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Lisa Boattin, Nazionale: “Il passaggio negli USA? Tutto è stato veloce, mi sono sentita molto cercata da Huston”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

“Per me è strano pensare agli USA al centro del mio futuro, mi piace però come idea e l’ho presa al volo quando si è presentata come opportunità”.  A confessarlo è stata Lisa Boattin che ha parlato ai canali ufficiali della FIGC dei suoi primi mesi negli USA.  “Lasciare la Juve è stato difficile, per me è una famiglia -ricorda Boattin che aggiunge-  a Torino ho casa ma cercavo qualcosa di diverso e gli USA erano lo stimolo giusto, si tratta di un piccolo sogno che inseguivo da piccola”.

Sul suo approdo in una nuova realtà la laterale continua: “Huston è grandissima, molto più delle città europee, non puoi non avere la macchina e ho trovato tante persone gentili. In estate ricordo che faceva davvero caldo e all’inizio ci allenavamo alle 8:30 del mattino”.
Sulle differenze tra USA e Europa, invece, la mancina sottolinea: “Il modo di giocare è diverso. Non ci sono squadre che aspettano o gestiscono palla, c’è intensità molto alta e lo spettacolo è incredibile. La prima può vincere con l’ultima e nulla è scontato, l’atmosfera che si vive ti colpisce perchè e vieni trattata come una star. Forse manca un po’ di tattica rispetto all’Europa”.

Sul suo passaggio dalla Juve agli Huston, poi, la calciatrice ammette: “Tutto è nato velocemente, loro mi hanno fatto capire che mi volevano. Per me è stata un’occasione importante e mi sono sentita di fare questo passo. Alla Juve sai di dover vincere, a Huston le pressioni sono un pizzico diverse e si vive tutto con più serenità”.
In conclusione qualche battuta su questi giorni passati in Azzurro: “Le compagne di Nazionali sono curiose di sapere come va e come mi trovo. Qui tutti negli USA ti spingono a rischiare e anche se sbagli ti dicono comunque di riprovarci. Con Sofia Cantore ci sentiamo, ho visto la sua finale e mi ha aiutato quando sono arrivata. Poter contare sul suo apporto è stato bello”.

Gloria Ciccioli, Ternana Women: “Devo ringraziare le mie compagne, con un semplice sguardo o gesto mi infondono fiducia”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women ha concluso la settimana di lavoro senza campionato, utile per ricaricare energie, consolidare certezze e prepararsi al ritorno in campo. Le rossoverdi sono arrivate alla pausa con 4 punti in classifica e soprattutto con la sensazione di essere in crescita, a sole due lunghezze dalla coppia SassuoloGenoa e forti dei segnali incoraggianti emersi nelle ultime partite. A raccontare il momento positivo del gruppo è stata il portiere Gloria Ciccioli, protagonista – insieme all’intera squadra – dei due preziosi clean sheet conquistati contro Sassuolo e Parma.

Gloria, arrivate da due risultati utili consecutivi e da altrettanti clean sheet. Quanto pesa, a livello di fiducia, questo momento positivo sia per te che per l’intera squadra? “Sicuramente il non subire gol è frutto di tanto lavoro, attenzione e voglia di riscatto. Tutto ciò oltre che a infondere fiducia e sicurezza ci permette di scendere in campo con più consapevolezza e questo è un punto positivo sia per il reparto difensivo ma anche per il resto della squadra. Abbassare il numero di reti subite era doveroso e penso che sia molto significativo”.

Nelle ultime settimane la squadra ha mostrato una solidità difensiva importante. Quali aspetti del vostro lavoro quotidiano – dalla concentrazione alla gestione dei momenti della gara – hanno contribuito a costruire questa compattezza? “Il risultato concreto delle ultime settimane scaturisce da un lavoro che parte da lontano, perché stiamo curando i dettagli dal primo giorno di preparazione. Stiamo acquistando più solidità soprattutto perché non ci siamo date per vinte e abbiamo avuto la virtù di perseverare nonostante qualche episodio ci ha condannato”.

