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Claudia Mauri, AC Milan: “Ringrazio lo staff, tutte le mie compagne di squadra e i tifosi, ci vediamo presto”

Le parole di Claudia Mauri sulla sua pagina Instagram:

“Si è concluso un altro anno e come ogni cosa che si conclude si rincomincia da un nuovo inizio, mi aspetta una nuova esperienza lontana da Milano e perciò vorrei ringraziare di cuore la società @acmilan per avermi dato la possibilità in questi anni di poter indossare una maglia così importante.
Ringrazio lo staff, tutte le mie compagne di squadra, i tifosi per il loro calore e tutti coloro che mi hanno sempre supportato. Mi faccio un grosso in bocca al lupo, ci vediamo presto.”

Credit Photo: Andrea Amato

Gianduja Askim Vandeuren, incidente per la calcettista del Granzette: “Sappiamo che sta lottando con tutte le sue forze”

Brutta notizia trapelata nella mattinata di oggi dal Granzette, squadra veneta che milita nella massima serie calcistica del futsal a tinte rosa. Gianduja Askim Vandeuren, laterale classe ’03 di origine belga giunta negli scorsi mesi in Italia, è stata vittima di un incidente stradale in patria. Questa la nota dello stesso club:
“Il primo giorno dell’anno non è iniziato con una bella notizia. Nei giorni scorsi, mentre si trovava in Belgio per trascorrere le vacanze natalizie, la nostra Gianduja GiGi è stata coinvolta in un brutto incidente stradale. Attendiamo aggiornamenti sulle sue condizioni ma sappiamo che sta lottando con tutte le sue forze! Tutta la Polisportiva Granzette si stringe intorno alla sua famiglia in queste ore difficili, con tutto il sostegno possibile da parte delle giocatrici, staff e tifosi”.

Cesena Femminile: l’outsider ferma big

La Serie B 2021/22 è iniziata con un Cesena carico e motivato che ha conquistato 14 punti nelle prime 11 giornate, collezionando 3 vittorie, 5 pareggi (di cui sono da segnalare il 2-2 contro la corazzata Como e lo 0-0 con la Pink Bari, risultati importanti contro due big di questo campionato) e 3 sconfitte.
La squadra romagnola ha avuto un andamento piuttosto casalingo nel corso di questa prima parte di stagione: 10 punti su 14 complessivi sono giunti, infatti, sul campo amico, mentre in trasferta il pareggio nella gara d’esordio sul campo del Tavagnacco (1-1 con gol di Costa nel corso del primo tempo, rimontato a inizio ripresa da Tuttino per le padrone di casa) e la netta vittoria di Roma (0-4 con tripletta di Costi e gol di Galli) hanno determinato gli altri 4 punti.

Per quanto riguarda le reti segnate, 9 su 17 sono giunte in casa, mentre le restanti 8 in trasferta; il dato più interessante è quello dei gol al passivo: solo 3 dei 17 totali sono stati subìti tra le mura amiche, mentre gli altri 12 lontano da Cesena.
Le romagnole hanno dato vita a partite entusiasmanti che hanno vissuto la loro fase più interessante nella ripresa, grazie ai 6 gol su 17 segnati tra il 70’ e il 95’, anche se la maggior parte della segnature è arrivata nelle prime frazioni di gioco (9 su 17); 10 reti su 15 al passivo, invece, sono state subìte nei primi tempi, contro le 5 della ripresa, a testimonianza di una certa padronanza della gestione della fase più calda del match.
Il gruppo sembra essere il punto di forza di questo Cesena, che ha dimostrato di vivere due fasi: quella di inizio gara, in cui ha trovato buona parte dei gol segnati, ma anche di quelli subìti, e quella della ripresa, in cui la freschezza atletica e lo spirito di forza della squadra hanno spesso fatto la differenza per il punteggio finale.
Un consiglio? Provare a cambiare qualcosa nel pre-partita, riunendo il gruppo e isolandolo già durante l’attivazione che precede la gara, portando le ragazze ad essere più attente sin dal fischio d’inizio dell’arbitro.


