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Radunata a Bari la selezione femminile Under 15

Domenica 26 febbraio, fra le attività che hanno fatto da completamento alla tre giorni della Nazionale Under 17 femminile a Bari, si è tenuto un raduno della selezione Regionale Femminile Under 15.

Fra i protagonisti principali dell’incontro il commissario tecnico della Nazionale Under 16 Massimo Migliorini, che si è soffermato a chicchierare con le ragazze, esponendo alcuni concetti fondamentali non solo nello sport, ma anche come filosofia di vita.

Silvia Polidori, Imolese CF: “Questo sport è la mia droga”

Il suo idolo è, da sempre, Alessandro Del Piero per la sua capacità di gioco e perchè uomo con la U maiuscola.. tanto da avere il suo poster appeso in camera. Stiamo parlando di Silvia “Polly” Polidori, classe 1997, esterno dell’Imolese.

“La mia passione per il calcio”, le sue parole, “nasce all’età di 5 anni grazie a mio fratello. Nell’Imolese gioco da circa 6 anni, dove ho iniziato con Mister Mosconi; questa società rappresenta, per me, serietà e divertimento allo stesso tempo”.

Il calcio significa molto per Silvia:
Le emozioni non le riesco ad esprimere: sono qualcosa di unico.. ma posso affermare che questo sport è la mia droga”.

Giocatrice dalle grandi doti umane e sportive:
“In campo sono generosa e mi alleno sempre con tanta dedizione per rendere sempre al massimo. Fuori dal campo sono una ragazza molto tranquilla, mi piace divertirmi con gli amici senza mai eccedere”.

Un pensiero inevitabile sulla stagione in corso:
“La stagione sta procedendo tra alti e bassi: nonostante il cambio di 3 allenatori, siamo state brave noi a tenere botta. Quest’anno ammiro molto il gruppo, mi piace e ci sto molto bene. Nostro compito ora sarà andare avanti mostrando alla gente il nostro gioco, mettendocela tutta”.
Il futuro?
“Voglio crescere ancora di più con la maglia dell’Imolese, sia a livello personale che di squadra”.

Silvia Polidori è una ragazza solare e di notevole professionalità, che non molla mai.. significativa una frase che ha anche tatuata nella caviglia: “STRENZ E CUL E TEN BOTA”.

Il Vittorio Veneto strappa i tre punti alle pescaresi

Il recupero della 13° Giornata di andata, tra La Saponeria Unigross e Vittorio Veneto, si è svolto ieri alle ore 15 presso il Campo Zanni di Pescara.  Contrariamente alle aspettative, considerando l’elevata caratura delle avversarie, il match è stato tutt’altro che agevole per le rossoblu che tuttavia si sono aggiudicate il match con il risultato di 2-0.

La prima frazione di gioco ha visto due squadre affrontarsi a viso aperto, senza alcun timore reverenziale da parte delle pescaresi verso le avversarie che sono in lotta con il Sassuolo per la vittoria del campionato.

Nella ripresa prova a venire fuori il Vittorio Veneto con Mantoani che chiama agli straordinari Zullo, la quale non si fa trovare impreparata. Le pescaresi tengono botta e al 23′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Paolini, rischiano di fare il colpaccio e andare in vantaggio con Giuliani. La numero 3 rossoverde colpisce a botta sicura ma Ferin compie il miracolo e mantiene lo score fisso sullo 0-0. Cinque minuti più tardi, però, sono le ospiti a sbloccare il risultano. La difesa abruzzese pasticcia un po’ e Piai, direttamente da dentro l’area, lascia partire un tiro che si trasforma in un assist per Mantoani sulla quale Zullo non può nulla. Le rossoverdi accusano il colpo, provano a reagire ma non sfondano e soffrono le veloci ripartenze delle vittoriesi. Al 35′ le venete chiudono virtualmente il match con un gran gol di Tommasella dalla lunga distanza. Le pescaresi provano ad accorciare le distanze direttamente su calcio piazzato, prima con Paolini e poi con Cialfi, ma senza troppa fortuna.

Nonostante la sconfitta, le pescaresi non hanno nulla da rimproverarsi. Considerando lo stop del campionato di domenica prossima, le rossoverdi avranno modo di preparasi al meglio per l’importante partita contro l’Imolese che si svolgerà domenica 12 marzo alle ore 15 presso il Campo Zanni di Pescara.

