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Il Permac Vittorio Veneto si fa raggiungere nel finale dalle giallorosse

Il filo psicologico che unisce la Città della Vittoria dalle nuances rossoblù all’Urbe Còndita per definizione, nel cuore delle sue sfumature più “maggiche” sponda giallorossa, rivela tutto il proprio ispido spessore alle pendici di un tranquillo weekend di paura, shakerato dallo spareggio salvezza proposto dalla tredicesima giornata – seconda del girone di ritorno – della Serie Cadetta 2019-2020. Avviluppate nel gomitolo della paura, minacciate dalle sabbie mobili dei bassifondi di classifica e ormai a secco di successi rispettivamente da 98 e 70 giorni, Permac e Roma si guardano negli occhi al Barison in una sfida non adatta a miocardi deboli e animi pavidi, con in palio punti dal peso specifico di incalcolabile valore a lungo termine.

Alla disperata ricerca di nuove scosse emotive all’interno della faglia psicologica delle proprie Tose, Mister Diego Bortoluzzi torna più che mai ad armeggiare con la propria lavagna tattica e a riproporre quel 3-5-2 già sperimentato a targhe alterne nell’arco del primo inteso scorcio di stagione. A sventolare il vessillo rossoblù a guardia del fortino difensivo non manca la numero 1 per eccellenza Giulia Reginato, direttrice esecutiva del terzetto arretrato vonde monadis composto, in ordine di esperienza anagrafica, da Gloria Frizza, Michela Martinelli e Giada Tomasi. Il folto reparto di metà campo vede la novità Greis Domi, al rientro nello Starting XI, accanto all’immarcescibile Valentina Foltran, con il jolly Maria Zuliani chiamata agli straordinari in posizione tendenzialmente più offensiva e gli esterni a tutta fascia Monica Furlan e Karin Mantoani preselezionate a suonare la carica box to box senza sosta lungo le corsie laterali. In avanti, Flavia Devoto conferma la propria impronta sulle mattonelle della trequarti avversaria accanto all’Ingegner-Pivot Adriana De Martin, capitano di giornata e a caccia pure di una gioia personale (e collettiva) dopo le troppe domeniche di ramadan dal tabellino dei marcatori.

Come ampiamente prevedibile, i primi giri d’orologio della contesa diretta dal Sig. Djurdjevic di Trieste – al quarto gettone arbitrale nella tana rossoblù nelle ultime tre stagioni – rivelano tutte le insicurezze di due squadre smosse da un ardore tanto cieco quanto piuttosto disordinato in fase “produttiva”. A risentirne è in particolar modo la qualità del gioco ambo i fronti, caratterizzata dai continui tentativi di spezzare gli accenni di trame offensive sul fronte avversario, piuttosto che tentare di imbastire con maggior acume le proprie. La prima vaga occasione si materializza così, casual style, nell’area ospite dopo 11 giri di orologio: su corner da destra della Tosa in maglia diez Domi, l’intervento a centro area del centrale difensivo giallorosso Noemi Cortelli è piuttosto scomposto ma viene neutralizzato con attenzione dal proprio estremo difensore Dalila Di Cicco. Segue un altro quarto d’ora abbondante totalmente scevro di conclusioni verso la porta da una parte e dall’altra, spezzato solo al 25’ dal primo vero tiro in porta del match, a conclusione di un’interessante azione rossoblù sull’asse Zuliani-Devoto: la friulana in maglia 71 pesca in velocità sulla corsia di destra la punta scuola Juve e, sul passaggio di ritorno di quest’ultima a centro area, schiaccia troppo la battuta verso i guantoni di Di Cicco, sicura nella presa a terra in due tempi. Due minuti dopo si vede finalmente anche la Roma, Sclavo pennella il cross da destra dopo aver saltato Frizza, ma la parabola si perde appena troppo alta per l’incornata di Filippi in agguato nel cuore dell’area di rigore Permac. Ben più pericolosa l’azione rossoblù al 37’, figlia del solito dialogo – questa volta sull’esterno mancino – tra Zuliani e Devoto, coronato da una discreta conclusione radente della numero 24, spizzata da Di Cicco in angolo anche se probabilmente, seppur non di molto, destinata out. Sul finale di primo tempo, time zonepiuttosto critica per la retroguardia vittoriese sin qui in stagione, le ospiti giallorosse provano finalmente a battezzare – seppur con l’acqua di rose – gli attrezzi del mestiere di Ciuki Reginato: ci prova Landa, al 39’, difendendo un pallone vagante in area ed estraendo un tiro a mezz’altezza troppo morbido da buona posizione, seguita al minuto 43 da Polverino, il cui destro a giro dalla lunetta del limite dell’area è poco più che una seconda interurbana per il satellitare della numero 1 di casa. All’intervallo la parità a occhiali rappresenta un compromesso piuttosto legittimo rispetto alle dinamiche evidenziate dal campo.