STATISTICHE CESENA FEMMINILE
CLASSIFICA: 9°
PUNTI: 14
GOAL FATTI: 17
GOAL SUBITI: 15
MIGLIOR MARCATORE: 7 GOAL FABIANA COSTI

Elena Cascarano, Como: “Sono nata per fare sport, mi piacerebbe continuare ad avere un ruolo nel calcio”

Elena Cascarano, leggenda della società del Como Women, che ha lasciato l’attività agonistica il 18 dicembre, si racconta

Ciao Elena, sabato 18 hai annunciato che lasci il calcio, hai disputato un’ultima egregia partita contro il Sassuolo, pareggiando con il quale, abbiamo passato il turno in Coppa Italia, compiendo un’impresa… come hai vissuto quel pomeriggio? Cosa hai provato quando hai sentito gli applausi del pubblico in standing ovation al momento della tua sostituzione a fine gara?
“in realtà per il momento ho deciso di prendermi una pausa dal calcio giocato per valutare cosa sia meglio per il futuro. Conciliare lavoro e calcio a questo livello era diventato molto impegnativo. Sabato per me è stata una giornata indimenticabile. Un evento storico per una società che è riuscita a passare il turno superando una delle realtà più blasonate del calcio femminile. Non mi aspettavo tanto affetto ed è stata la giornata perfetta per chiudere un ciclo durato 20 lunghi anni.

Appena sono entrata in campo non sono riuscita a trattenere le lacrime. Il pensiero che società, staff, compagne avessero lavorato per me in soli 2 giorni da quando ho detto loro della mia decisione, mi ha riempito il cuore!

Il momento della sostituzione credo rimarrà come uno dei momenti più belli della mia vita: mi sono resa conto di quanto sono riuscita a trasmettere alle persone attraverso la mia enorme passione per questo sport.”

Quando hai pensato: voglio diventare una calciatrice?
“Fin da piccola ho sempre avuto la passione per il pallone. Ero una bambina che si inventava qualsiasi modo pur di calciare o palleggiare: in casa, in giardino, a scuola, all’oratorio, al parco o a casa di amici.

Il calcio femminile quando ero una ragazzina non aveva sbocchi professionali e non c’era la possibilità di vivere di quello. Mi sono quindi dedicata allo studio per diventare un’insegnante e per ritagliarmi del tempo per la mia più grande passione: il calcio!”

Come hai iniziato a giocare, quale la tua carriera calcistica e le soddisfazioni maggiori
“Ho iniziato a giocare a 7 anni in una squadra di paese di calcio a 7. Facevo il Csi con i maschi.

All’età di 12 anni mi sono trasferita nella Como 2000 dove sono cresciuta nelle squadre giovanili.

Ho vinto un campionato Under 15 nel 2004. Sono poi salita l’anno successivo nella squadra delle Allieve dove abbiamo vinto il campionato affrontando in una gara spareggio il Milan.

Successivamente mi sono allenata con la squadra Primavera ma sono stata aggregata all’età di 17 anni in prima squadra, che militava nell’allora serie A2.

Dal 2006 ad oggi ho affrontato diversi campionati di serie A2, B e serie A”

Dove vivi oggi? Parlaci del tuo ruolo di insegnante, è vero che hai lavorato anche in Inghilterra?
“Da 5 anni vivo da sola ad Orsenigo. Insegno scienze motorie in una scuola media e superiore ad Erba e Albese. Amo il mio lavoro perché ho la fortuna di prendere i ragazzi a 11 anni e di lasciarli a 18, vedendo quindi tutti gli aspetti della loro crescita. Ho sempre apprezzato il cercare di trasmettere valori positivi alle persone e cerco di portare a termine questa missione sia sul lavoro che nel calcio.

