Farà visita al Tavagnacco il Brescia nella giornata di domani dopo la vittoria casalinga sullo Jesina che ha rilanciato le ambizioni della squadra biancoblu.
AVVERSARIA – La squadra gialloblu è reduce dalla sconfitta contro il Cuneo per 2-1 ed occupa il sesto posto in classifica a quota 24 punti.
PRECEDENTI – Nella gara di andata il Brescia si impose 2-0 grazie alla doppietta di Sabatino, in totale i confronti sono al momento quindici, con cinque vittorie biancoblu, quattro pareggi e sei sconfitte, l’ultima delle quali arrivata nell’ottobre del 2013. Il Brescia da allora ha sempre vinto, pareggiando solo l’ultima gara disputata in Friuli nella scorsa stagione quando il gol di Bonansea venne pareggiato da Camporese. L’ultima sconfitta in casa del Tavagnacco risale all’aprile del 2010 quando le gialloblu si imposero 3-0.
ALLENATORI – Terzo confronto tra Bertolini e Cassia, una vittoria per l’allenatrice biancoblu ed un pareggio finora.
DIRETTA – La partita sarà trasmessa in diretta streaming su BCFtv a partire dalle ore 15.
ARBITRO – Dirigerà l’incontro il signor Villa di Rimini, coadiuvato dagli assistenti Cesarin e Ronghi di Cormons.
CONVOCATE – Queste le diciotto selezionate da Milena Bertolini per la trasferta in Friuli
Portieri: Ceasar, Marchitelli.
Difensori: D’Adda, Gama, Manieri, Salvai.
Centrocampiste: Bonansea, Cernoia, Eusebio, Fuselli, Ghisi, Lenzini, Mele, Serturini, Tyryshkina.
Attaccanti: Girelli, Sabatino, Tarenzi.
Le convocate per la trasferta di Tavagnacco
Femminile: la Nazionale U.17 incontra la selezione territoriale U.15 del Progetto Calcio+15
Calcio femminile azzurro protagonista oggi al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti. In occasione dell’allenamento della Nazionale Femminile U17, le ragazze di Rita Guarino sono state raggiunte dalla Selezione Territoriale Femminile Under 15.
Le Azzurrine del gruppo di Roma, Frosinone, Latina e Caserta al centro del Progetto Calcio+15 hanno quindi assistito all’allenamento della selezione italiana impegnata nella preparazione alla Fase Elite del Campionato Europeo, prima di scendere in campo per le attività previste dal loro programma tecnico.
La giornata è stata anche un’importante opportunità per illustrare il nuovo progetto dedicato alla categoria Under 15 Femminile, sviluppato dal Settore Giovanile e Scolastico in collaborazione con le Squadre Nazionali Femminili e presentato recentemente a Coverciano.
Alla riunione, in cui sono intervenuti il Coordinatore Regionale del Lazio, Franco Pascucci, il CT della Nazionale Femminile Under 19, Enrico Sbardella e Massimo Tell, Responsabile dell’Attività di Base, hanno preso parte i tecnici e i dirigenti delle società del territorio che svolgono attività femminile e delle altre che sono interessate ad avviarla presso le proprie scuole calcio.
Ilaria Sarsilli, Mozzanica: “Mossa vincente contro la Fiorentina Women’s? Il cuore!”
Ilaria Sarsilli, figlia di Luigi Sarsilli, storico presidente dell’ASD Mozzanica, è l’attuale presidentessa della società. Sulle orme del padre oggi cerca di raggiungere gli obiettivi e i sogni che il Pres purtroppo non ha avuto la possibilità di vedere e realizzare.
Suo padre è stata una persona ben voluta da tutti ed ha sempre dimostrato un grande amore e una grande passione verso la sua squadra, vuol ricordare con noi un momento particolare che può simboleggiare questo suo grande sentimento verso Mozzanica calcio femminile?
Sinceramente ci sono mille episodi, aneddoti, ricordi ecc legati al grande sentimento che mio papà nutriva verso la squadra, mi piace ricordarne non uno in particolare ma lo spirito con cui lui ha sempre trattato tutte le atlete… per lui erano tutte come sue figlie, parti di un’unica grande famiglia
.
Lei sta vivendo il primo anno da presidentessa, com’è cambiato il suo rapporto con le calciatrici?
Presidentessa?! già questo titolo mi mette in difficoltà, faccio molta fatica ad accettar il fatto di dover “sostituire” mio papà.
