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Angela Donnarumma, Academy Abatese: “Primo bilancio positivo. Presente e futuro? Dobbiamo continuare a lottare”

Photo Credit: Francesco Farina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Prosegue senza sosta il lavoro in serie C della Academy Abatese. La rosa coadiuvata da mister Antonio De Sarno continua a portare entusiasmo ed ambizione intorno al gioco del pallone, con la solita fede di chi conosce ampiamente l’importanza della maglia indossata.

Emozioni su emozioni e tanta voglia di mettersi in gioco da realtà di un campionato che funge talvolta da palestra e costante miglioramento; sono aspetti spiegati ai nostri microfoni da Angela Donnarumma, protagonista della chiacchierata odierna. Ecco quanto raccontato dalla classe 2004 della squadra campana.

Benvenuta Angela! Nuovo contributo per la rosa Abatese dopo il doppio viaggio in maglia Salernitana. Quali sono gli ideali che ti hanno convinto a legarti a tale progetto? Ambizioni individuali?

«Mi trovo qui dopo due anni di crescita alla Salernitana. Si tratta di una sfida personale; inoltre, ho trovato un gruppo molto giovane che ha voglia e grinta di giocarsela con tutte. Personalmente darò tutta me stessa per fare del mio meglio in questa avventura».

Seppur da neo subentrata in categoria, la squadra sta ritagliandosi uno spazio importante con finali che incontrano l’intenzione di far bene e permanere su un gioco solido e compatto. Che bilancio faresti, a proposito di questa prima fase?

«Il bilancio di questa prima fase è positivo. Siamo una squadra nuova per la categoria, e il nostro obiettivo sin dall’inizio è la salvezza. Stiamo lavorando ogni giorno con grande disponibilità per questo, cercando fin da subito un’identità precisa.

I risultati? Sicuramente ad oggi ci potrebbero far pensare di poter ambire oltre, ma il campionato è ancora lungo; vedremo più avanti come andrà».

Quella contro il CUS, andata in scena domenica, è stata una gara dal sapore dolce: netto il risultato di 2-0 che ti ha vista contribuire direttamente con una impronta a tuo nome. Che nota è stata per te e per tutto il gruppo, anche in ottica consolidamento della graduatoria?

«La vittoria contro il Cosenza rappresenta un passo importante per il nostro percorso. Questa formazione è una nostra diretta avversaria e sono queste, per noi, le partite più importanti; vincere, quindi, era fondamentale.

La vittoria rispecchia il lavoro fatto in settimana e la concentrazione che abbiamo messo in campo. Contribuire personalmente al risultato è stato gratificante, ma abbiamo davvero giocato da gruppo unito. Ora siamo a 12 punti, a soli 3 dalla capolista; questo ci aiuterà senz’altro ad essere sempre più sicure di noi stesse».

Questo fine settimana affronterete il Palermo tra le mura amiche, una squadra che punta al vertice. Come procede il lavoro interno? Quale dovrà essere la risposta per l’ottenimento di una crescente identità generale?

«C’è grande attenzione. Sappiamo che loro sono le favorite per la vittoria del campionato e che hanno tanti anni di esperienza in serie C rispetto a noi, proprio per questo ci dovremo far trovare pronte; sarà una partita importantissima che ci darà la possibilità di misurarci con una squadra di altissimo livello e capire se stiamo andando nella direzione giusta.

Al momento ci troviamo con gli stessi punti statistici, quindi far bene darebbe un bel segnale sia a noi, internamente, che a tutto il campionato. Giocare in casa ci darà una spinta più e vogliamo sfruttare al massimo questa occasione!

Il lavoro, intanto, procede in modo ottimale; la risposta che dovremo dare sarà quella di un gruppo che vuole crescere sul piano identità, mostrare carattere e personalità».

Lancia pure un messaggio alla tua squadra per il presente ed il futuro.

«Continuiamo a lavorare con impegno, senza mai perdere la concentrazione sugli obiettivi che ci siamo poste. Nel presente, ogni partita è una possibilità per dimostrare il nostro valore, per il futuro, invece, dobbiamo continuare a lottare, a migliorarci e a rimanere unite. Il lavoro di squadra è fondamentale, e ogni piccolo passo fatto ora costruisce il nostro successo di domani!».

Si ringrazia Angela Donnarumma e la società tutta per la gentile concessione.

