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Inter Femminile: volano le giovanissime, la prima squadra non migliora il 3° posto del 2015

In casa Inter Femminile c’è una squadra che brilla di una luce propria fortissima, la selezione delle Giovanissime Regionali. Le giovani nerazzurre si sono laureate campionesse regionali, lasciandosi alle spalle formazioni blasonate e piene di promesse quali Brescia e Mozzanica. Tra le tante atlete che si sono messe in risalto, una delle più promettenti sembra essere la 2001 Chiara Ripamonti, calciatrice che denota, nonostante la giovane età, temperamento, doti fisiche, e doti tecniche di ottima fattura. Ovviamente a brillare è tutta la rosa che ha ottenuto un successo di cui tutti sono fieri, in particolare il tecnico, Naplone Antonio, che oltre essere allenatore è anche il VicePresidente della società.

La prima squadra invece nelle ultime settimane ha vissuto un calo, e dopo le dichiarazioni webtelevisive,  lasciate dal tecnico Antonio Brustia ad un emittente privato, in cui si ipotizzava di provare a conquistare il secondo posto per cercare di migliorare il terzo posto della passata edizione, non sono purtroppo più arrivate vittorie.
Le nerazzurre hanno pareggiato in casa del Meda ed hanno fallito lo scontro diretto contro l’ armata Valpolicella, nonostante il favore dell campo, le nerazzurre si sono arrese con un onorevole 2 – 3, perdendo però la possibilità di arrivare seconde in Serie B.
Tra le tante ragazze che si sono messe in mostra in questa stagione, meritano una nota di merito Regina Baresi, figlia della preidentessa del club, autrice di diversi goal, e Martina Brustia, figlia dell’ allenatore della prima squadra che è stata richiamata in nazionale giovanile. L’ultimo sfortunato epilogo è invece quello della squadra primavera, una selezione che ha disputato un campionato straordinario, ma che ha dovuto arrendersi in finale contro il Mozzanica, che ha strappato così sul campo l’ accesso alle finali nazionali, che consentirà alle giovani bergamasche di guadagnarsi la possibilità di lottare per lo scudetto di categoria.

La squadra nerazzurra ripartirà il prossimo anno dalla nuova Serie B con formula allargata, pronta ad emozionare il pubblico che da anni ama Regina Baresi e le sue compagne.
Forza ragazze!

Grilli e Mozzanica, addio Europa e occhi alle spalle: super Tavagnacco a meno 3

Nella presentazione alla stampa di Agosto, il grande presidente Sarsilli, a capo del Mozzanica Calcio Femminile, aveva senza mezze misure definito la rosa allestita dal suo club, una “Ferrari”.
In effetti quando in rosa hai la classe cristallina di Giuliano, la cinica freddezza di Valentina Giacinti, il panzer della Valcavallina, una linea difensiva con delle nazionali di esperienza e destrezza quali Schiavi e Bartoli, non puoi che essere candidato ad ogni vittoria. Se poi il tutto è condito dall’ intelligenza situazionale di Daniela Stracchi sembra davvero che il gioco sia facile e piacevole, anche perché la squadra ha una panchina, che definirla panchina è azzardato, con Zanoletti, Mason, Cambiaghi, Galli ed altre top.
Ma il Mozzanica, sembra ultimamente una Ferrari con le ruote sgonfie, una Ferrari che si allontana dagli obiettivi che sembrava dover conquistare, ovvero scudetto o Champion’s League, obiettivi che avrebbero ripagato gli sforzi dell’intero club, che dal nulla, ha trasformato Mozzanica in un polo d’ elite per il calcio in rosa italiano.

Parlando di Champions League, oggi ci si ricorda  che tale manifestazione costò moltissimo al Brescia del presidente Cesari, che dopo un turno di coppa in europa vinto, e disputato il Mercoledì, venne poi letteralmente demolito da Scarpellini e compagne con uno storico 4 – 0 che sembrava dover essere una sorta di avvertimento a tutto il campionato, avvertimento che per la pratica scudetto, il Mozzanica avrebbe detto la sua.
E invece di quel 4 – 0 oggi resta quasi solo la beffa, le beffa di trovarsi in maniera apparentemente inspiegabile ad una distanza tale da rendere impossibile una rimonta, quel Brescia Femminile allenato in precedenza proprio da Nazarena Grilli, il pilota scelto per la Ferrari Mozzanichese.
Ora però oltre all’ addio al sogno scudetto, c’è delusione anche per l’ Europa. Poiché dopo le sconfitte con Verona e San Zaccaria, ed il pareggio col fanalino di coda Sud Tirol, la carovana Viola di patron Della Valle, anch’ essa ipoteticamente candidata allo scudetto, ha ringraziato e si è messa comoda in seconda posizione, che vuol dire poter progettare il proprio futuro in Europa, e creare interessi e movimento.

