Home Blog Pagina 306

Primavera 1 e 2: nel week-end si cala il sipario sul 2025, dodici i match in programma

Photo Credit: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nel week-end tornano in campo i campionati Primavera 1 e 2, con dodici gare complessive in programma spalmate tra sabato e domenica.

Nono turno nel torneo Primavera 1 Hellas Verona – Cesena fissata per sabato alle 15:00 allo stadio “Olivieri” mentre le altre gare sono tutte alla domenica. La Juventus ospita il Genoa alle 12:00 all’Allianz Training Center mentre il Parma riceve la Roma a Noceto alle 14:30 con in contemporanea la sfida del “Graziano Ferrari” tra Sassuolo ed Arezzo. L’Inter scende in campo alle 15:30 contro la Fiorentina al Konami Youth Development Center mentre a chiudere il quadro sarà Brescia-Milan al “Mario Rigamonti”.

Nel torneo Primavera 2 nel gruppo A, con il Venezia a riposare, derby tra Como 1907 e Como Women sabato alle 14:30 al “Lambrone” con in contemporanea Vicenza-Freedom
al “Sergio Ceroni” e Bologna Lumezzane al “Luciano Bonarelli”.
Nel gruppo B, sempre alle 14:30 con la Lazio a riposare, a “Ferentino” spazio a Frosinone-Napoli Women mentre a “Torbellamonaca” c’è Res Donna Roma-Ternana Women e alle 15:30 a Domagnano San Marino-Trastevere.

Women’s Euro 2025: quanto hanno incassato i vari club dalla manifestazione in Svizzera

credit photo: Paolo Comba - photo agency calcio femminile italiano

Nelle ore scorse la Uefa ha annunciato i benefit per i club relativi agli Europei di Svizzera giocati in estate. Si tratta dell’accordo trovato in merito alle giocatrici selezionate ed impiegate a Women’s EURO 2025, con gli European Football Clubs (EFC). Distribuiti ben 9 milioni di euro a 103 club europei, il doppio rispetto agli Europei di Inghilterra del 2022. L’importo per le varie squadre è stato calcolato in base al numero di giorni per cui ogni giocatrice è rimasta in Svizzera, considerando 10 giorni di preparazione e un giorno di viaggio aggiuntivo, per ogni giorno di presenza il ‘premio’ stabilito è stato di 1095 € per giocatrice.

In Italia sono arrivati 1 milione 326 mila 45 euro. Alla Juventus sono stati riconosciuti 415’005 euro e alla Roma 256’230 mentre alla Fiorentina 204’765. Seguono, poi, Lazio con 127’020 euro, Inter con 117’165 euro, Milan con 111’690 euro, Sassuolo con 65 700 euro, Como con 10’950 euro e la Sampdoria a 17’520.

A guadagnare più di tutti è stato però il campionato inglese con 2’366’295 euro con Chelsea e Arsenal, su tutte, ad incassare rispettivamente 462’090 e 408’435. Poco più dell’Italia ha ricevuto anche la Germania con 1’396’125 euro, con il Bayern Monaco a capeggiare con 465’375 euro mentre sotto l’Italia si piazza la Spagna con 1’161’795 euro, ma con il Barcellona come club più indennizzato di tutti con 567’210 euro. Poco sotto il milione, con 825’630 euro, la Francia con il Lione in testa con 275’940 euro, trentamila in più del  PSG.

Per le altre federazioni meglio di tutti le portoghesi del Benfica con 200’385, le svedesi dell’Hammarby con 129’210 euro, le norvegesi del Brann con 110’595 euro e le olandesi del PSV Eindhoven con 102’930 euro.  Staccate le altre. In Belgio il premio maggiore è andato all’ Anderlecht con 65’700 euro, in Danimarca al Brøndby con 43’800 euro, in Finlandia all’HJK con 21’900 euro, in Islanda al Breidablik con 59’130 euro, in Polonia il Katowice con 43’800 euro, in Scozia i Rangers con 6’570 euro e in Svizzera al Basilea con 60’225 euro.

 

Coppa Italia Women: si torna in campo nel week-end, il programma sino alla finale

Credit Photo: Emanuele Colombo- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Torna in campo la Coppa Italia Women con l’ingresso delle migliori otto squadre della scorsa Serie A che esordiranno tutte in trasferta. Otto sfide in programma nel week-end che determineranno le formazioni che strapperanno il pass per i quarti di finale. Gli ottavi di finale, da giocare in gara secca, vedranno due match in programma al sabato e ben se alla domenica.

Quattro degli otto intrecci vedranno due squadre di Serie A Women in campo mentre in altri quattro casi le squadre della Serie B Femminile proveranno a portare a casa un’insperata qualificazione Si parte con due sfide alle 12:30 di sabato con la Ternana Women che se la vedrà al “Moreno Gubbiotti” contro il Como Women mentre il Napoli Women al “Giuseppe Piccolo” riceverà il Sassuolo. Successi in trasferta nel primo turno per le umbre che hanno superato il Trastevere e le partenopee sul Venezia.

Alla domenica una gara è fissata per le 13:30, ovvero, quella del “Tullio Saleri” dove il Lumezzane, vittorioso all’esordio nella manifestazione sull’Arezzo, riceverà la Roma. Tutte le altre gare si svolgeranno alle 14:30. Al “Dino Manuzzi” il Cesena, che aveva superato il Brescia, sarà opposto alla Juventus, fresca di pass nei play-off di Champion’s mentre il Como 1907, che aveva piegato la Res Donna Roma, attenderà al “Lambrone” l’Inter. Il programma prosegue con il replay della sfida di domenica scorsa in Serie A tra Parma e Lazio, che giocheranno però al “Tardini” con il Genoa, agli ottavi dopo il successo sull’Hellas Verona, che proverà allo “Sciorba” ad avere la meglio sul Milan. A chiudere il quadro il Bologna che se la vedrà al “Luciano Bonarelli” contro la Fiorentina.

