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I tweet di Lancia Auto spiegano il calcio alle donne, ma è effetto boomerang: sessisti, vivete nel Medioevo

Cambio, fuorigioco, ammonizione. Lancia Auto ha deciso di approfittare della partita Italia-Svezia per lanciare tweet spiegando questi termini alle donne che, secondo lo stereotipo, non capiscono un accidenti di calcio. Dunque ecco la definizione di cambio: “Quando il tuo tacco si spezza e devi passare alle scarpe basse”. Fuorigioco: “Quando ti presenti a una festa mascherata”. Ammonizione: “Quando la tua amica si presenta per uscire vestita uguale a te”.

La serie di tweet è accompagnata dall’hashtag #ilcalciodelledonne, ma ha avuto vita breve. Anzi, brevissima. Il tempo di circolare su Twitter e decine di utenti, uomini e donne, hanno reagito rispondendo per le rime: “Un po’ più sessisti, no?”. O anche: “Grazie della spiegazione, in quanto donna sono demente”. “Difficile capire le regole del calcio per noi donne. Ancor più difficile capire le regole del marketing digitale per chi vive nel quindicesimo secolo”.

In pochi minuti dall’account della Lancia sono spariti i tweet e per il momento nessun commento da parte dell’azienda.

Giocare a calcio fa bene a corpo e mente

Donne e Calcio: l’eterna lotta potrebbe essere giunta al termine. Che qualsiasi attività fisica faccia dimagrire è una cosa fuor di ogni dubbio, ma ci sono alcuni sport che fanno ottenere dei risultati migliori in minor tempo. In vista delle vacanze estive, quando tutti vogliamo apparire in ottima forma, possiamo allora concentrarci solo su alcune attività aerobiche, che ci fanno consumare un numero maggiore di energie.

Tra gli sport che fanno dimagrire velocemente ci sono il calcio e il basket. Con una partita di calcio si possono perdere anche più di mille calorie, mentre un’ora di basket chiede un dispendio energetico pari a circa 850 calorie. Fate attenzione però, giocare a calcio per 90 minuti di seguito e giocare a basket per un’ora continua richiede comunque una preparazione tecnica alle spalle non indifferente.

Ma non solo, oltre alla linea, il calcio riesce anche a migliorare l’umore. Infatti, questa disciplina di squadra è estremamente divertente e questo si traduce nel rilascio di endorfine, che ci aiutano a stare bene non solo con il nostro corpo, ma anche con la nostra mente.

Anche la nostra struttura muscolo-scheletrica ne trarrà beneficio. Questo sport porta ad allenarsi a ritmi molto alti. Si tratta infatti di sforzi intensi e ripetuti, intervallati da attività sportiva leggera, nonché del modo migliore per tonificare gambe ed addome. Ma non è tutto: rincorrere il pallone da calcio permette di migliorare anche la pressione vascolare e il battito a riposo. Insomma, lo sport tanto odiato dalle donne sembra essere un vero e proprio toccasana per corpo, mente e salute.

Cantori, Picchiò e Mosca: la fauna dello Jesina Calcio Femminile è salva

Altre tre ragazze confermate nella rosa della futura serie A: Cantori, Picchiò e Mosca. Ci siamo permessi di titolare il trio come le salvatrici della fauna della società biancorossa perché apparte l’esplicito motivo nel cognome delle ultime due, la leoncella Cantori è anche assimilabile alla donnaragno che tra i pali fa miracoli.

Katia Cantori per l’appunto un pezzo di storia di questa Jesina che ha vissuto con noi i momenti belli e quelli meno belli, portando sempre alto il nome della  società. Una riconferma che non può far altro che farci immensamente piacere, in virtù anche del fatto che è sempre stata disponibile e decisamente paziente nel portare con sè agli allenamenti il gruppo così detto di Osimo.

Giulia Picchiò come l’animale senza accento è il terzino destro che ti punzecchia da ogni dove, contrasti puliti ed eleganti, non lasciandoti grandi speranze di superarla. Molto rapida e resistente al tempo stesso, con grande capacità di lettura di gioco. Chissà se in serie A troveremo arbitri in grado di saper leggere il suo cognome correttamente. Lo scopriremo solo vivendo.

