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Viste da vicino | Nicole Costa, Hellas Verona: “Quella volta che l’Inter mi voleva”

Credit Photo: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Nuovo appuntamento con ‘Viste da vicino‘ il format di interviste gialloblù in cui le protagoniste sono le ragazze della Prima squadra dell’Hellas Verona Women.

L’episodio tredici della nostra rubrica è dedicato a Nicole Costa, difensore classe 2002 al suo quinto anno nel campionato cadetto. Da Settimo Milanese a Verona, passando per Ravenna e Cesena, Nicole ci ha raccontato del suo ambientamento in squadra e delle sue passioni al di fuori del rettangolo verde.

Nicole, come inizia la tua avventura nel mondo del calcio? “Da piccola ho fatto diversi sport. Il primo è stato il pattinaggio, che ho iniziato quando avevo quattro anni. Uno sport magari non così usuale, ma che ho praticato per circa un anno, ma sinceramente non mi piaceva molto. Così ho iniziato a giocare a basket l’anno successivo, ma dopo un breve periodo ho deciso di smettere. In realtà ho capito solamente dopo queste esperienze che il momento della giornata che preferivo era quando andavo al parchetto con mio fratello, a giocare qualche partita a calcio con i suoi amici dopo la scuola. Così i miei genitori hanno deciso di iscrivermi a sei anni alla scuola calcio di Settimo Milanese, la cittadina in cui sono cresciuta. Ho iniziato a giocare con i maschi, anche perché le squadre femminili in quegli anni erano davvero poche, ma a sei anni non percepisci la differenza tra maschio e femmina, sono differenze che magari inizi a percepire più avanti”.

E poi? “Dopo sei anni trascorsi al Settimo Milanese, sono andata a giocare per due stagioni all’ASD La Biglia a Cornaredo, un paese vicino al mio, dove ho continuato a giocare con i ragazzi. A 14 anni, quando non avevo più la possibilità di continuare con loro, sono stata contattata dall’Inter Femminile, che in quel momento non era ancora unita all’attuale società nerazzurra. Mi corteggiavano da un po’ in realtà, ma io prendevo tempo perché in realtà la mia volontà era quella di giocare con i maschi fino all’ultimo. Era una sfida per me, la avvertivo così, il fatto di giocare con loro era un qualcosa che dimostrava che fisicamente potevo giocarmela alla pari”.

Che emozioni hai provato sapendo che l’Inter voleva proprio te? “All’inizio, complice il fatto che giocavo nella Femminile Inter Milano, nelle giovanili della squadra che in quegli anni militava in Serie B, non sentivo molto la differenza. Quando nel 2018 il titolo sportivo venne attribuito all’Inter Women – beh – non posso negare che le emozioni si fecero più intense. Quando capisci che le cose si fanno più serie provi un po’ di timore, penso sia fisiologico, ma provi anche tanta gioia nel vedere il lavoro fatto negli anni trasformarsi in qualcosa di più concreto. All’Inter sono rimasta per sei stagioni, fino al 2020, anno in cui sono andata in prestito al Ravenna, disputando lì gli ultimi sei mesi di campionato. Nel 2021 l’Inter mi ha mandata poi nuovamente in prestito al Cesena, dove poi ho deciso di continuare il mio percorso per altri due anni, fino al 2022″.

Che esperienze porti con te di tutti questi anni in queste squadre? “Tra i bei momenti mi porto dietro sicuramente le giornate al parco di cui parlavo prima. Andavo al campetto solo e soltanto per divertirmi. Mi porto dietro la passione che ci metto ogni giorno, ciò che mi sprona a dare il meglio in ogni allenamento. A volte non sono riuscita magari a scindere campo ed extra-campo, durante questi anni ho vissuto anche dei momenti meno piacevoli, alcuni episodi al di fuori del terreno di gioco che purtroppo non sono riuscita a gestire molto bene, essendo all’epoca più piccola. Fin quando non sono andata a Ravenna ho vissuto in casa con i miei genitori, e anche se non parlavo molto con loro di queste situazioni, sentivo il loro calore e il loro supporto. Quando sono andata via di casa per giocare a Ravenna non è stato facile, i miei genitori sono sempre stati presenti, ma erano lontani. Oltre alla distanza si aggiungeva il continuo confronto con le altre ragazze, il continuo doversi ritagliare uno spazio in squadra, un giocarsela ad ogni allenamento”.

Che rapporto hai con la tua famiglia? “I miei mi hanno sempre aiutata e supportata in tutto, fin da piccola. Mi hanno sempre lasciata libera, non mettendomi mai alcun ostacolo o paletto. Quando sono andata via di casa erano felici perché stavo portando avanti il mio percorso, anche se ovviamente erano anche dispiaciuti del fatto che la loro figlia più piccola si allontanasse un po’. Mio papà Massimiliano mi ha seguita ovunque, e quando non poteva esserci di persona mi seguiva da casa. È venuto ovunque io abbia giocato, davvero. Ha sempre voluto che dessi il meglio, infatti, finita la partita, mi riempiva sempre di ‘potevi fare questo, dovevi fare quello…’ (ride ndr). Anche mia mamma, mio fratello e mia sorella mi supportano da sempre, anche se non seguono il calcio e fanno tutt’altro nella vita”.