Chi passa approderà ai quarti di finale con andata tra il 20 ed il-22 gennaio ed il ritorno una settimana dopo. Le semifinali, invece, sono in programma ad inizio e fine marzo con finalissima fissata per il 23 maggio. Chi passa tra Juve e Cesena se la vedrà ai quarti Sassuolo o Napoli Women mentre una tra Milan e Genoa contro una tra Bologna e Fiorentina con le vincente poi opposte in semifinale. Dall’altra parte del tabellone Lumezzane o Roma contro Parma o Lazio e Ternana Women o Como Women contro Como 1907 o Inter con le vincenti poi contro in semifinale.

 

Giulia Asta, Casolese: “Sono contenta del nostro percorso di crescita. Riccione avversaria difficile, ma possiamo giocarcela!”

Photo Credit: Casolese Calcio Femminile

La Casolese ha disputato la penultima partita prima della pausa natalizia contro il Gatteo Mare, che con la vittoria è riuscito a strappare il primo posto in classifica all’Original Celtic Bhoys. Al termine del match, la marcatrice delle toscane Giulia Asta ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano per commentare il match e quello che le aspetta.

«Ci siamo concentrate sul preparare la partita cercando di affrontarla col giusto carattere, soprattutto studiando i loro punti di forza, che poi si sono rivelati effettivamente tali, come la grande qualità che hanno in attacco», il backstage della partita ha cercato di focalizzarsi soprattutto sui punti forti delle avversarie per tentare di arginarli e, ancor prima, sul giusto atteggiamento in campo da parte della Casolese, che si aspettava già sulla carta di avere di fronte un’avversaria di alto livello, com’è poi accaduto.

Le ragazze di Mister Giuntini hanno avuto dalla propria parte il supporto del pubblico allo stadio, e per la calciatrice «È sicuramente sempre bello giocare in casa e avere delle persone che fanno il tifo dalla tua parte. Speriamo di fare sempre meglio per loro», il tifo sicuramente sprona di minuto in minuto la squadra e, anche in caso di sconfitta, la rende meno amara.

Ma Asta non ha parlato soltanto di sconfitte, perché il cammino che la Casolese si sta impegnando a portare avanti va oltre ogni possibile aspettativa della vigilia del campionato, un motivo d’orgoglio per tutte le calciatrici che vi hanno preso parte già da tempo e quelle e che lo stanno percorrendo, seppur da un breve tratto: «Non mi aspettavo questo risultato, anche perché non conoscevo il livello del campionato. Sono contenta del percorso di crescita che stiamo facendo e credo molto nel potenziale di questa squadra.»

In conclusione, la giocatrice ha introdotto la prossima partita, quella in casa del Riccione, che si prospetta un match complesso ma che, al termine, concederà alle ragazze un po’ di meritato riposo: «Sarà sicuramente una partita difficile ma, come qualunque altra, possiamo giocarcela. Dobbiamo prepararla al meglio questa settimana e andate convinte di fare risultato domenica per poi goderci la pausa natalizia.»

Si ringraziano Giulia Asta, l’addetta stampa Sara Zaccardo e la Casolese Calcio Femminile per il tempo e la disponibilità.

Pro Palazzolo: ufficiale l’arrivo di Clara Raccagni, ma salutano tre calciatrici

Photo Credit: FC Pro Palazzolo

La Pro Palazzolo sta per chiudere il suo 2025 andando a sfidare domenica in trasferta il Villorba Treviso per la nona giornata del girone B di Serie C, con l’obiettivo di tornare al successo che manca da quasi un mese, ma la dirigenza biancazzurra ha iniziato già ad attivarsi sul mercato invernale.

In entrata arriva a rinforzare la difesa Clara Raccagni, giocatrice classe ’06 che ha fatto la trafila nelle giovanili del Brescia dove, tra l’altro, è entrata in pianta stabile nella prima squadra dalla stagione 2023/24. In questa prima parte Clara non ha ottenuto alcuna presenza con la maglia della Leonessa.

Ma in uscita tre giocatrici lasciano il club: sono le difensori Allison Zamblera (’03) e Deborah Pasquali (’04) che hanno deciso di rescindere il contratto con la società, mentre c’è lo svincolo dell’attaccante ’07 Meriem Baloumi.

 

Calcio Femminile: Come Cittadinanza e Residenza per Investimento Aprono Nuove Porte alle Atlete Professioniste

Il calcio femminile non è più un movimento di nicchia. È diventato un business globale da centinaia di milioni di euro, con calciatrici che si spostano tra continenti come pezzi su una scacchiera internazionale. Nel 2024, i trasferimenti internazionali di atlete professioniste hanno toccato quota 2.284, con un aumento del 20,8% rispetto all’anno precedente.

Ma c’è un aspetto che raramente viene discusso nei titoli dei giornali sportivi: la cittadinanza. O meglio, come una seconda cittadinanza o una residenza strategica possano trasformare completamente la traiettoria di una carriera nel calcio femminile.

Il Mercato Globale del Calcio Femminile: Numeri che Parlano Chiaro

I dati raccontano una storia affascinante. La finestra di trasferimenti invernale del 2025 ha registrato 455 movimenti internazionali, con una spesa complessiva di 5,8 milioni di dollari. Può sembrare poco confrontato al calcio maschile, ma rappresenta un incremento del 180,6% rispetto all’anno precedente.

