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Coverciano, tra i nuovi allenatori UEFA A anche Laura Brambilla, Concetta Credentino, Giulia D’ Elia e Sebastiana Sedda

Sono stati ufficializzati dal Settore Tecnico della FIGC i nuovi allenatori UEFA A che nei giorni scorsi hanno superato a Coverciano gli esami finali del corso. Si tratta del secondo massimo livello formativo per un tecnico (oltre c’è solo il cosiddetto ‘Master’, il corso UEFA Pro) la cui qualifica abilita a guidare tutte le squadre maschili fino alla Serie C e tutte le squadre giovanili, incluse le Primavera, e le femminili, comprese quelle partecipanti al campionato di Serie A. Con la licenza UEFA A è possibile inoltre essere tesserati come allenatori in seconda nei massimi campionati maschili, ovvero sia in Serie B che in Serie A. Alla luce degli esami sostenuti, i migliori del corso sono risultati essere l’attuale match analyst del Como Women, Laura Brambilla, e l’assistente del Ct Gattuso in Nazionale, nonché quarto giocatore di sempre per presenze in azzurro (121) – e campione d’Europa nel 2021 – Leonardo Bonucci.

Da segnalare inoltre le prove finali fatte registrare da Roberto Merella – già collaboratore di Mourinho al Fenerbahce – Massimo Crivellaro, attuale collaboratore di Montella nella nazionale turca, e Daniele Dessena, ex calciatore – tra le altre – di Cagliari, Brescia e Sampdoria e attuale allenatore in seconda della Pro Patria. Tra i neotecnici UEFA A non mancano ulteriori nomi conosciuti del calcio italiano, come Gabriel Paletta, oggi collaboratore di Cuesta al Parma e che può vantare anche tre presenze in azzurro da calciatore, e Miguel Veloso, ex centrocampista di Genoa e Verona e attuale collaboratore di Ivan Juric all’Atalanta. E poi ancora, vecchie conoscenze del nostro massimo campionato come Davide Brivio, Marino Defendi, Pablo Gonzalez e Davide Marchini.

Di seguito, l’elenco completo degli abilitati:

Giovanni Abate, Omar Albertini , Michele Anaclerio, Leonardo Bonucci, Laura Brambilla, Davide Ernestin Brivio, Marco Capparella, Claudio Ciferri, Marco Coppa, Concetta Credentino, Massimo Crivellaro, Giulia D’ Elia, Marino Giovanni Defendi, Daniele Dessena, Roberto Di Maio, Andrea Esposito, Mavillo Gheller, Alessandro Ghillino, Filippo Giordano, Pablo Andres Gonzalez, Simone Gori, Riccardo Leardi, Corrado Maida, Fabio Malaguti, Davide Marchini, Roberto Merella, Alessandro Miramari, Luigi Molino, Gabriel Paletta, Gianni Pellacani, Fabio Picone, Luis Miguel Pinto Veloso, Alessandro Pontarollo, Andrea Quaresmini, Daniele Riganti, Gianluca Maria Rorato, Massimo Sala, Eros Schiavon, Sebastiana Sedda, Francesco Sgambati, Mario Tacchinardi  e Antonio Tramontano.

Coppa del Mondo di Futsal Femminile – “Penso che il Brasile passerà il turno” ha detto Falcao

Photo Credit: Giancarlo Dalla Riva

 Le azzurre hanno pescato il Brasile nel sorteggio per la prima Coppa del Mondo FIFA di Futsal Femminile: di seguito tutti i gironi.

Gruppo A: Filippine, Polonia, Marocco, Argentina Gruppo B: Spagna, Thailandia, Colombia, Canada Gruppo C: Portogallo, Tanzania, Giappone, Nuova Zelanda Gruppo D: Brasile, Iran, Italia, Panama


L’Italia farà parte di un girone impegnativo insieme a Brasile, Iran e Panama nella prima Coppa del Mondo di Futsal Femminile della storia, che vedrà sfidarsi alcune delle squadre più forti al mondo. Spagna, Thailandia, Colombia e Canada comporranno invece un altro girone altrettanto avvincente, mentre le padrone di casa delle Filippine sono riuscite a evitare le big del futsal. Da Portogallo e Giappone, invece, ci si aspetta che passino il turno nel loro gruppo. Il sorteggio, svoltosi al BGC Arts Center di Bonifacio Global City a Taguig, è stato presentato da Mara Aquino e da Kasra Haghighi, responsabile FIFA per Olimpiadi, Futsal e Beach Soccer. A supporto del sorteggio hanno partecipato la leggenda del futsal Falcao, l’allenatrice della Croazia Tihana Nemcic, Hali Long, che ha rappresentato le Filippine nell’ultima Coppa del Mondo FIFA Femminile, e la pallavolista Vanie Gandler.