E alla fine arriva proprio il Verona… “A dire la verità durante la scorsa estate stavo per firmare per l’altra sponda di Verona, ma alla fine, negli ultimi giorni di mercato, ho scelto l’Hellas. Appena mi è arrivata la proposta non ci ho pensato un attimo, e ad oggi sono veramente felice della mia scelta. Quando guardo lo stemma del Verona provo gioia, ma anche tanta fiducia. E pensare che Verona, quando sono venuta in vacanza con i miei tanti anni fa, non mi era piaciuta così tanto, la vedevo solo come una città più piccola rispetto a Milano. Vivendoci adesso mi sono ricreduta. È una città bellissima, dove hai tutto. Amo fare le passeggiate in centro con un gelato, ma amo anche il lago per esempio”.

Come ti sei integrata con le tue compagne? “Abitando in casa con altre mie compagne (Ivana Naydenova, Maddalena Nava, Elisa Casellato e Federica Anghileri ndr) sono riuscita ad integrarmi molto bene fin da subito. Siamo riuscite a creare gruppo molto solido anche con le altre ragazze, che sono qui da più tempo, come Mancu, Lau e Rachi (Giulia Mancuso, Laura Capucci e Rachele Peretti ndr). Un po’ per caso è nato un appuntamento fisso settimanale durante il quale, insieme a loro tre, cuciniamo e trascorriamo la serata guardando qualche partita o giocando a qualche gioco da tavolo. Insieme abbiamo seguito tutta la stagione di Masterchef (ride ndr)”.

Chi è Nicole fuori dal campo e cosa le piace fare? “Sono una ragazza a cui piacciono tantissime cose, ma alla fine finisco a non fare mai nulla (ride ndr). Mi piace tanto la musica, mi piacerebbe imparare a suonare la chitarra o il piano. Ad inizio stagione, io e Maddalena Nava abbiamo comprato una chitarra. Lei ogni tanto suona qualcosa, io provo ma escono solo strimpelli (ride ndr). Adoro leggere e disegnare, lo trovo rilassante”.

Qual è il tuo ricordo più bello vissuto grazie al calcio finora? “Vorrei citarne tre. Sicuramente la prima convocazione nell’Under 16 della Nazionale, mentre giocavo in Primavera con l’Inter. È stato un momento veramente importante, nel quale mi sono sentita orgogliosa di poter rappresentare i colori della mia Nazione. In realtà poi sono stata convocata anche in Under 19 qualche anno più tardi, ma la pandemia ha bloccato quell’esperienza. Sicuramente tra i miei ricordi più cari porto anche la vittoria del Campionato Primavera con l’Inter a Coverciano, e devo citare anche l’anno scorso, quando con il Cesena abbiamo vinto 0-2 a Formello contro la Lazio”.

Hai un idolo? “Quando sono arrivata a Cesena mi sarebbe piaciuto giocare con la maglia numero 22, ma quel numero non era disponibile. Poi complice la serie tv che stavo guardando in quel periodo su Michael Jordan ho scelto il 23 alla fine. Ecco, il mio idolo è Micheal Jordan, lui ha segnato davvero un’epoca e uno sport. È stato davvero il top sotto tutti i punti di vista. Poi di campioni ce ne sono tanti ovviamente, nel basket come nel calcio. Calcisticamente parlando ho amato a dismisura il Milan di Ronaldinho, Kakà e Beckham, ma nessuno sportivo in generale mi colpisce più di Jordan”.

Come interpreti il tuo ruolo di difensore? “In realtà nasco come centrocampista. Nel 2019, in Primavera con l’Inter, Sebastiàn De La Fuente ha deciso di spostarmi un po’ più indietro, dicendomi che ero perfetta come difensore centrale per via della mia visione di gioco. Ci sono rimasta un po’ male all’inizio, e mi sono detta che magari era dovuto al fatto che non fossi una brava centrocampista. Alla fine mi sono convinta e adesso, dopo sei anni, non potrei mai vedermi in un altro ruolo. Certo, ci sono delle grandi responsabilità dietro. In un primo momento sei felice, un attimo dopo sei in ansia. Poi va detto, non puoi giocare molto il pallone davanti alla porta. Mi manca a volte prendere palla e partire sulla fascia, come facevo anche a Cesena da terzino dove giocavo in un modulo diverso”.

Cosa significa il calcio per te? “Non so mai cosa rispondere a questa domanda. Da una parte non vorrei essere troppo banale e parlare di passione come fanno tutti, ma devo proprio ammettere che il calcio è il mio compagno di vita. Ogni giorno mi chiedo cosa farò nella mia vita quando smetterò di giocare. Le domeniche in cui non giochiamo mi sento vuota, come se mi mancasse un pezzo. Ecco il calcio è il mio migliore amico, il mio partner fidato che mi accompagnerà fino alla fine”.

Il futuro in mano a Bakker: Domenica Arboleda è rossonera

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Milan strizza l’occhio al futuro anche per quanto riguarda il calciomercato.
Dopo aver definito gli acquisti di Milicia Keijzer e Kay-Lee De Sanders dall’Ajax e di Sandra Estevez Ogalla dal Granada, il Diavolo chiude un colpo che fa anche storia: Domenica Arboleda, centrocampista ecuadoriana classe 2007 del Dragonas, sarà una nuova giocatrice rossonera. È un colpo storico perché sarà la prima calciatrice del paese sudamericano a trasferirsi in una squadra europea.

