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Una sfida di Coppa Italia da cuore oltre l’ostacolo, come una delle solite scene da film che, fin quando non si sviluppa, non c’è alcuna trama che si possa capire: è stata questo Juventus-Napoli.
La padrona di circostanza, entrata in campo con una positività a metà (bene il 2-1 dell’andata ma la consapevolezza è sempre stata quella di una contrapposizione dal difficile destino, vista l’avversaria ostica) è riuscita a prendersi tutto solamente sul finale.
In apertura a premere sull’acceleratore è l’ospite, sicura della presenza offensiva di Fløe: subito pericolosa la danese che segna i primi 10’ obbligando De Jong all’impegno. Nel mezzo la chance Juve da corner, poco incisiva per poter pensare di sbloccare il risultato.
Nell’anticipo dei primi 40’ a farsi avanti per le bianconere è Vangsgaard, intenzionata a sorprendere la difesa opposta mediante cross rasoterra: nessun effetto letale, però, neanche poco dopo con una conclusione di prima intenzione, terminata sopra la traversa. Sul finale il colpo dal limite di Carbonell, ancora senza effetto.
Più centrate le partenopee in questa prima fase; intanto si va a riposo a digiuno di goal per entrambe le formazioni impegnate.
In avvio della seconda fase inevitabili sono le modifiche sul fronte schieramento da ambedue le parti. Intanto ancora Vangsgaard a farsi valere, muro, però, di Jusjong. Serviranno 23 minuti per la trasformazione del tabellino: dopo soli 5 dalla sostituzione in campo di Cambiaghi, ecco ancora una volta Girelli a sbloccarla su un giusto servizio di Beccari; a firmare il raddoppio c’è, poi, Thomas.
Resta poco tempo alla celeste per tentare di ribaltarla, sul finale della gara odierna, intanto, ad arrivare è il goal accorcia-distanze di Banusic, l’unico che naturalmente non basta a strappare il biglietto per la semifinale. Sarà, quindi, Juventus-Fiorentina!
Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Alla conferenza, in programma alle 12.30 al Salone d’Onore del CONI, parteciperanno il presidente della FIGC Gabriele Gravina, la presidente della Serie A Women Federica Cappelletti e la direttrice Mercato Italia Collezionabili di Panini Martina Limoni.
Dopo il grande successo della passata edizione, torna ‘Calciatrici’, la collezione di figurine Panini dedicata interamente alla Serie A Women. Calciatrici 2025-2026 sarà composta da 339 figurine di cui ben 54 su materiale speciale: dalle protagoniste della Serie A Women, passando per Serie B e C, ogni figurina racconta la forza, il talento e l’identità di un movimento in continua crescita. Il viaggio prosegue con una sezione speciale dedicata agli ultimi grandi risultati ottenuti dalla Nazionale maggiore femminile, dall’Under 19 e dall’Under 17.
La collezione, in vendita dal 6 febbraio, sarà presentata lunedì 9 febbraio alle 12.30 in una conferenza stampa che si svolgerà a Roma presso il Salone d’Onore del CONI, alla presenza tra gli altri del presidente della FIGC Gabriele Gravina, della presidente della Serie A Women Federica Cappelletti e della direttrice Mercato Italia Collezionabili di Panini Martina Limoni.
Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Il Brescia ha iniziato il 2026 purtroppo non col piede giusto, visto che ha perso due volte di fila in trasferta contro Bologna e San Marino Academy che l’ha fatto scendere al sesto posto in Serie B.
La squadra di Damiano Zenonisi preparerà ad ospitaredomenica alle 15:00 al Centro Sportivo «Mario Rigamonti» di Buffalora (Brescia) il Trastevere penultimo in classifica, nella gara che sarà valida per la quindicesima giornata di campionato.
Nel match contro il San Marino ha fatto il suo esordio Yuka Kuratomi, difensore giapponese classe ’99 che ha scelto di tornare ad indossare la maglia del Brescia dopo quasi un anno: ed è proprio la giocatrice nipponica la protagonista della nostra intervista di oggi.
Yuka cosa significa per te giocare a pallone? «La mia vita».
