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Serie A: trasferta insidiosa per il Brescia a Roma, Mozzanica per approfittarne

Torna il campionato di calcio femminile di Serie A dopo l’infrasettimanale dedicato ai quarti di finale di Coppa Italia e le vittorie di Brescia e Mozzanica. La diciottesima giornata propone degli scontri, sulla carta, non impossibili per le prime della classe che però non possono essere presi sottogamba.

Le leonesse, galvanizzate dal successo citato con il Tavagnacco, dovrà andare a Roma e sfidare la Res di Fabio Melillo, reduce dalla vittoria sorprendente proprio contro le friulane di Sara Di Filippo (Tavagnacco) e capaci dunque di sorprendere. Il roster giallorosso è tra i più talentuosi della Serie A, annoverando giocatrici che militano in larga parte nelle selezioni giovanili italiane, che però ovviamente non ha dalla sua l’esperienza. Entusiasmo e qualità tecniche sono le armi che le ragazze di Melillo metteranno in campo, sfruttando magari anche le fatiche dell’impegno di Coppa Italia delle rondinelle. Dal canto suo, la squadra bresciana ha il dovere di continuare la propria striscia vincente per rintuzzare gli eventuali attacchi delle dirette inseguitrici, in una classifica decisamente corta. Il Mozzanica (secondo) ed anch’esso qualificato in semifinale della Coppa nazionale, sconfiggendo Cuneo, affronterà in trasferta il Sudtirol, penultimo in classifica, in un match che dovrebbe essere alla portata. Bergamasche che faranno leva sulle qualità del suo grande attacco, degnamente rappresentato da Valentina Giacinti, capocannoniere del torneo con 30 goal realizzati ed autentico riferimento per le compagne. L’assistenza in rifinitura del trequartista Manuela Giugliano è altresì fondamentale negli equilibri di un team che ha nella consistenza tra fase difensiva e offensiva il proprio credo (miglior difesa del campionato con sole 14 reti subite). Sono due i punti che separano il Mozzanica dalla vetta ed ogni incontro a 5 turni dal termine varrà il doppio. Agsm Verona e Fiorentina.

Non staranno a guardare Agsm Verona e Fiorentina, rispettivamente terza e quarta in graduatoria a 4 e 5 lunghezze dal Brescia. Le gialloblu, con l’infermeria sempre più affollata dato l’infortunio di Stéphanie Öhrström (estremo difensore titolare), sono attese dal confronto allo Stadio “Olivieri” con il Vittorio Veneto, terzultimo in classifica generale, avendo l’obbligo di conquistare i 3 punti. Non sarà comunque una formalità per le calciatrici di Renato Longega, viste le tante assenze menzionate, e considerando anche il momento attuale non brillantissimo, nonostante la vittoria della giornata precedente con il Riviera Di Romagna. Un incontro non semplicissimo anche per le viola di Sauro Fattori, sul campo del S.Zaccaria (sesto in classifica) reduce dal ko onorevole con le leonesse di sette giorni fa. La squadra di Marinella Piolanti potrebbe dare ulteriore fastidio visti i precedenti positivi con la Fiorentina ed a maggior ragione, per le gigliate, il conseguimento della vittoria è tutt’altro che scontato.

Atteso da un riscatto, dopo le ultime pesanti sconfitte in Serie A e Coppa Italia, è il Tavagnacco che sembra aver perso quello smalto nel gioco che l’aveva contraddistinta tra le compagini migliori del torneo fino alla pausa per le nazionali. La Di Filippo dovrà lavorare molto sulla testa delle proprie atlete per ritrovare la chimica giusta. Lo scontro con il Bari Pink Sport Time pare ideale per rimettersi in carreggiata ed ottenere tre punti importanti per il morale. A chiosa, match in chiave salvezza tra San Bernardo Luserna e Riviera di Romagna in un vero e proprio spareggio per la zona retrocessione.