Questa la nota del Dragonas sul proprio sito ufficiale: “Dragonas IDV-USFQ è orgogliosa di annunciare che la nostra eccezionale calciatrice, Doménica Arboleda, sarà trasferita all’AC Milan Women in Italia, diventando così la prima giocatrice proveniente dal vivaio del club e del paese a compiere questo grande passo verso il calcio europeo.
Questo traguardo è una testimonianza della crescita e dello sviluppo del calcio femminile in Ecuador e dimostra che Dragonas IDV sta svolgendo un eccellente lavoro nella formazione integrale delle proprie atlete. La carriera di Doménica è un esempio ispiratore per le giovani calciatrici che aspirano a seguire le sue orme.
La famiglia di Dragonas IDV-USFQ augura a Doménica grande successo in questa nuova fase della sua carriera ed è orgogliosa di aver fatto parte della sua formazione e crescita come calciatrice. Sarà sempre la benvenuta nella sua casa, dove si è sviluppata e cresciuta come persona e come atleta.
Doménica Arboleda è un esempio della qualità e del talento che si stanno sviluppando in Dragonas IDV-USFQ e nel calcio ecuadoriano. Siamo entusiasti di vedere il suo progresso e la sua evoluzione nel calcio europeo e sappiamo che sarà una grande ambasciatrice del nostro club e del nostro paese.”

La classe 2007 ha firmato un contratto fino al 2029 e si metterà a disposizione di Coach Suzanne Bakker, andando a rimpolpare un centrocampo già ben amalgamato tra giovani promesse e figure di esperienza.

UEFA Women’s EURO 2025: guida completa dell’evento

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

In Svizzera dal 2 al 27 luglio si giocherà Women’s EURO 2025, la 14a edizione del torneo continentale riservato alle nazionali femminile. In occasione del meeting di Lisbona, dello scorso aprile 2023, il Comitato Esecutivo UEFA ha incaricato, infatti, la Federcalcio svizzera di organizzare la manifestazione, dopo che la candidatura elvetica ha superato quelle ture di Polonia, Francia e dell’unione tra Danimarca/Finlandia/Norvegia/Svezia. A Losanna, il 16 dicembre 2024, si sono svolti i sorteggi che dopo le qualificazioni hanno portato alla formazione dei quattro gironi.

Nel gruppo A oltre alla Svizzera (paese ospitante), ci sono Norvegia, Islanda e Finlandia in quello B Spagna, Portogallo, Belgio ed Italia. Nel raggruppamento C, poi, troviamo Germania, Polonia, Danimarca e Svezia mentre in quello D Francia, Inghilterra (campionesse in carica), Galles e Paesi Bassi. La manifestazione si svolgerà in otto stadi: il St. Jakob-Park, a Basilea, lo Stadion Wankdorf, a Berna, lo Stade de Genève, a Ginevra, lo Stadion Letzigrund, a Zurigo, l’Arena St. Gallen, a San Gallo, l’Allmend Stadion Luzern, a Lucerna, l’Arena Thun, a Thun, e lo Stade de Tourbillon, a Sion.

UEFA e Adidas hanno presentato il pallone ufficiale del torneo, denominato KONEKTIS. Per la prima volta, un pallone utilizzato a UEFA Women’s EURO sarà dotato della tecnologia adidas Connected Ball, che consente un arbitraggio più rapido e accurato, contribuendo alle decisioni del VAR. Maddli, invece, sarà il vivace cucciolo di San Bernardo mascotte ufficiale dell’evento. Il nome è ispirato a Madeleine Boll, la prima donna ad ottenere una licenza da calciatrice in Svizzera.  Women’s EURO 2025, inoltre, si prospetta come un torneo di alta qualità e rispettoso dell’ambiente: la strategia svizzera adotta modelli di economia circolare (riduzione, riutilizzo, recupero) per ridurre al minimo gli sprechi ove possibile.

Su Vivo Azzurro TV lo speciale sulla qualificazione a EURO 2025. A breve la docueserie ‘Le Azzurre Siamo Noi’

Credit Photo: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Le emozioni e la felicità per il traguardo raggiunto, accompagnate da lacrime, di gioia e non solo, sogni e farfalle nello stomaco. È online su Vivo Azzurro TV ‘EURO 2025: il film della qualificazione’, lo speciale sul percorso di avvicinamento della Nazionale Femminile verso la fase finale del torneo continentale, al via tra 12 giorni. Un racconto – affidato alle telecamere della piattaforma OTT della FIGC – che ripercorre le tappe della cavalcata dell’Italia di Andrea Soncin, dalla vittoria sui Paesi Bassi a Cosenza ai festeggiamenti di Bolzano nel luglio del 2024 dopo l’ultimo decisivo successo con la Finlandia.

Un viaggio di oltre tre mesi scandito dalle parole e dagli sguardi del Ct Andrea Soncin, voce narrante del video insieme a Laura Giuliani, Arianna Caruso, Manuela Giugliano e Michela Cambiaghi. L’attesa per la gara inaugurale con la selezione Oranje, battuta 2-0, che lascia spazio alla consapevolezza della forza del gruppo, che nonostante il successivo passo falso in Finlandia non demorde, anzi, rilancia e si compatta ancora di più per superare a pieni voti i successivi esami. Fino alla magica serata vissuta allo stadio ‘Druso’, dove le Azzurre grazie al poker alle scandinave si sono assicurate il biglietto di sola andata per la Svizzera.

