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Giudice Sportivo: tra Serie A e B sanzione per la Lazio, squalifiche in casa Como Women e Bologna

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nelle scorso week-end si è disputata la terza giornata della Serie A Women, con tutte e sei le gare giocate tra sabato e domenica. In relazione ai match la FIGC Femminile, ha omologato i risultati. Di pari passo sono arrivate le decisioni del Giudice Sportivo Sergio Lauro, nella seduta del 21 Ottobre 2025, ha adottato le decisioni.

Ammenda di € 500,00 con diffida alla società Lazio per avere, al termine della gara, consentito l’accesso allo spogliatoio della terna arbitrale a soggetto non inserito nella distinta di gara, non autorizzato e non appartenente all’organico della società, per verificare fosse assicurata l’erogazione di acqua calda, rivolgendo una critica di carattere generico, con toni irriguardosi e contenente espressione offensiva, non dirette né alla persona né
all’operato del Direttore di gara o dei componenti la quaterna arbitrale. Considerato i toni adoperati non risultavano alterati né minacciosi.
Squalifica anche per Davide Borin, componente dello staff tecnico del Como Women per una giornata per avere al 49′, del secondo tempo, criticato in modo irrispettoso l’operato dell’arbitro. Arriva, invece, alla seconda ammonizione in campionato Michela Giordano del Napoli Women.

Per la Serie B Femminile, invece, il Giudice Sportivo Dr. Giulio Maisano ha ratificato la seconda ammonizione per Matto Pachera, allenatore del Bologna, e la terza per Chiara Modesti, calciatrice del Vicenza Femminile. Squalifica per 2 giornate, invece, per Caterina Fracaros, del Bologna, per un atto di violenza nei confronti di un’avversaria a gioco fermo; in particolare, dopo la segnatura della rete della Res Donna Roma, tirava un pugno sulla schiena dell’avversaria non recandole danno fisico.

Serie C girone A: La Pro Sesto si conferma la squadra da battere, l’orgoglio sardo funziona per la Torres

La seconda giornata di Campionato del girone A di serie C ha confermato la solidità di squadre come la Pro Sesto, il Caronnese e il Moncalieri che con un ampio risultato sono scese in campo dimostrando tutto il proprio valore. A vincere, questa settimana, sono stati anche Lesmo e Angelo Baiardo che si erano scontrati nella prima a giornata rimediando un pareggio (nessun pari in questa giornata di campionato) e la Torres che contro il Torino si è rifatta della brutta sconfitta dell’esordio. Sono, invece, rimaste a zero punti Atletico Uri, Torino, Solbiatese e Tharros che confermano, così, il grosso lavoro in questa stagione in cui anche a causa del numero più esiguo di squadre il Campionato è ulteriormente complicato.

Nel dettaglio, questo è quanto successo alle dodici squadre facenti parte del girone A:

L’Angelo Baiardo, ha vinto sul 2-0 in trasferta contro l’Atletico Uri. I due gol, arrivati entrambi nel secondo tempo ad opera di Zella e di Traverso che ha raddoppiato grazie ad un rigore, hanno dato i tre punti alla squadra ospite al termine di una partita complicata.
La squadra, nonostante le difficoltà, è riuscita a rimanere coesa ed unita, dimostrando la propria forza di volontà.
Le padrone di casa, al contrario, hanno creato delle buone occasioni nella prima frazione di gioco senza riuscire, però, ad approfittare di queste sino in fondo e sono state punite nel momento in cui il Baiardo ha messo il piede sull’acceleratore.

Il Lesmo ha battuto in casa la Solbiatese per 4-0. Ad aprire le marcature, dopo soli due minuti dal fischio d’inizio è stata Olga Ferraro; nel secondo tempo poi le padrone di casa si sono definitivamente sbloccate con i gol di Malacrida, Ferraro e Tartaglia.
Sono, questi, i primi tre punti del Lesmo arrivati in una partita che ha dimostrato la capacità della squadra di essere padrona del gioco in campo e di crescere nell’ambito della gara fino a raggiungere quello che è il risultato auspicato.
La Solbiatese, invece, nella sua seconda partita di seguito senza andare a segno, ha ribadito la sua necessità di trovare una quadra in campionato, coerentemente con le caratteristiche della squadra giovane e, per certi versi, meno esperta.