Come hai capito che il tuo ruolo sarebbe stato quello di difensore? «Quando ero all’università, l’allenatore mi disse che, per il mio carattere, il ruolo di difensore mi si addiceva. È da quel momento che ho iniziato».
Da pochi mesi sei di nuovo al Brescia: cosa ti ha portato a ritornare a giocare con la maglia biancazzurra dopo un anno di assenza? «Perché volevo combattere di nuovo come parte di questa splendida squadra».
Tu che provieni dal Giappone, cosa vuol dire per te giocare in un paese di una certa rilevanza calcistica come l’Italia? «Giocando in Italia, sia le giocatrici che i tifosi vivono ogni singola azione con grande partecipazione emotiva. È un paese davvero appassionato di calcio, e giocare in un ambiente così mi dà una grande motivazione».
Diciamo che la nostalgia per il Sol Levante si sentirà ben poco, visto che nella rosa del Brescia c’è anche la tua connazionale Yukina Shikai… «L’Italia è un paese molto lontano dal Giappone, ma avere compagne con cui posso parlare la mia lingua madre è rassicurante e ci permette di sostenerci a vicenda».
Se per te il tuo rientro in campo sarà stato sicuramente positivo, non si sarà potuto dire del Brescia che domenica contro il San Marino Academy nel quale la squadra, sebbene abbia avuto tante occasioni, esce dal campo con una sconfitta che l’ha portata a scendere in classifica al sesto posto in classifica. «Sì, è stato molto frustrante. Per me era la partita del rientro e sono stata schierata titolare, ma non sono riuscita a fare nulla. Anche come squadra abbiamo perso, ed è stato davvero deludente e mortificante».
Tra pochi giorni il Brescia tornerà a giocare davanti ai propri tifosi e avrà di fronte il Trastevere che, sebbene sia penultimo, non dovrà essere sottovalutato. «Non importa contro chi giochiamo, ciò che dobbiamo fare non cambia. Tuttavia, questa partita ha un significato molto importante per noi. Scenderemo in campo pensando solo a vincere».
Che impressioni hai sulla Serie B di quest’anno? «Rispetto all’anno scorso, il livello è aumentato sotto tutti gli aspetti: intensità, velocità e tecnica».
Il calcio femminile in Giappone ha una certa rilevanza: non a caso ha vinto un mondiale, un argento olimpico e due Coppa d’Asia. «Tuttavia, in Europa la passione per il calcio è decisamente più forte. Inoltre, stanno aumentando sempre di più le giocatrici giapponesi che giocano in Europa, così come le giocatrici straniere che giocano in Giappone. Credo che questo scambio tra paesi diversi possa contribuire a far crescere e conoscere di più il calcio femminile a livello globale».
Parlando delle Nadeshiko, il Giappone giocherà la Coppa d’Asia a marzo in Australia. Secondo te, la nazionale nipponica riuscirà a vincere quel titolo che manca dal 2018? «Ci sono molte giocatrici di grande valore che militano nei top club mondiali. Se queste giocatrici si riuniscono e riescono a esprimere un calcio tipicamente giapponese, penso che sia possibile vincere dei titoli».
Com’è la tua vita fuori dal rettangolo di gioco? «Di solito lavoro in un ristorante giapponese».
Che aspettative hai sul tuo 2026? «Divertirmi a giocare a calcio senza infortuni».
Cosa vorresti dire alle tue compagne del Brescia in vista della sfida contro il Trastevere? «In questo momento la squadra sta attraversando un periodo difficile, ma per superarlo e creare un buon slancio dobbiamo assolutamente vincere. Aiutiamoci a vicenda e affrontiamo la partita con fiducia».
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Acf Brescia Calcio Femminile e Yuka Kuratomi per la disponibilità.
Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Fiorentina-Milan, ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia, era un’occasione ghiotta per le due formazioni per continuare ad inseguire il sogno di alzare un trofeo: la Viola arrivava da un pesante tonfo in campionato con la sconfitta per 3-0 contro la Lazio, il Diavolo dalla convincente vittoria per 3-0 contro la Ternana che l’ha rilanciato nella corsa Champions League. A passare il turno è stata la Fiorentina grazie all’ennesimo finale amaro per le ospiti.
