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La Freedom si prende la laguna: Venezia battuto 2 a 0, aggancio al Brescia

Photo Credit: Freedom FC

Sesto risultato utile consecutivo per la Freedom FC Women che, a Mestre, trova il primo successo del 2026 piegando il Venezia nella quindicesima giornata di Serie B: decisivo l’uno-due, nel giro di un minuto, firmato Berveglieri, a risolvere un match rimasto in bilico per almeno 45′ e che, con il passare del tempo, sarebbe potuto diventare molto complicato. Bene così, quindi, per la formazione di De Martino che fortifica il proprio ottimo piazzamento a metà classifica, mantenendo l’ambizione di potersi sempre affacciare ai piani più alti e prestigiosi, subito dietro le corazzate come Como e Lumezzane.

LA CRONACA – Parte bene la compagine cuneese, molto propositiva nei primi 20′: al 10′ Bonetti lancia in area Zanni, anticipata da Pucova in uscita; 2′ dopo cross da destra di Kaabachi, Grange svetta di testa e manda fuori di poco. Al minuto 14 Pasquali scappa a destra e mette in mezzo, Novelli per anticipare Bonetti in area rischia l’autogol mandando alto sopra la traversa. Dopo i primi ottimi 20′, le piemontesi non riescono più ad incidere e, pur senza rischiare troppo, lasciano campo al Venezia, che prende coraggio: si segnala un gol di testa dell’ex Ballo annullato per fuorigioco e, al 34′, una conclusione da fuori di Furlanis, bloccata in due tempi da Vinoly. 

La Freedom risolve la pratica con un uno-due mortifero ad inizio ripresa: al 52′ Berveglieri raccoglie palla e, dalla lunga distanza, lascia partire una sventola che si stampa sulla traversa, finendo sulla schiena di Pucova in volo ed insaccandosi. Subito dopo, è 0-2: assist di Bonetti a pescare ancora Berveglieri, brava, all’ingresso dell’area, ad incrociare da sinistra verso destra, palo-gol e raddoppio.

Match che, di fatto, si decide e chiude qui. Le biancoblu gestiscono al meglio l’incontro, andando vicine al tris al 79′ quando, su pressione alta di Spinelli, Zazzera raccoglie la sfera ai 16 metri e calcia: palla deviata da Duarte, Pucova in controtempo riesce a salvarsi in corner.

La Freedom FC Women vince e sale così a quota 23, sempre a pari merito con il Brescia: le cuneesi torneranno al “Paschiero” per ospitare il Vicenza domenica 8 febbraio.

Venezia FC – Freedom FC Women 0-2

Reti: 52’ Berveglieri (F), 53’ Berveglieri (F).

Venezia FC (4-3-3): Pucova, Fernandez (85′ Nurzia), Duarte, Airola, Novelli (68′ Mazis); Cortesi, Doneda, Saggion (70’ Mounecif); Willis (68’ Orlandi), Furlanis, Ballo (68’ Morin)

A disposizione: Nan, Liva, Pusiol, Muffato.

Allenatore: Luis Oliveira.

Freedom FC Women (4-4-2): Vinoly, Marenco, Grange, Bianchi, Mele (55’ Giuliano); Pasquali, Kaabachi, Errico, Zanni (55’ Zazzera); Bonetti (68’ Spinelli), Berveglieri (89’ Ravnachka).

A disposizione: Blatti, Scherlizin, Quagliata, Casella, Imperiale.

Allenatore: Vincenzo De Martino.

Arbitro: sig. Marco Schmid di Rovereto (Bignucolo di Pordenone e Patat di Tolmezzo).

Ammonita: Pasquali (F).

Comunicato ufficiale della Freedom FC.