La Pro Sesto ha battuto in casa il Sedriano per 4-1. Nonostante l’ampio risultato abbia premiato ampiamente la squadra di casa, ad aprire le marcature sbloccando il risultato sono state le ospiti al 6′ del primo tempo (gol di Alluvi).
La Pro Sesto, al termine di una prima frazione all’insegna delle occasioni create ma non concretizzate, è riuscita nel suo scopo pareggiando e, nel giro di cinque minuti, passando anche in vantaggio (Barbuiani 40′ e Accoliti 45′). Nella ripresa, poi, il pallino del gioco è rimasto alle padrone di casa che hanno allargato il divario con le avversarie approfittando anche di un rigore a favore (54′ trasformato in gol da Arosio e 87′ Accoliti a chiudere definitivamente la pratica).

Il Real Meda non è riuscito questa settimana a ripetere la buona prestazione della scorsa e ha perso in casa per 1-3 contro il Moncalieri. Ad aprire le marcature, dopo soli quattro minuti dal fischio d’inizio, è stata la squadra ospite nella persona di Correale; a lei ha risposto quattro minuti dopo Ragone del Real Meda con quello che si rivelerà, con il senno di poi, il gol della bandiera delle padrone di casa.
Il Moncalieri, sempre durante la prima frazione di gioco si è ripetuta per altre due volte con i gol di Mellano (22′) e Ceppari (44′).
Nel secondo tempo le ospiti hanno gestito il risultato che è rimasto invariato sino al triplice fischio finale.

La Caronnese, in trasferta in quel di Tharros, ha vinto con un rotondo 7-0. La partita è stata un monologo delle ospiti che sin dal primo minuto di gioco hanno dettato le regole in campo costringendo le padrone di casa a subire la loro avanzata.
Ad aprire le marcature Codecà nel primo dei suoi quattro gol di questa gara che la incoronerà, a ragione, MVP (oltre le sue reti sono da segnalare anche la doppietta di Marini e il gol di Pellegrinelli).
Grazie a questa prestazione la Caronnese si conferma al vertice della classifica del girone A a pari punti con la Pro Sesto ma seconda per differenza reti.

La Torres ha vinto con il risultato di 3-0 (che poteva anche essere più ampio dato l’andamento della partita) in trasferta contro il Torino dopo la brutta falsa partenza della prima giornata di Campionato.
Buona, dunque, la prima per Emanuele Riu e la seconda per le sue ragazze che hanno giocato una partita all’insegna della voglia di riscatto e della necessità di dimostrare le proprie capacità. Consapevoli del tanto lavoro da compiere e che questa vittoria non è un punto di arrivo ma di partenza, le ragazze sarde hanno iniziato a lavorare sui loro punti deboli e il miglioramento è evidente: nello specifico la difesa si è chiusa bene e nel momento giusto, riuscendo anche a non subire reti dalle avversarie che, al contrario, hanno subito la seconda sconfitta in due settimane.
Ad andare in gol per le rossoblu Marika Piras nel primo tempo e Estella Loupattij (con una doppietta) nella seconda frazione di gioco.

Contestualmente a quanto successo in campo qui, di seguito, la classifica aggiornata del girone A di serie C.
1) Pro Sesto 6
2) Caronnese 6
3) Moncalieri 6
4) Lesmo 4
5) Angelo Baiardo 4
6) Real Meda 3
7) Sedriano 3
8) Torres 3
9) Atletico Uri 0
10) Torino 0
11) Solbiatese 0
12) Tharros 0

Alex Morgan: “Quell’esultanza? Uno dei miei momenti preferiti”

Il 6 ottobre 2010, l’icona del calcio statunitense segnò il primo dei suoi 123 gol con la nazionale, entrando dalla panchina in un’amichevole contro la Cina al Subaru Park di Chester, in Pennsylvania, e salvando la partita con un pareggio per 1-1. Fu una rete di grande classe, quella della promettente ventunenne, già protagonista al Mondiale Under 20 femminile di Cile 2008, che si liberò di una difensora cinese per raccogliere di prima un colpo di testa di Kristine Lilly e piazzare con freddezza il pallone nell’angolino alto a sinistra.