La ripresa delle ostilità, a 22 in campo completamente invariate, si rivela invece da subito di tutt’altra pasta, dal punto di vista emozionale e della qualità degli accadimenti a referto. Dopo i colpi a salve dei primi 45’, la Roma stavolta si presenta al minuto 50 con un diagonale mancino della canterana classe 2000 Serena Landa tutt’altro che distante dalla base del palo sinistro della porta di Reginato. Lo squillo giallorosso per poco non si trasforma in allarme rosso 4 giri di lancette più tardi: Riboldi è brava e fortunata a vincere un doppio contrasto all’ingresso dell’area su Martinelli prima e Furlan poi, ma davanti a lei compare una straordinaria Giulia Reginato versione “Accetto Miracoli”, provvidenziale nel respingere a mano aperta la conclusione quasi a botta sicura dell’ex attaccante di Bari e Chievo. Il fortino rossoblù sembra oscillare come troppe volte già accaduto, eppure dopo un’altra girata di Riboldi – questa volta totalmente innocua per la numero 1 di casa – la fiamma giallorossa sembra come tornare ad assopirsi nel cuore dei bipolarismi domenicali. Ad approfittarne, tanto sornione quanto efficaci, sono allora le Tose, che sommessamente riprendono campo e vigore con il passare dei minuti sino all’acme liberatorio della rete del vantaggio, confezionata appena oltre metà tempo dai sontuosi piedi della numero 10 Greis Domi: la conclusione dai 35 metri dell’ex centrocampista – tra le altre – proprio della Roma è un gioiello di balistica che fulmina con inusitata spietatezza l’estremo difensore Di Cicco appena  sotto il montante della porta giallorossa. Seconda marcatura stagionale per la centrocampista di origine albanese – curiosamente ancora contro una formazione della Capitale – e Permac di nuovo in gol dopo quasi 300’ di totale astinenza in fase realizzativa. L’1-0 accende definitivamente gli animi rossoblù e 5 minuti dopo le Tose vanno persino vicine alla rete del raddoppio, con il palo alla sinistra di Di Cicco a negare la gioia della doppietta personale alla solita Greis Domi, autrice di un altro meraviglioso colpo del proprio repertorio, questa volta un destro a giro esploso con il cesello da circa 20 metri. Poco dopo, sfinita, la grande protagonista vittoriese cede il passo e il terreno al subentrante capitan Laura Tommasella. Anche con il passare dei minuti, le rossoblù si mantengono stabilmente nella metà campo avversaria, lasciando alla Roma solo poche, sparute occasioni per abbozzare il contropiede no way backverso la zona rossa presidiata da Reginato. Con il 90’ ormai alle porte, in un misto tra ingenuità e malasorte, accade ancora una volta l’imponderabile a rovesciare quanto di buono costruito dalla compagine di coach Bortoluzzi sino a quel momento. Minuto 87: Landa, imbeccata in posizione da ala sinistra, ruba tempo e spazio a Martinelli e pennella un traversone a centro area su cui la neo-entrata in maglia numero 7 Alessia Ietto – clamorosamente sfuggita alla marcatura di Frizza a centro area – si avventa di testa incornando in contropiede da pochi passi l’incolpevole Reginato. L’1-1 è una secchiata di ghiaccio antartico sulla schiena di tutto il popolo rossoblù. Nel convulso finale, Frizza prova a farsi perdonare in proiezione offensiva su un cross dalle retrovie di Piai, venendo fermata però dalla respinta con il corpo di Di Cicco da buona posizione; sul capovolgimento di fronte, al terzo e ultimo minuto di recupero, è Reginato a dover intervenire in tuffo su Landa per evitare la beffa delle beffe, nemmeno contemplabile.

Finisce con un punto a testa, sostanzialmente poco utile per entrambe, la sfida di inizio febbraio al Barison. Le Tose mantengono l’imbattibilità – 2 vittorie e 5 pari in 7 incontri – tra le proprie mura amiche, ma si ritrovano ora al quartultimo posto e in piena zona playout per effetto del successo del Cesena contro il Perugia fanalino di coda. Dopo il prossimo weekend di pausa, la marcia delle ragazze di mister Bortoluzzi ripartirà proprio dall’ulteriore cruciale step in terra umbra, partita in cui – è evidente e va rimarcato – non è contemplato alcun risultato diverso dalla vittoria per tornare a dare un senso al percorso e alle ambizioni nella Serie Cadetta.