Il match tra Brasile e Italia è senza dubbio l’incontro più interessante della fase a gironi. Diverse giocatrici azzurre sono nate in Brasile, tra cui Renata Adamatti, considerata una delle migliori giocatrici al mondo, mentre molte stelle della Seleção hanno giocato in squadre italiane. La stella del futsal, l’otto volte campionessa Amandinha, proverà a guidare il Brasile verso il titolo. Nel gruppo di enormi talenti guidato da Wilson Saboia figurano anche Camila, Debora Vanin ed Emilly. “Penso che il Brasile passerà il turno”, ha detto Falcao. “Credo che lo farà senza problemi, anche se è una Coppa del Mondo e ci saranno sorprese. Sono sicuro che sarà uno spettacolo straordinario”.

Spagna, Thailandia e Colombia occupano rispettivamente il secondo, quarto e ottavo posto nel Ranking Mondiale. La ct spagnola Claudia Pons può contare su giocatrici straordinarie come le sorelle Cordoba, Peque e Irene Samper, mentre il ct thailandese Thanatorn Santanaprasit punta su Nattamon Artkla. La ventenne Nicole Mancilla sarà centrale per le ambizioni colombiane, mentre le speranze del Canada vanno tutte sul talento di Esther Brossard. Il primo girone è apertissimo. Luciana Natta, Becha Nunez e l’Argentina partono come favorite, ma sanno che non sarà facile. Dionesa Tolentin e le Filippine inizieranno la loro avventura nella fase a eliminazione diretta contro la spettacolare Agata Bala e la Polonia, mentre il Marocco, trascianto da Jasmine Demraoui, ha fatto enormi passi in avanti.

Portogallo e Giappone sono i grandi favoriti per il passaggio del turno nel Gruppo D. Luis Conceicao può contare su giocatrici di altissimo livello come Ana Catarina Pereira, Fifo e Janice Silva, mentre Takehiro Suga avrà a disposizione Ryo Egawa. Nuova Zelanda e Tanzania cercheranno di ribaltare i pronostici. Il futsal è uno degli sport in più rapida crescita e tra i più spettacolari al mondo. Colpi di tacco, tunnel, dribbling, giocate incredibili, portieri volanti e non solo… La prima Coppa del Mondo FIFA di Futsal Femminile si svolgerà dal 21 novembre al 7 dicembre a Pasig City, nella Metropolitan Manila.

La squadra di rifugiate afgane inizia il suo viaggio con il primo campo di identificazione dei talenti a Sydney

In un mese in cui le migliori giocatrici del mondo in Africa, Europa, Oceania e Sud America si sono sfidate per la gloria continentale, un altro gruppo di calciatrici internazionali ha concluso un evento molto meno seguito, ma non meno potente. Lontana dai riflettori di tutto il mondo, in un complesso sportivo nella periferia occidentale di Sydney, la squadra di rifugiate afgane ha mosso i primi passi in un viaggio significativo definito da preparazione tecnica, orgoglio e un senso di scopo condiviso. A maggio, il Consiglio FIFA ha approvato la creazione di una squadra di rifugiati come parte della strategia d’azione FIFA a tre pilastri per il calcio femminile afghano. Due mesi dopo, l’esperta manager scozzese Pauline Hamill è stata nominata insieme a un team di personale dedicato e ha messo in atto un solido piano. A Sydney, in Australia, dal 23 al 29 luglio, un gruppo di rifugiati afghani impegnati e resilienti ha preso parte al primo dei tre campi di identificazione dei talenti a livello mondiale che Hamill utilizzerà per selezionare la storica squadra.