Morgan era nata per quei momenti. Solo un mese dopo, divenne subito un’icona segnando al quarto minuto di recupero il gol decisivo che regalò alle Stars and Stripes una preziosa vittoria per 1-0 sull’Italia, nell’andata dello spareggio per la qualificazione al Mondiale femminile di Germania 2011. L’ascesa dell’attaccante proseguì in fretta: ai Mondiali, emerse come la vera rivelazione della nazionale USA, segnando il gol del vantaggio nella finale contro il Giappone (poi persa ai rigori) prima di conquistare due Coppe del Mondo consecutive e consolidare il suo status di una delle più grandi bomber della storia del calcio femminile.

In occasione del quindicesimo anniversario del gol che la lanciò verso l’immortalità calcistica, e a un anno dal suo ritiro, la trentaseienne sarà celebrata con una cerimonia ufficiale di addio organizzata dalla US Soccer, prima dell’amichevole tra le Stars and Stripes e il Portogallo, in programma giovedì. In vista di questo riconoscimento, Morgan ha parlato con la FIFA della sua iconica esultanza “sorseggiando il tè” contro l’Inghilterra ai Mondiali di Francia 2019, del suo centesimo gol con la nazionale e delle riflessioni sulla propria carriera.

FIFA: Ti sei fatta conoscere sulla scena mondiale ai Mondiali femminili del 2011 a soli 22 anni. Perché pensi di essere stata così pronta per quel momento?
Alex Morgan: “Quando ero all’università, fui convocata nella nazionale Under 20 e il mio obiettivo è sempre stato quello di arrivare in prima squadra. Ricordo che l’allora commissaria tecnica della nazionale maggiore, Pia Sundhage, era presente alla finale del Mondiale Under 20 femminile del 2008, in cui segnai, e in quel momento sentii che una chiamata sarebbe arrivata, anche se non sapevo quando. Così iniziai ad allenarmi di più e a pianificare il resto del mio semestre universitario per riuscire a laurearmi in anticipo e poter partire con la nazionale per il Mondiale”.

“Alla fine mi sono laureata in tre anni e mezzo e, quando arrivò la convocazione con la nazionale nel dicembre 2009, Pia, Abby Wambach e alcune altre compagne mi trasmisero la fiducia necessaria per essere semplicemente me stessa, senza cercare di cambiare il mio modo di giocare per adattarmi a un sistema particolare della squadra”.

“Questo mi aiutò moltissimo: così, quando arrivai al Mondiale del 2011, sentivo che anche se avessi giocato solo cinque o quindici minuti entrando dalla panchina, li avrei sfruttati al massimo. Ci volle un po’ per conquistarmi spazio nel torneo: il mio primo gol arrivò solo in semifinale contro la Francia, ma sentivo di aver dato tutto quello che potevo come riserva in quella squadra”.

Come descriveresti l’emozione di segnare in una finale di Coppa del Mondo come quella contro il Giappone?
“È stato uno dei momenti più incredibili della mia carriera… Probabilmente non ne parlo abbastanza, perché subito dopo arrivò una sconfitta devastante per noi. In quell’istante, però, ho davvero sentito che avevamo vinto, che avevo aiutato la mia squadra a conquistare la Coppa del Mondo. Ricordo perfettamente il punto esatto in cui volevo piazzare il pallone, l’ho fatto, e poi la mia esultanza insieme ad Abby: un momento che non dimenticherò mai”.

 E com’è stato vincere due Coppe del Mondo consecutive nel 2015 e nel 2019?
“Nel 2015 arrivai al Mondiale reduce da un infortunio, quindi non ero ancora in condizione per giocare novanta minuti pieni. Dovevo ritrovare la forma partita dopo partita, ma ebbi la fortuna di avere un’allenatrice come Jill Ellis, che aveva fiducia in me e mi valorizzò”.

“Poi, nel 2019, fui nominata una delle capitane, e sentivo che era il momento giusto per guidare davvero la squadra. In quel periodo eravamo un gruppo estremamente dominante…”

“Il 2015 fu un momento straordinario, perché non vincevamo da tanto tempo. Nel 2019, invece, la sensazione fu di dominio dall’inizio alla fine: avevamo piena fiducia in noi stesse, sapevamo che, qualunque cosa accadesse, un rigore contro, una rete annullata o una parata decisiva dell’avversaria, saremmo comunque riuscite a vincere.”

“Ricordo, per esempio, la partita contro la Francia a Parigi nei quarti di finale: lo stadio era assordante, il pubblico tutto per loro e contro di noi, ma noi sentivamo che, alla fine, saremmo comunque uscite vittoriose”.