In Europa, più di 3.000 calciatrici sono ormai professioniste a tempo pieno. I ricavi dei 15 principali club femminili hanno raggiunto 116,6 milioni di euro nella stagione 2023/24, con un balzo del 35%. Arsenal Women e Barcellona Femení guidano la classifica con circa 17,9 milioni di euro ciascuno.

Per le calciatrici italiane, il panorama è altrettanto dinamico. Le tesserate hanno superato le 45.620 unità nel 2024, con i ricavi della Divisione Calcio Femminile FIGC cresciuti oltre il 400% tra il 2019 e il 2024.

Perché la Cittadinanza Conta (Più di Quanto si Pensi)

Quando un club della WSL inglese o della NWSL americana guarda una calciatrice italiana, non valuta solo le sue capacità tecniche. Considera anche quanto sarà complesso portarla in squadra dal punto di vista amministrativo.

Gli slot per giocatrici extracomunitarie sono limitati. I visti lavorativi richiedono tempo, documentazione, e a volte non vengono proprio approvati. Una calciatrice con doppia cittadinanza europea, o con un passaporto che garantisce accesso senza visto a decine di paesi, diventa automaticamente più appetibile sul mercato.

Non si tratta solo di convenienza burocratica. È una questione di flessibilità strategica. Una seconda cittadinanza può aprire porte a campionati che altrimenti resterebbero chiusi, permettere trasferimenti last-minute senza intoppi di visto, e facilitare la partecipazione a ritiri e tornei internazionali.

Il Caso delle Slot Extracomunitarie

La Serie A Femminile, come molti altri campionati europei, ha regole precise sul numero di atlete non comunitarie che ogni squadra può schierare. Una calciatrice brasiliana con passaporto italiano, portoghese o di qualsiasi altro paese UE, improvvisamente non occupa più quella preziosa slot.

Lo stesso vale per il Regno Unito post-Brexit. Il visto “International Sportsperson” è riservato ad atlete d’élite con sponsorship da federazioni riconosciute. Ma se hai già una cittadinanza che ti dà mobilità verso il Regno Unito? Il processo diventa infinitamente più semplice.

Oltre il Visto Lavorativo: CBI e RBI nel Calcio Femminile

Qui entra in gioco un mondo che molte calciatrici e i loro agenti stanno iniziando solo ora a esplorare: i programmi di cittadinanza per investimento (CBI) e residenza per investimento (RBI), comunemente noti come Golden Visa.

La differenza tra un visto lavorativo sportivo e questi programmi è sostanziale. Un visto lavorativo è legato al contratto con un club specifico. La residenza o cittadinanza per investimento, invece, ti appartengono indipendentemente dal tuo datore di lavoro.

I Programmi Caraibici: Velocità e Mobilità

I paesi caraibici come St. Kitts & Nevis, Antigua & Barbuda, St. Lucia, Grenada e Dominica offrono programmi CBI con tempi di elaborazione incredibilmente rapidi: da 3 a 6 mesi in media.

L’investimento minimo parte da circa 100.000-150.000 dollari americani per una donazione statale, oppure 200.000-400.000 dollari per acquisti immobiliari in progetti approvati. In cambio, ottieni un passaporto che garantisce accesso senza visto a circa 140-150 paesi, inclusa in molti casi l’area Schengen europea.

Per una calciatrice che gioca in Europa ma ha origini sudamericane o africane, questo può significare eliminare completamente le complicazioni legate ai visti. E considerando che la carriera media di una calciatrice professionista si concentra tra i 23 e i 30 anni, la velocità conta.

Golden Visa Europei: Radicamento Strategico

I programmi europei funzionano diversamente. Non offrono cittadinanza immediata, ma una residenza che può trasformarsi in cittadinanza dopo alcuni anni.

Il Portogallo, anche dopo le riforme del 2023 che hanno chiuso il canale immobiliare tradizionale, permette ancora investimenti in fondi qualificati (500.000 euro) o in ricerca e cultura (250.000-500.000 euro). La presenza fisica richiesta è minima—circa 7 giorni all’anno—e dopo 5 anni di residenza legale si può richiedere la cittadinanza.

La Spagna offre residenza per investimento con una soglia di 500.000 euro in immobili. La Grecia ha un Golden Visa che parte da 250.000 euro (con aumenti previsti in alcune zone). Malta combina contributi statali, donazioni filantropiche e investimenti immobiliari con percorsi sia verso la residenza permanente che verso la cittadinanza accelerata.

Per una calciatrice che gioca stabilmente in un campionato europeo e vuole costruire radici a lungo termine, questi programmi hanno senso sia dal punto di vista della carriera che da quello familiare.

Il Tassello Fiscale: Dove Conviene Davvero Risiedere

L’aspetto fiscale è dove molte calciatrici—e i loro agenti—iniziano davvero a prestare attenzione. Gli ingaggi nel calcio femminile stanno crescendo, ma restano una frazione di quelli maschili. Per questo, ottimizzare la pressione fiscale legalmente diventa ancora più importante.

L’Italia offre il regime per “impatriati”, che permette una detassazione significativa del reddito per chi torna nel paese dopo anni all’estero. C’è anche la flat tax di 100.000 euro annui sui redditi esteri per individui ad alto patrimonio netto, utilizzabile da atlete con compensi elevati.