Ternana Women; rinviata di altri due mesi l’udienza nel merito

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

In merito alla determina, relativa al progetto Stadio/Clinica, impugnata dalla Regione mediante ricorso al TAR, la Ternana Women comunica di aver trasmesso, insieme alla Ternana Calcio, una lettera formale alla stessa Regione, nella quale è stato evidenziato che, alla data odierna, le perdite economiche subite ammontano a 2.100.000 euro. Nella medesima comunicazione è stato inoltre precisato che ogni giorno di ulteriore ritardo comporta un danno economico stimato in 70.000 euro. La società resta in attesa di riscontri immediati, confidando in una rapida risoluzione della situazione.

Oggi si è consumato l’ennesimo sgarbo nei confronti della città di Terni, che resta nuovamente bloccata. I cittadini e le imprese dovranno attendere altri due mesi solo per sapere se il Comune di Terni potrà confermare il provvedimento già adottato o se sarà costretto a emetterne uno nuovo. In sostanza, ciò che è accaduto oggi è nulla: un rinvio che non produce alcun avanzamento e che continua a penalizzare la città. Questo ritardo sta arrecando danni economici gravissimi. La Regione, già da ieri sera, ha preso atto delle nostre stime: 70.000 euro di perdita al giorno. Arrivando al 27 gennaio, qualunque sarà l’esito, la Regione avrà causato un danno complessivo di 6 milioni e 300 mila euro, a cui si aggiungeranno altri 70.000 euro per ogni ulteriore giorno di ritardo. Terni non può più permettersi di aspettare. La città merita rispetto, certezze e decisioni tempestive.

Giada Greggi pre-Champions: “Daremo il nostro cento percento per i tre punti. Non vediamo l’ora di giocare!”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Rialzare la testa dopo due sconfitte consecutive, soprattutto se pesanti, può essere un’impresa complicata e una botta all’autostima, ma la Roma è stata capace di azzerare i pensieri e, contro la Lazio, rivedere i tre punti – andando a consolidare il primo posto in classifica in Serie A.
Alla vigilia del match contro il Leuven, Giada Greggi ha rilasciato alcune dichiarazioni direttamente dal Belgio per introdurre la quarta partita del girone.

La numero 20 capitolina è partita dal derby, la partita più sentita del periodo, che è stato importante per la fiducia, l’umore a la motivazione: «Vincere il derby ci darà quella motivazione in più, sappiamo quanto vale un derby a Roma, e siamo anche rimaste prime in classifica. Questa carica si deve trasformare in concentrazione contro il Leuven», la vittoria che ha permesso alle Lupe di mettere le radici in testa alla classifica di Serie A avrà anche ricadute dal punto di vista psicologico.

La giocatrice ha inoltre affermato che a penalizzare il cammino nell’Europa che conta della squadra giallorossa sono state un po’ «l’inesperienza e l’abitudine di giocare queste partite. Sapevamo che andavamo ad affrontare un girone difficile, all’inizio ci sono capitate il Real Madrid e il Barcellona, però devo dire che contro il Vålerenga c’è stato un atteggiamento positivo, un atteggiamento aggressivo e dobbiamo ripartire da là. Ovviamente ci sono state tante occasioni create e dobbiamo cercare di sfruttarle al meglio, però devo dire che il nostro percorso inizierà da domani contro il Leuven.»

La partita del “Tre Fontane” contro le norvegesi ha scottato la squadra, che si è ritrovata con zero punti e, al netto delle statistiche, una prestazione che è stata alla pari delle avversarie, brave a concretizzare l’occasione più cristallina. Da quel match è sorto il desiderio di rivalsa, oltre a «tanto rammarico, perché sono state create tante occasioni e ci poteva essere un finale migliore per noi. Non vediamo l’ora di giocare questa partita e di rifarci, siamo cariche e non vediamo l’ora di andare in campo. L’obiettivo è quello di prendere punti, e daremo il nostro cento percento.» Giocare per ritornare in pista, e farlo in trasferta, darà la giusta carica alla squadra.

La carica ci sarà, ma la reazione c’è già stata, ed è così che la centrocampista della Roma ha chiuso la conferenza, un’analisi a mente fredda e lucida delle due sconfitte, da cui è nata l’ottima prestazione contro la Lazio, e da cui è nata la voglia di schiodarsi dagli 0 punti in classifica in Champions: «Contro la Fiorentina abbiamo perso di tanto e contro il Vålerenga si poteva fare di meglio, però devo dire che sono stati raggiunti dei grandi traguardi che nessuno si aspettava, come la finale di Women’s Cup, la qualificazione in Champions, e ovviamente adesso pensiamo a questa partita. Per ora la cosa più importante è prendere punti.»