Il Pres era lui e stop! se sento chiamare Pres ancora oggi mi guardo intorno pensando di vederlo arrivare con la sua macchina o con la sua bicicletta…
Accetto il passaggio di consegna ma non voglio e non posso sostituirmi a lui…voglio portare avanti tutto, o per lo meno, quello che riesco e posso, cercando sempre di farlo come l’avrebbe fatto lui, e anche con le calciatrici cerco di coltivare il rapporto di stima ed amicizia che avevo prima. Non sono una persona autoritaria, cerco sempre di andar d’accordo con tutti, dando rispetto ed attenzione a tutti con la speranza di ricevere altrettanto.
Qual è il suo sogno da presidentessa?
Il mio sogno è un trofeo per mio papà…l’anno scorso gli è sfuggito, non ce l’ha fatta; io ce la devo metter tutta! perché, secondo me per tutto quello che ha fatto, un trofeo se lo merita.
La Fiorentina veniva da una serie consecutiva impressionante di vittorie, spesso con risultati molto larghi, quanto è orgogliosa delle sue ragazze per questa vittoria?
Tantissimo… se lo meritano, vedendo ogni giorno il lavoro e la fatica con la quale portano avanti la loro passione per questo sport. Siamo una squadra che tutti, a mio parere, dovrebbero rispettare, anche se, a volte, solo per il nome poco “altisonante” veniamo dimenticati.
A inizio campionato venivamo indicati come una squadra che doveva lottare per la salvezza, oggi, terzi in classifica, unica squadra ad aver battuto la capolista… non posso che esserne felice, e se poi avessimo avuto quel pizzico di fortuna…. chissà .….
E’ stata una grande prova di cuore, una vittoria meritata, qual è stata secondo lei la mossa vincente per fermare la capolista?
La mossa vincente di questa vittoria? il cuore!, il cuore che ognuna di loro c’ha messo, son convinta che le ragazze han lottato per un unico obiettivo… il loro Pres
Probabilmente la corsa per i primi due posti è troppo lontana, ma sicuramente c’è un terzo posto da difendere, quali sono gli obiettivi per l’ultima parte di stagione?
Purtroppo abbiam perso punti importanti, secondo me anche immeritatamente, durante questo campionato, potevam giocarcela, se non per lo scudetto almeno per il secondo posto… ma è andata così.
Ora lottiamo per tenerci stretto questo 3° posto sulla scia del Brescia… e poi ? sognare non costa nulla…
e c’è sempre una Coppa Italia ……
Un grande ringraziamento a Ilaria Sarsilli e tutta la società dell’ASD Mozzanica per la disponibilità dell’intervista a cui auguriamo un grande in bocca al lupo per l’ultima parte della stagione!
Una carriera agli antipodi, tra parate e gol. Vanessa Venturini: «Sono nata attaccante, oggi faccio il portiere»
Una carriera agli antipodi, sempre in maglia gialloblù. Da attaccante a portiere, da portiere ad attaccante. E, oggi, ancora tra i pali, a difesa della porta della prima squadra. «In quattordici anni di Fortitudo Mozzecane ho imparato a fare tante cose: dal segnare un gol a respingere un rigore». Vanessa Venturini si dondola sull’altalena dei ruoli da tempo, molto tempo. L’istinto è la sua arma principale, la passione il suo carburante. «E pensare che fare il portiere non mi aveva mai particolarmente interessato – confessa la vice di Francesca Olivieri -. Mio nonno materno, però, era stato un estremo difensore a livello dilettantistico, quindi, chissà, alla fine mi sono lasciata trascinare dal cuore». È reduce dalle parate decisive contro il Milan Ladies, Vanessa. Dopo che in questo campionato di serie B era scesa in campo solo contro l’Orobica e il Südtirol Damen, nel girone di andata. E ora, nel mirino ha già messo l’Unterland Damen.
Una carriera agli antipodi. Venturini, si immaginava un percorso così?
«No. Ma la definizione è azzeccata, visto che ho cominciato attaccante e adesso sono un portiere. Ho ricoperto i due ruoli soprattutto per esigenza dei tecnici, e perché ho sempre creduto che fosse giusto giocare dove il gruppo avesse bisogno».
Punta prima, estremo difensore poi. L’alternanza di ruoli ha sempre rappresentato una costante.
«All’inizio mi piaceva giocare attaccante, però nella categoria pulcine, così come nelle esordienti, avevo provato anche a stare in porta. Quindi, un’infarinatura di entrambe le posizioni l’avevo acquisita subito. Dopodiché, in Primavera ho fatto la punta e all’occorrenza il portiere nei primi due anni, l’estremo difensore fisso nei tre successivi, e l’attaccante nella stagione 2014/15, in cui ho disputato una sola partita tra i pali, contro l’Agsm Verona nella gara di andata di campionato. Da due annate, invece, sono stabilmente uno dei portieri della prima squadra».