Ora c’è l’ ultima spiaggia per evitare ciò che Mourinho definì sarcasticamente il fenomeno “zeru tituli” . Il Mozzanica ha una gara che non potrà permettersi di sbagliare, la semifinale di Coppa Italia, che la vedrà opposta al Brescia.
Una gara che sarà lo spartiacque di una stagione, la vittoria e l’ accesso alla finalissima segnerebbe comunque un miglioramento rispetto al passato, una eventuale eliminazione, abbinata ad un terzo posto in classifica, farebbe si che il club, nonostante gli importanti investimenti di mercato a 360°, non potrebbe cogliere alcun miglioramento rispetto allo scorso anno, un colpo duro e difficile da accettare.
Intanto il Mozzanica si gode la sua straordinaria squadra primavera, che ha fatto fuori facilmente l’ Inter Femminile, (che per l’ occasione ha inserito anche il talento della prima squadra Zazzera)  e che ora andrà a giocarsi le carte per lo scudetto di categoria, giovani da cui forse si potrà ripartire per il futuro.

L’ augurio è quello che il Mozzanica vada avanti nella sua straordinaria attività, che continui ad investire nel calcio femminile d’ elite, poiché il presidente Sarsilli ha creato una società che oggi rende orgogliosi tutti gli amanti di calcio femminile, ed il presidente Sarsilli in primis meriterebbe un titolo, per vedere un quanto mai meritato premio al proprio impegno. Forza Mozzanica, non mollare!

Women’s Champions League: sarà l’ungherese Katalin Kulcsar ad arbitrare la Finale di Reggio Emilia

La Uefa ha annunciato che sarà l’arbitro ungherese Katalin Kulcsar ad arbitrare la finale della Women’s Champions League 2016 tra Wolfsburg e Lione. La 31 enne è arbitro internazionale dal 2005 ed in questa stagione ha diretto tre partite di Women’s Champions League. Ad assisterla in campo ci saranno i guardalinee Judit Kulcasr e Andrea Hima, il quarto ufficiale di gara è Gyongyi Gaal. Arbitro di riserva l’italiana Lucia Abruzzese.

Nazionale Under 23 Femminile: concluso lo stage a Nocera Superiore (SA)

E’ terminato con l’ultima seduta di allenamento sostenuta questa mattina lo stage della Nazionale Under 23 Femminile, radunatasi a Nocera Superiore (SA) per una tre giorni di allenamento.
Ieri allo Stadio ‘San Francesco D’Assisi’ di Nocera Inferiore, davanti a circa 1500 spettatori, le Azzurrine hanno battuto 11-0 in amichevole la Nocerina, squadra che milita nella Serie C campana. Protagoniste del match Katia Coppola, a segno quattro volte, Raffaella Barbieri ed Elisa Mele, autrici rispettivamente di una tripletta e di una doppietta. Di Chiara Eusebio e Michela Cambiaghi le altre due reti dell’Italia.

L’elenco delle convocate
Portieri: Noemi Fedele (Fiorentina), Margherita Salvi (Anima e Corpo Orobica);
Difensori: Veronica Belfanti (AGSM Verona), *Ana Carolina Cannone (Lugano), Claudia Ciccotti (Res Roma), Elena Pisani (Bocconi Milano), Eleonora Piacezzi (Atletico Oristano), Ambra Pochero (Graphistudio Tavagnacco), Elisabetta Oliviero (Molassana Boero), Giulia Rizzon (Mozzanica);
Centrocampisti: Giulia Baldini (San Zaccaria), Raffaela Emma Errico (Cuneo), Chiara Eusebio (Brescia), Aurora Galli (Mozzanica), Manuela Giugliano (Mozzanica), Elisa Mele (Brescia), Francesca Mellano (Musiello Ac Saluzzo), Cecilia Re;
Attaccanti: Michela Cambiaghi (Mozzanica), Katia Coppola (Milan Ladies), Eleonora Goldoni, Giuseppina Moraca (Napoli), Francesca Pittaccio (ASD Roma).
*al suo posto convocata Raffaella Barbieri (San Bernardo Luserna)

