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La finale di Supercoppa Women spiegata: Roma a tratti dominante, Juventus letale

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Non è una sconfitta figlia del caso, ma nemmeno una partita dominata. La Supercoppa femminile consegna il trofeo alla Juventus al termine di una finale che ricalca uno spartito già visto pochi mesi fa nella splendida cornice dello Stadio Romeo Menti di Castellammare: la Roma costruisce, spinge, crea, ma quando arriva il momento di capitalizzare paga la mancanza di concretezza. Dall’altra parte, le bianconere accettano la sofferenza e colpiscono nel momento decisivo, affidandosi alla qualità e all’esperienza delle sue giocatrici simbolo.

Roma padrona del gioco, ma poco lucida negli ultimi metri

L’approccio della Roma è stato convincente. Possesso palla ordinato, baricentro alto, ricerca costante dell’ampiezza e volontà di imporre il ritmo. Per lunghi tratti la squadra giallorossa ha dato la sensazione di avere il controllo della partita, muovendo bene il pallone e arrivando con discreta continuità nella trequarti avversaria.

Il limite, però, è emerso ancora una volta negli ultimi metri. Viens non è mai riuscita a trovare il tempo giusto per rendersi pericolosa, mentre Babajide ha faticato nell’uno contro uno e nella scelta finale. L’infortunio che l’ha costretta a uscire ha spezzato ulteriormente la fluidità offensiva: Alayah Pilgrim, subentrata, non ha inciso come ci si sarebbe aspettati, lasciando la Roma con poche soluzioni pulite in area.

Gli episodi girano dalla parte bianconera

In una finale così equilibrata, ogni dettaglio pesa. Sul gol subito dalla Roma, pesa una gestione non impeccabile di Baldi, che non riesce a essere decisiva in una situazione leggibile. Non è l’unico fattore della sconfitta, ma è uno di quegli episodi che, a questi livelli, spostano l’inerzia emotiva della partita.

In mezzo al campo, invece, Manuela Giugliano si conferma una garanzia: leadership, qualità nella gestione del possesso e personalità anche nei momenti di maggiore pressione. È stata il punto di riferimento tecnico della formazione di Rossettini, in grado di dare continuità e ordine quando la gara si è fatta più spezzettata.

Juventus solida, cinica e spietata

La Juventus ha giocato una partita di grande maturità. Meno possesso, meno iniziativa, ma massima attenzione tattica. Le bianconere hanno saputo abbassarsi senza perdere compattezza, aspettando con pazienza l’occasione giusta per colpire.

Decisivo il contributo del portiere de Jong, sempre sicura nelle uscite e reattiva quando chiamata in causa. Davanti a lei, Salvai ha guidato la difesa con autorevolezza, limitando i rischi nei momenti di maggiore pressione romanista.

E poi, inevitabilmente, Cristiana Girelli. Il colpo di tacco che decide la finale all’85’ non è solo una prodezza tecnica, ma la sintesi perfetta della differenza tra le due squadre: quando la partita entra nel momento decisivo, l’esperienza pesa, e il tecnico Canzi ha chi sa trasformare una mezza occasione in un gol che vale un trofeo.

Il verdetto della Supercoppa

La Juventus alza la Supercoppa dimostrando ancora una volta di saper vincere anche senza dominare. La Roma esce dal campo con la consapevolezza di aver giocato una buona partita, ma anche con la conferma di un limite che si ripresenta nelle finali: creare tanto senza chiudere i conti.

È una questione di dettagli, di freddezza, di gestione dei momenti chiave. E su questo piano, almeno per ora, la Juventus resta un piccolo passo avanti.

Mister Rossettini si complimenta con le sue ragazze: “Vederle giocare così mi dà grande soddisfazione”

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Roma si è di nuovo accontentata del secondo posto in una finale. La Supercoppa è andata alla Juventus, alla sua ennesima dimostrazione di cinismo sottoporta, un aspetto di cui il tecnico giallorosso Luca Rossettini aveva parlato anche nel corso della conferenza di vigilia e che si è ripresentato nel match contro le bianconere. In conclusione della partita, il Mister ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni RAI.