Come ci si trasforma da attaccante ad estremo difensore?
«Non è facile: occorrono impegno e sacrificio. I due ruoli prevedono movimenti e compiti diversi, ed allenamenti con peculiarità specifiche. Non solo: stare in porta vuol dire guardare il gioco da dietro, ossia da un altro punto di vista, e bisogna abituarsi a ragionare in una certa maniera. Sono sincera: ho fatto più fatica a passare dall’attacco alla porta piuttosto che il contrario».
Essere impiegata in due posizioni tanto diverse è stato uno stimolo o le ha creato un po’ di disagio?
«Avendo provato allenamenti differenti sono riuscita a lavorare su più aspetti a livello fisico e ho dimostrato di sapermela cavare in diverse situazioni. Ho sempre amato lo sport in generale, pertanto non ho incontrato particolari difficoltà ad adattarmi ai cambiamenti. Tuttavia, non avendo avuto l’opportunità di specializzarmi bene su un ruolo preciso, un minimo di confusione è saltata fuori: mi ricordo che, nella stagione 2014/15, andavo al campo per l’allenamento non sapendo mai in che modo vestirmi».
Come viveva la situazione?
«Non è stato semplice. In borsa avevo sempre il doppio cambio e solo all’ultimo momento capivo se indossare la divisa da portiere o quella da attaccante. Nei primi due mesi, tra l’altro, mi allenavo in porta durante la settimana ma nel weekend giocavo fuori, non riuscendo per forza a dare il massimo: ad un certo punto ho chiesto che venisse fatta chiarezza e da lì in poi ho lavorato regolarmente come punta».
Tra attaccante e portiere ci sono elementi in comune?
«Innanzitutto la concentrazione: il portiere deve farsi trovare pronto in ogni circostanza per parare un tiro, l’attaccante sa che occorre essere cinici e freddi sotto porta per segnare. Inoltre, in entrambi i casi è presente il concetto dell’attesa: l’estremo difensore aspetta che le avversarie concludano a rete, mentre la punta, pur muovendosi di continuo, ha bisogno di ricevere il pallone giusto per colpire».
Cosa significa essere portiere in prima squadra?
«È una soddisfazione. Ho iniziato a giocare a calcio a Mozzecane quando avevo otto anni e arrivare nella formazione principale della società dopo aver militato in tutte le categorie giovanili è un orgoglio: rispetto alla Primavera, qui c’è un’intensità di gioco più alta e le responsabilità aumentano. Inoltre, nonostante abbia sempre avuto preparatori bravi, queste le considero le mie prime vere stagioni da estremo difensore: nello scorso campionato sono riuscita a disputare più di metà incontri e sono contenta dei passi in avanti che ho compiuto, invece negli ultimi mesi gli infortuni mi hanno penalizzato».
L’aspetto più particolare dell’estremo difensore a cui si è dovuta abituare?
«Far sì che la squadra si fidasse di me. Quando hai la fiducia delle compagne, sei più sicura e rendi meglio».
Da due stagioni il suo preparatore è Claudio Bressan. C’è intesa?
«Abbiamo un bel rapporto, sia dentro che fuori dal campo. Claudio è stato fondamentale nella mia crescita tecnica, ha creduto in me, mi ha sempre incitato a non mollare e si è dimostrato comprensivo nei miei momenti di difficoltà. Insieme abbiamo lavorato parecchio e lo ringrazio con sincerità: Bressan mi ha insegnato un sacco di cose, è venuto incontro alle capacità dell’atleta che aveva di fronte ed è merito suo se, oggi, mi sento un portiere migliore».
Come si trova con la collega di reparto, Francesca Olivieri?
«Bene, anche se il nostro rapporto è strettamente legato al calcio. Francesca è brava, si impegna molto, è sempre concentrata, e ha voglia di far vedere tutto il suo valore. La competizione tra noi? Non ho mai cercato rivalità con nessuno dei portieri con cui ho lavorato: è un attimo trasformare il dualismo in qualcosa di negativo e non ha senso rovinare un’ipotetica amicizia per disputare una gara in più o in meno».
Le piacerebbe, un giorno, diventare la titolare della prima squadra?