Il tabellino dell’incontro:

LA SAPONERIA UNIGROSS – VITTORIO VENETO 0- 2 (0-0)

LA SAPONERIA UNIGROSS: Zullo, Confessore, Giuliani, Amicucci, Vizzarri, Fiorenza, Eugeni (70′ Cialfi), Mari, Lazzari (56′ Primi), Di Battista (77′ Santirocco), Paolini A disposizione: Evangelista, De Leonardis, Colantonio

VITTORIO VENETO: Ferin, Virgili (85′ Tonon),Dal Pozzolo, Casagrande, Mantoani, Tommasella, Foltran, Zanella, Piai, Sogaro (50′ Pistis), Ponte (70′ Coghetto)
A disposizione: Reginato, Perin, Sovilla, Zanette Allenatore: De Biasi Dario

Reti:
28′ Mantoani, 35′ Tommasella
Ammonizioni: Tommasella (V.V)

Arbitro: Dario Di Francesco di Ostia Lido (Stefano Coccagna  di Teramo e Giulia Di Rocco di Pescara)

CLASSIFICA
44 PERMAC VITTORIO VENETO
42 SASSUOLO C.F.
37 CASTELVECCHIO
36 CALCIO PADOVA FEMMINILE
32 MARCON
24 NEW TEAM FERRARA
23 GRIFO PERUGIA
21 FEDERAZIONE SAMMARINESE
18 AREZZO *
18 IMOLESE FEMMINILE
16 UDINESE C.F.
10 VIRTUS PADOVA
9 GORDIGE CALCIO RAGAZZE *
4 LA SAPONERIA UNIGROSS

* una partita in meno

Il Dipartimento Calcio Femminile incontra le società siciliane

Il Dipartimento Calcio Femminile ha incontrato a Palermo, presso la sede del Comitato Regionale Sicilia della LND, i rappresentanti del football in rosa della regione. Sala gremita e tanta voglia di partecipare alla “svolta”, così come l’ha definita il presidente regionale Santino Lo Presti, introducendo i lavori. Sandro Morgana, il delegato al calcio femminile e vice presidente dell’area Sud della LND, ha invece puntato al cuore della giornata, realizzando un’appassionata ed accurata fotografia del movimento. Morgana non ha taciuto sui problemi ancora da risolvere, ma ha sottolineato anche i traguardi raggiunti, in particolare quelli realizzati grazie all’opera di coordinamento ed al contributo progettuale del Dipartimento Calcio Femminile. All’incontro con i club siciliani hanno partecipato anche il Segretario nazionale Patrizia Cottini ed il delegato provinciale di Palermo Dino Corbo. Con loro anche i delegati regionali Giuseppe Mistretta (calcio femminile) e Massimiliano Birkler (calcio a 5) e quello provinciale di Palermo al calcio femminile Giovanna Marfia.

“Le donne sono corrette e sono sportive – ha spiegato Morgana parlando ai club siciliani – Sono entrato in un mondo che non conoscevo e che ho imparato ad amare. Ho riflettuto e scoperto un movimento verso il quale non c’era mai stata la giusta attenzione. A quel punto mi sono messo al lavoro senza fare proclami o immaginare voli pindarici. Al calcio femminile servono certezze e, con orgoglio lo rivendico, il Dipartimento Calcio Femminile si sta muovendo, a partire dal mio arrivo, in questa direzione. In due mesi abbiamo fatto la riforma dei campionati, dopo anni di aspettative non rispettate. La LND vuole portare concretezza nel calcio femminile. E’questa l’unica strada per lo sviluppo della disciplina”.

“Il calcio femminile deve avere un ruolo di primo piano nel mondo federale – ha dichiarato Santino Lo Presti – e quel mondo è oggi tutto proteso nel cercare soluzioni perché il movimento si sviluppi in modo significativo. Il calcio femminile può dare molto al calcio perché è portatore di grandi valori. Dobbiamo tutti credere nella svolta, per dare al calcio femminile la dignità che merita”.

Bellissima e positiva la testimonianza di Margherita Bernardini, giovane mamma e vicepresidente della società Le Ali di Belmonte. “La nostra realtà è nata nel luglio del 2016, mossa da una passione sconfinata per il calcio. La cosa che riempie di gioia è quella di aver dato la possibilità ad un paese di far giocare le sue bambine. Abbiamo superato un problema culturale attraverso una grande opera di volontariato. Le difficoltà ci sono, soprattutto quelle economiche, ma la felicità di quelle bambine ci sprona ogni giorno a proseguire con sempre maggiore slancio ed ottimismo”.

