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Jana Fernandez da La Masia a Londra passando per Barcellona

Il Barcellona Femminile sta vivendo delle settimane complicate, che impensieriscono non soltanto società e giocatrici, ma anche i tifosi. Il club catalano, infatti, ad oggi ha visto parecchie calciatrici smettere i panni blaugrana (Ingrid Engen e Fridolina Rolfo sono solo due esempi) e una soltanto vestirli (Laia Aleixandri, gradito ritorno in quel di Barcellona). L’organico della rosa si è, dunque, ridotto a 17 atlete se si pensa che anche Jana Fernandez lascerà la Spagna e la Liga F per disputare la Women’s Super League.

Le London City Lionesses e il club più titolato del campionato femminile spagnolo, dopo una trattativa di cui si subodorava anche sui social grazie alle parole di diversi insiders, hanno trovato l’accordo per il trasferimento in Inghilterra del difensore classe 2002. Tra le giovani più promettenti cresciute ne La Masia (vera fucina di talenti da cui provengono anche Vicky Lopez e Claudia Pina) a cui si è unita quando aveva solo 12 anni, ha scalato rapidamente le gerarchie prima di debuttare in prima squadra nel novembre 2018 all’età di 16 anni e 9 mesi, diventando la seconda debuttante più giovane del club nell’era professionistica.
Ha firmato il suo primo contratto professionistico nell’estate del 2020 dopo aver maturato esperienza tra il Barça B e la prima squadra, impressionando per la sua fantastica capacità di passaggio e la sua abilità nel giocare sia come difensore centrale che come terzino.
All’FC Barcelona, ha vinto cinque volte il campionato, tre volte la Copa de la Reina, quattro volte la Supercopa de España Femenina e tre volte la UEFA Women’s Champions League.

Volto di punta anche delle nazionali giovanili delle Rojas, con loro ha vinto la Coppa del Mondo U17 e l’EURO U17. Ha anche giocato per “Le Grandi” guidate da Montse Tomè che quest’estate sono arrivate seconde all’EURO femminile 2025 in Svizzera.

Difensore tecnicamente dotato e versatile Fernández si rivela un ottimo acquisto in vista del  debutto nella Women’s Super League delle Lionesses che stanno dimostrando, acquisto dopo acquisto, di voler dire la propria, andando ad insidiare anche le squadre con un pedigree più vasto in Women’s Super League.

Sofia Cantore si racconta alla Gazzetta: “Qui per portare la Sofi di sempre”

Sofia Cantore sta vivendo il climax ascendente più importante della sua vita professionale. La nuova calciatrice del Washington Spirit, in gol al suo debutto nell’undici titolare – e che gol, tra l’altro – con la maglia della formazione statunitense, ha cominciato a far parlare di sé anche fuori dal pubblico italiano, ancora un po’ ristretto, interessato alla controparte femminile del calcio.

Sofia Cantore è diventata un nome che adesso si conosce e che si pronuncia con una consapevolezza diversa: la prima italiana a vestire una maglia in NWSL, la prima a segnare, facendolo nel migliore dei modi, con una delle squadre più forti del panorama mondiale, non solo d’oltreoceano, ha fatto notizia. Più del trasferimento più oneroso nella storia del calcio femminile italiano.

Fresca di Europeo, dov’è stata brillante dalla prima all’ultima partita in coppia con l’ex compagna di squadra Cristiana Girelli, Cantore ha poi ricevuto la bellissima notizia della candidatura al Pallone d’Oro insieme, guarda un po’, a Girelli. Due italiane in lizza per il premio più importante, un traguardo che non si era mai visto nella storia del calcio “in rosa” in Italia. Sarebbe meglio dire che il calcio sta assumendo tinte sempre più Azzurre, com’è azzurra la maglia della Nazionale vestita da Cantore prima di quella bianconera dello Spirit. Il bianconero le ha portato fortuna in Italia, e sembra donarle anche negli USA.

Chi si sarebbe mai aspettato di vedere un’italiana scendere in campo vicino a Trinity Rodman e contro Mallory Swanson, Ann-Katrin Berger e Marta al di fuori del contesto legato alla maglia Azzurra? Nessuno, di certo neanche lei. Nella lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Sofia Cantore ha tratto un primo e significativo bilancio della sua nuova vita negli Stati Uniti, nella Capitale.

