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I volti noti del calcio al femminile uniti contro la violenza alle donne

Alla Camera dei Deputati, a Roma, è stata presentata l’associazione “Mai più Chiara” nata su iniziativa di due volti famosi del calcio, Elisabetta Cortani ex presidente Lazio Calcio Femminile, e Rosella Sensi ex presidente A.S. Roma.

Quando l’impegno sociale supera ogni divisione ed ogni colore, politico e di tifo, come dimostrano Elisabetta Cortani e Rosella Sensi, legate a Lazio e Roma da una vita e dunque avversarie sportive, ed oggi unite sotto una bandiera molto diversa, quella della lotta alla violenza contro le donne.
L’associazione “Mai più Chiara” nasce dalla triste storia di Chiara Insidioso Monda, poco più che maggiorenne, aggredita e ridotta in fin di vita dal suo fidanzato. Per sostenere le iniziative dell’associazione si è schierata la deputata Laura Coccia, responsabile calcio del Partito Democratico, che ha annunciato anche una notte rosa a luglio.
Elisabetta Cortani ha portato Elisa, a sua volta picchiata dal compagno, che è dovuta ricorrere al bisturi per tornare ad avere un volto normale e che ora chiede che anche la sua vita possa tornare normale.

Gabbiadini Summer Camp Calcio Femminile

Le attività del Napoli Carpisa Yamamay Calcio Femminile non si fermano neanche a campionato terminato. Da lunedì 27 giugno, infatti, la società del presidente Lello Carlino ospiterà, allo stadio Simpatia di Pianura, il “Gabbiadini Summer Camp Calcio Femminile”, un campus ideato e diretto dalla campionessa bergamasca, vincitrice di cinque scudetti e per quattro volte eletta calciatrice dell’anno dall’AIC.

Melania Gabbiadini, sorella dell’attaccante del Napoli Manolo, sarà a Napoli dal 27 giugno al primo luglio insieme a Valeria Pirone, centravanti partenopeo che, dopo i successi con la maglia del Carpisa Yamamay, nell’ultima stagione ha affiancato proprio la Gabbiadini a Verona.

Sul campo di Pianura saranno impegnate, in due gruppi, ragazze nate dal 1998 al 2008. Dalle 17 alle 18.30 toccherà alle più piccole, mentre dalle 19 alle 20.30 saranno in campo le nate dal 1998 al 2003. A tutte le partecipanti sarà fornito un kit completo da calcio con divise da gioco e da passeggio e lo zaino.

«L’attenzione per il calcio femminile giovanile è uno dei punti forti del nostro progetto – spiega il dg del Napoli Carpisa Yamamay Calcio Femminile, Italo Palmieri –. Abbiamo la squadra con l’età media più bassa d’Italia e siamo per il quarto anno consecutivo in semifinale nel campionato nazionale Primavera. Crediamo che il lavoro con le ragazze più giovani sia fondamentale per la loro crescita e avere la possibilità di allenarsi con una delle campionesse italiane più forti di sempre sarà uno stimolo unico e un’occasione di confronto molto importante per le future calciatrici napoletane».

UEFA Women’s Champions League: sorteggio qualificazioni

Il sorteggio delle qualificazioni di UEFA Women’s Champions League ha decretato che lo Hajvalia, prima squadra del Kosovo a partecipare al torneo, andrà a Cipro per disputare un girone che contiene anche il KÍ Klaksvík, unica squadra ad aver giocato tutte le edizioni.

L’FC Twente, che la scorsa stagione ha battuto il Bayern München e ha raggiunto gli ottavi, affronterà il Konak Belediyespor, che ha già disputato le qualificazioni nel 2013/14.
Il Gruppo 3, composto da ŽFK Spartak, NSA Sofia, Breidablik e Cardiff Met, si giocherà nella capitale gallese, che ospiterà anche la finale del 1° giugno 2017.