Il Portogallo aveva il regime NHR (Non-Habitual Resident) che permetteva tassazione agevolata per 10 anni, ma è stato riformato. Cipro e Malta offrono regimi non-dom con tassazione favorevole su dividendi e capital gains. La Spagna ha la “Ley Beckham” che concede IRPEF agevolata per lavoratori impatriati, ampiamente usata dai calciatori.

Una calciatrice che alterna contratti in diversi paesi può trovarsi facilmente in situazioni di doppia imposizione fiscale complessa. Pianificare strategicamente dove stabilire la residenza fiscale, prima che diventi un problema, fa una differenza enorme sul reddito netto.

Carriera Breve, Decisioni Lungimiranti

La finestra di massima performance per una calciatrice professionista è stretta. Tra infortuni, dinamiche di squadra e il semplice passare degli anni, la maggior parte delle atlete deve pensare al dopo-carriera molto prima dei colleghi maschi.

Una seconda cittadinanza o una residenza strategica non servono solo durante gli anni di gioco attivo. Diventano asset per tutta la vita:

  1. Sicurezza familiare: accesso a sistemi sanitari ed educativi di qualità per i figli
  2. Opportunità post-carriera: possibilità di avviare business, academy sportive o carriere nel coaching in giurisdizioni vantaggiose
  3. Piano B geopolitico: protezione in caso di instabilità nel paese d’origine
  4. Flessibilità di viaggio: libertà di movimento globale senza vincoli di visto

Per chi vuole investire in un centro di allenamento, aprire una scuola calcio o sviluppare brand personali legati allo sport, avere residenza in un hub strategico come Portogallo, Spagna o Malta può accelerare enormemente questi progetti.

Come GlobalResidenceIndex.com Supporta le Atlete

Navigare i programmi di cittadinanza e residenza per investimento richiede competenze specifiche. Non si tratta solo di scegliere un paese e inviare un assegno. Ogni programma ha requisiti di due diligence rigorosi, documentazione complessa e tempistiche precise.

Per le calciatrici professioniste, esistono sfide uniche. I contratti sportivi spesso includono bonus, diritti d’immagine e compensi variabili che devono essere documentati correttamente. I calendari di gioco rendono difficile gestire personalmente iter burocratici lunghi. E le frequenti trasferte internazionali complicano la raccolta di documenti e certificati.

GlobalResidenceIndex.com ha sviluppato expertise specifica nel supportare clienti del mondo sportivo, comprese atlete professioniste. Il loro approccio include:

  1. Pre-screening dettagliato del profilo dell’atleta per identificare i programmi più adatti
  2. Gestione completa della raccolta documentale, inclusi contratti sportivi e prove di reddito complesse
  3. Coordinamento con agenti FIFA, club e consulenti legali sportivi per allineare tempistiche
  4. Project management dell’intero processo, permettendo all’atleta di concentrarsi sulla carriera
  5. Supporto post-approvazione per rinnovi e gestione a lungo termine

La loro partnership con enti governativi e unità CBI/RBI permette di gestire casi particolari—come atlete molto giovani o con frequenti trasferimenti—con maggiore flessibilità entro i confini legali.

Una Checklist Pratica per Calciatrici che Guardano al Futuro

Se sei una calciatrice professionista o un agente che rappresenta atlete, ecco le domande chiave da porsi:

Sulla carriera: Dove voglio giocare nei prossimi 5-10 anni? Quali paesi offrono i campionati più interessanti per il mio livello? Ci sono limitazioni di visto che potrebbero bloccarmi?

Sulla fiscalità: Dove sono residente fiscalmente ora? Sto pagando più tasse del necessario? Quali regimi agevolati esistono per sportivi professionisti?

Sulla famiglia: Dove voglio che i miei figli crescano? Quale sistema sanitario ed educativo preferisco? Cosa succede se mi infortuno gravemente?

Sul dopo-carriera: Cosa voglio fare quando smetterò di giocare? Dove voglio sviluppare business o progetti personali? Quale passaporto mi darà più opportunità?

Rispondendo onestamente a queste domande, emergerà un quadro chiaro di quale tipo di cittadinanza o residenza abbia senso strategico. E soprattutto, quando è il momento giusto per muoversi.

Il Calcio Femminile Come Laboratorio di Cittadinanza Globale

Il calcio femminile sta crescendo più velocemente di qualsiasi altra disciplina sportiva professionistica. Ma non sta solo crescendo in termini di numeri e ricavi. Sta anche diventando un caso studio affascinante di come gli atleti moderni pensino alla mobilità globale in modi completamente nuovi.

Le calciatrici di oggi non si vedono più legate a un singolo paese o campionato. Si vedono come professioniste globali che costruiscono carriere attraverso continenti, ottimizzano la loro situazione fiscale legalmente, e pianificano futuri che vanno oltre il semplice giocare a pallone.

I programmi di cittadinanza e residenza per investimento non sono più strumenti riservati a miliardari e imprenditori. Stanno diventando parte della cassetta degli attrezzi di qualsiasi atleta professionista che voglia massimizzare le proprie opportunità di carriera e costruire sicurezza a lungo termine.

Le Storie Stanno Cambiando

Sempre più calciatrici stanno iniziando a pensare strategicamente alla cittadinanza. Non solo per necessità immediate legate ai trasferimenti, ma come parte di una pianificazione patrimoniale e familiare completa.

Una difensore brasiliana che ottiene cittadinanza portoghese non lo fa solo per giocare in Europa senza occupare slot extracomunitarie. Lo fa perché vuole che i suoi figli studino nell’UE, perché vuole aprire un’accademia calcistica a Lisbona dopo il ritiro, e perché vuole un piano B geopolitico solido.

