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Gli scenari possibili a Women’s EURO 2025: cosa serve a chi per approdare ai quarti di finale?

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Spieghiamo cosa serve alle squadre nelle prossime partite per assicurarsi un posto nei quarti di finale o evitare l’eliminazione. La fase a gironi di UEFA Women’s EURO 2025 sta entrando nella seconda giornata. Spieghiamo cosa serve a ciascuna squadra nella prossima partita per assicurarsi un posto ai quarti di finale o per evitare di essere tagliata fuori dalla corsa alla fase a eliminazione diretta.

Gruppo A: Norvegia (3 punti), Finlandia (3), Svizzera (0), Islanda (0)

10 luglio: Finlandia – Svizzera, Norvegia – Islanda

La Norvegia accede ai quarti di finale (come vincitrice del girone) se batte la Finlandia e l’Islanda non batte la Svizzera. La Finlandia accede ai quarti di finale (come vincitrice del girone) se batte la Norvegia e la Svizzera non batte l’Islanda. La Svizzera non potrà più raggiungere i quarti di finale se perde contro l’Islanda e la Finlandia evita la sconfitta contro la Norvegia. L’Islanda non potrà più raggiungere i quarti di finale se perde contro la Svizzera e la Norvegia evita la sconfitta contro la Finlandia.

Gruppo B: Spagna (3), Italia (3), Belgio (0), Portogallo (0)

7 luglio: Spagna – Belgio, Portogallo – Italia
11 luglio: Italia – Spagna, Portogallo – Belgio

La Spagna accede ai quarti di finale se batte il Belgio e il Portogallo non batte l’Italia. L’Italia accede ai quarti di finale se batte il Portogallo e il Belgio non batte la Spagna. Il Belgio non potrà più raggiungere i quarti di finale se perde contro la Spagna e l’Italia evita la sconfitta contro il Portogallo. Il Portogallo non potrà più raggiungere i quarti di finale se perde contro l’Italia e la Spagna evita la sconfitta contro il Belgio.

Gruppo C: Germania (3), Svezia (3), Danimarca (0), Polonia (0)

8 luglio: Germania – Danimarca, Polonia – Svezia

12 luglio: Svezia – Germania, Polonia – Danimarca

La Germania accede ai quarti di finale se batte la Danimarca e la Polonia non batte la Svezia. La Svezia accede ai quarti di finale se batte la Polonia e la Danimarca non batte la Germania. La Danimarca non potrà più raggiungere i quarti di finale se perde contro la Germania e la Svezia evita la sconfitta contro la Polonia. La Polonia non potrà più raggiungere i quarti di finale se perde contro la Svezia e la Germania evita la sconfitta contro la Danimarca.

Gruppo D: Paesi Bassi (3), Francia (3), Inghilterra (0), Galles (0)

13 luglio: Paesi Bassi – Francia, Inghilterra – Galles

Paesi Bassi accedono ai quarti di finale se battono l’Inghilterra e il Galles non batte la Francia. La Francia accede ai quarti di finale se batte il Galles e l’Inghilterra non batte i Paesi Bassi. L’Inghilterra non potrà più raggiungere i quarti di finale se perde contro i Paesi Bassi e la Francia evita la sconfitta contro il Galles. Il Galles non potrà più raggiungere i quarti di finale se perde contro la Francia e i Paesi Bassi evitano la sconfitta contro l’Inghilterra.

 

Emma Severini: “Ho sempre sentito la fiducia del Ct, credo che in me apprezzi atteggiamento e costanza”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Le gambe non hanno tremato. O forse sì, ma pochi se ne sono accorti. Sempre titolare nelle ultime quattro partite di UEFA Women’s Nations League, Emma Severini ad appena 21 anni è partita dal 1′ anche nel vittorioso esordio dell’Italia al Campionato Europeo in Svizzera. Dimostrando che la fiducia in lei del Ct Andrea Soncin è assolutamente ben riposta.  “Ero felicissima. E’ anche difficile in questi momenti controllare le emozioni, gestirle, viverle…non hai molto tempo”, racconta a UEFA.com la centrocampista della Fiorentina, “Prima c’è la felicità, poi dopo magari pensi a come devi stare in campo. Però avere la possibilità di partire da titolare è stata una cosa molto importante per me. Stare all’interno di questo gruppo, lo è altrettanto. So benissimo che ho tante compagne forti, so benissimo che è difficile, però stare qui è già molto importante a livello di emozioni”.