Staff – Tecnico: Rosario Amendola; Assistente allenatore: Elena Proserpio Marchetti; Segretario: Sabrina Filacchione; Preparatore atletico: William Botter; Preparatore dei portieri: Claudio Del Ciello; Medico: Antonio Ponzo; Fisioterapista: Jacopo Pasini; Magazziniere: Federico Attenni.

Prova di carattere del Tavagnacco

Buona la prima. L’esordio sulla panchina del Tavagnacco di Amedeo Cassia va in archivio con un punto strappato alla capolista, quel Brescia che negli ultimi anni ha sempre fatto penare le friulane. «Un risultato positivo, merito della squadra che ci ha creduto e che ha saputo reagire dopo aver commesso qualche errore individuale di troppo – è l’analisi di Cassia –. All’inizio della partita non eravamo in grado di leggere la posizione delle giocatrici del Brescia, eravamo messe male in campo. Poi siamo riuscite a mettere un po’ d’ordine e ad aumentare il pressing sugli appoggi».
Sul movimento del calcio femminile, Cassia ha aggiunto: «Credo che se il movimento fosse visto in maniera diversa dalla Federazione, le ragazze potrebbero fare quel salto di qualità che difficilmente riuscirebbe agli uomini. Hanno grande determinazione, qualità e voglia di sacrificarsi. Ho visto potenzialità enormi in campo: alcune giocatrici – ha concluso – potrebbero affrontare i maschi senza sfigurare».

Chi ha contribuito in maniera determinante al pareggio contro il Brescia è Elisa Camporese, autrice del gol per il Tavagnacco. «Dopo il cambio in panchina contavano molto le motivazioni. Il mister ha puntato tanto sull’aspetto psicologico, non avendo molto tempo per provare cose nuove. Ha scommesso sul gruppo, è il gruppo ha risposto». Il merito, per Camporese, è anche di Sara Di Filippo e del lavoro svolto negli ultimi mesi. «Ringraziamo Sara per tutto quello che ha fatto per noi – ha chiarito –. Ora, da professioniste, dobbiamo assorbire in fretta i concetti del nuovo mister e andare a vincere contro il Mozzanica per prenderci il quarto posto in classifica».

Anche la capitano, Paola Brumana, ha parlato del cambio di allenatore. «Volevamo dimostrare che la squadra era unita dopo il cambio in panchina e che il lavoro fatto da Sara era positivo. La prestazione con il Brescia è merito di Sara ma anche del nuovo mister, che ha saputo darci gli stimoli giusti. Cassia è una persona in gamba, molto preparato dal punto di vista tattico. Credo potrà dare tantissimo alla squadra, soprattutto alle più giovani».
Sulla conclusione del campionato, Brumana ha aggiunto: «Cercheremo di dare tutto in queste ultime due partite per chiudere il campionato in bellezza».

Sempre più donne nel calcio professionistico, ma non in Italia!

Una sera qualunque, un bambino di 8 anni come tanti e una frase che nelle case italiane sarà risuonata migliaia di volte: “Papà, da grande voglio fare il calciatore”. La mamma ascolta, ma non reagisce. Il padre, inorgoglito, si alza dal divano, solleva il figlio da terra ed esclama: “Diventerai un campione”. Il giorno dopo scatta l’operazione “il nuovo Totti”: acquisto di scarpini di marca e una visita all’allenatore della squadra dove milita l’enfant prodige. “Mister, mio figlio è davvero bravo e determinato. Se ne è accorto, vero?”. Il finale di questa storia è tutto da scrivere, ma nel 99 per cento dei casi il piccolo campione abbandonerà il rettangolo di gioco. È normale.

C’è poi un’altra sera qualunque, quella in cui una bambina di 8 anni prende coraggio e davanti ai genitori afferma: “Mamma, papà, dovete iscrivermi a una scuola di calcio. A me la danza fa schifo”. La mamma ascolta, cerca di capire le ragioni della figlia. Il padre è preoccupato e, nel peggiore dei casi, comincia a dubitare della sanità mentale della bambina. Chissà quale strana patologia avrà attaccato il corpo di questa sventurata calciatrice. Il finale di questa storia è incerto. E non è normale.