Articolati ed appassionati anche gli interventi di Rosario Vadalà (presidente provinciale ASI), Franco Aricò (presidente San Gregorio Papa) e Cinzia Valenti (presidente Ludos). Tutti hanno manifestato la comune passione per il calcio femminile, rappresentando al contempo le difficoltà strutturali, soprattutto in termine d’impianti, che ogni giorno le società sono costrette ad affrontare.

Nazionale Femminile alla ‘Cyprus Cup’: le partite in diretta streaming su FIGC Vivo Azzurro

Parte mercoledì 1° marzo la ‘Cyprus Cup’, il consueto appuntamento per la Nazionale Femminile che, dopo aver chiuso lo scorso anno al terzo posto, cercherà di migliorare il piazzamento e di prepararsi al meglio alla Fase Finale del Campionato Europeo in programma in Olanda dal 16 luglio al 6 agosto.

Le 23 calciatrici convocate dal Ct Antonio Cabrini si sono radunate ieri a Roma e oggi hanno raggiunto Cipro: le Azzurre esordiranno mercoledì 1° marzo (ore 14.30 locali, 13.30 italiane) a Nicosia con la Corea del Nord, venerdì 3 marzo a Larnaca affronteranno il Belgio (ore 17.30 locali, le 16.30 italiane) e lunedì 6, ancora a Larnaca, scenderanno in campo con la Svizzera (ore 14.30 locali, le 13.30 italiane). Tutte le gare della Nazionale Femminile saranno trasmesse in diretta streaming sul canale FIGC Vivo Azzurro – Nazionale Italiana di Calcio.

L’elenco delle convocate

Portieri: Alessia Gritti (ASD Mozzanica), Chiara Serafino (S. Bernardo Luserna), Sabrina Tasselli (Sassuolo);
Difensori: Sara Gama (Brescia), Eleonora Piacezzi (Cuneo), Elena Linari (Fiorentina), Linda Cimini Tucceri (S. Zaccaria), Federica Di Criscio (AGSM Verona), Lisa Boattin (AGSM Verona), Giorgia Spinelli (Inter Milano);
Centrocampisti: Daniela Stracchi (Mozzanica), Marta Carissimi (Fiorentina), Alia Guagni (Fiorentina), Barbara Bonansea (Brescia), Alice Parisi (Fiorentina), Aurora Galli (AGSM Verona), Valentina Cernoia (Brescia), Valentina Bergamaschi (Neunkirch Frauen), Valery Vigilucci (Fiorentina);
Attaccanti: Melania Gabbiadini (AGSM Verona), Manuela Giugliano (AGSM Verona), Daniela Sabatino (Brescia), Cristiana Girelli (Brescia).
Staff – Capo delegazione: Patrizia Recandio; Commissario Tecnico: Antonio Cabrini; Assistente tecnico: Rosario Amendola; Segretaria: Elide Martini; Preparatore atletico: William Botter; Preparatore dei portieri: Cesare Cipelli; Medico: Alessandro Carcangiu; Fisioterapisti: Roberto Cardarelli e Jacopo Pasini; Video Analista: Antonio Gagliardi.

Under 17, Vanessa Panzeri : “La nostra Nazionale grinta, cuore e coraggio”

Tra le protagoniste della brillante vittoria della Nazionale Under 17 nel primo test match giocato ieri a Bitetto (Ba) contro la Rep. Ceca è da annoverare sicuramente Vanessa Speranza Panzeri, 16enne difensore del Como 2000, titolare e numero 2 delle azzurrine, punto di forza della retroguardia della squadra di Rita Guarino.

Ciao Vanessa, sei stata una delle titolari protagoniste della vittoria per 4-2 sulla Rep. Ceca. Partita dominata per lunghi tratti del match, salvo un leggero ma inevitabile calo nel finale di gara. Un tuo giudizio sull’incontro.
“Io sinceramente mi aspettavo una Repubblica Ceca molto più forte. Noi abbiamo affrontato la partita con la giusta concentrazione e determinazione sapendo che avremo affrontato una squadra di pari livello. Siamo partite subito molto aggressive imponendo il nostro gioco; siamo calate di concentrazione nel finale dove abbiamo regalato due goal immeritati”.

Ci descrivi il tuo ruolo in campo e le tue caratteristiche tecniche ?
“Sono un difensore esterno basso; dal mio punto di vista è un ruolo molto completo poiché hai la responsabilità di difendere la porta e la possibilità di andare a fare goal partecipando attivamente alla fase offensiva”.

