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Serie B Femminile: corona d’inverno anche al Pero. Woman Napoli ko, Sangiovannese al comando del girone D

Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nel girone A, il Pero – così com’era stato per le venete di Carluccio – festeggia il titolo d’inverno con una giornata d’anticipo rispetto al giro di boa: 5-2 esterno all’Oristanese, mentre la Top Five vince 5-1 in casa contro il Cagliari, ora sorpassato al terzo posto dalla Solarity (15-0 al San Remigio nell’anticipo). Ritorno al successo per l’Atletico Taurinense (6-2 esterno all’Ittiri). Aosta-Athena Sassari non disputata per mancata presentazione della squadra sarda.

Nel girone B, classifica sempre più divisa e nessuna sorpresa nella parte alta: il Boca Junior travolge il Prato (9-3) mantenendo un punto di vantaggio rispetto alle inseguitrici CF Scandicci e Futsal Hurricane, entrambe vittoriose in trasferta contro Atletico Chiaravalle (0-4) e CUS Pisa (0-3). Primo successo stagionale per il Real Grisignano che batte e aggancia la Polisportiva (2-1 a domicilio), lasciando a -6 il fanalino di coda Pisa.

Nel girone CLevante Caprarica e Virtus Cap San Michele continuano a rincorrersi: la prima supera in rimonta la Eventi Futsal (6-2), la seconda regola la Ternana Thyrus con un 4-2 in terra umbra. Con lo stesso risultato la Littoriana manda ko la Sivel Avezzano e tiene il passo del Nora (3-1 al Foligno nell’anticipo di sabato). Bene anche il Futsal Veglie: 4-3 in casa del Club Sport Roma.

Ribaltone nel girone D: l’unico stop rimediato fino ad oggi (2-6 nel derby del PalaAliperti) costa caro alla Woman Napoli, raggiunta in seconda piazza proprio dal Lady Mondragone di Iamunno e sorpassata in vetta dalla Sangiovannese, brava a spuntarla sullo Spartak per l’ottavo successo consecutivo (2-3). Di misura anche Team Scaletta (2-1 corsaro in casa Athletic Club Palermo) e Meta Catania (3-2 sul campo della Salernitana a 7” dalla sirena). Blitz da 3 punti, infine, per la Nuova Futsal Pisticci: 7-4 nello scontro diretto con la Michele Priolo Gallinese.

Bitonto, Okasa Falconara e il futsal: al PalaBadiali hanno vinto tutti. Castiglia: “2025, un anno straordinario per il femminile”

Credit: Divisione Calcio a 5

A FALCONARA – Vince anche l’Okasa Falconara. Nessun trofeo, ok. Ma, oltre che uno scroscio d’applausi per una spettacolare tifoseria che non ha fatto mai mancare il sostegno alle Citizens dal primo all’ultimo minuto, “il sentimento che resta è quello dell’orgoglio”. Parola di Lorenzo Mondini. “Davvero spettacolare il PalaBadiali – sottolinea il general manager delle marchigiane – più passa il tempo e più il nostro pubblico migliora. È stata una festa di sport bellissima, il risultato purtroppo non ci ha premiato, complimenti agli avversari, ringrazio la squadra, lo staff e i nostri tifosi: in campo è sugli spalti è stato uno spot per tutto il movimento”.

CASTIGLIA – A Falconara ha vinto nuovamente una disciplina sportiva capace di generare interesse e aggregazione in qualsiasi manifestazione, che sia organizzata al nord, al centro o al sud Italia. “Il 2025 si è chiuso così con l’epilogo perfetto di un anno straordinario per il futsal femminile, fatto di crescita e sempre più appassionati e nuovi tifosi. Abbiamo sempre sostenuto che vogliamo incidere – continua Stefano Castiglia, Presidente della Divisione Calcio a 5, in uno stralcio di un’intervista sul Corriere dello Sport e Tuttosport – ogni cosa che organizziamo ha una sua visione con un punto di caduta. Il boom del canale Youtube? In pochi mesi abbiamo raggiunto quasi i 30mila iscritti: una scommessa vinta e, soprattutto, un’opportunità per tutti di seguire in chiaro le nostre partite, sia maschili che femminili. Si lavora tanto con una visione corretta di crescita, stiamo facendo il massimo per arrivare ai risultati che vogliamo ottenere”.

Tatiana Bonetti a IDEAWebTV: “La Freedom sta facendo una buona prima parte di campionato. Quando non segno, cerco di dare il mio contributo!”

Photo Credit: Freedom FC

Tatiana Bonetti è stata ospite della tredicesima puntata stagionale di “Terzo Tempo”, format promosso dalla rivista della provincia di Cuneo Idea interamente dedicato allo sport e a tutte le sue sfaccettature. La giocatrice della Freedom è stata intervistata nel corso di una lunga diretta iniziata proprio parlando di calcio femminile, con un occhio di riguardo verso la realtà calcistica della provincia e del Piemonte e la Serie B, che la numero 33 biancoblù ha ormai fatto sua.

«Sicuramente siamo molto contente per i tre punti, era importante, se non fondamentale, ottenerli. Il “come” li abbiamo ottenuti è stato molto particolare, perché l’approccio alla gara non è stato dei migliori. Abbiamo avuto delle occasioni nel primo tempo, nonostante non fosse il migliore che avessimo mai fatto, e siamo state sfortunate in alcune situazioni, come sul mio colpo di testa parato o la traversa di Chiara Marenco. Subire il 2 a 0 ci ha un po’ tagliato le gambe, ma la reazione che ha avuto la squadra vale più di ogni altra cosa, e quindi ci teniamo di positivo questo», in apertura Bonetti ha analizzato la partita contro la San Marino Academy, cominciata ai limiti di una tragedia e terminata invece con una straripante goleada da parte delle biancoblù, che si sono infine imposte per 5 a 2 partendo da uno svantaggio di due reti.