Sorteggio turno di qualificazione (23–28 agosto)
Gruppo 1:
Apollon (CYP)*, PAOK (GRE), KÍ Klaksvík (FRO), Hajvalia (KOS)

Gruppo 2:
Standard Liège (BEL), Osijek (CRO)*, Minsk (BLR), Dragon 2014 (MKD)

Gruppo 3:
ŽFK Spartak (SRB), NSA Sofia (BUL), Breidablik (ISL), Cardiff Met (WAL)*

Gruppo 4:
Olimpia Cluj (ROU), Medyk Konin (POL)*, Pärnu (EST), Breznica Pljevija (MNE)

Gruppo 5:
FC Zürich (SUI), Pomurje (SVN)*, Slovak Bratislava (SVK), KS Vllaznia (ALB)

Gruppo 6:
SFK 2000 Sarajevo (BIH)*, WFC Kharkiv (UKR), Ramat HaSharon (ISR), Rīgas FS (LVA)

Gruppo 7:
BIIK-Kazygurt (KAZ), Gintra Universitetas (LTU), Wexford Youths (IRL)*, Criuleni (MDA)

Gruppo 8:
PK-35 Vantaa (FIN)*, Avaldsnes (NOR), CF Benfica (POR), Newry City (NIR)

Gruppo 9:
FC Twente (NED)*, Konak Belediyespor (TUR), Ferencváros (HUN), Hibernians (MLT)

*squadra ospitante
Le nove vincitrici dei gironi raggiungono le 23 squadre qualificate direttamente agli ottavi

CALENDARIO DEL TORNEO
Turno di qualificazione: 23–28 agosto
Sorteggio sedicesimi: 1 settembre
Sedicesimi di finale: 5/6 e  12/13 ottobre
Sorteggio ottavi: 17 ottobre
Ottavi di finale: 9/10 novembre e 16/17 novembre
Sorteggio quarti e semifinali: 25 novembre
Quarti di finale: 22/23 e 29/30 marzo
Semifinali: 22/23 e 29/30 aprile
Finale (Cardiff City Stadium): 1 giugno

Il Vicenza Calcio ha affiliato il club femminile

Giorno importante oggi per il calcio femminile vicentino. C’è stata infatti questa mattina l’affiliazione tra il Vicenza Calcio e l’omonimo club femminile, nel rispetto per altri di quanto richiesto dal Sistema Licenze Nazionali. “L’importante accordo – si legge in una nota della società di via Schio – si pone l’obiettivo di intensificare e di valorizzare le sinergie tra due realtà che, più di tutte le altre, rappresentano il patrimonio calcistico della provincia, e di promuovere i valori dello sport tra i giovani”.

“Il Vicenza Calcio supporterà la realtà del calcio femminile offrendo competenze di natura tecnica, grazie al proprio staff di allenatori, con la finalità di avviare al calcio professionistico le migliori calciatrici locali. Vicenza Calcio femminile potrà inoltre fregiarsi della denominazione e dell’apposizione sulle proprie maglie da gioco del marchio Vicenza Calcio”.

Per la sottoscrizione della partnership sono intervenuti il direttore generale del Vicenza Calcio, Andrea Gazzoli, che per altro ha apena rinnovato per un altro anno il suo contratto con il club biancorosso, il presidente di Vicenza Calcio Femminile, Andrea Acerbi, e il suo vice Alberto Pomi.

Conferenza programmatica: a Roma si presenta la nuova stagione

I club nazionali di calcio femminile si incontrano a Roma. Lunedì 27 giugno, presso l’hotel NH Giustiniano (dalle ore 12), si terrà infatti la Conferenza Programmatica indetta dal Dipartimento Calcio Femminile della Lega Nazionale Dilettanti.
L’obiettivo dell’appuntamento romano sarà quello di fornire alle società tutti i dettagli organizzativi per la nuova stagione sportiva, ma verranno anche analizzate le linee guida gestionali e programmatiche per i nuovi campionati di Serie A e Serie B. I lavori della conferenza saranno aperti dal saluto del presidente LND Antonio Cosentino. Subito dopo si entrerà nel vivo con l’intervento del Delegato, nonché vicepresidente LND per l’Area Sud, Sandro Morgana.
Gli altri contributi saranno curati da Alessandra Signorile (coordinatrice Dipartimento Calcio Femminile LND), Patrizia Recandio (Area Sviluppo Calcio Femminile FIGC) e Giorgio Bottaro (Responsabile organizzativo delle Nazionali Giovanili e Femminili FIGC). Nell’occasione verranno consegnati i riconoscimenti alle società che hanno primeggiato nei campionati di A e B, oltre a quelle che si sono distinte nella Coppa Disciplina.