Le Titane allungano la striscia: il rigore di Tamborini vale il successo sull’Hellas

credit photo: Sarah Cainelli - photo agency calcio femminile italiano

Ancora una vittoria, ancora un clean sheet e altri significativi passi in avanti. Le Titane continuano a fare risultato (sono tre di fila: un pareggio e due vittorie), e l’ottima notizia è che la prestazione è ancora più qualitativa e  “feroce” rispetto a quella offerta una settimana fa con il Brescia. E così, dopo aver inaugurato nel modo migliore possibile il girone di ritorno, la squadra di Piva fa centro anche nella prima trasferta dell’anno. La benefica conseguenza è che la classifica, adesso, inizia a dire cose importanti, benchè provvisorie: la zona rossa dista 9 punti, il Vicenza è agganciato e lo stesso Hellas sensibilmente avvicinato (+1). Il riassunto della gara di andata è di semplice enunciazione: le Titane fecero la partita, il Verona vinse. E forse anche memori di questo, ma soprattutto grazie alla spinta post Brescia, le Titane partono a mille all’ora. Il vestito è quello del 4-3-1-2, con Giuliani vertice alto del rombo e Lamti (alla prima da titolare) vertice basso. Davanti manca Sechi, ma torna Tamborini. Al suo fianco, Iardino.

Pronti-via e un’azione veloce sviluppata sulla sinistra porta al cross Casadei: Iardino arma il tiro a rimorchio di Mak, intercettato in maniera sospetta da una del pacchetto arretrato dell’Hellas. Le richieste di calcio di rigore non vengono accolte dal direttore di gara. La formazione di casa non si schiaccia ma risale, tanto che il primo quarto d’ora di gara vede una robusta presenza delle Scaligere nella metà campo biancoazzurra, ma con scarsi effetti, se si eccettua un gol annullato per fuorigioco al 12’. Sarà, di fatto, l’ultima sortita dell’Hellas nel primo tempo. Da lì, la San Marino Academy inizia davvero a mordere la partita, collezionando occasioni da rete in una sorta di crescendo rossiniano. Prima della tempesta vera e propria, ci sono le conclusioni dalla distanza di Tamborini e Giuliani: l’una centrale, l’altra alta. Passano pochi minuti ed ecco la prima, vera palla gol della partita. Manzetti lancia in profondità Tamborini, che salta Corsi in sombrero e poi prova la stessa giocata anche su Valzolgher, che non si fa scavalcare. Sulla successiva ripresa del gioco, la palla viene recuperata in zona altissima: Giuliani va alla ricerca di Tamborini, la cui rasoiata viene deviata di piede da Valzolgher, ancora decisiva. L’angolo seguente viene battuto da Giuliani con l’idea di trasformarlo in un “gol olimpico”: la traversa ferma la parabola disegnata dalla 30 biancoazzurra, con Valzolgher comunque in apparente controllo. Le due giocatrici tornano a “battibeccare” al 29’. La punizione dalla tre quarti viene affidata al destro di Giuliani, che mira il palo alla propria sinistra. Tutto sembra apparecchiato per la prima esultanza stagionale della trequartista biancoazzurra,  ma un volo straordinario di Valzolgher evita quello che sarebbe stato un meritato 1-0.Comunque le ragazze di Giacomo Piva non cessano di lavorare ai fianchi l’Hellas, senza offrirgli la possibilità nè di riorganizzarsi, né rifiatare. E così, è quasi una naturale conseguenza il calcio di rigore fischiato al 39’ per una trattenuta ai danni di Tamborini dopo un tiro largo di Miotto trasformatosi in assist. Dal dischetto va la stessa numero 10, che è letale come lo era stata a Brescia all’alba della stagione: Valzolgher indovina la direzione ma non può mai arrivare sul tiro angolato alla perfezione. L’1-0 viene confermato al fischio di fine frazione: la sensazione è che sia un premio limitato se messo in rapporto con l’intensità e la qualità della prova offerta dalle ragazze ospiti.