Come parte del terzo pilastro della più ampia strategia d’azione della FIFA, l’obiettivo è quello di produrre una squadra di 23 giocatrici che prenderà parte alle amichevoli approvate dalla FIFA entro la fine dell’anno, riportando così il calcio femminile afghano sulla scena internazionale. L’obiettivo a lungo termine è quello di mantenere la promessa unica del calcio: fornire a tutti l’accesso alle opportunità, alla comunità e alla speranza, per non parlare del brivido della competizione. “Essere un giocatore di football mi ha dato la possibilità di essere qui. La mia vita è al sicuro. Ho molte opportunità. La mia voce è forte e il calcio aiuta me e le altre ragazze”, ha detto Nilab, una delle giocatrici al campo di luglio. “Il calcio mi ha aiutato molto e ho sentito la libertà in tutto. C’è qualcosa nel calcio. Il calcio ci dà molte possibilità e supporto. L’impegno della FIFA ad aiutare i giocatori afgani include un supporto personalizzato, come la fornitura di attrezzature e la creazione di connessioni con i club locali, facilitando l’accesso alla consulenza, alla formazione sui media e sui social media (compreso il servizio di protezione della FIFA per quest’ultimo), nonché l’identificazione di potenziali percorsi educativi e opportunità nel calcio (compresi l’allenamento e l’arbitraggio). “Un anno dopo l’impegno che abbiamo preso a Parigi, sono stato profondamente commosso nel vedere le prime immagini del campo di identificazione dei talenti per la squadra femminile di rifugiati afghani e nel sentire quanto sia stata potente quell’esperienza”, ha dichiarato il presidente della FIFA Gianni Infantino.

“Sono fiduciosa che abbiamo fatto un passo importante nella giusta direzione, offrendo a queste donne l’opportunità di giocare a livello internazionale, dando priorità alla loro sicurezza e al loro benessere. Questo fa parte della più ampia strategia della FIFA, che include il sostegno alle donne afghane che vivono in esilio, aiutandole a connettersi con i percorsi calcistici esistenti, nonché un impegno continuo con le parti interessate per assistere anche quelle in Afghanistan. Siamo orgogliosi di questo, di aver dato vita a questo progetto pilota, e il nostro obiettivo è quello di espanderlo in futuro anche alle donne di altri Paesi”. Attraverso la squadra femminile afghana rifugiata, la FIFA intende rafforzare il legame tra i rifugiati e la loro terra natale, le loro case adottive, lo sport e gli uni gli altri. Questi campi iniziali riguardano lo scouting e l’identificazione dei giocatori che prenderanno parte alle partite amichevoli. Ma sono anche più che processi tradizionali. Indipendentemente dal fatto che entrino in rosa o meno, i giocatori avranno accesso a una serie di servizi di supporto della FIFA, oltre ai vantaggi e alla gioia di giocare a calcio.

“È fantastico avere i giocatori qui. Ora abbiamo la possibilità di lavorare con loro e cercare di valutare le loro prestazioni, e possono riunirsi di nuovo in un ambiente di cui hanno sempre voluto far parte”, ha detto Hamill, che ha vinto 141 presenze con la Scozia e poi ha allenato le nazionali giovanili nella sua patria e in Arabia Saudita. “Penso che sia un progetto incredibile. Ha dato ai giocatori la possibilità di esibirsi e suonare di nuovo insieme. Penso che creeranno ricordi che altrimenti non avrebbero creato, e creare ricordi con la tua squadra è davvero speciale”.  Hamill è stato uno dei 15 membri dello staff che hanno lavorato con gli atleti afgani durante i sette giorni a Sydney. La squadra di rifugiate afghane darà alle giocatrici l’emozione di rappresentare il loro paese e mantenere il loro attaccamento all’Afghanistan, mettendo radici più profonde e significative nelle loro attuali comunità.

L’allenatore femminile di lunga data Tom Sermanni, la cui carriera manageriale ha incluso periodi alla guida delle squadre senior che rappresentano Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, ha trascorso anni a lavorare nella massima classifica del calcio internazionale. Ma dopo aver visitato il campo di Sydney, ha sottolineato che il potere principale del gioco è la sua capacità di cambiare la vita delle persone oltre il suo apice glamour. “La cosa grandiosa che fa il calcio è connettere le persone”, ha detto Sermanni. “Funziona oltre i confini. Funziona sia che le persone siano ricche, povere o di qualsiasi provenienza provengano. Tutti sono mescolati nel nostro gioco, perché il nostro gioco è un gioco d’oro”. I processi di Sydney sono stati un segno ispiratore di progressi tangibili. Naturalmente, l’attenzione del mondo si concentra spesso sui giochi più importanti e sui nomi più importanti. Ma al suo interno, il calcio riguarda la libertà di riunirsi, giocare e competere. Il talent ID camp in Australia è stato una celebrazione dello spirito grezzo del calcio.

Il Blokecore capovolge tutte le idee del calcio che ci siamo fatti finora

Photo Credit: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

«Quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo», direbbe l’iconica Maryl Streep nel cult Il Diavolo veste Prada a una Anne Hathaway del tutto ignara di quello che l’aspetterà nel corso del film. Moda e calcio possono coesistere, e lo dimostra proprio la Serie A femminile.