Emily Mosca dichiaro: “Ho pensato di smettere perché nella stagione appena trascorsa per via dello studio ho avuto un brutto periodo di stop, che non mi ha permesso di essere in una forma fisica adeguata. Quando poi però si tratta di decidere non riesco ad allontanarmi da questo ambiente di matte che mi ha dato tanto e mi darà ancora molto di più. Perciò per l’anno prossimo mi propongo di essere il più costante possibile: ho voglia di giocarmi questa serie A fino alla fine. Mi sento gaaaaaasaaataaaaaa!” 

Il nuovo corso rosa della Spal

Gradita novità nel mondo biancoazzurro, che apre le proprie porte al calcio femminile attraverso la creazione di un apposito settore giovanile aperto alle atlete nate tra il 2003 ed il 2008. Il tutto avverrà sotto la supervisione di Rebecca Bottoni, nominata responsabile organizzativo del settore femminile. A presentare il progetto è il responsabile dell’attività giovanile biancoazzurra Ruggero Ludergnani: “siamo felici di avviare questo progetto legato al calcio femminile reso obbligatorio dalla Federazione. Vogliamo strutturarlo come un vero e proprio settore giovanile con l’obiettivo di accogliere una quarantina di ragazze. Grazie ai lavori qui al Centro di via Copparo che ci permetteranno di avere due campi con terreno sintetico, anche le ragazzi potranno allenarsi qui. E’ un piccolo passo per rendere il calcio femminile sempre più importante anche in Italia come avviene già nel resto d’Europa e negli Stati Uniti”.

Impegnato negli ultimi giorni su molteplici fronti, il presidente Walter Mattioli spende alcune parole per questo progetto: “è una cosa molto importante per noi, già ai tempi della Giacomense abbiamo avuto un’esperienza simile. E’ bello perché il calcio può essere giocato da chiunque e le ragazze ci mettono passione e talento come tutti gli altri. Abbiamo scelto Rebecca per la sua esperienza e per la professionalità che vogliamo dare a tutto questo. I lavori per i campi in sintetico ci renderanno ancora di più il punto di riferimento calcistico della provincia”.

Rebecca Bottoni, che dirigerà il progetto, è vogliosa di far bene: “ringrazio il presidente e tutta la società per la fiducia concessami. Appena sono stata contattata mi sono voluta informare sulla serietà del progetto, visto anche alcune situazioni disastrose nelle quali mi sono trovata durante la mia carriera. Il fatto che mi trovi qui significa che i mezzi per far bene ci sono, per l ragazzine credo ci voglia particolare coraggio nel volere giocare a calcio e dobbiamo fornire loro una base importante per la crescita. Nelle prossime settimane cercheremo di dare visibilità al progetto iniziando dagli Educamp in collaborazione con il Coni”.

Martina Rosucci, Nazionale e Brescia Calcio Femminile: il maschilismo della cultura italiana frena il calcio femminile

Martina Rosucci, nata a Torino il 9 maggio 1992, pilastro della Nazionale femminile e del Brescia, ci ha parlato della sua carriera, dei suoi sogni e della situazione del calcio femminile in Italia.

Campione d’Italia con il Brescia e una finale di Coppa da giocare: ci spieghi le emozioni vissute in questa stagione?
L’obbligo di dover raggiungere a tutti i costi un obiettivo che lo scorso anno ci era scappato per un punto, la paura di non farcela a causa di qualche passo falso ma la consapevolezza e la fiducia dentro noi stesse che alla fine, questa volta, lo scudetto sarebbe stato nostro. Una Coppa Italia ancora da giocare che rappresenterebbe la ciliegina sulla torta di una stagione perfetta: faremo di tutto per aggiungere questo trofeo a scudetto e Supercoppa.

Come ti sei avvicinata a questo sport? Hai sempre giocato da centrocampista?
Ho iniziato a giocare grazie a mio fratello gemello Matteo, colui che mi ha permesso di scoprire questa passione; ero la mascotte della squadra in cui giocava, non mi perdevo una partita né un allenamento, finché un giorno il suo mister Mario Fiore mi disse “perché non vieni a provare con noi?”. Da lì non ho più abbandonato il prato verde, giocando coi maschi fino all’età di 14 anni. All’inizio ero un esterno di fascia destra: correvo velocissima; poi col tempo mi hanno spostato a centrocampo perché volevo essere sempre nel vivo del gioco.