Un risultato che, sull’altro fronte, tiene in vita l’Hellas. Ma servono dei correttivi, ed è per questo che Simone Bragantini – ex della sfida – opera due cambi alla ripresa dei giochi. La sua squadra prova ad organizzarsi in un arrembaggio che risulta però più fumo che arrosto. Merito dell’organizzazione dei reparti dell’Academy, gestiti vocalmente da una Giulia Limardi poco sollecitata sul piano delle parate, ma molto attiva nella lettura dei lanci lunghi dell’Hellas e delle palle scodellate in area dalle corsie. Il resto sono grandi quantità di garra e lucidità di scelta distribuite senza vuoti nell’intero roster delle giocatrici in maglia (oggi) rossa, titolari come subentrate. Il risultato di tutto questo è una lunga fase di possesso sterile da parte delle padrone di casa e di paziente attesa della chance per chiudere i giochi da parte delle Titane. Questa chance si materializza a metà frazione, quando Giuliani, con un cambio di gioco millimetrico, serve Tamborini alle porte dell’area di rigore. L’autrice dell’1-0 sceglie di non affondare ma di aspettare il rimorchio di Mak, che piazza la sfera sul palo lontano, colpendolo in pieno. In questo modo i legni della San Marino Academy diventano due. E il conto sarà destinato ad aggiornarsi. Prima, però, Mak ha un’altra possibilità di colpire raccogliendo una respinta timida di Corsi: destro alto e largo; poi Tudisco cerca il gol dalla lunghissima distanza mettendo tanto coraggio nella propria conclusione, ma non sufficiente angolo. La stessa Tudisco, all’89’, è la destinataria di una ripartenza 3 vs 2 avviata da Dicataldo (esordio per lei in maglia Academy) e rifinita da Iardino: la 23 arriva a tu per tu con Valzolgher e colpisce il palo più vicino; Miotto poi si avventa sul “rimbalzo”, ma spara altissimo. Il Verona continua ad ammassare giocatrici negli ultimi 25 metri di campo, ma sono più i pericoli corsi in contropiede che quelli portati alla porta di Limardi. Quest’ultima non deve faticare per bloccare un colpo di testa di Zanoni sugli sviluppi di un corner. Poi osserva senza particolari patemi il tentativo di girata di Montesi spegnersi fuori dallo specchio. Alla fine dei 5’ di recupero, Cuciniello e compagne possono esultare con pieno merito: la striscia positiva si allunga, la classifica assume connotati sempre più gradevoli e la sconfitta dell’andata – per 1-0 – è ufficialmente riscattata. Con una prestazione come quella di oggi, un altro epilogo non era concepibile.

Venezia-Freedom, è stop per le arancioneroverdi – Doppio il vantaggio subito

Photo Credit: Andrea Vegliò, FC Cesena - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Le ragazze di Oliveira nella 15a giornata di Serie B Femminile non riescono ad avere la meglio della Freedom ed escono sconfitte dal confronto andato in scena al Centro Sportivo “G. Taliercio”. Una doppietta lampo di Berveglieri spegne le ambizioni delle Leonesse nonostante una prestazione generosa e ricca di occasioni.

Il match si apre con un colpo di testa di Errico che termina fuori sul secondo palo. Le Leonesse iniziano a spingere e al 25’ Doneda prova il tiro dalla distanza, trovando però la risposta del portiere ospite. Al 27’ Cortesi disegna una punizione laterale per Novelli, che in area non riesce a trovare la deviazione vincente. Al 31’ Furlanis colpisce il palo al volo, ma l’azione viene fermata per posizione di fuorigioco. Poco dopo, al 33’, anche il gol di Ballo su cross di Saggion viene annullato, ancora per offside. Il Venezia chiude così la prima frazione in avanti, ma senza riuscire a concretizzare.

La ripresa cambia volto alla gara in maniera improvvisa: al 52’ Berveglieri trova il vantaggio con una conclusione dalla distanza che si insacca per lo 0-1. Passa appena un minuto e la stessa attaccante, partita al limite del fuorigioco, colpisce ancora firmando lo 0-2. Sotto di due reti, le Leonesse provano a reagire fino all’ultimo: al 38’ Cortesi batte un corner sul quale Duarte svetta di testa, ma la palla termina di poco sopra la traversa. Nonostante la spinta finale e i cambi operati da Oliveira, il risultato non cambia.

