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Brescia, tre punti con paura

L’allenatore del Brescia Bertolini recupera Cernoia nella sfida contro il San Zaccaria, che fa il suo esordio stagionale in campionato nonostante le non perfette condizioni, schierando la squadra lungo il collaudato 3-4-1-2 già riproposto contro il Medyk Konin in Champions League. Bonansea fa coppia in avanti con Sabatino, dietro di loro Girelli con Fuselli e Manieri sugli esterni vista l’assenza di Mele in mezzo che porta Cernoia a giocare al fianco di Rosucci.

L’inizio è dei migliori con le biancoblu che dopo soli quattro minuti passano in vantaggio: angolo dalla destra battuto da Cernoia con Gama appostata sul secondo palo brava a depositare in rete il pallone dell’1-0. Il vantaggio dura però lo spazio di un quarto d’oro visto che il San Zaccaria sorprende la retroguardia bresciana con Principi che sola in area calibra un perfetto pallonetto che termina la propria corsa alle spalle di Marchitelli per l’1-1. La risposta del Brescia è immediata con Manieri che un minuto dopo va alla conclusione dalla distanza lambendo il palo alla sinistra di Tampieri. La squadra di Bertolini sfiora il nuovo vantaggio al 31’ quando da un angolo di Bonansea è ancora Gama a trovarsi sola sul secondo palo senza però riuscire a deviare il pallone in rete. Al 36’ Manieri va al cross dalla sinistra trovando libera in area Sabatino, lo stop della numero nove è eccellente, ma il destro non inquadra lo specchio della porta da buona posizione. Due minuti dopo è Salvai a sfiorare la rete con un gran tiro dal limite che si stampa sulla traversa; il San Zaccaria risponde al 39’ ancora con Principi dal limite che trova pronta Marchitelli alla parata. Il Brescia preme e al 42’ va in rete: cross di Fuselli dalla destra, sul secondo palo sponda di testa di Sabatino per Girelli che devia ancora in rete di testa. L’arbitro annulla però per fuorigioco della punta. Il vantaggio è però nell’aria e giunge al 44’: Bonansea riceve palla al limite dell’area, mette a sedere in un fazzoletto tre avversarie trovando la parziale opposizione di Tampieri in uscita disperata, il pallone però resta lì e in scivolata la torinese segna il 2-1 biancoblu con cui si chiude il primo tempo.

La seconda frazione di gioco vede poche emozioni fino al quarto d’ora quando il San Zaccaria va al tiro dalla distanza con Longato, al 16’, che termina alto. Il Brescia risponde subito con un tiro di Cernoia dal limite che termina di poco a lato, mentre al 19’ Bonansea segna la sua personale doppietta ricevendo palla sui venti metri da Girelli prima di scartare due avversarie ed indirizzare la sfera sul palo lontano che spinge il pallone in rete per il 3-1. Un minuto dopo il Brescia potrebbe chiudere l’incontro, ma la deviazione in rete di Sabatino su cross di Bonansea è resa vana dall’arbitro che ravvisa una sospetta posizione di fuorigioco. Al 24’ è Manieri ad andare al cross per Sabatino che incorna di testa con il palo che ribatte la conclusione. Al 35’ da angolo di Cernoia, testa di Girelli, devia ancora di testa Rosucci sotto porta con il pallone che sbatte sulla traversa e poi sulla linea prima che l’arbitro fermi tutto per fuorigioco; due minuti dopo scende il gelo sul terreno di gioco per l’infortunio di Rosucci che esce in barella dopo uno scontro di gioco in cui il ginocchio compie un movimento innaturale. Il San Zaccaria approfitta subito del momento di sbandamento del Brescia e al 42’ accorcia con un tiro dal limite di Principi che termina nel sette. Il gol della sicurezza lo mette a segno al terzo di recupero Girelli con un piatto destro che supera Tampieri.

SAN ZACCARIA – BRESCIA 2-4
SAN ZACCARIA (4-4-2): 
Tampieri, Quadrelli, Tucceri Cimini, Venturini, Pondini, Shauna (26’ st Barbieri), Moscia (30’ st Filippi), Casadio, Principi, Longato (37’ st Zandomenichi), Baldini. A disp.: Montanari, Pastore, Cimatti, Razzolini. All.: Nardozza.
BRESCIA (3-4-1-2): Marchitelli; Gama, D’Adda, Salvai; Fuselli (26’ st Eusebio), Cernoia, Rosucci (40’ st Ghisi), Manieri; Girelli; Sabatino, Bonansea (32’ st Tarenzi). A disp.: Ceasar, Cacciamali, Pezzotta. All.:Bertolini.
ARBITRO: Andreano di Prato.
MARCATRICI: 4’ pt Gama, 19’ pt Principi, 44’ pt Bonansea; 19’ st Bonansea; 42’ st Principi. 48’ st Gireli.
AMMONITA: Quadrelli, Cernoia.