Sette nitide occasioni nel primo tempo, ma le biancoblù sono andate a riposo sullo 0 a 1 per la San Marino Academy. Bonetti sostiene che la squadra non fosse brillante «come in altre occasioni, e questo è stato condizionato dal campo di allenamento, pesante anche per via della neve. Nelle gambe forse avevamo un po’ di carico, ma le occasioni ci sono state. Forse dobbiamo stare più attente in alcune circostanze, perché ci sono partite che non recuperi più, ed è un peccato, perché noi costruiamo tanto, ma sprechiamo tanto.»

Ancora focalizzata sulla partita al “Paschiero” contro le sammarinesi, Bonetti ha perciò rimarcato che la squadra nello spogliatoio durante l’intervallo ha forse trovato lo stimolo giusto per provare a scendere in campo e vincere la partita«Noi ragazze non abbiamo spiccicato una parola, c’è stato un momento di gelo e tensione dove ognuna sapeva di dover fare quel qualcosa in più per cambiare le sorti del match. Il Mister ci ha spronato, dovevamo scendere in campo per andare a prenderci quello che era nostro. Nel secondo tempo ho invece visto una squadra unita e coesa. Dovevamo avere una reazione per non far andare la partita nei binari sbagliati, abbiamo scelto di tirare fuori il carattere per noi stesse: quando combatti ad alti livelli cerchi sempre di dare il massimo, è qualcosa che da personale siamo riuscite a trasformare in qualcosa di squadra.»

La dettagliata rassegna dell’attaccante riguardo le partite disputate dalla sua squadra è proseguita sui punti da lei reputati persi in itinere, e sottolinea in particolare due match in cui le biancoblù avrebbero meritato di più anche ai fini della classifica: «Nella partita col Verona avevamo avuto un sacco di occasioni e abbiamo poi preso gol quasi alla fine, e abbiamo lasciato dei punti, poi la partita di Brescia di qualche settimana fa abbiamo preso gol al 94′, sicuramente meritavamo qualcosa di più. A livello di classifica potremmo essere ancora più in alto. A mio parere, la Freedom sta facendo una buona prima parte di campionato.»

«Ho un bagaglio importante, ho giocato in squadre che mi hanno permesso, sia loro e sia la mia voglia di arrivare e di vincere, di crescere. Ho visto realtà importanti, ho giocato competizioni importanti, tra cui la Champions League, anni fa ho giocato in Nazionale, è tutto un insieme che mi fa essere oggi la calciatrice che sono. La cosa che cerco di non dimenticarmi è da dove sono partita, dei sacrifici della mia famiglia e dei miei, e di divertirmi: il calcio dev’essere anche un piacere, quando sei in campo devi goderti il momento. Tutto quello che sto cercando di trasmettere alla Freedom è il mio capire i momenti della gara e come aiutare le mie compagne di squadra», Bonetti non ha tralasciato nessun aspetto della propria vita professionale e ha anzi voluto spendere qualche parola per tutto il proprio percorso calcistico, partito dalla Riozzese e arrivato alla prestigiosa maglia azzurra della Nazionale, passando per la Women’s Champions League e tenendo sempre a mente che per giocare a calcio serve anche divertirsi.

Tatiana Bonetti ha poi parlato di Freedom, la Società che le ha dato fiducia per la stagione e in cui ha subito lasciato il segno in ben sei occasioni. La calciatrice ha affermato che «l’anno scorso ho fatto la Serie B, ma in una squadra che aveva l’obiettivo chiaro di vincere il campionato. La Freedom, in questo momento, per me è una Società che deve ancora fare qualche passo per essere una squadra che sta al top, però per arrivare c’è un percorso da fare, e in questo momento lo reputo abbastanza iniziale, ed è una sfida per me tutti i giorni. Ci sono tante differenze tra le realtà in cui sono stata e quella di oggi, sono superfelice quando riesco a dare il mio segno a queste ragazze, tante sono giovani e hanno un percorso differente dal mio, è un insieme di tante cose», per la calciatrice la vera sfida è aiutare questa squadra a crescere e a diventare un gruppo compatto partendo dalle nuove arrivate, che rispetto alla rosa della passata stagione sono molte, ed è un processo che richiederà tempo, fiducia e tanto lavoro, ma sta già cominciando a mettere in luce che le giovani hanno desiderio di fare bene e lasciare il segno.

Il calcio femminile, lo sport che per Tatiana Bonetti è molto più di una passione, a suo parere ha subito moltissimi cambiamenti in positivo«Rispetto a quando ho iniziato è cresciuto moltissimo, c’è molto più interesse, qualche sponsor che segue qualche atleta, però secondo me non siamo ancora ai livelli dove meriteremmo di stare. La Serie B non è molto seguita, la Serie A un po’ di più, però se faccio un paragone con la Spagna, la Francia e gli Stati Uniti il calcio femminile deve crescere ancora di più a livello di visibilità, di strutture importanti, è un lavoro in continua crescita. Può crescere ancora in maniera esponenziale»; malgrado i passi in avanti, siamo ancora molto lontani dai traguardi che ci si auspicherebbe per le atlete e per la loro visibilità, soprattutto se parte il confronto con altre Nazioni in cui questo sport è decisamente più seguito e sostenuto.