Severini ha puntato forte sulle sue qualità per ritagliarsi un posto nel gruppo delle Azzurre. “L’atteggiamento è una parte fondamentale in una calciatrice e credo che il mio al mister sia piaciuto, ma ho sempre sentito comunque la sua fiducia. Quando sei nazionale è il top del top, non puoi pretendere tutte le volte di giocare… Ma credo che sto crescendo in queste ultime partite e che lo sto dimostrando”.  “Anche la costanza”, riflette, “è molto importante nel calcio, perché la partita dura 90 minuti e non puoi farne bene solo dieci o venti, non basta. Poi gli inserimenti, magari anche la serenità. Penso di essere abbastanza tranquilla nel gestire le emozioni, che in campo internazionale sono molte di più, perché il livello si alza. Queste cose, penso, sono quelle che mi hanno aiutato a continuare in questa striscia di partite giocate”.

Toscana di Prato, Severini si è lanciata nella Fiorentina dove è tornata tre stagioni fa: in mezzo, due esperienze molto formative, giovanissima, a Roma e Napoli. “Essere andata via da casa così presto va visto più in ottica di vita che di calciatrice”, sottolinea, “Quello che mi ha insegnato Roma è responsabilizzarsi su qualsiasi cosa, anche extra calcio. Vivere da sola, lontano dalle persone care e dagli amici, ti fa crescere sotto tanti punti di vista. Roma è rimasta nel mio cuore per quello, mi ha cresciuto e reso più matura. Poi l’esperienza a Napoli, che magari a livello calcistico è stata più negativa, ma che dovevo fare per cercare di giocare di più. Per la persona che sono oggi, quei tre anni sono stati fondamentali per farmi crescere”. Tornata in maglia Viola, è definitivamente esplosa. “L’ultima stagione è stata una stagione importante”, ammette Severini, “Quest’anno sento che sto crescendo. Soprattutto nella costanza, fondamentale per cercare di arrivare ai massimi livelli. La Fiorentina mi ha dato modo di dimostrare ancora di più tutto il mio valore”. Ora c’è il Portogallo nel mirino, sfida che per l’Italia potrebbe già significare quarti di finale. “Una gara difficile, sono una buona squadra. Anche se nelle ultime partite non sono riuscite a trovare la vittoria. Vorranno riscattarsi dalla sconfitta contro la Spagna: sarà complicato, ma noi puntiamo a vincere e abbiamo le qualità per farcela: essere partite con il piede giusto è stato fondamentale, ci dà ancora più sicurezza nei nostri mezzi”.

Women’s EURO 2025: le probabili formazioni della seconda giornata

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il portale della UEFA in occasione di Women’s EURO 2025, in programma dal 2 al 27 luglio in Svizzera, ha ipotizzato le probabili formazioni della seconda giornata delle 16 squadre presenti nel torneo continentale. Questo i possibili undici da vedere in campo nei prossimi giorni negli otto stadi che ospitano la competizione elvetica.

Belgio

Probabile formazione (seconda giornata contro Spagna, 7 luglio): Lichtfus; Deloose, Tysiak, Kees, Cayman, Janssens; Toloba, Vanhaevermaet, Missipo, Eurlings; Wullaert

Danimarca

Probabile formazione (seconda giornata contro Germania, 8 luglio): Østergaard; Veje, Ballisager, Færge; Holmgaard, Snerle, Hasbo, Thøgersen; Harder, Vangsgaard, Thomsen

Inghilterra

Probabile formazione (seconda giornata contro Paesi Bassi, 9 luglio): Hampton; Bronze, Williamson, Greenwood, Charles; James, Walsh, Stanway; Kelly, Russo, Hemp

Finlandia

Probabile formazione (seconda giornata contro Norvegia, 6 luglio): Koivunen; Tynnilä, Kuikka, Nyström, Lehtola; Kosola, Öling, Summanen, Siren; Sällström, Franssi

Francia

Probabile formazione (seconda giornata contro Galles, 9 luglio): Peyraud-Magnin; Bacha, Sombath, Lakrar, De Almeida; Karchaoui, Toletti, Geyoro; Malard, Katoto, Diani

Germania

Probabile formazione (seconda giornata contro Danimarca, 8 luglio): Berger; Linder, Knaak, Minge, Wamser; Nüsken, Senß; Bühl, Dallmann, Brand; Schüller