Scuola Calcio Apulia Trani: avviati i corsi per bambine e ragazze di tutte le età!

Una Scuola Calcio completamente gratuita, per bambine e ragazze di tutte le età, che si avvale di tecnici Uefa esperti e di figure professionali. Anche questo è l’Apulia Trani, l’unica squadra di calcio esclusivamente femminile della Provincia di Barletta-Andria-Trani, che milita nella serie B nazionale e che crede nella crescita dei valori sani dello sport, a favore dell’abbattimento di tutti i pregiudizi che ancora riguardano il calcio femminile.

Questi i tecnici: Sergio Iorio, allenatore in serie B; Irene Spallucci, capitano della prima squadra della Apulia Trani, nonché tecnico Uefa C; Giovanni Tulipano, istruttore Coni – Figc. Queste le figure professionali: Pamela Riccio, laureata in scienze motorie, calciatrice; la biologa e nutrizionista Francesca Di Terlizzi; la psicologa Luigia Tatiana Porcelli.

Le attività dell’Apulia Trani sono completamente gratuite. La squadra inoltre, nel corso di questi anni ha avviato corsi, anch’essi totalmente gratuiti, di calcio femminile nelle scuole elementari, medie e superiori del territorio, e si appresta ad allargare il proprio campo d’azione a qualsiasi dirigente scolastico voglia integrare le attività curriculari con quelle sportive.

Per iscriversi o chiedere informazioni, basta chiamare i numeri 3317441384 o 3470858881. Per conoscere le attività dell’Apulia Trani, inviare una mail a asdapuliatrani@gmail.com, o visitare le pagine social Facebook.com/apuliatrani, Instagram/asdapuliatrani e Twitter.com/asdapuliatrani.

La Corea del Nord trionfa alla Women’s World Cup Under 17

La Corea del Nord dopo otto anni torna sul tetto del Mondo.
La nazionale asiatica ha infatti vinto il Campionato del Mondo femminile Under 17 che si giocava in Giordania battendo ai calci di rigore il Giappone detentore del titolo.

Dopo che i 90 minuti regolamentari si erano conclusi sullo 0-0 così come i supplementari sono stati i rigori a decidere a chi fra Giappone e Corea del Nord andasse il titolo mondiale. A decidere l’incontro l’errore di Rio Kanekastu, che calcia alto il proprio rigore, e la rete firmata da Kim Pom-Ui che fa esplodere la gioia delle coreane.

La Corea del Nord è la prima nazione a vincere per due volte il titolo della competizione confermandosi come grande realtà del calcio femminile mondiale, quantomeno a livello giovanile.

La Romania con il progetto ”Football and Femininity” si aggiudica il premio UEFA HatTrick

Gli enormi passi in avanti della Romania nella promozione del calcio femminile sono valsi alla federcalcio rumena (FRF) uno degli ambiti premi UEFA HatTrick.

Il progetto nazionale ”Football and Femininity” è partito dal calcio di base ed ha raggiunto l’obiettivo di coinvolgere tante donne nel gioco del calcio e ha creato una rete organizzata per lo sviluppo delle competizioni femminili.

Una cerimonia si è tenuta a Cluj-Napoca, dove il presidente del Comitato UEFA HatTrick, Allan Hansen, ha presentato il premio HatTrick al presidente FRF, Răzvan Burleanu.
La nazionale maggiore femminile della Romania è stata l’ospite d’onore della cerimonia. La squadra ha raggiunto gli spareggi per UEFA Women’s EURO 2017 e, in caso di vittoria nel doppio confronto di ottobre col Portogallo, si aggiudicherà per la prima volta a questo livello un posto in una fase finale EURO.
Nell’ambito del progetto “Football and Femininity”, giocatrici in attività e non sono coinvolte col ruolo di allenatori per spingere più donne possibili a intraprendere questa carriera in Romania.

Dal 2012 il progetto ha portato enormi risultati. Il numero delle donne partecipanti in Romania è infatti cresciuto dalle 1.566 del 2013 alle 4.390 del 2015, con il numero di giocatrici iscritte salito da 500 a 1.200.
Anche il numero di insegnanti coinvolti nel progetto è cresciuto nello stesso periodo da 112 a 150, mentre le squadre del settore giovanile femminile in competizioni nazionali è cresciuto da 14 a 24 in due anni. Nel 2011, 10 squadre maggiori femminili partecipavano al campionato – dal 2015 ci sono otto squadre nazionali di Super League, 16 squadre, due divisioni nazionali di First League e 21 squadre nazionali di Youth League. La nazionale femminile rumena inoltre gioca a livello maggiore, U19, U18, U17, U16 e U15.

I premi HatTrick sono aperti a tutte e 55 le federazioni affiliate alla UEFA in cinque categorie diverse: miglior progetto di investimento; miglior progetto sociale; miglior progetto speciale; miglior progetto per lo sviluppo del calcio femminile; e miglior progetto per le strutture.