Photo Credit: Permac Vittorio Veneto

Seleman: “Il 16 febbraio lo scontro diretto per il primato, ci aspettiamo tanti tifosi a Formello”

Ashiraf Seleman, allenatore della Lazio Women, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style radio 89.3 FM:

“Ieri abbiamo svolto una delle prestazioni più importanti della stagione, le ragazze sono state brave: abbiamo lanciato un bel segnale perché abbiamo creato il giusto entusiasmo per prepararci ad affrontare la gara valida per il primato del prossimo 16 febbraio. La gara con il Chievo Fortitudo Women non è stata così semplice come potrebbe sembrare. Sulla parità, il nostro portiere ha effettuato una grande parata senza la quale la gara sarebbe andata probabilmente in maniera diversa. Successivamente siamo passati in vantaggio ed abbiamo svolto una ripresa con la giusta cattiveria per chiudere l’incontro.

Sul 4-0 per noi, inoltre, c’è stata una grande voglia di non incassare alcuna rete. Il Napoli è l’unica squadra che è riuscita a vincere contro di noi per due volte. La formazione partenopea si è anche rinforzata con un paio di elementi: sono un grande gruppo, ma noi abbiamo grande voglia di rivalsa. Proveremo ad offrire una prestazione importanti, vogliamo vincere e faremo di tutto per portare a casa i tre punti.

Vantiamo la miglior difesa del campionato: dalla gara con il Cittadella, abbiamo iniziato a non subire più reti ed ora è da quattro gare consecutive che non incassiamo gol. Ogni reparto si aiuta ed alza il livello della concentrazione per evitare di incassare reti: abbiamo capito che, se restiamo concentrati e compatti, un gol riusciamo sempre a realizzarlo. Solo con il Napoli non abbiamo trovato la via della rete. Considerando il nostro percorso, abbiamo sempre pagato le pause del campionato ed avremmo preferito giocare subito contro il Napoli, ma abbiamo giocato cinque gare molto dispendiose ed una settimana di pausa può aiutarci a recuperare un po’ di energie. Ci prepareremo al meglio perché vogliamo offrire una grande prova, mi auguro che il campo ‘Mirko Fersini sia pieno di tifosi perché vogliamo regalare un risultato importante alla nostra gente”.

Credit Photo: Lazio Women

Il significato dentro la fotografia: Rossella Sardu e Francesca Soro, amiche da una vita

Il significato dentro una fotografia non è sempre quello più immediato, ma può nascondere delle storie che solo il calcio è in grado di offrire. Nate entrambe a Sassari, quasi coetanee, per tantissimi anni compagne di squadra alla Torres fino all’esordio in Serie A, anche quello vissuto insieme. Poi ancora insieme, per continuare a vivere la massima serie e condividere il loro amore per il calcio, fino a quando le loro storie intrecciate perdono la cordatura, rimanendo però indissolubilmente legate dall’amicizia quotidiana. Abbracciate alla fine di una gara combattutissima, una partita importante, perché se lo erano promesse qualunque fosse stato il risultato. E i capitani mantengono le promesse, le amiche ancora di più. Nella fotografia il capitano della Pink Bari Francesca Soro (a sinistra) abbracciata alla sua amica di sempre: il capitano dell’Hellas Verona Rossella Sardu (a destra)

Riabbracciarsi a fine partita come se vi vedeste tutti i giorni, come una volta. Chi è per te Francesca Soro?

Francesca è la mia migliore amica ed è come se fosse una sorella. La sento praticamente ogni giorno e, pur non vedendola come prima, per ovvi motivi, è comunque una certezza nella mia vita“.

Avete condiviso tantissimi anni da compagne di squadra ed è nata una grande amicizia…

Circa una settimana fa abbiamo raggiunto il traguardo di 15 anni di serie A dal giorno del nostro esordio, eravamo entrate in campo a distanza pochi minuti l’una dall’altra. Prima di quel giorno avevamo condiviso qualche anno nel settore giovanile, quindi siamo amiche da sempre“.

Vi siete affrontate in una partita combattutissima, uno scatto a fine partita quasi naturale?

È vero, ci eravamo promesse di farla indipendentemente dal risultato finale“.

Cosa vi siete dette prima della partita?

Prima della partita avevamo parlato del sorteggio iniziale, del lancio della monetina: lei è sempre stata la più fortunata tra le due, così le avevo detto che sapevo lo avrebbe vinto lei. Così quando la fortuna, per l’ennesima volta, è andata dalla sua parte ci siamo entrambe messe a ridere… io un po’ meno“.

Anche questo è il calcio visto dagli occhi di una calciatrice?

Il calcio regala tanto sotto molti aspetti e credo che, nel nostro caso, questa amicizia sia una delle ricchezze più grandi che abbiamo ricevuto grazie a questo sport. Dai primi novanta minuti, per tutta la vita“.