Il Como Women nella sua ultima linea ha unito eleganza e classe a un design semplice, ma davvero d’impatto: mantenendo il bianco e il nero, li ha applicati a una serie di kit che mettono l’eleganza davanti a tutto, senza però perdere il focus legato alla vestibilità in campo. Al di là di questo caso piuttosto isolato, in cui si è provato a portare l’eleganza all’interno del calcio, è nata una nuova moda: il blokecore.

Le appassionate e gli appassionati di calcio potrebbero cominciare a fare leva su questa tendenza come una “scusa” per poter uscire indossando una maglia della loro beniamina – o del loro beniamino. Il blokecore è infatti una nuova tendenza che prevede indossare la maglia di una squadra abbinata a un altro capo d’abbigliamento, solitamente casual. In sostanza, se una persona indossa la maglia della Roma, della Juventus o dell’Inter, per citarne alcune, e vi abbina un pantalone, un jeans o una gonna e un paio di scarpe da ginnastica, sta seguendo il blokecore.

Se poi la maglia che si sceglie di indossare è vintage e ha quindi il sapore di un’altra epoca, meglio ancora. Il blokecore è infatti nato strizzando l’occhio alla cultura calcistica degli anni ’80 e ’90 e affonda le sue radici in Inghilterra, dove la passione per il calcio e per il vintage sono parecchio diffusi nei negozi. Altri elementi chiave sono cappelli, borse a tracolla e occhiali: quella maglia non è più un gioiello da sfoggiare soltanto allo stadio, bensì un vero e proprio capo da indossare nel quotidiano.

Non sono mancate le critiche. Le vere amanti e i veri amanti del calcio ritengono la trovata eccessiva, in quanto si allontana dallo spirito di questo sport: indossare una maglia che dovrebbe essere simbolo di un’identità precisa al di fuori del rettangolo verde è infatti considerato come fuori luogo, in quanto una maglia da calcio nasce per il campo e per stare lì, per essere vissuta a ogni gol, a ogni azione, a ogni cartellino giallo.

Questa moda ha provato a imporsi già nel 2023, nel 2024 è poi esplosa, ma è forse in questo momento che sta attraversando il suo periodo di massimo splendore. Se prima scendere in strada con una maglia con sulle spalle riportato il nome di una calciatrice o di un calciatore era una specie di spada di Damocle sulla testa che andava contro l’estetica, adesso le cose sono cambiate: complici le ali dell’entusiasmo dopo l’Europeo, potrebbe diffondersi sempre di più questa moda, che darebbe una nuova dignità a una maglia.

Chissà cosa ne penserebbe Miranda Priestley.

Coppa Italia Women: gli abbinamenti degli ottavi e le possibili sfide dei quarti

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Dopo le sfide del turno preliminare di fine agosto, con Trastevere e Venezia ad eliminare Frosinone e Vincenza, sono andate in scena nel week-end le gare del primo turno di Coppa Italia. Otto le gare in programma, con quattro formazioni di massima serie e dodici della cadetteria, con le prime otto dell’ultima Serie A ad attendere le vincitrici negli ottavi di finale.

Ad aprire il turno la vittoria, per 1-5, del Napoli Women sul Venezia con le partenopee che affronteranno a fine dicembre il Sassuolo. Nelle gare odierne, invece, il Cesena ha superato per 1-2 il Brescia con, la Juventus, detentrice del torneo, come prossima avversaria. Il Genoa ha regolato per 0-4 l’Hellas Verona guadagnandosi, cosi, la sfida con il Milan mentre il Bologna, grazie al 3-4 ai supplementari contro la Freedom, incrocerà la Fiorentina. Dall’altra parte del tabellone, invece, la Lumezzane ha battuto di misura l’Arezzo, 0-1, guadagnandosi il pass per affrontare la Roma con il Parma, 0-4 sul campo del San Marino, che se la vedrà con la Lazio. La Ternana, poi, vince 0-3 con il Trastevere e fronteggerà il Como W. agli ottavi mentre l’altra squadra di lariana, il Como 1907, grazie al 2-3 sulla Res Donna giocherà con l’Inter.

Le sfide  degli ottavi, in gara secca, sono fissate per il 20-21 dicembre mentre i quarti, con match di andata e ritorno, sono previste per la fine di gennaio. Possibilità di sfide tra le vincenti degli intrecci comprendenti Juve e Sassuolo e dalla stessa parte del tabellone di quelli comprendenti Milan e Fiorentina. Dall’altra, invece, le vincenti delle sfide con Roma e Lazio presenti come quelle con Como W. ed Inter. Le semifinali si giocheranno, invece, a marzo, sempre con gare di andata e ritorno, mentre la finale è prevista per sabato 23 o domenica 24 maggio.