Calcio Femminile Pistoiese 2016, via ufficiale: Nicola Martinelli nuovo mister, già i primi acquisti

Il calcio femminile torna ufficialmente a Pistoia, un qualcosa che mancava dalla fine degli anni Ottanta. Nella sede dell’Us in via dello Stadio è stato presentato l’organigramma della nuova CF Pistoiese 2016, società nata quest’anno e che disputerà il campionato di Serie C Femminile dal prossimo mese di settembre.

Un progetto ad ampio raggio, voluto in primis dall’Us, per aderire anche alle richieste della Lega Pro che chiedono alle proprie società iscritte di aprirsi anche al mondo del calcio femminile ed in questo senso, in Toscana, Pontedera è stata la capofila con Renzo Ulivieri. A Pistoia si parte da zero o quasi vista la lunga assenza di questa disciplina in città ma la società è carica e motivata agli ordini del presidente Claudio Colomeiciuc.

Questo è l’organigramma del CF Pistoiese 2016
Claudio Columeiciuc presidente; Filippo Polvani vice presidente; Giampaolo Bonacchi segretario; Marco Bonacchi, Michele Chiti, Marco Ghelli, Maurizio Baldi, Cristiano Martini, Marco, Ferrari, Stefano Baccelli consiglieri; Stefano Baccelli addetto stampa; Lida Bettarini accompagnatrice ufficiale; Nino Ricotta collaboratore.

ALLENATORE, STAFF E PRIMI ACQUISTI
L’allenatore della Prima Squadra sarà Nicola Martinelli, 29 anni, di Ponte a Moriano, con un passato di calciatore professionista. “Sono molto carico – ha detto nel suo intervento – per carattere quando mi getto in qualche impresa dedico tutto me stesso. Dirigerò la prima squadra, ma non mancherò di seguire anche le più giovani, per capire se hanno i numeri per poter fare il salto di qualità”. La vice allenatrice sarà Katia La Morte. Novità molto interessante nello staff è la figura della motivatrice, che sarà la dottoressa Antonietta Giuntoli, già attiva nelle scuole in Valdinievole.

Lo staff è poi completato da Cristiano Martini che è il direttore tecnico, dal nostro collaboratore di Pistoiasport.com Simone Ciminelli (al quale va un grosso in bocca al lupo) che sarà il preparatore dei portieri e da Cesare Pallara che invece allenerà le Giovanissime.

La società, nel frattempo, ha già piazzato i primi colpi di mercato. Vestiranno la maglia arancione la regista difensiva Clara Sbrocchi, classe 1987, e al momento unica pistoiese “doc” presente all’interno della squadra, il portiere Matilda Pucitta e l’esterno di difesa riminese, ma trapiantata oramai a Firenze, Sholeh Ghazinoori. Sono solo i primi colpi del mercato che dovrà portare all’allestimento di una rosa competitiva che possa fare bene in Serie C in un girone che vedrà anche i derby con la Real Aglianese e le Giovani Granata RB Valdinievole.

Il Training Autogeno: il doping naturale per il miglioramento delle prestazioni!

Il momento per rilassarti è quando pensi di non avere tempo per farlo
Sidney J. Herris

Nella vita, come nello sport accumuliamo tensione e siamo costretti a fornire costantemente delle prestazioni, e spesso non diamo la giusta importanza al rilassamento, inteso come momento dedicato completamente a noi stessi, al nostro corpo e alla nostra mente..!
l gioco del calcio rappresenta, a tutti i livelli, una centrifuga di emozioni, sia a livello amatoriale che a livello professionistico, indistintamente dalla serie A alle categorie dilettantistiche.
Nello sport, i momenti di rilassamento possono assumere un ruolo decisivo. La tensione muscolare, lo stress e la pressione psichica compromettono infatti le prestazioni sportive. Si tratta di evitare reazioni che riducono le prestazioni e, se tali reazioni si manifestano comunque, di essere in grado di gestirle e contrastarle al meglio. E’ opportuno concedersi delle pause per rilassare sia il nostro corpo che la nostra mente, così da raggiungere uno stato di calma mentale e di rilassamento fisico. Come? Con il Training Autogeno
Trening autogeno viene utilizzato in maniera diversa a seconda delle caratteristiche della particolare disciplina sportiva e degli effetti che si vogliono ottenere. Ovviamente negli sport di squadra va preferito l’apprendimento in gruppo, che consente di lavorare contemporaneamente anche sulla condivisione di esperienze e sul clima di squadra.