Una centrocampista argentina con passaporto caraibico non elimina solo complicazioni di visto. Ottiene mobilità globale istantanea, accesso facilitato ai mercati nordamericani e asiatici, e la flessibilità di gestire endorsement internazionali senza vincoli burocratici.

Il Cambiamento Generazionale

La generazione attuale di calciatrici professioniste è più informata, più globale e più orientata al business di qualsiasi generazione precedente. Vedono colleghi maschi strutturare holding a Malta, stabilire residenza fiscale a Dubai o Montecarlo, e ottimizzare ogni aspetto della loro presenza internazionale.

Perché le donne dovrebbero fare diversamente?

La risposta è: non dovrebbero. E sempre più atlete, insieme ai loro agenti e consulenti finanziari, stanno abbracciando questa mentalità.

Quando Agire

Il momento ideale per esplorare programmi CBI/RBI non è quando ne hai disperatamente bisogno per un trasferimento urgente. È quando hai tempo, stabilità e la possibilità di fare scelte ponderate.

Per molte calciatrici, il momento perfetto arriva intorno ai 24-26 anni. Hai già completato il primo contratto professionistico importante, hai accumulato risparmi sostanziali, e stai iniziando a pensare alla fase matura della carriera.

È anche il momento in cui i club di alto livello iniziano a guardarti seriamente. Presentarti al mercato con un profilo di cittadinanza strategico può fare la differenza tra essere la seconda scelta e la prima.

Oltre il Campo

Alla fine, questo discorso va ben oltre il calcio. Riguarda il prendere controllo del proprio futuro come professioniste globali, non solo come atlete.

Il calcio femminile offre opportunità incredibili, ma la finestra è breve. Ogni decisione strategica che può allungare la carriera, aumentare le opportunità o proteggere il futuro post-ritiro merita seria considerazione.

La cittadinanza e la residenza strategica sono esattamente quel tipo di decisioni. Non sono soluzioni magiche che trasformano una calciatrice mediocre in una stella. Ma per atlete di talento che guardano al quadro completo, possono essere il fattore che sblocca opportunità altrimenti irraggiungibili.

Conclusione: Il Gioco Lungo

Il calcio femminile sta vivendo il suo momento. Gli investimenti crescono, gli stipendi aumentano, la visibilità esplode. Ma con queste opportunità arrivano anche complessità: normative internazionali sul lavoro, pressione fiscale crescente, competizione globale feroce.

Le calciatrici che prospereranno nei prossimi 10 anni non saranno solo quelle con il miglior piede sinistro o la maggiore resistenza fisica. Saranno quelle che sapranno navigare questo ecosistema globale con intelligenza strategica.

La cittadinanza è solo un pezzo di questo puzzle. Ma è un pezzo importante. E per chi è disposto a investire tempo ed energie nel capirlo bene, può trasformarsi in un vantaggio competitivo che dura tutta la vita.

Il campo da gioco è globale. È tempo di assicurarsi di avere il passaporto giusto per giocarci.

Cristina Carli, San Marino Academy Primavera: “Ci è capitato di sentirci più ‘piccoli’, ma questo non ci ha mai fermato”

©BarbaraCaminiti. San Marino

Per noi italiani, è difficile considerare il territorio della Repubblica di San Marino, come un paese straniero. Anche se, politicamente ed amministrativamente parlando, è così. D’altra parte, penso che i suoi abitanti si possano sentire, almeno in parte, italiani, rispetto ai quali non esiste una vera e propria differenziazione etnica o linguistica. Per il calcio femminile, invece, San Marino è perfettamente integrata nell’attività italiana, con la sua squadra, la San Marino Academy, che partecipa al campionato nazionale di serie B ed anche, con la rispettiva formazione, a quello di Primavera 2.

E proprio ad una ragazza di questa selezione under 19, il difensore Cristina Carli, abbiamo rivolto le nostre domande. Per prima cosa, come in pratica a tutte le ragazze sinora ascoltate, vorremmo sapere come si è avvicinata al calcio e quando ha capito che sarebbe diventato il suo sport preferito: “La prima volta che ho provato a giocare a calcio avevo 7 anni. A scuola erano venuti degli allenatori dell’Academy e dal primo momento in cui l’ho provato mi è piaciuto. Poi sono andata al campo a fare un allenamento e lì ho capito subito che era lo sport adatto a me. Da quel momento non ho più smesso e col tempo ho creato un legame sempre più forte, fino a capire che non era solo una passione ma una parte di me”

Ma questa ‘parte di lei’, l’ha costretta a lasciare in disparte altre attività sportive, per dedicarvisi? “In realtà no. Da piccola ho provato diversi sport, ma nessuno mi aveva mai veramente convinta. Dopo aver provato calcio non ho avuto più dubbi: è stata una connessione molto spontanea e naturale”

Passando alla realtà della San Marino Academy, quest’anno la sua squadra Primavera non sta attraversando un gran periodo (è ultima in classifica nel girone B, anche se deve recuperare una partita): per quali motivi, secondo Cristina? “Rispetto all’anno scorso ci sono stati diversi cambiamenti. La squadra è nuova e c’è anche un nuovo allenatore” sottolinea la nostra intervistata “Nonostante questo stiamo diventando sempre più affiatate in campo e ad ogni allenamento lavoriamo per migliorarci. Il livello delle squadre è molto alto e ogni partita è una battaglia, ma sono sicura che con il lavoro che stiamo facendo i risultati arriveranno anche quest’anno”