Partiamo dal mondo dei media. “Vere” dirette TV delle partite della nazionale femminile, allenata da Antonio Cabrini, nemmeno a parlarne, per non considerare poi i luoghi comuni e le offese che si sprecano durante le trasmissioni. L’ultima penosa figura è di Sinisa Mihajlovic: “Le donne non devono parlare di calcio perché non sono adatte”.

Con buona pace di Mihajlovic, il fenomeno del calcio femminile è in crescita e per la sua definitiva esplosione è solo una questione di tempo. Il numero delle bambine e ragazze che giocano a calcio è cresciuto dell’88 per cento negli ultimi sette anni: nel 2015 erano 22.564 le calciatrici (di cui 10.722 sotto i 18 anni) tesserate in 702 squadre.

I nostri cugini europei sono avanti anni luce. Il Bayer Monaco, il Paris Saint Germain, il Barcellona e il Chelsea, tanto per fare alcuni esempi, vantano una squadra femminile. E non è nascosta in un campo abbandonato di periferia per evitare brutte figure o prese in giro. Non bisogna andare a Parigi per verificare. È sufficiente una visita al sito internet del PSG, sezione “teams”, e il menu a tendina si aprirà con Ibrahimovic e compagni da un lato e la squadra femminile dall’altro.

Le differenze in comunicazione sono niente in confronto a quelle sul campo. Se in Italia le calciatrici sono spesso costrette ad allenarsi nei ritagli di tempo e sono relegate nella categoria dei dilettanti, le calciatrici del PSG o del Bayern Monaco sono considerate vere e proprie professioniste. In altre parole, per una donna giocare a calcio in Europa può diventare un lavoro, in Italia non si va in genere oltre l’hobby. “Noi andiamo avanti grazie alla passione e alla professionalità di tante ragazze”, dice con tono fiero Marco Palagiano, presidente della Roma Calcio Femminile, una delle società più antiche ma che non ha nulla a che spartire con la Roma di James Pallotta. In Italia, infatti, l’affiliazione tra squadre maschili e femminili è avvenuta solo nella Fiorentina e nella Lazio. A Firenze le ragazze si allenano cinque volte a settimana con il paradosso di vivere una vita da atlete professioniste ma di giocare in un campionato di dilettanti.

Ma qualcosa, molto lentamente, sta per succedere all’orizzonte. La FIGC con alcuni provvedimenti sta tentando di invertire la rotta: a esempio per la stagione in corso ha obbligato le società di serie A e B maschili ad avere una squadra femminile under 12 con almeno 20 tesserate. Una goccia nell’oceano che però sta smuovendo le acque. Ma la palla sta anche nella metà campo dei genitori. A partire dalla mia: se mai avrò una figlia femmina che vorrà giocare a calcio, sarò io a non andare nel pallone.

UEFA: il dibattito sull’importanza delle donne in ruoli dirigenziali

Abbiamo tutti subito dei pregiudizi inconsci sul posto di lavoro, ed è quindi nostra responsabilità cambiare questa mentalità. È stata questa la tematica degli interventi tenuti durante il programma UEFA Women in Football Leadership di Nyon. Il messaggio trasmesso nel secondo giorno del corso (della durata di una settimana) è stato comune per tutti i partecipanti indifferentemente dalla loro provenienza e bagaglio culturale.

Tabi Haller-Jorden, presidente e amministratore delegato The Paradigm Forum Gmbh
“Mentalità e credenze errate condizionano la messa in pratica della valorizzazione della diversità di genere. Ciò accade nonostante sia provato l’effetto positivo a catena nel business quando le donne sono ben rappresentate sul posto di lavoro. Ciò che sta diventando sempre più evidente è il fatto che quando si deve fare una scelta lavorativa, gli uomini sono promossi sulla base del loro potenziale, mentre le donne sulla base del loro rendimento”.