Elezione rappresentanti femminili al 40° Congresso Ordinario UEFA

Karen Espelund e Florence Hardouin si sono candidate per un posto nel Comitato Esecutivo UEFA. La UEFA ha confermato oggi la lista dei candidati per le elezione come rappresentante femminile del Comitato Esecutivo UEFA al 40esimo Congresso Ordinario UEFA a Budapest, in Ungheria, il 3 maggio 2016.
Due candidate delle federazioni nazionali sono in lizza per un posto disponibile nel Comitato Esecutivo UEFA per un periodo d’ufficio fino al Congresso elettorale del 2019:

Karen Espelund (Norvegia)
Florence Hardouin (Francia)

Come approvato dall’11esimo Congresso Straordinario UEFA tenutosi il 25 febbraio 2016 a Zurigo, sarà eletto per la prima volta un rappresentante femminile in occasione del 40esimo Congresso Ordinario UEFA a Budapest. Ai sensi dell’articolo 19 dello statuto UEFA, una persona sarà eletta al primo scrutinio se riceve la maggioranza assoluta (cioè più della metà). La scadenza per le richieste si è conclusa il 19 aprile 2016. E’ possibile che il rappresentante femminile provenga da un paese già rappresentato all’interno del Comitato Esecutivo.

Nadine Kessler, capitano del Wolfsburg si ritira

Nadine Kessler, una delle più grandi calciatrici europee degli ultimi anni, ha annunciato il ritiro a 28 anni a causa di un infortunio.
La centrocampista, capitano del Wolfsburg e della Germania, non giocava dal 21 settembre 2014 per una serie di problemi al ginocchio. Nonostante i vari interventi, Kessler ha deciso di non prolungare il contratto oltre fine stagione.
La giocatrice è cresciuta nelle giovanili del Saarbrücken, conquistando due promozioni e arrivando in finale di Coppa di Germania 2008. Acquistata dal Potsdam nel 2009, Kessler ha vinto vari titoli europei e nazionali e ha ripetuto l’impresa con il Wolfsburg, dove ha trovato un’ottima intesa con Lena Goessling. La coppia è stata anche protagonista del trionfo della Germania a UEFA Women’s EURO 2013.
Il ritiro è un duro colpo per la nazionale tedesca, che quest’estate proverà a vincere per la prima volta le Olimpiadi e si è già qualificata per UEFA Women’s EURO 2017, e per il Wolfsburg, che il 24 aprile e il 1° maggio affronterà l’FFC Frankfurt in semifinale di UEFA Women’s Champions League. Con Kessler in campo, la squadra non aveva mai perso in 17 partite europee, comprese quelle delle trionfali edizioni 2012/13 e 2013/14.

REAZIONI
Nadine Kessler
È molto difficile accettare il ritiro per infortunio. Vorrei ringraziare il Wolfsburg, dove ho passato anni fantastici e vissuto momenti memorabili. Ho giocato con passione e grande amore per il calcio. Ora mi propongo nuove sfide e nuovi traguardi.

Silvia Neid, Ct Germania
Ovviamente è una grande perdita per il calcio femminile tedesco. Nadine Kessler aveva capacità straordinarie e una personalità incredibile: era un modello di comportamento sia in campo che fuori. Mi spiace che la sua carriera professionale finisca qui, ma sono sicura che troverà altro che la manterrà attiva a livello professionistico.

Ralf Kellermann, allenatore Wolfsburg
Nadine Kessler era una vera leader. Ha dato un contributo più che importante ai successi internazionali del Wolfsburg. È triste vedere una carriera interrompersi così presto. Rispetto totalmente la sua decisione e le auguro il meglio per il futuro.