Usato in modocorretto puo apportare molteplici benefici,sia al singolo atleta che alla squadra. Ecco i più importanti:
• favorisce il recupero delle energie psicofisiche.
• scarica la tensione e l’emotività
• è un valido aiuto contro l’ansia da prestazione
• aumenta la sicurezza in se stesso
• riduce il rischio di contratture muscolari
• aiuta raggiungere l’eccellenza nella prestazione
• favorisce una maggiore concentrazione durante la gara stessa.
• favorisce anche un miglioramento del “clima di squadra”:l’armonia, superamento di rivalità e antagonismi e aumento del senso di appartenenza e di coesione.

Non è facile rilassarsi in mezzo alle molte tensioni che la vita ci propone. Spesso non si riesce a trovare il tempo o l’ambiente giusto per farlo, mentre altre volte non si conoscono le giuste tecniche di rilassamento.
Il momento ideale per rilassarsi è la sera, un attimo prima di coricarsi..
Abbassate le luci, spegnete la televisione, ricercate le condizioni di massima tranquillità, accendete la musica che vi aiuta a rilassare e…
Abbandonatevi..

Venerdì alle 13:30 a Nyon sorteggio qualificazioni Women’s Champions League

La squadra kosovara dell’Hajvalia è fra le 36 che partecipano al sorteggio delle qualificazioni di UEFA Women’s Champions League 2016/17, in programma venerdì alle 13:30(CET) a Nyon.

Dopo essere stata ammessa nella UEFA a maggio, la Federcalcio del Kosovo (FFK) ha iscritto la sua prima rappresentante al torneo, l’Hajvalia. Mentre 23 squadre accedono direttamente ai sedicesimi, le altre disputano il turno di qualificazione ad agosto. In totale le formazioni sono 59, un record.

Il sorteggio 

  • Le squadre che partecipano al turno di qualificazione sono classificate in base ai coefficienti. Al sorteggio, una squadra di ognuna delle quattro fasce verrà inserita in uno dei nove gironi.
  • Nove squadre sono designate come ospitanti: Apollon,Twente, PK-35 Vantaa, SFK 2000 Sarajevo, Medyk Konin, Osijek, Pomurje, Wexford Youths eCardiff Met. Queste verranno estratte per prime da un’urna separata e collocate nel girone in base alla fascia.
  • Poiché il Cardiff Met entra in gioco dalle qualificazioni, la competizione inizierà e si concluderà nella capitale gallese. La finale è infatti prevista al Cardiff City Stadium il 1° giugno 2017.
  • Esordienti alla fase di qualificazione: AvaldsnesRamat HaSharonNewry CityBreznica PljevijaCriuleniHajvalia (prima squadra del Kosovo).
  • Il KÍ Klaksvík, campione delle Isole Faroe, è l’unica squadra ad aver partecipato a tutte le 16 edizioni del torneo.
  • Gli incontri si disputeranno il 23–28 agosto. Le vincitrici dei gironi accederanno ai sedicesimiUrneUrna 1 (squadre ospitanti)
    Apollon (CYP) Fascia 1
    FC Twente (NED) 1
    PK-35 Vantaa (FIN) 1
    SFK 2000 Sarajevo (BIH)
     1
    Medyk Konin (POL) 2
    Pomurje (SVN) 2
    Osijek (CRO) 2
    Wexford Youths (IRL) 3
    Cardiff Met (WAL) 4Urna 2 (fascia 4)
    KS Vllaznia (ALB)
    Rīgas FS (LVA)
    Dragon 2014 (MKD)
    Newry City (NIR)
    Hibernians (MLT)
    Breznica Pljevija (MNE)
    Criuleni (MDA)
    Hajvalia (KOS)