Questa iniziativa ha un duplice obiettivo: riconoscere l’eccellente lavoro delle federazioni affiliate alla UEFA, e sostenere le federazioni con una maggiore visibilità all’interno e all’esterno della famiglia del calcio.
“Anche se il premio è un riconoscimento degli sforzi fatti fino a ora per lo sviluppo del calcio femminile in Romania, premia in realtà [tutti] i nostri attuali progetti e conferma la nostra direzione futura”, ha spiegato Răzvan Burleanu.

“La FRF ha fatto notevoli progressi col progetto ‘Football and Femininity’, e sono fiducioso che questo sarà un progetto di successo anche in futuro”, ha aggiunto Allan Hansen.

Rachele è tornata a casa: «Fortitudo? Una famiglia. Promozione in A nel cuore. Caneo può sfondare»

A «casa» è tornata più forte e matura. Dopo aver respirato, per un anno, l’aria di vertice della serie B con il Fimauto Valpolicella. La «bandiera» è rientrata alla base, per riprendere per mano la Fortitudo Mozzecane e aiutarla a crescere. Rachele Peretti è di nuovo al centro del campo gialloblù, con la sua tecnica, i suoi inserimenti e i suoi gol. «Oggi sono una delle giocatrici più esperte della squadra e so di dover dare l’esempio. Voglio divertirmi e arrivare il più in alto possibile». Una vita trascorsa con gli stessi colori addosso, fin dalle giovanili. Dieci stagioni con la maglia della prima squadra condite da 159 presenze e 63 reti tra serie B, A2 e A (223 partite e 116 marcature, se si contano anche le sfide di Coppa Italia e le gare ufficiali in Primavera), la carta d’identità che recita solo 24 anni, nonostante un curriculum da veterana. La centrocampista nata a Villafranca, e residente a Povegliano, sfoglia il libro dei ricordi e ripercorre la sua storia d’amore con la Fortitudo Mozzecane.

«Peretti torna a casa». Il titolo calza al pennello?
«Sì. In questa società ho vissuto tredici anni di vita sportiva, quindi la considero come una casa e una famiglia. Essendo terminato il prestito al Fimauto Valpolicella, sono rientrata alla base e sono contenta di aver ritrovato le mie vecchie compagne a cui sono molto affezionata. D’altronde, due estati fa l’avevo detto: non è un addio, bensì un arrivederci. Alla fine, così è successo».

Perché un anno fa decise di salutare la Fortitudo e andare altrove?
«C’è a chi piace rimanere perennemente nel medesimo ambiente, invece io sentivo il bisogno di cambiare, di evadere da quella che era sempre stata la mia realtà calcistica. Ho ritenuto giusto fare un’esperienza nuova e l’avventura al Fimauto Valpolicella, seppur breve, mi ha permesso di crescere».

Incrociare il «suo» Mozzecane nello scorso campionato che effetto le ha fatto?
«Particolare e intenso. Affrontare da avversaria le compagne e il club con cui hai trascorso una parte della tua vita, e vedersi addosso un’altra maglia, è davvero strano. Nella gara d’andata, sono sincera, ho avvertito meno brividi perché sono partita dalla panchina e ho giocato solo uno spezzone di match. Al contrario, al ritorno ho provato una forte emozione: tornare negli spogliatoi di Mozzecane e iniziare la sfida dal primo minuto su quel campo mi hanno fatto venire la pelle d’oca».

Che Fortitudo Mozzecane ha ritrovato?
«La filosofia e i valori sono rimasti invariati: una società mossa dalla passione, umile e che lavora tantissimo per le calciatrici. Sarebbe bello crescere ulteriormente».

Durante la presentazione della stagione 2016/17, il tecnico Fabiana Comin l’ha definita «un talento del calcio italiano». Cosa risponde?
«Le sue parole mi lusingano e mi caricano di responsabilità. Sentire un complimento del genere da lei ha un sapore differente, visto che Comin non è solo il mio allenatore ma pure una personalità di rilievo del nostro calcio. Mi sono emozionata e ce la metterò tutta per ripagare la fiducia, non deludere Fabiana e per renderla orgogliosa di me».
Peretti un lusso per la serie B? Non lo so (sorride, ndr). Sono giovane per dirlo, ho ancora determinate lacune e devo lavorare per migliorare. Di sicuro, mi considero una buona giocatrice».

Tra le dieci versioni di Fortitudo Mozzecane che ha vissuto, quella di oggi dove la colloca?
«Ai piani alti, precisamente al terzo posto. In testa alla classifica c’è senza dubbio la squadra che conquistò la promozione in serie A (2011/12, ndr), mentre in seconda posizione metto la formazione della stagione precedente (quarto posto nel 2010/11, ndr). Oggi la rosa è davvero giovane, però ha ottime potenzialità ed è guidata da un allenatore con carattere e l’esperienza giusta. L’obiettivo in campionato? La meta principale è salvezza, ma io sono una persona ambiziosa e mi piace scendere in campo per vincere: arrivare nelle prime tre posizioni non sarebbe male».