“Quando l’arbitro ha fischiato quasi non ci credevo, per me è sempre stato un sogno”, ammette con gli occhi lucidi Cambiaghi. “Mi sono venuti i brividi” è il commento di Caruso, mentre la compagna di reparto Giugliano sottolinea la volontà di “vincere qualche trofeo con questa maglia e con questo gruppo di amiche”. L’elogio del collettivo traspare anche dalle dichiarazioni di Giuliani: “È stato un cammino bello e impattante. Tutto quello che abbiamo raggiunto ce lo siamo meritate, ognuna di noi deve essere orgogliosa di quello che ha portato all’interno dello spogliatoio”. Un clima magico, quello che si è creato sotto la gestione Soncin, che permetterà alle Azzurre di presentarsi con grande fiducia ai nastri di partenza della 14ª edizione dell’Europeo. “Vogliamo essere protagoniste – questo il monito del Ct – dove arriveremo non lo so, ma sicuramente potremo giocarcela e battere tutte le avversarie”.

LA DOCUSERIE ‘LE AZZURRE SIAMO NOI’. Dal film sulla qualificazione a EURO 2025 alla docuserie che porta lo spettatore alla scoperta del mondo della Nazionale. Da giovedì 26 giugno su Vivo Azzurro TV saranno disponibili le tre puntate di ‘Le Azzurre Siamo Noi’, il progetto che svela il dietro le quinte dei ritiri, delle trasferte e delle partite della Nazionale Femminile. Negli episodi (‘Gioco di squadra’, ‘Calcio e libertà’ e ‘Domani si vola’) viene dato ampio risalto alle connessioni che animano il gruppo e alle interazioni tra ragazze e staff. Non sono dunque solo le calciatrici le protagoniste del docu, perché dietro a loro si muove un’altra squadra che lavora nell’ombra. E così c’è spazio anche per le interviste a diversi collaboratori del Ct, ai membri dello staff medico e ai magazzinieri. A loro il compito di spiegare le fondamenta di una preparazione che nasce da lontano e i piccoli particolari da non trascurare alla vigilia di un grande torneo. Perché per cercare di avvicinarsi al tetto d’Europa nulla deve essere lasciato al caso.

Roma, Moeka Minami non è più una calciatrice giallorossa: il suo percorso nella Capitale

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Moeka Minami lascia la Roma a titolo definitivo dopo tre anni. La prima calciatrice giapponese a vestire la maglia giallorossa nella storia della Società ha ufficializzato il suo addio e approderà in Women’s Super League alla corte del Brighton & Hove, che ha pagato la sua clausola rescissoria e potrà contare su di lei la prossima stagione.

Per la giapponese comincerà una nuova avventura nel campionato inglese, e lascia Roma dopo tre anni importanti: solo nell’ultima stagione di Serie A, in 24 partite disputate ha siglato tre reti e confezionato un assist. Difensore con il vizio del gol, è arrivata nella Capitale in punta di piedi ed è invece diventata una titolare inamovibile delle Lupe, che hanno scelto di affidarsi totalmente a lei – a ragion veduta. Letale anche in area di rigore, Minami è una calciatrice versatile che fa della difesa soltanto una delle fasi in cui è letale, e la sua presenza al Brighton sarà fondamentale per puntare alla parte alta della classifica.

La calciatrice ha scritto un lungo post su Instagram per salutare la squadra che l’ha accolta nella sua prima esperienza all’estero e che l’ha fatta crescere come calciatrice e come persona: «Ho amato ogni momento in cui abbiamo vinto e gioito insieme alle mie compagne, allo staff e ai tifosi. Per vivere quei momenti ho lottato con tutte le mie forze per tre anni», ha scritto la giapponese. La squadra l’ha accolta, l’ha aiutata a inserirsi e l’ha poi messa al centro della rosa, del progetto e del gioco. Una calciatrice di cui la Serie A sentirà la mancanza.

L’unica nota negativa della sua esperienza nella Capitale è l’ultima annata, andata diversamente rispetto alle attese, ma «Il tempo trascorso a combattere insieme a giocatrici straordinarie, allo staff e ai tifosi meravigliosi in una squadra come la Roma resterà per sempre un tesoro per me. Non posso che essere riconoscente per aver avuto l’opportunità di giocare in una squadra così straordinaria come l’AS Roma.»

Dopo l’addio di Saki Kumagai, anche l’altra giapponese della Roma lascia la Serie A per andare in Women’s Super League. Dopo 118 presenze e 10 reti totali, la sua esperienza giallorossa è giunta a una degna conclusione. Non sono mancati, infatti, trofei: due Scudetti, due Supercoppe Italiane, una Coppa Italia. La Roma dovrà aggiungere alla lista della spesa un difensore capace di sostituire una calciatrice come lei che, a conti fatti, è a tutti gli effetti insostituibile.

In bocca al lupo a Moeka Minami per questa nuova avventura!

Alice Valgimigli “Il futsal il mio amore. Agli Europei tifo per le mie ex compagne Baldi, Filangeri e Linari”

“Da due anni sono tornata a giocare a futsal, inizialmente non è stato facile perché i cambiamenti sono stati tanti. Dalle dimensioni di campo e porta alle caratteristiche che bisogna avere. Poi come ogni cosa tutto va in discesa, anzi, penso proprio per le mie caratteristiche di esserci più dotata”.
A raccontarcelo è stata Valgimigli, portiere con trascorsi tra Arezzo e Florentia, che da due stagioni ha salutato i manti erbosi per concentrarsi sul parquet: “Alla fine chiunque mi vedeva a 11 mi ripeteva ‘non sei bassina per fare il portiere?’, almeno ora non lo dicono più. Non pensavo, ma è un nuovo amore, diverso, ma intenso allo stesso modo, se non di più”.
La classe ’94, poi, differenzia cosi i due sport: “Sono totalmente diversi, la retorica che siano sport uguali con dimensioni diversi è un po’ sbagliata. Il futsal è molto più intenso, non esistono tempi morti ed in pochi secondi si può ribaltare una partita, cose che nel calcio sono impensabili.  Nel calcio bisogna sempre essere sul pezzo ma abbiamo anche momenti di ‘respiro’, nel futsal non esistono minimamente, anzi. Soprattutto per quanto riguarda il mio ruolo, il portiere, sei molto più all’interno del gioco e non puoi calare minimamente l’attenzione neanche mezzo secondo. Il futsal rispetto al calcio predilige velocità e rapidità, sia fisica che mentale, che porta ad dover avere una resistenza molto elevata. Il calcio, anche per le dimensioni del campo, richiede una resistenza fisica importante ma anche più momenti di ‘riposo’ in una partita; per un portiere molto forza esplosiva perché le dimensioni della porta si sa, non sono piccole”.