Credit Photo: Hellas Verona Women

Gli arbitri incontrano dirigenti, allenatori e calciatrici dei club di Serie A e B

La riunione si terrà lunedì 10 febbraio presso il Centro Sportivo ‘Giulio Onesti’ di Roma. Presente la presidente della Divisione Calcio femminile Ludovica Mantovani.

Lunedì 10 febbraio la Divisione Calcio Femminile ha organizzato un incontro con gli arbitri della CAN D, al quale parteciperanno i capitani, gli allenatori e i dirigenti di tutte le società di Serie A e B. Saranno presenti anche la presidente della Divisione Ludovica Mantovani e il designatore della CAN D Matteo Trefoloni.

Nel corso della riunione, che si terrà alle ore 11 presso il Centro Tecnico Sportivo ‘Giulio Onesti’ di Roma, verranno affrontate questioni organizzative e di natura tecnico-disciplinare.

Nota per le redazioni
Al termine dell’incontro è prevista un’attività media. È possibile inoltrare la richiesta di accredito all’indirizzo mail n.gaetani@guest.figc.it, entro le ore 12 di venerdì 7 febbraio.

Credit Photo: FIGC

 

Pesante sconfitta per l’Orobica in quel di Sassuolo

L’Orobica ritorna da Sassuolo con sei gol al passivo che aggravano la delicata situazione di classifica, e non fa certo bene al morale della squadra.

Eppure nel primo tempo le bergamasche non avevano sfigurato contro la quinta forza del campionato, chiudendolo con lo svantaggio di una sola rete. È nella ripresa che è avvenuto il tracollo, anche per la poca benzina delle nuove arrivate che acquisteranno la piena autonomia solo nelle prossime partite. Comunque questo non basta a spiegare quanto è accaduto con una squadra che, al di là dei propri errori, non riesce a finalizzare le azioni imbastite, e siamo all’inizio del girone di ritorno.

Nell’undici di partenza fa il suo esordio Andrea Palsdottir, islandese appena arrivata, con il rientro di Luana Merli nel fronte d’attacco.

L’inizio del match propone le padrone di casa che cercano di imporre il proprio gioco, cercando di aggredire fin da subito le ospiti, e subito le cose si mettono male per loro, quando al 4’ Sabatino realizza l’1 a 0 intervenendo sotto misura ad un metro dalla porta con la difesa immobile. Il Sassuolo, una volta in vantaggio, continua della ricerca del raddoppio, e lo fa al 15’ con un tiro dal limite di Monterubbiano alto sopra la traversa, ed un minuto dopo con Pugnali con una conclusione dal vertice sinistro dell’area, e questa volta è Lonni a dire di no, distendendosi sulla propria destra e respingendo il pallone. Al 24’ l’Orobica ha una grande occasione: Palsdottir lancia in profondità Muya che entra in area, ma difetta nel controllo, ed allungandosi il pallone non riesce a dare incisività al tiro che finisce tra le mani di Lemey. È ancora Sassuolo prima al 28’ con un colpo di testa di Cutler alto, ed un tiro seguente di Monterubbiano con il medesimo risultato. La grande occasione arriva al 33’ quando Sabatino conclude a botta sicura a poche passi da Lonni che è strepitosa a deviare di piede. La risposta dell’Orobica si esaurisce in un tiro da lontano di Palsdottir da lontano senza troppe pretese. Nei minuti di recupero seconda grande occasione per le ospiti con una bella discesa sulla sinistra di Muya, quindi a Kalasic al limite dell’area, con palla che giunge a Marolt sulla destra che mira all’angolino opposto, ma il suo destro non riesce a superare Lemey leggermente fuori dai pali. Il tempo termina col minimo vantaggio romagnolo.

Nella ripresa, dopo aver perso al 13’ della prima frazione per infortunio Foti, coach Marini è costretta anche a cambiare Kalasic con Cristina Merli. Al 52’ arriva il raddoppio del Sassuolo grazie ad un’autorete di Visani che, nel tentativo di anticipare Molin, tocca per prima la palla, ma sfortunatamente mette in rete. Ancora una volta la fortuna che spesso accade non arride alla formazione bergamasca. Sul doppio vantaggio la partita si incanala sui binari più consoni al Sassuolo. L’Orobica cerca di ridurre le distanze al 56’ con Cristina Merli che devia in testa per l’accorrente Muya a centro area, ma è brava Lemey anticipare tutte. Ancora le bergamasche due minuti dopo, ma il tiro di Luana Merli dal limite viene vanificato dalla posizione di fuorigioco. Al 68’ le romagnole portano a tre le marcature con Ferrato, che approfitta di una corta respinta della difesa in area, e batte Lonni in diagonale. A questo punto la partita è virtualmente finita. Il Sassuolo comunque continua nella sua offensiva, ed al 74’ Dubcova Michaela segna il poker romagnolo, sfruttando un passaggio in orizzontale dalla destra. Al 79’ Ferrato realizza il quinto goal, mettendo in rete da pochi passi un traversone di Monterubbiano. All’85’ Lonni ferma in tuffo una conclusione della scatenata Ferrato, mentre ad un minuto dalla fine si rivede l’Orobica con un bel lancio di Mandelli per Zanoli, che si fa tutta la fascia sinistra per poi scoccare un tiro di sinistro ben parato da Lemey. Resta il tempo per un penalty decretato al 91’ per un fallo su Sabatino, che la stessa trasforma alla sinistra di Lonni.

