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Naz. U16, la Germania l’Italia nella prima delle due amichevoli di Tirrenia. Domenica alle 14 il bis

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Nella prima uscita stagionale la Nazionale Under 16 Femminile perde di misura con la Germania, mettendo però in mostra personalità, organizzazione e buone trame di gioco. La prima delle due amichevoli in programma al CPO di Tirrenia finisce 1-0 e viene decisa dalla rete al 52’ di Pospiesh. La squadra di Priscilla Del Prete, alla sua prima gara sulla panchina azzurra, colpisce una traversa al 18’ con Ferranti e nella ripresa non riesce a sfondare il muro tedesco. Domenica alle 14 la seconda sfida.

“Sono contenta dell’atteggiamento delle ragazze, dell’approccio alla partita e della fase di non possesso – ha dichiarato a fine gara Del Prete -. Dovremo lavorare sulla finalizzazione e sono certa che miglioreremo anche sotto questo aspetto. Tra tre giorni darò spazio a chi non ha giocato, perché la nostra volontà è quella di concedere minuti a tutte le calciatrici. Come già fatto oggi, chiederò alla squadra di dare tutto e di uscire dal campo senza rimpianti”.

LA PARTITA. Il primo tempo scorre via all’insegna del grande equilibrio. L’Italia gioca bene e cresce con il passare dei minuti, sfiorando il vantaggio al 18’ con la conclusione a botta quasi sicura di Ferranti, deviata miracolosamente sulla traversa dalla numero 1 tedesca. Un’occasione che dà coraggio alle Azzurrine, che da quel momento chiudono le avversarie nella propria metà campo senza però riuscire a sbloccare il risultato.

La Germania inizia la ripresa con un piglio differente e, alla prima chance, trova l’1-0 con Pospiesh, il cui tiro da distanza ravvicinata – leggermente deviato da Fiorani – sorprende l’incolpevole Ruotolo. La reazione della squadra di Del Prete non si fa attendere, ma le ragazze in maglia bianca difendono con ordine respingendo ogni tentativo delle padrone di casa. Al 73’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo ci prova la stessa Fiorani, ma il colpo di testa del difensore del Sassuolo è centrale e viene bloccato con sicurezza da Jeppe. Lo scampato pericolo dà la scossa alla formazione tedesca, che da quel momento non concede più nulla. Tra tre giorni si torna nuovamente in campo per il bis, con l’Italia che andrà a caccia dell’immediato riscatto.

Nazionale, Linari: “A 16 anni potevo giocare negli USA”. Girelli: “Le amichevoli contro gli Stati Uniti saranno meravigliose”

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio

Cristiana Girelli, invece, non ha nascosto l’ottimismo attorno alla Nazionale: “Credo e son convinta che si possa migliorare ancora tanto nella gestione dei momenti, stiamo mettendo un mattoncino in più per la nostra casa che sarà davvero bella. Quando siamo tornate a casa dalla Svizzera c’è stato sicuramente un grande vuoto. Aver guardato la finale in televisione è stato doloroso, abbiam versato tante lacrime ma è rimasta la consapevolezza di aver fatto qualcosa di grande e di aver condiviso momenti indimenticabili. So che tanta gente in semifinale tifava per noi, anche molti inglesi”.
Tornando ai giorni nostri, invece, ha dichiarato: “Ora è bello che tante squadre vogliano sfidarci in amichevoli, per noi è fondamentale per crescere ulteriormente. Contro l’America non ho mai giocato, sarà la prima volta è sarà bellissimo. Li il calcio femminile è molto riconosciuto, sarà meraviglioso. Giocare amichevoli con la Nazionale è impossibile, sono tutte gare importanti e si scende in campo sempre per vincere”.

 

Laura Giuliani premiata al Galà del Trofeo Italo Galbiati: “Il calcio femminile è in crescita.”

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Un altro riconoscimento, l’ennesimo, per Laura Giuliani, protagonista di una carriera splendida e un esempio per le giovani calciatrici che vogliono intraprendere questo percorso.

Dopo essere stata una leader straordinaria per la Juventus, con la quale ha vinto 4 Scudetti, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe, ha sposato la causa del Diavolo ed in poco tempo è diventata uno dei punti fermi delle rossonere, oltre ad esserlo, senza neanche dirlo, per la Nazionale Italiana.