Il tecnico si è nuovamente focalizzato sulla differenza di atteggiamento tra le due squadre, ancora molto diverse per quel che riguarda il crederci e il trovare il varco giusto per segnare: «Sembra la fotocopia della finale di Women’s Cup. Penso che abbiano giocato una partita migliore: la squadra gira, crea, gioca con personalità, trova soluzioni. Sicuramente quel cinismo di cui parlavo nel pre-partita e quella cattiveria, quella voglia e quel pizzico di malizia questa squadra ancora non ce l’ha, non in tutte le giocatrici», Rossettini ha rimarcato quanto sia stato proprio il cinismo a decretare il risultato finale, viste e considerate le occasioni create dall’una e dall’altra parte.

Rossettini si è complimentato con le sue ragazze che, malgrado la sconfitta, stanno portando avanti un percorso egregio e gli stanno regalando molte soddisfazioni: «Sono giovani, è una squadra che deve lavorare tanto, come ho già detto, però sono orgoglioso del modo in cui hanno approcciato la partita: con coraggio, personalità, qualità, soluzioni che proviamo nel lavoro quotidiano. Sono orgoglioso delle ragazze, perché vederle giocare così mi dà grande soddisfazione.»

L’allenatore ha analizzato la partita disputata dalle sue, il cui esito non coincide con quello che si sarebbero augurate: «La delusione è grandissima, perché ci credevamo veramente e pensavamo di potercela fare. Come nell’altra finale, ci sono mancati venti centimetri, in quelle due situazioni c’è mancato veramente poco», ha affermato facendo riferimento alle due palle-gol di Viens che avrebbero di certo scritto un risultato differente.

Il cinismo della Juventus è, a suo parere, «una caratteristica che hanno, hanno giocatrici importanti e d’esperienza a cui basta veramente poco per trovare il gol, noi invece dobbiamo sforzarci veramente tanto ed è qualcosa su cui continuiamo a lavorare, ma non ci spaventa.»

Il lavoro quotidiano per ridurre il gap con la Juventus e crescere in fase realizzativa sta dando i suoi frutti in campionato, dove le lunghezze di vantaggio nei confronti delle bianconere sono cinque. Non va dimenticato, però, che quei punti «non vogliono dire niente a questo punto della stagione, e quindi com’è successo con la sconfitta in Women’s Cup, che ci ha dato un boost di energia per affrontare il campionato, dev’essere così anche questa sconfitta; è giusto che oggi siamo tristi e piangiamo, ma da domani ci rimettiamo al lavoro per fare lo stesso percorso che abbiamo fatto in campionato.»

Juve, it’s party time! Canzi: “Tanta felicità. Girelli? Grande campionessa”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Una vittoria contro una avversaria degna di nota? È quella trovata dalla Juventus che si è aggiudicata la quinta Supercoppa Women della storia. A fare da intermezzo al goal del vantaggio AS Roma Vangsgaard, poi il trionfo definitivo firmato Cristiana Girelli. Una giornata sorprendente, quindi, quella vissuta non solo da entrambe le squadre coinvolte ma anche dai numerosi sostenitori del movimento calcistico femminile.

Poco prima che si palesasse una pioggia di coriandoli, a concedersi ai microfoni Rai è stato il tecnico Massimiliano Canzi che, con grande orgoglio per quanto raggiunto, ha affermato: “Provo tantissima felicità. Questa è una coppa che presuppone il percorso di due anni, inizia quindi col lavoro di luglio 2024 fino ad arrivare ad ora. Avevamo vinto sia campionato che Coppa Italia ma non potevamo giocare contro noi stesse, per questo la sfida contro la Roma; quest’ultima già lo scorso anno è stata una degna rivale ed oggi ha meritato l’onore delle armi vista la prestazione che ha fatto.

Girelli? Sono scelte che possono funzionare o meno, in questo caso è stata ottima. Parliamo di una giocatrice che ha la capacità di entrare già accesa, una capacità che solo i grandi campioni e le grandi campionesse hanno!”.

Alla bianconera ora toccherà proseguire con la lotta campionato: da calendario, infatti, quest’ultima risulta la prossima avversaria dell’Inter. Una giocata in trasferta che già si prospetta molto importante per umore e classifica, vista la poca distanza (soli quattro punti) dall’attuale capolista di massima serie. Da tenere d’occhio i movimenti delle prossime settimane!