LA CARRIERA IN BREVE
Data di nascita: 4 aprile 1988
Ruolo: centrocampista
Nazionale: Germania (29 presenze, 10 gol)
Club: Saarbrücken, Turbine Potsdam, Wolfsburg

Titoli con la nazionale Germania
UEFA Women’s EURO (2013)
Campionato Europeo Under 19 UEFA (2006, 2007)

Titoli a livello di club
Saarbrücken: 2. Bundesliga (2006/07, 2008/09)
Potsdam: UEFA Women’s Champions League (2009/10), Bundesliga (2009/10, 2010/11)
Wolfsburg: UEFA Women’s Champions League (2012/13, 2013/14), Bundesliga (2012/13, 2013/14), Coppa di Germania (2012/13)

Titoli personali
FIFA Women’s World Player of the Year (2014)
UEFA Best Women’s Player in Europe (2014)

Le Iene arrivano a Mozzanica alla scoperta del calcio femminile

Le Iene sono arrivate a Mozzanica. Il motivo? Il calcio, ma questa volta al femminile. Nadia Toffa ha infatti incontrato, durante la consueta seduta di allenamento del lunedì, la squadra biancoceleste del Mozzanica.
Accompagnata da Riccardo Festinese, la famosa iena ha raggiunto il centro sportivo di via Aldo Moro dove ha assistito all’allenamento e ha intervistato Nazzarena Grilli, alcune delle ragazze e la dirigenza, al fine di realizzare un servizio televisivo che andrà in onda in una delle puntate finali di questa stagione del programma di Mediaset.

FIGC e Oxfam insieme per la campagna “Sfido la Fame”: la testimonial è Fiona May

La FIGC si schiera al fianco di Oxfam e delle donne che sfamano il mondo: dal 24 aprile al 9 maggio sarà possibile sostenere la campagna di raccolta fondi “SFIDO LA FAME”.
Tra i testimonial della campagna Fiona May, ex campionessa mondiale di salto in lungo oggi Responsabile della Commissione per l’integrazione della FIGC e Capo Delegazione della Nazionale Under 19 Femminile.

Marta Sommariva, Vittorio Veneto: voglio vedere lo stesso Vittorio dell’andata

Archiviata la partita contro la Fiorentina, le Tose da ieri sera sono tornate al lavoro per preparare al meglio il derby veneto di sabato. Mister Fattorel e company sabato se la giocheranno contro le detentrici del titolo: l’AGSM Verona. Trasferta dai mille sapori, un derby che vale da una parte la corsa per la vetta alta della classifica, dall’altra il galleggiamento al di sopra della linea rossa chiamata retrocessione.
Le padrone di casa sono in piena difficoltà visti i numerosissimi infortuni, sentiamo dunque che aria si respira nello spogliatoio rossoblu dalle parole di Marta Sommariva:

Messa da parte la partita di sabato contro la Viola, ora arriva il derby veneto con il Verona, un’altra corazzata
Sabato contro la Fiorentina è stata una bella partita nonostante il risultato. Tutte si sono sacrificate e hanno cercato di arginare i pericoli. Si sapeva che la partita l’avrebbero fatta loro, però le mie compagne sono state brave a mantenere la concentrazione per tutta la partita. Sabato giocheremo contro il Verona un’altra grande squadra che sta disputando un ottimo campionato.

Il derby ha sempre un qualche cosa di speciale, di diverso, anche se comunque l’obiettivo punti salvezza permane. Come vi state preparando per questa gara?
Quella di sabato sarà una partita molto tosta contro una squadra superiore a noi sotto tutti gli aspetti. Sicuramente questa settimana come sempre si dovranno sfruttare al massimo i tre allenamenti, cercare di allenarsi bene e cercare la concentrazione per questa sfida.

All’andata con molta grinta e determinazione avete scritto un pezzettino di storia chiudendo il primo tempo in vantaggio contro le campionesse in carica. Sabato cosa ti aspetti di vedere in campo?
Contro il Verona al Barison è stata una partita memorabile: per tutto il primo tempo siamo riuscite ad arginare le loro molteplici incursioni e ad andare in vantaggio prima dell’intervallo. Poi nel secondo tempo è stata un’altra partita come ci si poteva aspettare. Però sabato mi aspetto di vedere lo stesso Vittorio Veneto che è sceso in campo in quella partita e in molte altre, con grinta e determinazione, proveremo di nuovo a metterle un po’ in difficoltà.