In occasione del Gran Galà dedicato alla 3° Edizione del Trofeo Italo Galbiati, storico tecnico italiano, durante la serata di martedì 18 novembre, organizzata dalla società del Cimiano, è stato premiato anche l’estremo difensore milanista. Il premio conferitole è stato quello di Miglior Calciatrice per il Calcio Femminile, a sottolineare la sua estrema importanza per questo movimento che sta tentando, con il passare degli anni, di crescere sempre di più.

Queste le sue parole, riportare dal sito di MilanNews: “Rappresento un movimento in grandissima crescita ed espansione, non solo a livello sportivo, ma anche a livello emotivo e culturale. Penso che il calcio femminile sia un apripista alle donne in ogni campo. Portando avanti questi valori, mi auguro che ci sia sempre un’apertura maggiore e curiosità per quello che è il mondo del calcio femminile. Ringrazio anche la mia squadra, perché se si vincono dei premi individuali è sempre grazie alla squadra”.

Non sono mancati i ringraziamenti di Giuliani sui suoi profili social: “Ricevere un riconoscimento riserva sempre un’emozione speciale. Ringrazio la società, la squadra e chi è al mio fianco ogni giorno.
Grazie Cimiano Calcio per la serata all’insegna dello sport.”

Un altro premio, dunque, per il portiere titolare della Nazionale Italiana che, oltre ad essere un pilastro centrale del mondo milanista, continua ad essere un fondamentale punto di riferimento per tutto il panorama del calcio femminile italiano, in continua crescita anche grazie all’impegno di figure come la stessa Laura Giuliani.

Arezzo, che vittoria contro le venete! Benedetti e Tamburini: “Ampiamente meritata”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Un prezioso successo quello ottenuto dall’Arezzo questa domenica di fronte al Venezia. Sono le reti di Tamburini e Corazzi a rimanere impresse sul diario della giornata, valse il 2-0 finale; 4, quindi, i punti raccolti negli ultimi due weekend.

Una stretta di mano, un abbraccio lungo qualche minuto che rappresentano tutta la voglia delle citte amaranto di tornare a sorridere e farsi valere, in un viaggio stagionale dove le difficoltà non mancano mai.

Una risposta sul campo che innalza l’umore anche di Andrea Benedetti, guida tecnica dell’ACF: “Vittoria importante di una partita delicata – ha dichiarato ad Amaranto Channel-. Affrontavamo una squadra che aveva solo tre punti in meno di noi, quindi si trattava di uno scontro diretto; fondamentale aver raggiunto il pieno risultato e dato continuità alla prestazione di domenica scorsa.

A Brescia avevamo raccolto poco rispetto a quello dimostrato sul campo. Stavolta c’è stato un po’ da soffrire perché potevamo chiuderla molto prima, ma la squadra ha ampiamente meritato la vittoria”.

A pronunciarsi agli stessi microfoni poco dopo anche Martina Tamburini, autrice del goal del vantaggio: “importante per un attaccante tornare al goal, ma essere riuscite a vincere lo è ancora di più. Sappiamo che il calcio è fatto di episodi e sull’1-0 potevamo rischiare di subire il pareggio, così come all’ultimo, quindi dobbiamo cercare di essere più ciniche.

Abbiamo sicuramente giocato di più; possiamo ancora migliorare alcune scelte sotto porta, costruzione del portiere o da dietro, ma nelle ultime settimane abbiamo fatto grandi passi in avanti”.

Il 22 si va ad incontrare il Lumezzane.

La linea di centrocampo si colora di rosso: tutte le iniziative della Serie A Women per la giornata contro la violenza di genere

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

In vista della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne prevista per martedì 25 novembre, nel weekend la Serie A Women darà spazio a diverse iniziative contro la violenza di genere. Insieme all’inedita declinazione della campagna permanente #MAIPIU’, istituita lo scorso anno per ribadire che il calcio femminile non è solo uno sport, ma anche uno spazio di impegno civile, sociale e culturale, nei prossimi giorni verrà lanciata anche la campagna social ‘Violence is not a game’ promossa con Athora Italia, Title Partner del massimo campionato femminile.