Quali sono comunque, i reali obiettivi della vostra squadra, per la stagione 2025-2026? “L’obiettivo è dare sempre il massimo ogni volta che scendiamo in campo, per la squadra e per noi stesse. Vogliamo essere più competitive e più consapevoli, e ogni giorno lavoriamo dentro e fuori dal campo per migliorare e crescere sia come gruppo che a livello individuale”

La Carli, come già accennato, è un difensore di ruolo: ha però un modello di giocatore, sia maschile che femminile, a cui si ispira? “Sono una grande appassionata di calcio. Non ho un vero e proprio modello…” è la sua convinta risposta “però quando guardo una partita da fuori cerco sempre di osservare e imparare qualcosa di nuovo da aggiungere al mio bagaglio personale, per poi provare a metterlo in pratica in allenamento e in partita”

La Repubblica del monte Titano, non solo è completamente ‘circondata’ dal territorio italiano, ma è una realtà anche molto piccola rispetto alla vastità dello ‘Stivale’: capita mai, alle ragazze sanmarinesi, di sentirsi come un Davide contro tanti Golia? “Si, nel corso degli anni è capitato di sentirsi più ‘piccoli’ ma questo non ci ha mai fermato, anzi ci ha dato ancora più forza” ammette la nostra Cristina, che poi aggiunge orgogliosamente “Noi non rappresentiamo solo una società ma un Paese intero, e questo ci spinge a dare sempre tutto. Scendiamo in campo con la consapevolezza di poter competere con chiunque, senza paura”

Cristina Carli è molto giovane, essendo nata il 13 novembre del 2008, e quindi ha ancora molto tempo davanti per raggiungere traguardi importanti: ma se, per qualche malaugurato destino (che ovviamente le auguriamo possa restare una mera ipotesi) dovesse rinunciare al calcio giocato, cosa le piacerebbe fare una volta diventata ‘grande’? “Il calcio rimarrebbe comunque centrale nella mia vita. Mi piacerebbe restare in questo mondo, magari lavorando in un ambito legato allo sport e aiutando altri ragazzi e ragazze nel loro percorso. Il calcio non mi ha formato solo come sportiva, ma anche come persona, e i valori che mi ha insegnato vorrei portarli anche nel mio futuro”

Una persona che dimostra di essere ben radicata, come si suol dire, ‘con i piedi per terra’ e che, ne siamo convinti, riuscirà a raggiungere, se non tutti, almeno gran parte dei progetti che si è prefissata e che potrà presto trasmette i suoi elevati valori, anche alle generazioni più giovani.

Ginevra Floro Flores, Academy Abatese: “Voglio ritrovare la mia strada dopo un anno difficile. Questa maglia? Grande opportunità”

Photo Credit: Academy Abatese

Sembra crescere settimana dopo settimana la determinazione dell’Academy Abatese: la compagine campana, partita lontano dai riflettori, sta costruendo identità, risultato e ambizione e rivelandosi tra le protagoniste della stagione. A questo percorso di maturazione collettiva di serie C si è aggiunta la recente vittoria di fronte alla capolista del girone D, che ha dimostrato quanto effettivamente la coesione e preparazione del dettaglio stiano dando grandi frutti.

Con piacere ne abbiamo parlato con la classe 2007 Ginevra Floro Flores, uno dei volti simbolo di questa crescita.

Benvenuta Ginevra! Quello in maglia Abatese rappresenta per te un nuovo tassello importante. Cosa ti ha spinto al legame con la società campana e che squadra hai trovato in queste prime giocate?

«Indossare la maglia dell’Abatese per me è un grandissimo traguardo. Vengo da un anno difficile e questa società mi ha dato una grande opportunità.

Quando abbiamo iniziato la preparazione, sin da subito ho notato una squadra che ha molta voglia di crescere, fame e voglia di migliorarsi sempre di più; sono molto fiera delle ragazze e dello staff che la formano, stanno facendo un ottimo lavoro. Fino ad oggi abbiamo raggiunto degli ottimi risultati, il gruppo è molto unito e crediamo tanto in quello che stiamo costruendo; il sostegno tra noi è fondamentale».

Obiettivi che ti piacerebbe raggiungere in questi colori?

«Il mio obiettivo principale é riuscire a ritrovare la mia strada dopo un anno di difficoltà. Sicuramente vorrei riuscire a conquistare un posto da titolare, ma, a prescindere da questo, non smetterò mai di dare valore a quello che é il mio percorso attuale.

Mi piacerebbe regalare delle soddisfazioni a me stessa e alla mia famiglia che è sempre stata presente, spero davvero di poterlo fare in questi colori. Le delusioni sono state tante, molti non credevano in me e c’è stato un periodo in cui anche io ho smesso di crederci, ma sono andata oltre, senza mai mollare».

Domenica la super cinquina in casa contro un Catania che ha saputo rispondere con un unico colpo: che gara è stata e quanto era importante per l’intero insieme rimarcare una striscia positiva di continuità?

«Si respirava positività e tranquillità già dal riscaldamento. Vincere contro il Catania ci ha dato ancora più coraggio e fiducia; non abbiamo abbassato l’intensità e siamo state in grado di dare continuità alla partita, dominandola.

Mettere in difficoltà la prima classificata non era facile, anche perché siamo pur sempre una neopromossa, gli abbiamo dato, però, del filo da torcere».

Ad anticipare la sosta natalizia un altro scontro importantissimo e non scontato, quello con la Salernitana: come la si dovrà impostare e (proprio perché sarà l’ultima prima dello stop) che messaggio vorreste mandare con questa prestazione?

«Certamente sarà importante e non scontata. La Salernitana é una squadra che non ha paura di giocare e che sa di avere un buon potenziale; noi, come facciamo sempre con le altre formazioni, non la sottovaluteremo.