Il gruppo sta crescendo anche in maturità e consapevolezza. Quanto è importante, per una squadra giovane come la Ternana Women, mantenere alta l’attenzione dal primo all’ultimo minuto? “Sicuramente la nostra è una rosa molto giovane, quindi esperienza e maturità devono crescere di settimana in settimana. Giocare nella massima serie presuppone il dovere di non abbassare mai la guardia e mantenere l’attenzione molto alta in ogni momento, perché la categoria non perdona imperfezioni o sbavature, e le avversarie non fanno sconti”.

In questo momento sei l’esempio concreto che, lavorando con pazienza e facendosi trovare sempre pronte, arrivano anche le soddisfazioni. Come vivi questo percorso personale? “Vivo questo momento con serenità ed equilibrio, perché dal mio punto di vista lavoro e sacrificio ci devono essere a prescindere e non possono mai venir meno, in nessuna situazione. Devo ringraziare le mie compagne perché con un semplice sguardo o gesto mi infondono fiducia e riconoscenza, dal primo giorno. Spero semplicemente di ripagarle con dimostrazioni e fatti concreti”.

Malta: l’undici di Manuela Tesse supera in rimonta la Croazia, a segno anche la genoana Cuschieri

Malta guidata dalla CT Manuela Tesse, e che ha annunciato l’inserimento di Patrizia Panico come  ‘Technical Advisor’ , ha ottenuto una vittoria importante, in amichevole, contro la Croazia. Successo per 3-2 in rimonta, giunto grazie a due gol arrivati nel finale.

Malta, capitanato dalla genoana Emma Lipman, avanti al quarto d’ora con Maria Farrugia, abile sulla fascia destra, che ha trovato pronta Rachel Cuschieri, altra genoana, fredda a non sbagliare nell’area piccola calciando in rete alle spalle della napoletana Doris Bačić. La Croazia, dal canto suo, ha cercato di rispondere ma la difesa e D’Antuono, numero uno maltese, hanno fatto buona guardia per tutta la prima frazione conclusa sul parziale di 1-0.

Nella ripresa la Croazia è riuscita a pareggiare al 5′ con Karla Kurkutović che ha calciato sorprendendo Giulia D’Antuono, beffata anche pochi minuti dopo quando Ivana Rudelić ha calciato proprio nell’angolo basso dal limite dell’area, portando il punteggio sul 2-1 per le ospiti. Malta ha cercato di rispondere in un paio di circostanze per trovare il nuovo pari al minuto 82 con un cross preciso di Leah Ayres per Sara Saliba, che si è girata in modo eccellente e ha infilato il pallone in rete. Dopo tre giri di lancette Farrugia controlla in area di rigore prima di calciare sulla traversa con palla che supera la linea, portando il punteggio sul 3-2 per le padrone di casa. Nel finale è vano il tentativo croato di rimonta.

Étape par étape: alla Francia l’andata di Nations League fronte Svezia – Parola alle protagoniste del match

Una corsa al terzo piazzamento in Nations League in stand by ed un’andata disputata che ha già evidenziato la prima vincente tra due formazioni di livello: Francia e Svezia. Quest’ultime sono scese in campo venerdì 28 novembre con fame e spirito di squadra per l’obiettivo sopra citato; il percorso fino ad oggi?

Da una parte “Les Bleues”, reduci da una fase a gironi che ingloba 6 risultati utili consecutivi, una prima semifinale fronte Germania in difetto ed una in parità; dall’altra la Nazionale guidata da Peter Gerhardsson, forte di step iniziale, seppur non simil incisiva (tre le vittorie, due le parità – di cui una a reti bianche contro l’Italia e due cadute davanti alla Spagna).

Nello scontro del fine settimana, a spuntarla è stata la compagine transalpina, trascinata da Karchaoui (la francese si è presentata da dischetto per via di una chance su rigore colta al 45+3’) e Mbock Bathy (decisa a rimontare sul finale dopo il pareggio svedese); una serata al cardiopalma che – proprio per l’imprevedibilità dettata da diversi episodi – pone, ad ogni modo e solo momentaneamente, il dubbio su eventuali pronostici del ritorno atteso il 2 dicembre.