«Non me lo aspettavo e sono contenta di condividere questo orgoglio con Cristiana. Lo considero un punto di partenza per dare valore a quello che ho fatto. Nella mia carriera ho avuto momenti sì e momenti no. Questo è un momento sì e mi spinge a migliorare ancora», ha dichiarato la calciatrice parlando del Pallone d’Oro, consapevole del livello incredibile delle contendenti. In fondo, però, se c’è anche lei in quel magico 30 è perché se l’è meritato. Ma Sofia Cantore è così: timida, sorridente, in una costante ricerca della crescita e del miglioramento personale puntando alla perfezione, che pensa di non riuscire a raggiungere, perché “forse è scarsa”, per citare in parte le sue parole.

La giocatrice ha analizzato come il campionato di NWSL richieda sempre di dare il massimo e di scendere in campo tenendo bene a mente l’obiettivo finale, senza mai perdere d’intensità in tutti i momenti della gara. A corredare un ambiente così impegnativo c’è però una squadra che l’ha subito accolta come una di famiglia: «Le compagne di squadra fanno di tutto per farmi ambientare. Nel gruppo c’è energia positiva. Lavoriamo molto con la palla, e devo abituarmi all’intensità. Il coraggio in campo è apprezzato, voglio vincere il più possibile per essere in buona posizione ai play-off.»

«L’Italia ha fatto tanti passi avanti, grazie anche alle straniere che sono arrivate nei club e al contributo della FIGC, come Arianna Caruso, Aurora Galli. Per crescere c’è bisogno di nuove esperienze. Farà bene anche alla Nazionale. Vincere qualcosa con la Nazionale è il mio sogno più grande», ha perciò affermato, smentendo tutte le voci che ritengono possibile un impoverimento del calcio femminile in Italia a causa delle partenze dei suoi gioielli. Cantore è categorica: l’esperienza all’estero farà bene in primis alla Nazionale, che potrà coccolarsi giocatrici di altissimo livello e abituate a campionati che, per forza di cose, hanno una storia diversa e più radicata nel movimento femminile.

«Non sono una persona capace di imporsi. Sono qui per portare la Sofi di sempre, quella che sono. E scoprire anche qualcosa di me.» Qualcosa di te l’hai già portato, Sofi: la tua grinta, la tua voglia di vincere, la tua genuinità, anche quando saluti le tue vecchie compagne di squadra della Juventus, dicendo che tiferai sempre per loro. Te stessa.

Forse le parole di Alisha Lehmann in quel video pubblicato qualche mese fa sui canali ufficiali della Juventus in cui la svizzera diceva che sarebbe diventata “la più forte al mondo” hanno assunto un significato quasi profetico. Sofia Cantore non si riterrà la più forte al mondo o la migliore, ma è una campionessa d’umiltà che si merita tutto il suo successo. Questo è poco, ma sicuro.

NWSL, folie à trois per la Golden Boot

La National Women’s Soccer League della stagione 2024 è stata, per certi versi, noiosa. No, noiosa non per le partite disputate, per i gol segnati o per i risultati che venivano recitati sui tabellini di ogni match: la “noia”, se così si può definire, deriva da un duello inizialmente alla pari – e poi impari – tra Barbra Banda e Temwa Chawinga per conquistare la Golden Boot. Le due calciatrici sono state “troppo” per tutte, e non hanno ammesso nessun’altra nella caccia del trofeo assegnato alla capocannoniera.

Lo scorso anno, Banda e Chawinga si sono staccate praticamente subito dalle dirette contendenti per il riconoscimento individuale più importante per un’attaccante. A trionfare è stata Temwa Chawinga, rompendo anche il record del maggior numero di gol segnati in una sola stagione: una macchina da gol incontenibile che ha trovato pane per i suoi denti soltanto in Banda, che a un certo punto le si è dovuta inchinare.

Chawinga è andata a segno 21 volte, Banda 17. Subito dopo di loro si è piazzata Sophia Smith – ora Wilson – a 12 reti, Marta a 11 ed Esther González a 10. Dopo 15 giornate, a oggi Temwa Chawinga ha segnato 10 reti, Barbra Banda 8. Le cose, però, sono cambiate. Non sono le uniche due a brillare come stelle nel firmamento della National Women’s Soccer League.