Goleada bianconera vs Lione sfiorata – Canzi e Pinto: “Prestazione al limite della perfezione”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Una performance di livello compiuta da una Juventus senza freni: è forse quella andata in scena questo mercoledì in campo casalingo contro il Lione?

Ebbene. La UWCL ha ospitato una gara formidabile contro due compagini che hanno giocato con cuore e grinta fino all’ultimo secondo, offrendo agli spettatori (presenti in loco e non solo) uno spettacolo degno dei migliori artisti di scena. In questo caso non si tratta di teatro, né di cinematografia, ma la chiusura del sipario, per la squadra di casa, è stata complicata: quest’ultima, infatti, dopo aver chiuso una prima fase di assoluto dominio sfociato in un tris, ha proseguito col pensiero di avere davanti una avversaria da sempre ostica ed imprevedibile; l’imprevedibilità citata è, divenuta, poi realtà concreta con la risposta accorcia distanze delle francesi, che ha dichiarato la definitiva parità.

Nonostante il finale, a regnare all’interno dello spogliatoio juventino è un mix di orgoglio e rammarico, spiegato poco dopo il big match dal tecnico Massimiliano Canzi: «Abbiamo fatto una partita e una prestazione al limite della perfezione, contro un avversario straordinario. La sequenza dei gol ci lascia l’amaro in bocca, ma mai sarei stato più soddisfatto di un 3-3 come in questo caso; altre volte sarei stato avvelenato, oggi spiace perché l’inerzia era dalla nostra parte, ma sapevamo quale fosse il valore dell’OL Lyonnes.

Abbiamo affrontato una squadra che arrivava da 17 vittorie in fila e questo pareggio ci aiuta anche con la differenza reti, visto che quando giochi contro giocatrici di questo livello il rischio è di subire tanti gol. Alla fine siamo comunque soddisfatti perché ieri sarebbe stato difficile immaginare di conquistare un punto. Sono orgoglioso della prestazione, alcune ragazze avevano le lacrime per la rabbia per come è maturato questo pareggio, ma sono davvero felice e stasera ancora più fiero della rosa che ho a disposizione, di calciatrici che hanno giocato alla pari una sfida di altissimo livello».

Lo stesso profilo è poi andato sullo specifico riguardo gli schieramenti tattici, dichiarando presso lo sala stampa: «Come dimostra anche questa gara, nessuna giocatrice è messa da parte; tutte sono importanti e possono darci una mano. Tatiana Pinto è una giocatrice che abbiamo scelto proprio sapevamo che aveva anche grandi doti caratteriali, vive per la squadra, ha un’esperienza immensa e poteva darci una mano in ogni contesto – anche contro avversarie di assoluto livello».

A chiudere la parentesi commenti proprio la realizzatrice del terzo goal a favore, compagna di tabellino della giornata di Beccari e Cambiaghi: «Non pensa che la squadra ha giocato male nel secondo tempo – ha riferito Pinto -; sapevamo che l’OL Lyonnes avrebbe fatto di tutto, sono una delle squadre migliori al mondo e stavano perdendo 3-0. Sapevamo che avremmo sofferto, ma resto convinta che avremmo meritato di conquistare i tre punti. Sono triste per la conclusione della gara, ma sono orgogliosa del lavoro fatto in campo. Con il mister abbiamo lavorato per essere compatte in difesa, di chiudere insieme ogni spazio e di sfruttare le transizioni, come abbiamo fatto nel primo tempo».

Riepilogo Women’s Champions League: vincono Wolfsburg, Arsenal e Paris FC

Photo Credit: Marco Montrone - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Lione annulla tre gol di svantaggio contro la Juventus, portandosi provvisoriamente in testa alla classifica della UEFA Women’s Champions League e guadagnando la qualificazione matematica. La squadra francese ha 10 punti, uno in più del Wolfsburg che vince 5-2 contro il Manchester United, mentre l’Arsenal campione in carica batte il Real Madrid per 2-1, il St Pölten recupera fino a un 2-2 contro il Vålerenga e il Paris FC vince 2-0 contro il Benfica. Giovedì sono in programma altre quattro partite.

Juventus – OL Lyonnes 3-3

Un rigore trasformato da Wendie Renard al 90′ completa la rimonta dell’OL da uno svantaggio per 3-0 all’intervallo. Il pallonetto di Chiara Beccari al 12′ minuto sugli sviluppi di un contropiede porta in vantaggio la Juventus, che colpisce anche un legno di testa con Lindsey Heaps ma segna altri due gol in ripartenza con Michela Cambiaghi e Tatiana Pinto. Al 60′, Tabitha Chawinga ridà speranza alle ospiti con un tiro preciso. Quindi, Korbin Shrader colpisce la traversa, ma la sua sostituta Marie-Antoinette Katoto insacca di testa su cross di Selma Bacha. Sul rigore concesso al 90′ per fallo di mano, Renard supera senza scrupoli l’ex compagna di squadra Pauline Peyraud-Magnin.