A commentare la prestazione positiva la capitana Griedge Mbock, a segno nei minuti in aggiunta prima del fischio finale: “Ci abbiamo creduto fino alla fine. A volte la perseveranza fa tanto e siamo riuscite a vincere all’ultimo secondo.

Per noi non è mai stato facile giocare contro una squadra di livello come la Svezia; anche in tale occasione è riuscita a metterci a dura prova con un pressing imponente, ma ce l’abbiamo fatta! Ora non dimentichiamo che c’è ancora un ritorno da giocare; andremo a casa loro e faremo di tutto per ripeterci!”.

Ai microfoni del canale ufficiale del club (FFF) spazio anche per Sakina Karchaoui, autrice del goal del vantaggio: “Abbiamo giocato un’ottima partita; nel primo tempo abbiamo avuto varie occasioni da sfruttare, nel secondo abbiamo avuto un pò paura ma alla fine siamo riuscite a prendere il controllo del gioco e terminare nel migliore dei modi. Fantastico per tutto il gruppo aver raggiunto questo obiettivo!”.

L’attesa è tutta per dicembre, mentre la finalissima tra Germania e Spagna è già stata confermata.

Amichevoli internazionali: goleade e gare tirate, il recap sulle sfide dei giorni scorsi

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Finestra dedicata alle nazionali con tante amichevoli internazionali giocate nei giorni scorsi, come quella degli USA che hanno superato l’Italia 3-0, e con tante altre che verranno disputate nei prossimi.

Senza contare le selezioni giovanili da segnalare il roboante 8-0 dell’Inghilterra sulla Cina con l’Australia che ha lasciato un tondo 5-0 sulla Nuova Zelanda. Il Giappone si impone, poi, per 3-0 sul Canada, la Norvegia 3-1 sul Brasile mentre la Corea del Nord ha superato 5-2 la Russia. Si è concluso, invece 2-0 l’incrocio tra Lituania ed Estonia.

Vittorie di misura, 1-0, per la Serbia sulla Repubblica Ceca, della Polonia sulla Slovenia e per il Montenegro sulla Romania. Sono finiti 2-1, poi, gli incontri che hanno premiato il Belgio sulla Svizzera, l’Olanda sul Portogallo e la Bielorussia sulla Bosnia mentre Cipro ha archiviato la pratica Lussemburgo per 3-2 stesso risultato con il quale Malta ha regolato la Croazia e l’Irlanda l’Ungheria. Pari, invece, per 1-1 tra Finlandia e Austria, tra Albania e Turchia, tra Ucraina e Scozia e tra Corea del Sud e Galles.

Tra le amichevoli ‘minori’ successo per 4-1 di Hong Kong sul Liechtenstein per 7-0 di Singapore sulle Seychelles, per 2-1 dell’Indonesia sul Nepal, della Malesia 1-0 sul Bangladesh, per 2-1 dell’Algeria sul Kenya, per 2-1 dello Zimbabwe sul Malawi e 2-0 dell’Uzbekistan sull’Iran . Pari, invece, per 1-1 tra Marocco e Burkina Faso.

228 volte bianconera: un film di Cristiana Girelli

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Un nastro ricco di immagini tanti quanti sono i ricordi. Il colore? È sempre lo stesso: bianconero.

Non è cinema, ma è la carriera di Cristiana Girelli in maglia Juventus; 228 le presenze della calciatrice, ormai diventata una delle colonne portanti di un club storico, come storica è la sua esperienza con la sfera tra i piedi.

Un traguardo importante quello raggiunto, mentre il background della propria carriera non oscura mai quel lontano (ma non troppo) momento di prima formazione in maglia Rigamonti Nuvolera, che aveva aperto le porte all’interesse del Bardolino Verona; poi la bomber, a Verona, c’è rimasta, perché, seppur a soli 14 anni, quello era solo l’inizio di una lunga clip dove i protagonisti chiave sono sempre stati passione, dedizione, impegno, sacrificio, amore, testa alta e…fame!