Rachele, lei è la calciatrice della rosa con il maggior numero di presenze in gialloblù. Il termine «bandiera» le si addice?
«Le statistiche dicono di sì. I miei numeri con questa maglia sono importanti e avvicinarmi sempre di più a Deila Boni (capolista con 315 presenze e 259 gol, ndr) mi fa venire i brividi. In ogni caso, caratterialmente non mi sento, forse, una bandiera classica: durante gli allenamenti e le partite, infatti, sono carica ma sto un po’ sulle mie. Un altro esempio: la fascia da capitano l’ho indossata due stagioni fa da gennaio a giugno ed è stata una grande emozione. Tuttavia, non sono un capitano carismatico. Chi, invece, rappresenta e rappresenterà una bandiera è Francesca Salaorni: lei merita di essere il nostro capitano».

In prima squadra esordì il 20 maggio 2007 nella vittoria per 0-10 contro il Fabriano Futsal nell’allora serie B (oggi serie C). Aveva 14 anni, giocò titolare e siglò una doppietta. Un segno del destino?
«Sì. Io credo nel destino, sia in positivo che in negativo. Debuttare non è mai facile e segnare è ancora più difficile: beh, vedermi in azione dal primo minuto e realizzare addirittura una doppietta è stato fantastico. Mi ricordo bene quel giorno: avevamo fatto un viaggio interminabile in pullman per arrivare nelle Marche e non pensavo proprio di scendere in campo. Invece, è accaduto e la giornata si è rivelata indimenticabile».

Dalla serie B all’A2, dall’A2 alla serie A. Peretti e il Mozzecane hanno scalato insieme il calcio femminile italiano.
«È vero. Ho avuto la fortuna di provare tutte le categorie ed esserci riuscita con la stessa squadra è un orgoglio. In particolare, è bello aver vissuto così tante esperienze da protagonista, entrando appieno nello spirito del club. Ho trascorso annate più semplici e annate più complicate, però conservo ogni immagine con emozione. Le due promozioni resteranno sempre nella mia mente e nel mio cuore».

Come iniziò la storia tra Rachele e la Fortitudo?
«Sono arrivata all’età di nove anni: avevo cominciato a praticare il calcio con i maschi nel Povegliano e, quando venni a sapere che a Mozzecane c’era una formazione prettamente femminile, decisi di iscrivermi. Ho militato nel settore giovanile, poi con il tempo sono salita in prima squadra. Ricordo sempre con stima e gratitudine Salvatore Zurzolo, che fu uno dei primi allenatori che mi insegnò a giocare a pallone».

Cosa ha ricevuto dalla società e cosa ha dato lei?
«La Fortitudo mi ha trasmesso tanta umiltà: il nostro club è un esempio in questo e, di conseguenza, le ragazze seguono tale linea. Qui nessuna si è mai sentita un fenomeno. Dall’altra parte, io credo di aver dato grande passione, costanza e impegno».

Il ricordo indimenticabile?
«La promozione in serie A ma, soprattutto, il modo in cui l’abbiamo raggiunta (22 successi, 4 pareggi e 0 sconfitte, ndr), il tipo di stagione che abbiamo disputato e l’atteggiamento determinato e vincente che abbiamo mostrato in ogni gara. Portare per la prima volta la Fortitudo nella massima categoria italiana è stato un onore».

Appunto: quella cavalcata da 70 punti e la promozione in A stupirono anche voi?
«Certo. Vincere quasi tutte le sfide e non perdere mai è difficilissimo in qualsiasi disciplina: ecco perché la nostra è stata un’impresa e un’annata da sogno. Avevamo di fronte avversari tosti e forti, ma non essere partite con i favori del pronostico credo ci abbia aiutato a vivere il torneo con meno pressioni. Le immagini più significative? Il successo per 1-2 sul Fiammamonza, in cui, tra l’altro, realizzai uno dei miei gol più belli, e la festa per la promozione. Dopo l’ultima partita di campionato contro l’Oristano, infatti, abbiamo festeggiato sotto al diluvio: pioveva a dirotto e, insieme a noi sotto al tendone, hanno partecipato le ragazze della Primavere e molti tifosi di Mozzecane. Un mix di musica ed euforia che non dimenticherò mai».

La delusione?
«La retrocessione in serie B. Tutto è andato storto e, purtroppo, per la Fortitudo Mozzecane l’esperienza in A si è rivelata negativa. Abbiamo perso parecchi match e siamo uscite poche volte dal campo a testa alta. Potevamo e dovevamo dare di più, però, probabilmente, l’avventura nella massima categoria è arrivata troppo presto: aver raggiunto una promozione inattesa ci ha catapultati in una realtà diversa, a cui la società non era abituata».