Futsal, Serie B femminile: Pero e Infinity forza 4, la Ternana ferma il Nora. Napoli e Sangio ok, Mondragone ko

Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nel girone B, l’Infinity fa suo il derby in programma in casa del Futsal Hurricane (1-4) e lo respinge addirittura a -11. 8, invece, le lunghezze che lo separano da un Boca Junior da clean sheet con la Polisportiva (2-0). Real Grisignano ancora a segno: la terza vittoria consecutiva (3-1 all’Atletico Chiaravalle) vale il quinto posto ai danni di un Prato che non va oltre l’1-1 col fanalino di coda Cus Pisa.

In attesa del big match che potrebbe rimettere in discussione la vetta del girone C (il derby tra Virtus Cap San Michele e Levante Caprarica rinviato a martedì 13 gennaio, ore 20:30), è la Ternana Thyrus a prendersi la scena: 5-2 ad un Nora in serie positiva dallo scorso 16 novembre, ma sempre terzo, in virtù dello stop imposto dall’Atletico Foligno alla Littoriana (4-3 il finale). Di Merante la rete che fa esultare il Club Sport Roma: 1-0 nello scontro diretto in casa dell’Eventi Futsal e tre puntoni in ottica salvezza.

Nel girone DWoman Napoli (5-1 a domicilio con la Meta) e Calcio San Giovannese (3-0 con l’Athletic Club Palermo) continuano a dettare legge, mentre il Lady Mondragone perde la testa col Michele Priolo Gallinese: 3-4 tra le mille emozioni. Il Pisticci sale al quinto posto grazie alla “manita” imposta al Team Scaletta (5-2), nulla da fare per la Salernitana battuta 0-3 dallo Spartak.

Blitz Roma, ma col TikiTaka c’è da sudare. CMB in doppia cifra, clean sheet Falconara. Bitonto e Altamura ok

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Anticipo dalle mille emozioni al PalaTorrino. Il Montesilvano passa due volte in vantaggio con Ortega e Naiara (su rigore), ma la Lazio risponde con il bis di Brenda Moreira a cavallo dei tempi. A 4’ dalla sirena, Riccio – appena entrata in campo – segna il gol del sorpasso. C’è ancora tempo per le biancazzurre di Zuccotti che beneficiano di un tiro libero a 10″ dalla sirena: sul dischetto va Ortega che la indirizzo all’incrocio, ma super Monteiro vola fino a lì e blinda i tre punti. 3-2 il punteggio definitivo. Lazio ora ottava, a +2 dalla Kick Off. Montesilvano sempre in fondo alla classifica.

LA GIORNATA – Troppo CMB per un Cagliari che nulla può contro una capolista da 12 su 12: poker per RenatinhaMarta fa tris, sul tabellino anche Vanin, Valendino Boutimah, al suo primo centro con la nuova maglia. E se per le lucane risulta tutto facile (10-3), in Abruzzo c’è invece da sudare per la Women Roma: il TikiTaka resta in partita sull’asse Bettioli-Getulio e Sestari deve sfoderare una parata da miglior portiere al mondo proprio all’ultimo respiro, ma alla fine sono proprio le giallorosse dell’ex Gayardo a passare con le reti di Vanelli, Tampa Ceccobelli (2-3). Colpi esterni anche per Bitonto Okasa Falconara: le pugliesi di Guarino superano 6-2 la Kick Off (bis di Grieco e capitan Lucilèia, più un gol a testa per Cenedese e Nicoletti), 7-0 senz’appello per le citizens a Verona (hat-trick di Isa Pereira, doppietta di Elpidio e sigilli di Balardin e Colucci). Della Soccer Altamura l’unica vittoria interna, dopo quella della Lazio sul Montesilvano nell’anticipo: Matijevic, Pezzolla, Kubaszek e Cintia Pereira (quest’ultime due con una doppietta a testa) confezionano il 6-1 nel derby col Molfetta, in gol solo con Dell’Ernia.

 

SERIE A TESYS – 12ª GIORNATA
10 GENNAIO – ORE 15
LAZIO-MONTESILVANO FUTSAL CLUB 3-2
SERIE A TESYS – 12ª GIORNATA
11 GENNAIO – ORE 16
KICK OFF-BITONTO 2-6
AUDACE VERONA-OKASA FALCONARA 0-7
CAGLIARI-CMB 3-10 
TIKITAKA FRANCAVILLA-WOMEN ROMA 2-3
SOCCER ALTAMURA-FEMMINILE MOLFETTA 6-1