Il tuo momento più iconico è stata l’esultanza della tazzina di tè contro l’Inghilterra. Che storia c’è dietro quel momento?
“Non ci avevo pensato troppo prima della partita. Come sempre, avevo bevuto il mio caffè nel pre-gara e, mentre lo sorseggiavo, ho alzato il mignolo, proprio mentre la telecamera era su di me, e ho pensato che sarebbe stata un’esultanza divertente, visto che giocavamo contro l’Inghilterra e il loro amore per il tè. L’ho messa da parte mentalmente, ma quando ho segnato mi è venuto naturale farlo.”

“Per quanto sia un’attaccante abituata a segnare, non sono una che fa grandi esultanze o che le prepara in anticipo. Non è nel mio stile, quindi quel gesto spontaneo fu davvero inaspettato, e finì per diventare molto controverso, soprattutto tra i tifosi britannici.”

“È comunque uno dei miei momenti preferiti, perché se ne è parlato tantissimo e quell’esultanza è stata ripresa nel tempo in tantissimi altri sport, sia maschili che femminili.”

Cosa ne pensi della reazione che c’è stata sui social media?
“Mi sorprese davvero quanto la gente avesse da dire su un’esultanza. Ma quel Mondiale, dall’inizio alla fine, sembrava un torneo in cui tutti volevano commentare e avere un’opinione su tutto. Già dalla prima partita contro la Thailandia, vinta 13-0, molti dicevano: “Come possono segnare così tanti gol contro una squadra? Non dovrebbero farlo.” Ma era pur sempre una Coppa del Mondo, e il nostro obiettivo era segnare il più possibile”.

“Poi arrivarono l’esultanza del tè e tutte le opinioni su Megan Rapinoe, un altro strato di discussioni. Per noi era fondamentale restare concentrate durante il torneo, mantenere la calma. Quando sei sicura di te e ti stai preparando per una finale, c’è sempre chi cerca di trovarti un punto debole o di buttarti giù. Per questo fu un po’ sorprendente sentire tutte quelle reazioni”.

“Ma, sinceramente, non cambierei nulla di quello che ho fatto”.

Ora che ti sei ritirata, come consideri la tua carriera nel complesso?
“Sono davvero orgogliosa di tutta la mia carriera e di ciò che sono riuscita a realizzare. Molti pensano che sia sempre stata al top, anno dopo anno, ma non è affatto così. Ci sono stati molti periodi in cui ero infortunata, o lontana dai campi per la gravidanza, o non venivo convocata dall’allenatore, oppure avevo perso il posto da titolare. Ma sotto sotto lavoravo duramente, cercando in ogni modo di riconquistare il mio spazio”.

“Mi sono sempre impegnata al massimo, sia per recuperare dagli infortuni sia per tornare in forma dopo la maternità. Il mio percorso non è stato affatto lineare”.

“Sono molto orgogliosa della mia capacità di rialzarmi ogni volta, di lottare per rientrare e restare parte della squadra, che per la maggior parte del tempo è riuscita a mantenere il primo posto nel Ranking FIFA/Coca-Cola”.

“Non cambierei nulla: sono davvero felice di come tutto è andato. Quando ho deciso di ritirarmi, ho potuto farlo con serenità, sapendo di aver dato tutto quello che avevo al calcio, senza aver lasciato nulla in sospeso”.

C’è stata una partita, un momento o un gol in particolare che ti è rimasto più impresso?
“Il mio centesimo gol, segnato con la nazionale a Denver davanti alla mia famiglia, è stato un traguardo che ho atteso a lungo. Ci sono giocatrici che passano tutta la carriera senza arrivare a 100 gol, soprattutto con la maglia della propria nazionale”.

“Per questo poter festeggiare quel momento insieme alla mia famiglia è stato davvero speciale. Vedere il pallone entrare in rete per la centesima volta rappresentando il mio Paese… sono cose che la maggior parte delle persone può solo sognare, e poterle vivere in prima persona è stato qualcosa di straordinario”.

Infine, in che modo intendi rimanere coinvolta nel calcio?
“Voglio rimanere sempre coinvolta, soprattutto con i San Diego Wave della NWSL: faccio parte del gruppo di proprietà e intendo avere un ruolo attivo nella squadra. Continuo anche a mantenermi attiva in altri modi, ad esempio con la mia media company, Togethxr, che si concentra sullo sport femminile e mette in luce le atlete in generale. Ci sono sempre progetti che mi tengono occupata e connessa al mondo del calcio”.