Prima di iniziare a lavorare in Italia ho intrapreso un’esperienza fantastica a Londra. Mi sono trasferita per un anno per insegnare in una scuola elementare alla periferia di Londra e per migliorare la lingua inglese.”

Quali sono le tue passioni e i tuoi hobbies?
“Sono nata per fare sport: Oltre al calcio mi piace camminare in montagna, sciare o praticare qualsiasi sport in presenza di una palla.

Amo il mare e il caldo e cerco, appena possibile, di godermi il mio tempo libero visitando e scoprendo sempre nuovi luoghi.”

Quanto importante è stata importante la tua famiglia nella tua carriera sportiva
“Se non fosse stato per la mia famiglia non avrei potuto raccontare questa esperienza in questi termini. Mio papà Giorgio ha sempre fatto enormi sacrifici per accompagnarmi al campo 3/4 volte a settimana. Rimaneva ad aspettarmi 2 ore al bar o in macchina per non fare avanti e indietro da casa. La domenica mi ha sempre accompagnato alle partite ovunque andassi.

Mia mamma e mia sorella invece si sono appassionate quando sono diventata più grande e molto spesso prendevano la macchina per raggiungermi nelle varie parti d’Italia per sostenermi.

Quando si è più giovani non ci si rende tanto conto degli sforzi degli altri e a volte si fanno le cose per scontate. Ma ora posso dire di esserne infinitamente grata per tutto ciò che hanno fatto per me”

Hai mai pensato di diventare allenatrice dopo il calcio giocato?
“Ho già avuto diverse esperienze sui campi in veste di allenatrice. Fin dall’università ho iniziato a dare una mano in diverse scuole calcio aiutando allenatori più formati e poi pian piano sono diventata autonoma nel gestire diverse squadre e categorie. Le mie esperienze più recenti riguardano le giovanissime della Como 2000. Con loro ho avuto esperienze indimenticabili. Le ragazzine sono capaci di trasmetterti tantissimo e sono contagiose nel loro entusiasmo e passione.

Nel 2018 ho ottenuto il patentino Uefa B con la possibilità quindi di allenare a livello dilettantistico e semi professionistico.”

Il giocatore e la giocatrice che ammiri di più
“Non sono mai stata una grandissima tifosa di un giocatore o una giocatrice in particolare. A me piaceva e piace giocare. Però sicuramente ci sono dei giocatori che hanno fatto la storia del calcio e che apprezzo più di altri, non solo per le loro doti calcistiche ma soprattutto umane. Nonostante io sia juventina apprezzo tantissimo Javier Zanetti perché è sempre stato un esempio dentro e fuori dal campo ed è stata una bandiera per i nerazzurri. E poi sicuramente Alessandro Del Piero che ha sempre onorato la maglia e ha fatto scelte in carriera rispettando sempre la sua fede calcistica”

L’allenatore che ha lasciato un segno nella tua vita calcistica
“Sarei in grado di dirti per ciascun allenatore almeno un dettaglio che mi porto dentro e che mi ha formato come giocatrice o come persona ma ci dilungheremmo troppo. Ricordo con piacere Antonio Cincotta che ci ha aiutato a vincere un campionato di B e che in quegli anni era uno dei pochi allenatori ad essere così preparato e competente.

E anche Sebastian de la Fuente, che in pochi mesi mi ha trasmesso una grandissima capacità di gestione del gruppo e una grandissima conoscenza tecnico-tattica.”

Il tuo sogno nel cassetto per il futuro
“Questa domanda forse è la più difficile. Mi piacerebbe continuare ad avere un ruolo nel calcio e vorrei che magari in futuro potesse diventare il mio primo lavoro. Anche se non credo che lascerei i miei ragazzi a scuola!”

Raccontaci qualche aneddoto che non hai mai raccontato a nessuno
“Serie A, trasferta a Firenze per giocare contro la Fiorentina. In prossimità del campo si stava tenendo una gara ciclistica e quindi non era possibile raggiungere il campo proprio nell’orario pre gara. Il pullman ci ha quindi lasciate a 2 km dal centro sportivo e siamo dovute andare a piedi con borse, palloni, borsoni delle divise etc.”