Spesso, tra le due litiganti a godere è la terza: alla corsa serrata per la Golden Boot si è aggiunta anche Esther González, che è riuscita a seminare terreno tra sé e le altre due. Reduce da un Europeo pazzesco in cui ha confermato il proprio fiuto per il gol anche quando sembrano non esserci spiragli per trovare la rete, la spagnola del Gotham è a quota 11 reti, una in più di Chawinga, ed è la giocatrice che sta letteralmente trainando la formazione newyorchese, bloccata ai “piani bassi” dei playoff e ancora molto altalenante. L’ex Real Madrid ha cominciato la nuova stagione con una grinta che lo scorso anno non era stata così straripante: 10 sono state le reti messe a segno in tutta la regular season, 11 sono invece quelle che la calciatrice ha segnato fino a ora, con ancora quasi tutto il girone di ritorno da giocare. Forse con lei il detto “trasforma in oro quel che tocca” assume un significato: quando Esther ha il pallone tra i piedi, sembra ipnotizzato da lei.

A quota 7 gol segnati ci sono Riley Tiernan dell’Angel City e Ashley Hatch del Washington Spirit, mentre è ferma a 6 gol siglati Emma Sears del Racing Louisville. L’eterogeneità delle squadre presenti nella classifica delle marcatrici rappresenta tutta la bellezza della competizione a stelle e strisce: con ancora così tante partite da giocare e così poca distanza tra le attuali capocannoniere e le inseguitrici il campionato si prospetta pieno di sorprese. Non resta che preparare i popcorn e seguirne partita dopo partita gli sviluppi. Per il momento conduce Esther González.

San Marino, Ada Daple si presenta: “Emozionata per questa opportunità. Farò il massimo per farmi trovare pronta”.

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il nome esteso è Ada Esther Pindo Daple. Per comodità, Ada Daple. Ha 26 anni, viene dalla Costa D’Avorio e ha tanta voglia di mettersi alla prova in Serie B, campionato che affronta quest’anno per la prima volta. E lo farà con la casacca della San Marino Academy dopo le esperienze avute in Italia con Lecce e Jesina. “Sono molto emozionata per questa opportunità che mi viene offerta. – afferma la nuova Titana – Ma anche carica ed estremamente motivata. Considero molto preziose le esperienze precedenti avute in Puglia e nelle Marche, perché mi hanno permesso di crescere e di avvicinarmi al livello che vorrei raggiungere. Ora c’è una sfida importante davanti a me. Farò il massimo per farmi trovare pronta.”

Ada si unisce al pacchetto di difensori su cui potrà contare mister Piva per la stagione che inizierà – lo abbiamo appreso ieri – dalla trasferta in casa del Brescia, fra 30 giorni esatti. “Sono un difensore aggressivo, ma anche veloce, tecnico e particolarmente a suo agio nel gioco aereo. – prosegue l’ex Jesina – Questo è un po’ il mio profilo a grandi linee. Naturalmente ho tante cose da migliorare ancora, e credo che la stagione a San Marino sarà decisiva da questo punto di vista. Pretendo molto da me stessa, soprattutto in termini di lavoro e concentrazione. La stagione che ci aspetta sarà un mix di sfide ed opportunità. Starà a noi farci trovare pronte. Le prime impressioni avute con il gruppo e con lo staff, in questi giorni di inizio preparazione, sono state ottime. Sono tutte ragazze abili e determinate. E i tecnici sono preparati e pieni di entusiasmo. Più in generale, è l’ambiente ad avermi colpito per organizzazione, efficienza e cura del dettaglio.” Benvenuta, Ada!

Una squadra da Serie A con un centro medico da podio olimpico

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Centro Medico Aleardi è il nuovo On Field Partner della Ternana Women, pronta ad affrontare la sua prima storica stagione in Serie A.

Punto di riferimento per la medicina specialistica nel territorio ternano, il Centro Aleardi si distingue per la qualità dei servizi offerti, frutto di una costante ricerca e dell’impiego di tecnologie e trattamenti all’avanguardia. L’ambulatorio, con sede a Terni, opera con un approccio multidisciplinare grazie alla presenza di reparti dedicati alla medicina dello sport, alla fisiokinesiterapia e all’odontoiatria, garantendo così un’assistenza completa e altamente qualificata ai propri pazienti.