«Giocare con continuità è l’ambizione di qualsiasi calciatrice: allenarsi per poi stare in panchina non piace e non è bello. In ogni caso, non mi sento pronta per essere titolare: devo ancora crescere. Un portiere della Fortitudo che ho ammirato? Paola Bianchi e Ylenia Colcera, con cui mi sono allenata: scelgo Paola per l’esperienza e i consigli che mi ha dato, Ylenia per il carattere e l’umiltà. Entrambe, comunque, trasmettevano grande passione».
Domenica scorsa è stata impiegata contro il Milan Ladies (0-0) risultando decisiva in più di un’occasione. E dire che non scendeva in campo dall’8 gennaio contro il Südtirol Damen.
«È vero. Era da mesi che non giocavo ed ero davvero agitata, già a partire dal riscaldamento. Ho avuto bisogno di un po’ di rodaggio ma con il passare del tempo ho acquisito maggiore sicurezza e fiducia, grazie anche ad alcuni interventi. Insomma, penso di aver fornito una buona risposta e di aver svolto il mio dovere. E, poi, non ho subito gol, quindi sono felice. La parata più complicata? L’uscita su Giulia Redolfi lanciata a rete, nei minuti conclusivi: pur partendo in ritardo sono riuscita a respingere la conclusione».
Ad inizio ripresa si è scontrata con la compagna Nana Welbeck, prendendo un colpo alla tempia. Sarebbe potuta uscire ma è rimasta al suo posto.
«La botta è stata forte però il male era sopportabile. Non volevo mollare, tuttavia se mi fossi resa conto che quel colpo avrebbe potuto danneggiare la mia prestazione e, di conseguenza, il gruppo, avrei chiesto il cambio».
Un passo indietro, alla sfida d’andata contro l’Orobica (3-0): a Bergamo, Venturini debutta nel torneo 2016/17, respinge il rigore a Luana Merli parando il rigore numero uno in carriera con la prima squadra. Cosa provò?
«Una forte emozione. Ed è stato bello vedere la contentezza da parte delle compagne. Purtroppo eravamo già in svantaggio per 2-0 ma personalmente quell’intervento mi regalò molta gioia: nello scorso campionato, ho avuto due occasioni per parare un rigore, ancora contro l’Orobica all’andata e contro il Milan Ladies al ritorno, però in entrambi i casi non ce l’avevo fatta. Beh, mi sono preso una piccola rivincita».
Quando si è poco utilizzate, in che modo si riesce a farsi trovare pronte?
«Ho sempre pensato al bene della squadra: come le altre corrono e si impegnano, pure io devo dare il mio contributo».
La frase che la identifica?
«In porta sono istinto puro. Non avendo potuto imparare le basi del ruolo in maniera completa, mi affido spesso all’impulsività e, appunto, all’istinto».
Contro l’Unterland Damen, domenica 19 marzo, sarà di nuovo titolare. Sensazioni?
«Sono contenta e mi impegnerò al 100%. Sapevamo che Olivieri sarebbe andata qualche giorno in Inghilterra con la scuola, quindi questa era una cosa programmata da tempo. Spero di replicare, anzi, di migliorare la buona prestazione della settimana scorsa: di sicuro, aver rimesso piede in campo con il Milan Ladies mi ha trasmesso più tranquillità e arriverò alla sfida contro l’Unterland più sicura».
Cosa le piaceva ieri dell’attaccante e cosa apprezza oggi del portiere?
«Effettuare una parata decisiva e salvare il risultato sono gli aspetti più gratificanti per un estremo difensore, mentre quando facevo la punta adoravo segnare e festeggiare con le compagne».
A proposito, nel 2014/15 realizzò otto reti nel campionato Primavera. Il fiuto del gol non le mancava.
«Probabilmente è così (ride, ndr). Nonostante avessi giocato in porta negli anni precedenti, in quella stagione me la cavai bene non rubai il posto a nessuna. Da attaccante, preferivo muovermi sulle fasce e arrivare in area, e al tiro, dall’esterno».
Nelle sue vene le scorre di più il sangue da estremo difensore o da punta?
«Ormai sono un portiere a tutti gli effetti. Se ora mi proponessero di tornare a giocare davanti, rifiuterei: mi dispiacerebbe buttare via il lavoro e la fatica che ho fatto negli ultimi due anni».
Un aneddoto tra i pali?
«Nella passata stagione, in casa contro l’Orobica, mi feci male durante il riscaldamento ma scesi in campo lo stesso perché Olivieri era infortunata: mi stavo esercitando sui cross e, dopo aver respinto un traversone insidioso, togliendo la palla dall’incrocio, sono finita contro il palo. Mi girava un sacco la testa e mi usciva sangue dal naso, però, appena Bressan si avvicinò, la prima domanda che gli posi fu: almeno ho parato il pallone? (sorride, ndr). Per fortuna fu solo una forte botta, anche se il giorno seguente mi sono ritrovata con un occhio nero e il naso gonfio».