Dicci la verità, quanto è stato difficile prendere questa decisione in una stagione dove tutto sembra essere perfetto, un gruppo fantastico, un grande allenatore, uno staff di prim’ordine e una società che vi sostiene in tutto?
“Tante persone mi hanno chiesto se ne fossi certa e tutt’oggi non so rispondere. Non sono una persona troppo impulsiva e ho ragionato moltissimo prima di prendere la decisione. Sicuramente una cosa che ha influito tantissimo è stato il non sentirmi in grado di dare quello che avrei voluto sia a livello mentale che a livello fisico. Conciliare questo impegno calcistico con il mio lavoro era diventato davvero ingestibile e ho preferito fare un passo indietro per non rischiare di perdermi nel tempo o di perdere la mia enorme passione. Comunque seguirò sempre la mia squadra perché sento che ne farò sempre parte!”

La società ha deciso di ritirare la tua maglia numero 7, è un gesto importante, sono state ritirate maglie numero 6 e 3 a Baresi e Maldini al Milan per esempio, e le 3 e la 4 di Facchetti e Zanetti all’Inter  mostri sacri…
“Quando il Presidente mi ha anticipato che avrebbe ritirato la maglia numero 7 sono rimasta senza parole. Mai avrei pensato ad un gesto simile. Conosco Stefano Verga da soli 3 anni e aver visto le sue lacrime agli occhi sabato dopo la partita quando mi ha abbracciata mi riempie di orgoglio perché significa che in così poco tempo sono riuscita a trasmettergli valori importanti.”

Vuoi fare gli auguri di buone feste (o buon anno se pubblicheremo dopo Natale) alla squadra e al Como Women?
“Alle mie compagne, al mio staff e alla mia società auguro di passare un Natale sereno e riposante perché dovranno essere tutti carichi per affrontare i passi che ancora mancano per arrivare soddisfatti del lavoro a fine stagione!”

Intervista realizzata da Donato Milione, Ufficio Stampa Como Women

Credit Photo: Como Women

Stefano Braghin, Juventus Women: “Molte più ragazze stanno iniziando a giocare, sarà un anno cruciale con l’approdo al professionismo”

Stefano Braghin ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Juventus TV. Ecco le parole del responsabile della Juventus Women sul movimento del calcio femminile.

MOVIMENTO

«Molte più ragazze stanno iniziando a giocare, sarà un anno cruciale con l’approdo al professionismo. È motivo di orgoglio perché le calciatrici italiane saranno le prime ad essere sportive professioniste nel nostro paese. È chiaro che questo comporta un aumento notevole dei costi per le società e non è ancora così definito il quadro dei ricavi che andranno a sostenerli. Quindi sarà un punto di vista storico dal punto di vista delle tutele per lo sport femminile italiano ma bisognerà stare molto attenti perché caliamo qualcosa di oneroso su spalle ancora molto fragili. Bisogna trovare insieme a tutte le nuove componenti un nuovo equilibrio affinché il professionismo sia sostenibile fin da subito. La vittoria di una o dell’altra parte rischierebbe di essere la sconfitta di tutti. Il calcio è uno solo, cambiano le persone che lo giocano. Servirà fare delle politiche di promozione, rendere il campionato più appetibile. Io sono molto ottimista perché sono stati superati dei pregiudizi e si è andato oltre delle barriere. Io penso che più bambine giocheranno a calcio più il calcio potrà essere come quello praticato dai ragazzi».