Il primo tempo termina a reti bianche: dopo i primi 25 minuti bloccati è la squadra di Suzanne Bakker a prendere l’iniziativa con tre occasioni da gol in pochi istanti per poter sbloccare il punteggio e continuando a mantenere il pallino del gioco anche per i restanti minuti, senza però riuscire a trovare la rete del vantaggio. Poco attive invece le ragazze di Pablo-Pinones Arce che non riescono praticamente mai a rendersi pericolose, forse ancora a causa di qualche scoria non eliminata dalla sconfitta del weekend.
La ripresa è somigliata più ad un incontro di boxe che ad una partita di calcio: entrambe le compagini hanno giocato a viso aperto sfiorando più volte l’1-0, clamorose le occasioni di Thea Kivag, che da sola davanti all’estremo difensore viola calcia a fil di palo, e quella di Janogy che ha trovato una strepitosa Laura Giuliani, che ha però solo potuto rimandare la caduta rossonera. La doccia gelata arriva al 91′ con Sofie Bredgaard che prende palla sulla destra, supera la neoentrata Chante Dompig, pochi palloni giocati e male, e fulmina sul primo palo l’incolpevole Giuliani. 1-0 Fiorentina e semifinale raggiunta, eliminando, come l’anno scorso, il Milan.
Si interrompono i sogni di gloria rossoneri che, ancora una volta, vede spegnarsi le speranze nei minuti di recupero e getta al vento un’ottima prestazione, a larghi tratti anche superiore rispetto alle rivali, soprattutto nella prima frazione. La Viola passa il turno e rialza la testa dopo il pesante passivo contro la Lazio. Entrambe le compagini ora saranno impegnate in campionato con l’obiettivo di continuare la loro corsa per la Champions League: le gigliate affronteranno il Napoli, mentre il Diavolo il Genoa. Gli umori erano diversi a inizio partita, ora sono completamente ribaltati con le meneghine che hanno abbandonato il tanto decantato obiettivo di alzare un trofeo.
Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Il suo gol al Como Women è già diventato virale e non poteva che valere il ruolo di centravanti nella Top 11 della settimana: Elisa Polli, con Milinkovic, è una delle due giocatrici dell’Inter presenti nella formazione della settimana, dove trovano spazio tra le altre anche tre giocatrici della Lazio (Durante, Oliviero e Goldoni) e Zara Kramzar, autrice dei due gol del Como Women contro le nerazzurre. In attacco, con Polli, ci sono Van Dooren e Bonansea, mentre in difesa trova posto Veletanlic, al suo primo gol in Serie A con la maglia del Napoli Women. Ecco gli Opta Facts relativi alla Top 11 dell’undicesima giornata della Serie A Women Athora 2025-26:
Francesca Durante: La biancoceleste, oltre ad aver parato un calcio di rigore a Severini nella sfida con la Fiorentina, è stata, tra i portieri che hanno tenuto la porta inviolata, la giocatrice che ha fronteggiato più tiri nello specchio (6).
Emma Veletanlic: La giocatrice del Napoli è l’unico difensore ad aver segnato un gol in questo turno di campionato (rete del momentaneo 1-0 contro il Sassuolo); inoltre, tra le pariruolo che hanno vinto il 100% dei duelli aerei, nessuna ne ha ingaggiati più della bosniaca nella giornata appena terminata (quattro come Milinkovic).
Marija Milinkovic: La nerazzurra è stata, nel turno di Serie A appena concluso, il difensore con più dribbling riusciti (3/3) e uno dei due che hanno recuperato più palloni (10 come van der Zanden).
Elisabetta Oliviero: La biancoceleste, oltre ad aver servito l’assist a Goldoni per il momentaneo 1-0 sulla Fiorentina, ha tentato quattro dribbling in questo turno di campionato, record condiviso con Koivisto tra tutti i difensori scesi in campo.