Due attività diverse per un unico obiettivo: smascherare e superare gli stereotipi che ancora caratterizzano il tema, promuovendo una cultura caratterizzata da rispetto e consapevolezza. Sabato e domenica tornerà protagonista lo slogan #MAIPIU’, veicolato in un modo che non ha precedenti nel mondo del calcio: su tutti i campi infatti, oltre al tradizionale cartello esposto durante l’ingresso delle squadre, verrà colorata di rosso la linea di centrocampo (sui due campi in sintetico di Genova e Narni verrà posizionato un nastro rosso che verrà poi rimosso prima del calcio d’inizio). ‘Tracciamo una linea. La violenza resta fuori’, questo il claim scelto per ribadire che abusi e ogni genere di prepotenza non possono far parte del gioco. Al termine dell’allineamento, calciatrici, allenatori e la quaterna arbitrale si sposteranno tutti insieme su una sola metà del campo, dietro al cartello #MAIPIU’ – decentrato rispetto al solito proprio perché la linea rossa rappresenterà un simbolo di demarcazione, un confine da non oltrepassare – per un momento che possa ribadire, ancora una volta, l’unione di intenti contro la violenza di genere.

La campagna ‘Violence is not a game’ punta invece sul linguaggio del calcio (con particolare attenzione ad alcuni termini utilizzati nella narrazione del gioco), che assume significati totalmente differenti se rapportato alla violenza di genere. Controllo, possesso, pressing e punizione: da oggi fino a martedì 25 novembre sui profili social di Athora Italia e Serie A Women verranno pubblicati dei visual dedicati alle quattro parole chiave del progetto, per sottolineare che il loro raggio d’azione si deve limitare alla dialettica sportiva e al solo rettangolo verde.

“Ogni anno prendiamo come riferimento la data del 25 novembre per evidenziare e dare risalto alle attività che portiamo avanti 365 giorni l’anno – ha dichiarato la presidente della Serie A Women Federica Cappelletti -. La violenza sulle donne è un tema tristemente attuale e tutti insieme dobbiamo contribuire in maniera concreta a scongiurarlo. La violenza non è mai una risposta, per questo è fondamentale scendere tutte e tutti in campo per educare al rispetto, alla gentilezza, all’accoglienza e alla salvaguardia della vita”

Mister Lascaro, Roma Calcio Femminile: “Casolese? Trasferta difficilissima, ma non dimentichiamo mai il sorriso!”

Photo Credit: Grazia Menna - Roma Calcio Femminile

Altro giro, altra vittoria: la Roma Calcio Femminile ha ritrovato la sua bussola e battuto due colpi nel match casalingo contro la Nuova Alba, tutt’altro che semplice. Il 2 a 1 finale ha premiato le romane, caparbie a rialzarsi dopo il momentaneo svantaggio affidandosi a un gruppo coeso e con la testa in partita fino all’ultimo.

La partita contro un’avversaria di tale valore ha suscitato «Emozioni fortissime per come è andata la partita, che però vanno immediatamente ridimensionate, da domani (oggi) inizia una nuova settimana che ci porterà ad una trasferta difficilissima», queste le prime parole con cui il tecnico delle romane, Mister Simone Lascaro, ha introdotto la gara disputata dalle sue ragazze in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

L’allenatore ha anche analizzato gli aspetti positivi che sono emersi dal gioco prodotto contro la Nuova Alba e quelli su cui insisterà maggiormente in corso d’opera per migliorare: «La cosa che più mi è piaciuta è stata la bravura nel cambiare sistema in corsa in base a quello che facevano le avversarie, e soprattutto l’intensità del secondo tempo, un ritmo eccezionale accompagnato da un’ottima qualità nelle giocate. Da migliorare invece è la tranquillità nel palleggio, quando giochiamo contro squadre importanti, spesso abbiamo un po’ di “ansietta” e ci affidiamo troppo alla casualità. Invece dobbiamo avere consapevolezza dei nostri mezzi, che sono importanti», “vittoria” non è infatti sinonimo di “adagiarsi sugli allori”, bensì di “continuare su questa strada” per giungere alla concretezza e alla continuità.

La prossima, contro la Casolese – neopromossa che sta facendo molto bene e si prospetta un’avversaria di tutto rispetto – sarà una «trasferta difficile su un campo abbastanza pesante, la prepareremo con grande intensità negli allenamenti per poi riportare tutto in partita. Non dimenticando mai il sorriso, quello è fondamentale per fare bene», solo con il sorriso e senza farsi sopraffare dalle emozioni negative si possono preparare al meglio tutte le partite, seguendo un copione in allenamento da riproporre in campo il cui finale è, si spera, la vittoria.