Come mai hai deciso tra tanti sport di cimentarti proprio con il pallone ?
No so dirti come mai abbia scelto di giocare proprio a calcio…so dirti che ho sempre avuto il pallone tra i piedi e quando mio fratello si è iscritto nella  squadra del paese l’ho seguito …da lì non è passato un solo giorno senza che io toccassi un pallone”.

Infine una tua valutazione sulla prossima fase Elite dei Campionati Europei. In un girone di ferro con l’Italia che dovra’ affrontare Germania, Polonia ed Inghilterra, chi vedi come favorite ?
Sicuramente è in girone impegnativo ma noi stiamo lavorando duro per affrontare al meglio queste compagini. Germania, Inghilterra e Polonia avranno prestanza fisica e tecnica forse superiori alle nostre ma noi abbiamo grande cuore e coraggio da vendere. Non abbiamo paura di niente e di nessuno! Le favorite secondo me sono Italia e Germania”.

Azzurrine in partenza per la Spagna: venerdì l’esordio nel Torneo di La Manga

Ultimi allenamenti al Centro di preparazione olimpica Giulio Onesti di Roma per la Nazionale Under 19 Femminile, che mercoledì volerà in Spagna per disputare il Torneo di La Manga. Le Azzurrine esordiranno venerdì 3 marzo con la Scozia (ore 12), domenica 5 affronteranno la Danimarca (ore 18) e martedì 7 marzo se la vedranno con le pari età dell’Inghilterra (ore 13).

“E’ un torneo importante – avverte il tecnico Enrico Maria Sbardellaal quale partecipano le migliori nazionali al mondo e che ci darà la possibilità di testare la squadra in vista della Fase Elite degli Europei. Andiamo in Spagna con molta umiltà e voglia di fare bene”.
Il pensiero è già rivolto alla Fase Elite del Campionato Europeo, che dal 5 al 10 aprile vedrà l’Italia opposta a Serbia, Svezia e alle padrone di casa della Norvegia: “Andremo nel covo di chi ha creato il calcio femminile – sottolinea Sbardella – e scenderemo in campo con lo spirito giusto. Non abbiamo nulla da perdere, possiamo essere quelli che rompono le uova nel paniere a chi si crede già qualificato”.

L’elenco delle convocate

Portieri: Alessia Capelletti (Mozzanica), Nicole Lauria (Bologna), Alessia Piazza (Lugano);
Difensori: Chiara Cecotti (Tavagnacco), Martina Lenzini (Brescia), Sara Mella (Vittorio Veneto), Beatrice Merlo (Inter Milano), Tecla Pettenuzzo (Padova), Erika Santoro (S. Zaccaria), Alice Tortelli (Fiorentina);
Centrocampisti: Martina Brustia (Inter Milano), Arianna Caruso (Res Roma), Federica Cavicchia (Zurigo), Laura Ghisi (Brescia), Marta Mascarello (Cuneo);
Attaccanti: Sofia Cantore (Fiammamonza), Sofia Del Stabile (Tavagnacco), Benedetta Glionna (Fiammamonza), Gloria Marinelli (Chieti), Annamaria Serturini (Brescia), Danila Zezzera (Fiorentina).
Staff – Tecnico: Enrico Maria Sbardella; Assistente tecnico: Elena Proserpio Marchetti; Segretario: Sabrina Filacchione; Preparatore atletico: Simone Mangieri; Preparatore dei portieri: Davide Quironi; Medici: Salvatore Caruso e Pierpaolo Rota; Fisioterapista: Emanuele Provini.

Il Fimauto approda agli ottavi di Coppa Italia

Per i sedicesimi di Coppa Italia il Fimauto Valpolicella sfida la formazione romagnola del Castelvecchio, pari categoria del Girone B. Partita secca dove la vincitrice affronterà l’Agsm Verona negli ottavi di finale.