Manuela Giugliano: La giallorossa, oltre ad aver siglato il definitivo 1-0 della Roma contro il Genoa, è stata la giocatrice che ha effettuato più tiri in questo turno di Serie A (nove).
Eleonora Goldoni: La centrocampista della Lazio è stata, con Polli e Kyvag, una delle tre giocatrici che in questo turno di Serie A hanno segnato almeno un gol e servito almeno un assist (1+1 contro la Fiorentina).
Emma Stølen Godø: Tra le giocatrici che sono andate a segno in questa giornata di Serie A, la bianconera è quella che ha disputato meno minuti (rete del definitivo 3-0 della Juventus contro il Parma su punizione diretta in appena 8’ trascorsi in campo).
Zara Kramzar: Nella sfida contro l’Inter, la slovena è diventata una delle sei giocatrici che nelle ultime sei stagioni di Serie A hanno realizzato due gol da fuori area in un singolo match del torneo. Inoltre, nessuna centrocampista ha vinto più duelli della lariana nel turno di campionato appena concluso (nove come Arrigoni).
Barbara Bonansea: Oltre ad aver sbloccato il punteggio nella sfida tra Juventus e Parma, la bianconera è stata, tra le giocatrici che hanno tentato più di due dribbling in questo turno di Serie A, una delle due con il 100% di successo, insieme a Milinkovic (3/3).
Kayleigh van Dooren: Oltre ad essere, con Kramzar, una delle due giocatrici che hanno segnato più di un gol in questo turno di Serie A (doppietta contro la Ternana), la rossonera ha effettuato ben nove tocchi nell’area di rigore avversaria nella giornata appena conclusa, meno solo di Fløe (12).
Elisa Polli: Oltre ad aver realizzato il gol del definitivo 3-2 dell’Inter sul Como e ad aver fornito l’assist a Wullaert per il momentaneo 1-1, la classe 2000 è stata la nerazzurra che ha partecipato a più conclusioni nel match (cinque – due occasioni create e tre tiri).
“Spero che questo Mondiale non resti un punto di arrivo isolato, ma l’inizio di un percorso di continuità. L’evento è stato all’altezza di ciò che meritavamo da anni, purtroppo ancora oggi esistono mancanza di condizioni adeguate per svolgere l’attività, problemi legati ai pagamenti, assistenza sanitaria non sempre all’altezza e una sostenibilità economica che spesso non permette di dedicarsi a tempo pieno alla carriera professionistica.
Mi auguro che questo traguardo possa portare più serenità e un vero futuro alle ragazze che vorranno dedicare la propria vita a questo sport”. A raccontarcelo è stata Marta Verdu, calcettista dell’Audace Verona, che ha aperto l’intervista con una battuta sul Mondiale sul quale ha aggiunto: “È stato un traguardo per tutte in questo sport. Per chi ha aperto la strada, per chi continua a percorrerla e per chi verrà dopo. È un privilegio che oggi le bambine abbiano la possibilità di vedere le grandi giocatrici da vicino e di avere modelli concreti a cui ispirarsi. Questo sicuramente aiuterà a far crescere nuove piccole, grandi campionesse. Mi auguro che questo traguardo possa portare più serenità e un vero futuro alle ragazze che vorranno dedicare la propria vita a questo sport”.
La calcettista numero uno delle venete sposta poi l’attenzione in casa Audace raccontandoci: “Siamo partiti con un progetto diverso rispetto allo scorso anno. Si è praticamente ripartiti da zero, con la volontà di costruire una squadra giovane, guardando soprattutto al futuro. Questo aspetto è stato positivo ed accompagnato da un aumento delle squadre del settore giovanile, da un’idea di progetto sostenibile nel lungo periodo”. Su questo tema poi aggiunge: “In prima squadra ha portato un mix di voglia di mettersi in gioco e crescere, ma inevitabilmente un po’ di mancanza di esperienza che in alcuni momenti può pesare. Non è qualcosa che spaventa, perché lavoriamo ogni giorno proprio per crescere e fare in modo che questi limiti diventino sempre più piccoli. La mia permanenza èstataquasi naturale. La voglia di dare continuità alla scorsa stagione, in un ambiente che ho sentito fin da subito come casa, era per me la scelta migliore per continuare a migliorarmi”.