Andrea Soncin: “Nazionale? Pronti per scrivere il secondo capitolo della nostra storia da completare in Brasile”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Durante l’intervallo di Juve-Roma, che ha assegnato a Pescara la Supercoppa Women, ai microfoni della RAI è intervenuto Andrea Soncin che sulla sfida dello stadio ‘Adriatico’ ha affermato: “Sto vedendo due squadre che stanno a stare bene in campo, con due idee e filosofie differenti”.
Il CT, intervistato da Sara Meini, poi spiega: “La Roma è molto più verticale sull’asse Giuliano-Viens, sta cercando di attaccare la profondità, e la Juve sfrutta più le catene esterne. Sono due squadre che conosco bene, che hanno tante ragazze nel giro della Nazionale, e due tecnici ovviamente con le quali c’è un confronto continuo e costante, quindi è un piacere essere qui”.


L’ex calciatore ha poi continuato sottolineando: “Noi come addetti ai lavori abbiamo il compito di dover far alzare il livello qualitativo delle persone che vengono a vederci. Sono sicuro che tutte le persone che sono venute a Pescara rimarranno piacevolmente colpiti dal livello che stanno raggiungendo le nostre atlete”.
Parlando di Nazionale, invece, il CT ha affermato: “Abbiamo chiuso il primo libro della nostra storia, con questo 2025, e adesso iniziamo il secondo libro, il secondo capitolo. Un libro nuovo che ci vuole portare fra un anno e mezzo in Brasile. C’è massimo rispetto delle nazionali che affronteremo, le conosciamo bene e loro conoscono bene noi”.

Parlando di Nazionale, poi, il tecnico ha continuato: “C’è tanta consapevolezza però e tanta voglia di andare in Brasile, ci sono ancora due mesi di tempo per vedere quello che il campionato ci dirà per capire lo stato di forma di tutte le ragazze. C’è molta fiducia di poter iniziare questo secondo libro con delle belle pagine e arrivare a scrivere la parte finale in Brasile”.
Per Andrea Soncin anche l’opportunità di portare la fiaccola olimpica ed essere tedoforo in vista dell’Olimpiade invernale alle porte. A riguardo il CT conclude: “Saremo li con Cristiana Girelli, un’emozione indescrivibile un orgoglio immenso, saremo li a nome di tutte le ragazze che hanno fatto parte di questo bellissimo 2025. Il ringraziamento va sicuramente alla Fondazione Milano Cortina 2026 per l’attenzione che ha dato all’importanza che ha riservato”.

Juve – Roma, la top 5 delle giallorosse: Oladipo MVP, Veje incrollabile, Dragoni smagliante

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Juventus vs Roma è uno scontro il cui esito non è mai scritto prima del triplice fischio. Le giallorosse hanno approcciato meglio la gara e hanno mostrato un gioco più intenso, le bianconere negli ultimi minuti sono però state più ciniche a prendersi il trofeo. Onore alle seconde classificate giallorosse, ancora una volta degne avversarie, sempre in partita e vicinissime, ancora una volta, al trionfo. Ecco le pagelle delle migliori 5 della Roma a cura della nostra Redazione, che vede Oladipo MVP del match.

VEJE: 7. Difficile controllare Beccari, quando è in fiducia e ti si presenta davanti e schizza via come una scheggia impazzita ma, quando entra in gioco l’esperienza, cambia tutto. Importantissimo il dribbling ai danni di Harviken che serve l’assist a Giugliano per il gol che sblocca il match, ma è solo una delle tante belle giocate della danese. Su ogni pallone che capitombola in area, su ogni affondo tentato dalle bianconere, su ogni ripartenza, c’è lei. La vecchia guardia della difesa ha però trovato una degna compagna in Oladipo, che con lei e Valdezate può fare scintille.

OLADIPO: 7,5. Se i nastri isolanti funzionassero bene come lei nell’arginare gli attacchi avversari, si potrebbero utilizzare anche per aggiustare le barche che stanno affondando. All’inizio sente il peso della finale, poi sbaglia molto meno. Gli unici due errori sono sul gol di Vangsgaard e su un disimpegno in cui favorisce Stolen Godo, che scheggia il palo. Anche quando le compagne sono ferme dà fondo a tutte le sue energie e sembra averne sempre di più. In crescita costante, bravissima!

GIUGLIANO: 7. La sblocca lei, la Capitana, al 24′, su un cioccolatino di Dragoni e una giocata clamorosa di Veje, che si smarca da Harviken e le serve un assist a dir poco perfetto da appoggiare in porta. Come si suol dire, “manda la difesa della Juventus al bar” ed è tutto troppo facile. Le azioni più pericolose e i contropiedi passano dai suoi piedi, essendo spesso sola e con tanto campo davanti per fare male.