Kieran Finn, vice presidente internazionale risorse umane PAREXEL
“Creare la consapevolezza [della parità di sesso] è un qualcosa su cui abbiamo lavorato molto nell’ultimo anno nella nostra azienda. Andando più in profondità, stiamo cercando di fare delle modifiche strutturali sul nostro modo di lavorare. Siamo tuttavia consapevoli dell’effetto negativo dei pregiudizi inconsci perché è un qualcosa che abbiamo sperimentato tutti, e quindi ne siamo responsabili”.

Martin Kallen, amministratore delegato UEFA Events SA
“La vostra carriera incarna il vostro progetto personale, quindi è importante esserne pienamente coinvolti. Ciò significa che bisogna investire nella preparazione delle sessioni per riuscire a ottenere il massimo attraverso i vostri formatori. Anche la pianificazione è molto importante perché dovete avere chiaro in mente dove volete arrivare lavorativamente in modo da crescere sempre. Il consiglio è quindi di proiettarvi su dove vorreste essere nei prossimi due-quattro anni”.

Cittadella, nasce la squadra femminile granata: i dettagli

Novità importanti in arrivo nell’Attività di Base dell’ A.S. CITTADELLA.
Oltre al progetto Piccoli Amici, ben avviato da qualche anno, è pronto ad esordire dalla stagione 2016/2017 un settore giovanile femminile.
Sarà un processo graduale, quello della svolta “rosa” nel vivaio granata, che partirà proprio dalla Scuola Calcio, come richiesto dalle nuove normative FIGC.
Ad occuparsi di questo progetto sarà il Prof. Claudio Conte, già responsabile dell’attività di base della società.
Conte, in stretta collaborazione con il responsabile delle giovanili Lucio Fasolato, allestirà per la stagione 2016/2017 una formazione Under 12 di almeno 20 giovani tesserate.
Nel 2017/2018 la formazione Under 12 raddoppierà con almeno 40 tesserate; mentre nel 2018/2019 sarà allestita una vera e propria formazione Under 15 (l’equivalente dei Giovanissimi) fino ad una formazione Under 17 (l’equivalente degli Allievi).
Una vera e propria svolta femminile, fortemente voluta dalla FIGC, che il Cittadella intende assecondare appieno e sfruttare nel migliore dei modi, applicando le metodologie di successo della Scuola Calcio maschile tradizionale a quella femminile che sta per nascere.
Le formazioni femminili saranno a tutti gli effetti parte integrante della società presieduta dal Presidente Andrea Gabrielli e giocheranno in campionati femminili (se la Federazione veneta riuscirà ad avere un numero sufficiente di club per organizzarlo), oppure saranno messe subito alla prova tra i “maschietti” dei club dilettantistici.
Per tutte le informazioni a riguardo potete scrivere alla mail:
responsabileattivitadibase@ascittadella.it o chiamare il numero 0495972693.
C’è anche la possibilità di partecipare attivamente e provare la disciplina quest’estate durante il CittadellaCamp a prezzi agevolati!

Due calciatrici nel nuovo direttivo AIC presieduto da Damiano Tommasi

Si è svolta oggi a Milano l’Assemblea generale AIC.
I delegati delle squadre, dopo l’approvazione del bilancio, sono stati chiamati al rinnovo delle cariche per il prossimo quadriennio. L’Assemblea ha eletto i seguenti 25 consiglieri: Tommasi Damiano (Dilettanti), Calcagno Umberto (laico), Fiumana Andrea (Dilettanti), Coppola Danilo (Dilettanti), Grosso Leonardo (laico), Chiellini Giorgio (Juventus), Montolivo Riccardo (Milan), Pasqual Manuel (Fiorentina), Marchetti Federico (Lazio), Ranocchia Andrea (Sampdoria), Rossettini Luca (Bologna), Masina Adam (Bologna), Biondini Davide (Sassuolo), De Sanctis Morgan (Roma), Acerbi Francesco (Sassuolo), Catellani Andrea (Spezia), Evacuo Felice (Novara), Agliardi Federico (Cesena), Bonucci Leonardo (Juventus), Romano Sergio (Asti calcio a 5), Marchitelli Chiara (Brescia femminile), Mason Marta (Mozzanica femminile), Sabato Rocco (Maceratese), Gragnaniello Raffaele (Casertana), Agazzi Michael (Middlesbrough).

Il susseguente Consiglio Direttivo, svolto al termine dell’Assemblea, ha confermato alla presidenza Damiano Tommasi e alla vicepresidenza vicaria Umberto Calcagno. Eletto vicepresidente anche Morgan De Sanctis.