Poi ancora Brescia, e lo stesso anno il sogno chiamato “Azzurre” con l’arrivo in Nazionale maggiore. Perché quella bambina con un sogno nel cassetto non ha mai dimenticato come tutto è iniziato, quante regie sono cambiate nel tempo, mentre quel fuoco interno non si è mai spento.

Luglio 2018, la “Vecchia Signora”. Un amore contemporaneo che ha trovato spazio nella conferma della Hall of Fame del calcio italiano, un amore che ad oggi è fonte di ispirazione per tante bambine e ragazze che possono ambire a continuare a disegnare un futuro migliore, ancor più giusto, per il settore il quale dovrà sempre essere grato a figure come la classe ‘90.

90, 90…come è quel detto? Ah, si…”un pezzo da 90”!

Intanto gli episodi non sono finiti, ed il montaggio è ancora tutto da scrivere. La regia è già stata testimone di avvenimenti importanti, sempre in “black & white”: un altro scudetto, la Coppa Italia, la Supercoppa, la Serie A Women’s Cup ma…Ciak, azione! Ora la pellicola si riavvolge, perché la saga continua. C’è un numero 10 che ha ancora tanto da dare ad un gruppo, ad un movimento, a chi sa che dentro quegli occhi a vivere è la stessa emozione di sempre.

Seduta di scarico e poi partenza per Fort Lauderdale: l’Italia si proietta sulla seconda amichevole con gli USA

Credit Photo: Paolo Comba Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Sognando Beckham, Leo Messi e la rivincita contro i fortissimi Stati Uniti, usciti vincitori dall’amichevole giocata ieri sera a Orlando. Il 3-0 subito contro la corazzata americana non ha scalfito le certezze e l’entusiasmo della squadra di Andrea Soncin, consapevole di aver affrontato una delle grandi potenze del calcio mondiale. Lunedì sera (ore 19 locali, l’1.00 di notte italiana, diretta su Rai 2) le Azzurre avranno l’occasione di rifarsi nei 90 minuti in programma al Chase Stadium di Fort Lauderdale, l’impianto che finora ha ospitato le gare casalinghe dell’Inter Miami guidato dall’ex campione inglese, proprietario della franchigia rosanero, e trascinato in campo dalle magie del fuoriclasse argentino.

In attesa di prendere confidenza domani durante la rifinitura con lo stadio da 18mila posti (già venduti più della metà dei biglietti disponibili) dove lo scorso anno la Nazionale maschile ha ricevuto la visita di Jannik Sinner, che dì lì a pochi giorni avrebbe vinto a Miami il secondo Master 1000 della sua carriera, questa mattina l’Italia è subito tornata al lavoro per prepararsi al nuovo ‘crash test’ con la selezione allenata da Emma Hayes. Una seduta di scarico – tra esercizi in palestra e fisioterapia – per chi è scesa in campo, mentre il resto del gruppo si è allenato regolarmente all’Inter&Co Stadium, dove ieri è andato in scena l’attesissimo confronto che mancava da ben 15 anni.

Questo pomeriggio le Azzurre saluteranno Orlando per trasferirsi in pullman nel sud della Florida. Un viaggio di poco più di tre ore per raggiungere la Capitale mondiale dello yachting (situata a circa 50 chilometri da Miami), che ospita più di 100 porti turistici e ormeggi, oltre a un’estesa rete di canali interni e diverse famose discoteche che l’hanno portata a stringere un gemellaggio con Venezia e Rimini. Una città che vive e ha vissuto anche di calcio, dato che da lì – all’epoca dei Fort Lauderdale Strikers – sono passati giocatori del calibro di George Best, Gerd Müller e Gordon Banks. Questo il contesto in cui andrà in scena il ‘bis’ con la seconda forza del Ranking Mondiale, l’ultimo appuntamento dell’anno che precederà il via al cammino di qualificazione al Mondiale brasiliano del 2027, il prossimo grande obiettivo di Girelli e compagne.