Player of the Match: Wendie Renard (OL Lyonnes)

Statistica: la Juventus è appena la seconda squadra a segnare tre gol in casa contro l’OL nella competizione: il Dusiburg l’aveva battuto 3-1 nella semifinale di ritorno del 2008/09.

Wolfsburg – Man United 5-2

Ella Peddemors e Lineth Beerensteyn segnano due gol a testa e portano il Wolfsburg a nove punti, sorpassando le ospiti per differenza reti. Fridolina Rolfö, ex di turno, porta in vantaggio lo United di testa, ma poi Peddemors segna due gol spettacolari. Beerensteyn firma un altro gol pregevole a fine primo tempo, ma Melvine Malard accorcia pochi istanti dopo con un pallonetto acrobatico. Beerensteyn segna il suo secondo gol della partita dopo un’inarrestabile volata a rete al 65′, mentre la subentrata Vivien Endemann fissa il punteggio nel finale dopo aver intercettato un retropassaggio.

Player of the MatchLineth Beerensteyn (Wolfsburg)

Arsenal – Real Madrid 2-1

Due gol di testa di Alessia Russo ribaltano la situazione in una gelida serata a Borehamwood, regalando alle campionesse in carica la seconda vittoria nella fase campionato. La squadra di Renée Slegers parte bene, ma il Real Madrid gestisce e segna un gol strepitoso al 41′ con un tiro al volo di Caroline Weir dopo una ribattuta di testa. Tuttavia, il passaggio di Chloe Kelly dalla sinistra permette a Russo di battere Misa Rodríguez di testa a inizio ripresa. Al 67′, l’attaccante si libera della sua marcatrice e incorna in rete su calcio d’angolo di Beth Mead, ponendo fine all’imbattibilità del Real Madrid. Ora le merengues hanno sette punti, uno in più delle Gunners.

Player of the MatchAlessia Russo (Arsenal)

Vålerenga – St Pölten 2-2

Il rigore di Jennifer Klein regala al St. Pölten il primo punto nella fase campionato dopo uno svantaggio di due gol. Karina Sævik insacca al volo su cross di Ylinn Tennebø all’11’, mentre Olaug Tvedten raddoppia 8′ dopo per il Vålerenga con un potente tiro dalla distanza. Kess Elmore segna il primo gol del St. Pölten nella fase campionato poco prima dell’intervallo, mentre Klein pareggia su rigore al 58′. Il Vålerenga, ora a quattro punti, riesce quasi ad avere la meglio nel finale, ma Arna Eiríksdóttir calcia alto dalla corta distanza.

Player of the MatchOlaug Tvedten (Vålerenga)

Paris FC – Benfica 2-0
Con un gol per tempo, il Paris si assicura la prima vittoria nella fase campionato, portandosi a cinque punti. Il Benfica sfiora il vantaggio al 18′ con Cristina Martin-Prieto, che costringe Mylène Chavas all’intervento, ma alla mezz’ora si ritrova in 10 per l’espulsione di Caroline Møller per doppia ammonizione. Il Paris aumenta il forcing e trova il gol poco prima dell’intervallo grazie a un tiro deviato di Maeline Mendy. Il Benfica colpisce un legno a inizio ripresa con Beatriz Cameirão, ma il colpo di testa da sotto porta della subentrata Maelle Garbino mette fine alle speranze delle ospiti e le lascia con un solo punto.

Player of the MatchAnaele Le Moguedec (Paris FC)

Pro Palazzolo: è 1-1 sul campo del Venezia 1985

Photo Credit: Andrea Orio - FC Pro Palazzolo

La Pro Palazzolo pareggia 1-1 in casa del Venezia 1985 nella quinta giornata del girone B di Serie C: una gara giocata su un campo influenzato dalla pioggia di ieri, al quale la squadra di Brusa non è bastato il nono gol in stagione di Lisa Citaristi. In classifica le biancazzurre, che hanno ottenuto così il secondo pari in campionato, restano settime a quattro punti dalla vetta occupata da Südtirol, Orobica e Villorba Treviso.