I derby sono sempre molto sentiti, soprattutto qui al sud: è come giocare la finale di Champions! Siamo consapevoli che non sarà facile, ma dimostreremo di non essere solo una semplice neopromossa, perché ogni ragazza che entra in campo la domenica ci mette il cuore e tutto l’amore che ha per questo sport, fa sempre una corsa in più per la compagna. Si lotta, ognuno per lo stesso obiettivo!».

Ci sarà tempo per ricaricarsi e guardare avanti: per un percorso forte di crescita, identità e ambizione, cosa servirà, secondo te? Per il tuo prosieguo individuale ti auguri…?

«Questo tempo di pausa ci aiuterà mentalmente e fisicamente; ad ogni modo continueremo a a lavorare per poi tornare pronte per l’incontro con la  Pink Bari dell’11 gennaio.

Io non smetterò di dare continuità al mio percorso individuale: nel mirino ho tanto da voler raggiungere, anche collettivamente. Per me giocare a calcio non é solamente una passione (lo faccio dall’età di 10 anni – è stato mio fratello minore a trasmettermi questo amore), ma uno sport che ti bussa alla porta, che, spesso, delude, un treno che passa una volta, qualcosa che ti mette costantemente alla prova e allo stesso tempo non ti abbandona mai.

Il calcio mi ha insegnato la disciplina, la pazienza e il valore della sconfitta personale e non solo, ad accettare i limiti e volerli superare ogni giorno.

Non so cosa mi auguro per il mio futuro calcistico, so solo che quando scendo in campo sento di essere nel posto giusto».

Si ringrazia Ginevra Floro Flores e la società tutta per la gentile concessione.

Un altro grande palcoscenico per gli ottavi di finale di domenica 21: Cesena-Juventus si giocherà al ‘Manuzzi’

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Non solo il ‘Tardini’ per Parma-Lazio. Sarà infatti l’Orogel Stadium ‘Dino Manuzzi’ a ospitare, domenica 21 dicembre alle 14.30 (con ingresso libero, fino al numero massimo di capienza del settore ‘tribuna’), la sfida tra Cesena e Juventus, valida per gli ottavi di finale della Coppa Italia Women. Uno stadio, quello di Cesena, che ha ospitato nel 2024 la finale della competizione, vinta dalla Roma ai rigori sulla Fiorentina, e dove la Juventus ha tra l’altro conquistato la sua prima Supercoppa, nel 2019 in finale sempre sulla Fiorentina. Gli ottavi di finale della Coppa Italia Women si apriranno sabato con Ternana Women-Como Women e Napoli Women-Sassuolo. Domenica il resto del programma, con Lumezzane-Roma alle 13.30 e le altre cinque gare alle 14.30.

COPPA ITALIA WOMEN – OTTAVI DI FINALE
Sabato 20 dicembre

Ore 12.30: Ternana Women-Como Women, Napoli Women-Sassuolo
Domenica 21 dicembre
Ore 13.30: Lumezzane-Roma
Ore 14.30: Cesena-Juventus, Genoa-Milan, Bologna-Fiorentina, Parma-Lazio, Como 1907-Inter

 

Alessia Nepi, Ascoli: “Il Mister in questi anni ha fatto un lavoro straordinario. Vogliamo riuscire a rialzarci sempre dopo le sconfitte”

Photo Credit: Ascoli Calcio Femminile

Anche se il cammino in Serie C dell’Ascoli è tutt’altro che roseo, le ragazze bianconere scendono sempre in campo con il sorriso e con il desiderio di fare bene. Spesso, forse, ci si dimentica troppo della bellezza del gioco del calcio, che non risiede soltanto nei possibili tre punti che si possono aggiungere al proprio bottino, bensì nelle emozioni che derivano dai momenti che si vivono in campo.
Proprio le emozioni sono al centro del racconto della Capitana dell’Ascoli, Alessia Nepi, nell’intervista rilasciata in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

La prima emozione, forse la più forte, riguarda l’iscrizione dell’Ascoli alla Serie C, indecisa fino all’ultimo, la cui notizia ha reso le calciatrici enormemente grate«Quando ci è stato comunicato è stato molto emozionante per tutte, non ce lo aspettavamo, era una categoria che avevamo conquistato sul campo l’anno prima. Il calcio è uno sport che ci appassiona tutte, è bello condividere la stessa passione. La Serie C è una realtà ben diversa dall’Eccellenza, le differenze sono prevalentemente di carattere tecnico, ma anche organizzativo, ogni squadra ha un organico molto ampio, ci sono calciatrici di esperienza, anche a livello di Serie A e Nazionale. Siamo una squadra molto giovane, ce la mettiamo tutta, puntiamo a far crescere le ragazze più giovani come è avvenuto con Marzia Piermarini, oggi alla Juventus, Giorgia Rossi alla Roma e le gemelle Mignini al Genoa», uno degli aspetti su cui si concentra maggiormente l’Ascoli è la crescita delle sue giovani calciatrici, che talvolta riescono a spiccare il volo e a fare il salto di categoria, quello che le stesse bianconere hanno visto con i propri occhi passando dall’Eccellenza alla Serie C, un traguardo che avevano già raggiunto l’anno prima e che era invece sfumato. In primis, dunque, c’è l’obiettivo di crescere e di migliorarsi.