Il quintetto veneto è reduce dal successo nello scontro salvezza contro il Montesilvano. La classe ’99 sul match sottolinea: “Sapevamo sarebbe stata una lotta fino all’ultimo minuto. Siamo partite subito forte, portandoci rapidamente sul doppio vantaggio. Abbiamo anche sprecato un paio di occasioni che ci avrebbero permesso di affrontare il secondo tempo con maggiore tranquillità. Abbiamo saputo soffrire quando loro hanno accorciato le distanze e la partita è diventata molto equilibrata, una di quelle che può girare da una parte o dall’altra. Il risultato ci ha premiate e sono contenta perché sono arrivati tre punti importantissimi in una gara fondamentale”. Sull’importanza dei tre punti Marta poi commenta: “La settimana è iniziata con un po’ più di leggerezza, ma senza mai perdere il contatto con la realtà. Siamo consapevoli della categoria in cui giochiamo e sappiamo che può succedere di tutto. Questi tre punti ci danno forza e fiducia, ma l’obiettivo resta sempre la salvezza, possibilmente da raggiungere il prima possibile. Per farlo servono altri punti, quindi non ci accontentiamo. Siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo continuare a dare di più”.
Alle porte, invece, la sfida con la Women Roma che il portiere inquadra cosi: “Sappiamo che avremo di fronte una vera corazzata, tra le favorite per la lotta scudetto. Noi siamo consapevoli del nostro valore e, anche se oggettivamente partiamo da due livelli diversi, sappiamo che per noi ogni punto è fondamentale. Scenderemo in campo con la mentalità di provare a raggiungerle e, quando non sarà possibile, cercheremo comunque di imparare il più possibile da ogni partita per prepararci al meglio alle successive, come abbiamo sempre fatto finora”. In conclusione Marta fa la sua panoramica sulla Serie A confidandoci: “Quest’anno si nota un grande divario tra le prime e il resto del campionato. È inevitabile vedere spesso risultati larghi quando si affrontano alta e bassa classifica. Sarebbe bello avere una Serie A a 14 o 16 squadre, come avviene in altri Paesi, dove la lotta sia per i playoff sia per la salvezza diventi competitiva e non quasi scontata fin dall’inizio. Questo permetterebbe di equilibrare meglio i valori in campo e dare anche più spazio alla crescita e alla formazione di nuove giocatrici”.
Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
La Roma di Mister Rossettini ha messo in campo, contro le biancocelesti di Grassadonia, una vera e propria masterclass calcistica nel corso del primo tempo: le laziali hanno faticato a incunearsi nei pochissimi spazi concessi loro dalle padrone di casa, tutte autrici di prestazioni di altissimo livello. Evelyne Viens, però, è stata la calciatrice che più di tutte ha lasciato il segno sul tabellino delle marcatrici, sua è la doppietta nel giro di due minuti che ha tagliato le ali alle avversarie, e sue sono le parole rilasciate in conferenza nel post-partita.
«Dopo lo 0-0 dell’andata sapevamo che sarebbe stata dura, ma abbiamo preparato la partita molto bene e abbiamo segnato tre gol nel primo tempo. Nel secondo tempo eravamo un po’ stanche, anche perché abbiamo giocato tante partite. Ma sono davvero orgogliosa della squadra, di come ci siamo preparate, di come siamo scese in campo e di come abbiamo trovato il modo di segnare», la canadese ha in primis rimarcato come la partita a reti bianche in casa biancoceleste sia stata ampiamente compensata dalle tre reti messe a segno nel corso del primo tempo, seguito da una seconda frazione non del tutto brillante, dovuta forse anche alla stanchezza e al susseguirsi di partite.
Viens ha in seguito dichiarato che segnare una doppietta in un derby sentito come quello della Capitale è una bellissima sensazione. Tuttavia, il merito di questa prestazione e dei due gol segnati va in parte anche al resto della squadra che, a suo parere, l’ha aiutata a raggiungere quest’obiettivo, «mettendomi in un’ottima posizione per segnare. Sono felice di aver segnato in un derby e di aver conquistato il posto in semifinale.»