Venezia FC – Freedom 0-2

Reti: 52’ Berveglieri (F), 53’ Berveglieri (F).
Ammonizioni: Pasquali (F).

Venezia FC: Pucova, Duarte, Doneda, Ballo (68’ Morin), WIllis (68’ Orlandi), Fernandez (85’ Nurzia), Airola, Saggion (70’ Mounecif), Novelli (68’ Mazis), Furlanis, Cortesi.
A disposizione: Nan, Liva, Pusiol, Muffato, Morin.
Allenatore: Luis Oliveira.

Freedom: Vinoly, Bianchi, Marenco, Kaabachi, Bonetti (68’ Spinelli), Zanni (55’ Zazzera), Errico, Pasquali, Mele (55’ Giuliano), Grange, Berveglieri (89’ Ravnachka).
A disposizione: Blatti, Scherlizin, Quagliata, Casella, Imperiale.
Allenatore: Vincenzo De Martino.

Arbitro: sig. Marco Schmid.

Alia Guagni, una vita in viola: “La Fiorentina è stata la mia famiglia”

Alia Guagni, leggenda della Fiorentina Women, è la protagonista del quarto episodio del podcast Un Secolo Viola, dedicato ai cento anni del club. Un racconto intenso, personale e collettivo allo stesso tempo, in cui l’ex capitana ripercorre la sua storia in maglia viola, dalle difficoltà degli inizi fino ai trionfi che hanno segnato una svolta per tutto il movimento del calcio femminile italiano.

“La Fiorentina per me è stata la mia famiglia per un sacco di anni e Firenze è la mia casa, quindi significa veramente tanto”, racconta Guagni. “Ho fatto praticamente tutta la mia carriera qui, da quando avevo dieci anni fino a trentadue. Anche se negli ultimi anni non ho vestito questa maglia, mi sento comunque parte di tutto questo”.

Un legame profondo, costruito nel tempo, che affonda le radici in un’epoca in cui il calcio femminile era ben lontano dalla visibilità attuale. “Era un qualcosa che facevi solo se avevi una passione fortissima. Una ragazzina che giocava a calcio veniva vista male, c’erano pregiudizi continui. Dovevi avere qualcosa dentro di molto forte, altrimenti non avresti mai continuato”.

Guagni ricorda le difficoltà concrete di quegli anni: “A dieci anni ti ritrovavi a giocare con i maschi, a cambiarti nello sgabuzzino delle scope, senza spogliatoi. Eri sempre la diversa. Era molto difficile”.

Il passaggio dal Firenze alla Fiorentina ha rappresentato una svolta storica, non solo personale. “Non era una cosa che stavamo cercando di fare. Mio padre era il presidente del vecchio Firenze, ma quando è successo ci ha cambiato la vita. E non solo a noi: è cambiata la vita a tutto il movimento del calcio femminile”.

Un cambiamento graduale, ma radicale: “All’inizio non è stato da zero a cento. C’erano ancora problemi strutturali, ma è cambiata la mentalità, l’organizzazione. Prima chi lavorava nel settore lo faceva come un lavoro in più, non era una priorità. Con una società professionistica è cambiato tutto”.

Anche dal punto di vista umano e sportivo, Alia ha vissuto in prima persona la trasformazione del movimento. “Il ‘prima’ non posso parlarne male, perché mi ha reso la persona che sono oggi. I rapporti più belli li ho avuti quando non avevamo niente e dovevamo stringerci tutte insieme”.

Il coronamento di quel percorso arriva con la storica doppietta Scudetto–Coppa Italia nella stagione 2016-17. “Era scritto, era la nostra annata. Eravamo una squadra molto forte, ma soprattutto un gruppo che funzionava. Questo fa la differenza quando vuoi raggiungere grandi risultati”.

Indimenticabile il momento dello Scudetto: “È stato un momento magico, vissuto con la maglia giusta, nello stadio giusto, con le persone giuste. Ancora oggi, se ci penso, mi vengono i brividi. Sono sensazioni talmente forti che è difficile spiegarle”.