«Ci stiamo provando, vogliamo stare nelle prime posizioni. Giochiamo per stare sempre più in alto. Se guardo questa prima parte, alcune partite potevano andare diversamente e magari potevamo essere quinte, però non è un posizionamento brutto: per una squadra allestita quest’anno, penso che stia facendo bene. L’anno scorso è arrivata undicesima, se continuiamo a giocare a certi livelli possiamo ambire a qualche posizione più in alto, e speriamo che anche la fortuna ci assista. Dopo ogni partita la classifica può cambiare: qualche settimana fa eravamo none, è tutto in divenire, ed è per questo che si deve sempre essere concentrate. Non abbiamo un distacco così clamoroso dalle altre, quindi secondo me la concentrazione e la voglia di ambire ad alcune posizioni fanno la differenza», il campionato della Freedom potrebbe riservare molte sorprese per il futuro ed è nelle mani delle biancoblù, che stanno facendo molto bene pur essendo, come detto poc’anzi, un gruppo effettivamente nato da poco nella sua interezza.

«Sportivamente bisogna lavorare sui centri sportivi e gli impianti, il campo dove ci siamo allenate non è proprio il top, e per il livello che stiamo mostrando e che è in continua crescita meriteremmo qualcosa di più», in provincia di Cuneo si presta attenzione al calcio femminile, ma mancano ancora degli accorgimenti perché si possa effettivamente dire che le ragazze hanno le condizioni giuste per potersi allenare, soprattutto in vista di campionati di buon livello come quello che la Freedom sta giocando in questa stagione.

Nel 4-4-2 proposto dal Mister, la numero 33 biancoblù si trova spesso affiancata da Sofia Pasquali e Giorgia Berveglieri, due compagne che pian piano stanno creando un’ottima intesa con lei e che spera di poter capire al volo molto presto. Per il momento, i lavori in corso stanno cominciando a portare i loro frutti: «Mi sto trovando bene, stiamo cercando di conoscerci in breve tempo. Giochiamo insieme da pochi mesi, su alcuni meccanismi dobbiamo lavorare di più e spero che questa connessione continui a crescere, perché a me piace giocare così nell’uno-due. Da quando sono arrivata c’è stata una crescita, è come se ci amalgamassimo partita dopo partita. Non sono una prima punta, nella mia carriera ho fatto la trequartista, l’esterno d’attacco, mi piace molto variare. Quando si crea l’affinità e la voglia di giocare insieme, viene tutto più facile. Chi ci guarda può vedere che costruiamo azioni fatte in un certo modo, ed è anche bello vedere una partita così», la Freedom punta a centrare i tre punti e, match dopo match, collaudare un attacco che oltre a divertirsi e a capirsi con uno sguardo gioca un bel calcio.

Mister De Martino «è uno molto determinato, sa dove vuole arrivare e ci mette tutta la grinta che ha per trasmetterlo. Sto cercando di seguirlo e di fargli capire che sono come lui e la penso abbastanza sulla stessa lunghezza d’onda; è uno che sente tanto il calcio, e a volte andrebbe un po’ sedato quand’è in panchina (ride)», la tenacia del tecnico biancoblù viene trasmessa di riflesso anche alle calciatrici, che stanno pian piano entrando in un’ottica volta al miglioramento continuo e al non accontentarsi mai.

Neanche Tatiana Bonetti vuole accontentarsi delle proprie prestazioni personali e di squadra, e sta disputando una grande stagione in cui ha già siglato sei reti e confezionato assist per le compagne, due aspetti che la fanno sentire fiera del proprio percorso con la Freedom fino a questo momento e che le danno energia e fiducia per il prosieguo: «Sono molto contenta, al di là dei gol, che fanno piacere, perché sono un’attaccante e sarei falsa a dire il contrario. Sono contenta perché, anche quando non segno, cerco sempre di dare il mio contributo con un assist, con un’invenzione, una giocata, e quello racchiude quella che sono io: mi sento così, come calciatrice, che cerca di mettere il suo zampino per aiutare la squadra. Se dovessi tracciare una linea, sarei molto soddisfatta del percorso che sto facendo.»

Aumentato il massimale del Fondo di Solidarietà per le calciatrici, in chiusura i termini di trasferimento

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni scorsi l’Associazione Italiana Calciatori ha comunicato che è aumentato il massimale per il Fondo di Solidarietà, stabilito per garantire una protezione adeguata ai lavoratori in caso di riduzione sospensione dell’attività lavorativa, che passa da 75 a 125 mila Euro lordi. Si tratta di un’importante notizia che riguarda i calciatori di Serie B e quelli di Lega Pro oltre che alle calciatrici di Serie A Women. Per la stagione sportiva in corso, in deroga all’attuale massimale previsto dall’art. 21 dello Statuto, è stato deliberato dall’Assemblea e dal CdA del Fondo di Solidarietà di consentire la presentazione di domande di contribuzione anche superiori al tetto previsto di 75.000 Euro e fino ad un massimo di Euro 125.000.

Potranno effettuare domanda i calciatori e calciatrici tesserati con società colpite da un provvedimento di revoca o di decadenza dalla affiliazione o di esclusione o non ammissione al Campionato di competenza. Dal contributo, inoltre, dovrà essere detratto quanto già percepito dall’atleta beneficiario nel corso della stagione sportiva a cui si riferiscono le somme richieste nonché quanto eventualmente percepito in forza di altri contratti di diritto sportivo nella stagione sportiva di riferimento.

Per quanto riguarda i campionati dilettantistici, inoltre, ai titoli di coda sono giunti i termini di trasferimenti e chiusura del contratto, e relative le liste di svincolo aperte il primo dicembre che si chiuderanno il 18 dicembre. Nel calcio a 5, invece, tale date andranno dal 2 gennaio prossimo sino al 2 febbraio.