Finisce con un punteggio troppo punitivo per l’Orobica, che fa un passo indietro come gioco ed atteggiamento rispetto alle ultime uscite. Uniche menzioni per Visani, che cresce ogni partita a vista d’occhio ed inanella un’altra bella prestazione, e per la nuova arrivata Palsdottir, autrice di una buona performance nonostante i pochi allenamenti.

La serie A si è allontanata ancora di più, ma finché la matematica non parlerà bisogna crederci e fare il maggior numero di punti al più presto.

Ci sono due settimane che potranno servire a riordinare le idee e a recuperare la forma fisica, in vista del prossimo impegno interno contro l’Empoli il 15 febbraio alle ore 14:30.

SASSUOLO: Lemey, Cutler (80’ M. Dubcova), Molin, Sabatino, Monterubbiano, Errico (59’ Tomaselli), Pugnali (53’ Ferrato), Orsi, K. Dubcova, Lenzini, Filangeri. A disp: Binini, Jaques, Jansen, Zazzera, Labate, Santoro. All: Piovani.

OROBICA CALCIO BERGAMO: Lonni, Hilaj, Vavassori, Visani, Zanoli, Foti (13’ Giorgia Milesi), Palsdottir (75’ Mandelli), Merli Luana, Marolt, Muya, Kalasic (45’ Cristina Merli). A disp: Brasi, Campana, Michela Milesi, Salvi, Pilato. All: Marini.

ARBITRO: Faraon di Conegliano.

MARCATRICI: 4’ e 92’ (rigore) Sabatino (SAS), 52’ Visani (ORO, autorete), 68’ e 79’ Ferrato (SAS), 74’ M. Dubcova (SAS).

AMMONITE: Errico (SAS), Hilaj (ORO).

Photo Credit: Arnaldo Cavallotti

Vicenza beffato dal Brescia nel finale: finisce l’avventura in Coppa

Si conclude l’avventura del Vicenza in Coppa Italia Serie C. Il Brescia espugna il Baracca 1 a 0, con la rete di Assoni all’87′. Un gol che appare quasi come una beffa, dato che il Vicenza ha condotto per larghi tratti il match nel secondo tempo, dopo una prima metà di gioco in cui il Brescia aveva dimostrato qualcosa in più. Pubblico delle grandi occasioni al Baracca. Ai numerosissimi tifosi di casa si aggiungono i tanti supporters giunti da Brescia.

Passa un minuto e Yeboaa vince un duello con un difensore bresciano, riesce ad entrare in area dalla sinistra, ma il suo tiro finisce alto. La partita è combattuta e sostanzialmente equilibrata: si vedono gli ampi margini tecnici di entrambe le squadre. Al 16’ Menon sventa di testa un pericoloso cross in area biancorossa. In questa fase è il Brescia a spingere di più, encomiabile il lavoro della difesa berica. Al 19’ Sossella abbandona il campo per un colpo in faccia, ma per fortuna si tratta solo di un brutto spavento: un minuto dopo rientra. Il Brescia continua a crescere: al 24’ il tiro-cross di Previtali trova la deviazione vincente di Massussi, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Il Vicenza non ci sta, e va vicino al gol al 29’: la bella punizione di Sossella dal limite sinistro trova il guizzo provvidenziale di Meleddu; sul corner successivo Yeboaa tira al volo, ma pallone finisce alto di poco. Al 37’ Ferrati mette un bel cross in area: Meleddu riesce a prendere il pallone in presa alta, scontrandosi con Dal Bianco. Si chiude un primo tempo decisamente battagliero, con le due squadre che hanno tentato più volte l’affondo per il vantaggio, nonostante le Biancorosse sembrano aver sofferto maggiormente il gioco del Brescia.