Azzurrine fuori dall’Europeo a testa alta. Guarino: nessun rimpianto, percorso ottimo

Battuta dalla Spagna 3-1, la Nazionale Femminile Under 17 esce dall’Europeo. Ma lo fa a testa alta, protagonista comunque di un percorso costruito sulla determinazione, sul coraggio, sul sacrificio e soprattutto sulla compattezza di un gruppo che, inserito in un girone difficile, ha fatto fronte comune alle numerose difficoltà senza mai partire battuto. Dopo aver pareggiato con la Repubblica Ceca e bloccato la pluriblasonata Germania sullo 0-0, contro la Spagna le Azzurrine si sono dovute arrendere alla superiorità tecnica delle avversarie.
Come da copione, infatti, sono le spagnole a fare la partita. Dieci minuti e già passano in vantaggio con un colpo di testa di Blanco, che insacca nell’area piccola su azione di calcio d’angolo. La Spagna fa girare bene la palla, lasciando all’Italia la possibilità del contropiede, come al 23’ quando Caruso spedisce alto il tiro da fuori area.
Al 29′ arriva però il raddoppio delle “furie rosse” con Navarro che entra in area di rigore e batte Lauria con un destro basso sul palo opposto. Termina il primo tempo con le Azzurrine che, sotto di due gol, cercano con il cuore e i polmoni di arginare le avanzate avversarie.

Nella ripresa sale il baricentro del gioco dell’Italia, alla ricerca del gol necessario per rientrare in partita. Ma a tagliare le gambe alla squadra di Rita Guarino arriva il terzo gol al 18’ ancora con Navarro, brava a sfruttare una percussione sulla fascia destra di Blanco e ad appoggiare in rete di testa.
Al 21’ l’Under 17 accorcia le distanze con un destro da fuori area di Glionna, sullo sviluppo di un calcio d’angolo opposto; e al 37’ arriva anche una deviazione in tuffo del portiere Ramos a salvare in calcio d’angolo un bel destro da fuori area di Santoro.

Sicuramente un’Italia più intraprendente in questo secondo tempo, che gioca senza timori reverenziali nei confronti di una grande Spagna che interrompe il sogno europeo e toglie alle Azzurrine anche la possibilità di partecipare ai prossimi Mondiali in Giordania. Sconfitta, ma solo sulla carta. Questo è lo stato d’animo della squadra a fine gara e soprattutto quello del tecnico Rita Guarino, che abbraccia ringrazia tutto il gruppo: “Voglio fare i complimenti alle ragazze – spiega il tecnico federale – perché comunque hanno fatto un ottimo percorso. Eravamo consapevoli di avere nel girone le due squadre più forti d’Europa, e possiamo dire anche del mondo. Non abbiamo rimpianti, abbiamo giocato a testa alta e con grande coraggio. Contro la Spagna siamo stati anche sfortunati, perché abbiamo preso il primo gol su una nostra disattenzione mettendo così la loro gara in discesa e noi nella condizione di dover rincorrere. Ma, al di là del risultato, sono molto soddisfatta del percorso fatto dalle ragazze, va riconosciuto a questa squadra il merito di essere arrivata fin qua”.

Gruppo A
1ª Giornata
Bielorussia-Serbia 1-5
Inghilterra-Norvegia 3-2

2ª Giornata (7 maggio)
Bielorussia-Inghilterra 0-12
Serbia-Norvegia 0-1

3ª Giornata (10 maggio)
Bielorussia-Norvegia 0-2
Serbia-Inghilterra 1-4
Classifica: Inghilterra 9 punti, Norvegia 6, Serbia 3, Bielorussia 0

Gruppo B
1ª Giornata
ITALIA-Repubblica Ceca 0-0
Germania-Spagna 2-2

2ª Giornata (7 maggio)
ITALIA-Germania 0-0
Spagna-Repubblica Ceca 1-0

3ª Giornata (10 maggio)
ITALIA-Spagna 1-3
Repubblica Ceca-Germania 0-4
Classifica: Spagna 7 punti, Germania 5, Italia 2, Repubblica Ceca 1

13 maggio – Semifinali (Zhodino)
16 maggio – Finali 1° e 2° posto (Borisov) e 3° e 4° posto (Minsk)

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