Anche l’esordio al Franchi resta impresso nella memoria: “I brividi. Mi è successo due volte in tutta la carriera. Entrare lì dentro, anche senza pubblico, e dire: ‘Sto facendo qualcosa di grande’. Era la maglia che sognavo”.

Guagni sottolinea il ruolo pionieristico della Fiorentina nel calcio femminile italiano: “Se non fosse stato per la Fiorentina, che ha fatto il primo passo, non so come sarebbero andate le cose. Poi sono arrivate Juventus, Roma, Inter, ed è cambiato tutto. Ma i meriti vanno dati”.

Tra le vittorie più significative anche la Supercoppa contro la Juventus: “Non eravamo le favorite. Vincere quella partita è stato fondamentale. Ogni tanto mi riguardo le foto: ho dei ricordi bellissimi”.

Non mancano i rimpianti, come la sconfitta del 2019 all’Allianz Stadium davanti a uno stadio sold out: “Fa malissimo, ma è stata una partita storica. È stato il manifesto del calcio femminile. Il risultato forse non è stato veritiero, ma fa parte del calcio”.

Guardando al presente e al futuro, Guagni riflette sulla crescita del movimento: “Se me l’avessero chiesto quindici anni fa, ti avrei detto che era impossibile giocare davanti a uno stadio pieno. Adesso è successo. Forse oggi si è perso qualcosa, bisogna lavorarci di più, ma la base c’è”.

Dalla Champions League al Mondiale con la Nazionale, fino ai 87 gettoni in azzurro, la sua carriera resta un punto di riferimento. “Sono soddisfazioni incredibili. Quando giochi a calcio, questi sono gli obiettivi. Raggiungerli è qualcosa che ti porti dentro per tutta la vita”.

Marie Detruyer, Inter Women: “Sono molto felice di aver segnato, ma sono felice soprattutto per la vittoria”.

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency Calcio Femminile Italiano

Il dodicesimo turno del campionato di serie A ha visto l’Inter giocare in trasferta contro la Ternana e vincere con il risultato di 1-0 grazie al gol segnato da Marie Detruyer al 6′ del primo tempo.
La partita che è andata in scena a Narni, differentemente dalle altre in cui le due squadre si sono scontrate, è stata complicata per entrambe le compagini che, specie nella seconda frazione di gioco, non sono riuscite a trovare (nonostante i cambi) il modo di smuovere il tabellino da quel risultato iniziale. I tre punti, dunque, sono andati in maniera meritata ad un Inter che sperava in un risultato più ampio e che ha pagato solo in termini di finalizzazione una prestazione imperfetta rispetto a ciò a cui si era abituati a vedere.

Intervistata nel post gara, a parlare del match è stata proprio la centrocampista belga, autrice dell’unico gol della giornata che, dopo aver ammesso le difficoltà incontrate sul rettangolo verde, ha anche guardato il bicchiere mezzo pieno. L’Inter è una squadra in crescita che ha imparato a rimanere compatta nei momenti più complicati delle partite e ad interiorizzare una mentalità vincente che è fondamentale se, come la squadra di Piovani, si aspira ad avere un posto tra le grandi.
Questo fine settimana le nerazzurre giocheranno in casa contro la Fiorentina di mister Pinones Arce una gara che si prospetta non semplice ma, in questa serie A, non esistono partite semplici per questo sarà necessario restare unite.

“Penso sia stata una partita molto difficile, su un campo complicato. Però abbiamo anche la forza di lottare su ogni pallone e non solo di giocare un buon calcio. Questo è molto positivo per noi. Stiamo crescendo tanto e oggi si è visto: come dicevo, siamo riuscite a lottare su ogni pallone. È quello che dobbiamo fare, combattere per la squadra, per noi stesse. Ed è davvero importante. Sono molto felice di aver segnato, ma sono felice soprattutto per la vittoria, per aver conquistato i tre punti e per essere riuscita ad aiutare la squadra. Con la Fiorentina sarà un’altra partita difficile, come tutte. Penso che ogni gara in Serie A sia complicata. Ma se restiamo unite come squadra, come abbiamo fatto oggi, allora tutto è possibile.”