Mister Roberto Rossi, Cesena: “Non ci aspettavamo questi risultati. Vederle giocare così mi diverte sempre”

Photo Credit: Andrea Vegliò - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Cesena sta proseguendo un cammino di alto livello in Serie B, merito di un gruppo di ragazze molto giovani che stanno dando vita a una squadra forte, determinata e che non perde mai di vista la voglia di divertirsi. Buona parte di questo spirito la devono al loro tecnico, Mister Roberto Rossi, che ha parlato in un’intervista in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

Dal suo ritorno sulla panchina del Cavalluccio sono passati pochi mesi, ma la mano e le idee dell’allenatore si vede. Classifica alla mano, le bianconere sono riuscite a strappare un bellissimo terzo posto a un match dal giro di boa del campionato, un risultato inaspettato: il tecnico, in fondo, ci sperava «però sapevo che era una cosa molto complicata, perché quando cambi tanto come abbiamo fatto noi si necessita di un po’ di tempo, soprattutto quando parti con tante ragazze molto giovani. Sapevo che avevamo preso delle ragazze con delle buone qualità. Loro sono state brave ad aver l’atteggiamento giusto, una mentalità improntata sul lavoro. Purtroppo ultimamente non abbiamo raccolto i risultati per quello che abbiamo espresso in campo, ma assolutamente non speravamo di essere a questo livello», già dalla preseason e dalle varie amichevoli si era apprezzata una certa coesione del gruppo, che ha permesso alle ragazze di sprigionare le loro qualità e di perfezionarle in un cammino che è ancora in divenire.

«C’è molta soddisfazione per questo, anche se loro non si vogliono assolutamente accontentare. Come tipo di obiettivi ci siamo dati quello di fare un campionato dove le ragazze crescevano e miglioravano, ed è quello che vogliamo continuare a perseguire», quando si dice che “vincere aiuta vincere” viene anche automatico desiderare di non smettere mai, però l’obiettivo del tecnico e della Società è in primis quello di lavorare sui margini di miglioramento e di crescita di tutte le calciatrici dell’organico, poi i risultati verranno da sé.

Proprio i risultati, stando a quanto affermato dal tecnico, sono la massima espressione di quanto viene preparato dalle ragazze in allenamento e ciò che si vede in campo, ma l’aspetto da non trascurare mai è quello di raggiungerli «attraverso il gioco, e io insisto molto su questa cosa. A un certo punto del campionato, prima della partita col Como, eravamo prime. Noi abbiamo perso, ma è stata molto equilibrata, forse avremmo dovuto vincere noi, e probabilmente le ragazze si sono sentite quasi l’obbligo di dover vincere per forza, tant’è che le ultime due partite le abbiamo perse nel finale cercando la vittoria. Sì, è uno spirito che a me piace molto e va molto bene, però probabilmente una squadra più esperta si sarebbe accontentata, e avremmo portato a casa qualche punto in più. Credo che sia molto importante riuscire ad arrivare al risultato attraverso il gioco e delle buone partite, e questa cosa ci toglie anche un po’ di pressione», tante volte una sconfitta, se questa è arrivata dopo una partita in cui il gioco è stato di alto livello e le ragazze si sono espresse al meglio in campo, pesa di meno e lascia la consapevolezza di poter diventare ancora più forti. Il Cavalluccio, ricco di giovanissime provenienti da Primavere di grandi squadre, punta molto sulle giovani e, al contempo, pecca un po’ di inesperienza, che con il passare delle partite s’assottiglierà fino a sparire.

«Il fatto di essere arrivati davanti ci ha pesato un pochino, secondo me: eravamo molto più libere mentalmente prima di arrivare in quella condizione. Non siamo una squadra “preparata” per quel tipo di posizioni, per cui dobbiamo cercare di sfruttare sempre le nostre caratteristiche: abbiamo sempre giocato con questo piglio, con questa voglia di fare risultato che si è vista anche contro il Lumezzane, dove abbiamo preso gol da un fallo laterale loro, dove noi abbiamo riconquistato palla con l’idea di giocare, dalla parte opposta alcune stavano già lasciando la posizione difensiva per andare a fare gol, pensando di poter sviluppare il gioco, e invece abbiamo perso il pallone. Questo dev’essere, secondo me, lo spirito che ti anima. Volevamo vincere, e la stessa cosa è successa col Vicenza, dove abbiamo fatto una partita in cui abbiamo sempre attaccato e non siamo riuscite a fare gol, ma fa parte del gioco, e da qui traiamo spunti per poter crescere e migliorare», le bianconere hanno sempre mostrato in campo un gioco aggressivo, sempre improntato all’attacco e alla ricerca dei tre punti, e forse la prima posizione ha un po’ scalfito l’armonia che aleggiava nel gruppo prima che riuscisse a raggiungere la prima posizione; in compenso, però, la partita contro il Lumezzane e quella contro il Vicenza si sono trasformate in spunti per crescere.