Quest’anno solo gettoni in panchina per te, ma questo non ti demoralizza. Qual è il tuo obiettivo da qui a fine stagione?
Ho avuto la possibilità di vivere quest’anno in serie A in una squadra fantastica, che sia in tribuna o in panchina ho deciso di restare e non me ne pento assolutamente. Il mio obiettivo è quello di continuare ad allenarmi e impegnarmi per cercare di migliorare come ho fatto fino ad ora.

Milena Bertolini: le donne non possono parlare di calcio? Italiani primitivi

L’ex tecnico del Milan Mihajlovic ha detto che il gentil sesso non è adatto a esprimersi sul pallone. Così siamo andati a parlare con Milena Bertolini, forse la donna più esperta di calcio che esiste oggi in Italia.

«Perché le donne posso parlare di calcio? Ma perché le donne possono parlare di tutto. Hanno gli stessi diritti degli uomini. Come parlano di medicina e di leggi così parlano anche di calcio». È decisa e immediata la risposta di Milena Bertolini, allenatrice del Brescia femminile, alla domanda che nasce da un’uscita tutt’altro che felice di Sinisa Mihajlovic, ormai ex tecnico, del Milan. «Io non sono razzista, ma penso che le donne non dovrebbero parlare di calcio perché non sono adatte». Questo ha detto l’ex calciatore serbo, ricevendo il tapiro d’oro dopo l’esonero, in risposta alle affermazioni di Melissa Satta, compagna del rossonero Boateng, che aveva parlato di mancata serenità nello spogliatoio milanista.

Milena Bertolini ha le carte in regola per replicare. È, insieme a Carolina Morace, l’unica donna italiana a poter allenare in Serie A, anche gli uomini. Nessun dirigente però glielo ha chiesto e non si aspetta che lo facciano. Adesso allena le ragazze a Brescia dove è arrivata fino ai quarti della Champions League (sì, meglio degli uomini).

Ha giocato in Nazionale, guida la fondazione per lo sport di Reggio Emilia ed è la curatrice di un libro che si intitola «Giocare con le tette», una frase che qualsiasi calciatrice si è sentita dire ed è una storia al femminile del calcio. Nel libro la frase del presidente della Lega Dilettanti Felice Belloli («Basta dare soldi a quelle quattro lesbiche») è definita un’ingiuria che «affonda le radici nella cultura primitiva da bar dello sport».
Alle parole di Mihajlovic ha replicato subito con un post sulla sua pagina Facebook: «Quando la cultura è improntata al rispetto della persona, quando si ritiene che l’altro abbia valore e dignità, i pregiudizi e gli stereotipi sessisti vengono eliminati»

Stereotipo sessista, non solo di Mihajlovic…
«La donna che osa entrare nel territorio recintato del calcio non è donna. Gli uomini considerano questo territorio esclusivamente maschile. È una cultura primordiale ancora esistente. Il Mihajlovic pensiero è molto radicato nel tessuto sociale».

Da noi o anche nel resto del mondo?
«Da noi all’ennesima potenza. Fuori dai confini italiani, come dicono io, nelle culture evolute, no. Il livello di democrazia di una nazione si misura da come viene considerata la donna e noi siamo ancora molto arretrati».

Il calcio femminile è particolarmente colpito?
«Io sono stata molto ostacolata nella pubblicazione del libro per esempio e non me lo sarei aspettato in una realtà come quella in cui vivo, Reggio Emilia, una città considerata all’avanguardia che quest’anno ospita la finale della Champions League femminile. Un ostracismo che mi convince ancora di più di quanto sia necessario parlare di queste cose».

È anche vero che in tv una donna in una trasmissione sportiva spesso ci finisce solo perché è bella?
«La donna nel mondo del calcio può essere solo velina o moglie del calciatore. Dico questo senza voler offendere nessuno. Non ci può essere l’opinionista tecnica o la giornalista compentente, ma nemmeno una donna nello staff tecnico di una squadra. Questa visione della donna fa sì che la nostra non sia una democrazia piena ».