Molti top club europei investono molto nel calcio femminile, alcuni club italiani non hanno nemmeno la squadra: è un problema culturale o altro?
É principalmente colpa del maschilismo della cultura italiana, che purtroppo non riesce ancora a vedere nella donna quella figura emancipata in grado di ricoprire ruoli di potere e responsabilità nella società, come avviene negli altri paesi del mondo. E di conseguenza questo si riversa anche nello sport, dove le donne non riescono ad essere considerate professioniste in alcuna disciplina.
Il calcio femminile rappresenta uno dei tasselli di questo sistema dove la mancanza di investimenti, sponsorizzazione e, prima di tutto, progettualità e competenza, non gli permette di decollare così come nel resto d’Europa dove si sta sviluppando in una maniera esponenziale.

Hai avuto un’esperieza in Usa non fortunatissima, ti piacerebbe ora riprovare con l’estero?
L’esperienza estera è uno dei miei obiettivi personali e non me la negherò sicuramente. Il mio sogno però resta quello di raggiungere il professionismo in Italia e di raggiungere i top club europei e mondiali proprio con una società italiana.

Sul tuo sito ti dedichi anche alla scrittura, un domani potresti anche diventare giornalista?
Ci sono cose che non scegliamo ma di cui abbiamo estremamente bisogno: la scrittura, insieme al calcio, è per me una di queste. Inoltre è per me, oltre che uno sfogo personale, anche un mezzo di veicolazione fortissimo che utilizzo per trasmettere alle persone che ci seguono le emozioni che vivo in prima persona, rendendole partecipi e permettendo loro di affacciarsi sempre di più al mondo del calcio femminile: la conoscenza è alla base dello sviluppo.

Dai un consiglio alle ragazze che vogliono iniziare a praticare questo sport.
Non abbiate paura; non c’è tempo per preoccuparsi di cosa sarebbe meglio o di cosa sarebbe “più appropriato”; seguite la vostra passione prendendola a calci o lei prenderà a calci voi. Abbiate fiducia: prima o poi dovranno fermarci perché saremo tantissime! Voi siete il nostro futuro: non vedo l’ora di allenarvi!

Dal campo da calcio allo studio di Insinna, Katia Serra vince il suo “grande match”

L’inizio degli europei ha riservato molte sorprese, dalla vittoria dell’Italia all’Islanda che ferma il Portogallo. E una rivelazione e’ arrivata anche dalla tv, dove gli spettatori del “Grande Match” su Rai 1 hanno potuto scoprire Katia Serra, un’ex giocatrice che parla con competenza di calcio fra mostri sacri come Arrigo Sacchi e Marco Tardelli.

Non era scontato, anche perche’ per le donne in Italia il calcio e’ un tabu’ e farsi prendere sul serio e’ ancora piu’ difficile quando si e’ carine, bionde e con gli occhi chiari. “Il mondo del pallone resta un ambiente fortemente maschilista”, spiega all’Agi la 43enne bolognese, ex calciatrice di serie A in Italia e Spagna, ricordando le “occhiatine o battute inopportune” che ha dovuto subire gia’ quando partecipo’ a “Pomeriggio mondiali” durante Brasile 2014.
“Non e’ stato affatto facile”, spiega Katia, “sono 5 anni che lavoro in Rai e fin quando mi sono occupata di calcio femminile non ho incontrato nessun ostacolo, ma nel momento in cui ho cominciato a commentare il calcio maschile ho riscontrato numerose avversita’”.

“Il grande match” ha ricevuto diverse critiche sui giornali perche’ nello sforzo di unire l’intrattenimento all’analisi tecnica, avrebbe banalizzato la parte sportiva. Ma di certo, accanto a ex calciatori come Federico Balzaretti, a giornalisti come Ivan Zazzaroni e alla squadra di Raisport, Katia Serra non ha sfigurato con la sua precisione e acutezza nei commenti tecnici. Del resto la “Candreva del calcio femminile” (l’accostamento e’ suo) ha la competenza acquisita sul campo in 30 anni di carriera: 25 presenze in nazionale e un gol, 316 presenze e 70 gol in Serie A, la conquista di una Coppa Uefa, tre Coppe Italia, tre Supercoppe italiane, un Oscar del calcio come migliore calciatrice nel 2007.
Ora Katia e’ riuscita ad approdare e a farsi valere anche in tv. Moderna, decisa e preparatissima su ogni argomento che riguarda il calcio, spera di fare da apripista a tutte quelle donne che vogliono far carriera come commentatrici dei programmi sportivi in tv. “Spero che il mio esempio sia trainante, conosco moltissime donne competenti a cui non viene data la possibilita’ di poterlo dimostrare, in questo ambiente non e’ semplice imporsi o riuscire a farsi scivolare addosso, occhiatine o battute inopportune”.