Credit Photo: Twitter FC Juventus

Gioia Marcelli, Padova C5: “Ho trovato l’ambiente ideale per mettermi in gioco, Serie A mai cosi equilibrata”

Nella Serie A di calcio a 5 una delle squadre neo-promosse è il Padova. La realtà biancoscudata, dopo un avvio di stagione non semplicissimo, proverà in questo 2022 ad accorciare la classifica per restare nella massima serie. A difesa de pali del quintetto veneto in questa stagione è approdata in terra padovana e Gioia Marcelli, portiere classe 2002 originaria di Monte Urano cha abbiamo raggiunto per una breve intervista.

Gioia sei approdata in estate a Padova. Cosa ti ha spinto a sposare questo progetto?
Ho sposato con grande entusiasmo il progetto del Padova perché è veramente raro trovare una società che dia così tanta fiducia ai giovani nonostante il livello alto della categoria”.

Per questa stagione quali erano i tuoi obiettivi e quali quelli della squadra?
“L’obiettivo di squadra è senza dubbio la salvezza, inutile girarci attorno con parole di circostanza. Per quanto riguarda quelli personali, io voglio crescere come portiere a 360 gradi, sotto tutti gli aspetti: tecnico, tattico e anche mentale. Inoltre spero di contribuire al raggiungimento degli obiettivi della squadra e società”.

Prima parte di campionato non semplice. Che stagione è stata sino ad ora per voi?
“La prima parte di campionato è stata complicata, ma non per questo dobbiamo abbatterci. Il girone d’andata è stato molto strano perché, nonostante fossimo una neopromossa, abbiamo avuto le nostre opportunità di fare qualche punto in più”.

Negli ultimi giorni sono arrivati alcuni innesti. Cercherete di accorciare la classifica e di mettere tutto in discussione?
“I nuovi innesti sono stati fondamentali soprattutto dopo le numerose uscite di mercato. Sicuramente potranno darci una grande mano per questa ultima parte di stagione.
Ci permetteranno di allenarci al meglio e di affrontare ogni partita nel migliore dei modi”.

Che stagione è la tua fino ad adesso?
“Personalmente è stata una prima parte di stagione impegnativa, ma sicuramente di grande crescita. Per questo mi sento di ringraziare tutto lo staff e in particolare Alessandra Onofri, preparatrice dei portieri. Le difficoltà non mancano, ma ne sono consapevole e cerco sempre di superarle dando il mio meglio”.

Che giudizio ti sei fatta sul torneo di Serie A di quest’anno. Ti aspettavi questo equilibrio?
“Mai come quest’anno la Serie A è così equilibrata. A mio parere almeno 3-4 squadre possono contendersi il titolo e anche nelle posizioni più basse della classifica non c’è tanto divario tra i vari team. Ogni partita non è mai scontata e nel corso del girone d’andata ci sono state molte sorprese. Sicuramente quest’anno il campionato è ancora più emozionante e avvincente”.

Cosa ti auguri per la seconda parte di stagione?
“Il mio augurio per questa seconda parte di campionato è di riuscire finalmente a portare a casa la prima vittoria del Padova in Serie A. E in generale spero ogni partita di uscire dal campo senza rimpianti, ma con la consapevolezza di aver dato sempre il mio massimo”.

Guida alle squadre dei quarti di finale di UEFA Women’s Champions League: Real Madrid

La prima fase a gironi in assoluto di UEFA Women’s Champions League si è completata. Analizziamo insieme il Real Madrid (ESP):

Ranking UEFA per coefficienti (al termine del 2020/21): N/A
Come si è qualificato: secondo, Spagna; V2-1tot. contro Manchester City
Fase a gironi: secondo Gruppo B (V4 P0 S2 GF12 GS6)
Miglior marcatrice fase a gironi: Caroline Møller 3
Scorsa stagione: non in competizione
Palmares a livello nazionale: miglior piazzamento – secondo
Miglior piazzamento in Europa: all’esordio
Bilancio quarti di finale: N/D

Allenatore: Alberto Toril
Giocatrice chiave: Kosovare Asllani

Lo sapevi?
La prima squadra esordiente nella competizione a raggiungere i quarti di finali dal Manchester City – vittima del Madrid nel turno 2 – nella stagione 2016/17.