VIENS: 6,5. La canadese è la prima giallorossa a calciare verso De Jong in avvio di gara al termine di due contropiedi. Partecipa a tutte le giocate delle compagne e scende anche ad aiutare in fase difensiva; è la prima ammonita della gara e anche nella seconda frazione sembra avere un terzo polmone. Si divora a tu per tu con De Jong il gol del vantaggio in due occasioni nella seconda frazione, e forse è per questo che si mangia ancora le mani, perché a quest’ora la partita avrebbe preso un esito diverso. L’è mancato quel pizzico di cattiveria che fa la differenza.

DRAGONI: 7,5. Si vede nelle manovre giallorosse e in avvio deve un po’ prendere le misure di Harviken, poi riesce a liberarsene e a scartarla di continuo come se fosse la sua caramella infinita. Il confronto continua anche con Salvai, ma qualche varco lo trova sempre, ed è tra le più pericolose anche se circondata da bianconere. Intelligente nelle aperture, nei recuperi, nell’evitare le avversarie. Se dovessimo coniarle un nome da supereroina, quello sarebbe “Miss Fantastic”, in omaggio al personaggio geniale creato dalla DC.

Prolifico cutback Girelli, difesa “Madame Tussauds” – Top e flop Juve

Una finale di Supercoppa orientata inizialmente all’equilibrio (primo tempo segnato, infatti, dall’1-1 offerto da Vangsgaard che replica a Giugliano), poi ribaltata totalmente dalla numero 10 bianconera: decisiva, infatti, Cristiana Girelli (subentrata a Cambiaghi) che ha regalato la vittoria alla Juventus. Un finale assolutamente non scontato, con una avversaria giallorossa aggressiva, rapida e dominante: è la “Vecchia Signora”, però, ad alzare al cielo il prestigioso trofeo!

Per l’occasione è stata redatta una analisi circa il rendimento della rosa bianconera, con top e flop lato Juve.

Quanto andato in scena in data odierna non appare certamente scontato: raggiunto l’obiettivo del sesto scudetto nella storia, della Coppa Italia e della Serie A Women’s Cup, la vincitrice uscente aveva in chiaro la volontà di aprire il 2026 con un ulteriore traguardo. Se si pensa al campionato, fa impressione ripensare al cammino juventino: dopo un avvio da “roller coaster”, la squadra di Canzi (questo glielo si deve riconoscere) ha saputo avanzare con determinazione, trovando il momentaneo secondo posto statistico. Provvisoriamente, quindi, l’agguato proprio alla diretta avversaria della competizione appena archiviata, collocata periodicamente (durante le stagioni, s’intende) tra quelle capaci di disegnare il buio torinese.

Ora, però, si metta da parte il viaggio 2025/2026. Individualmente, le performance sfoggiate presso lo Stadio Adriatico “G. Cornacchia” di Pescara risultano discordanti: come da titolo, infatti, una difesa Juve da museo delle cere in fasi alterne, che ha modificato l’andamento della gara; il possesso palla? A tratti monotematico, con un blitz in pressing dato più che altro da Stolen Godø. La norvegese è apparsa propositiva sotto porta, con idee di prima intenzione a far da cornice ad un lavoro più che sufficiente. A confermare la tesi la conclusione mancina qualche minuto dopo il vantaggio giallorosso.

Nella sezione “top” a trovare spazio è anche Cecilia Salvai: quest’ultima ha saputo impattare, sopratutto quando le energie sembravano assecondare la Roma. Qualche piccola sbavatura nella lettura, ma efficace e puntuale nel lavoro nella propria area amica.

Promossa a pieni voti anche De Jong. Il portiere (nel caso ancora fosse un dubbio) ha dato modo di lanciare un messaggio di sicurezza nella difesa dei pali Juve, sopratutto in quella che non è altro che la pre parentesi imminente partenza di Peyraud-Magnin. Da netto “wow” l’intervento difendi-risultato sulla agguerritissima Viens, ma buona la qualità generale della sua partita.

Difficile trovare altri punti fermi da promozione piena (un plus naturalmente Cristiana Girelli, subentrata per lasciare il segno con il solito istinto da campionessa); valore aggiunto, però, Chiara Beccari, attivissima sul fronte assist (non per niente è suo lo spunto sfociato nel goal del pareggio).