Nepi ha poi analizzato l’andamento della sua squadra, molto giovane e con ben sette nuove calciatrici all’interno del proprio organico. Le ragazze devono migliorare sotto vari punti di vista, ma se c’è una cosa che non manca a tutta la squadra e allo Staff è l’impegno«Sono arrivate sette ragazze nuove, di esperienza, ci stanno aiutando tanto anche a livello caratteriale. Dobbiamo migliorare su tanti aspetti: il sacrificio, l’impegno e la dedizione li mettiamo sempre in ogni allenamento, però mancano i risultati, dobbiamo lavorare più di squadra, ma sono certa che ce la possiamo fare. L’impegno c’è sia da parte nostra sia da parte del mister, che organizza dettagliatamente ogni allenamento. Sono orgogliosa del gruppo che c’è, ognuna ha potenzialità diverse, possiamo farcela.»

Alessia Nepi ha dato inizio alla propria storia d’amore con l’Ascoli quasi dieci anni fa, e ha dunque ripercorso brevemente il suo percorso con la maglia che adesso sente sua e che può esserle cucita addosso alla perfezione, come un abito su misura che nel tempo è stato corredato dalla fascia da Capitana«Sono nell’Ascoli femminile da quando avevo 13 anni, è il nono anno. Ricordo che i primi tempi ero la più piccola, mi sentivo timida, poi sono cresciuta come persona e come calciatrice. Quattro stagioni fa mi è stata data la fascia da capitana, è stata un’emozione indescrivibile perché sono tifosa dell’Ascoli fin dalla nascita. Già indossare la maglia bianconera rappresenta tanto, la fascia ancora di più. Per me è una responsabilità enorme, l’Ascoli è una grande squadra, con una grande storia, rappresenta tantissimo e ogni volta in campo ce la metto tutta.»

I primi passi di Nepi nel mondo del calcio sono stati influenzati da una sua amica che aveva conosciuto la realtà dell’Ascoli un anno prima, e da allora non si è mai più fermata, arricchendosi di giorno in giorno e di anno in anno di esperienze e momenti speciali, nonché di una grande crescita personale sotto vari aspetti: «Stavo giocando nel campetto sotto casa a Poggio di Bretta e un giorno una mia amica, che aveva iniziato nell’Ascoli l’anno prima, mi disse di provare. Diciamo che ho iniziato subito, non ho avuto dubbi, era il 2017. In questi anni ho capito che l’Ascoli è una grande società, con una grande storia e questo è riconosciuto da tutti, quando andiamo in trasferta con la squadra tutti guardano all’Ascoli con rispetto. Sento di essere cresciuta molto, giocando qui mi rendo conto d’essere molto fortunata, per me è una gioia indescrivibile giocare all’Ascoli, un club che merita tanto rispetto per quello che rappresenta. Sono orgogliosa quando una calciatrice sceglie di vestire la maglia bianconera, è capitato con Letizia Millocca di Roma, arrivata quest’anno. Mi ha detto che l’avevano cercata tante squadre, ma che aveva scelto l’Ascoli anche per conoscere questa nuova realtà.»

Attaccante, Nepi ha dunque affermato che il suo è un ruolo spesso controverso e fonte di critiche poiché legato alla necessità di segnare nella porta avversaria, ma ciò che conta, a suo parere, è seguire le indicazioni del Mister e imparare a migliorarsi, tenendo sempre a mente l’idea di provare a ottenere buoni risultati: «Il ruolo dell’attaccante è abbastanza difficile perché quando non segni o una partita va male, spesso vieni criticata, ma quando riesci a far bene le cose che ti chiede il Mister puoi ottenere bei risultati. Oltre all’attaccante ho ricoperto il ruolo di esterno che mi consente di sfruttare meglio la velocità. Mi adatto anche ad altri ruoli in attacco, l’importante è giocare e dare il meglio.»

A tal proposito, la giocatrice ha rivolto alcune parole di ringraziamento a Mister Renga«Ringrazio il Mister, in questi due anni ha fatto un lavoro straordinario, ci chiede serietà, dedizione, concentrazione, impegno.»

L’obiettivo personale s’intreccia in maniera indissolubile a quello della squadra, che spera di poter ottenere la salvezza e di poter disputare la Serie C anche il prossimo anno. Un punto di forza di questa squadra è l’impegno costante per provare a rialzarsi dopo le sconfitte«L’obiettivo personale è di far bene per la squadra; a livello collettivo è il raggiungimento della salvezza e di riuscire a rialzarci sempre dopo le sconfitte. Speriamo che col lavoro riusciremo a risalire, sono convinta che ce la faremo. Credo nella salvezza perché vedo che durante la settimana ci impegniamo tanto e ce la mettiamo tutta, arriverà il giorno in cui potremo festeggiare. Oltre ad essere una squadra, siamo un bel gruppo, c’è grande armonia, siamo tutte unite, le nuove si sono ambientate bene. Con l’ansia non si va da nessuna parte.»

La prossima partita delle bianconere, l’ultima in attesa della lunga pausa natalizia, le vedrà impegnate contro la Jesina in un importante e pesante scontro diretto per la salvezza. La Capitana ha dichiarato che la squadra proverà a fare la sua partita e a giocarsela seguendo, come sempre, i dettami di Mister Renga: «Non ci facciamo intimorire, partiamo dalla consapevolezza di potercela giocare, il Mister sa come gestirla, sono fiduciosa in lui, lo ringrazio per il bel lavoro che sta facendo, già da una settimana ci stiamo preparando al meglio per poter strappare qualche punto.»

Si ringraziano Alessia Nepi, l’addetta stampa Valeria Lolli e l’Ascoli Calcio Femminile per il tempo, la disponibilità e la gentile concessione.

DA NON PERDERE...