Credit Photo: https://it.uefa.com/womenschampionsleague/

Pro Sesto Women: tanto cuore per la salvezza

Inizio di stagione difficile per la Pro Sesto Women (4 sconfitte di fila), ma gli 8 punti totalizzati nelle ultime 7 partite hanno invertito la rotta, regalando alle biancocelesti la convinzione di potersela giocare fino alla fine per la salvezza.
Le prime 4 gare di campionato hanno visto le lombarde perdere a Verona contro il Chievo (1-0), in casa contro la Pink Bari (1-3), sul campo del Cesena (2-0) e tra le mura amiche contro il Tavagnacco (0-4), segnando un solo gol e subendone 10.

I tre risultati utili consecutivi, frutto del pareggio 1-1 nello scontro diretto con il Palermo a Sesto San Giovanni (gol di Confalonieri nel primo tempo e pareggio delle ospiti in pieno recupero a fine partita), della prima vittoria anch’essa in uno scontro diretto sul campo della Roma CF (0-1 con gol di Possenti a 10 minuti dalla fine) e del pareggio a reti inviolate contro il Cortefranca, hanno cambiato le ambizioni della Pro Sesto, che ora può davvero combattere ad armi pari con le dirette concorrenti per la salvezza.
Le statistiche hanno messo in evidenza una squadra che ha mandato in rete 4 giocatrici diverse per un totale di soli 6 gol fatti, e che ha totalizzato 8 punti in 11 gare disputate (2 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte).
La Pro Sesto ha fin qui faticato molto a trovare la via del gol e, in effetti, il gioco offensivo è apparso un po’ “sterile”, costringendo la fase difensiva ad essere sotto pressione in diversi momenti della partita; trovare una giocatrice in grado di alzare il baricentro della squadra e lavorare al miglioramento del gioco offensivo delle ali, potrebbe essere la chiave per tenere lontani i pericoli ed essere più efficaci in fase realizzativa.
Da sottolineare il grande pregio di questo gruppo: 4 gol su 6 sono stati realizzati nei secondi tempi e i punti sin qui ottenuti sono maturati grazie ad un’attenta gestione dei risultati nelle seconde frazioni di gioco, segnale evidente di un carattere ed un cuore che sono il vero punto di forza della compagine lombarda.


STATISTICHE PRO SESTO WOMEN
CLASSIFICA: 13°
PUNTI: 8
GOAL FATTI: 6
GOAL SUBITI: 19
MIGLIOR MARCATORE: 2 GOAL ELENA MARIANI

La giovane perla colombiana Gisela Robledo, CONMEBOL’s Best Young Player Under 20, firma per El Granadilla

Natale sta arrivando. E con loro torna l’emozione del mercato invernale. Nonostante manchino ancora pochi giorni all’apertura del mercato (1 gennaio), le squadre di Primera Iberdrola hanno già iniziato a muoversi per rinforzare le proprie rose in vista del ritorno della stagione. Uno dei club che ha già legato una delle sue nuove incorporazioni è l’UDG Tenerife Egatesa, che ha firmato Gisela Robledo (18 anni, Guacarí, Colombia), come annunciato da AS e successivamente confermato dall’entità di Tenerife.
La giovane attaccante è una delle giovani promesse del calcio femminile mondiale, recentemente riconosciuta dalla CONMEBOL’s Best Young Player Under 20 dalla International Federation of Football History & Statistics (IFFHS). Con un’enorme proiezione, Gisela Robledo arriva al Granadilla dall’América de Cali, club con cui si è classificata seconda alla Libertadores Femenina 2020. Si sarebbe ripetuto nella finale del torneo sudamericano del 2021, in cui ha giocato in prestito all’Independiente de Santa Fe, ripetendosi nel 2020 e nel 2021 nell’XI ideale della CONMEBOL Libertadores Femenina. Insieme a questa distinzione, la giovane attaccante è stata selezionata nell’ambito dell’XI Women’s U-20 lo scorso anno dall’IFFHS insieme a figure come Christiane Endler (Cile). Per curiosità, Gisela ha partecipato all’età di 16 anni a una pubblicità per Gatorade con Lionel Messi, Serena Williams, Michael Jordan e Usain Bolt.
Con il suo arrivo a Granadilla, il club canario continua a mantenere il suo fedele impegno nei confronti dei giovani talenti, con un ottimo lavoro nella sua cava. Così, la firma di Robledo arriva come un movimento che guarda al futuro, nel bel mezzo di un progetto ambizioso di una squadra che si è insinuata nella zona medio-alta della classifica durante la scorsa stagione. In effetti, la squadra di Tenerife ha battuto il Siviglia 1-2 l’ultimo giorno dell’anno, essendo a pari punti con l’Atlético de Madrid nella lotta per il terzo posto. I rojiblanca hanno una partita in meno rispetto alle Canarie, ma sanno che non potranno rilassarsi davanti all’ambizione di questa Granadilla, che non smette di crescere anno dopo anno.