Sempre di “crescita” si parla quando si tratta di sconfitte: «Aiutano, anche se uno non vorrebbe mai passarci dentro, perché giochi sempre per vincere; è chiaro che la crescita e l’esperienza passano anche attraverso delle sconfitte, non puoi sperare di riuscire a vincere sempre, anche se ai punti te lo meriteresti o come qualità del gioco. Uno dei temi di cui hanno parlato è stato: “Noi dobbiamo essere brave a vincere anche le partite che non ci meritiamo”, e io ho detto loro che non è assolutamente così. Dobbiamo continuare a cercare di giocare un calcio propositivo dove le ragazze sono proattive e hanno una grande partecipazione e collaborazione e riescono a essere protagoniste facendosi sempre vedere e con proposte di gioco, che merito c’è a vincere una partita senza giocare bene? Dobbiamo per forza passare di lì, e per la crescita è molto importante. L’esperienza ti fa capire che alcune situazioni si possono ripresentare, le hai già vissute e le puoi interpretare in modo diverse senza rinunciare al gioco e snaturarti. Ne perderemo delle altre, però secondo me la loro crescita deve passare da questa cosa, e se sei propositivo in campo ti diverti e non sei passivo, è importante anche sotto il profilo della personalità», la personalità è una di quelle caratteristiche che solo una calciatrice abituata a giocare, a cercare la compagna, a creare situazioni per essere pericolosa e, allo stesso tempo, pronta a difendere per evitare di prendere gol può vantare.

«Giochiamo molto in verticale, cerchiamo di arrivare velocemente ad attaccare la metacampo avversaria, è una caratteristica di molte ragazze, noi cerchiamo solo di farle combinare assieme e di metterle nella condizione di poter esprimere questa cosa, perché anche dal punto di vista del gioco sono molto libere: non abbiamo dei canovacci precisi. Quando ci dobbiamo difendere, cerchiamo una difesa aggressiva, una riconquista della palla creando una pressione per poi poter ripartire, è un atteggiamento che hanno di loro e che faresti fatica a introdurre, e con il lavoro lo coltiviamo», il gioco delle ragazze di Mister Rossi, come citato poc’anzi, non è mai passivo o disposto a farsi sopraffare dalle avversarie, perché cerca invece il minimo errore altrui per approfittarne e ripartire, e tale scelta è dovuta alle caratteristiche intrinseche delle calciatrici, già predisposte a questo tipo di gioco e a questa fame per la vittoria.

Tutte le ragazze appena arrivate a Cesena sono migliorate, e tutte «Stanno dimostrando di essere a un ottimo livello. In generale, è un gruppo che è migliorato, continuiamo a lavorare con quest’obiettivo, e credo che per alcune a fine campionato potrebbero aprirsi delle prospettive più importanti del campionato di Serie B, perché stanno facendo un campionato di qualità, di alto livello e di prestazioni.»

Come spesso sottolineato anche nelle interviste alle calciatrici, Mister Rossi ha rimarcato che Cesena è l’ambiente giusto per le giovani che vogliono crescere, l’ambiente adatto per migliorarsi: «La Società è costituita da persone che guardano molto all’aspetto umano e cercano di metterle nelle migliori condizioni anche al di fuori del campo, le strutture sono buone e cerchiamo di lavorare nel miglior modo possibile. Per noi è importante che quelle importanti ci mandino le ragazze, sapendo che possono fare un percorso di crescita, e penso che per le ragazze sia un’ottima condizione. Il mix che si forma in squadra tra le ragazze giovani e quelle un po’ più grandi – abbiamo tre 2002, una del ’99 e una del ’93, che sono le più grandi – , ragazze molto brave per lavorare bene col gruppo, perché sono un esempio per quello che fanno le altre, ed è uno dei motivi per cui stanno migliorando. Soprattutto attraverso l’esempio le ragazze imparano e ti seguono», l’esempio e l’emulazione delle calciatrici più grandi stanno forgiando, oltre al campionato di ottima fattura, le caratteristiche delle giovani bianconere.

Nel calcio, in particolare in quello femminile, l’esempio e la scelta di calciatrici capaci di fare da guida per le più giovani diventa fondamentale nella costruzione di una squadra vincente e con uno spogliatoio sereno. Come affermato dal tecnico, che in precedenza ha allenato anche in squadre maschili, «se i ragazzi più grandi non sono giusti, quelli giovani che devono ancora completare la loro formazione non riescono a tirare fuori le loro qualità, perché tante volte sono impauriti. Per giocare a calcio la testa deve essere leggera, ci vuole iniziativa e coraggio e non devi aver paura di sbagliare, e se quando fai un errore non vieni aiutato e ti viene invece rimarcato, se sei giovane tante volte ti inibisci. Quest’anno, nella costruzione della squadra, abbiamo cercato di stare attenti a questa cosa: non puoi permetterti di sbagliare le ragazze grandi, devono aiutare la crescita. Abbiamo Groff, Di Luzio, che sono brave in questo senso, e per questo le ragazze tra di loro stanno bene insieme, e non si frequentano solo al campo, ma anche fuori; è un gruppo che mi auguro continui ad avere questo tipo di atteggiamento, perché continueranno a crescere», il giusto mix che è stato creato nella squadra bianconera sta dando i suoi frutti e, di questo passo, proseguirà sempre verso l’alto e non verso una regressione.

In particolare, Mister Rossi evidenzia come in una squadra con i giusti elementi più grandi gli errori possano diventare un insegnamento senza scalfire il processo di crescita, anzi, andando a incentivarlo: «Gli errori insegnano, e dagli errori impari e ti migliori, però l’errore dev’essere vissuto in quel modo, perché altrimenti ti inibisce, ed è l’unica cosa che non deve accadere. Sbagliare fa parte del gioco, ma devi sempre avere la voglia e il coraggio di proporti e di fare.»

«Quando abbiamo iniziato ho visto che, prima dell’allenamento o dopo l’allenamento, senza che noi dicessimo niente, le ragazze andavano in palestra tutte insieme: si è generato questo clima, si respirava una buona aria, si stava bene tutti insieme», questo il primo fermo immagine che Mister Rossi sceglierebbe per raccontare quello che è stato il percorso di crescita delle bianconere, partito prima ancora che la Serie B aprisse i battenti.