 

Massimiliano Canzi vince la Panchina d’oro della Serie A Women 24/25: “Emozionato”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Massimiliano Canzi è stato premiato oggi a Coverciano con la Panchina d’Oro della Serie A Women per la stagione 2024/25, al termine di un’annata da protagonista sulla panchina della Juventus Women.

Alla sua prima stagione in bianconero, Canzi ha lasciato subito il segno centrando uno storico double, conquistando Scudetto e Coppa Italia e guidando la squadra a un percorso di altissimo livello. Un lavoro riconosciuto dal Settore Tecnico della FIGC nel corso della cerimonia ufficiale avvenuta oggi, durante la quale il premio come miglior allenatore dello scorso campionato è stato consegnato da Mario Beretta, attuale presidente del Settore Tecnico e per anni collaboratore dello stesso Canzi.

Con questo riconoscimento, Massimiliano Canzi diventa il terzo allenatore della storia della Juventus Women a conquistare la Panchina d’Oro, dopo Rita Guarino e Joe Montemurro, confermando l’eccellenza del percorso intrapreso dal Club nel calcio femminile.

«Sono emozionato per quello che vuol dire ricevere questo premio grazie al voto dei miei colleghi. Ci tengo a ringraziare le mie giocatrici che sono state le assolute protagoniste della stagione che abbiamo fatto, la Juventus che mi ha dato l’opportunità di competere ad alti livelli e il mio staff che mi aiuta a crescere e migliorare ogni giorno».

Alla guida juventina, ad ottobre dello scorso anno, era stato conferito il premio di “miglior allenatore di calcio femminile serie A”; il citato traguardo, durante la la cerimonia “Manlio Scopigno” e “Felice Pulici” (33esima edizione Scopigno Cup), fu accompagnato in modo diretto da quello consegnato a Cristiana Girelli: alla bomber numero 10, infatti, andò il “miglior giocatrice di categoria”.

Kerttu Karresmaa, Lazio: “Se non la puoi vincere, non la devi perdere. Potevamo fare meglio nel primo tempo”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Lazio ha impattato per 1-1 contro il Como Women, restando in piena corsa per il terzo posto che vale il piazzamento in Europa per la prossima stagione. Dopo il pari del ‘Fersini’ a parlare in casa biancoceleste è stata Kerttu Karresmaa che, tramite i canali ufficiali del club, ha affermato sulla gara: “Noi diciamo sempre che se non la puoi vincere, non la devi perdere. Contro il Como toccava stare sveglie soprattutto sulle ripartenze perché son tanta roba lì davanti”.

L’estremo difensore laziale ha poi aggiunto parlando del Como Women: “Hanno giocatrici molto forti. Avremmo potuto chiuderla al primo tempo perchè abbiamo avuto tante occasioni. Però, in un campionato così competitivo, non bisogna assolutamente perdere se non puoi vincere. La mia risposta dopo il derby? Non era facile riprendersi mentalmente dopo un 3-0. Però noi, come squadra abbiamo fatto vedere che ce la possiamo fare. Siamo forti e, secondo me, l’abbiamo dimostrato anche oggi”.

Kerttu Karresmaa, portiere classe ’04 finlandese ex Sampdoria, ha poi concluso l’intervista ufficiale parlando di classifica di A: “Certo che durante un campionato così bisogna sempre restare sul pezzo. Ogni partita conta e noi pensiamo una gara alla volta. Ora testa al Genoa, che sarà la nostra prossima avversaria”.

Christy Grimshaw, Milan: “Abbiamo sempre lavorato bene, ora sta pagando.”