Si ringraziano Mister Simone Lascaro e la Roma Calcio Femminile per il tempo e l’immensa disponibilità.

La Top 11 della sesta giornata: Pellegrino Cimò, Nischler, Fløe, Di Guglielmo, quanti gol decisivi

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Ecco gli Opta Facts relativi alla Top 11 della sesta giornata della Serie A Women Athora 2025-26:

  • Gloria Ciccioli: Tra i portieri con il 100% di parate in questo turno di Serie A, solo Beatrice Beretta (quattro) ha fronteggiato più tiri nello specchio rispetto alla giocatrice della Ternana (tre come Gilardi e de Jong). Inoltre, tra gli estremi difensori con almeno 10 passaggi lunghi, Ciccioli ha registrato la più alta percentuale di successo (53% – 9/17).
  • Valentina Bergamaschi: Nella giornata di campionato appena conclusa, nessuna giocatrice ha creato più occasioni su azione rispetto alla giallorossa (quattro come Matilde Pavan). 66 inoltre i tocchi effettuati dalla classe ’97 nella sfida con la Lazio, almeno tre più di qualsiasi compagna di squadra.
  • Eleonora Pacioni: La giocatrice della Ternana ha registrato, nella sesta giornata di campionato, il record di respinte difensive sia totali (12) che di testa (sette).
  • Estelle Cascarino: Tra le giocatrici che in questa giornata di Serie A hanno effettuato almeno 10 passaggi all’interno della ¾ avversaria, la bianconera è quella che ha registrato la più alta percentuale di successo (93% – 13/14).
  • Lucia Di Guglielmo: Oltre ad essere l’unica giocatrice ad aver realizzato un gol da fuori area in questa giornata di Serie A (rete del definitivo 1-0 contro la Lazio) la classe ’97 è stata una delle due giallorosse con più passaggi tentati nel derby di Roma (42 come Shukurat Oladipo).
  • Giada Greggi: Tra le giocatrici di movimento scese in campo in questo turno di campionato, la giallorossa è stata una delle due che hanno recuperato più palloni (11 come Viola Calligaris).
  • Emma Severini: Oltre ad aver trasformato il calcio di rigore valso il momentaneo 1-0 della Fiorentina con il Parma, la centrocampista ha completato 44 passaggi in questo turno di campionato, meno solo di Benedetta Brignoli (70) tra le colleghe di reparto scese in campo nel weekend.
  • Amalie Vangsgaard: La bianconera, oltre ad aver realizzato il primo dei due gol della Juventus contro il Genoa, è stata la giocatrice che nella giornata di campionato appena conclusa ha effettuato più conclusioni (sette).
  • Nadine Nischler: Oltre ad aver segnato dal dischetto il gol vittoria del Como contro il Milan, la classe 2000 ha tentato cinque dribbling in questa giornata di Serie A, record condiviso con Martina Piemonte tra tutte le giocatrici scese in campo.
  • Giada Pellegrino Cimò: La classe 2006, oltre ad aver firmato la prima vittoria in Serie A della Ternana (1-0 sul Sassuolo) è stata l’attaccante con la percentuale più alta di duelli vinti in questa giornata tra quelle che ne hanno ingaggiati più di cinque (75% – 6/8).
  • Cecilie Fløe: Oltre ad aver deciso il match tra Napoli e Inter (1-0), la danese ha giocato ben 10 palloni nell’area di rigore avversaria in questo turno di campionato, meno solo di Madelen Janogy (11).

 

Rossettini presenta la gara contro il Leuven: “Derby prova di crescita. Spero che il lavoro ci ripaghi!”

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

«Non penso che il cammino sia segnato, ci sono ancora nove punti disponibili, e ci giocheremo la partita nelle nostre migliori possibilità. Cercherò di mettere la migliore possibile tenendo tutto in considerazione, dei minutaggi, delle fatiche fatte, dei recuperi delle ragazze in questi giorni: la formazione che andrà in campo sarà la migliore possibile per andare a vincere la partita», con queste parole il tecnico della Roma Luca Rossettini ha presentato la quarta partita di Women’s Champions League, che le giallorosse disputeranno in Belgio contro il Leuven. Dopo le prime tre partite, le Capitoline si ritrovano ancora ferme a zero punti, però la grinta è tanta, e la voglia di riscattarsi è superiore a ogni altra emozione, ed è per questo che le giallorosse scenderanno in campo per centrare la vittoria e rientrare a Roma con un bottino più soddisfacente.