Lo dimostrano anche le affermazioni dei vertici federali, il presidente dei dilettanti ha parlato del calciatrici come di quattro lesbiche…
«Quando ho sentito quello parole io ho provato rabbia, anzi proprio incazzatura, e disgusto. Il settore femminile davanti all’atteggiamento di quello che era il suo massimo dirigente ha protestato minacciando lo sciopero. Alla fine abbiamo fatto la finale di coppa Italia in un campo chiuso con l’erba alta. Evidentemente una ripicca. Da quelle frasi nulla è cambiato, la Federazione ha fatto proclami, ma non mette in campo fondi».

Si sono fatti passi avanti per le bambine che vogliono fare questo sport?
«Ci sono le bambine, ma mancano le opportunità. Le bimbe sul territorio però non trovano le strutture».

C’è sempre il limite della bellezza. Anche una sportiva ad alto livello ha più sponsor e contratti se è bella.
«Sono i valori dell’immagine e dell’apparire che valgono per tutta la società. Le capacità non vengono ugualmente valutate. Quello che trasmette un atleta non è la bellezza estetica, ma quella del gesto e dei valori sportivi».

Ci sono ragioni culturali dietro al mancato apprezzamento del calcio femminile?
«È un alibi. Paesi culturalmente simili a noi come la Francia e la Spagna, per non parlare di Germania e Stati Uniti, hanno il calcio femminile e lo ritengono importante. C’è il riconoscimento anche economico dell’atleta, c’è il professionismo (sono professioniste le tedesche del Wolfsburg che hanno battuto il suo Brescia di dilettanti n.d.r.). In Italia dopo le conquiste degli anni Settanta, siamo tornati indietro».

Una calciatrice in Italia non guadagna?
«Guadagna poco. Rimborsi spese. Se si fa male ha finito la carriera, se rimane incinta si ferma. Finché gioca ha i rimborsi, ma non i diritti di un contratto.»

Nasce la prima scuola calcio femminile della provincia di Pistoia

La bella novità nel panorama del calcio in Valdinievole è stata presentata martedì sera nella cornice della sala consiliare del comune di Monsummano alla presenza dei rappresentanti dei due sodalizi, delle istituzioni e dei vertici della FIGC provinciale. Nel dettaglio si tratta della nascita della prima scuola di calcio femminile della provincia di Pistoia, e di una delle poche realtà in tutta la Toscana.
La fusione, che sarà operativa dalla prossima stagione, permetterà di unire le forze dei Giovani Granata Monsummano con quelli della società di calcio femminile RB Valdinievole che conta una prima squadra nel campionato di Serie C regionale e una formazione Juniores Under 19. L’attività della nuova realtà comunque sarà operativa già dai prossimi mesi di maggio e giugno, quando verranno organizzati degli stage per piccoli calciatori e piccole calciatrici. Il quartiere generale del sodalizio sarà presso il centro sportivo “Loik” di piazza Gentili a Monsummano, che da settembre disporrà anche del campo a undici in erba sintetica.

Grande soddisfazione e molte aspettative per i dirigenti delle due società che da qui in avanti lavoreranno assieme per implementare l’attività. “Negli ultimi due anni siamo cresciuti forse oltre le previsioni -ha detto direttore generale dei Giovani Granata, Paolo Fascetti,- siamo diventati Academy del Torino Calcio e abbiamo ricevuto il riconoscimento di Scuola Calcio Elite dalla Federazione. Ora ufficializziamo l’accordo con RB Valdinievole con la creazione di una scuola calcio femminile ci è stata suggerita da Teo Coppola, il responsabile nazionale dell’Academy Torino. Vogliamo coprire tutto il bacino della Valdinievole e oltre, per dare un’opportunità in più alle bambine che amano giocare a calcio”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Michele Russo, presidente di RB Valdinievole che spiega come questo nuovo passo sia un momento di svolta importante per il calcio femminile nella nostra provincia. “Questo è un sogno che si avvera: le nostre bambine avranno così un futuro sportivo migliore e cresceranno da un punto di vista dell’attività motoria. Con i Giovani Granata avremo a disposizione più risorse per sviluppare il calcio femminile sul territorio, puntando un giorno traguardi importanti”. Anche le istituzioni, presenti nella persona di Elena Sinimberghi, assessore allo sport del Comune di Monsummano, si congratulano per questa fusione che porterà integrazione e pari opportunità in tutto il territorio.“Questo è un passo molto importante per lo sviluppo del movimento sportivo e di tutta la nostra città, investiamo nel settore giovanile calcistico, ma anche nella cultura e nel sociale”.