L’estremo difensore del Firenze C5 poi sulla sua decisione di lasciare il calcio ci confida: “A distanza di due anni il ‘campo grande’ non mi manca, e sembrerà anche strano dopo 20 anni di calcio. Probabilmente ero arrivata consapevole alla fine di un ciclo che mi ha permesso di prendere la decisione di smettere con serenità. Ricorderò sempre il triplice fischio dell’ultima partita ad Arezzo, è stato come un togliermi di dosso qualcosa. L’adrenalina che calava, la malinconia che inizialmente saliva e la consapevolezza di aver dato tutto. L’anno scorso ebbi un momento di ‘crisi’ dove pensavo di tornare a calcio, mi è bastato tornare in campo una volta per capire che non era quello il mio posto. Diciamo ho avuto la conferma delle conferme”.
Per Valgimigli tanti comunque i ricordi legati al calcio come, infatti, ci racconta: “Non rimpiango niente di 20 anni, sono stata anche molto fortunata. I ricordi sono tantissimi. Dal primo scudetto Primavera vinto col Firenze, alla Serie A con il Florentia e la Serie B con l’Arezzo. Sicuramente i miei ricordi più importanti sono le persone che il calcio mi ha regalato, oltre compagne di squadra ancora presenti nella mia vita, le persone che mi hanno cresciuta come giocatrice, e inconsapevolmente, come persona. Da Andrea Guagni, che non era solo presidente del Firenze, ma un secondo babbo per tutti, Francesco Ciolli, mister storico del Firenze, che a 16 anni mi guardò e mi disse ‘vieni in Sicilia con me 4 giorni che dobbiamo giocarci la salvezza’, Sauro Fattori che mi ha dato fiducia puntando su di me nelle partite salvezza, Mario Cioni con cui ho avuto la fortuna di condividere uno scudetto, fino a Massimo Anselmi ed Emiliano Testini, presidente e mister dell’Arezzo, che hanno assecondato i miei tempi di ‘addio’ e accompagnata verso la fine del mio percorso con silenzio e rispetto. È anche un modo per ringraziarli, perché la parola grazie è bella, ma oggi giorno la usiamo poco, ed io, a loro, sarò debitrice di indimenticabili ricordi a vita”.

Sugli inizi, invece, la calcettista toscana nata a Firenze ricorda: “Iniziai a giocare quasi per sbaglio. Giocavo ai giardini col nonno e a scuola con i miei compagni. Un giorno durante un progetto di educazione fisica alla scuola primaria venne mister Ciolli e mi propose di iniziare nel Firenze. I miei genitori non mi hanno mai ostacolata, anche se inizialmente mamma era un po’ scettica, poi è diventata la mia prima tifosa, finché è arrivato il giorno in cui anche a loro dissi ‘domani è l’ultima partita, smetto’ e soprattutto mamma inizialmente non la prese benissimo. Penso che io sia stata fortunata perchè ho avuto una famiglia che mi ha permesso di scegliere lo sport che volessi fare, accompagnandomi in ogni mio successo ed insuccesso”.
Poi Alice sposta l’attenzione sull’attualità: “Oggi è più facile, ci sono molte più squadre femminili e la cosa dovrebbe avvantaggiare. Purtroppo, e lo dico con l’esperienza, quando si è piccole e spesso ‘decidono’ i genitori, non tutti assecondano le figlie a giocare a calcio, proprio per la retorica inudibile e assurda che sia uno sport da maschi. Quest’anno due mie allieve erano delle piccole calciatrici, e sentire i loro racconti ogni lunedì delle partite e di quello che avevano fatto mi faceva tornare bambina anche a me: un po’ mi immedesimavo in loro”.

Il portiere ex Arezzo, invece, in tema Nazionale sottolinea: “Può fare veramente bene, il girone con Belgio, Portogallo e Spagna è un bel mix, sicuramente. Belgio e Portogallo penso siano abbordabili per la nostra Nazionale, la storia della Spagna la conosciamo tutti, ma mai dire mai, il pallone è rotondo e le partite si concludono dopo il 90’, sicuramente possono esserci sorprese positive”.
In conclusione una battuta sulle Azzurre sulle quali Alice ci dice: “Sicuramente il gruppo è molto ben collimato tra ragazze con grande esperienza, giovani con esperienza, e giovani che sicuramente possono far bene. Monnecchi e Schatzer secondo me potrebbero essere delle rivelazioni, penso siano cresciute tanto calcisticamente e si meritano la fiducia. Cantore e Caruso stanno bene, molto bene, e ciò lo conferma il grande salto di categoria che hanno fatto, quindi sono e siamo tutti fiduciosi. Rachele Baldi, Maria Luisa Filangeri e Elena Linari, beh, ci ho giocato insieme, per me avranno sempre un occhio di riguardo”.