Negli anni, il Centro Medico Aleardi e il dott. Francesco Corsetti – coordinatore medico-sanitario della Ternana Women – sono diventati un autentico punto di riferimento per l’atletica leggera internazionale. Tra gli atleti seguiti figurano campioni del calibro di Gianmarco “Gimbo” Tamberi, Massimo Stano, Zaynab Dosso, Chituru Ali, Andre De Grasse, Abdul Hakim Sani Brown, Lorenzo Ndele Simonelli, Ivana Spanovic, Nia Ali oltre alla staffetta 4×100 maschile cinese. Non solo atletica leggera. Tra gli atleti seguiti ci sono pure i ternani Danilo Petrucci e Alessio Foconi.

Una rete di collaborazioni che certifica il Centro Aleardi come centro d’eccellenza riconosciuto a livello internazionale, e che rende ancora più significativa la sinergia con la Ternana Women. Un legame fondato su valori comuni come la professionalità, la cura della salute e l’attenzione costante alla performance delle atlete.

FIFA Women’s Champions Cup: si avvicina l’assegnazione del primo trofeo, quattro squadre già sicure di partecipare

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency Calcio Femminile Italiano

All’inizio del 2026 verrà assegnata per la prima volta la FIFA Women’s Champions Cup: il torneo sarà riservato alle migliori squadre femminili di tutto il mondo che si contenderanno la prima edizione della rassegna. Nel marzo 2025 infatti la FIFA, attraverso il suo Consiglio, ha approvato la creazione della FIFA Women’s Champions Cup che riunirà, in pratica, i sei club campioni continentali della stagione precedente pronte a sfidarsi per un nuovo ambito trofeo.  Le prime gare della FIFA Women’s Champions Cup si giocheranno ad ottobre mentre il secondo turno a dicembre, quando saranno determinate tutte le magnifiche quattro pronte ad alzare l’ambita coppa. Ad inizio 2026, tra il 28 gennaio ed il primo febbraio, spazio invece a semifinali, finale per il terzo posto e finalissima. Ad ospitare il primo turno sarà la Cina e lo stadio Wuhan Sports Centre di Wuhan mentre le sedi dal secondo turno in avanti ancora non sono state annunciate da parte della FIFA.

A prendere parte alla prima edizione della FIFA Women’s Champions Cup ci saranno come detto sei squadre: alcune già note per aver vinto il proprio titolo continentale nei mesi scorsi altre, invece, ancora da conoscere. Sicure di potersi contendersi il titolo saranno l’Arsenal, vincitrice in Europa dell’UEFA Women’s Champions League, l’Auckland United FC, vincitrice in Oceania nella OFC Women’s Champions League, il Gotham FC, che ha primeggiato nel Centro-Nord America nella Concacaf W Champions Cup e lo Wuhan Jiangda, che si è affermato in Asia nella AFC Women’s Champions League.
Ancora da conoscere sono i nomi delle vincitrici dei tornei del Sud America, con la CONMEBOL ad organizzare la Libertadores Femenina con finale prevista il 18 ottobre, e l’Africa con la CAF ad organizzare la Women’s Champions League con finale prevista il23 novembre.

Conosciuti anche gli ultimi due nomi potrà prendere il via la FIFA Women’s Champions Cu con la prima fase della competizione che prevede due turni a eliminazione diretta. A sfidarsi saranno le campionesse asiatiche del Wuhan Jiangda che ospiteranno quelle oceaniche dell’Auckland United FC. Chi passa affronterà, poi, le campionesse d’Africa nel 2° turno, si avranno cosi i quattro nomi con una squadra ad aggiungersi alle campionesse del Sud America, Arsenale a Gotham che accederanno alle fasi finali che si disputeranno in campo neutro. In semifinale le vincitrici del 2° turno incontreranno l’Arsenal mentre Gotham giocherà contro la vincente della Libertadores Femenina. Le vincitrici delle semifinali, ovviamente, si sfideranno in finale, mentre le seconde classificate si contenderanno il terzo posto. Già stilate le date per la fase finale della seconda edizione, quella del 2027, che andrà in scena mercoledì 27 gennaio a domenica 31 gennaio.