Un secondo momento chiave della stagione è stato «quando abbiamo vinto a Brescia in Coppa Italia, sul fine partita, perché avevamo fatto una partita di alto livello: eravamo andati sotto, siamo riusciti a recuperarla e poi a vincere nel finale, e anche quel momento hanno cominciato a prendere coscienza delle proprie capacità.»

Infine, un terzo attimo che rispecchia appieno la maturazione delle ragazze è «quando abbiamo vinto in casa col Verona recuperando una partita dove avevamo fatto un errore nel primo tempo e siamo andati sotto subito, e l’abbiamo vinta nella seconda parte. Lì è stato un altro momento in cui hanno capito che, lavorando tutte insieme con questo spirito di squadra e di gruppo, potevano giocare contro tutte ad alto livello.»

Mister Rossi ha elogiato le “sue” ragazze, che esprimono un bel gioco caratterizzato da una grande intensità e portato avanti dal giusto atteggiamento da parte di tutte, brave a non dimenticarsi che la cosa più importante è divertirsi e giocare con la testa leggera: «Nelle partite con loro, mi diverto a vederle fare le cose: hanno una qualità, un’intensità e un atteggiamento che gratificano un allenatore. Se non ti diverti, dopo ti pesa tutto: lo spirito del gioco dev’essere questo, però purtroppo non può essere così per tutte, perché chi non gioca è un po’ penalizzata, però lo spirito dev’essere di fare una cosa che ti piace, ti appassiona, ti diverte. I risultati sono importanti per l’esterno, perché vieni giudicato: non vieni mai giudicato per come stai lavorando o stai giocando, purtroppo alla fine quello che conta è che se hai vinto o sei hai perso, e si perde lo spirito del gioco.»

Infine, il tecnico del Cavalluccio ha introdotto in breve quella che sarà la partita di Coppa Italia contro la Juventus, raggiunta dalle bianconere dopo aver eliminato il Brescia. Le romagnole non snatureranno il logo gioco, proveranno infatti a giocare a viso aperto contro le Campionesse d’Italia in carica: «In tutte le partite cerchiamo di giocare con questo spirito per poterle vincere, e ci ha fatto piacere passare il turno. Giocare contro la Juventus è molto stimolante, è una delle squadre più importanti del panorama nazionale, e sta facendo bene anche in Champions. Cercheremo di non cambiare il nostro atteggiamento, anche se sappiamo che sarà difficilissimo, cercheremo di giocarcela a viso aperto. Sarebbe bello riuscire, anche contro la Juventus, fare una partita di grande coraggio.»

Si ringraziano Mister Roberto Rossi, l’addetto stampa Filippo Minardi e il Cesena Calcio Femminile per la gentile concessione e la grande disponibilità.

Angela Mascia, Nuova Alba: “Non ci aspettavamo questo risultato. Grifone Gialloverde? L’affronteremo attente e concentrate”

Photo Credit: Nuova Alba Calcio Femminile

La Nuova Alba è stata protagonista di una partita di altissimo livello e dal risultato netto nei confronti della capolista, l’Original Celtic Bhoys, ora scivolato in seconda posizione per via della differenza reti. Le umbre hanno calato il poker e gestito alla perfezione una gara sulla carta molto complessa e, a tutti gli effetti, un risultato che per la classifica è oro colato. Tra le marcatrici compare Angela Mascia, che ha rilasciato in esclusiva alcune dichiarazioni alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

«In settimana abbiamo lavorato tanto per approcciare e preparare al meglio questa partita, siamo consapevoli dei nostri mezzi e dovevamo rifarci dopo le sconfitte con Gatteo e Roma. Non ci aspettavamo un risultato così netto, perché affrontavamo la capolista e conoscevamo il loro valore. Sapevamo che non potevamo sbagliare, eravamo convinte di poter fare bene per il lavoro fatto in settimana per questo è stata una vittoria fondamentale e che ci ha ripagato del lavoro fatto», la preparazione della partita è stata portata avanti con grande dedizione e con la giusta dose di timore nei confronti dell’avversaria, essendo la squadra consapevole del valore dell’Original Celtic, e indirizzare fin da subito la partita per il verso giusto ha aiutato le calciatrici a gestire, nella seconda frazione, un risultato importante, fino al 4 a 1 finale.

Le ragazze di Mister Peverini sono riuscite a centrare questo risultato grazie al giusto approccio alla partita, che «é stato fondamentale. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile ma eravamo preparate, dimostrando cosa possiamo fare se giochiamo come sappiamo. Siamo entrate in campo con grande intensità, concedendo poco e imponendo il nostro gioco. Siamo una squadra in crescita e la cosa fondamentale per noi è giocare per la compagna come ci dice sempre il Mister. Tutte hanno lavorato una per l’altra, con grande attenzione e sacrificio», e la coesione del gruppo ha incentivato ogni ragazza a giocare, prima ancora che per se stessa, per le compagne di squadra, un fattore che ha fatto remare tutte nella giusta direzione, quella per la vittoria.

Un dato che colpisce è che tutte le reti portano il nome di una calciatrice diversa, e secondo Mascia «⁠Avere quattro marcatrici é un segnale molto importante, significa che non dipendiamo da una sola giocatrice ma che tutte possiamo incidere se lavoriamo come ci viene chiesto.»