    Urna 3 (fascia 3)
    Pärnu (EST)
    Minsk (BLR)
    Ferencváros (HUN)
    Slovak Bratislava (SVK)
    CF Benfica (POR)
    Breidablik (IRL)
    KÍ Klaksvík (FRO)
    Ramat HaSharon (ISR)

    Urna 4 (fascia 2)
    Gintra Universitetas (LTU)
    Konak Belediyespor (TUR)
    WFC Kharkiv (UKR)
    PAOK (GRE)
    Avaldsnes (NOR)
    NSA Sofia (BUL)

    Urna 5 (fascia 1)
    FC Zürich (SUI)
    Standard Liège (BEL)
    Olimpia Cluj (ROU)
    ŽFK Spartak (SRB)
    BIIK-Kazygurt (KAZ)

    Per decisione del Panel Emergenze UEFA al meeting di Parigi del 9 giugno 2016, le squadre di Serbia e Bosnia-Erzegovina non possono essere sorteggiate contro squadre del Kosovo in nessuna competizione UEFA.

    Se una squadra serba dovesse essere sorteggiata nello stesso girone di una squadra del Kosovo, verrà automaticamente trasferita nella posizione 1 del girone successivo e un’altra squadra verrà sorteggiata nella posizione 1 del girone corrente. Se la squadra del Kosovo è stata sorteggiata in posizione 4 del girone 8 o 9 e una squadra serba dovesse ancora rimanere nell’urna per essere eventualmente sorteggiata in posizione 1 del girone 8, le due squadre verranno assegnate ai due gironi con le condizioni specificate sopra.

    Calendario del torneo
    Sorteggio qualificazioni: 24 giugno, 13.30(CET)
    Turno di qualificazione: 23–28 agosto
    Sorteggio sedicesimi di finale: 1 settembre 
    Sedicesimi di finale: 5/6 e 12/13 ottobre
    Sorteggio ottavi di finale: 17 ottobre 
    Ottavi di finale: 9/10 novembre e 16/17 novembre
    Sorteggio quarti di finale e semifinali: 25 novembre 
    Quarti di finale: 22/23 e 29/30 marzo
    Semifinali: 22/23 e 29/30 aprile
    Finale (Cardiff City Stadium): 1 giugno

Katia Serra, responsabile calcio femminile A.I.C.: il ruolo dell’allenatore per favorire la disciplina sportiva

Se prendiamo un semplice pallone e coinvolgiamo le persone di etnie differenti la conseguenza è una brillante assonanza di idee che trasforma il pensiero filosofico dei giocatori in un unico momento indissolubile: condividere il divertimento di gioco della partita. Quando analizziamo questa particolarità delle discipline sportive attribuiamo allo sport una ricchezza culturale con un ruolo fondamentale nell’educazione dei giovani, perché è capace di favorire una crescita armonica. I valori e gli insegnamenti trasmessi dallo sport sono strategici per aumentare il rispetto nella società, per sensibilizzare una maggiore comprensione delle diverse situazioni sociali, per garantire quella sana socializzazione tra la popolazione.

È utile ricordare che lo sport non è soltanto basato sul movimento e sul tecnicismo perché è una vera e propria disciplina, anche se non strettamente agonistica, da conoscere e da praticare correttamente nella vita quotidiana. I giovani si divertono con lo sport e riescono a socializzare con i loro coetanei, scambiando opinioni per condividere le idee personali. La disciplina sportiva favorisce questa interazione tra i ragazzi, assecondando una sana crescita culturale e sviluppando quel senso di critica che diventa un bagaglio necessario per la vita futura. A promuovere nella giusta dimensione questa disciplina è proprio il ruolo fondamentale dell’allenatore, capace di trasformare lo sport in molteplici valori sociali da tramandare a giovani e adulti.

Katia Serra, responsabile settore calcio femminile A.I.C., ex calciatrice, voce RAI Sport, è appassionata di sport che pratica sin da bambina. La possibilità di misurarsi nella partita è stato un fattore fondamentale per la sua crescita culturale. Soffermiamo la nostra analisi per capire la preparazione degli allenatori, senza tralasciare il coinvolgimento dello sport nel sociale quale fattore di crescita e di educazione per giovani e adulti.