“Inoltre, ho una fondazione che offre alle ragazze opportunità per sviluppare autostima e fiducia in se stesse, attraverso camp di empowerment femminile”.

Sportiva Rende in forte difficoltà, Pink Sport Time da recupero immediato: le novità del girone D

La seconda giornata di campionato di serie C è stata archiviata e il girone D ha visto svilupparsi risultati sorprendenti.

A saltare subito all’occhio il colpo esterno della Pink Sport Time che trionfa in doppia cifra in casa della Virtus: per la squadra un vero e proprio recupero immediato dei tre punti regalati alla Salernitana all’esordio.

Domenica da 2 anche per Matera città dei Sassi e Lecce Women, che acquisiscono un punto per parte mediante una parità di 2-2; un passo in avanti per entrambe che avevano precedentemente avviato il percorso con un ko. Svolta negativa per il Palermo che cade in trasferta di fronte alla Salernitana: un risultato alquanto particolare per la formazione siciliana che aveva iniziato col piede giusto mediante performance da 8 goal.

Finali dal punteggio tondo per Academy Abatese, Catania e Colleferro che vincono rispettivamente grazie ad un 6-0, 4-0 e 1-0; ancora in salita, invece, il viaggio intrapreso dalla CUS Unical che rimedia la seconda sconfitta stagionale.

Sportiva Rende ancora a digiuno di punti e fanalino di coda, si spegne il sorriso del Villaricca che rimedia un devastante poker seppur reduce da un tris di fiducia davanti alle pugliesi del Matera.

La classifica? Attenzione alle prime tre posizioni che potrebbero subire variazioni repentine considerata la distanza praticamente nulla in termini di punteggio, centro fortemente instabile con Palermo, Virtus, Pink Sport Time , Villaricca e Colleferro sull’attenti.

Domenica 26, intanto, si proseguirà con: Colleferro-Academy Abatese, CUS Unical-Catania, Lecce Women-Pink Sport Time, Palermo women-Matera città dei sassi, Sportiva Rende-Salernitana, Villaricca-Virtus. Se ne vedranno delle belle!

Francesco Bollino, Azzurra San Bartolomeo:”Qui mi sento a casa, c è stato subito feeling sia con la società che con le ragazze!”

Francesco Bollino, mister dell’ Azzurra San Bartolomeo femminile, ha iniziato al allenare nel 2009 al Le Maddalene, avuto la fortuna di vincere subito il Campionato e l’anno dopo disputare la Serie B (oggi serie C). Un tecnico di eseperienza: 4 anni in Serie C, poi x 5 stagioni all Isera ed infine 1 anno al Nago-Torbole (unica esperienza nel maschile, in promozione da secondo a Ennio Floriani).

Dal gennaio 2024 il tecnico all’ Azzurra San Bartolomeo, dove vincono la “Coppa il primo anno” e “Coppa e Campionato, lo scorso”, è tra le società più dinamiche in questo girone; la nostra redazione ha voluto intervistare il mister per chiedere il suo punto di vista su questa nuova stagione.

Buongiorno mister, un ritorno in C (dopo una l’ottima stagione scorsa che vi ha visto duellare fino all’ultimo in Eccellenza) come ha trovato questo girone B e quali sono gli obbiettivi della sua squadra? Il girone quest’ anno è molto tosto, avendo 2 retrocesse dalla B e squadre strutturate comunque qelle che già sono in C da anni oltre al ripescato Chievo, sarà un campionato combattuto.Il nostro obbiettivo è la salvezza, consapevoli che dobbiamo lavorare tanto per aumentare il ritmo partita ed avvicinarci il più possibile a quelli dei nostri avversari”.

Un campionato trasformato a 4 gironi, con meno squadre e più competitivo, come vede questa nuova formula di quest’anno? “Sono tornati a 4 gironi credo principalmente per una questione di costi, secondi me in maniera giusta, perciò allo stesso tempo mi fa sorridere quando poi conosci i ” rimborsi ” e il budget di certe squadre…”

Parlando della sua rosa: è al completo, oppure vede necessario qualche rinforzo, e dove se possiamo essere indiscreti? Noi siamo soddisfatti del nostro mercato, per esser pignoli ci mancherebbe un innesto a metà campo, vedremo nel mercato invernale se ci sarà qualche giocatrice disponibile che rispecchia le nostre esigenze”.