Parte l’incontro e al 5’ Serna subisce fallo in area: Morsanutto decreta il rigore e Citaristi, dal dischetto, non sbaglia, ma al 14’ il Venezia pareggia con Baldan. Due minuti dopo Citaristi colpisce il palo.

Al 33’ della ripresa doppia occasione Palazzolo: ci prova Parsani, Costantino manda la palla sulla traversa e sulla ribattuta Canobbio, da due passi, non trova il colpo vincente. Nel finale Citaristi potrebbe fare doppietta, Costantino dice di no.

La Pro, dopo due turni consecutivi fuori casa, tornerà domenica a giocare sul proprio campo ospitando il Garlasco che ha due punti di vantaggio sulle palazzolesi.

A fine gara, il Direttore Sportivo Andrea Orio ha commentato sui canali ufficiali del club palazzolesi: “Prestazione difficile ma le ragazze sono da elogiare perché hanno battagliato per 97 minuti in un campo più che al limite della praticabilità. Buon punto e buon risultato“.

VENEZIA 1985: Costantino, Ruggiero, Flavia Romano (46’ st Furlan), Grecu, Paladini, Morettin (1’ st Sabia), Tosatto (4’ st Dalla Santa), Baldan, Gastaldin, Boschiero, Trevisol. A disp. Tonello, Donaggio, Rotondi, Visani, Vanzo. All. Murru.
PRO PALAZZOLO: Trentadue, Pasquali (33’ st Parsani), Foti, Canobbio, Frecchiami (14’ st Angoli), Biffi, Troiano (30’ st Roselli), Cattuzzo (1’ st Tengattini), Citaristi, Noris (11’ st Paris), Serna. A disp. Gilardi, Mezzoli, Anna Belotti. All. Brusa.
Arbitro: Morsanutto di Portogruaro.
Reti: 5’ pt Citaristi (rigore), 14’ pt Baldan.
Ammonite: Grecu, Paladini, Parsani.

Il Brann si conferma campione di Norvegia, il Kolbotn retrocede in prima divisione

Lo scorso fine settimana si è svolta l’ultima giornata di Toppserien, massima serie del campionato di calcio femminile norvegese. A vincere il titolo è stato il Brann con 74 punti in classifica guadagnati, a cui seguono Valerenga e Rosenborg rispettivamente a 67 e 58 punti. Nel campionato norvegese, a differenza di quello italiano, ad accedere alla prossima Women’s Champions League saranno solo Brann e Valerenga, entrambe vecchie conoscenze per la Serie A (nello specifico, il Brann ha eliminato l’Inter quest’anno mentre il Valerenga l’anno scorso faceva parte del girone della Juventus, e quest’anno è stato avversario della Roma).
Passando alle note dolenti il Kolbotn, con soli 17 punti, è retrocesso e giocherà in seconda divisione il prossimo anno mentre il Roa (penultimo con 19 punti), per riuscire a salvarsi, dovrà disputare i play-off contro l’Åsane (che milita in 1. divisjon, secondo livello del campionato norvegese, e che in caso di vittoria prenderebbe il posto del Roa in Toppserien).

L’ultima partita della giornata ha visto scontrarsi Lyn e Stabæk, partita che è terminata con la vittoria dello Stabæk per 3-0. Ad aprire le marcature Flø che ha insaccato in rete di testa su assist in calcio d’angolo di Thea Loennecken (54′). Il difensore centrale ha così potuto festeggiare il suo secondo gol in due partite. Un minuto dopo è arrivato anche il raddoppio: Guro Hammer Røn non ha sbagliato contro Odden Sundsfjord, portando lo Stabæk sul 2-0. Poi è stata la volta di Berg-Solemdal di mettersi in mostra: la numero 7 è stata brava a smarcarsi dalle avversarie; il suo cross ha trovato Hammer Røn, che ha portato il risultato sul 3-0 (66′). Il suo è stato anche l’ultimo gol della partita.
La vittoria permette allo Stabæk di chiudere la stagione al 5° posto, mentre il Lyn deve accontentarsi del 7° posto nella Toppserien di quest’anno.