Coppa Italia Women – Otto vittorie in trasferta: poker per Parma e Genoa, tris della Ternana W. Bologna ok ai supplementari

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio femminile Italiano

Otto vittorie in trasferta su otto nel primo turno di Coppa Italia Women. Dopo l’esordio vincente di ieri del Napoli Women (5-1 sul campo del Venezia), non hanno fallito l’appuntamento neanche le altre tre squadre di Serie A Women. La Ternana Women è passata 3-0 a Roma sul campo del Trastevere (Pellegrino Cimò, Erzen e Martins le marcatrici), lo stesso hanno fatto Parma e Genoa, che hanno vinto 4-0 rispettivamente contro San Marino Academy (Cox, Pinther, Esteve e Kajan) e il Verona (doppietta di Sondergaard e reti di Cinotti e Bargi).

Il Como 1907 ha sconfitto 3-2 la Res Donna Roma dopo essere stato avanti di tre reti all’intervallo (Pisani, Del Estal e Boquete; di Palombi e Petrova le reti della Res), ma la partita più pazza della domenica è stata quella che ha visto il Bologna sbancare 4-3 il campo della Freedom dopo i tempi supplementari. Le rossoblù, dopo aver trovato il pareggio a 6′ dalla fine con Rognoni, festeggiano grazie al gol al minuto 108 di Fusar Poli.

Rimonta per il Cesena in casa del Brescia (2-1, decisiva Bison al 90′) che vale la sfida alle campionesse in carica della Juventus; ok anche il Lumezzane ad Arezzo, che con il gol di Pinna si è guadagnato l’ottavo di finale contro la Roma. Le prime otto squadre della graduatoria entreranno in scena tra il 20 e il 21 settembre.

COPPA ITALIA WOMEN – PRIMO TURNO
Brescia-Cesena 1-2
3′ st Mariani (B), 30′ Zamboni (C), 45′ Bison (C)

Venezia-Napoli Women 1-5
5’ pt Banusic (N), 18’ Carcassi (N), 29’ Nielsen (N), 22′ st Vanmechelen (N), 26’ Zuanti (V), 28’ Carcassi (N)

Hellas Verona-Genoa 0-4
27′ pt Sondergaard, 3′ st Sondergaard, 5′ Cinotti, 39′ Bargi

Freedom-Bologna 3-4 d.t.s.
16′ pt aut. Giovagnoli (B), 20′ Martiskova (B), 7′ e 39′ st Rognoni (B), 17′ Kaabachi (F), 21′ Scherlizn (F), 3′ sts’ Fusar Poli (B)

Arezzo-Lumezzane 0-1
37′ pt Pinna

San Marino A.- Parma 0-4
33′ pt Cox, 36′ Pinther, 39′ Esteve, 45′ st Kajan

Trastevere-Ternana Women 0-3
9′ pt Pellegrino Cimò, 33′ Erzen, 23′ st Martins

Res Donna Roma-Como 1907 2-3
28′ pt Pisani (C), 32′ Del Estal (C), 42′ Boquete (C), 13′ st Palombi (R), 30′ Petrova (R)

Dopo Alexander Straus, continua la migrazione degli allenatori europei in NWSL

Alexander Straus ha salutato il suo Bayern Monaco, con cui ha alzato al cielo trofei, per dare inizio a una nuova avventura professionale in National Women’s Soccer League. Il tecnico norvegese è ora alle redini dell’Angel City in un campionato dove il minimo errore si paga caro ed è indispensabile avere continuità per puntare ai playoff e a uno spot per la seconda fase del torneo.
Il norvegese ha osservato con i propri occhi la difficoltà di ogni match e di rimanere sulla scia per la vittoria, e con il suo Angel City – tra le formazioni più nuove che militano nella massima serie statunitense – sta passando un momento non facile. La NWSL è una sfida non da poco per le calciatrici e per gli allenatori, che riescono a vedersi messi alla prova per davvero contro corazzate come il Washington Spirit o l’Orlando Pride.
Allenatrici e allenatori europei vedono negli States un ottimo banco di prova per sperimentare, e sulla scia di Alexander Straus si sono mossi altri tecnici nel corso degli ultimi mesi.

Martin Sjögren è l’ultimo tecnico al momento impegnato in una squadra europea a volersi misurare con la Naional Women’s Soccer League e ad aver firmato un contratto con una realtà statunitense. Attualmente alla guida dell’Hammarby femminile, l’allenatore svedese è già stato ufficializzato dal Chicago Stars come nuovo tecnico per la prossima stagione. Per lui avrà inizio un capitolo interessante, in quanto la formazione del Chicago Stars al momento non è tra le più competitive e, dopo le ultime stagioni a un livello piuttosto alto, c’è bisogno di trovare nuovi stimoli per tornare a essere una squadra competitiva.