La prima sfida, vi ha visti soccombere in casa contro il Villorba Treviso, che cosa è mancato in questo match e crede che questo primo passo falso possa essere di spunto di riflessione per le prossime gare? “Con il Villorba si è vista la differenza d’ intensità tra noi e loro, perciò siamo consapevoli anche del fatto che a livello di occasioni siano state simili, sicuramente c è mancata la precisione sottoporta che dobbiamo riuscire a trovare per le prossime partite”.

In chiusura, qual è il suo più bel ricordo da allenatore (sia maschile che femminile) e cosa rappresenta per lei dirigere tecnicamente questo movimento femminile e questo gruppo? Il più bel ricordo è legato alla stagione 19/20, ero all Unterland damen, sempre in C, e con le ragazze abbiamo fatto una stagione veramente bella con 0 sconfitte (fino alla 4 di ritorno, poi interrotto x COVID), una squadra con l’ agonismo che scorreva nelle vene e con diverse giocatrice di alto livello, una tra tutte Nadine Nischler, ora al Como e in Nazionale.
Qui all’ Azzurra mi sento comunque a casa, c è stato subito feeling sia con la società che con le ragazze, poi i risultati hanno aiutato molto a rafforzare questo legame. Spero di riuscire a trasmettere alle ragazze emozioni, passione, dedizione e sacrificio, ma l’ obbiettivo mio è quello di, quando non sarò piu all’Azzurra, averle passato qualche emozione che poi si porteranno a presso per sempre”.

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ ufficio stampa della Società Azzurra San Bartolomeo, per la disponibilità e professionalità, ed il tecnico Francesco Bollino per la sua disponibilità a rispondere alle nostre domande, per questa “intervista in esclusiva”.

Emma Severini: “Se penso al Mondiale mi vengono già i brividi”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Venerdì a Como (ore 18.15, Rai 2) la prima uscita post Europeo dell’Italia, attesa poi martedì dall’amichevole di Parma con il Brasile. Per Severini invece la presenza della storica capitana azzurro è “un’immagine molto bella per la Nazionale, ci dà la forza di continuare a lottare per portare il calcio femminile dove merita”. Parole che, nonostante i suoi soli 22 anni, fanno trasparire la grande maturità della capitana della Fiorentina, anche lei pronta a riavvolgere il nastro dei ricordi per tornare sulla spedizione europea conclusa tre mesi fa. “Il traguardo raggiunto è stato enorme e ci dà la consapevolezza di poter crescere ancora – ha evidenziato -. Questa squadra ha già stupito e continuerà a farlo. Nel periodo passato in Svizzera siamo cresciute a livello di mentalità, abbiamo fatto un grande passo in avanti e non vogliamo di certo fermarci. Ci attendono sfide difficili e affascinanti, esami che vogliamo superare tutte insieme”.

In chiusura, con il solito mix di eleganza e personalità, caratteristiche che la contraddistinguono anche in campo, la centrocampista ha prima mandato un messaggio a chi l’ha insultata dopo il contatto che ha portato al rigore del 2-1 dell’Inghilterra (“le persone spesso parlano con ignoranza, un errore non può giustificare le minacce ricevute. Sono stata la prima a fare autocritica e non ho voluto dare peso ai commenti ricevuti sui Social”) e poi svelato il suo sogno: “Se penso al Mondiale mi vengono già i brividi. Sappiamo quanto lo vogliamo e faremo di tutto per esserci”. .Domani alle 10.30 l’Italia effettuerà la rifinitura a Coverciano e, dopo la tradizionale conferenza stampa della vigilia del match, nel pomeriggio partirà alla volta di Como, che si prepara a stringersi intorno alle Azzurre.

Barbara Bonansea: “È davvero stimolante poter giocare partite di questo livello”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

I sorrisi e la consapevolezza con cui Barbara Bonansea ed Emma Severini rispondono alle domande dei giornalisti presenti a Coverciano fanno capire che no, nulla è cambiato rispetto alla magica atmosfera che calciatrici e staff azzurro sono riusciti a creare in occasione dell’avventura a EURO 2025. Ripartire da quel feeling e da quelle emozioni per continuare a crescere e proiettarsi nel migliore dei modi verso il Mondiale del 2027, questo l’obiettivo della squadra di Andrea Soncin. Per riuscirci, in attesa di iniziare a febbraio il percorso di qualificazione al torneo iridato, si è quindi deciso di disputare due amichevoli probanti e ricche di fascino. Nel giro di quattro giorni le Azzurre affronteranno Giappone e Brasile, entrambe più avanti dell’Italia nel Ranking FIFA.