Islanda

Probabile formazione (seconda giornata contro Svizzera, 6 luglio): Rúnarsdóttir; Árnadóttir, Arnardóttir, Sigurdardóttir, Heidarsdóttir; Jóhannsdóttir, Brynjarsdóttir, Vilhjálmsdóttir; Eiríksdóttir, Jessen, Jónsdóttir

Italia

Probabile formazione (seconda giornata contro Portogallo, 7 luglio): Giuliani; Lenzini, Salvai, Linari; Di Guglielmo, Caruso, Giugliano, Severini, Bonansea; Cantore, Cambiaghi

Paesi Bassi

Probabile formazione (seconda giornata contro Inghilterra, 9 luglio): Van Domselaar; Casparij, Janssen, Buurman, Brugts; Groenen, Van de Donk, Kaptein; Pelova, Miedema, Roord

Norvegia

Probabile formazione (seconda giornata contro Finlandia, 6 luglio): Fiskerstrand; Bratberg Lund, T. Hansen, Mjelde, Bjelde; Engen, Maanum, Bøe Risa; Reiten, Hegerberg, Graham Hansen

Polonia

Probabile formazione (seconda giornata contro Svezia, 8 luglio): Szemik; Szymczak, Matysik, Woś, Wiankowska; Achcińska, Pawollek, Kamczyk; Tomasiak, Padilla, Pajor

Portogallo

Probabile formazione (seconda giornata contro Italia, 7 luglio): Inês Pereira; Diana Gomes, Carole Costa, Ana Borges, Catarina Amado; Fátima Pinto, Andreia Jacinto, Tatiana Pinto, Andreia Norton; Jéssica Silva, Diana Silva

Spagna

Probabile formazione (seconda giornata contro Belgio, 7 luglio): Coll; Batlle, Paredes, Aleixandri, Carmona; Guijarro, Putellas, Bonmatí; Pina, Caldentey, Esther González

Svezia

Probabile formazione (seconda giornata contro Polonia, 8 luglio): Falk; Lundkvist, Björn, Sembrant, Andersson; Angeldahl, Asllani, Bennison; Rytting Kanderyd, Blackstenius, Janogy

Svizzera

Probabile formazione (seconda giornata contro Islanda, 6 luglio): Peng; Beney, Calligaris, Stierli, Maritz, Riesen; Ivelj, Wälti, Vallotto; Reuteler, Schertenleib

Galles

Probabile formazione (seconda giornata contro Francia, 9 luglio): Clark; Green, Roberts, E.Morgan; Roberts, James, Ladd, Woodham; Holland, Fishlock; Hughes

I gironi dell’Europeo

Gruppo A: Svizzera (padrone di casa), Norvegia, Islanda, Finlandia
Gruppo B
: Spagna, Portogallo, Belgio, Italia
Gruppo C
: Germania, Polonia, Danimarca, Svezia
Gruppo D: Francia, Inghilterra (detentori), Galles, Paesi Bassi

Brescia Femminile confermato, per il terzo anno consecutivo, “Club Giovanile di terzo livello” dalla FIGC

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
Il Brescia Calcio Femminile riconosciuto, per il terzo anno consecutivo, “Club Giovanile di terzo livello” dalla FIGC.

È pervenuta nei giorni scorsi alla società la comunicazione ufficiale della Federazione che conferma la società biancazzurra tra le eccellenze del calcio giovanile italiano, per un altro importante conferimento che arriva a poche settimane di distanza dalla premiazione ai Grassroots Awards per il Miglior Progetto di Sviluppo Calcio Femminile.

“«L’anno è stato molto impegnativo – commenta la presidente Clara Gorno – ma questi riconoscimenti regalano grandissime soddisfazioni, che ripagano di tutti gli sforzi e del lavoro corale fatto»”.
Il BCF, che ad oggi conta circa 200 tesserate, è l’unica società femminile delle otto di Brescia e provincia insignite di tale qualifica.

Diciannove reti siglate dopo il 1° turno di Women’s EURO: chi ha fatto più assist e reti sino ad ora?

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Si è conclusa la prima giornata dei quattro gironi dl UEFA Women’s EURO 2025, in svolgimento in Svizzera dal 2 luglio con finalissima fissata per il 27 di questo mese. Nelle otto gare giocate sino ad ora sono state 19 le reti siglate, a proposito di gol uno dei premi singoli più ambito per le calciatrici è quello della Grifols Top Scorer, la miglior bomber del torneo continentale.