Adesso non resta che aspettare la prossima stagione, quando le calciatrici granata scenderanno in campo e daranno concretezza a questo sogno che diventa realtà.

Sandro Morgana: investire di più nel calcio femminile

Mettere ordine e investire, solo cosi’ il calcio femminile in Italia potra’ fare il salto di qualita’ necessario. Sandro Morgana non ci ha messo molto a rimboccarsi le maniche. Il 5 aprile scorso il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Antonio Cosentino, dopo le dimissioni di Rosella Sensi, lo ha nominato nuovo delegato del dipartimento Calcio femminile e il dirigente siciliano si e’ gia messo al lavoro con un preciso obiettivo. “Ci hanno rimproverato un po’ di confusione nella gestione delle attivita’ e allora il mio primo impegno, ammesso che questa confusione ci sia, e’ mettere ordine – racconta all’Agenzia Italpress – Vorrei lavorare sulla programmazione della prossima stagione, cercando di raggiungere l’ottimizzazione di tutti i servizi e risolvere entro giugno la questione dei format dei campionati”. Morgana ha in programma una riunione con tutte e societa’ di serie A e B oltre a quelle promosse dalla C “che servira’ a dare tutte le linee guida della prossima stagione a cui sto lavorando attraverso il confronto con tutte le componenti. Spero di arrivare al 30 giugno con la giusta programmazione”.
Ma questo e’ solo il primo passo. L’Italia e’ indietro nel calcio femminile e per colmare il gap “bisogna puntare sul settore giovanile, sulle scuole, creare gli insegnanti. Per questo servono anche maggiori risorse, bisogna investire di piu’. Da parte del presidente Tavecchio c’e’ grande disponibilita’ a riguardo. Nonostante le difficolta’, l’ultimo bilancio e’ stato chiuso in pareggio, speriamo che non ci siano altri problemi e si possa investire di piu'”. Ma non e’ solo una questione di risorse federali. “Tavecchio ha fornito una svolta decisiva per la crescita del movimento femminile – sottolinea ancora Morgana – Sta percorrendo una strada che altre nazioni in Europa hanno messo in moto, cioe’ quella dell’apparentamento nelle societa’ di serie A, che dovrebbero fare anche attivita’ femminile. Quest’anno abbiamo avuto solo la Fiorentina ma ci sono segnali positivi perche’ altri club ne seguano l’esempio per creare un campionato sempre piu’ virtuoso e competitivo”.

Marta Vergani, Real Meda: la giocatrice che non si arrende mai

Marta Vergani cresciuta nel vivaio del Real Meda, ha indossato diverse volte la maglia azzurra a partire dalle selezioni della rappresentativa fino al arrivare a giocare in Nazionale Femminile Under 19 e in Serie B sempre con il Real Meda.
Giocatrice costante, veloce e con grande forza di volontà.