Dopo il Mondiale Under 20, l’Italia vuole la semifinale dell’Europeo. Pizzuti gioca in casa: “Vivere qui questi momenti un’emozione unica”

Raggiunto un obiettivo, ce n’è subito un altro. Archiviata la qualificazione al Mondiale Under 20 del prossimo anno grazie ai 4 punti ottenuti nelle prime due partite dell’Europeo (pari con la Polonia e vittoria contro la Svezia), la Nazionale Under 19 Femminile si prepara ad affrontare la Francia, a punteggio pieno e con nove gol fatti (tre alle svedesi, sei alle polacche) e nessuno subito. Sabato alle 16 a Rszezow (diretta RaiPlay) ci sono quindi in palio il primo posto e la qualificazione alle semifinali che l’Italia Under 19 Femminile non raggiunge dal 2011: traguardo, quest’ultimo, già messo in tasca dalle Bleues. Quello tra Italia e Francia, che si giocherà nella città che ospita il ritiro azzurro e dove venerdì 27 si disputerà la finale dell’Europeo, è un “classico” a livello giovanile, se si considera che poco più di un mese fa le due nazionali si sono affrontate nelle Isole Faroe durante l’Europeo Under 17 (1-1) dopo essersi sfidate anche nel Round 1 di qualificazione, e che nell’ottobre del 2023 molte delle protagoniste in campo sabato si erano affrontate anche a Cosenza in un altro Round 1 Under 17, con la partita che terminò 4-3 per le francesi. Era la Nazionale delle giocatrici classe 2007 e 2008: non c’era quindi in campo Liana Joseph, classe 2006, che con quattro gol in due partite guida la classifica delle marcatrici di questo Europeo.

LA SITUAZIONE A 90 minuti dalla fine del Gruppo A, la Francia è già qualificata alla semifinale; segue l’Italia, seconda, a 4 punti, con Polonia a 1 e Svezia a 0. Italia prima in caso di vittoria e seconda in caso di pareggio; in caso di sconfitta, invece, le Azzurrine accederebbero ugualmente alle semifinali di martedì 24 qualora la Polonia non battesse la Svezia. Dovessero vincere le padrone di casa, invece, si andrebbero a fare i conti sulla differenza reti, che al momento vede l’Italia a +1 e la Polonia a -6.

PIZZUTI Tra le 20 convocate dell’allenatore Nicola Matteucci, ce n’è una che sta vivendo un Europeo diverso dalle altre. Sullo smartphone di Elena Cristina Pizzuti, esterno sinistro della Roma, arrivano spesso messaggi in polacco, ma nessuno ha sbagliato numero. Metà della famiglia di Elena, infatti, è originaria di Zamosc, a circa 150 chilometri da Rszezow. Mamma Marta ha vissuto fino a 19 anni in Polonia: “Poi si è trasferita in Italia per lavoro – racconta Elena -. Inizialmente faceva la barista, poi un giorno è andata a tagliarsi capelli da Alessandro, parrucchiere di Colleferro”. Alessandro e Marta, che ha poi imparato il mestiere di parrucchiere, si sono conosciuti, innamorati e hanno creato una famiglia di calciatori: oltre Elena, infatti, gioca anche il fratello Mario, che ha scelto il futsal (Velletri, Frosinone e Colleferro tra le sue squadre). Nonna Krystyna, gli zii Agnieszka, Irek e Dominik e i cugini vivono tutti qui, e questa è un’occasione per riavvicinarsi, dopo che in passato c’era stata anche la possibilità che Elena giocasse per la Polonia: “I miei genitori vengono spesso, io a causa dei tanti impegni calcistici riesco a salire meno, ma sono legatissima a questa parte della mia famiglia, che per l’eventuale semifinale potrebbe raggiungermi”.

Motivo in più, quindi, per passare il turno: “Amo l’Italia, gioco con orgoglio per la nostra Nazionale e indossare questa maglia è un’emozione unica. Ma tra tante nazioni in cui avrei voluto giocare un Europeo e un Mondiale con l’Italia, avrei scelto proprio la Polonia”. Pizzuti si ispira a Theo Hernandez (“Mi piace il suo modo di giocare, correre sulla fascia e attaccare”), ha un cane che si chiama Theo in suo onore e gioca fin da bambina con il numero 3, ma la maglia della Roma ce l’ha attaccata alla pelle, in tutti i sensi. Tifosissima giallorossa tanto da andare all’Olimpico con la famiglia, Pizzuti nel giorno in cui c’è stato il primo contatto con il club aveva…una maglia sopra l’altra. “Dopo aver iniziato nel Colleferro, mi trovai a giocare nella Lodigiani (club romano, ndr), perdemmo 9-1 un’amichevole contro la Roma ma l’unico gol per la mia squadra lo segnai io, un bel gol, e sotto la maglia della Lodigiani avevo quella della Roma. Dopo quella partita la Roma decise di prendermi, immaginatevi l’emozione”.

Un percorso lungo, quello con la squadra giallorossa, in cui Fabio Melillo – allenatore della Primavera poi passato alla Ternana Women e scomparso lo scorso anno – ha avuto un ruolo determinante. Parlandone, Elena ancora si emoziona: “E’ difficile parlare di lui. Mi ha dato quella forza di credere in me che in pochi sono riusciti a darmi. Aveva già visto il mio futuro, mi disse: ‘Con il tuo piede, la tua forza, puoi arrivare lontano’. Nel mio futuro spero di poter giocare con la prima squadra della Roma, vincere tutto e arrivare fino alla Nazionale maggiore. Ma prima di tutto voglio arrivare a giocarmi la semifinale dell’Europeo”.