La partita si sblocca molto presto: al 6’ Faccioli, dopo un’incursione personale sulla destra, vede arrivare Boni in mezzo, la serve, il capitano rossoblu non si fa pregare e di sinistro trafigge Montanari siglando così il vantaggio. Passa solo un minuto quando l’occasione è proprio di Faccioli che pescata sola in mezzo all’area da Capovilla al volo di piatto calcia alto. Le rossoblu esprimono un ottimo gioco e lasciano davvero poco spazio alle romagnole che faticano a trovare spunti. Al 12’ è Carradore a provare la botta da fuori, ma la sua conclusione esce di poco alla sinistra di Montanari. Due minuti più tardi insidioso cross di Solow sul quale il portiere romagnolo è attento e blocca sulla riga anticipando l’intervento di Mascazoni ben appostata. Il Fimauto continua a macinare gioco, Tombola al 31’ serve Mascanzoni bravissima a superare Montanari con un pallonetto per la rete del raddoppio. Al 38’ Solow mette palla dentro per Capovilla che di sinistro al volo sigla il tre a zero. Al 39’ azione personale di Faccioli che dopo essersi portata quasi sulla riga di fondo prova la conclusione, ma il suo tiro percorre la linea di porta per spegnersi fuori dall’altra parte.

La ripresa è ancora storia rossoblu: al 5’ st Tombola apre a destra per Faccioli, dal fondo mette dentro per Capovilla che aggancia, ma da due passi spedisce sul fondo. Al 15’ Solow in percussione sulla sinistra arriva fino nell’area piccola dove calcia a botta sicura sul primo palo, ma Montanari si salva in angolo di piedi. Al 25’ c’è gloria anche per Zamarra che al volo spara a rete il cross di Boni per il quattro a zero. Al 34’ c’è spazio per la doppietta di Debora Mascanzoni che con un bellissimo tiro a giro scavalca nuovamente Montanari. Al 37’ ci prova la neoentrata Dempster con una bella botta, ma Montanari fa il miracolo e salva la porta. Pochi altri sussulti fino al 45esimo quando l’arbitro fischia la fine di una partita mai in discussione e ben giocata dal Fimauto.

Fimauto Valpolicella – Castelvecchio 5-0

Fimauto Valpolicella: 12 Meleddu, 2 Faccioli, 3 Salamon, 4 Solow, 5 Bissoli, 6 Tombola, 7 Capovilla, 8 Carradore, Mascanzoni De., 10 Boni, 11 Zamarra
A disposizione: 1 Visentini, 13 Galvan, 14 Hannula,15 Mascanzoni Da., 16 Dempster, 17 Benincaso, 18 Magnaguagno
Allenatore: Diego Zuccher

Castelvecchio: 40 Montanari, 14 Amaduzzi A., 3 Amaduzzi M., 10 Nagni, 5 Guiducci, 12 Carfagna, 22 Petralia, 21 Beleffi, 9 Guidi, 13 Casadei, 18 Rossi.
A disposizione: 55 Vicini, 8 Deidda, 19 Zani, 7 Legni, 11 Casali
Allenatore: Flavio Varchetta

Arbitro: Sig. Paletta Marco di Lodi
Reti: 6’ Boni, 31’ Mascanzoni De., 38’ Capovilla, 25’st Zamarra, 34’ st Mascanzoni De.
Sostituzioni: 14’ st Legni per Beleffi, 15’ st Hannula per Faccioli, 19’ st Dempster per Carradore, 19’ st Zani per Rossi, 22’ st Mascanzoni Da. per Capovilla, 25’ st Casali per Petralia
Ammonizioni: 27’ Beleffi

L’indignazione del presidente Roberto Salerno su Fiorentina-Oristano

FIORENTINA-ORISTANO: TUTTO RIDICOLO E VERGOGNOSO

Roberto Salerno, presidente del Torino Calcio Femminile, emette un comunicato stampa con questo titolo per evidenziare ancora una volta le difficoltà che cadono nel settore del calcio femminile. Sottolinea che questa situazione non appartiene solo alla sua società, com’era accaduto in campionato di Serie B quando Torino avrebbe dovuto affrontare la trasferta in Sardegna ma le difficoltà economiche lo hanno impedito. Quello della Coppa Italia tra Fiorentina e Oristano è stata l’ennesima prova:

Davanti alle ennesime situazioni come quelle della partita Fiorentina-Oristano sospesa per insufficienza di giocatrici in campo, tutto il calcio femminile appare ridicolo, le classifiche, le vittorie le promozioni, le retrocessioni etc.

Lo dico per i tanti ipocriti ed esaltati che ogni anno chinano la testa davanti alle costrizioni e agli indegni trattamenti riservati al calcio femminile da parte di tutto il sistema calcio e che non hanno il coraggio di dire mai nulla.

Per quanto il Presidente dell’Oristano si sia fatto in 4, 8 o sedici per arrivare alle 14,30 a Firenze in un giorno feriale, la sua trasferta appare ridicola in tutta la sua drammaticità: ragazze in traghetto il giorno prima, notte senza la dignità di un letto, il giorno dopo una partita da disputare in condizioni psico-fisiche precarie con rischi di infortuni e traumi per le ragazze oltre agli innumerevoli compromessi con le ragazze che non possono andare a scuola e con quelle che perdono il lavoro (per 2/3 giorni).