Un’altra allenatrice ad aver accettato la sfida è Filipa Patão, che ha lasciato il Benfica femminile in Portogallo per firmare con il Boston Legacy. L’allenatrice portoghese debutterà in panchina nel 2026 e ha ancora qualche mese a disposizione per cominciare a preparare la nascita della squadra e la sua prima “messa in campo”: le calciatrici vengono via via ufficializzate e rendono l’attesa di vederle scendere sul rettangolo verde ancora più martellante. Squadra nuova, allenatrice nuova, fondazione da zero: una sfida stimolante per chiunque, soprattutto per una come la lusitana, che ha sempre accettato l’appuntamento con i tre punti insieme al suo ex Benfica.

Riavvolgendo ancora il nastro del tempo, anche Jonas Eidevall ha raggiunto gli Stati Uniti. Lasciando l’Arsenal Women, il tecnico olandese ha sposato il progetto del San Diego Wave e, osservando la classifica, è stata forse un’arma vincente. Dall’arrivo dell’europeo, il Wave è tornato a essere un’onda difficile da contenere, piazzandosi senza problemi in zona playoff tra i primi posti. Lo svedese è stato ufficializzato a gennaio, da allora il Wave ha avuto la sua rivincita e sta continuando a essere una delle “squadre da battere” per la stagione in corso.

Dire “Europeans do it better” è forse un po’ azzardato, ma l’operato di Eidevall e di Straus finora potrebbe dare fondamenta a quest’espressione. Per Patão e Sjögrenbisognerà aspettare, ma di sicuro non vorranno andarsene senza lasciare il segno.

Qualificazione UWCL? Missione compiuta per l’FC Twente

Una gara di ritorno da sogno quella giocata dall’ FC Twente Women questo giovedì. La squadra ha battuto il GKS Katowice per 4-1, qualificandosi per la fase principale della UEFA Women’s Champions League.

Grandissima la soddisfazione per quanto raggiunto tutta nelle parole della coach Corina Dekker: “Abbiamo iniziato alla grande e chiuso rapidamente la partita, questo ha permesso alle ragazze di risparmiare energie per la prossima. Serate come questa sono da festeggiare, lo meritiamo. Questo è un passo enorme per il club! Siamo molto felici”.

Sensazioni positive condivise anche dalla capitana biancorossa Danique van Ginkelche che, allo stesso proposito, ha confessato: “Siamo davvero troppo felici di aver strappato il pass per la competizione; non importa quali saranno i nostri avversari, continueremo a fare del nostro meglio per riuscire ad arrivare fino alla fine!”.

Ed a proposito di avversari, i sorteggi sono stati effettuati venerdì 19 settembre. Con un totale di 18 squadre partecipanti, l’FC Twente Women giocherà in casa contro il Chelsea, il Real Madrid e l’Atlético Madrid, in trasferta, invece, contro l’Arsenal, il Benfica e l’OH Leuven.

Le prime quattro in classifica si qualificheranno automaticamente per i quarti di finale, mentre le squadre classificate dal quinto al dodicesimo posto si sfideranno in spareggi con gare d’andata e ritorno per i rimanenti posti ai quarti. Le squadre classificate dal tredicesimo al diciottesimo posto saranno eliminate.

I quattro club che prevarranno negli spareggi per la fase a eliminazione diretta passeranno ai quarti di finale dove affronteranno ciascuno una delle prime quattro classificate, che sarà testa di serie e giocherà in casa il ritorno dei quarti di finale. Dai quarti di finale in poi, la competizione seguirà il suo attuale formato a eliminazione diretta che porterà alla finale in una sede neutrale scelta dalla UEFA.

Calcio a 5, Erika Ferrara: “Penso di poter fare ancora molto di più, le mie migliori prestazioni vengono quando mi diverto”

Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Dott. Matteo Simone-  Finché c’è forte passione e motivazione elevata si continua a praticare sort cercando di dare il massimo considerando che l’esperienza aiuta ad esprimersi al meglio. Di seguito approfondiamo la conoscenza di Erika attraverso risposte ad alcune mie domande.

Cosa hai scoperto di te praticando sport? Ho scoperto che lavorando in gruppo si può superare tutto, ho scoperto la competizione sana che ti porta a migliorarti l’1% ogni giorno, ho scoperto di poter creare legami fortissimi, ho scoperto che perdere aiuta molto di più che vincere e ho scoperto come lavorare su me stessa.