I festeggiamenti per il passaggio del turno verranno presto archiviati. La Roma riporterà, nei prossimi giorni, la giusta attenzione al campionato: la prossima avversaria sarà il Parma al “Tre Fontane”, prospettandosi una partita interessante per le ex nella rosa ducale e per il desiderio di rivalsa delle avversarie, che cercheranno di fare prestazione per acciuffare il prima possibile la salvezza: «Il Parma sta giocando bene ultimamente, non concedono molto in casa. Ora dobbiamo riposare un po’, smaltire le emozioni e concentrarci sulla seconda parte della stagione, continuando a divertirci.»
Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Continua il buon momento della Pro Palazzolo che inizia bene il ritorno del girone B di Serie C calando un beltris sul campo del Trento: una gara combattuta nel primo tempo, ma nella ripresa l’espulsione della giocatrice gialloblù Angelica Leali, favorisce la squadra di Brusa che, grazie ai gol di Arianna Cattuzzo, Jennifer Serna e la tredicesima rete in campionato di Lisa Citaristi, ottiene il sesto successo in campionato (il terzo di fila) e la quarta posizione in classifica, ma ancora a -6 dalla zona play-off.
Domenica la Pro ospiterà in casa il Real Vicenza, dove all’andata la gara finì 2-0 per le franciacortine e in attesa di questa partita abbiamo intervistato Elisabetta Trentadue, portiere nata a Bari nel 2005 approdata ad agosto dello scorso anno in terra palazzolese.
Elisabetta come ti è entrata la passione per il calcio? «La passione per il calcio è nata grazie a mio fratello, quando mi portava a giocare sotto il giardino di casa e io ero lì che cercavo a parare i suoi tiri».
Cosa significa per te essere un portiere? «Penso sia un ruolo non facile, perché serve responsabilità e coraggio ma allo stesso tempo è il più bello visto che ti permette di dare fiducia e sicurezza alla squadra».
Ti va di raccontarci il tuo percorso calcistico che hai fatto sino a questo momento? «Ho iniziato a giocare a calcio all’inizio della seconda media con un’altra ragazza della mia classe che faceva parte della Pink Bari e alla fine ho convinto i miei genitori a far parte di questo club fino al 2021, quando la società aveva venduto il titolo sportivo alla Ternana. L’anno dopo i miei genitori non volevano che mi spostassi da Bari, visto che ero in quinta superiore e dovevo finire la scuola, ma alla fine sono approdata al Trani in Serie B, anche se principalmente ho giocato nella squadra Primavera. Successivamente sono stata in Serie C al Catania per due anni che, per me, sono stati davvero importanti».
Quest’estate hai scelto di approdare in Lombardia, vestendo la maglia della Pro Palazzolo. Cosa ti ha convinto ad accettare la proposta di questa società? «Ho accettato il Palazzolo perché volevo conoscere nuove realtà e dove poteva arrivare il mio percorso calcistico».
Parliamo di questa stagione, dove la Pro è quarta dopo dodici giornate del girone B di Serie C a sei punti di distanza dal Südtirol che è secondo ed occupa l’ultimo piazzamento per l’accesso ai play-off. Come valuti sino a questo momento la stagione della squadra? «Sicuramente abbiamo avuto momenti difficili che non meritavamo, perché sulla carta siamo un’ottima squadra: purtroppo, il pallone è rotondo e abbiamo perso dei punti che non meritavamo di lasciare per strada, ma pian piano stiamo cercando di recuperarli e cercare di raggiungere l’obiettivo ambizioso dei play-off».
L’undici iniziale della Pro scesa in campo domenica contro il Trento (Photo Credit: FC Pro Palazzolo)
Commentiamo la partita vinta in casa del Trento: quanto vale dal tuo punto di vista questo successo? «Un successo importante perché era importante perderci questi tre punti e continuare la nostra scalata. L’espulsione delle avversarie nel secondo tempo ci ha un po’ favorito, ma non abbiamo abbassato l’attenzione e alla fine abbiamo vinto questa partita senza subire alcun gol».