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Christy Grimshaw, capitano e simbolo del Milan, dopo aver attraversato un periodo poco felice a causa della rottura del crociato, è tornata ad essere una colonna portante dell’11 rossonero. Era già tornata a vestire la maglia del Diavolo nell’aprile dello scorso anno quando, il 25 aprile 2025, Giorno della Liberazione e in questo caso anche per il numero 11, è subentrata a Silvia Rubio nel Derby di Milano perso 1-4 dalle ragazze di Suzanne Bakker. Durante questa stagione si è invece ripresa il suo posto da mezzala ed è anche tornata al gol, nella vittoria per 0-2 a Napoli del 6 dicembre 2025, che mancava da 1 anno e 10 mesi, dal 6 febbraio 2024 nella vittoria per 3-0 contro il Sassuolo in Coppa Italia, mentre in Serie A addirittura da più di 2 anni: Milan-Pomigliano 4-1 del 22 ottobre 2023.
In questa stagione ha anche servito un assist ma sono la sua leadership e l’importanza nelle trame di gioco a renderla un elemento imprescindibile per l’allenatrice rossonera.

Al termine della partita vinta 2-1 contro il Genoa, il capitano rossonero ha rilasciato un’intervista a MilanTV: “Abbiamo meritato di vincere oggi, soprattutto dopo la sconfitta di giovedì sera dove meritavamo di più. Ci servivano i 3 punti per rialzarci.

Abbiamo sempre lavorato bene ed è stato un po’ frustrante non vincere le partite, adesso il lavoro sta pagando perché, appunto, stiamo lavorando bene e stiamo trovando i gol, la porta. Si vede la nostra crescita.”

Crescita che dovrà essere confermata anche nella prossima sfida che sarà in casa della Roma. Match molto complicato per il Milan che però deve dimostrare di essere cresciuta anche contro le big: la qualificazione alla prossima Champions League passa anche da lì.

Anna Csiki è una nuova giocatrice della Roma: ufficiale il prestito dal Tottenham

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Serata finale di calciomercato femminile, momento degli ultimi colpi societari per rinforzare le rose. La Roma si è mossa in direzione centrocampo: dopo aver sfoltito le giocatrici presenti in mediana, la Dirigenza ha optato per un altro innesto di spessore proveniente da un campionato importante, come la Women’s Premier League, per portare esperienza e fisicità a centrocampo.

Come annunciato da Miriana Cardinale nelle ultime ore, Anna Csiki è una nuova giocatrice della Roma, e lo sarà, stando a quanto riportato dal comunicato ufficiale del Club, fino alla fine di questa stagione. A contraddistinguerla non è soltanto la carriera che ha avuto nel massimo campionato inglese dopo aver lasciato il proprio paese d’origine: Csiki è la prima giocatrice ungherese nella storia della Roma, cosa che le ha già fatto battere un “record”.

Dal 2024 il suo cartellino è di proprietà del Tottenham e con le Spurs ha giocato per tutta la scorsa stagione; all’inizio di quella in corso è stata girata in prestito al West Ham, rimanendo sempre a Londra, e adesso la Società inglese ha invece convenuto che per lei fosse giusto andare in prestito in un altro campionato, quello italiano, e indossare la maglia giallorossa fino al termine della stagione.

La centrocampista neoarrivata nella squadra delle Lupe vanta, nel proprio curriculum, anche più di 50 presenze con la Nazionale maggiore ungherese, e ha messo il suo sigillo in ben 8 occasioni; a spiccare sono anche le esperienze da lei maturate in Svezia, campionato riconosciuto per la grande fisicità richiesta, con le maglie del Koppabergs/Goteborg e dell’Hacken, due formazioni importanti che fanno spesso parlare di sé per la qualità delle rose e per il rivelarsi fucine di talenti.

La giocatrice ungherese ha deciso di indossare la maglia numero 8, un numero che nella tifoseria evoca ricordi di bellissime esperienze per quanto visto nelle passate stagioni quando era sulle spalle della giapponese Saki Kumagai. Come per Dorsin, si tratta di una cifra pesante che dovrà dimostrare di meritare ma, per quello, c’è tempo fino al termine della stagione.

Benvenuta, Anna, e buona fortuna per questo nuovo capitolo!

