiva. La nostra crescita è stata parallela. Continuare per un altro anno a difendere la mia squadra di casa nell’élite è molto importante per me e mi rende molto felice”.

L’UD Tenerife ha centrato l’obiettivo salvezza, dopo aver ottenuto la nona posizione in questa stagione e sta già lavorando alla creazione della rosa per il prossimo anno. Fulcro del nuovo progetto? Ovviamente la leggendaria María José Pérez.

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