Martina Sclavo: “Il Trastevere è appartenenza, perseveranza, fame, sogni. Proveremo fino all’ultimo a prenderci la salvezza”

Photo Credit: Trastevere Calcio Women

La posizione in classifica e i punti racimolati dal Trastevere fino a questo momento non devono ingannare: le romane hanno macinato chilometri, minuti nelle gambe ed esperienze in una categoria tutta nuova che adesso comincia a rivelarsi alla loro portata – come si è visto, tra le altre, contro il Como.
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ha avuto il piacere di intervistare Martina Sclavo, una delle protagoniste dell’ultima, favolosa stagione del Trastevere che è valsa la storica Promozione in Serie B, ed è una delle protagoniste della retroguardia romana.

Martina Sclavo ha vestito diverse maglie nel corso della propria carriera, vivendo tra Roma, Venezia, Ravenna e Bergamo prima di ritornare a casa, nella Capitale, e ognuna di queste esperienze tra Serie C e Serie B ha inciso sulla calciatrice che scende in campo con la maglia del Trastevere e sulla persona che è diventata: «A prescindere dalla categoria, questo sport porta con sé la meraviglia di essere una scuola di vita. Ogni esperienza, positiva o negativa che sia, ti lascia qualcosa dentro. Se devo pensare a una parola da attribuire ad ogni esperienza direi: Roma è famiglia, Venezia è maturità, Ravenna è riscatto e Bergamo rinascita.»

A differenza di altre calciatrici, costrette a mediare e a cercare un punto d’incontro con le persone attorno a lei, pronte a cavalcare l’onda del disfattismo per scoraggiarla fin dall’inizio, Martina Sclavo ha sempre avuto accanto a sé persone pronte a sostenerla mentre cercava di trasformare il calcio nel suo lavoro, persino quando giocava nelle squadre maschili: «Per fortuna ho sempre avuto la strada spianata. I miei genitori e i miei nonni i primi tifosi, i miei amici entusiasti. Non ho mai avuto problemi da questo punto di vista, anzi quando giocavo nelle squadre maschili, all’inizio del mio percorso, ero sempre difesa da tutti. Sono felice di quello che è stato il mio percorso.»

Sclavo non si vedrebbe in nessun’altra porzione di campo se non nella retroguardia, che è il suo ambiente sicuro. In un’analisi autocritica, la calciatrice ha affermato che ci sono ancora aspetti di cui non è pienamente soddisfatta, ma è consapevole di avere punti deboli importanti su cui fare leva in campo: «Sempre stata difensore esterno, con qualche parentesi da difensore centrale o esterno di attacco. Il terzino è il ruolo che mi rappresenta di più e la veste in cui mi trovo più a mio agio. Adoro la sensazione di quando si vince un contrasto difensivo e allo stesso tempo mi piace inserirmi e magari fare gol. Ho sicuramente ancora tanto da migliorare, ma penso che i miei punti forti siano la lettura difensiva e i tempi di inserimento.»

L’avventura con la maglia del Trastevere è cominciata lo scorso anno, ed è dunque ritornata dalla Serie B alla Serie C. Il salto “indietro” di categoria è stata una decisione dovuta al bisogno di ritornare a casa, e ha infine perseverato per ritornare alla serie cadetta insieme a tutta la squadra. Non si è pentita, neanche per un secondo, di aver riabbracciato la “sua” Capitale in un ambiente bellissimo in cui ha subito sguazzato come un pesce in un acquario, del tutto a proprio agio: «Trastevere è arrivato in un momento in cui avevo una forte necessità di tornare a casa e lo ringrazierò sempre per avermi aperto la porta e per avermi permesso di farlo. Ammetto che non è stata una scelta facile, perché l’intenzione era quella di rimanere in B; nonostante questo il Trastevere offriva quello di cui avevo bisogno, un ambiente sereno, voglia di vincere e far bene e senso di appartenenza.»