È più importante una parata o un gol?
«Scegliere è complicato. Entrambi regalano una grande gioia e, di solito, la maggior parte della gente ricorda di più una rete piuttosto che un intervento del portiere. Tuttavia, voto per la parata: ben dieci calciatrici hanno la chance di segnare, mentre una sola persona può respingere un tiro dell’avversario. Inoltre, è proprio una soddisfazione ricevere i complimenti delle compagne dopo una bella respinta».
Prova di maturità per le Biancocelesti sul Lago di Como
Archiviata la vittoria sulla Fiorentina, le biancocelesti sono tornate al consueto lavoro settimanale sul campo di gioco del centro sportivo comunale di via Aldo Moro. Capitan Locatelli e compagne devono prepararsi alla trasferta di Como, un campo che, in un passato non troppo lontano, si è spesso rivelato insidioso per la squadra bergamasca.
La formazione guidata dal tecnico Giuseppe Gerosa (che non sarà in panchina per squalifica) ha migliorato nettamente il proprio score nelle ultime gare, collezionando 8 punti in sei partite, dei quali tre contro il Tavagnacco ed uno con il Verona, rientrando così a pieno titolo nella lotta per la salvezza. Il tutto fa quindi pensare ad una gara da non prendere sottogamba e pertanto le ragazze dovranno essere brave a mettere nel dimenticatoio il risultato con la capolista.
Categorico mister Garavaglia: “Dobbiamo ricalarci nella realtà del campionato e scordarci la partita di domenica scorsa. Se pecchiamo di superficialità rischiamo di rovinare quanto di buono costruito, pertanto voglio che le ragazze affrontino la gara di sabato con la massima concentrazione. Andiamo su un campo delicato, dove incontreremo una squadra che è in forma e può metterci in difficoltà se non approcciamo la gara come si deve. Mi aspetto da tutte una prova di maturità.”
Tanto più che se le orobiche vorranno mantenere il terzo posto, dovranno vincere senza far troppi calcoli. Verona e Res Roma, appaiate ad un solo punto sotto, avranno la possibilità di giocare tra le mura amiche due partite non proibitive (Chieti e Cuneo) e quindi potrebbero approfittare di un eventuale scivolone di Locatelli e compagne.
Il tecnico meneghino non potrà disporre di Sara Baldi, che ha già raggiunto il ritiro della nazionale Under 17, per partecipare alla fase élite dell’Europeo di categoria, che sarà quindi sostituita con buone probabilità da Giorgia Pellegrinelli, ormai sulla via del pieno recupero. Come nella gara d’andata tra le fila lariane vedremo due ex mozzanichesi: Viola Brambilla e Michela Cambiaghi, attualmente in prestito alla squadra comasca.
Probabili formazioni di sabato 18 marzo:
Como 2000 (3-4-1-2): VENTURA; OLIVIERO, STEFANAZZI, PREVITALI; MERIGO, FUSETTI, BRAMBILLA, CASCARANO; POSTIGLIONE, CAMBIAGHI. All. Giuseppe Gerosa.
Mozzanica (4-3-3): GRITTI; MOTTA, RIZZON, LOCATELLI, LEDRI; SCARPELLINI, ALBORGHETTI, STRACCHI; PELLEGRINELLI, GIACINTI, PIRONE. All. Elio Garavaglia.
Arbitro: Gabriele Gandolfo di Bra; assistenti: Peschiera di Seregno e Rossi di Gallarate.
Le altre gare della sesta giornata di campionato:
AGSM VERONA-CHIETI
TAVAGNACCO-BRESCIA
FIORENTINA-SAN BERNARDO LUSERNA
JESINA-SAN ZACCARIA
RES ROMA-CUNEO
Sabato con il Chieti in via Sogare
A distanza di oltre un mese dall’ultima gara casalinga torna finalmente tra le mura amiche l’Agsm Verona che questo sabato 18 marzo con inizio alle ore 15,00 allo Stadio Olivieri di via Sogare ospita il Chieti per la sesta giornata di ritorno del campionato di serie A.
La formazione abruzzese, neo-promossa nel massimo campionato, occupa attualmente la penultima posizione in classifica con undici punti e sabato scorso è stata sconfitta per due reti ad una in rimonta dalla Res Roma.