Fortitudo Mozzecane-Tavagnacco 1-6, giornata inaugurale del campionato: il primo gol gialloblù in serie A porta la sua firma. Un orgoglio?
«Naturalmente, a prescindere dal risultato. Avevo vent’anni, disputavo la mia prima partita in A e sono riuscita a togliermi una bella soddisfazione: sono entrata al 60’ e sette minuti dopo ho rubato palla a Lara Laterza e fatto un pallonetto nientepopodimeno che a Chiara Marchitelli».

Dal curriculum sembra una veterana, invece ha solo 24 anni. Come la vive?
«Mi dà molta motivazione e sono fiera di me stessa. Confesso che le dieci stagioni di esperienza le sento tutte, perché le ho vissute in maniera intensa, però va bene così. Desidero migliorare ancora e mi piacerebbe, un giorno, tornare a disputare la serie A. Nonostante la retrocessione, penso di aver ben figurato nella massima categoria».

Centrocampista sulla carta, attaccante nell’indole.
«Sì, in effetti. Mi piace la fase offensiva e il senso del gol è una cosa che ho dentro. Anche se sono sempre stata impiegata a centrocampo, attaccare mi viene naturale. Per questo segno abbastanza».

Una panoramica storica sulle compagne alla Fortitudo: con chi ha legato maggiormente?
«Alessia Pecchini, la mia migliore amica. Siamo coetanee, l’ho conosciuta il primo giorno in cui ho cominciato a giocare a calcio a Mozzecane e siamo state pure compagne di liceo. Pertanto, siamo cresciute insieme nella Fortitudo, condividendo un sacco di momenti ed emozioni. Ora lei è in Olanda per motivi di studio ma ci sentiamo due-tre volte alla settimana».

La compagna più forte?
«Ne scelgo due: Veronica Brutti e Deila Boni. Ho sempre ammirato la prima per la sua tecnica e sono felice di averla ritrovata quest’anno in squadra, mentre la seconda, quando giocava, aveva un fiuto del gol incredibile e segnava con grande facilità e puntualità».
Una compagna con potenzialità ma che non ha sfondato o che ha lasciato il calcio?
«Non rientra in nessuno dei due casi, però dico Zoe Caneo: è giovane (21 anni, ndr), ha doti importanti e ha fatto parte in passato della Nazionale under 17. Se tempo fa avesse avuto un po’ più di maturità, avrebbe già sfondato e sarebbe in serie A. Le auguro con il cuore di migliorare e di arrivare in futuro ad alti livelli».

Credit Photo: Graziano Zanetti Photography

San Zaccaria – Brescia: i numeri

È tutto finalmente pronto al Massimo Soprani per la sfida tanto attesa tra San Zaccaria e le campionesse d’Italia del Brescia. La partita, che doveva giocarsi lo scorso 8 ottobre, è stata posticipata a causa degli impegni delle lombarde in Champions League, dove le Leonesse sono riuscite a passare il turno dopo aver avuto la meglio sul Medyk Konin, giungendo così agli ottavi di finale dove affronteranno le danesi del Fortuna Hjorring.

Insomma, quella biancazzurra è una squadra che non ha bisogno di troppe presentazioni e proprio per questo motivo la sfida si presenta sulla carta molto difficile e allo stesso tempo piena di fascino. Lo confermano i precedenti, che per la verità non sono molti, tra le due squadre.

Biancosse e biancazzurre si incontrano in campionato solo da due stagioni, ovvero da quando la società del presidente Rinaldo Macori è approdata nella massima serie. Nel primo anno in Serie A il San Zaccaria riuscì in quella che è una vera e propria impresa vista la caratura delle avversarie. Nella sfida di andata del novembre 2014 la doppietta di Alessia Longato (nella foto, recuperata proprio in vista di questa partita) servì a strappare un preziosissimo 2-2, mentre nella gara di marzo al Massimo Soprani la doppietta di Martina Piemonte e il gol strepitoso di Azzurra Principi spezzarono le speranze di scudetto bresciane.
Diversa la storia nell’ultimo campionato. Nella partita di andata della scorsa stagione le leonesse trionfarono con un rotondo 7-0 al Massimo Soprani, mentre nella gara di ritorno incontrarono qualche difficoltà in più, riuscendo sì a vincere, ma solamente 3-2 (reti biancorosse di Galletti e Principi) e con un San Zaccaria costretto a giocare in dieci per oltre un’ora a causa dell’espulsione di Amanda Tampieri.

I numeri del San Zaccaria contro il Brescia:

A San Zaccaria
Vittorie: 1
Pareggi: 0
Sconfitte: 1
Gol fatti: 3
Gol subiti: 8
A Brescia
Vittorie: 0
Pareggi: 1
Sconfitte: 1
Gol fatti: 4
Gol subiti: 5

Angelica Armitano, bandiera biancorossa da 11 anni!