A una squadra che si trova a dover tenere in considerazione infortuni e bisogni di ruotare la rosa a disposizione, una certezza è che le giallorosse hanno attutito bene il colpo delle due sconfitte consecutive rimediate prima del derby e che, proprio dal derby, hanno tratto la giusta energia per trovare la vittoria e la fiducia: «Quello che ci aspettavamo era una reazione anche dal punto di vista dei risultati. Col Vålerenga la prestazione è stata fatta, abbiamo creato tanto, però purtroppo siamo tornati a casa senza punti e questo dispiacere ha caricato le ragazze in vista del derby, in cui secondo me hanno dato una prova di grande crescita dal punto di vista del gioco, creando tante occasioni, e nel finale hanno dato prova di coesione, di cuore.»

Il derby ha caricato le ragazze di consapevolezza «che stiamo creando tanto, che anche in Champions contro alcune squadre possiamo dettare il gioco. Sicuramente dobbiamo migliorare nell’aspetto della realizzazione, perché ancora creiamo veramente troppo per quanto riusciamo a realizzare, e questo le ragazze lo sanno e si stanno allenando veramente bene. Sono convinto che il lavoro alla fine paga, e spero che già da questa partita riusciremo a essere più felici», i sacrifici che le Lupe stanno provando a riflettere sul rettangolo verde dopo una settimana di preparazione e di allenamenti stanno cominciando a dare i loro frutti.

I frutti del lavoro di cui parla Mister Rossettini, però, sono quelli che si colgono nei più piccoli dettagli e nelle prestazioni singole che avvengono di volta in volta, e non su un percorso più lungo, per dare il giusto peso a ogni progresso. Per il momento, l’obiettivo a breve termine è quello di portare a casa i primi tre punti in Champions: «La nostra stagione c’impone di guardare di partita in partita: l’obiettivo adesso è provare a raccogliere punti, se fossero tre sarebbero meglio, e poi guarderemo Como e i successivi impegni di Champions. Bisogna essere realisti: è una competizione difficile, del massimo livello, quindi sicuramente crea un bagaglio di esperienza, perché la squadra è cambiata, ha tante giovani calciatrici e stiamo vivendo un momento di infortuni gravi che ci stanno condizionando, quindi guardiamo alla partita con entusiasmo e la giusta dose di attenzione, e cercheremo di dare il nostro meglio per portare a casa i primi punti in questa competizione.»

In chiusura, l’allenatore ha omaggiato due calciatrici che, sotto la sua gestione, si sono ritagliate spazi importanti e che non hanno affatto disatteso le aspettative, andando ad arricchire la rosa e il gioco giallorossi: «Vorrei sottolineare anche le prestazioni di Valdezate in coppia con Oladipo: stanno crescendo, fornendo ottime prestazioni. Oladipo è una ragazza molto giovane con pochi minuti di esperienza, però ha dimostrato da subito applicazione, grande intelligenza e volontà di mettersi a disposizione, e penso che la sua prima prestazione contro la squadra più forte del mondo penso abbia dato un assaggio di quello che è. Deve crescere e bisogna darle il tempo e lo spazio per farlo. Ha potuto fare una grande prestazione perché ha una squadra che lavora per lei, se la singola riesce a esprimersi al meglio è perché ha attorno un gruppo che la sostiene e che è disposta ad aiutarla.»

Nazionale: Denise Carturan, l’ingegnera aerospaziale che vola fra i pali al Mondiale di futsal

Credit: FIGC

Non capita tutti i giorni di parlare con una ingegnera aerospaziale. Capita ancora meno di parlare con una ingegnera aerospaziale, che sta facendo un corso di laurea in Sport e Football Management e che fra quattro giorni (Italia-Panama, domenica 23 novebre, ore 10 diretta RaiSPort) si ritroverà a cantare l’inno di Mameli nella prima partita della storia che la Nazionale femminile di futsal giocherà in un Mondiale. Lei è Denise Carturan, portiere delle Azzurre, e a Manila, nelle Filippine, è pronta come non mai per questa incredibile avventura.