Sino ad ora l’attaccante spagnola Esther González ha preso subito il comando nella corsa al titolo di capocannoniere di UEFA Women’s EURO 2025 grazie a una doppietta nel 5-0 contro il Portogallo alla prima giornata. A González sono bastati 87 secondi per segnare di destro il suo primo gol alla fase finale, seguito da un altro di sinistro prima dell’intervallo. L’attaccante del Gotham FC precede un gruppo di 16 giocatrici a quota un gol, tra cui Alexia Putellas della Spagna, Vivanne Miedema dei Paesi Bassi e Ada Hegerberg della Norvegia. Con due assist, invece, ci sono la spagnola Mariona Caldentey e l’olandese Daniëlle van de Donk mentre la tedesca Jule Brand e l’olandese Victoria Pelova vantano all’attivo una rete ed un assist.

Una opera d’arte unica nei parchi di Ginevra per i Campionati Europei femminili

La nostra Nazionale, dopo il positivo esordio contro il Belgio, si appresta a giocare la seconda gara contro il Portogallo nello Stadio di Ginevra e sono numerose le curiosità presenti nella seconda città più popolata della Svizzera.

Guillaume Legros: in arte Saype è un artista francese unico e negli anni ha sviluppato uno stile molto personale e che lo caratterizza rispetto ai suoi colleghi contemporanei.

Un artista fantasista che opera all’interno del mondo della land art, ma con un approccio che mi piace definire “più street”: le sue opere infatti hanno mantenuto una delle caratteristiche più importanti di dell’arte urbana e cioè quella di essere effimere e scomparire nel tempo.

Nel “parco La Grande” ha infatti realizzato una bimba, chinata sul prato del parco, che traccia con un gessetto le linee di un quadrante da calcio. Il nostro occhio ad altezza prato crea suggestione e stupore, ma di certo con una visione dall’altro dovrà sembrare un’enorme scultura, invece si tratta di un vasto dipinto realizzato sull’erba utilizzando pigmenti 100% biodegradabili.

Dopo la realizzazione dell’opera Saype, a voluto sottolineare: “L’arte e lo sport hanno il potere di essere un linguaggio universale che trascende le barriere tra gli esseri umani. Che siano sociali, economiche o etniche, sono discipline che uniscono le persone piuttosto che dividerle. È questo il messaggio che ho voluto trasmettere”.

Il Paese elvetico, che ha organizzato i Campionati Europei femminili, ha fatto le cose in grande sia come coreografie che come strutture ricettive all’aperto in tutta la città. Fronte parco, sulla fantastica vista lago, vi è posizionato il “Fan Zone” con un enorme maxi schermo dove ogni sera il pubblico può seguire tutte le competizioni con stand gastronomici e attività per grandi e piccini.

Ad oggi sono oltre 600mila i biglietti già venduti, su 22 delle 31 partite esaurite. Anche la UEFA ha aumentato i premi del 156% e si va verso dimensioni che cominciano ad avere un senso per il Calcio Femminile.

 

Ternana Women: ufficiale un’altra permanenza in casa umbra

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Un’altra bella notizia in casa Ternana Women: Adriana Gomes ha rinnovato il suo contratto con il club rossoverde fino al 30 giugno 2026! Attaccante potente e decisiva, Adriana è stata una delle protagoniste della storica promozione in Serie A, mettendo a segno 12 gol in 23 presenze nella sua prima stagione in rossoverde. Una stagione straordinaria, purtroppo segnata nel finale da un infortunio alla caviglia destra che l’ha costretta a sottoporsi a un intervento chirurgico.

Nonostante lo stop, la voglia di tornare in campo è altissima, come conferma lei stessa: “Sono molto felice di continuare questo percorso con la Ternana Women, dopo un anno in cui siamo riuscite a portare il Club in Serie A. Non vedo l’ora di tornare a giocare, aiutare la squadra e onorare questi colori che ormai sento miei”. Ci vediamo sul campo!

NWPL, il campionato che forgia talenti: il cammino delle Columbus Eagles

La National Women’s Premier League è una realtà in cui le calciatrici cominciano il loro percorso verso il professionismo e la National Women’s Soccer League. Le formazioni coinvolte sono moltissime, e le poche che riescono a distinguersi sono, inevitabilmente, tenute d’occhio dalla massima serie statunitense, la più competitiva al mondo per quel che riguarda il calcio al femminile.