Il Kolbotn è entrato nell’ultimo turno di campionato con le fiamme negli occhi sapendo bene di avere ancora la possibilità di compiere un’impresa incredibile per salvarsi dalla retrocessione. Con questo stato d’animo ha costretto sin dai primi minuti della partita le avversarie del Rosenborg a ripiegarsi in posizione di difesa che comunque si sono mosse bene per inibire ogni tentativo di vantaggio. Ad aprire le marcature è stato proprio il Rosenborg in contropiede (25′) Ine Berre ha liberato Matilde Rogde, che ha tirato la palla in porta, portando la sua squadra in vantaggio. Le cose sono peggiorate per il Kolbotn quando Cille Nilsen, poco dopo la mezz’ora, ha raddoppiato (34′).
Nella seconda frazione (74′) Hanna Dahl ha servito Ulvund sul secondo palo che è stata brava a segnare il 3-0 con un tiro al volo. Dieci minuti prima della fine, il Kolbotn ha visto accendersi una piccola speranza, quando Camilla Linberg ha intercettato un pallone appena fuori dall’area del Rosenborg e ha tirato dalla distanza (78′). La piccola speranza che si era accesa è stata efficacemente spenta da Ulvund che meno di due minuti dopo il gol di Linberg ha messo a segno la sua seconda rete in partita.
Gli ultimi minuti della partita sono stati frenetici:il Rosenborg ha perso palla, mentre si avvicinava alla porta, Kanna Matsuhisa è stata atterrata da Agnes Nyberg, che aveva già ricevuto un cartellino giallo, e il Rosenborg ha quindi dovuto terminare la partita con 10 giocatori dopodiché Lea Ellingsen ha accorciato le distanze per il Kolbotn 89′).
Il 4-2 non è bastato al Kolbotn, che dovrà giocare in 1ª divisione la prossima stagione.

All’Intility, l’ansia e l’attesa del Røa prima dell’incontro con il Vålerenga erano palpabili perché tutti i presenti erano ben consapevoli dell’alta posta in palio. Un punto in questa partita, infatti, avrebbe garantito al Røa almeno la qualificazione alla Toppserien in questa stagione e una vittoria avrebbe addirittura potuto garantire, già da questo fine settimana, il rinnovo del contratto in quella che è stata l’ultima partita di campionato di Geir Nordby per il club dopo 29 anni alla guida del Røa.  Il Valerenga si è presentato in campo con un bel po’ di turnover, ben conscio degli importanti appuntamenti che lo attendono in questa settimana: la Champions League e la finale di Coppa.
All’inizio della partita è stato il Vålerenga a dominare il gioco, senza però riuscire a sfruttare le occasioni create; poi anche il Røa ha fatto il suo gioco cercando di imporsi, ma senza successo. Poco prima dell’intervallo (43′) l’occasione decisiva per passare in vantaggio e sbloccare il tabellino l’ha avuta il Valerenga con Elise Thorsnes: il cross di Mawa Sesay ha trovato la testa della miglior marcatrice di tutti i tempi del calcio norvegese che ha comodamente insaccato in rete. Dopo l’intervallo il Røa ha continuato a spingere per trovare il pareggio e cambiare le proprie sorti ma le calciatrici avversarie sono state brave a gestire il vantaggio sino al triplice fischio che ha decretato l’1-0 come risultato finale.
Il Røa dovrà, quindi, giocare i play-off per assicurarsi un posto nella Toppserien della prossima stagione.

Sia l’Hønefoss che l’LSK Kvinner avevano ancora qualcosa da raggiungere nell’ultima partita della stagione (né lo scudetto né la retrocessione erano in discussione per le due squadre). Il LSK Kvinner ha iniziato meglio e Mari Nyhagen ha avuto la prima grande occasione della gara ma a sbloccare il tabellino è stata Ivi Christensen approfittando del corner battuto da Aada Mäkelä sul primo palo (25′). Poco prima dell’intervallo poi la squadra ospite ha ottenuto un rigore quando Nyhagen è stata stesa in area. Ivi Christensen dal dischetto non ha sbagliato e ha segnato il suo secondo gol della serata (45′).
Il secondo tempo è iniziato con Mäkelä che ha dato prova della sua raffinata tecnica superando tre avversarie in area e mandando la palla nell’angolo più lontano per il 3-0 (48′). L’Hønefoss ha reagito su calcio piazzato. Synne Hamborg ha servito un assist perfetto a Synne Masdal (74′) che ha segnato il gol della bandiera dell’Hønefoss sul primo palo. È stata anche l’ultima grande occasione della partita, e l’LSK Kvinner ha concluso la stagione con un grande successo, assicurandosi il 4° posto nella Toppserien, mentre l’Hønefoss ha conquistato il 6° posto nella sua prima stagione nella divisione.