Quali caratteristiche deve avere un buon allenatore per condividere i valori sociali dello sport con il team e quindi essere in grado di fare squadra? C’è un percorso preciso per modellare la sua figura sportiva nei confronti della società?
“Ogni società dovrebbe scegliere l’allenatore in base alla similitudine caratteriale, non solo legandola al progetto squisitamente tecnico. Altrimenti non si crea l’alchimia necessaria per fare squadra. Ritengo che sia indispensabile avere la forza di mostrarsi autentici e trasparenti sin dal primo incontro. Secondo il mio parere non è una questione di percorso ma semplicemente di coerenza: essere sempre se stessi porta a questo, caratteristica fondamentale per rimanere credibili”.

La formazione di un allenatore su che cosa si basa? Quali sono gli insegnamenti da valorizzare per avere una corretta preparazione sociale dove lo sport è l’assoluto protagonista?
“Al centro ci sono sempre i comportamenti. Senso civico, rispetto, educazione, capacità di ascolto, impegno, sacrificio, condivisione, professionalità. Senza questi aspetti anche un’ottima conoscenza tecnico-tattica non risulterebbe efficace”.

Durante la formazione di un allenatore quale aspetto è necessario prendere in considerazione e cosa si deve accantonare?
“In generale, ritengo che sia importante “dimenticare momentaneamente” come si era da atleti per valutare da un’angolazione diversa, al fine di assemblare le due prospettive”.

Durante la formazione tutti gli allenatori raggiungono la medesima preparazione oppure sono da registrare differenze rilevanti da evidenziare?
“Il livello di preparazione raggiunto è individuale. Dipende dall’impegno e dall’approccio: chi partecipa solo per l’attestato e chi affronta l’impegno per ampliare la conoscenza, indipendentemente dalle prospettive professionali. È la dedizione a fare la differenza”.

È riscontrabile, senza scadere in questioni di genere, una preparazione o comunque un approccio diverso durante la formazione tra un uomo e una donna?
“È l’impegno del soggetto a fare la differenza, al di là del genere. Nei corsi allenatori di calcio lo scetticismo che circonda le donne le spinge ad impegnarsi molto per smontare questo luogo comune. La meticolosità le porta molto spesso a essere tra le più brave”.

Come educare allo sport per avere una società più integrata?
“Attraverso la pratica sportiva iniziando dalle scuole. È soprattutto lì che va incrementata l’offerta formativa, sia aumentando le ore di pratica sia sperimentando più discipline sportive per conoscere le valenza di ciascuna”.

La cultura in che modo contempla le discipline sportive?
“La cultura italiana trascura il messaggio socio-educativo dello sport. Spesso ci si identifica con il campione o la squadra solo per i risultati che ottengono, non per il percorso formativo che trasmette e che forma il cittadino del domani. Far conoscere l’uomo o la donna, non solo il campione, trasmette vicinanza e rende più comprensibile il valore formativo dello sport”.

Il ruolo dell’allenatore diventa fondamentale come insegnamento da trasmettere ai giovani sportivi, rientrando a pieno titolo come una figura centrale nel percorso educativo. C’è una costante ricerca delle capacità degli atleti da valorizzare nello sport al fine di evidenziare gli aspetti peculiari di uno sportivo. Serve ogni metodo per riuscire a comprendere la squadra mentre le fondamentali azioni restano sempre l’ascolto e la capacità di capire le esigenze del team.

«L’allenatore – racconta Elisabetta Sisti, giovane atleta di livello nazionale della squadra ACSI Italia Atletica, per ben 13 volte più forte d’Italia – non è affatto un ruolo semplice, è una figura che incorpora un insegnante, un padre, un sostenitore. Senza il proprio coach nessun atleta sarebbe ciò che riesce a diventare. La bravura di un allenatore consiste proprio nell’adattare il proprio atteggiamento e le proprie conoscenze alle potenzialità della persona da istruire, che può avere più o meno talento naturale. Ogni allenatore segue una dottrina personale che si adatta più ad alcuni atleti e meno ad altri; è necessario abbassarsi al livello della persona da istruire, conoscerne bene le potenzialità e i limiti: un atleta ben dotato difficilmente diventerà un bravo coach perché troverà più arduo calarsi nelle vesti di un allievo. Eppure essere allenatore richiede un quid in più rispetto alle sole competenze tecniche.