La seconda settimana della competizione ha visto spiccare il volo una squadra su tutte, quella delle Columbus Eagles. Si tratta di una formazione dell’Ohio con sede nella città di Columbus ed è stata la prima squadra professionistica femminile fondata nello Stato: la sua nascita risale al 2014, quando nessun’altra città aveva scelto di investire nel femminile, e il motto dichiarato è “Grow the Game“, “Fa’ crescere il gioco”, devi fare in modo che la comunità attorno alla squadra cresca e che cresca la squadra stessa.

Le “aquilotte” hanno aperto la loro stagione in NWPL alla grande al loro decimo anno nella seconda serie statunitense con uno show davanti a un piccolo manipolo di propri tifosi e inserite nella bolgia di uno stadio “nemico”: il 4 a 1 inferto al Dayton, al secondo posto e tra le mura del proprio Crew Stadium, è un importantissimo segnale di rivalsa e di crescita esponenziale. Dopo aver maturato questo risultato, la squadra è stata insignita del titolo di Team of the Week, la squadra della settimana che si è distinta per una gara disputata oltre ogni aspettativa.

Dopo aver vinto due volte il titolo di East Reagion Player of the Week nel 2024 – il girone in cui è iscritta la squadra – , la calciatrice delle Eagles Nikki Cox ha tirato fuori le unghie e messo a segno una tripletta devastante ad aprire la gara inaugurale del Club. Angela Boyce si è invece incaricata di chiudere con la quarta rete. Prima della gara, le Eagles erano piazzate all’ottavo posto complessivo della East Region, ben sette posizioni dietro alle avversarie, e il risultato dice tutt’altro.

Il tecnico Tony Daniels ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine della partita: «La prestazione e la partita sono state spettacolari, le ragazze hanno messo in campo tutto ciò che rappresenta l’obiettivo della nostra stagione, fare bene, mettendo in pratica tutto il nostro duro lavoro. Abbiamo alzato l’asticella, e non mi hanno deluso», ha ammesso Daniels, soddisfatto del match magistrale giocato dalle sue.

Come si è visto spesso, nel calcio i numeri contano fino a un certo punto. Se c’è il cuore di una squadra, quello farà di certo la differenza. Il cammino delle Columbus Eagles in NWPL è iniziato da poco e le premesse perché possa diventare una stagione da ricordare ci sono: “Chi ben comincia, è a metà dell’opera”.

Euro 2025, le migliori marcatrici delle fase di qualificazione

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Classifica marcatrici Qualificazioni Europee femminili, compresi spareggi

Lara Prašnikar (Slovenia)

Frida Maanum (Norvegia)
7
 Martha Thomas (Scozia)

6 Sladjana Bulatović (Montenegro)
6 Jess Fishlock (Galles)
Armisa Kuć (Montenegro)
6
 Lea Schüller (Germania)
6 Diana Silva (Portogallo)

Klara Bühl (Germania)
5 Eileen Campbell (Austria)
5 Sofia Kongouli (Grecia)
5 Milena Nikolić (Bosnia-Erzegovina)
5 Natalia Padilla (Polonia)
5 Sarah Puntigam (Austria)
5
 Katerina Svitková (Cechia)
5 Tessa Wullaert (Belgio)

Nella sesta giornata, Prašnikar era a pari merito con la montenegrina Armisa Kuć a quota sei gol. Prašnikar è ripassata in vantaggio segnando una doppietta nel 4-0 contro la Macedonia del Nord, con cui la Slovenia è risalita dalla Lega C (con 26 gol in totale) ottenendo un posto negli spareggi. La Slovenia ha poi perso per 5-1 contro l’Austria, ma Prašnikar ha segnato nella gara di ritorno in trasferta. Schüller ha vinto la classifica marcatrici della Lega A con sei gol, con la sua Germania che ha conquistato un posto nella fase finale. La sua compagna di squadra, Klara Bühl, si è piazzata appena dietro, insieme all’austriaca Eileen Campbell.

La vetta della classifica marcatrici della Lega B è stata condivisa dalla gallese Jess Fishlock e dalla scozzese Thomas, che hanno entrambe contribuito alla promozione delle loro squadre. Le reti di Fishlock nelle giornate 5 e 6 l’hanno portata a quota 45 complessive col Galles, superando il precedente record di Helen Ward, mentre Thomas ha segnato un poker in una sola partita contro Israele. Negli spareggi, la norvegese Maanum ha segnato un gol nell’andata del turno 1 in trasferta contro l’Albania, altri quattro nel ritorno e un altro nella finale del turno 1 in casa dell’Irlanda del Nord, chiudendo con sei gol, uno in più della portoghese Diana Silva.