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: 12 Elena Belli (Cesena), 1 Emma Mustafic (Juventus);
Difensori: 14 Carolina Bertora (Juventus), 4 Martina Cocino (Juventus), 2 Lidia Consolini (Inter), 5 Azzurra Gallo (Juventus), 15 Emma Lombardi (Fiorentina), 3 Elena Cristina Pizzuti (Roma), 13 Martina Tosello (Juventus);
Centrocampiste: 16 Martina Cherubini (Roma), 6 Maya Cherubini (Fiorentina), 8 Paola Fadda (Inter), 11 Manuela Perselli (Sassuolo), 17 Marta Zamboni (Juventus);
Attaccanti: 9 Eleonora Ferraresi (Juventus), 7 Emma Girotto (Sassuolo), 10 Giada Pellegrino Cimò (Sampdoria), 19 Manuela Sciabica (Napoli Femminile), 20 Carolina Tironi (Cesena), 18 Rosanna Ventriglia (Roma)

Staff – Tecnico: Nicola Matteucci; Assistente tecnico: Silvia Piccini; Capodelegazione: Patrizia Recandio; Coordinatore Nazionali Giovanili Femminili: Enrico Sbardella; Metodologo: Fabio Andolfo; Preparatore atletico: Vincenzo Piermatteo; Preparatore dei portieri: Mattia Volpi; Match analyst: Nicolò Tolin; Medici: Michela Cammarano, Matteo Vacca, Andrea Gattelli; Fisioterapisti: Fabrizio Casati, Marco Fiore; Nutrizionista: Vito Flavio Valletta; Tutor scolastico: Mariaceleste Basile; Comunicazione: Marco Calabresi; Segretario: Aurora Leo; Organizzazione: Elena Moretti; Responsabile amministrativo: Edmondo Padula

UEFA WOMEN’S EURO UNDER 19
Gruppo A: Polonia (paese ospitante), Svezia, Francia, Italia
Gruppo B: Portogallo, Paesi Bassi, Inghilterra, Spagna (detentrice)

PROGRAMMA, RISULTATI E CALENDARIO DEL GRUPPO A
Prima giornata – Domenica 15 giugno
Polonia-ITALIA 1-1
Francia-Svezia 3-0

Seconda giornata – Mercoledì 18 giugno
Polonia-Francia 0-6
Svezia-ITALIA 0-1
Classifica: Francia 6, ITALIA 4, Polonia 1, Svezia 0

Terza giornata – Sabato 21 giugno
Ore 16: Svezia-Polonia (Tarnobrzeg)
Ore 16: ITALIA-Francia (Rzeszów), diretta RaiPlay

Semifinali – Martedì 24 giugno (orari da definire)
Vincente Gruppo A – Seconda Gruppo B
Vincente Gruppo B – Seconda Gruppo A

Finale – Venerdì 27 giugno, ore 20 (Rszezow)

Baraffa stende la Red, la KINTO Future Cup 2025 va alla Blue. White sul podio con super Gallus

Credit: Mediterranea C5

Dopo la Royal di Alice Virdis, è la Blue di Cinzia Benvenuti ad aggiudicarsi la KINTO Future Cup 2025 grazie alla rete di Baraffa, che in extremis completa la rimonta sulle Red: da 0-2 a 3-2 al Carisport di Cesena. Podio alla White con super Gallus: 4-1 sulla Yellow. Ma le emozioni non sono finite: in giornata, anche la scelta delle tre protagoniste che vestiranno la maglia Azzurra nel raduno di Policoro.  

BARAFFA ALL’ULTIMO RESPIRO – Una sola rete rompe l’equilibrio di un primo tempo combattutissimo: quella di Braccini, brava a girarsi sull’assist con le mani di Bianchi. Anche la ripresa sembra dare ragione alla Red che trova il raddoppio con Principi, ma la Blue non perde la testa e continua a crederci. Di Orrù la rete che dimezza lo svantaggio al 17° e sempre di Orrù il corner che porta alla sfortunata autorete di De Luca. Mancano pochi secondi alla sirena, ma a Baraffa bastano per ribaltare completamente lo score: puntata in extremis e gol vittoria, 3-2 in rimonta sulla Red.

BLUE-RED 3-2 (0-1 p.t.)
RED: De Luca, Simongini, Braccini, Principi, Paglia, Ciccalè, Gregori Zappia, Taccetti, Canu, Scapin, Bianchi. All. Presto

BLUE: Nobile, Orrù, Dicko, Tattoli, Favetta, Murzilli, Baraffa, Giuffrida, Pedretti, D’Agostino, Pinto, Casiero. All. Benvenuti

MARCATRICI: p.t. 14′ Braccini (R), s.t. 6’30” Principi (R), 17′ Orrù (B),  19’36” aut. De Luca (B), 19’50” Baraffa (B)

ARBITRI: Marco De Fabritis (Forlì), Vincenzo D’Onofrio (Rimini) CRONO: Claudio De Girolamo (Bologna)

WHITE SUL PODIO – Poker per la White, poker personale per Gallus che trascina letteralmente le sue al terzo posto della competizione. Porta la firma del numero 10, infatti, l’unica rete del primo tempo, ma è nella ripresa che Gallus si scatena con altre tre marcature  sotto gli occhi del Ct Francesca Salvatore. Di Morello il gol della Yellow, quarta nella kermesse.