Nel secondo tempo ritrovi il Vicenza che conosci. Al 48’ Ferrati dal centro serve Dal Bianco sulla sinistra dell’area, ma il suo tiro è poco potente e Meleddu blocca senza problemi. L’azione si ripete al 52’: è sempre Ferrati a servire Dal Bianco sulla sinistra, che questa volta esplode un rasoterra potente e preciso, ma Meleddu si stende e riesce a smanacciare il pallone in corner. Al 60’ Vicenza ancora vicinissimo al gol: sugli sviluppi di un’azione manovrata, Perobello non riesce ad agganciare una palla in area, la sfera arriva a Ferrati che dalla linea mette in mezzo: Frighetto, al volo, non riesce a centrare lo specchio e il pallone finisce alto di pochissimo. Il Vicenza ha il pallino del gioco, e un minuto dopo ci riprova: questa volta è bravissima Meleddu in uscita a fermare Yeboaa. Il Vicenza conduce, ma la partita non si sblocca: al 74’ il pallone arriva ancora a Dal Bianco, ma il suo diagonale potente finisce al centro dell’area, dove viene sgomberato dalla difesa bresciana. Al 77’ Ferrati parte in solitaria dalla metà campo, dribblando le avversarie come birilli: viene però fermata al limite da Locatelli. Il Vicenza comanda, ma le leonesse si fanno pericolose nelle ripartenze. Il Brescia vicino al gol all’86’: da una punizione battuta Locatelli a centrocampo, il pallone arriva ad Assoni che colpisce e manda alto di poco. E’ il preludio al vantaggio bresciano, che arriva all’87’Ghisi mette in mezzo dalla sinistra, sul pallone arriva sempre Assoni, che da pochi metri insacca. Il Vicenza le prova tutte, e comincia un assedio: è caparbia la difesa bresciana nel respingere gli assalti delle Biancorosse.

Finisce dunque il big match del Baracca, con la prima sconfitta stagionale per le Biancorosse. Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca, soprattutto dopo un’ottima prestazione, contro un avversario di tutto rispetto. Le ragazze escono comunque fra gli applausi, e ora dovranno concentrarsi solo sul campionato: domenica al Baracca arriverà il Padova.

TABELLINO

Vicenza Calcio Femminile – Brescia Calcio Femminile 0-1

VICENZA CALCIO FEMMINILE

Dalla Via, Menon, Missiaggia, Sossella, Yeboaa, Carradore, Signori, Dal Bianco, Ferrati, Maddalena (46’ Frighetto), Rigon (46’ Perobello). A disposizione: Bianchi, Favero, Pomi, Basso, Piovani, Pizzolato, Pegoraro. All. Dori Cristian

BRESCIA CALCIO FEMMINILE

Meleddu, Verzelletti, Brevi, Magri, Locatelli, Ghisi, Massussi (68’ Brayda), Barcella (56’ Farina), Capelloni (91’ Viscardi), Previtali ( 85’ Parsani), Pedemonti (56’ Assoni). A disposizione: Cogoli, Bellussi, Fodri, Pasquali. All. Bragantini Simone

Marcatrice: 87’ Assoni (B)

Arbitro: Vincenzi di Bologna

Assistenti: Pretto e Siccurello di Vicenza

Recupero: 3’, 3’

Ammonita: Sossella (V)

Credit Photo: Vicenza Calcio Femminile

Torneo Ravano – Coppa Paolo Mantovani: il torneo giovanile più grande d’Europa

Saranno 12 le Federazioni sportive che metteranno in campo le squadre che danno vita al Torneo Ravano Coppa Paolo Mantovani. Le sfide in questione riguareranno il calcio (maschile e femminile), il basket, il rubgy, il volley, il ciclismo, lo scherma, l’atletica leggera, la vela, il canottaggio, la pallanuoto e il tennis. A partire dalla prossima edizione si aggiungerà anche l’hockey, saranno dunque 13 le federazioni rappresentate.

Per la presentazione del programma dell’evento, ha preso parola Ludovica Mantovani, presidente della Fondazione e presidente della Divisione Calcio Femminile. Di seguito un breve estratto: “Lo Sport è un veicolo straordinario per trasmettere valori e insegnamenti che vanno ben al di là dei minuti di attività motoria praticati dai nostri bambini e come Fondazione porremmo sempre più attenzione alle attività didattiche collaterali che caratterizzano, da anni, il nostro evento.

Programma 2020:

  • Da giovedì 30 gennaio a sabato 29 febbraio: apertura iscrizioni online
  • 26 marzo: pubblicazione del calendario dei tornei
  • Aprile: prefasi provinciali in collaborazione con i comitati regionali liguri e del basso piemonte
  • Da lunedì 11 maggio a giovedì 21 maggio, Fiera di Genova: torneo.
    Finalissime in programma giovedì 21 maggio.