Classifica marcatrici Lega A

Lea Schüller (Germania)

Klara Bühl (Germania)
Eileen Campbell (Austria)

Lineth Beerensteyn (Paesi Bassi)
3 Manuela Giugliano (Italia)
3 Giulia Gwinn (Germania)
3 Jenni Hermoso (Spagna)
Sveindís Jane Jónsdóttir (Islanda)
Marie-Antoinette Katoto (Francia)
3
 Salma Paralluelo (Spagna)
3 Alessia Russo (Inghilterra)
3
 Janni Thomsen (Danimarca)
3
Amalie Vangsgaard (Danimarca)

Classifica marcatrici Lega B

Jess Fishlock (Galles)
5
 Martha Thomas (Scozia)

Kayleigh Barton (Galles)
4
 Claire Emslie (Scozia)

Viola Calligaris (Svizzera)
3
 Carole Costa (Portogallo)
3 Jovana Damnjanović (Serbia)
3 Milena Nikolić (Bosnia-Erzegovina)
3 Rachel Rowe (Galles)
3 Lauren Wade (Irlanda del Nord)

Classifica marcatrici Lega C

Lara Prašnikar (Slovenia)

Sladjana Bulatović (Montenegro)
Armisa Kuć (Montenegro)

Sofia Kongouli (Grecia)

Natasha Andonova (Macedonia del Nord)
Teona Bakradze (Georgia)
4 Medina Dešić (Montenegro)
4 Špela Kolbl (Slovenia)
4 Kaja Korošec (Slovenia)
4 Veatriki Sarri (Grecia)

THE LND EFFECT: il viaggio nel mondo della Lega Nazionale Dilettanti riparte

Credit Photo: Federico Fenzi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Riprendiamo a parlare di modelli concreti di responsabilità sociale applicata al calcio. Ripartiamo dall’ ASD Isontino, club di San Canzian d’Isonzo, nella provincia di Gorizia.

Parliamo del progetto Eco-Football of the Future, una iniziativa davvero interessante raccontata direttamente da Nicola Furlan, Responsabile Tecnico dell’Isontino Calcio e Progetto Eco-Football of the Future. Come nasce il progetto Eco Football e quali sono gli obiettivi principali che ASD Isontino si è posta nel lanciarlo?

Il progetto Eco Football of the Future nasce da una riflessione e da un’opportunità concreta. Ci siamo chiesti: è possibile creare un ambiente formativo dove allenare calciatori e atleti che approcciano l’attività con intensità e, allo stesso tempo, veicolare una forma mentis in grado di generare quelli che ci piace definire “atleti per tutta la vita”? Persone cioè capaci di trasferire nella quotidianità uno stile di vita sano, competitivo, sfidante e attento a valori come l’inclusione e la sostenibilità?

Ci siamo domandati se fosse possibile proporre un modus vivendi, un modello di comportamento da vivere sul campo e che si rifletta nella vita reale, nei rapporti con gli altri e nella consapevolezza di come affrontare il mondo del futuro. In un’epoca in cui le sfide ambientali, sociali e culturali sono sempre più urgenti, anche lo sport, in particolare il calcio con la sua forza aggregativa, deve fare la sua parte. Da qui l’idea di ripensarlo non solo come competizione, ma come strumento educativo, inclusivo e di trasformazione culturale. Riteniamo che una persona dotata o no di talento, in un ambiente moderno e stimolante, possa diventare il Campione del Futuro, non solo sul campo ma anche nella vita.

Ed ecco l’opportunità: l’Agenda 2030. Questo nuovo strumento è diventato per noi un riferimento concreto per la programmazione: uno strumento potente per strutturare l’ambiente sportivo in una prospettiva di cambiamento. Abbiamo quindi deciso di coniugare le nostre esperienze e intuizioni con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dopo un’attenta analisi, ci siamo detti: sì, è possibile. E ci siamo messi all’opera. L’obiettivo principale è stato quello di costruire un modello sportivo integrato che, unitamente ad allenamento nuovi basati su intensità e attenzione per la crescita dell’atleta, promuova la sostenibilità ambientale, la gestione dei rifiuti, il rispetto dei diritti umani, l’inclusione e il contrasto a ogni forma di discriminazione. Durante questa riflessione ci siamo accorti, ad esempio, della quantità di rifiuti che generavamo e di quanto materiale sportivo usurato venisse buttato. Da lì è nato il progetto Rifiuto Amico, in collaborazione con artisti green, per sviluppare iniziative di upcycling.