La Coppa™ dei Campioni Femminili della FIFA segna una nuova era per il calcio femminile

Due vincitrici della Coppa™ del Mondo FIFA femminile hanno dichiarato a Londra che la prima edizione della FIFA Women’s Champions™ Cup avrà un impatto profondo sul calcio femminile incoraggiando lo sviluppo in tutto il mondo. La vincitrice consecutiva della Coppa del Mondo FIFA femminile e medaglia d’oro olimpica Tobin Heath si è riunita con la sua ex allenatrice statunitense e ora Chief Football Officer della FIFA, Jill Ellis, per intervenire in un panel a Londra, organizzato da Women in Football (WIF) e Brentford FC. Hanno detto che il torneo marcerà una nuova era per il calcio di club.

Le fasi finali della FIFA Women’s Champions Cup, che vede la partecipazione delle squadre campioni di ciascuna federazione continentale, si svolgono a Londra, con la partecipazione di Arsenal Women FC (Inghilterra), ASFAR (Marocco), Gotham FC (Stati Uniti) e SC Corinthians (Brasile). Le semifinali si sono giocate al Brentford Stadium mercoledì 28 gennaio, con lo spareggio per il terzo posto e la finale all’Arsenal Stadium domenica 1 febbraio. I rappresentanti dell’OFC Auckland United FC della Nuova Zelanda e i rappresentanti dell’AFC Wuhan Chegu Jiangda WFC della Cina PR hanno anch’essi partecipato, che sono stati eliminati nei turni precedenti.

“Amo la crescita del gioco e sono anche estremamente geloso perché avrei (amato) partecipare a una competizione del genere. Questo continua a far crescere il calcio femminile in modo significativo e ci dà una reale comprensione di come queste squadre si confrontano tra loro. Ci introduce anche a nuove squadre, nuovi giocatori e nuove superstar,” ha detto Tobin Heath. “Questo farà spostare l’ago nel calcio globale femminile e vedere queste quattro squadre in semifinale sarà davvero emozionante.”

Jill Ellis lo ha descritto come “una nuova era del calcio femminile” con la creazione della FIFA Women’s Champions Cup e della FIFA Women’s Club World™ Cup che hanno motivato le confederazioni a lanciare proprie competizioni per club. La OFC Women’s Champions League è stata lanciata nel 2023, mentre la Concacaf W Champions Cup e la AFC Women’s Champions League sono entrambe iniziate nella stagione 2024-2025.

“Solo questo è trasformazione,” disse Jill Ellis. “Competizioni come questa ci aiutano a elevare gli standard professionali, rafforzare i percorsi e elevare l’intero ecosistema del calcio femminile,” ha detto. “D’ora in poi, ogni anno verrà incoronata una campionessa intercontinentale di club femminile, con una campionessa del mondo incoronata nel 2028. E questo conta. Non importa da dove venga una ragazzina, ora può sognare di diventare campionessa del mondo.”

Annunciando che la FIFA investirà in allenatrici donne in tutta l’Inghilterra come parte di un programma storico di eredità per la competizione, ha detto che c’è un urgente bisogno di più donne nell’allenamento. “Semplicemente non ci sono abbastanza donne nell’allenamento. Non per mancanza di talento o ambizione, ma in gran parte per accesso limitato, opportunità e percorsi ben chiari,” ha detto. “A livello globale, solo il 22% degli allenatori principali dei club nel calcio professionistico femminile sono donne. Colmare il divario non è solo una questione di equità, ma è centrale per sbloccare tutto il potenziale del nostro sport.”

Alexandra Dallas, direttrice del Brentford FC, ha detto che “ospitando queste semifinali, siamo riusciti a dare a migliaia di bambini e giovani della nostra zona l’opportunità di vedere il talento femminile incredibile giocare proprio qui, alla loro porta.” Ha aggiunto: “È quella visibilità che è così importante. Lo sappiamo tutti. Abbiamo ricevuto ottimi feedback da presidi locali e leader della comunità con cui abbiamo lavorato e offerto opportunità ai loro gruppi.”

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