Tra l’altro, la vittoria contro il Trento, ha permesso alla Pro d’inanellare la terza vittoria consecutiva. Segno che la squadra abbia finalmente trovato la giusta quadra… «Il fatto che ci siano arrivati dei nuovi rinforzi nella sessione del mercato invernale e che siamo un bel gruppo ci sta aiutando molto».
Domenica c’è la sfida in casa al «Comunale» contro il Real Vicenza che è uscito dalla zona play-out: obiettivo è quello di continuare la striscia positiva e alimentare ancora di più il sogno degli spareggi promozione. «Nessuna squadra è da sottovalutare e nessuna partita è facile, dove le dinamiche del calcio non sono ben definite. In ogni caso, la gara col Vicenza è importante: speriamo di portarci di casa il bottino e anche quello di non subire gol».
Cosa pensi del girone B di Serie C di quest’anno? «Penso che sia un girone molto complicato ma anche il più bello e il più forte, dove ogni partita non è mai scontata».
E come giudichi il fatto che per andare in Serie B si dovrà passare tramite play-off? «Credo che sia bello, perché ti permette di avere più possibilità di raggiungere l’obiettivo, cosa che fino allo scorso anno non era possibile».
Credi che il calcio femminile italiano, alla luce degli ultimi risultati della maggiore agli Europei e dell’Under 17 ai Mondiali, stia prendendo la direzione giusta?
«Il calcio femminile, ogni anno che passa, si sta espandendo e credo che ci prenderemo ulteriori soddisfazioni».
Com’è la tua vita fuori dal campo? «Studio all’università online in Scienze Motorie. Mi piace viaggiare e alleno una squadra di bambini a Seriate in provincia di Bergamo».
Quali sono i tuoi propositi sul tuo 2026? «Vorrei riuscire a raggiungere i play-off e, perché no, anche salire in Serie B. Mi piacerebbe migliorarmi sempre di più giorno dopo giorno».
Cosa vorresti dire alle tue compagne del Palazzolo in vista della sfida contro il Real Vicenza? «Alle mie compagne dico di essere concentrare, di essere unite come siamo state domenica scorsa per raggiungere l’obiettivo e di crederci fino all’ultimo minuto».
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la Pro Palazzolo e Elisabetta Trentadue per la disponibilità.
Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
La Ternana Women saluta la Coppa Italia ai quarti di finale con la sconfitta contro l’Inter anche nel match di ritorno, che ha replicato quella dell’andata. In casa umbra a parlare nel post gara è stata Heden Corrado che ai microfoni ufficiali del club ha lasciato qualche battuta sull’intreccio con le nerazzurre: “Sì, penso che abbiamo cercato di imporre il nostro gioco e penso che la prestazione ci sia stata comunque contro una squadra molto molto forte e nonostante questo penso che abbiamo creato molto”.
La calciatrice delle umbre ha poi aggiunto sulla gara con le nerazzurre: “Dobbiamo solo forse essere un po’ più brave e concrete sotto porta e ora con calma analizzare i nostri errori. Si doveva cercare di sbagliare il minimo possibile perché appunto appena sbagli l’Inter ti punisce”.
Heden Corrado ha continuato a parlare di Inter ma stavolta in chiave campionato, visto il prossimo impegno nella Serie A Women proprio con le nerazzurre “Penso che comunque giocare in casa nostra deve essere un vantaggio e quindi in questi pochi giorni analizzeremo la partita che abbiamo giocato e ce la metteremo tutta per riuscire a ricavare qualcosa domenica”.
“L’Europeo in Svizzera ha lasciato la voglia di credere sempre di più nel calcio femminile e spingere ancor di più un movimento in continua crescita”. A dircelo è stata Antonella Albertini, calciatrice italiana del Football Club Lugano che conosce oramai da diversi anni la Svizzera, che continua: “Nel cantone di lingua italiana (Ticino) il Lugano è una società faro e sta facendo di tutto per crescere e raggiungere obiettivi importanti”.