Abbiamo anche dato vita a un percorso di sensibilizzazione sul valore delle cose, avviato insieme a una società specializzata in financial literacy, con l’obiettivo di educare i ragazzi a una visione più consapevole del risparmio e del consumo. E poi, cosa vediamo spesso sui campi durante il weekend? Non basta parlare di regole e rispetto: il rispetto va vissuto. Per questo abbiamo creato, insieme a un artista teatrale, situazioni simulate di razzismo e discriminazione, partendo dalle reali diversità culturali e nazionali presenti nei nostri gruppi così da far vivere in prima persona certe emozioni negative facendo poi delle riflessioni coi ragazzi. Infine, abbiamo compreso l’importanza di parlare di inclusione vera. Abbiamo creato la prima squadra in Italia di calcetto inclusivo all’interno di una società calcistica “tradizionale”, dove i nostri ragazzi giocano insieme ad atleti con disabilità fisiche o cognitive, in un contesto competitivo ma pienamente paritario. E da qui, siamo partiti.

In che modo integrate pratiche sostenibili nella gestione quotidiana del club, dentro e fuori dal campo?

La sostenibilità è ormai parte integrante della nostra mentalità sportiva. Tutto parte da una formazione interna: abbiamo assegnato ruoli precisi e sviluppato progetti concreti. Ogni scelta, dalla gestione energetica delle strutture all’attenzione quotidiana ai comportamenti ecologici, è orientata a ridurre l’impatto ambientale e a generare consapevolezza. Per trasmettere questi valori anche fuori dal campo, a casa, a scuola, tra gli amici, abbiamo creato ECO-GAME, un gioco di carte e di ruolo pensato per rendere accessibili temi complessi come la sostenibilità, l’inclusione, la gestione dei rifiuti e l’educazione finanziaria. Spesso si pensa che questi argomenti siano troppo astratti o “lontani” dai ragazzi, ma quando vengono trasformati in un’esperienza immersiva, coinvolgente e ludica, tutto cambia. Abbiamo visto giovani dai 9 ai 14 anni collaborare, ridere, apprendere insieme, sviluppando strategie di gioco e interiorizzando concetti fondamentali.  Anche genitori, allenatori e dirigenti sono rimasti colpiti. Il gioco permette di vivere i valori, non solo ascoltarli. Ogni scelta fatta dentro l’ECO-GAME comporta delle conseguenze, proprio come nella realtà. Abbiamo lavorato in squadra, selezionato le figure più competenti ed eticamente solide, pianificato ogni passaggio e attivato collaborazioni con sponsor che condividono i nostri ideali. Oggi siamo affiancati anche da aziende che vedono nella responsabilità sociale un valore reale e duraturo.

Qual è il ruolo del calcio – e in particolare delle società dilettantistiche – nel promuovere la responsabilità sociale nei territori?

A nostro avviso, le società dilettantistiche hanno un’enorme responsabilità: sono presìdi territoriali, punti di riferimento educativi e sociali. Sono il primo elemento in grado di rafforzare il principio di sussidiarietà e rappresentano un perno fondamentale nel dialogo con famiglie, scuole ed enti locali. Il calcio dilettantistico può e dovrebbe essere un laboratorio di cittadinanza attiva, oltre che un centro di formazione tecnico-tattica e motoria. I ragazzi che crescono con noi non imparano solo a giocare, ma anche a convivere, rispettare, collaborare. Se a tutto questo si affianca un forte messaggio di sostenibilità, inclusione e responsabilità, lo sport può diventare uno strumento potente per trasformare il tessuto sociale. Con Eco Football of the future, vogliamo essere pionieri di un modello che mette la persona al centro, educando non solo l’atleta, ma il cittadino. E il paso successivo è quello di far ancora squadra con altre realtà. Non più collaborazioni col ‘vicino di casa’ solo per condividere strutture e far forza comune coi numeri sempre più scarni, ma di condividere un valore, anche a distanza in una nuova visione di ‘valore diffuso’ del cambiamento. Noi abbiamo già individuato un’altra società a circa 15km di distanza con cui collaboreremo sull’empowerment femminile.