Attraverso lo sport si ha modo di conoscere sempre più se stessi e i vantaggi dello sport, come a esempio il valore del gruppo squadra, aspetti mentali quali la consapevolezza, l’autoefficacia, la resilienza.

Cosa e chi ti aiuta nello sport? Mi aiuta molto confrontarmi con i miei compagni di squadra/allenatori, anche in toni accesi, se necessario. Mi aiuta molto confrontarmi con gente esterna al mio gruppo squadra per lavorare meglio sui miei errori. Mi aiuta molto guardare e apprendere da altri sport.

La pratica di uno sport diventa una vera palestra di vita condividendo obiettivi, fatica, soddisfazioni, allenamenti, gare insieme e confrontandosi con altri dando e ricevendo opinioni, suggerimenti, feedback.

Pensieri positivi e negativi durante la partita? Durante la partita, ma anche negli allenamenti, ho imparato a parlarmi in modo positivo. Certo, a volte vado ancora nell’auto insulto, quando magari commetto qualche erroraccio, però sto cercando di abbassare le percentuali, sia di errori che di comunicazione negativa.

Si apprende sempre da se stessi con l’esperienza, qualsiasi esperienza e si arriva a gestire ogni pensiero sia quelli positivi che quelli negativi che a volte vogliono sabotare l’atleta.

Cosa provi prima, durante, dopo una partita? Non sono emozioni descrivibili, io mi sento sempre come una bambina che non vede l’ora di andare a giocare, e durante la partita provo a divertirmi in tutti i modi, anche perché le mie migliori prestazioni vengono quando mi diverto. Dopo la partita ovviamente, se c’è una sconfitta fa male, ma si torna talmente presto al lavoro che metabolizzi e punti a fare meglio la volta dopo e così di continuo.

La pratica di uno sport richiede tanta passione e motivazione in modo da poter far sacrifici e faticare ma allo stesso tempo provando il piacere di farlo perché poi si riesce a ottenere obiettivi sfidanti e ambiziosi, difficili ma non impossibili apprendendo da ogni errore o da ogni successo, potenziando eventuali criticità e ricordando quanto si è stati bravi.

Hai sperimentato il limite nel tuo sport? Io penso di non aver sperimentato ancora il mio limite. Penso di poter fare ancora molto di più, punto sempre a spostarlo più avanti e penso che ancora ne ho per arrivarci.

Si cerca sempre di alzare l’asticella delle difficoltà ma anche della bravura, cercando di far sempre meglio, impegnarsi di più, apprendendo giorno dopo giorno.

La tua partita più difficile? Le mie partite più difficili sono quando magari si incontrano squadre poco stimolanti, e mi capita di abbassare la concentrazione o il livello di competizione perché troppo facile… è uno dei miei punti deboli su cui sto lavorando di più.

Nella pratica di uno sport c’è bisogno sempre di essere stimolati con sfide sempre maggiori come, per esempio, battersela con squadre ritenute più forti, ma è anche importante giocare bene e divertirsi a provare e sperimentare con squadre ritenute più deboli.

Pensi che lo psicologo sia utile nello sport? Penso che sia molto utile, ma penso anche che debba aver praticato sport a un certo livello per poter capire come ragiona un professionista.

Prossimi obiettivi a breve, medio, lungo termine? Personalmente mi pongo obbiettivi ogni giorno. Quelli a lungo termine sono il frutto dei giornalieri. Poi ovvio, quest’anno che c’è il mondiale è scontato che se mi chiedi quale sia il mio obbiettivo, è vincerlo e i micro-obiettivi per arrivarci saranno dare la vita in ogni partita.

La Coppa del Mondo di Futsal femminile prenderà il via nel 2025 dopo la conferma del formato da parte del Consiglio della FIFA lo scorso 4 ottobre.

FIFA – Lo scorso 4 ottobre il Consiglio della FIFA ha annunciato il formato di una nuova competizione FIFA: la FIFA Futsal Women’s World Cup. Ecco cosa c’è da sapere su questo nuovo evento che si aggiunge alle competizioni femminili mondiali.

Dove e quando -Il torneo si svolgerà nel 2025 nelle Filippine.

Chi si qualifica? – Tutte le sei confederazioni saranno rappresentate alla prima edizione della Coppa del Mondo di Futsal femminile.

Italia, Polonia, Portogallo e Spagna rappresenteranno la UEFA alla prima Coppa del Mondo FIFA di futsal femminile, in programma nelle Filippine dal 21 novembre al 7 dicembre 2025.