Per il Bodø/Glimt, è sempre un compito arduo conquistare punti contro il Brann, specie se la squadra è costretta a disputare la gara con una giocatrice in meno. Questo è esattamente ciò che è successo nella giornata finale di Toppserien 2025-2026: il Glimt si è difeso come ha potuto sin dal minuto 8 del primo tempo, quando Amie Sannes ha usato la mano per fermare un tiro sulla linea ed è stata severamente sanzionata da direttore di gara con un cartellino rosso.
Il Brann, di converso, ha ottenuto un rigore e Lauren Davidson ha trasformato in gol. Dopo l’espulsione la partita è stata completamente in discesa per le padrone di casa. Nora Lie Eghdami ha raddoppiato il vantaggio (11′), quattro minuti dopo Brenna Lovera si è aggiunta alla lista dei marcatori, servita da Cecilie Redisch Kvamme.
Il 4-0 è arrivato al 37′. Per la seconda volta Kvamme ha servito l’assist e Eghdami ha segnato il suo secondo gol della giornata.
Nel secondo tempo Monica Isaksen ha portato il risultato sul 5-0 con una bella conclusione (57′). Con la partita ormai agli sgoccioli, sono arrivati altri tre gol in rapida successione. Haugland ha segnato il 6-0 con un tocco di punta, Isaksen ha portato il risultato sul 7-0 con un altro bel tiro e la goleada si è conclusa come era iniziata: con un rigore trasformato nell’angolo da Lauren Davidson. Il computo finale delle azioni concretizzate è stato quindi di 90 gol nella Toppserien in questa stagione.

Contestualmente a quanto detto sopra, questa è la classifica finale di Toppserien della stagione 2025-2026

  1. Brann Kvinner 74
  2. Valerenga 67
  3. Rosemborg 58
  4. LSK Kvinner 40
  5. Stabaek 40
  6. Honefoss BK 26
  7. Lyn 25
  8. Bodo/Glimt 20
  9. Roa 19
  10. Kolbotn 17

 

Chelsea Women: 150 gol europei e una storia di talento e ambizione

Il Chelsea Femminile ha recentemente raggiunto un traguardo simbolico: 150 gol nelle competizioni europee. Più che una semplice cifra, questo numero racconta la trasformazione di una squadra che, negli ultimi anni, ha saputo combinare talento, pianificazione e ambizione, imponendosi come una delle forze più solide del calcio femminile continentale.

Alla base di questo successo c’è una strategia di lungo periodo. Il club ha puntato su un mix di giocatrici esperte e giovani di grande prospettiva, costruendo una rosa in grado di affrontare le sfide europee con continuità. La mentalità vincente non nasce solo sul campo: dietro ci sono allenamenti strutturati, preparazione tattica meticolosa e un management capace di investire in modo mirato su giocatrici capaci di fare la differenza.

Il gol che ha segnato il traguardo delle 150 reti è arrivato nella vittoria per 6-0 contro lo St. Pölten, quando Sam Kerr ha trovato la rete che ha consacrato il momento. Non si è trattato di un gesto isolato: Kerr incarna la filosofia Chelsea, fatta di intelligenza tattica, capacità di leggere la partita e trasformare ogni occasione in un vantaggio concreto. La sua rete è diventata il simbolo di un percorso collettivo, in cui ogni gol racconta l’impegno di un’intera squadra.

Ma la forza del Chelsea non risiede solo nelle sue stelle. Molti dei 150 gol europei sono stati segnati da giocatrici meno note, che contribuiscono quotidianamente con sacrificio e intelligenza tattica. Questo equilibrio tra talento individuale e coesione di squadra è ciò che permette alle Blues di competere stabilmente ad alti livelli: ogni rete nasce da movimenti studiati, pressing organizzato e scelte condivise sul campo.

Il traguardo delle 150 reti non è un punto di arrivo, ma un invito a guardare avanti. Rappresenta la solidità di un progetto e la capacità di affrontare le migliori squadre europee con ambizione e determinazione. Ogni gol è un tassello di una storia in costruzione, e ogni partita una nuova occasione per confermare che il Chelsea Women non è solo protagonista del presente, ma squadra pronta a lasciare un segno duraturo nel calcio europeo femminile.

NWSL, la finale è (quasi) inaspettata: a sfidare lo Spirit di Cantore sarà il Gotham

Negli Stati Uniti si sono quasi conclusi i playoff che determineranno la vincitrice della Championship. Le sorprese ci sono già state, soprattutto se si prende in esame l’eliminazione del Kansas City Current, fresco di una stagione irrefrenabile, per mano del Gotham, riuscito invece a raggiungere la seconda fase del campionato al termine di un’annata zoppicante. Mai prendere sottogamba un avversario, perché se parte da sfavorito non avrà niente da perdere, e così è successo al Gotham. Il Washington Spirit, l’altro contendente, dovrà invece far capire di “essere diventato grande” mettendo le mani sul trofeo che lo scorso anno è sfumato sul più bello.