La Promozione del Trastevere in Serie B ha coronato il lavoro di un anno, pieno di sacrifici e di partite importantissime anche a livello psicologico per dare un’identità alla squadra di Mister Claudio Ciferri. I festeggiamenti delle amaranto nel cuore di Roma dopo aver raggiunto la tanto agognata e meritata Promozione sono state la ciliegina sulla torta di un cammino in cui le difficoltà non sono mancate: «È stato un campionato lungo, la vittoria l’abbiamo festeggiata l’ultima di campionato. Durante l’anno abbiamo avuto la forza di attraversare e superare un periodo negativo, questo grazie al gruppo fantastico che avevamo. La consapevolezza di poter raggiungere l’obiettivo l’abbiamo sempre avuta, avevamo troppa voglia di portarci a casa quel trofeo. Il Trastevere è proprio questo: gruppo, appartenenza, perseveranza, fame, sogni.»

La vittoria in trasferta contro il Bologna è ancora negli occhi, nel cuore e nella mente delle trasteverine, che sanno da dove sono partite e con quali mezzi sono riuscite ad arrivarci, ed è per questo che tre punti guadagnati sul campo di una corazzata come quella rossoblù sono ancora più speciali: «Il supporto delle persone sugli spalti sono sempre quell’uomo in più in campo; anche le critiche sono motivo di crescita e motivazione. Al triplice fischio tante lacrime di felicità; è una squadra partita da zero, con poca potenza economica, che ha sempre lottato al meglio con quel poco che aveva. Avevamo raggiunto il sogno di una Società, di un gruppo e di una famiglia.»

In chiusura, la calciatrice ha lasciato un messaggio per la tifoseria, che sostiene sempre le sue ragazze. Nonostante il Trastevere non abbia ancora centrato i tre punti in casa, le ragazze sono consapevoli dei margini di miglioramento e di quello che possono fare, avendo disputato gare di alto livello contro squadre ben più rodate. Inoltre, l’obiettivo “salvezza” è ben chiaro: «Nonostante i risultati negativi abbiamo sempre dimostrato di essere una squadra viva. Si è visto anche contro il Lumezzane, dove abbiamo avuto il coraggio di giocare a calcio contro una grande squadra. Dobbiamo crescere tanto, ci manca sicuramente l’esperienza in categoria, ma abbiamo grinta e voglia da vendere. Quella strafottenza di affrontare ogni squadra a testa alta, perché la categoria ce la siamo sofferta e sudata. Proveremo fino all’ultimo, come abbiamo sempre fatto, a prenderci quel che è nostro e che meritiamo… la salvezza.»

Si ringraziano Martina Sclavo, il Trastevere Calcio Women, la Responsabile del Settore Femminile Flaminia Lombardozzi e l’addetto stampa Valerio D’Epifanio per il tempo e la grandissima disponibilità.

Emma Hayes analizza l’amichevole d’andata contro le Azzurre: “La squadra ha fatto una bella prestazione”

Gli Stati Uniti ringiovaniti dal punto di vista della carta d’identità delle convocate dall’inizio della gestione di Emma Hayes si sono accaparrati il match di andata contro l’Italia all’Inter & Co Stadium di Orlando, in Florida. Le giocatrici statunitensi hanno creato moltissimo e mostrato superiorità in ogni aspetto chiave del match – seppur con qualche piccola sbavatura di cui le Azzurre non sono riuscite ad approfittare.
Al termine dell’amichevole, l’allenatrice inglese ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa, andando a elogiare la performance delle proprie ragazze, senza però sottintendere che c’è ancora molto da lavorare.

«Siamo partite forte, ma abbiamo anche concesso subito dopo. Il clean sheet rappresenta bene la nostra serata e la nostra performance. L’ho già detto tante volte: questa squadra si allena bene, le ragazze sono disponibili e versatilissime, e quello che stiamo cercando di trasmettere come filosofia sta attecchendo bene. Onestamente penso ci siano molti aspetti su cui dobbiamo migliorare, ma credo che sia stata una bella prestazione della squadra», il 3 a 0 finale firmato dalla giovane Olivia Moultrie del Portland Thorns in avvio di gara e la doppietta della Blues Catarina Macario nella seconda frazione non ha oscurato le prestazioni delle compagne, soprattutto Rose Lavelle, tornata a livelli ingiocabili, ed Emily Fox, nonché Naomi Girma (alla sua quarta presenza con la fascia da Capitana al braccio e al ritorno in Nazionale dopo più di 200 giorni). Quello che Hayes sta cercando di trasmettere insieme a tutto il suo Staff sta trovando terreno fertile e una rosa giovane, ma volenterosa e dalla qualità difficilmente quantificabile.