GIOCATRICE (QUASI) PER CASO. “Sarà davvero emozionante – racconta provando a mascherare l’accento padovano -. Quando ci siamo qualificate abbiamo cominciato a immaginare come sarebbe stato e ora finalmente ci siamo. Non ci nascondiamo, abbiamo lavorato tanto e abbiamo tutti i mezzi per far bene. Guardando indietro, alla me stessa bambina direi: ce l’hai fatta, chi l’avrebbe mai detto”. Già, perché la storia di Denise Carturan è tutt’altro che una storia ‘lineare’. Non comincia a giocare a calcio da bambina, se non con suo fratello di un anno e mezzo più grande che la ‘costringe’ a stare in porta. Gioca sì al campetto con gli amici, ma il pallone entra con prepotenza nella sua vita solo ai tempi delle scuole superiori dopo aver provato un po’ di arti marziali (Jiu Jitus e Viet Vo Dao) e infine in pianta stabile a 21 anni. “Avevo una compagna di classe che si chiama Claudia Saggion – attuale calciatrice del Como 1907, capolista in Serie B femminile, in passato anche Nazionale di beach soccer – e con lei, dopo aver scoperto che giocava, ci iscrivemmo a un torneo scolastico che fra l’altro vincemmo anche, salvo poi perdere per un ricorso a causa del numero minimo di giocatrici non raggiunto”.

IL PRIMO PERCORSO. Attenzione però alla scuola, perché quell’istituto è il tecnico, non una scelta casuale. “Il mio sogno era entrare nelle forze armate e la mia idea era fare una scuola che potesse aiutarmi in questo percorso. In seguito ho infatti provato a entrare in Marina Militare e diventare ufficiale, ma il concorso è molto difficile e in due tentativi, su 6.000 persone che si erano presentate, sono finita 136ª e 160ª, peccato che ne prendevano solamente 115. È stata sicuramente una delusione, ma col senno del poi meglio così, mi sarei privata di tutto questo”. Cioè l’amore per il futsal e il Mondiale. Ma in realtà a 21 anni, oltre a iniziare a giocare a calcio a 5, Denise studia e punta dritta su un indirizzo molto complicato: ingegneria aerospaziale. “Cercavo di mantenermi gli studi lavorando la mattina, mettendomi sui libri il pomeriggio e giocando la sera, tornando a casa a mezzanotte. È stato difficile laurearsi portando avanti tutto, ma era diventata una questione di principio”.

INCROCI. Un anno fa arriva la tanto agognata laurea, ma il percorso di studi e il futsal continuano a intrecciarsi: “L’ultimo esame l’avrei dovuto sostenere il giorno della mia prima convocazione in Nazionale. Dovevo dare l’esame e poi di corsa correre a Novarello: beh, il professore si presentò con un’ora e mezzo di ritardo e fui costretta a consegnare in bianco il compito”. Ma una laurea del genere a Denise non basta. “Sto facendo il corso di laurea Sport e Football Management, perché in futuro vorrei aprire una società sportiva in Veneto che dia l’opportunità alle giovani calciatrici di poter crescere, è questo il mio progetto a lungo termine”. Ma a proposito di intrecci, mercoledì 26, il giorno di Italia-Brasile, Denise avrebbe un esame: “Ho chiesto di poterlo spostare, non credo di riuscire quel giorno” sorride e poi aggiunge “Non avrei mai pensato di giocare un Mondiale, di poter arrivare a questo livello. Il mio approccio tardivo a questo sport avrebbe potuto penalizzarmi o rallentarmi, ma ho avuto la fortuna di trovare le persone giuste al momento giusto. Senza di loro non sarei riuscita ad arrivare dove sono ora”.

 

SFS25 di Torino: Il futuro del Calcio femminile in Italia viene discusso all’Allianz Stadium

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Una giornata piena di Calcio, quella andata in scena nel primo giorno del SFS 25 (Social Fooutball Summit), e non solo al maschile ma anche al femminile in un dibattito ricco di spunti e confronti per il futuro del Calcio Femminile italiano.