In queste vergognose condizioni e allo stesso trattamento vengono sottoposte tutte le ragazze della Serie B Girone A, comprese quelle squadre che si contengono la promozione in Serie A, più preoccupate ad enfatizzare la loro classifica su giornaletti di provincia piuttosto che ad assicurare condizioni di minimo benessere e dignità alle proprie ragazze.
Alle gravissime responsabilità dei vertici del calcio corrisponde, quindi, una cifra altrettanto impressionante di ipocrisia e irresponsabilità sul versante società dove troppi Dirigenti e Presidenti, a volte, non in possesso di un normale senso del ridicolo, scimmiottano un calcio “vero” che, come vedete non esiste e nemmeno lo praticano loro.

Nei prossimi giorni, intendo approfondire se non esistano precise responsabilità penali oltre che civili per le Istituzioni Sportive, cui spetta la disciplina e l’organizzazione dei campionati femminili, nel sottoporre a queste condizioni le Tesserate (spesso minorenni) che, come sapete, sono soggette alle disposizioni della FIGC LND prima ancora che a quelle delle proprie società.
Tutti nodi non possono che venire al pettine.

Roberto SALERNO
Presidente Torino CF

Alessia Pecchini, toccata e fuga a Mozzecane: «L’Olanda mi ha cambiato»

Toccata e fuga. Giusto per tagliare le cento presenze con la Fortitudo tra serie A2 e l’attuale B, e ripartire per l’Olanda. Dove la attende il tirocinio per la tesi in Neuroscienze cognitive.

«Sì, è stata una volata. Breve ma intensa». Alessia Pecchini ha rifatto capolino a Mozzecane per ventinove giorni, in quel Mozzecane in cui ha iniziato a giocare a pallone e ha trascorso quattordici anni di vita sportiva. Il plurale lo usa disinvolta, nonostante i Paesi Bassi abbiano rappresentato la sua casa negli ultimi mesi e il campionato 2016/17 l’abbia solo assaggiato: «Abbiamo vinto con il Real Meda e pareggiato con l’Orobica: siamo sulla strada giusta». Perché del gruppo gialloblù lei si sente comunque parte. «Usare il noi è istintivo. Anche se sono stata, e sarò, distante, questa squadra è sempre mia e le partite le soffro e le gioco insieme alle compagne».

DI NUOVO A NIJMEGEN. La partenza è fissata per mercoledì 1 marzo. Il difensore, all’occorrenza centrocampista, di Villafranca tornerà alla volta di Nijmegen e della Radboud University dove, da metà agosto a fine gennaio, ha vissuto e frequentato il master del proprio corso di studi. «In un mese, a Mozzecane, ho cercato di concentrare tutto: lavorare per rientrare in Olanda con una tranquillità economica, senza pesare troppo sulla famiglia, terminare gli esami (Alessia frequenta l’Università di Padova, ndr), rivedere amici e parenti, e giocare di ancora con la Fortitudo, seppur per poco».

MOZZECANE, «RITORNO A CASA». Trentasette minuti in totale: 23 contro il Clarentia Trento, 14 contro l’Orobica. In febbraio, Pecchini ha riassaporato un vortice di emozioni gialloblù, «che tanto mi mancavano», scendendo in campo per dare una mano alla formazione di mister Fabiana Comin. «Una bellissima sensazione: mi è sembrato di stare nuovamente a casa e di non essere mai andata via – ammette il difensore -. Ho disputato pochi minuti, è vero, però ho dato l’anima, dal primo all’ultimo secondo, cercando di fornire il più possibile il mio contributo alla squadra. Per quanto in Olanda abbia militato in una formazione dagli stessi valori del Mozzecane (FC Kunde, ndr), che mi ha trattato benissimo e in cui spero di tornare a breve, rientrare nella società in cui sono stata per quattordici anni, al fianco delle compagne di sempre, è come aver riabbracciato la mia famiglia». E, volgendo lo sguardo già alla stagione 2017/18, quale sarà il futuro di Alessia? «A fine luglio sarò di nuovo in Italia, visto che desidero laurearmi in novembre. Pertanto parlerò con la Fortitudo e, se troveremo l’accordo giusto, l’avventura continuerà».