Non così flop, ma in tale circostanza quella che si è vista è stata una Michela Cambiaghi un po’ sottotono; da premiare l’intenzione, ma pare soffrire troppo qualche fisicità. Può e sa fare sicuramente molto meglio (la 36 è tra le calciatrici della rosa a mostrarsi solitamente di livello sulle sortite offensive). A seguire Mathilde Harviken, poco incisiva a tessere la maglia difensiva e troppo poco attenta nel momento del duello con Viens, costato il vantaggio AS.

Un pomeriggio ad ogni modo da ricordare per entrambe le formazioni che proseguiranno ora il percorso in categoria.

Girelli pigliatutto, è Juve day: “Segnare in Supercoppa? Speciale!”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Quinta volta Juve: è di quest’ultima la Supercoppa Women. La squadra bianconera, sotto di un goal inflitto dalla capitana giallorossa Manuela Giugliano, ha reagito prima con Vangsgaard, poi con una figura non a caso, entrata in campo per lasciare il segno: Cristiana Girelli!

Della maglia 10 il 2-1 finale a consegnare la vittoria alla formazione ultra blasonata. A concedersi ai microfoni, poco dopo i festeggiamenti, è stata proprio la bomber che, con estremo orgoglio, ha riferito: “ringrazio tanto per i complimenti per il gol! Posso dire che queste sono reti che vengono fuori anche per istinto, ma, sopratutto, ciò che continua a motivarmi è sicuramente l’amore che provo per questo sport, lo stesso che mi spinge ogni giorno a migliorarmi.

Il mio obiettivo è sicuramente quello di spingermi oltre e di dare il 100% quando vengo chiamata in causa. Ogni partita ed ogni spezzone, visto anche quanto ci tengo, cerco di trattarlo con cura. Per me segnare è sempre qualcosa di meraviglioso, ma farlo in finale, in un momento decisivo come questo, è stato speciale.

Una gioia condivisa. Ce la siamo meritata questa Supercoppa. Sono contenta, prima del match vestivamo la maglia d’allenamento dedicata ad Alex Del Piero e ci ha portato fortuna. Collezionare trofei è bello, ma farlo con la maglia della Juventus…lo è ancora di più!”.

Ora il prosieguo del campionato: le due compagini protagoniste in data odierna sono legate ad un feroce inseguimento in classifica; la Roma, infatti, si trova a +4 dalla recente vincitrice. Sarà il prossimo incontro ad evidenziare le ulteriori modifiche: la chance d’aggancio della capolista, per la Juve, passerà da Milano, città dell’Inter.

Valentina Bergamaschi: “Partita molto combattuta, abbiamo espresso un buon gioco. Ora riprende il campionato in casa”

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Al termine di Juventus-Roma, Valentina Bergamaschi è stata intervistata dai media del Club.

Ecco le sue parole.


La beffa all’ultimo è un copione già visto.

“Sì, è stata una partita molto combattuta nei 95 minuti. Ci è rimasto un po’ l’amaro in bocca, perché abbiamo preso questo gol nel finale. Potevamo sicuramente sfruttare meglio alcune occasioni che ci sono capitate prima, ma questo è il calcio. Per vincere devi segnare: ci è mancato questo”.

Quale insegnamento vi portate via? Questa è una Roma che alla prima uscita del 2026 ha fatto comunque vedere buone trame, ha creato: è una Roma che c’è.

“Assolutamente sì. Abbiamo espresso un buon gioco e ce ne siamo rese conto subito. Infatti le parole del nostro capitano Manuela Giugliano dopo la partita sono state: testa alta, miglioriamo su quello che dobbiamo migliorare. Però l’impostazione di squadra c’è stata, non posso dire nulla, è stata comunque una bellissima partita, giocata a viso aperto, senza avere paura dell’avversario. Poi la palla è rotonda ed è finita così”.

Si riparte domenica dal Tre Fontane, per la prima partita in casa del 2026, alle 12:30 contro il Sassuolo.

“Sì, e ci tengo a ringraziare a nome della squadra tutti i tifosi che sono venuti qui. Sono stati la nostra arma in più. Hanno cantato anche sotto questa pioggia incessante. Li aspettiamo al Tre Fontane, perché domenica riparte il campionato e abbiamo questa sfida da portare a casa”.

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