(Quasi) tutto facile per il Washington Spirit: la squadra di Cantore ha staccato il pass per la finale

A occhio e croce, il Washington Spirit – giunto secondo al termine della regular season – aveva dalla propria parte un tabellone più semplice, rispetto a quello del Gotham: prima il Racing Louisville, che ha dato filo da torcere fino ai rigori (dove l’inesperienza si è un po’ vista, per quel che riguarda le eliminate), e poi il Portland Thorns, che in un “Audi Field” tutto esaurito e da pelle d’oca si è arreso alle reti di Gift Monday e Croix Bethune, le due armi in più dello Spirit, soprattutto la prima, artefice di una stagione da incorniciare sotto tutti i punti di vista, mentre la seconda è ritornata in pista dopo un brutto infortunio che ha condizionato pesantemente la scorsa stagione. Sofia Cantore e compagne tenteranno di mettere in difficoltà l’underdog del Gotham che, forse, tanto underdog non è.

Don’t call them the underdog! Il Gotham dà una svolta alla stagione ed è il secondo finalista

Da underdog finalist il percorso è stato alquanto breve: il Gotham, qualificatosi per il rotto della cuffia e tirando un mastodontico sospiro di sollievo, ha invece ritrovato la lucidità, la compattezza e la sua vera identità nel momento di maggiore difficoltà contro la seconda delle favorite per la vittoria finale. Tabellone alla mano, la strada verso la finale era irta d’insidie: prima il Current – eliminato al termine di una prestazione corale sontuosa delle newyorchesi, che hanno meritato il pass per la semifinale – , poi l’Orlando Pride alla ricerca di se stesso, eliminato da Jaedyn Shaw, sempre lei, la certezza in cui le newyorchesi si sono ritrovate in ogni singolo match dal suo arrivo in corso d’opera. La consacrazione della giovane calciatrice pare essere completa, e avrà la finale di Championship per mettere un altro sigillo importante prima della fine della stagione.

Ultimo atto per la conquista della Championship in programma il prossimo 23 novembre dalle 2 in avanti (ora italiana), a prova di nottambule e nottambuli, e sicuramente sarà uno spettacolo che lascerà poco spazio alla noia e al sonno.

Juve zoccolo duro, aspro il finale fronte Lione: 3-3 a Biella

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

“Coraggio e fame”. Li aveva menzionati Cristiana Girelli alla vigilia di una gara che si prospettava a dir poco intensa e piena di significato; la Juventus è, infatti, complice di una parità pesante contro l’ostico Lione, avversario odierno del quarto turno di UWCL.

Uno scontro al cardiopalma che per le bianconere non ha ammesso rivali fino al 90’, quando le avversarie hanno accorciato sul 3-3.

Parte con fame agonistica la squadra di casa, intenzionata a sbloccare subito un match a dir poco ostico: a provarci nei primi step Pinto, che tenta la incornata su cross di Beccari. Poco meno di 10 minuti ed è tempo di svolta: la numero 9 bianconera aggancia un pallone fumante proposto da Godø ed insacca di pallonetto! 1-0 Juve.

L’ospite di giornata non si risparmia in attacco: prima una traversa colpita da Heaps (grande rischio, qui, per la formazione di casa), poi Hegerberg, bloccata d’istinto da Peyraud-Magnin. Ripartenza su ripartenza, la costruzione del 27’ di gioco ha dell’incredibile: ancora una volta vincente l’asse Beccari-Pinto che regalano un cioccolatino solo da scartare a Cambiaghi, protagonista del raddoppio.

Il Lione prova a rispondere con Diani, forte di un pericoloso cross “fantasma”; il pallone, infatti, non trova alcun tacchetto a disposizione per poter pensare di concretizzare. A farlo ci pensa, invece, una Pinto estremamente propositiva in questa prima fase: sarà lei ad arricchire il tabellino juventino delle marcatrici ad anticipare il 40’.

La rosa di Canzi può, quindi, godersi un intervallo con un sorriso a trentadue denti.

In ripresa le francesi la riaprono solo al 60’, quando è Chawinga a spiazzare l’estremo difensore bianconero; a seguire il secondo goal di avvicinamento firmato Katoto e quello che sancisce la parità definitiva mediante rigore al 90’.

Aspro finale, ma sotto i riflettori uno zoccolo duro pronto a riprendersi tutto ciò che ha lasciato per strada. Domenica il prosieguo di campionato di fronte alla Fiorentina.

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