Alla base del divario tra uomo e donna spiega Katia “c’e’ il fatto che il calcio per gli atleti maschi rappresenta un lavoro e una volta lasciato il campo possono comunque restare nel mondo del pallone riciclandosi o come allenatori o come commentatori, la donna purtroppo non puo’ mantenersi solo giocando a pallone e sia durante il corso della carriera sportiva sia dopo deve dedicarsi ad un lavoro che le permetta di vivere”. L’esempio della Serra potrebbe fare scuola e chissa’ che un giorno anche in Italia non si possa assistere a una partita di cartello commentata un duo Caressa-Bergomi al femminile.

Calcio Femminile Pistoiese 2016: Lunedì 20 Giugno prima riunione

Siamo di annunciare che lunedì 20 Giugno, alle ore 21:00, nella Sede Sociale, via dello Stadio, n. 8,  Pistoia, si terrà la prima riunione ufficiale della neonata Calcio Femminile Pistoiese 2016, Società Affiliata con US Pistoiese 1921, che vuole essere anche un fiore all’occhiello nel processo di crescita del team arancione.
La Us Pistoiese 1921 crede molto in questa esperienza, che rientra non solo nei progetti di espansione del sodalizio, ma anche in quelli innovativi della Lega Pro a direzione Gravina.
Lo staff dirigenziale e tecnico si incontrerà con le ragazze e i loro genitori per illustrare i programmi e le iniziative per l’imminente stagione e per uno scambio di opinioni.
La CF Pistoiese 2016 ha diramato una serie di inviti per partecipare a questo primo e dunque storico appuntamento, ma chi volesse entrare a far parte di questa realtà sportiva e non avesse ricevuto l’invito, può manifestare il proprio interesse tramite i contatti riportati qui sotto.
Nelle idee e negli obiettivi del CF Pistoiese 2016 c’è anche la creazione di un fiorente settore giovanile, per il quale sono aperte le iscrizioni.
Prima dell’inizio dell’attività è prevista un presentazione con importanti testimonial.
Il colore sociale è l’arancione e le ragazze disputeranno le gare ufficiali sfoggiando magliette di questo splendido colore.
Una ragione in più per sostenerle nel campionato regionale di serie C 2016/17 e in tutti i tornei e campionati che le vedranno impegnate.
Per info:
CF PISTOIESE 2016
Via dello Stadio, 8 – Pistoia – Tel. 320 5790290
Email: cfpistoiese2016@yahoo.it
http://www.uspistoiese1921.it

Il Musiello Calcio Femminile opta per il rinnovamento, Mister Panigari non confermato

Se a Cuneo, dopo la trionfale cavalcata che ha portato alla conquista della serie A, si è optato per la soluzione continuità con Petruzzelli, a Saluzzo -dopo una bella stagione chiusa con il terzo gradino del podio nel campionato di serie B- la scelta della società ha portato ad una decisione di rinnovamento: Mister Panigari, infatti, non è stato confermato e verrà sostituito. Ad annunciarlo sono i vertici della società, contattati nella mattinata odierna: “E’ stato deciso di cambiare, all’allenatore vanno i nostri ringraziamenti per quello che ha fatto in queste stagioni, ricche di soddisfazioni, ma soprattutto un augurio per il futuro”.

E’ possibile che qualche ragazza particolarmente legata calcisticamente a Panigari possa scegliere di seguirlo, ma anche su questo punto i dirigenti sono fermi e, soprattutto, consapevoli: “E’ una possibilità, è una scelta che liberamente spetta a loro: cercheremo -come abbiamo dimostrato di saper fare in questi anni- di costruire una squadra vincente per il prossimo campionato, valorizzando le tante giovani calciatrici talentuose che militano sul nostro territorio”.