PECCHINI PART-TIMER.
 Ha fatto la part-timer, Pecchini. Cominciando la preparazione estiva con Francesca Salaorni e compagne, trascorrendo il Natale a casa e giocando l’amichevole di inizio gennaio contro il Brescia campione d’Italia in carica («un grande onore»), e riaggregandosi alla rosa gialloblù in febbraio. Prima di salutare ancora tutti e ripartire per l’Olanda. «Mi sento parte del gruppo, sebbene lo stia vivendo ad intermittenza – sottolinea Alessia -. Di sicuro, aver affrontato una settimana di preparazione in estate mi ha aiutato perché è in quella fase che una squadra mette le basi per amalgamarsi. In Olanda si gioca un calcio molto diverso, inoltre non è semplice farsi trovare pronte al momento giusto né riuscire ad entrare negli schemi e negli stili di allenamento del tecnico, però sono esperienze che ti permettono di crescere e ti rendono felice. Conoscere alla perfezione l’ambiente, ovviamente, ha rappresentato un vantaggio».

«FORTITUDO, PUOI FARE STRADA». Il giudizio della veterana è positivo. «La Fortitudo è una valida formazione e interessante». A pochi giorni dalla sua partenza, il difensore scaligero esprime il proprio parere sul club del presidente Giuseppe Boni, dopo averlo visto all’opera a più riprese: «Una compagine partita con un bel punto di domanda: quasi tutte le atlete sono giovanissime e molte di loro si confrontano con la serie B per la prima volta – spiega Pecchini -. L’allenatore, Fabiana Comin, costituisce invece una certezza grazie alla notevole esperienza maturata nel calcio femminile sia come portiere che come tecnico. I buoni propositivi, insomma, c’erano, la salvezza è stata ormai raggiunta e le ragazze stanno acquisendo una personalità, uno stile di gioco preciso e si sono incanalate nella direzione corretta per togliersi belle soddisfazioni. Il nono posto in classifica di oggi? Un po’ falso. Le carte in regola per arrivare più in alto, magari sotto le posizioni di vertice, ci sono».

«PERETTI TOP PLAYER, MARTANI HA QUALITÀ».
 Se le chiedi chi, tra le compagne, l’ha impressionata di più, non impiega tanto a rispondere: «Della vecchia guardia, considero Rachele Peretti una top player: ha una classe e una tecnica importanti, e anche quando gioca al 60% della forma, riesce a fare cose che per noi al 100% non sono possibili. Inoltre, mi è piaciuta parecchio Francesca Olivieri: le doti sono ottime e, con il tempo, ha acquisito in porta quella sicurezza e quella fiducia in se stessa che le mancavano. Tra i volti nuovi, invece, scelgo Alice Martani: ha ottime potenzialità e, ogni volta che riesce a metterle al servizio della squadra, può fornire un grande contributo in attacco».

CENTRO PRESENZE TRA A2 E B. Nella sua toccata e fuga di febbraio, Alessia ha tagliato un traguardo: domenica scorsa, contro l’Orobica, Pecchini ha raggiunto le cento presenze con la Fortitudo tra serie A2 e l’attuale B, ossia nel secondo livello più alto del calcio femminile italiano. «Sono tante partite, tante esperienze, tante emozioni, tante gioie e delusioni, e tante lezioni che ho imparato e vissuto – confessa lei -. Sono orgogliosa e soddisfatta di ciò che queste cento presenze hanno rappresentato e mi hanno insegnato: riconoscimenti del genere non li vedo come punti di arrivo, bensì di partenza». Una precisazione: se contiamo pure i match totalizzati in serie A, il difensore ha disputato in totale 129 incontri con la prima squadra gialloblù.

RACHELE, ZOE E FRANCESCA: AMICIZIE VERE.
 In Olanda era costantemente informata. I risultati del Mozzecane li voleva sapere ogni settimana. «Alla fine del primo tempo e alla fine delle gare, mia madre mi mandava i messaggi audio sul telefono per aggiornarmi, oppure parlavo con alcune mie compagne, con mio padre (Alessio, dirigente gialloblù, ndr) o con mister Comin per un parere più tecnico. E ho visto pure il derby tra Fimauto Valpolicella e Fortitudo in diretta grazie a Facebook». Così ha fatto, Alessia. Così farà. «La mia squadra la seguirò sempre, anche ora che torno in Olanda – racconta Pecchini -. Le compagne che sentivo spesso, e che continuerò a sentire, sono Rachele Peretti, Zoe Caneo e Francesca Salaorni: lo sport, oltre ad avermi permesso di vivere bei momenti in campo, mi ha regalato queste amicizie splendide. Noi tre abbiamo iniziato a giocare a Mozzecane insieme e siamo riuscite a coltivare un rapporto che va oltre il calcio. Tra l’altro, Rachele è venuta a trovarmi a Nijmegen, mentre Zoe e Francesca le aspetto in Olanda in primavera».