Andrea Guagni: “Barone bla bla bla, solo false promesse. Ora il Milan”

“Le porte per Alia saranno sempre aperte”, parola del dg viola Joe Barone ormai due estati fa, quando Alia Guagni, allora capitano della Fiorentina femminile, stava per lasciare con destinazione Atletico Madrid. Oggi la calciatrice è vicina ad un ritorno in Italia, ma non nella Fiorentina. La aspetta il Milan e nelle scorse ore il padre Andrea, super tifoso della Fiorentina così come la moglie Tiziana e conosciuto fino a qualche anno fa come il presidente traghettatore dall’ACF Firenze alla squadra femminile dei Della Valle, ha pubblicato uno stato su Facebook che non è passato inosservato: la suddetta frase di Barone ai microfoni Rai, corredata però da un “Bla Bla Bla”. Per capire le sue ragioni e cosa c’è dietro, FirenzeViola.it lo ha contattato in esclusiva. “Ribadisco – ci dice – solo Bla, Bla, Bla”.

Lei è un personaggio di solito solare e sorridente ma oggi la sentiamo arrabbiata. Ci spiega?
“Sì, perché ho sentito solo parole buttate al vento: credevo a quelle promesse e invece non è stato così. Alia è andata al Milan, una squadra importantissima, siamo felici, ma la storia della Fiorentina ci resterà sul gozzo”.

In che senso?
“Ascoltate le parole di Barone. Ecco, non sono vere: basta questo per farvi capire la realtà”.

Da ex addetto ai lavori cosa ha detto a sua figlia?
“Non ho mai messo bocca sulle sue scelte né in quelle della società, però… Ho fatto il dirigente anche io per tanti anni e qualche dinamica la conosco”.

Ora la aspetta il Milan.
“Alia non ha passato anni facili, è stata anche sfortunata a Madrid, ma tornerà a fare la differenza. Ne sono certo. Sta bene fisicamente e sia io che mia moglie siamo felici per la sua scelta, anche se averla vicino a casa e con la maglia viola ci avrebbe reso felici. Siamo genitori e tifosi della Fiorentina, ma prima di tutto tifosi di nostra figlia”.

Tornerà mai a Firenze?
“Non penso. I dirigenti viola hanno mostrato solo disinteresse nei suoi confronti e non sappiamo il perché. Prima o poi vorrei confrontarmi con Joe Barone, magari ci troveremo in tribuna al Bozzi….”.

Andrea Guagni cosa si augura per questo 2022?
“Tanta salute per tutti, che ci si possa togliere dalle scatole questo Covid e per la mia Alia che possa tornare ai suoi livelli, che il Milan faccia benissimo e che al prossimo europeo in Inghilterra si possa levare qualche altra soddisfazione anche con la maglia della Nazionale”.

Credit Photo: Fabio Vanzi

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