SCHEDA GIOCATORE
Nome: Marta
Cognome: Vergani
Data di nascita: 20 Maggio 1997
Team: Real Meda – Nazionale Femminile Under 19
Ruolo: terzino
Professione: studentessa

Le compagne di squadre ti definisco come una persona con non si arrende mai, che continua a sperare nella vittoria anche su 2-0 a dieci minuti dalla fine. Da cosa nasce tutta questa determinazione del “non arrendersi mai”?
Sinceramente non so da dove nasca tutta questa mia determinazione del non arrendermi mai…
Forse è una conseguenza del fatto che non voglio perdere, del fatto che ho sempre la speranza che in qualche modo riusciamo a ribaltare la partita se ci crediamo fino in fondo 

Mancano ancora alcune partite alla fine della stagione. Il Real Meda si trova nella parte alta della classifica, al quarto posto alla pari con l’Orobica. Cosa ne pensi dell’andamento della tua squadra  durante questo campionato?
Quest’anno fondamentalmente non stiamo andando male, ma purtroppo fino ad ora, durante l’arco del campionato abbiamo perso alcuni punti importanti su partite che erano alla nostra portata



Recentemente sei stata via con la nazionale U19. Raccontaci un po’ com’è andata
Andare via con la nazionale è sempre un esperienza emozionante.
Purtroppo però questa volta, anche se l’impegno è stato alto, non è stato sufficiente per poterci qualificare alla fase finale dell’europeo. Abbiamo subito incontrato un potenziale vincitore del torneo, quale la Spagna, che ci ha battuto sul risultato di 3 a 0. Anche se abbiamo giocato una bella partita sul piano tattico, purtroppo alcune nostre piccole distrazioni tecnico-mentali ci sono costate la sconfitta.
Nonostante il risultato della prima partita avevamo ancora la speranza di poter passare il turno. Dunque nella seconda gara abbiamo affrontato la Danimarca, con la quale però abbiamo pareggiato 1 a 1, subendo il gol negli ultimi minuti di gioco. Questo risultato ci ha dato il dispiacere e la consapevolezza dell’impossibilità di qualificarci. 
Alla terza partita, abbiamo incontrato l’Irlanda del nord, con la quale abbiamo vinto 3 a 0, una piccola consolazione che ci ha fatto chiudere in “maniera positiva” questa nostra avventura, iniziata con una sconfitta, e che speravamo potesse andare in maniera diversa.



Sei una studentessa all’ultimo anno di liceo, ciò implica anche l’esame di maturità. E’ difficile conciliare studio con allenamenti e impegni con la Nazionale che ti costringono a stare via di casa per diversi giorni?
L’Attività sportiva mi  procura un grande dispendio di tempo e di energia. Quindi si è molto difficile conciliarla con lo studio. Ma la passione per lo sport, l’emozione che mi provoca indossare la maglia della nazionale, la devozione al lavoro insegnatami dalla mia famiglia, mi spinge ad organizzarmi al meglio, studiando anche la sera tardi, per poter riuscire in entrambe le cose.


Il tuo più bel momento calcistico di sempre?

Ci sono molti momenti calcistici che ho vissuto e che mi porterò sempre nel cuore.
Ma penso che l’emozione più grande che ho provato sia stata giocare l’europeo U17 con le mie compagne, conquistare la qualificazione al mondiale e giocare quest’ultimo dando il massimo, arrivando ad un traguardo storico: il terzo posto mondiale.

Progetti futuri calcistici e non?

Per il futuro non ho ancora deciso niente di fatto. Mi piacerebbe comunque fare esperienza in A e riuscire a continuare gli studi in università.

Il numero 2 in Nazionale è un numero casuale o c’è qualche motivo? 

No non ha nessun motivo in particolare, è semplicemente il numero da terzino destro.



Ti senti diversa quando indossi la maglia azzurra rispetto a quella del Real Meda?
Diversa no, ma qualche differenza c’è: con la nazionale senti di rappresentare la tua nazione, mentre con il meda, la tua società…
Comunque sia, l’impegno che ci metto è sempre lo stesso perché in entrambi i casi si rappresenta qualcuno che ci ha dato la sua fiducia dandoci la possibilità di far parte di un gruppo, di poter vivere emozioni indimenticabili, di poter fare quello che più ci piace al mondo: giocare a calcio, che è la cosa più bella e soprattutto divertente.

Francesca Fumagalli della redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Marta Vergani
 per la disponibilità e per il tempo dedicato alle esaustive risposte dell’intervista.
Un grande in bocca al lupo e buona continuazione!

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