Il Verona, dopo il pareggio esterno sul campo del Luserna, è scivolato in quarta posizione, superato di una lunghezza dal Mozzanica che ha inflitto la prima sconfitta stagionale alla capolista Fiorentina.
Le scaligere vogliono tornare alla vittoria davanti al proprio pubblico anche se di fronte troveranno un avversario alla disperata ricerca di punti salvezza ed una compagine che può schierare alcune individualità di rilievo come l’ex nazionale Elisabetta Tona e le ex gialloblù Evelyn Vicchiarello e Penelope Riboldi.
All’andata le veronesi si imposero al Comunale di Chieti per due reti ad una, unico precedente tra le due squadre.
Mister Longega non potrà disporre di ben quattro atlete impegnate con la Nazionale Under 17: Forcinella, Meneghini, Soffia e Nichele, con il club gialloblù che da regolamento non può chiedere lo spostamento d’ufficio della gara. Una situazione paradossale che costringerà il tecnico veronese ad attingere a piene mani dalla formazione primavera non solo per la gara con il Chieti ma anche per la successiva partita sul campo del San Zaccaria di Ravenna.
Le probabili formazioni:
Agsm Verona: Thalmann, Rodella, Di Criscio, Boattin, Ambrosi, Pavana, Galli, Pasini, Gabbiadini, Giugliano, Piemonte.
Allenatore: Renato Longega.
Chieti: Vicenzi, Tona, Giada Di Camillo, Di Bari, Riboldi, Innerhuber, Giulia Di Camillo, Vicchiarello, Stivaletta, Marinelli, Mariani.
Allenatore: Lello Di Camillo.
Arbitro: Julio Milan Silvera (Valdarno)
Assistenti: Nicola Santi e Filippo Castagna.
Il programma della sesta giornata di ritorno di serie A e le designazioni arbitrali:
Tavagnacco – Brescia (Villa sezione di Rimini)
Agsm Verona – Chieti (Silvera sezione di Valdarno)
Res Roma – Cuneo (Russo sezione di Torre Annunziata)
Como – Mozzanica (Gandolfo sezione di Bra)
Jesina – San Zaccaria Ravenna (Pasqualetto sezione di Aprilia)
Fiorentina – San Bernardo Luserna (Perri sezione di Roma 1).
Patrizia Panico guiderà gli Azzurrini contro la Germania, a Verona nuovo test VAR
Per la prima volta nella storia un tecnico donna guiderà una nazionale maschile azzurra: Patrizia Panico sostituirà infatti Daniele Zoratto, al seguito della Nazionale Under 19 impegnata nella Fase Elite del Campionato Europeo, e siederà sulla panchina della Nazionale Under 16 in occasione della doppia amichevole con i pari età della Germania in programma rispettivamente mercoledì 22 marzo allo Stadio ‘Bentegodi’ di Verona (ore 14.30, ingresso gratuito – differita su Rai Sport +HD alle 10.30 del 23 marzo) e venerdì 24 marzo (ore 11, ingresso gratuito) allo Stadio Comunale di Caldiero Terme.
Entrata a far parte nel 2015 della ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’, Patrizia Panico è un vero e proprio monumento del calcio femminile e, tra i tanti primati stabiliti in carriera, detiene anche il record di presenze con la maglia della Nazionale (204 gare con 110 gol).
Adesso è pronta a scrivere un’altra pagina di storia a Verona, che torna ad ospitare la gara di una nazionale dopo la calorosa accoglienza riservata lo scorso 6 giugno agli Azzurri per l’amichevole con la Finlandia, quando il ‘Bentegodi’, tutto esaurito e vestito a festa per l’occasione, salutò il successo per 2-0 della Nazionale nell’ultimo test prima dell’avventura nel Campionato Europeo di Francia 2016.
La sfida tra Italia e Germania, un grande classico anche del calcio giovanile, sarà oggetto di una nuova sperimentazione della VAR (Video Assistant Referees) in modalità on-line. Dirigerà l’incontro un arbitro internazionale, Daniele Orsato, coadiuvato per l’occasione dagli assistenti Giorgio Peretti e Omar Gava. Come quarto ufficiale di gara è stato designato Piero Giacomelli, mentre i video assistenti saranno Gianluca Rocchi e Paolo Valeri.
Dopo l’esordio assoluto della cosiddetta ‘moviola in campo’nell’amichevole tra la Nazionale di Gian Piero Ventura e la Francia disputata a Bari lo scorso 1° settembre e i test ripetuti in occasione delle amichevoli dello scorso novembre Italia-Germania (A) a Milano e Italia-Danimarca (Under 21) a Bergamo, la VAR è stata sperimentata per la prima volta in Italia in modalità on-line nell’amichevole disputata lo scorso 18 gennaio allo stadio ‘Friuli’ di Udine tra le Nazionali Under 19 di Italia e Spagna.