La casa dell’Orlando Pride non si è fatta ripetere due volte di trasmettere calore alle ragazze in campo, e il tifo è stato il sottofondo più bello che le due compagini potessero percepire nel costruire il gioco sul rettangolo verde. La serata è stata speciale soprattutto per Emily Sams, calciatrice della squadra californiana dal 2023: «Il tifo è stato sensazionale. Quando ho fatto entrare Emily (Sams) le ho detto che è fantastico vedere una calciatrice che ha fatto e sta facendo così tanto per il Club inneggiata dal pubblico, e per lei è stato fantastico. Anche se non ha tanti minuti con noi, il modo in cui si è inserita in squadra, il modo in cui contribuisce al gioco… è una calciatrice incredibile.»

«La Qualificazione ai Mondiali è il nostro unico pensiero. Chiudiamo l’anno con un ultimo match e poi abbiamo gennaio e la SheBelievesCup e un paio di altre occasioni prima di arrivare a ottobre. Non c’è molto tempo, lo sappiamo, per questo ogni singolo minuto conta», Hayes ha sotto la lente la qualificazione alla prossima Coppa del Mondo per sovvertire quello che è stato il tabù degli Stati Uniti nel 2023, usciti prematuramente dopo partite sottotono e che hanno del tutto tradito le aspettative sulle Campionesse Olimpiche.

Hayes e il suo Staff hanno inoltre l’obiettivo di costruire una squadra giovane, ma già molto esperta e che possa durare nel tempo: «Stiamo cercando di portare avanti un progetto ben preciso e dobbiamo far accumulare presenze a tutte le calciatrici in rosa. Ci sono molte calciatrici che non hanno fatto molta esperienza, come Claudia (Dickey), era la sua quinta partita stasera. Ci servirà molto tempo, dobbiamo sperimentare in campo con le calciatrici per dare loro le occasioni giusti. Il mio obiettivo è sempre quello di creare una squadra che possa avere anche un futuro, che non sia passeggera, che vada avanti nel tempo.»

Serie A Women: quali calciatrici hanno visto crescere di più il proprio prezzo?

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nelle ore scorse il portale Soccer Donna ha riportato un’interessate statistica riguardante i costi delle calciatrici della Serie A Women.

Fra le calciatrici ad aver visto il proprio prezzo salire in questi mesi troviamo Manuela Giugliano della Roma con un costo del cartellino pari a 350 mila euro mentre quello della compagna di squadra Alice Corelli ha toccato quota 200 mila. A crescere è stato anche il prezzo del cartellino dell’interista Karólína Lea Vilhjálmsdóttir che ha toccato 180 mila euro al pari di quelli delle capitoline Evelyne Viens e Giada Greggi e dell’interista Arianna Serturini mentre quello di Martina Piemonte è arrivato a 175 mila euro.

Lo stesso portale, poi, ha stilato una classifica inserendo le 10 giovani calciatrici, con al massimo 21 anni, più preziose della Serie A Women.

In testa troviamo Chiara Beccari della Juventus con un prezzo di 240 mila euro seguita dalla compagna di squadra Eva Schatzer e dall’interista Marija Ana Milinković entrambe con un costo stimato di 180 mila euro. Fuori dal podio la romanista Giulia Dragoni con un prezzo del cartellino di 150 mila euro che stacca un tridente di giocatrici. A 120 euro troviamo, infatti, la juventina Estela Carbonell, l’interista Marie Detruyer e Matilde Pavan, passata dall’Inter alla Juve ma in forza al Como Women. Si ‘ferma’ a 95 mila euro il prezzo di un’altra giocatrice in prestito al Como Women, stavolta dalla Roma, ovvero Zara Kramžar seguita da Monica Renzotti del Milan, con 80 mila euro di prezzo, e Maša Tomašević dell’Inter.

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