Angelica Armitano, classe 1991, è nata a Savigliano e nelle sue vene scorre sangue biancorosso: la carriera con il pallone ha avuto inizio nel Caraglio Calcio, con i ragazzi. All’età di 14 anni il trasferimento nella squadra femminile del Cuneo, in serie C, per una storia di amore e fedeltà che dura ancora oggi, dopo 11 anni; arrivano presto le vittorie di campionato e Coppa Piemonte, dunque la serie B, per poi raggiungere la storica promozione in serie A nel 2014. L’amara retrocessione l’anno successivo poi, nel 2016, nuovamente la conquista della massima serie. Il resto della storia è il presente -ancora in biancorosso- di Angelica Armitano, vera e propria colonna della difesa cuneese.

Probabilmente, in squadra, sei la persona che ha la militanza maggiore nel Cuneo, il tuo DNA è indiscutibilmente biancorosso. Che effetto ti fa, da questo punto di vista, essere la bandiera delle Leonesse?
“Sì, sono rimasta solo più io del “vecchio Cuneo”. Sono 11 anni che gioco qui e un pò mi fa effetto essere la bandiera delle Leonesse! Ho assistito a tanti arrivi, ma anche tante partenze, nel calcio è normale. Ho avuto modo di conoscere tante persone e con alcune di queste sono contenta di aver stretto un bel rapporto che va al di fuori da quel rettangolo verde”. 

Hai vissuto promozioni storiche, retrocessioni amare, momenti complessi. Oggi il Cuneo è in A e molti sono stati gli innesti estivi: è stato facile l’amalgama dello spogliatoio?
“Il mercato estivo è stato ampio, la società si è mossa bene: sono arrivate calciatrici di esperienza -che quindi hanno già disputato un campionato di serie A- ma anche giocatrici giovani con la voglia di mettersi in gioco e fare bene. L’amalgama in uno spogliatoio femminile non è mai semplice ed è difficile che tutte vadano d’accordo, ma l’unica cosa che conta è che tutte dobbiamo avere lo stesso obiettivo quando scendiamo in campo, cioè la voglia di portare a casa i 3 punti. Ovviamente l’obiettivo è la salvezza, ma con questa “nuova” squadra, a mio parere, potremo giocarcela con tutte le avversarie, senza dare nessun risultato per scontato”.

La stagione da neopromosse è cominciata con due buone prestazioni, una culminata con la vittoria, l’altra con una sconfitta di misura. E’ molto presto, ma dove pensi che possa arrivare questo Cuneo?
“Abbiamo disputato due ottime gare, la prima è andata meglio contro il San Zaccaria vincendo 2 a 0, mentre la seconda, contro il Mozzanica, meno. Peccato per il risultato perchè nel primo tempo siamo riuscite ad andare in vantaggio su un calcio d’angolo e poi nella ripresa su due errori nostri abbiamo subito goal. Un pareggio sarebbe stato un risultato assolutamente giusto!”

Il Cuneo di oggi quali differenze ha rispetto alla squadra che 2 anni fa retrocesse dalla serie A? Ha delle armi in più?
“Ora si va avanti, in queste due settimane di sosta stiamo lavorando per preparare al meglio la partita contro il Chieti dove bisogna fare risultato. Dove può arrivare questo Cuneo forse ora è presto per dirlo, ma se giochiamo ogni sabato come le prime due partite sicuramente ci potremo togliere tante soddisfazioni e puntare a qualcosa in più rispetto alla salvezza!”

Difesa di ferro, centrocampo battagliero e attacco di peso: quali punti deboli ha oggi il Cuneo di Mister Petruzzelli?
“Sicuramente, come già detto precedentemente, la rosa di quest’anno è più ampia, con giocatrici di esperienza che conoscono già questo tipo di campionato, invece due anni fa la squadra era più inesperta essendo anche al primo anno di serie A. Nonostante tutto, a mio parere, abbiamo comunque disputato un campionato discreto arrivando al 10° posto in classifica su 14, raggiungendo in teoria la salvezza, ma le discutibili regolamentazioni hanno decretato la retrocessione. Punti deboli… spero che questo Cuneo non ne abbia!!”

Gianluca Nardozza: “Contro il Brescia è la nostra prima di campionato”

Non esiste nulla di impossibile ed è proprio la storia di questa partita ad esserne un esempio. San Zaccaria e Brescia sono pronte ad incrociare i tacchetti e in casa biancorossa guardando alla storia di questo incontro si pensa in positivo contro le campionesse d’Italia. Mister Gianluca Nardozza sposa questa linea.
“Affrontiamo la squadra in assoluto più forte, ma i campionati non si decidono quando si fanno le rose, ma sul campo. È chiaro che contro il Brescia servirà davvero la massima attenzione e determinazione. Se vogliamo disputare una prestazione positiva abbiamo bisogno di mettercela tutta. Senz’altro non abbiamo nulla da perdere: sono loro a dover affrontare ogni partita con l’obiettivo di vincere e non sbagliare. Noi invece non abbiamo la pressione di dover ottenere il risultato a tutti i costi. Sotto questo punto di vista saremo sicuramente in vantaggio”.