Ti ispiri a qualcuno? Non mi ispiro a nessuno in particolare, guardo diversi sport. Posso dirti che punto alla tenuta mentale di Sinner, alla disciplina di Cristiano Ronaldo, alla voglia di Gattuso e alla mentalità vincente di LeBron.

Quali sono gli ingredienti del successo? Costanza, disciplina, duro lavoro, pochi alibi, lavoro su se stessi e ovviamente una bella dose di talento.

Gli allenamenti più importanti? Personalmente ti direi le sessioni in palestra. Fare quella ripetizione in più, aumentare anche di 2,5 kg il carico, la concentrazione dell’esecuzione degli esercizi per me sono fondamentali. Oltre a riflettersi in campo muscolarmente parlando, ti forgiano anche la mente.

Cosa ti spinge a fare sport? Assolutamente nulla, l’ho sempre fatto da che ho memoria. La domanda difficile sarebbe ‘cosa ti spingerebbe a non farlo?’.

Una parola o una frase che ti aiuta nei momenti difficili? Frasi che mi dico? Dipende dai momenti, vado dal ‘c’è ancora tempo per recuperare, ce la fai’ a ‘fallo, l’hai sempre fatto, lo sai fare anche bene’ a ‘sei più forte tu, vai, spingi’.

C’è qualcuno che ti incoraggia o ti scoraggia nella tua attività sportiva? Sono una persona che si incoraggia molto da sola, infatti in campo a chi mi dice qualcosa di incoraggiante, molto spesso non rispondo, perché sono concentrata a farlo nella mia testa con me stessa

In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? Lo sport aiuta nella vita quotidiana nell’affrontare le difficoltà, non mollare al primo problema, ad affrontare chi ti ostacola o a portare avanti qualche progetto con continuità e disciplina

Dott. Matteo Simone

Ternana Women, futuro sempre più internazionale

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
La Ternana Women, prima società umbra a calcare i campi della Serie A, continua a investire con forza nella costruzione di un settore giovanile d’eccellenza. Il punto di svolta è rappresentato dal progetto TWISA (acronimo di Ternana Women International Soccer Academy), giunto al secondo anno di vita, ideato per esportare la filosofia e la metodologia di lavoro del club rossoverde oltre i confini nazionali. Al centro di questa visione si inserisce la partnership con One Player Srls, azienda specializzata nella promozione dello sport giovanile a livello internazionale, che ha scelto di legare il proprio nome a una realtà ambiziosa e in forte espansione. A conferma dell’importanza strategica della collaborazione, il marchio One Player comparirà sulla manica delle maglie dell’Under 19 rossoverde, simbolo di un progetto condiviso che guarda al futuro.
 

TWISA è molto più di un’idea: è un piano strutturato, concreto, che coinvolge, grazie all’impegno di One Player Srls, direttamente anche il Milton Youth Soccer Club (Canada), partner internazionale con cui la Ternana Women, grazie proprio al lavoro di ha già costruito sinergie solide. Dopo il successo della prima trasferta canadese, l’estate 2025 ha visto la realizzazione del secondo viaggio in Canada: un’occasione preziosa per le giovani atlete di confrontarsi con altre realtà calcistiche, partecipare a stage formativi, tornei internazionali e vivere un’esperienza sportiva e umana indimenticabile.

L’obiettivo? Creare un vivaio moderno, globale e competitiva, in grado di crescere atlete complete, consapevoli e pronte per il calcio di alto livello. “Siamo estremamente felici e orgogliosi – dichiara Marco Callegari, Ceo di One Player azienda specializzata nella promozione dello sport giovanile a livello internazionale – di annunciare questa importante partnership che ci legherà come Sponsor del settore giovanile della Ternana Women per la stagione 2025/26 con la quale ci proponiamo di far crescere attraverso il progetto TWISA il movimento calcistico e il brand della Ternana Women nel mondo”.

TWISA è molto più di un progetto sportivo: è una visione. – commenta Isabella Cardone, direttore generale Ternana WomenCrediamo profondamente nel valore della formazione e nell’importanza di offrire alle nostre ragazze opportunità vere, concrete, internazionali. La presenza del marchio One Player sulle maglie dell’Under 19 è il simbolo di un’alleanza forte, che ci aiuterà a consolidare il nostro ruolo di riferimento nel calcio femminile italiano e internazionale.”
La Ternana Women continua così a costruire il proprio futuro con una visione ampia, ambiziosa e concreta: dai campi di Terni ai terreni di gioco del mondo, la cantera rossoverde parla sempre più internazionale

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