Coppa Italia: la Res Women batte il Lecce ed accede in semifinale

Due gol nel primo tempo, griffati Simeone e Spagnoli, consentono alla Res Women Totti Soccer School di battere il Lecce e di accedere alle semifinali di Coppa Italia, dove affronterà il Pontedera, che ha eliminato il Riccione battendolo 2 a 1.Mister Fiorucci manda in campo dal primo minuto Korchak tra i pali, Percuoco, Mosca Checchi e Romanzi in difesa, Fracassi, Simeone e Teci a centrocampo, Spagnoli, Nicosia e capitan Nagni in attacco.

Il match è subito di dominio capitolino, con le giallorosse che passano in vantaggio al ventesimo con Simeone che dal limite dell’area realizza l’uno a zero; a fine primo tempo il raddoppio: Teci lancia Spagnoli che sola davanti a Raicu firma il 2 a 0.
Nel tabellino del match anche 5 legni colpiti dalle padrone di casa, 4 di capitan Nagni e 1 di Spagnoli, e diversi interventi dell’estremo difensore salentino, che ha reso il risultato meno amaro per le ospiti.

Le parole di fine gara di mister Fiorucci: “Oggi, a dispetto del risultato e delle occasioni avute, non sono soddisfatto della prestazione: per larghi tratti siamo stati lenti ed involuti, abbiamo concesso quattro o cinque occasioni alle avversarie, causa di nostre distrazioni che potevano riaprire la gara e crearci delle difficoltà. Queste gare vanno affrontate con una decisione diversa da quella vista oggi.”

Le semifinali di Coppa Italia saranno Res Women-Pontedera e Brescia-Como: i match di andata si disputeranno il 23 febbraio, mentre le gare di ritorno sono in programma l’11 Aprile.

Credit Photo: Res Women

Serie B: la Lazio si impone 4-0

Il Chievo Fortitudo Women si deve inchinare davanti alla superiorità della Lazio. Le gialloblù, dopo una buona mezz’ora, iniziano a perdere lucidità: commettono errori, non riescono a fare il loro gioco (nelle ultime quattro partite aveva portato buoni frutti) e sono pressochè nulle in attacco. Le biancocelesti, dall’alto della loro esperienza (squadra con la media età più alta) tengono ottimamente il campo e sfruttano ottimamente le occasioni offerte dalle gialloblù, mettendo in cascina tre punti che le portano a sole due lunghezze dal Napoli, vittorioso per 3-1 sul San Marino (dopo la sosta ci sarà lo scontro Lazio-Napoli).

Il Chievo Fortitudo Women parte bene con la conclusione, dopo appena 2′ di Bertolotti che però finisce alta. Al 4′ le biancocelesti provano a sfruttare una punizione calciata da Digianmarino che però, non è nè carne nè pesce e si conclude con un nulla di fatto. Le due formazioni si temono e infatti si parte subito con ritmi alti e tanto agonismo. Al 14′ arriva la prima delle due vere occasioni da gol delle gialloblù: Martani sulla sinistra mette una palla al bacio per Dallagiacoma che di testa prova a girare in rete. L’esterno offensivo però non riesce a imprimere potenza alla palla e Vicenzi riesce a smanacciare. La palla rimane in area ma Boni non riesce ad approfittarne. Sugli sviluppi dell’azione successiva, Martani dentro l’area prova una mezza rovesciata, spedendo però la palla alta. Il trend sembra a favore della gialloblù che dagli spalti vengono incoraggiate dai loro tifosi.

La Lazio però, da grande squadra qual è, risponde. Al 26′ infatti Savini su punizione prende la traversa, facendo capire subito che non hanno intenzione di fare le spettatrici. Otto minuti più tardi arriva il vantaggio biancoceleste: punizione delle dalla distanza, la palla arriva in area, Bonfante rinvia di testa due volte, la palla rimane nei pressi dell’area. Lombardozzi di testa serve Pittaccio che di prima trova Visintin, veloce attaccante classe 2000, che di petto si porta la palla sul sinistro e lascia partire un missile che trafigge Olivieri. Il primo tempo si conclude con il vantaggio, forse immeritato, delle romane.

Nella ripresa, dopo appena 5′ arriva il raddoppio: da una rimessa laterale sul versante sinistro, Bonfante si fa sorprendere (un fallo sospetto su di lei non fischiato), Visintin ne approfitta e indisturbata entra in area, serve Lombardozzi che di sinistro incrocia il tiro e scavalta Olivieri. Al 19′ altro pericolo con Visintin che si invola sulla sinistra, mette un traversone basso che Pittaccio per poco non riesce a sfruttare. La partita sembra prendere una brutta piega: il Chievo Fortitudo Women non riesce a fare gioco e sembra in balia delle laziali che dominano. Al 23′ arriva la seconda clamorosa occasione delle gialloblù: dagli sviluppi di una rimessa laterale, Carraro spedisce la palla in area che Boni da due passi non riesce a mettere in rete, calciandola alta.