Prima della sosta natalizia del campionato e del turno di Coppa Italia contro il Gatteo Mare per provare ad aggiudicarsi i quarti, la Nuova Alba sarà impegnata in casa del Grifone Gialloverde, uscito vincitore in casa della Jesina e quindi galvanizzato dai tre punti e a caccia di una replica, stavolta tra le mura amiche: «Sarà una partita da affrontare con grande attenzione e concentrazione. Ci focalizzeremo su noi stesse, senza sottovalutare nulla e curando tutti i dettagli perché anche il grifone arriva da una vittoria importante. La voglia di continuare a fare bene è tanta e sicuramente la metteremo sul campo senza tralasciare nulla.»

Si ringraziano Angela Mascia, la Team Manager Claudia De Rosa e la Nuova Alba Calcio Femminile per la gentile concessione e il tempo.

Angelica Labianca, Pink Sport Time: “Sulla maglia un nome che tanto ha fatto in Puglia. La squadra? In crescita”

Photo Credit: Gabry Latorre

Una vittoria che non lascia spazio a interpretazioni, che racconta più di mille parole: lo sa bene la Pink, reduce da un risultato stra positivo (3-0) nella giocata davanti al Palermo.

La formazione gestita dalla coach Mitola, per l’appuntamento, ha offerto una prestazione fatta di intensità, qualità e grande spirito di gruppo, conquistando un successo incredibile e inaspettato; un trionfo che conferma il lavoro svolto e accende l’entusiasmo di rosa e dirigenza, perennemente uniti in una crescita costante. Ne parliamo in questa intervista con Angelica Labianca (classe ‘97 della realtà, nonché protagonista in due tempi del segno decisivo), la quale ha ripercorso emozioni della partita e guardato ai prossimi obiettivi.

Benvenuta Angelica! Diverse giornate sono ormai state archiviate e la squadra costruita sembra non volersi accontentare: come la vedi in questo percorso?

«Sto vedendo una squadra in crescita. Siamo un gruppo molto unito che diventa ogni giorno di più vera e propria famiglia!

Reduci dai successi della scorsa stagione, ci stiamo godendo appieno questa esperienza di trovarci in una categoria superiore, mettendo tutta la nostra voglia di fare sempre meglio, con tenacia».

Siete reduci da un netto tris di fronte ad una avversario di vertice: il Palermo! Non era sicuramente facile riuscire ad arginare un gioco così incisivo, ma la prestazione vi ha premiate. Il finale, inoltre, porta anche la tua firma: che emozione è stata, quanto pesa questo pieno bottino e come analizzi la prestazione collettiva?

«Ovviamente un’emozione indescrivibile! Averlo siglato personalmente con una doppietta mi ha donato una soddisfazione immensa, ma nulla avrei potuto senza il supporto di tutte.

Sulla carta la squadra avversaria, essendo forte di esperienza e ben strutturata, aveva tutti i pronostici dalla sua; solo riuscire a mantenere una situazione di pareggio poteva sembrare un impresa ardua per noi, ma ci abbiamo creduto tanto. Il successo così netto? È stato il prodotto di un vero gioco d’insieme. La nostra coach ha sperimentato dei cambi di ruolo importanti in questa partita, dandoci massima fiducia, ma la cosa che ci rende più felici è avergliela ripagata con un risultato del genere».

La prossima in casa Catania sarà uno scontro chiave ad anticipare quello di Coppa Italia contro la Salernitana. Aspettative? Cosa non dovrà mancare?

«Non dovrà mancare questo sostegno che si è creato l’una per l’altra e il senso di responsabilità che abbiamo verso uno staff che, giorno per giorno, non fa che darci piena fiducia. Dobbiamo continuare a rimanere unite ed a creare un’intesa sempre maggiore fra noi.

Il Catania è una squadra molto forte, ma il successo raggiunto contro il Palermo ci incoraggia a non aver paura di questa nuova compagine siciliana che andremo ad affrontare. Sarà importante mantenere questo coraggio, lo stesso che sicuramente non ci mancherà in Coppa».

Spazio a parole di incoraggiamento per il prosieguo del viaggio…

«Credo che ciò che conta in una squadra sia il rispetto l’una per l’altra e il perseguire compatte verso obbiettivi comuni. Vorrei ricordare a tutte noi che portiamo sulla maglia un nome che tanto ha fatto in passato in Puglia e questo deve responsabilizzarci ancora di più ogni volta che mettiamo piede in campo.

Abbiamo dimostrato di essere un gruppo che può farsi temere, anche quando sulla “carta” sembriamo non avere inchiostro per scrivere un nuovo capitolo! Io credo in ogni singola ragazza, credo nei nostri sogni e sento che, se continueremo a coltivarli così, insieme, potremo raggiungere grandi risultati. Non dobbiamo certamente mollare!».

Si ringrazia Angelica Labianca e la società tutta per la gentile concessione.

Diego Rossi, direttore sportivo Lumezzane: “Stagione in linea con le nostre aspettative, ma piedi piantati per terra ed essere pronte a fare di più”

Photo Credit: Elia Soregaroli - Calcio Femminile Italiano

Nella serata di martedì si è svolta al ristorante “Pio Nono” di Erbusco (Brescia) la cena di Natale organizzata dal Lumezzane rivolta non solo ai tesserati delle prime squadre maschile e femminile, ma anche alle associazioni del territorio attraverso il progetto della società “Noi Ci Teniamo”.
Nel corso della serata sono intervenute diverse figure del club lumezzanese, tra cui il direttore sportivo Diego Rossi che ha fatto il punto della situazione sulla formazione allenata da Nicoletta Mazza che, al momento, è seconda dopo dodici gare di Serie B.