E la VAR in modalità on-line è stata testata anche il 22 febbraio e l’8 marzo allo Stadio ‘Renato Dall’Ara’ di Bologna e allo Stadio ‘Carlo Castellani’ di Empoli, che hanno ospitato rispettivamente le amichevoli della Nazionali Under 19 con la Francia e dell’Under 18 con la Danimarca.
Al termine della prima amichevole tra Italia e Germania, alle ore 17.30, il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC ha organizzato un incontro di formazione con i tecnici delle squadre giovanili del territorio presso la Sezione AIA di Verona (Stadio ‘Bentegodi’, lato Curva Nord – Cancello 5). All’incontro interverranno Patrizia Panico e Paolo Nicolato (Staff Tecnico Nazionale Italiana Under 16), Massimo Tell (Grassroots Manager del SGS della FIGC) e Stefano Florit (Collaboratore tecnico Nazionale Centri Territoriali della FIGC).
Info per i media – è possibile formulare la richiesta di accreditoper le due gare amichevoli tra Italia e Germaniaentro le ore 18 di lunedì 20 marzoall’indirizzo email press@figc.it
L’elenco dei convocati per la doppia amichevole con la Germania
Portieri: Alessandro Russo (Genoa), Matteo Cardinali (Roma);
Difensori: Alberto Barazzetta (Milan), Pietro Lattanzi (Empoli), AntonyAngileri (Palermo), Nicolò Armini (Lazio), Paolo Gozzi Iweru(Juventus), Francesco Semeraro (Roma), EmoshogueDarrelAgbugui (Hellas Verona);
Centrocampisti: Giuseppe Iglio (Milan), Davide Angelo Ghislandi (Atalanta), Manu Emmanuel Gyabuaa (Atalanta), Mattia Sandri (Torino), Eric Lirussi (Udinese), Riccardo Tonin (Milan), Alessandro Cortinovis (Atalanta), Giuseppe Leone (Juventus);
Attaccanti: Roberto Piccoli (Atalanta), Alessio Riccardi (Roma), Edoardo Vergani (Inter).
Staff – Capo delegazione: Francesco Selvaggi; Tecnici federali: Patrizia Panico e Paolo Nicolato; Segretario: Alessandro Lulli; Preparatore dei portieri: Davide Quironi; Medico Federale: Cosma Calderaro; Fisioterapista: Marco Di Salvo;
Femminile. Under 17 e Under 15 insieme all’Acqua Acetosa per una giornata di sport
Domani, venerdì 17 marzo, la selezione femminile Under 15 raggiungerà la Nazionale Femminile Under 17 in raduno a Roma, presso il Centro di Preparazione Olimpica, in vista della fase Elite del Campionato Europeo di categoria.
Nell’occasione le Azzurrine avranno l’opportunità di incontrare le ragazze di Rita Guarino e di osservare la seduta di allenamento prevista alle ore 15,30 sul campo 10.
Sarà anche una importante opportunità per il Coordinatore Federale Regionale del Lazio, Franco Pascucci, per incontrare le società ed illustrare il progetto durante la riunione a cui sono stati invitati i tecnici e i dirigenti delle società che svolgono attività femminile e a quante vorrebbero iniziare a svolgere l’attività di calcio femminile presso le proprie scuole calcio.
All’incontro, che si svolgerà alle ore 16 presso l’aula 5 del Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” (via dei Campi Sportivi,1 – Roma), parteciperà anche il tecnico della nazionale Femminile Under 19 Enrico Sbardella.
A partire dalle ore 17,15, le giovani calciatrici U.15 andranno in campo per le attività previste, a cui assisteranno anche i 3 tecnici delle nazionale giovanili femminili.
Con il debutto di Asia Muratori si conferma la linea verde del San Zaccaria
Continua il bel periodo all’insegna del futuro per il San Zaccaria. La società biancorossa continua a tenere con orgoglio all’occhiello il fiore più importante rappresentato dal proprio settore giovanile. Dal vivaio infatti l’ultimo debutto è quello della diciottenne Asia Muratori, entrata sabato nella vittoria ottenuta dalla squadra di Lorenzini nello scontro diretto contro il Como.
Una gara importante nella quale fare il proprio debutto, infatti anche per Asia l’emozione al momento di entrare in campo è stata grande.