I tornei continentali raggiungono nuove vette

I tornei continentali si sono svolti in quattro confederazioni nell’ultimo mese, con le partite in Asia che contano anche come qualificazioni per la Coppa del Mondo femminile FIFA 2027 in Brasile. Il primo UEFA Women’s EURO ospitato in Svizzera si è rivelato un enorme successo, con siti popolari in diretta e un record di presenze di tutti i tempi prima del completamento della fase a gironi. Nuovi orizzonti sono stati raggiunti anche quando Polonia e Galles hanno fatto il loro debutto nella competizione a 16 nazioni, mentre l’Italia ha raggiunto la sua prima semifinale dal 1997.

La strada verso la Coppa d’Asia femminile AFC 2026 e la Coppa del Mondo femminile FIFA 2027 è iniziata il 23 giugno a Chiang Mai, in Thailandia, quando l’India ha aperto con una vittoria sulla Mongolia. L’India alla fine ha vinto il Gruppo B davanti alla Thailandia, due volte partecipante alla Coppa del Mondo femminile FIFA.
La storia è stata fatta a Yangon, in Myanmar, quando il Bangladesh ha raggiunto la sua prima Coppa d’Asia femminile AFC vincendo il Gruppo C. Il Nepal è andato vicino a emularli ma ha perso contro l’Uzbekistan ai calci di rigore che è stato messo in scena per decidere il Gruppo F dopo che entrambe le squadre hanno terminato con sette punti. Con l’ultimo tabellone delle 12 nazioni ora completo, l’attenzione si è spostata poi sul sorteggio di Sydney del 29 luglio.

La Copa América Femenina ha preso il via l’11 luglio in Ecuador, anche se per la prima volta la CONMEBOL terrà una competizione separata per decidere la qualificazione alla Coppa del Mondo femminile FIFA, che si giocherà tra ottobre 2025 e giugno 2026.
La Coppa delle Nazioni Femminili OFC è tornata alle Fiji, che ha ospitato anche l’edizione precedente nel 2022. Le Isole Salomone si sono assicurate un risultato rivoluzionario vincendo il loro primo titolo continentale senior maschile o femminile con una vittoria per 3-2 ai tempi supplementari sui detentori del titolo della Papua Nuova Guinea. Il torneo è stato anche degno di nota per la piccola nazione polinesiana Samoa che ha concluso al terzo posto di sempre. Come in Sud America, una competizione separata deciderà la qualificazione per la Coppa del Mondo femminile FIFA 2027.

Il business del calcio femminile: sponsorizzazioni, marketing e nuove opportunità commerciali

Ormai è una consapevolezza per tutti: il calcio femminile italiano non è più solo una questione di pallone e risultati sportivi. Negli ultimi anni si è trasformato in un vero e proprio settore economico, capace di attrarre investimenti, sponsorizzazioni e partnership commerciali che fino a poco tempo fa sembravano impensabili. La crescita esponenziale del movimento ha aperto scenari inediti, e ha trasformato le calciatrici in testimonial e le squadre in brand appetibili per aziende di ogni settore.

La svolta della professionalizzazione

L’arrivo della professionalizzazione nel 2022 ha rappresentato il punto di svolta definitivo. Non si tratta solo di contratti e tutele per le atlete, ma di un cambio di paradigma che ha reso il calcio femminile un prodotto commercialmente interessante. Le società hanno iniziato a ragionare in termini di bilanci, ricavi e sostenibilità economica, aprendo le porte a un mondo di opportunità prima inesplorate.
La Serie A femminile ha registrato una crescita esponenziale negli investimenti pubblicitari negli ultimi tre anni. Marchi che non avevano mai considerato il calcio femminile come veicolo promozionale hanno iniziato a interessarsi, riconoscendo il potenziale di un pubblico in crescita costante e con caratteristiche demografiche molto interessanti.