Il famoso detto “gol sbagliato, gol subito” si concretizza. Infatti sulla ripartenza arriva il gol che chiude le flebili speranze della clivensi. Faccioli, lascia scorrere la palla in procinto di uscire ma Visintin come un falco ruba palla e si invola verso la porta. A tu per tu con Olivieri tocca per Pittaccio, accorsa in aiuto, che però disturbata dal difensore non riesce a spedirla in rete; la palla rimane sulla riga e Visintin non fa altro che toccarla in rete 3-0. Il Chievo Fortitudo Women non riesce a reagire e concede il poker: Tardini commette un errore al limite dell’area, Palombi ne approfitta, entra in area e spedisce la palla alle spalle dell’incolpevole Olivieri. Dopo 5′ di recupero l’arbitro mette fine alla contesa.

Il Chievo Fortitudo Women avrà tempo per meditare su questa sconfitta (torneranno in campo domenica 16 dopo un turno di riposo) per presentarsi in campo, contro la Riozzese, con maggior convinzione.

CHIEVO FORTITUDO WOMEN-LAZIO: 0-4

CHIEVO FORTITUDO WOMEN: Olivieri, Bonfante (40’st Mele), Faccioli, Caliari, Pecchini, Bertolotti (1’st Mascanzoni), Tardini, Carraro, Martani, Dallagiacoma (17’st Peretti), Boni (27’st Carabott). A dispizione: Salvi, Salaorni. Allenatore: Dalla Pozza.

LAZIO: Vicenzi, Colini, Savini, Clemente, Gambarotta, Castiello, Digianmarino (35’st Berarducci M), Berarducci (40’st Santoro), Lombardozzi (35’st Duo), Visintin (26’st Palombi), Pittaccio (40’st Mattei). A disposizione: Natalucci, Vaccari, Felicella, Coletta. Allenatore: Saleman.

Arbitro: Pistarelli (Fermo). Assistenti: Rignanese e Girgenti.

Reti: 34’pt, 23’st Visentin; 5’st Lombardozzi; 38’st Palombi.

Note: Ammonite 14’pt Visentin; 38’pt Caliari; 22’st Saleman.

Credit Photo: Foritudo Mozzecane Calcio Femminile

Venti convocate per il Torneo di La Manga: domenica il raduno, il 14 febbraio l’esordio con la Costa Rica

Prime gare della stagione per le Azzurrine, che il 16 febbraio affronteranno la Slovacchia e il 19 se la vedranno con le pari età della Norvegia

Prime gare ufficiali della stagione per l’Under 16, la più giovane delle Nazionali Femminili azzurre che dal 14 al 19 febbraio sarà impegnata nel torneo internazionale di La Manga. Il tecnico Jacopo Leandri ha convocato 20 ragazze classe 2004 e 2005, che si raduneranno domenica 9 febbraio al Mancini Park Hotel di Roma e giovedì 13 partiranno alla volta della Spagna.

L’Italia farà il suo esordio nel torneo venerdì 14 febbraio (ore 18) con le pari età della Costa Rica, domenica 16 (ore 15) affronterà la Slovacchia e mercoledì 19 febbraio (ore 10) se la vedrà con la Norvegia nella terza e ultima partita.

L’elenco delle convocate

Portieri: Verena Beka (Milan), Aurora Gilardi (Brescia);

Difensori: Beatrice Bruni (AS Roma), Laura Maria Congiunti (Inter), Martina Costantino (Juventus), Mattea Gallo (Napoli), Angela Passeri (Il Delfino Flacco Porto), Giulia Semplici (Milan), Carola Zannini (AS Roma);

Centrocampiste: Elisa Dal Brun (Milan), Anastasia Ferrara (AS Roma), Maddalena Nava (Juventus), Sara Pezzi (AS Roma), Chiara Premoli (Milan), Sofia Pulacini (Inter);

Attaccanti: Veronica Bernardi (Castelvecchio), Anita Maria Cochis (Inter), Giulia Grossi (AS Roma), Gaia Lonati (Inter), Maria Grazia Petrara (AS Roma).

Staff – Allenatore: Jacopo Leandri; Vice allenatore: Viviana Schiavi; Segretario: Daniela Censini; Preparatore atletico: Franco Olivieri; Preparatore dei portieri: Mattia Volpi; Medico: Marco Scrivano; Fisioterapista: Emiliano Diaferia.

Credit Photo: FIGC

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