TERZINO AL KUNDE. Il pallone non l’hai mai abbandonato. Neppure nei Paesi Bassi, quando l’attenzione era principalmente rivolta allo studio. «Appena arrivata a metà agosto, mi ero accordata con l’Achilles ’29, formazione di Eredivisie (serie A olandese, ndr), ma presto l’ho lasciata perché era impossibile conciliare gli impegni universitari con i loro cinque allenamenti settimanali, più la gara di campionato. Inoltre, per raggiungere l’impianto sportivo dovevo fare mezz’ora di bicicletta». Alessia cambia allora squadra e si aggrega al Kunde FC, compagine universitaria di Nijmegen, militante nel campionato regionale di Terza divisione. «Mi sono trovata benissimo, ero il terzino destro titolare e abbiamo vinto il girone di andata – ricorda Pecchini -. Nonostante tale realtà fosse inferiore all’Achilles ’29, ho imparato tantissime cose e mi sento una calciatrice più matura rispetto a prima: l’avventura con il Kunde mi ha insegnato ad assumermi maggiori responsabilità e rischi. Adesso, mi auguro di riprendere a giocare con loro e a conquistare il titolo». Una curiosità: durante i test atletici svolti a Mozzecane in dicembre, le prestazioni del difensore di Villafranca sono risultate le migliori della rosa. «Non me l’aspettavo (sorride, ndr), ma ne sono stata felice: significa che avevo mantenuto un buon livello di forma. In Olanda il calcio è meno tecnico rispetto all’Italia, però è più fisico e agonistico».

OLANDA, ESAME DI VITA.
 L’Olanda l’ha arricchita e la arricchirà ancora. «Un vero e proprio esame di vita». L’esperienza a Nijmegen, da agosto a fine gennaio, ha cambiato Alessia nel profondo: «Non ero partita con grandi aspettative, perché non volevo rimanere delusa, invece sono cresciuta moltissimo come donna, sono tornata con amici da ogni parte del mondo e ho conosciuto persone fantastiche, le quali hanno una serenità e una tranquillità nell’affrontare le difficoltà da prendere ad esempio». E aggiunge: «Tutti i giorni erano un esame, e non solo per lo studio: abitavo, e abiterò, in un complesso universitario enorme, composto da oltre mille studenti, mi sono confrontata con ambienti e stili di vita differenti, in più ho seguito un corso di olandese che ora comprendo abbastanza bene. Ricordo, infatti, che durante gli ultimi allenamenti di dicembre, lo staff spiegava gli esercizi appunto in olandese e io capivo senza dover chiedere traduzioni. Essendo internazionale il master che sto facendo a Padova, insomma, un’esperienza all’estero la reputo una naturale prosecuzione del mio percorso».

SEMPRE IN BICI E SUI LIBRI. Di tempo libero ne aveva poco. In Olanda, Alessia trascorreva la maggior parte delle ore in biblioteca o comunque sui libri. «Ho imparato cosa sia la vera cultura del lavoro: là la gente non si ferma mai e i ritmi sono incessanti – osserva il difensore gialloblù -. Comunque, quando avevo un po’ di spazio per me, sono andata a visitare Amsterdam, Utrecht, Eindhoven, Maastricht e Anversa, quest’ultima in Belgio: le città sono strutturate in modo diverso rispetto all’Italia, e sono meno storiche ma più pulite delle nostre. Ognuna ha il suo perché, anche se la cittadina che mi è entrata nel cuore è Nijmegen». La caratteristica principale, che a Pecchini è rimasta più impressa, riguarda i mezzi di trasporto: «L’aspetto che balza subito agli occhi è il grande uso delle biciclette: in Olanda ci sono bici dappertutto, ti muovi principalmente così e c’è una notevole attenzione per il rispetto ambientale. I prossimi mesi? Sarò parecchio impegnata nella ricerca e a stare in laboratorio per il tirocinio, però spero di avere un po’ più di tempo libero da dedicare a visitare altri posti, imparare meglio l’olandese, giocare a calcio e a provare nuovi sport tipo boxe, ping pong e arrampicata».

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