Ma non c’è solo la mente da tenere sotto controllo. Sarà il campo a dire la sua e in questo senso le individualità del Brescia sono di prim’ordine. Dall’altra parte però il San Zaccaria ha continuato a lavorare normalmente e nessuno ha alzato i ritmi in vista di questi novanta minuti, che arrivano dopo una sosta forzata di tre settimane dopo il debutto di Cuneo. In questo senso va anche l’analisi di Nardozza.
“Abbiamo mantenuto il solito regime d’allenamento senza strafare perché noi abbiamo una nostra identità e perché sarebbe controproducente fare il contrario. Penso che le ragazze abbiano lavorato bene e sia io sia il preparatore atletico Massimo Magrini siamo contenti. Ovviamente l’unico interrogativo che possiamo avere è quello della tenuta atletica delle ragazze: di fronte abbiamo una squadra che ha praticamente sempre giocato, mentre noi dopo il debutto di inizio ottobre a Cuneo siamo stati fermi per tre settimane. È un dato di fatto che questo non ha giovato in termini di ritmo partita, ma non deve essere un alibi anche perché infondo questa sosta forzata ci permette ora di presentarci con Longato e Barbieri recuperate e di considerare questa partita la prima vera e propria della nostra stagione”.

Nel San Zaccaria tutte le atlete saranno a disposizione ad eccezione di Erika Santoro, che è ancora impegnata con la nazionale.

Fischio d’inizio dell’arbitro Samuele Andreano di Prato alle ore 15.00.

Qual.europee: lunedì 19 convocate in Portogallo. Azzurre per un giorno, festa a Coverciano

Cinque giorni e inizierà l’avventura. In ritiro a Coverciano, la Nazionale Femminile Under 17 sta ultimando la preparazione in vista della prima fase di qualificazione europea in programma in Portogallo. Prima avversaria del girone sarà la Georgia, che le Azzurrine incontreranno mercoledì allo Stadio Nazionale di Cruz Quebrada.

“Contro la Georgia – ha dichiarato il tecnico Rita Guarinodobbiamo partire con il piede giusto, mettere in campo la nostra miglior intelligenza nel saper gestire tre partite tutte importanti. Iniziare bene significa anche creare morale nella squadra e darci quella forza in più che ci consentirà di affrontare le partite successive con maggior attenzione e concentrazione. L’ambizione alla vigilia della partenza è quella di sempre, cercare di fare bene e di tirare fuori il meglio delle ragazze, in modo che possano sviluppare il talento che possiedono e proiettarle a un passaggio di consegna nelle nazionali successive di Amendola, Sbardella e Cabrini”.

Le Azzurrine raggiungeranno lunedì il Portogallo dove, dopo la Georgia, affronteranno anche le padrone di casa del Portogallo e la Finlandia. “Nella fase Elite dello scorso anno – ha ricordato il tecnico azzurro – la squadra finlandese ci diede del filo da torcere, riuscimmo a recuperare gli svantaggi per poi pareggiare. E’ una squadra che sicuramente è avvantaggiata sia dal punto di vista della fisicità che della preparazione, perchè la loro stagione calcistica sta quasi per concludersi e dunque hanno quasi un intero campionato nelle gambe.

Il Portogallo ha avuto invece modo di lavorare con lo stesso team per un anno intero, quindi si presenterà nel migliore dei modi. Saranno due squadre ostiche, per riuscire a superare questo turno ci vorrà la miglior Italia”.

Rita Guarino, che oggi ha ufficializzato la lista delle 19 Azzurrine convocate per il Portogallo,si è quindi soffermata a parlare della mattinata particolare vissuta dalla sua Nazionale, che ha avuto modo di incontrare le protagoniste del progetto “Azzurre per un giorno”, con circa 40 ragazzine appartenenti a scuole calcio femminili toscane ospiti del centro tecnico federaledi Coverciano .
“C’è bisogno di giornate come questa perchè ilcalcio femminile deve ricreare quelle emozioni e quel piacere di stare insieme, di vivere il calcio con assoluta passione. Abbiamo visto queste bambine cariche e pronte per giocare con le nostre ragazze, e le nostre calciatrici felici di mettersi a disposizione per trasmettere la passione per questo sport”.

Protagoniste di “Azzurre per un giorno”, il format della FIGC che ha come obiettivi principali la promozione e lo sviluppo del calcio femminile, la conoscenza e il consolidamento dei valori legati alla maglia azzurra, è stato un gruppo di una quarantina di bambine appartenenti alle scuole calcio della Libertas Lucchese, ACF Arezzo, Don Bosco Fossone e Fiorentina Women’s, che hanno conosciuto e trascorso qualche ora con le Azzurrine e il tecnico federale Rita Guarino. Immerse nell’atmosfera del raduno della Nazionale e del Centro Tecnico di Coverciano, dopo aver ricevuto il materiale ufficiale Puma, le giovani calciatrici hanno potuto assistere all’allenamento della squadra e si sono esercitate su quello stesso campo calcato anche dalle Nazionali di Gian Piero Ventura e di Antonio Cabrini.