Qual è il coinvolgimento di atleti, famiglie, scuole e istituzioni nel progetto? Che tipo di risposta avete ricevuto dal territorio?

La risposta è stata da subito molto positiva. Il progetto è nato “dal basso”, dall’ascolto diretto dei ragazzi, delle persone della nostra società, dirigenti e allenatori, delle famiglie e dal confronto con le istituzioni. Gli atleti partecipano attivamente sia nelle attività di campo che nei laboratori esperienziali. Abbiamo ospitato esperti di sostenibilità, psicologi dello sport, attivisti per i diritti umani tra cui la straordinaria Natali Shaheen che ha condiviso la sua esperienza contro i pregiudizi e nella realizzazione dei sogni. Le famiglie sono coinvolte attraverso momenti formativi, laboratori, eventi di confronto e condivisione. Con alcune scuole stiamo definendo una collaborazione stabile per portare il progetto nelle aule, con percorsi legati al riciclo e all’educazione finanziaria grazie a partner dallo spiccato valore etico e professionale come Tivarnella Art & Consulting, Thread Srl ed EF360. Il Comune poi, rappresentato dal Sindaco Nicola Pieri, ha espresso fin da subito entusiasmo e supporto, riconoscendo il valore del progetto per l’intera comunità. Il nostro obiettivo è ampliare ulteriormente la rete di stakeholder, stimolando nuove sinergie e co-progettazioni.

Serve a far emergere il valore partecipativo del progetto e le relazioni con gli stakeholder locali, sottolineando la dimensione comunitaria?

Assolutamente sì. Eco Football of the Future è un progetto pensato in ottica partecipativa. Come anticipato prima, ogni fase è costruita in collaborazione con atleti, famiglie, dirigenti, allenatori, quest’ultimi vero motore del cambiamento. Noi ci riuniamo regolarmente in oltre venti incontri di formazione e allineamento all’anno in cui vengono trasmesse: la vision della Società, i progetti in corsa e le metodologie. Si raccolgono idee, si ingaggiano le persone interessate e si costruiscono i pezzetti del cambiamento. Un esempio emblematico è il Calcetto Inclusivo, che coinvolge persone di ogni età e provenienza, in una logica dove tutti contribuiscono, tutti vincono e tutti imparano. È un’esperienza vera, senza barriere, dove la diversità diventa ricchezza e dove l’abilità di uno finisce per innescare quella dell’altro. Un riflesso della mentalità che muove le nostre operatività, dall’idea alla realizzazione. Oggi disponiamo di una palestra eco-sostenibile e di uno staff tecnico composto da quattro figure fondamentali: un esperto formatore, due allenatori e uno psicologo dello sport, oltre a numerosi dirigenti che hanno aderito al progetto del Calcetto Inclusivo con entusiasmo e competenza.

Guardando al futuro: quali nuovi traguardi si pone ASD Isontino sul fronte della sostenibilità e della responsabilità sociale?

Stiamo già lavorando su diversi sviluppi futuri. Tra gli obiettivi principali:

  • L’introduzione di un protocollo etico-sportivo e regolamentare condiviso da tutte le categorie, genitori e dirigenti e possibilmente adottato anche da altre società partner del territorio come ad esempio la realtà prima citata che promuove il calcio femminile, per costruire una rete affidabile e sostenibile a favore di bambine e ragazze.
  • Il potenziamento del calcetto inclusivo, partecipando al primo campionato italiano dedicato ad atleti con disabilità motoria o cognitiva, coinvolgendo anche i nostri giovani delle categorie U14-U17, con staff e strutture adeguate. Attendiamo l’approvazione del regolamento per partire con grande entusiasmo.
  • La condivisione del progetto in ambito europeo: il 12 aprile abbiamo accolto studenti di un liceo sportivo polacco, interessati spontaneamente dopo aver visto una nostra intervista. È stata un’esperienza importante che vogliamo replicare.
  • La costruzione di un bilancio sociale e ambientale annuale del club, per misurare con trasparenza l’impatto delle nostre attività e migliorare costantemente.

Siamo convinti che il futuro del calcio passi dalla sua capacità di evolversi. Eco Football of the Future non è solo un progetto: è una visione. Uno sport che forma persone consapevoli, responsabili, etiche. Se tra queste persone ci saranno anche campioni, tanto meglio. Ma prima di tutto, vogliamo contribuire a creare un mondo migliore.

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