Silvia Campanella, relatice per un giorno, ha formulato le domande agli ospiti presenti in sala: Domenico Aurelio (Parma Women), Marta Carissimi (Genoa CFC), Nicola Verdun (Como Women), Patrizia Panico (UEFA Pro) e Betty Bavagnoli (AS Roma) si è sviluppato un confronto sull’impatto sportivo, politico e sociale del calcio femminile in Italia, contestualizzato al momento storico.

Le protagoniste hanno ripercorso i passi concreti che hanno portato all’attuale sviluppo del movimento. Betty Bavagnoli, forte della sua esperienza da ex calciatrice e allenatrice, ha sottolineato l’importanza del confronto internazionale. “L’esperienza da ex calciatrice e allenatrice mi ha aiutato molto, permettendomi di viaggiare, confrontarmi e vedere realtà diverse. Nella nuova veste, ho cercato di spiegare quale potesse essere la mia visione sul calcio femminile: un’idea comune, punto di riferimento come erano state società che ci hanno preceduto e credo che stiamo facendo un buon lavoro in Italia.”

Marta Carissimi, attiva dal 2002 al 2020, ha evidenziato il drastico cambiamento nella quotidianità delle atlete. Dai tempi in cui tutte le squadre erano dilettanti e le giocatrici dovevano affiancare la passione con altri lavori, si è passati all’arrivo dei club professionistici come Juventus, Roma e Fiorentina, che hanno garantito infrastrutture e condizioni di allenamento migliori. Patrizia Panico ha confermato lo statement: “Il calcio femminile è evoluto nelle performance di giocatrici, nei settori giovanili e nelle infrastrutture. Si è professionalizzato l’ambiente e anche all’estero c’è stata una evoluzione generale.” Tuttavia, persiste l’allarme che alcune realtà estere, prima considerate indietro, abbiano ormai superato il modello del campionato italiano.

Investire con visione: i modelli virtuosi di Parma e Como

I club stanno dimostrando un impegno finanziario e strategico mirato. Domenico Aurelio (Parma Women) ha illustrato la visione del Presidente Krause: “Non devo fare calcio femminile, ma voglio farlo.” Al Parma, le calciatrici sono considerate professioniste a tutti gli effetti, con l’introduzione di importanti policy di maternità, lo sviluppo di una seconda squadra e l’attenzione al post-carrieraNicola Verdun (Como Women) ha parlato del “valore asset calcio femminile, come all’estero.” “Non ci sono ancora i ricavi che spesso vengono spostati sul maschile, e quindi il modello di revenue parte da zero. Ma le difficoltà del Como Women sono positive, ci vuole tempo e mentalità adatta.” Verdun ha insistito sulla necessità di un lavoro culturale: “Vogliamo creare attività che coinvolgono famiglie e bambini per avvicinare sempre più gente verso il calcio femminile, consci che forse c’è anche un lavoro culturale da fare sui nostri tifosi.”

Attrattività e narrazione: le sfide ancora aperte

Il professionismo è stato richiesto dalle donne non solo per la parità salariale, ma per ottenere tutele e diritti fondamentali. Per sviluppare ulteriormente il fenomeno, è essenziale dare risalto a tutte le componenti del sistema e migliorarne l’attrattività. Marta Carissimi ha notato che la percezione del campionato italiano all’estero necessita di un upgrade di credibilità. “Oggi le nostre due migliori giocatrici sono in MLS e Inghilterra, e negli anni dall’estero la percezione che si aveva dell’Italia era che non fosse un top campionato”. Di chi stiamo parlando? Sofia Cantore (Washington Spirit NWSL) Lisa Boattin (Houston Dash NWSL) Elena Linari (London City Lioness WSL)Arianna Caruso (Bayern Bundeliga), tutte seguite da Assist Women, la struttura dedicata unicamente a fornire servizi per il calcio femminile.

E, inoltre, l’investimento in risorse umane è cruciale. Domenico Aurelio ha concluso con l’importanza di adottare un approccio internazionale: “Dare un contributo al calcio femminile significa studiare persone che fanno cose meglio di noi e contestualizzarle nel nostro mondo. Un contributo importante per il movimento italiano sia studiare, viaggiare e prendere spunti in diverse aree”. Infine, tutti i partecipanti hanno concordato sull’urgenza di cambiare la narrazione culturale e mediatica sul movimento femminile calcistico italiano.

Fonte SFS25

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