WHITE-YELLOW 4-1 (p.t. 1-0)
WHITE: Soldani, Ferretti, Gallus, Taba, Di Reda, Lopopolo, Ramini, Siclari, Pallozzi, Zazza, Coda, Coletto. All. Presto

YELLOW: Bertoldo, Moro, De Luca, Gonnelli, Poletta, Moro, Filippone, Boschetto, Peraldo, Morello, Meniconi, Zardini. All. Benvenuti

MARCATRICI: 19′ Gallus (W), 4′ Gallus (W), 6′ Gallus (W), 7′ Morello (Y), 14′ Gallus (W)

ARBITRI: Claudio De Girolamo (Bologna), Rinelt Elezi (Ravenna) CRONO: Manuel Vivona (Ravenna)

KINTO FUTURE CUP 2025 FEMMINILE – CARISPORT – CESENA

MARTEDÌ 10 GIUGNO – SEMIFINALI
1)
 WHITE-BLUE 4-5
2) RED-YELLOW 4-0

MERCOLEDÌ 11 GIUGNO – FINALI
3°/4° posto) WHITE-YELLOW 4-1
1°/2° posto) BLUE-RED 3-2

 

Fase a gironi UEFA Women’s EURO 2025: gli spunti più interessanti del torneo

Grossa opportunità anche per la Spagna che proverà ad eguagliare la Germania che nel 2005 che nel 2009 ha vinto Women’s EURO da campione del mondo. Le spagnole non hanno mai vinto un Women’s EURO prima di aggiudicarsi il Mondiale. Il successo agli Europei femminili è l’unico trofeo che manca alla Spagna, che in Svizzera proverà a rimediare.

Tra la nazionali vogliose di riscatto la Germania che non vince una competizione importante dal 2016, ha perso contro l’Inghilterra solo ai tempi supplementari nella finale di EURO 2022 e ha battuto la Spagna per il bronzo olimpico del 2024. Nel Gruppo C presente anche la Svezia che ha vinto l’argento olimpico del 2021, prima di arrivare in semifinale a Women’s EURO 2022 e di vincere il bronzo ai Mondiali del 2023.

La Norvegia, poi, è stata campione del mondo, d’Europa e delle Olimpiadi tra il 1987 e il 2000 mentre i Paesi Bassi vogliono riprendersi il trofeo conquistato in casa nel 2017.
Sperano in una prima volta la Francia, sempre tra le favorite che ha messo insieme alcuni buoni risultati nei tornei più importanti, e l’Italia, due volte vicecampione d’Europa negli anni novanta.

La Svizzera, invece, proverà a essere la terza nazione a vincere un Women’s EURO in casa e, dopo aver raggiunto gli ottavi di finale della Coppa del Mondo 2023. Le elvetiche saranno guidate da Pia Sundhage, che ha vinto questa competizione da giocatrice nel 1984 con la Svezia e ha ottenuto importanti successi da allenatrice con Stati Uniti, Svezia e Brasile. Due, infine, le debuttanti ovvero Polonia e Galles. La Polonia affronterà Danimarca, Germania e Svezia mentre il Galles giocherà contro Paesi Bassi, Francia e Inghilterra.

“The Champions”: Pro Palazzolo, Erbusco e Brescia premiate nella notte dei campioni bresciani

Photo Credit: Elia Soregaroli - Calcio Femminile Italiano

Il calcio femminile bresciano splende a “The Champions – La notte del campioni bresciani”, evento organizzato dalla LND Brescia tenutosi nella serata di giovedì all’Auditorium Capretti di Brescia.

Un’iniziativa nel quale sono state premiate ben 46 formazioni di 37 club diversi della provincia di Brescia che, nel corso di quest’anno, hanno conquistato il titolo e si sono distinte nella graduatoria della Coppa Disciplina nei rispettivi campionati d’appartenenza e ben tre società femminili bresciane che si sono distinte nella stagione 2024/25 che sta andando ormai agli archivi.

A ricevere la coppa è stata la Pro Palazzolo, la quale ha conquistato la promozione in Serie C vincendo il campionato lombardo di Eccellenza e che nella medesima annata ha ottenuto la Coppa Lombardia di categoria sconfiggendo in finale per 1-0 il Como.

Il dg della Pro Palazzolo Femminile Luigi Mancini (al centro) ritira la coppa (Photo Credit: Elia Soregaroli – Calcio Femminile Italiano)

La Polisportiva Erbusco, che con la prima squadra ha terminato al quarto posto in Eccellenza, è stata premiata per due volte: con l’Under 19 che è riuscita a vincere il girone B da imbattuta ed è arrivata in finale del torneo regionale cedendo solamente al Como per 3-0 e con l’Under 17 capace di conquistare il girone C e di giungere anch’esso all’atto conclusivo della manifestazione regionale e, anche qui, è stato il Como ad avere la meglio sulle erbuschesi e solamente ai calci di rigore.

Le formazioni Under 19 e 17 della Polisportiva Erbusco (Photo Credit: Elia Soregaroli – Calcio Femminile Italiano)

Infine, è stato premiato anche il Brescia Calcio Femminile che ha vinto il girone C della fase primaverile regionale Under 15.

Mauro Costa e Sabrina Tasselli, rispettivamente responsabile e collaboratrice del Settore Giovanile e il segretario Stefano Bini ritirano la Coppa vinta dal Brescia Under 15 (Photo Credit: Pagina Facebook LND Brescia)

Nel corso dell’evento è stato presentato l’organigramma della Delegazione provinciale bresciana guidata dal presidente Alfredo Zanetti che s’insedierà dal 1° luglio.

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