Nella mia esperienza personale sono venuta in contatto con coach validi e sono anche ottimi modelli di umanità. Allenare muscoli e fiato non è sufficiente per affrontare una competizione, una grande percentuale di forza viene dalla mente; in questo percorso aiuta molto un bravo allenatore: non sarei mai arrivata a questo punto della mia carriera se non mi fossi fidata del mio coach, se non mi avesse cercata tutti i giorni in cui non mi presentavo o non mi sentivo bene, se non si fosse fermato a parlarmi ogni volta che scorgeva una lacrima scorrere sul mio volto.
Il periodo che va dall’esame di maturità al percorso universitario è particolarmente duro a livello emotivo, le statistiche lo dimostrano: tanti potenziali talenti mollano intorno ai venti anni, è un momento di grandi cambiamenti accompagnati spesso da paure e da dubbi. Siamo chiamati a fare delle scelte importanti che plasmeranno il nostro futuro, dobbiamo gestire autonomamente le nostre giornate e il campo sportivo segna il limite in cui si smette di giocare e si inizia a fare sul serio: i sacrifici sono più grandi e la nostra coscienza si forma.

Per dare il meglio di sé bisogna avere la mente sgombra e serena, particolarmente difficile risulta a noi donne, spesso dotate di una spiccata personalità, dunque più attanagliate dai pensieri. A questo punto il compito dell’allenatore si complica: senza la dimostrazione della fiducia riposta nell’allievo e senza il suo supporto l’atleta finisce. Molti non riscontrano più risultati anche mantenendo lo stesso allenamento; c’è chi abbandona a malincuore o chi cerca di reagire cambiando allenatore. A mio avviso non è una scelta sbagliata, non si cambia perché non si considera più il proprio coach all’altezza ma per trovare nuovi stimoli per le nuove persone che si è diventati. Nella mia esperienza ho avuto la fortuna di incontrare un allenatore che considero più un padre, il suo scopo è quello di farci diventare persone forti per affrontare la vita a prescindere dalle competizioni.

Chiama il campo sportivo dove ci alleniamo “il giardino di casa”, dove chiunque può passare del sano tempo sereno. Lui è presente tutti i giorni per tutto il pomeriggio, non salta mai un allenamento, con qualsiasi condizioni meteorologiche e fisiche: a volte l’esempio vale molto di più delle parole, la disciplina e la serietà, caratteristiche essenziali di un campione, lui riesce a trasmetterle efficacemente in questo modo. Non tiene conto solo del piano di allenamento di ciascuno di noi ma anche dei nostri spostamenti, di come siamo organizzati per tornare a casa, nonché dei nostri progressi nello studio che, per suo parere, sono strettamente legati alla riuscita nel campo sportivo. Si trattiene con noi a parlare di problemi di cuore o di famiglia, sempre disponibile in qualsiasi momento, più che un allenatore è un punto di riferimento, su cui nelle difficoltà sappiamo di poter contare. Ogni atleta è ben consapevole che ciò che è lo deve a questa straordinaria persona che spende tempo e cuore per lui».

Sandro Mencucci: Fiorentina Women’s FC, obiettivo Champions League

A margine della conferenza stampa organizzata da Lega Nazionale Dilettanti e F.I.G.C. Comitato Regionale Toscana presso l’Aula Magna di Coverciano per il rinnovo dell’accordo con la Federazione Toscana delle Banche del Credito Cooperativo per i finanziamenti alle società dilettantistiche toscane, ha parlato Sandro Mencucci.
Oltre agli argomenti inerenti all’iniziativa di C.R.T. e la Federbanche del Credito Cooperativo, Mencucci ha parlato anche della “sua” Fiorentina Women’s e della prima squadra viola.
“L’obiettivo della Fiorentina Women’s per il prossimo anno è ovviamente quello di allargarsi ancora di più e soprattutto quello di centrare una Champions League che quest’anno ci è sfuggita per un soffio. Dato che i finanziamenti saranno elargiti anche alle squadre del settore femminile (oltre che alle scuole calcio e alle squadre di calcio a 5, ndr) mi viene da dire, scherzando, che con quei soldi compreremo giocatrici ancora più forti per creare una rosa ancora più competitiva.”

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