Si partirà venerdì (ore 18.15, diretta su Rai 2) con i 90’ contro l’ottava forza della classifica mondiale in programma al ‘Sinigaglia’ di Como, uno stadio che Bonansea conosce bene avendo vinto lì lo scorso maggio, davanti a oltre 7mila spettatori, l’ultima edizione della Coppa Italia. “È davvero stimolante poter giocare partite di questo livello – ha dichiarato a Vivo Azzurro TV – non vediamo l’ora di scendere in campo per vedere a che livello siamo. Siamo pronte a mettere in pratica quello che ci ripete sempre Soncin: ‘Non pensate di non poterlo fare…”.

 

Fondamentale alzare ulteriormente l’asticella. Le calciatrici di questa Italia lo possono fare eccome, come dimostrato nell’ultimo biennio e in particolare a luglio in Svizzera, dove la bianconera – autrice del gol del provvisorio vantaggio nella semifinale con l’Inghilterra – è stata tra le migliori. “Se ripenso all’Europeo mi vengono in mente gioie e anche dolori – ha aggiunto la 33enne di Pinerolo – ma abbiamo ripreso con la solita voglia e siamo cariche per i prossimi appuntamenti. Possiamo ancora crescere molto, il mister ci chiede di mettere a disposizione del gruppo la miglior versione di noi stesse. E sul nuovo ruolo di Sara Gama: “Quando ieri l’abbiamo vista di nuovo vestita come noi ci ha fatto impressione – conclude ridendo Bonansea – è sempre stata una di quelle compagne che teneva alta la concentrazione nello spogliatoio e sono certa che ci riuscirà anche come capo delegazione”.

 

Juve nell’albo d’oro: un prestigioso premio per Canzi e Girelli

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Si è tenuta la mattina del 20 ottobre, presso la Sala conferenze dello Stadio Olimpico di Roma, la cerimonia “Manlio Scopigno” e “Felice Pulici” (33esima edizione Scopigno Cup). Una giornata dedicata principalmente a serie A serie B e che ha coinvolto una vera e propria giuria tecnica chiamata alla consegna di importanti riconoscimenti per l’impegno profuso da diversi protagonisti delle due categorie durante la stagione 2024/25; tra nomi di spicco della carriera calcistica maschile quali Antonio Conte, Filippo “Pippo” Inzaghi ed Enzo Maresca, spazio anche per due volti legati in modo viscerale ed intenso alla Juventus Women.

È stato, infatti, il tecnico bianconero Massimiliano Canzi a ricevere il premio di “miglior allenatore di calcio femminile serie A”, accompagnato in modo diretto (e non solo in termini di presenza) da Cristiana Girelli: alla bomber numero 10, infatti, è stato consegnato il premio di miglior giocatrice di serie. Un messaggio non solo per le due figure della “Vecchia Signora” ma per la realtà torinese tutta, che va a chiudere il cerchio di un percorso ormai archiviato e concluso con la sesta vittoria dello scudetto (regalato proprio dalla doppietta trovata dalla calciatrice bresciana di fronte al Milan) e della Coppa Italia; ancora una volta un club, una squadra ormai diventata famiglia, al centro dell’attenzione.

Canzi, attraverso un piacevole videomessaggio, ha così commentato la notizia:Non è stato facile iniziare a lavorare con un gruppo che ha già vinto tanto in Italia e che sta crescendo a livello internazionale. Sicuramente, però, è molto bello, il livello sta crescendo e questo è oggettivo. Il campionato? Si è livellato verso l’alto, fino a poco tempo fa vedendolo dall’esterno era meno competitivo.

Bianco e nero, due colori che spiccano sul petto della guida che, proprio quest’anno, ha rinnovato il proprio amore per i medesimi colori mediante una firma valida fino al 30 giugno 2027. Fino a tale data termine, quest’ultima saprà di poter contare su una “rosa di livello” (come osa spesso riferire per orgoglio delle individualità a disposizione) arricchita, come sempre, proprio da Girelli, spesso e volentieri traghettatrice di successi collettivi.