I numeri che convincono gli sponsor

I dati parlano chiaro: il pubblico del calcio femminile è giovane, istruito e con un potere d’acquisto medio-alto. Il 60% dei tifosi ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, il 70% è laureato e il 45% sono donne. Questi numeri rappresentano un target preziosissimo per molte aziende, soprattutto quelle che operano nei settori del lifestyle, della tecnologia e dei servizi. La copertura mediatica è cresciuta del 400% rispetto al 2020, con Sky Sport che ha deciso di trasmettere tutte le partite della Serie A femminile e la Rai che ha aumentato significativamente lo spazio dedicato. Questo incremento di visibilità destinato ad aumentare ha reso il calcio femminile un investimento pubblicitario sempre più conveniente, con costi ancora contenuti rispetto al calcio maschile ma con un ritorno sull’investimento in costante crescita.
Nike è stata tra le prime a credere nel potenziale del calcio femminile italiano, siglando accordi di sponsorizzazione tecnica con la Nazionale e diverse squadre di Serie A. L’azienda americana ha investito non solo in forniture tecniche, ma anche in campagne marketing dedicate, trasformando calciatrici come Cristiana Girelli e Barbara Bonansea in volti globali del brand.
Visa ha scelto di diventare partner ufficiale della UEFA Women’s Champions League, investendo milioni di euro in una competizione che vede protagoniste anche le squadre italiane. La strategia di Visa punta a intercettare un pubblico femminile sempre più attento ai servizi finanziari digitali.
Anche settori tradizionalmente lontani dal calcio hanno iniziato a interessarsi. Aziende cosmetiche, brand di moda e perfino catene di ristorazione hanno scoperto nel calcio femminile un veicolo promozionale efficace per raggiungere target specifici.

Il boom delle sponsorizzazioni non tradizionali

Una delle tendenze più interessanti degli ultimi anni è l’arrivo di sponsor provenienti da settori completamente nuovi per questo settore. Le piattaforme di streaming hanno iniziato a investire massicciamente, riconoscendo nel pubblico calcistico femminile un bacino di utenti ideale per i loro servizi. Particolarmente significativo è l’interesse mostrato dal settore del gaming e dell’intrattenimento online. Numerose piattaforme digitali hanno iniziato a sponsorizzare squadre e eventi, puntando anche su promozioni mirate come i bonus 100 euro senza deposito subito per attrarre il crescente pubblico femminile. Questo tipo di partnership rappresenta una novità assoluta e dimostra come il calcio femminile sia riuscito ad aprire mercati prima inesplorati.
Le aziende tecnologiche non sono state da meno. Società di software, app di fitness e piattaforme di e-commerce hanno riconosciuto nelle calciatrici testimonial perfette per promuovere i loro prodotti verso un pubblico giovane e digitalizzato.
Uno degli aspetti più interessanti del business del calcio femminile è la sua dimensione sociale. Gli sponsor non acquistano solo visibilità, ma anche un posizionamento etico e valoriale. Sostenere il calcio femminile significa dimostrare attenzione verso la parità di genere, l’inclusione e l’empowerment femminile.
Molte aziende hanno costruito intere campagne di corporate social responsibility attorno al loro sostegno al calcio femminile. Questo aspetto aggiunge valore all’investimento, permettendo ai brand di comunicare valori positivi e di migliorare la propria reputazione aziendale.

Le calciatrici come brand ambassador

Le giocatrici italiane hanno saputo sfruttare la crescente popolarità per costruire brand personali solidi. Valentina Giacinti, con i suoi 200mila follower su Instagram, è diventata testimonial di marchi di abbigliamento sportivo e prodotti per il benessere. Sara Gama ha saputo coniugare la carriera sportiva con attività imprenditoriali nel settore della consulenza aziendale.
Barbara Bonansea collabora con brand di lifestyle e tecnologia, mentre Cristiana Girelli ha sviluppato una linea di prodotti per l’allenamento. Queste collaborazioni dimostrano come le calciatrici siano riuscite a trasformarsi in vere e proprie influencer, capaci di generare valore commerciale anche al di fuori del campo.
Il merchandising rappresenta un’altra importante fonte di ricavi. Le maglie della Juventus Women hanno registrato vendite record, con oltre 50mila pezzi venduti nella stagione 2023/24. Il Milan femminile ha lanciato una linea di abbigliamento dedicata che ha ottenuto un successo inaspettato, soprattutto tra il pubblico più giovane.
Le società investono sempre più nella creazione di prodotti dedicati, dalle maglie ai gadget, fino agli accessori lifestyle. La Roma ha aperto uno store online dedicato esclusivamente al calcio femminile, mentre l’Inter ha creato una linea di prodotti in collaborazione con designer di moda.