Lugano da tre anni è casa della centrocampista che a riguardo precisa: “Avevo nei miei piani un’esperienza all’estero e la stagione 2022-2023, non eccezionale per me in Italia, mi ha spinto verso i confini esteri. A Lugano ho trovato un ambiente positivo, volenteroso di crescere e far bene. Mi trovo in una società molto organizzata che ha le idee ben chiare sul futuro”.
Sulla scelta di Lugano la calciatrice campana, poi, ricorda: “Nel luglio 2023 è nato il contatto con la dirigenza bianconera, loro venivano da una retrocessione ma avevano le idee ben chiare sulla stagione successiva, ovvero, vincere il campionato per ritornare in Serie B. Le prime settimane sono state davvero fantastiche, un impatto subito molto positivo, non pensavo di trovarmi così bene”. Tornando al passato, Albertini poi focalizza l’attenzione su un incontro che l’ha segnata: “Ho avuto la fortuna di essere allenata da Mauro Ardizzone, che reputo uno dei migliori allenatori in circolazione, al quale mando un grosso in bocca al lupo per la sua avventura con la Ternana. Con lui sono cresciuta sia calcisticamente che umanamente. In quella stagione abbiamo vinto il campionato, non solo perché eravamo più forti ma perché avevamo un gruppo unito e coeso”.
Parlando di sé, invece, sottolinea: “La stagione con mister Ardizzone per me è stata difficile, ho subito lo stiramento del legamento crociato, e fuori dal campo sentivo la mancanza della mia famiglia e dovevo conciliare lo studio con il calcio. Al mio fianco avevo, però, delle persone che hanno sempre creduto in me, le mie amiche Giorgia e Matilda, che non potrò mai ringraziare abbastanza”. Sull’impatto con il calcio svizzero, poi, l’ex Napoli e Pomigliano ci confida: “Ho notato grande impatto fisico e soprattutto una grande determinazione. Nel campionato di B ho affrontato giocatrici di grandi qualità fisiche, tecniche e tattiche. Dalla prima annata ho ricordi memorabili e impressi nel cuore, come ad esempio la vittoria del campionato, che mi ha fatto crescere in maniera esponenziale”.
La classe 2003 ad inizio della passata stagione ha siglato un contratto professionistico, che la lega ancor di più al Lugano: “Lo reputo un motivo di grande orgoglio – ha ammesso Antonella – mi ha fatto capire che credono tanto in me. Il ritorno in B, poi, è stato emozionante per tutti, ma anche tosto e all’inizio abbiamo avuto delle difficoltà. Poi le abbiamo superate e la salvezza dello scorso anno ha avuto davvero un sapore speciale”. Su questa stagione, invece, l’ex di Sassuolo e Tavagnacco fa autocritica: “Non sono molto contenta della mia prima parte di stagione, ho riscontrato alcune difficoltà. Sono, però, felice di aver segnato quattro reti, ora l’obiettivo nella seconda parte sarà ritrovare la continuità che avevo nei primi due anni e dare sempre di più alla squadra”.
Dal campo alla panchina il passo spesso è breve e Antonella da qualche tempo ci sta prendendo il vizio: “Qui ho avuto -ci dice la calciatrice- la possibilità di affacciarmi a un nuovo mondo, sto vedendo il calcio da un’altra prospettiva e devo dire che mi piace davvero tanto. Magari in un futuro passerò dal campo alla panchina. Lavoro in sinergia con un altro mister e abbiamo un bellissimo rapporto. Alleniamo un gruppo di bambini under 12 che sono motivati a crescere e ai quali sono molto legata, mi danno tanta energia e aumentano la mia passione verso il calcio. Mi ricordano i miei primi calci al pallone, posso solo dirgli grazie”. La chiusura è sulla ripresa del campionato, sempre più vicino: “Non vediamo l’ora di iniziare, ci stiamo allenando al massimo per affrontare al meglio la seconda parte di stagione. Ci aspettano partite dure ed importanti, non possiamo farci trovare impreparate. Dal 2026 spero di ritrovare la continuità che mi è un po’ mancata, ed esprimermi con maggior costanza”.