Cincotta, Ternana Women: “Troppi gol subiti su palla inattiva. Fa male perché l’impegno è totale”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Torna a casa senza punti la Ternana Women che nell’anticipo del sabato ha ceduto per 3-1 al Genoa, che ha fatto sua la gara nella ripresa. Dopo la trasferta ligure Eleonora Pacioni, capitano delle umbre, ai microfoni del club ha affermato sul match: “Abbiamo subito tre gol su palla inattiva oggi e tre gol su palla inattiva contro il Napoli, o su rimbalzo da palla inattiva. Sono sei gol che subiamo su palla inattiva e quindi questo è un nostro limite, dobbiamo essere molto più attenti, molto più capaci e sicuramente è una responsabilità mia quella di riuscire a far sì che l’aspetto delle palle inattive torni ad essere performante come lo era per noi lo scorso anno, perché sei gol su palla inattiva sono veramente tanti”.

Cincotta ha poi aggiunto: “La squadra ha fatto bene, è andata in svantaggio, avrebbe meritato il 2-0, sull’1-1 abbiamo avuto la palla più netta della partita per fare il gol del 2-1 e riandare in vantaggio a noi e non l’abbiamo fatto. Poi sono arrivati due calci d’angolo, ancora una volta, sui quali siamo in questo momento molto vulnerabili, sui calci d’angolo, sui calci di punizione siamo veramente vulnerabili e quindi è uno scenario, quello della palla inattiva difensiva, che nonostante alleniamo tantissimo, sappiamo che abbiamo un margine di crescita perché questa categoria lo impone”.

Il tecnico delle umbre ha quindi concluso: “Fa male perché l’impegno è totale, c’è un’abnegazione totale da parte di tutti, fa male perché con Napoli sei andato in vantaggio, hai fatto tre gol e non è bastata, oggi hai rimontato, dovevi essere con un gol in più perché non dovevano annullarlo e hai avuto la palla per ritornare in vantaggio del 2-1 e quindi ogni volta le palle inattive ci stanno veramente mettendo in ginocchio, ci stanno mettendo in croce tutte le palle inattive e questo è uno scenario molto molto difficile”.

 

Marika Licco, Hellas Verona Women: “Sono, prima di tutto, soddisfatta e molto contenta della prestazione di squadra”

credit photo: Stefano Petitti - photo agency Calcio femminile italiano

Nella partita in cui l’Hellas Verona ha vinto per 3-0 contro l’Arezzo è arrivato anche il primo gol di Marica Licco con la maglia gialloblu. La rete, che secondo le leggi non scritte del calcio era nell’aria essendo lei una ex amaranto, è arrivato al minuto 43 di una gara non facile in cui le ragazze di Simone Bragantini hanno dimostrato il proprio valore.

Nel post partita proprio la centrocampista classe 2000 ha raccontato l’andamento del match e i sentimenti di rivalsa con cui la sua squadra è scesa in campo dopo le défaillance delle scorse settimane. Aver concretizzato è, poi, un’ulteriore soddisfazione personale culmine di una prestazione molto positiva da parte di tutte le calciatrici coinvolte in campo.
E’ stata (quella contro l’Arezzo ndr) una partita molto complicata. L’avevamo preparata bene in settimana perché avevamo tanta voglia di riscattarci. Sono, quindi, prima di tutto soddisfatta e molto contenta della prestazione di squadra: abbiamo interpretato bene il match, siamo state compatte e coese fin dal primo minuto, ci portiamo a casa questi tre punti meritati. Sono contenta per il mio primo gol in gialloblu ma sopratutto di aver dato il mio contributo alla squadra“.

Vincere era fondamentale per continuare il proprio percorso in una serie B sempre più competitiva in maniera serena. In questa settimana di pausa dal campionato bisognerà recuperare le forze per prepararsi alle prossime gare facendo fede a quella mentalità che la squadra sta costruendo partita dopo partita.
“Era importantissimo vincere per continuare il nostro percorso, lavorare anche divertendoci e con la testa più sgombra prima della pausa. Adesso ci sarà questa settimana di sosta in cui continueremo a lavorare con la stessa tenacia, mentalità e ciò che caratterizza questa squadra”. 

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