“Ero molto in ansia prima della partita perché per me è un sogno come lo è per molte calciatrici quello di debuttare in Serie A. Sono davvero molto fiera e soddisfatta di questo debutto – prosegue – che credo dimostri anche che ho delle capacità e questo mi rende molto contenta e credo di dover ringraziare la società che mi ha dato questa grande opportunità“.
Asia è uno dei tanti punti di forza della formazione Primavera di Marinella Piolanti, con la quale sta cercando di raggiungere le fasi nazionali del campionato.
“Stiamo cercando di migliorarci in tutti gli ambiti e ognuna di noi sta mettendo anima e cuore per cercare di arrivare alla fase nazionale, ma è anche vero che in questa seconda parte del campionato ci sono partite molto importanti e difficili da affrontare”.
Al suo primo anno a San Zaccaria dopo essere arrivata dall’Imolese nel corso dell’estate, per Asia la stagione è ovviamente fin qui molto positiva dal punto di vista personale, anche se la giocatrice mostra ancora tanta voglia di crescere e imparare.
“Ero molto tesa all’inizio anche perché per me era la prima esperienza in questa squadra. Sto cercando ad ogni allenamento di mettere l’anima in questa nuova avventura per cercare di migliorare le mie capacità. Il sogno per il futuro? Migliorarmi e giocare in Serie A, non chiedo altro”.
Giulia Liberati, Res Roma: “Dopo il rammarico dello scorso anno…La rivincita!”
Si è da poco concluso il prestigioso campionato giovanile Arco di Trento – Trofeo Beppe Viola dove la Res Roma ha potuto alzare al cielo il trofeo tanto ambito, conquistato dopo la vittoria ai rigori con il Verona, e al 4 a 0 rifilato al Napoli nella finalissima. Tra le protagoniste della vittoria c’è il giovane difensore romano Giulia Liberati, perno della difesa giallorossa e ormai veterana della squadra diretta da mister Melillo, con cui ha già vinto due scudetti e diversi titoli regionali nelle categorie Giovanissime e Primavera.
Ciao Giulia, avete appena conquistato il prestigioso trofeo Arco di Trento – Trofeo Beppe Viola: descrivici le tue emozioni.
“Dopo il rammarico dello scorso anno, ora possiamo goderci la rivincita! Ho provato un’immensa gioia e non nascondo che è un torneo che meritavamo di vincere.”
Con il Verona si è ricorso ai rigori: una vittoria sofferta ma meritata.
“Il Verona è sicuramente una grande squadra e ben organizzata; abbiamo avuto tante occasioni da goal che non abbiamo sfruttato al meglio arrivando così ai calci di rigori, dove siamo state più brave ed abbiamo ottenuto la qualificazione.”
Contro il Napoli, invece, un dominio assoluto…
“Contro il Napoli credo non ci sia nulla da dire: abbiamo dominato e abbiamo strameritato questa vittoria!”
Non eri al massimo della forma, ma hai saputo stringere i denti e giocare due grandi gare: come le hai vissute?
“Nonostante i problemi fisici sono contenta di aver fatto bene! Cerco sempre di non pensare ai dolori fisici, concentrandomi solo sul bene della squadra.”
Da questa stagione ti stai allenando con la prima squadra che milita in serie A: cosa stai imparando dalle “big” giallorosse e chi sono i tuoi punti di riferimento?
“Sto apprendendo molto sia sul piano calcistico sia sul piano caratteriale, cercando di far emergere la voglia di combattere su ogni pallone. I miei punti di riferimento sono sicuramente Giulia Colini e Claudia Ciccotti che si sono mostrate sempre costanti nel gioco.”
Prossimo obiettivo stagionale è la vittoria del campionato regionale Primavera: come immagini sarà il match di ritorno contro la Roma?
“Ovviamente puntiamo a vincere il nostro terzo scudetto Primavera e abbiamo tutte le carte in regola per uscirne vincitrici! All’andata non abbiamo sfruttato al meglio le occasioni avute, lasciando aperta la partita fino all’ultimo, ma, nonostante fossimo una in meno, abbiamo ugualmente dominato. Il match di ritorno si prospetta come una gara da non sottovalutare, in cui cercheremo di fare meglio avendo anche a disposizione Caruso.”
A chi dedichi la vittoria del Torneo Arco di Trento?
“Innanzitutto alla squadra e alla società! A mister Melillo, che ha sempre creduto in noi e alle nostre potenzialità, alle ragazze della prima squadra che ci hanno sostenuto dalla tribuna e poi…. a mia madre che è sempre stata al mio fianco.”