Diego, come valuti la prima parte di stagione del Lumezzane dopo dodici giornate di Serie B?
«Siamo in linea con le aspettative di fare un campionato di vertice. Sappiamo che il Como è fuori categoria, ma finché rimaniamo attaccate a loro ci crediamo. Secondo me, la classifica rispecchia è giusta: è vero che abbiamo perso qualche punto, ma lo abbiamo altresì guadagnato, faccio l’esempio di Cesena dove magari il pareggio ci stava e alla fine abbiamo vinto».

Le ultime due partite hai visto una squadra più concreta rispetto alle altre uscite?
«Penso che la squadra possa fare meglio sotto porta: è quello che stiamo chiedendo sempre alle giocatrici. Contro il Venezia (giocata domenica e finita 2-0 per il Lumezzane, ndr) non possiamo avere otto occasioni da gol e andare a chiuderla all’ottantesimo».

Il mercato di gennaio sta per incombere: la squadra, dal tuo punto di vista, va bene così o ci possiamo aspettare qualche rinforzo?
«Ad oggi non ho ancora parlato con il club, quando parleremo con la proprietà capiremo poi che linea avremo per il mercato».

Che aspettative hai su un 2026 che potrebbe essere cruciale per il Lumezzane?
«Sappiamo che ripeterci è difficile: il girone di ritorno è insidioso e dovremo andare a Cesena, ad Arezzo, a Roma e a Verona. Dobbiamo tenere i piedi per terra, goderci il momento e essere pronte a fare di più».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Football Club Lumezzane e Diego Rossi per la disponibilità.

Giuseppe Lanzolla, tecnico Matera: “Risultato con la Salernitana non racconta la verità. Ora una sfida per la salvezza”

Photo Credit: Matera Città dei Sassi

Sconfitta pesante in quel di Salerno per il Matera: la squadra, dopo l’intoppo davanti alla Abatese, non è riuscita a rispondere concretamente all’attacco granata, regalando tre punti preziosi a pochi passi dallo stop invernale.

Due tempi intensi per un finale dal 4-0 subito, spiegati così dal tecnico della lucana Giuseppe Lanzolla: “La Salernitana è una squadra di tutto rispetto, dal bel gioco e con uno staff di quantità e qualità – ha ammesso in esclusiva ai nostri microfoni-. Siamo entrati in campo consapevoli dell’avversario e delle difficoltà che avremmo incontrato.

Primo tempo? Se avessimo chiuso in vantaggio non avremmo rubato nulla; purtroppo abbiamo sprecato due occasioni limpide a tu per tu col portiere. Su una verticalizzazione studiata, a difesa alta, loro hanno chiuso il primo tempo. Anche nel secondo ci sono state diverse occasioni, ma logicamente, contro una formazione così, se non le sfrutti ne risenti anche mentalmente.

Dopodiché è arrivato il terzo goal su punizione e poi una autorete su un nostro errore in difesa. Questa è stata la partita, ma il risultato non ne racconta la verità; resta il fatto che abbiamo perso e facciamo i complimenti a loro”.

Resta fondamentale il prossimo scontro da calendario, fissato per il 21 dicembre; sulla imminente giocata casalinga con la Virtus, la figura in panchina ha riferito:Una partita decisiva per la salvezza. Dovremo dare tutto perché non sarà scontata e nasconderà delle insidie; sarà necessario mantenere alta la concentrazione ed una alta intensità, dall’inizio alla fine”.

Si ringrazia il tecnico Giuseppe Lanzolla e la società tutta per la gentile concessione.

Pro Palazzolo, nuovo ko: palazzolesi battute in rimonta da Südtirol

Photo Credit: FC Pro Palazzolo

La Pro Palazzolo cade di nuovo. La squadra di Giovanni Brusa cede in casa contro il Südtirol per 2-1 nell’ottava giornata del girone B di Serie C, al termine di una partita, giocata a porte chiuse, nel quale le franciacortine hanno dovuto incassare la terza sconfitta in campionato, nonché la terza consecutiva se si tiene conto del ko rimediato otto giorni fa in Coppa contro il Moncalieri. Nel prossimo turno la Pro, che ora si trova in zona play-out, affronterà in trasferta il Villorba Treviso che ieri ha perso 2-1 contro il Trento.

La Pro sblocca subito il match: al 5’ Citaristi crossa al centro sul quale Holzer intercetta, ma manda accidentalmente il pallone in rete. Intorno al 26’ il Palazzolo subisce il pareggio quando Stocker, da due passi, batte Trentadue. Al 39’ Stockner che con un potente tiro non lascia scampo a Trentadue e firma il sorpasso ospite. Nella ripresa le franciacortine cercano di riequilibrare la partita, tanto che intorno alla mezz’ora reclamano senza successo un rigore, ma non trovano la via della rete.

PRO PALAZZOLO: Trentadue, Angoli (34’ st Anna Belotti), Canobbio, Foti, Frecchiami (1’ st Parsani), Roselli (1’ st Troiano), Cattuzzo, Biffi, Tengattini (1’ st Serna), Citaristi, Paris, Baloumi. A disp. Gilardi, Mezzoli, Deborah Pasquali. All. Brusa (squalificato, in panchina Tirinnocchi).
SÜDTIROL: Holzer, Ruaben, Oberhuber, Ladstätter, Tschoell, Santin, Kiem, Costisella (33’ st Antolini), Pföstl (20’ st Bielak), Fischer (39’ st Peer), Stockner (42’ st Maloku). A disp. Boccola, Zipperle, Mittermair, Huber, Nigg. All. Castellaneta.
Arbitro: Ravelli di Bergamo.
Reti: 5’ pt Holzer (autorete), 26’ pt e 39’ pt Stockner.

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