Le sfide del business model

Nonostante la crescita, il calcio femminile deve ancora affrontare importanti sfide per raggiungere la sostenibilità economica completa. I costi della professionalizzazione sono elevati e non tutte le società riescono a coprirli interamente con i ricavi da sponsorizzazioni e merchandising.
La FIGC ha lanciato un piano di sviluppo che prevede investimenti specifici per aiutare le società a costruire modelli di business sostenibili. L’obiettivo è raggiungere entro il 2027 un equilibrio tra costi e ricavi per almeno il 70% delle squadre di Serie A. Con questi accorgimenti il business del calcio femminile appare ricco di opportunità. L’arrivo di nuovi investitori, l’interesse crescente dei media e l’evoluzione del pubblico stanno creando le condizioni per una crescita sostenibile e duratura. Alcune squadre sperimentano anche l’utilizzo di realtà virtuale per offrire esperienze immersive ai tifosi, mentre altre hanno investito in sistemi di analytics per ottimizzare le strategie commerciali e sportive.
Il calcio femminile italiano ha dimostrato di saper coniugare passione sportiva e visione imprenditoriale. La strada verso la completa sostenibilità economica è ancora lunga, ma i segnali sono tutti positivi. Con investimenti mirati, strategie innovative e il sostegno di partner commerciali sempre più numerosi e qualificati, il movimento calcistico femminile italiano si prepara a scrivere pagine importanti anche dal punto di vista economico.

Margherita Monnecchi, Lazio: “Possiamo fare bene, vogliamo essere protagoniste in campionato”

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency Calcio Femminile Italiano
L’ex Eibar e Como ha poi continuato: “Penso che la nostra sia una squadra che ha ancora bisogno di lavorare. C’è bisogno di migliorare ed entrare nei meccanismi del mister, pretende tanto e dà tanto, con lui e le compagne mi sto trovando bene, è un ambiente sereno e familiare. Ci sono i presupposti per crescere come squadra, possiamo essere una delle protagoniste del torneo puntando al terzo posto se possibile”.
Monnecchi ha quindi concluso: “Il Viola Park l’ho vissuto sempre da avversaria, indubbiamente è uno dei centri sportivi migliori ma sappiamo che a Formello abbiamo tutto quello che ci serve. Dal campo alle infrastrutture, possiamo venire qui ad allenarci singolarmente essendoci tutto per stare bene”. 

Gianpiero Piovani, Inter: “Preseason positiva. Champions? Dobbiamo ancora recuperare 3/4 giocatrici”

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Si conclude la preseason dell’Inter Women: le nerazzurre sono state sconfitte dalla Juventus nella finalissima della The Women’s Cup al termine di una partita molto combattuta. Al termine del match il tecnico nerazzurro Gianpiero Piovani ha analizzato la prestazione e l’intera preseason delle ragazze nerazzurre:

“Per quello che abbiamo visto il bilancio della preseason è positivo, le ragazze non si sono mai risparmiate e hanno sempre cercato di lavorare secondo le nostre proposte. Per noi questo è molto importante, perché abbiamo alzato l’asticella e questo tipo di prestazioni ne sono la prova: le ragazze si stanno applicando al 100% per crescere ogni giorno e noi cercheremo di aiutarle durante la settimana con i nostri allenamenti. Quello che abbiamo fatto di buono finora non deve essere un punto d’arrivo, ma di partenza. La squadra può crescere dappertutto, il calcio d’agosto è particolare ma tra cinque giorni avremo una partita ufficiale che vogliamo provare a vincere. Tra dieci giorni poi ci sarà la Champions League e si comincerà a fare sul serio, perciò queste prestazioni sono ottimi segnali per il futuro. Dobbiamo ancora recuperare 3/4 giocatrici che non sono al meglio, però per quanto riguarda le altre siamo a buon punto. Teniamo molto alla Serie A Women’s Cup, è una nuova competizione che vogliamo scoprire, secondo me è stata creata ad hoc per fare sul serio fin da subito. Mi piace perché la stagione entrerà subito nel vivo. Dopo ci sarà la Champions, forse per noi sarebbe stato meglio avere qualche giorno in più a disposizione, ma sono convinto che le ragazze arriveranno a queste partite nel migliore dei modi”

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