Tra selfie ed autografi – lontane da allenatori, dirigenti e genitori – durante l’aperitivo dopo l’allenamento, le bambine hanno potuto interagire con le ragazze più grandi che già rappresentano la Nazionale italiana, chiedendo consigli e confidando le speranze del loro futuro sportivo. Infine, nella sala conferenze del Museo del Calcio di Coverciano, dopo essersi scambiate sensazioni ed emozioni e dopo aver ricevuto l’attestato per essere state “Azzurre per un giorno”, tutte unite, bambine delle scuole calcio e giocatrici della Nazionale, hanno cantato insieme l’inno di Mameli.

L’elenco delle convocate
Portieri: Roberta Aprile (Asd Pink Sport Time), Giulia Cascapera(SlammersFcEcnl), Camilla Forcinella (AGSM Verona);
Difensori: Paola Boglioni (Brescia), Elena Crespi (Inter Milano), Maria Luisa Filangeri (AsdNebrodi), NadineNischler (Nurnberg), Vanessa Panzeri (Como), Chiara Ripamonti (Inter Milano);
Centrocampisti: Bianca Bardin (Vicenza), Giada Greggi (Res Roma), Elena Nichele (Verona), Maddalena Porcarelli (Jesina), Angelica Soffia (AGSM Verona), Martina Tomaselli (Trento Clarentia);
Attaccanti: Sara Baldi (Mozzanica), Asia Bragonzi (Inter Milano), Federica Cafferata (Ligorna), Elisa Polli (Jesina).
Staff – Tecnico: Rita Guarino; Vice allenatore: Massimo Migliorini; Preparatore atletico: Franco Olivieri; Preparatore dei portieri: Cristiano Viotti; Segretario: Daniela Censini; Medico: Piergiorgio Drogo; Fisioterapista: Daniele Frosoni; Video Analista: Marco Mannucci; Tutor: Tiziana Caliandro e Paola Ventrice.

Raffaella Giuliano: “La Res Roma? Una squadra tutta da scoprire…”

A vederla in campo, per come si è integrata negli schemi, sembra che giochi nella Res Roma da diverse stagioni, ma Raffaella Giuliano, esterno di fascia nel giro della Nazionale under 19, è alla corte di mister Melillo solo da Agosto: impegno, qualità tecniche e umane, le hanno permesso di integrarsi nel gruppo e di partire titolare, dimostrando quanto di buono si sapeva sul suo conto. In questa intervista dimostra tutta la sua umiltà e la sua voglia di continuare a dare il massimo.

Ciao Raffaella, due gare e altrettante vittorie: meglio di così non poteva iniziare la tua storia con la Res Roma…
Certo che si! E’ un inizio da favola anche se siamo consapevoli che il cammino è duro e dobbiamo continuare a lavorare con la stessa intensità con cui abbiamo lavorato finora. Nessuna gara sarà facile e nessun risultato scontato. Siamo partite bene, ci godiamo il momento, ma continuiamo a dare il massimo.

Da due mesi sei con la Res: cosa mi dici di questo primo periodo, è stato facile ambientarsi?
Si è stato facile ambientarsi perché la società della Res è molto calorosa proprio come il Carpisa. Le compagne subito mi hanno fatto sentire a casa e accolta come una di loro sia sotto il punto di vista calcistico che al di fuori.

Cosa mi dici sulle tue compagne e sullo staff tecnico?
Per quanto riguarda le mie compagne di squadra sono tutte delle ragazze dalle ottime qualità specialmente tecniche. Hanno tutte un buon ritmo e un buon gioco e da loro posso solo imparare. Per quanto riguarda lo staff è sempre presente ad ogni allenamento e cerca sempre di non farci mancare nulla e a gestirci nel migliore dei modi.

Che differenze noti rispetto alle tue precedenti esperienze?
La differenza l’ho notata molto sotto il punto di vista dell’intensità. Ovviamente giocare in un campionato di B come ho fatto io negli ultimi due anni, è differente da quello della serie A , qui è tutto più fisico e veloce. 

Dove può arrivare la Res Roma?
Credo che la Res quest’anno sia tutta da scoprire specialmente dopo una partenza di questo tipo. Il nostro obbiettivo è la salvezza e credo che come squadra abbiamo tutte le potenzialità per conquistarla.

In questo periodo hai ritrovato l’azzurro: più la gioia per essere nel gruppo o la delusione per l’esclusione finale?
Sinceramente sono stata molto contenta di essere stata convocata dal mister Sbardella in under 19, perché anche solo un raduno con la nazionale è un bagaglio aggiuntivo di esperienza che ognuno porta con sé. Sarei bugiarda se ti dicessi che non mi sia dispiaciuto lasciare il gruppo anche perché ero a un soffio dall’Europeo, ma nonostante ciò sono contenta di ciò che sono riuscita a fare e dimostrare.

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