I vertici societari non hanno fretta, contano di far fronte con la massima serenità agli ultimi impegni della stagione con la squadra della primavera, per poi mettersi solo successivamente intorno a un tavolo e allestire i progetti futuri: “Da 18 anni esiste il Musiello Saluzzo” commentano i dirigenti “abbiamo creduto tanto nel calcio femminile raggiungendo ottimi traguardi, continueremo a farlo con la stessa passione e la stessa competenza”.

Arrivederci al grande mister Antonio Cincotta

La societa’del presidente Armando Taroni,a malincuore,comunica che mister Antonio Cincotta non sara’ alla guida della prima squadra per la prossima stagione sportiva. Il mister sta accarezzando un grande progetto che lo gratifichera’ ulteriormente nel suo decorso professionale. Lo ringraziamo tutti dalla presidenza alle atlete.

“Un grande mister,un grande uomo Antonio. Ambizioso, professionale, sempre alla ricerca della perfezione dentro e fuori il rettangolo verde. Un anno di lavoro con il suo staff,a cui vanno i complimenti piu’ sentiti,con le magnifiche atlete che hanno coronato il tutto con una inaspettata ma graditissima e meritata promozione nella massima categoria. Ho vissuto con lui in sintonia perfetta per perseguire un grande risultato ed il rapporto paterno instaurato e’ sfociato in una grande stima e rispetto reciproco. Arrivederci mister…”
Questo il commento del direttore generale Silvano Cozza.

Le parole del mister molto emozionato:”Essere scelto dalla fcf como 2000 per l’importante missione di riportare il club in serie A e’ stato un onore ed una grande gratificazione professionale. In questi mesi trascorsi nel gelo di Pontelambro,credo di essere cresciuto come uomo ed allenatore. Nel corso di questa stagione, ho investito le mie energie psico-fisiche a curare gli aspetti tattici ma anche il benessere della squadra in senso ampio. Tutto per cercare di riportare il club nell’Elite del calcio femminile italiano. Ai presidenti Armando Taroni e Martino Brumana ed a tutti i collaboratori vanno la mia stima ed il mio affetto come uomini e come professionisti, su tutti Baldo Davide e Soave Carlo.
Un particolare ringraziamento al direttore generale Silvano Cozza,un direttore capace, attento, positivo e vincente con cui si e’ costruita una stagione perfetta in ogni dettaglio.
Il mio abbraccio piu’ grande va alle giocatrici,incredibili combattenti,serissime, umili e preparate. Vorrei che le ragazze ricordassero che ogni mia parola,ogni mio gesto e’ stato fatto semplicemente con l’obiettivo di farle crescere, col fine ultimo di ottenere un atteggiamento vincente in ognuna di loro.Vederle gioire a Maggio e’ stata la mia piu’ grande gioia. Ai miei collaboratori invece, Antonio Rovida, Stefano Cincotta e Salvatore Dimaria faccio i miei piu sinceri complimenti poiche’ hanno dimostrato di essere dei professionisti ineccepibili. Auguro loro ogni bene.”

IN BOCCA AL LUPO ANTONIO…..

Concluso a Coverciano il raduno dell’Under 17 Femminile. Guarito: ottimo lavoro

Si è concluso oggi, con una partitella a ranghi contrapposti, il ritiro dell’Under 17 Femminile a Coverciano. Tre giorni di allenamenti intensi che hanno portato soddisfazione e ottimismo in casa azzurra, in vista del futuro. “Abbiamo lavorato bene – ha commentato il tecnico Rita Guarino – ed maniera intensa in questi giorni. Qui a Coverciano ho potuto rivedere le ragazze che già facevano parte dell’Under 17, con l’inserimento di alcune giocatrici che negli ultimi mesi hanno fatto esperienza con l’Under 16”.

La stessa Guarino si è poi soffermata sul futuro di questa Nazionale, dopo l’esperienza positiva agli ultimi Europei di categoria. “In ambito giovanile non è possibile fare programmi a lungo termine; passo dopo passo affronteremo i vari obiettivi, uno alla volta. Sicuramente questo è un ottimo gruppo e ci sono tutti i presupposti per poter fare bene: le ragazze che ho visto in questi giorni hanno qualità”.

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