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Stefano Castiglia: “Questo non è soltanto un evento, è un investimento sul futuro del nostro movimento”

Credit: Divisione Calcio a 5

Primo raduno dedicato al femminile della KINTO Future Cup, per la zona Centro-Nord.
Il Presidente della Divisione Calcio a 5 Stefano Castiglia ha seguito da vicino i le giovani emergenti del futsal augurando loro buon lavoro nello stage svolto al PalaLevante affermando: “Un piacevolissimo pomeriggio che, dopo gli impegni presso la sede della Divisione Calcio a 5, mi ha visto far visita al raduno della Future Cup femminile al PalaLevante. I sorrisi e la determinazione impressi sui volti delle ragazze presenti mi hanno dato ulteriore conferma di quanto il percorso intrapreso stia generando visione e valore per il futsal italiano”.

Stefano Castiglia, in prima linea, dall’avvio del progetto alla fase finale che si terrà di nuovo in Emilia-Romagna, accompagnato dal Consigliere Umberto Ferrini e alla presenza di Chiara Di Santi, responsabile organizzativa del progetto per l’area di riferimento, ha poi concluso: “È stato bello ascoltare le loro impressioni, percepire l’entusiasmo e la felicità di prendere parte a un progetto che vedrà oltre 50 raduni in tutta Italia e circa 1000 ragazze e ragazzi calcare un campo di futsal. Questo non è soltanto un evento: è un investimento sul futuro, sulla crescita e sull’identità del nostro movimento. Stiamo scrivendo la storia più bella”.

Women’s EURO Under 17: al via il secondo turno

Il secondo turno del Campionato Europeo UEFA Under femminile inizia il 26 febbraio e mette in palio sette posti per la fase finale in Irlanda del Nord, oltre alla promozione e alla retrocessione tra le leghe. La Lega A, in programma dal 27 febbraio al 20 marzo, deciderà le squadre che raggiungeranno l’Irlanda del Nord alla fase finale, in programma dal 4 al 17 maggio. Le sette vincitrici dei gironi accederanno al sorteggio del 25 marzo insieme alla squadra ospitante. Il torneo funge anche da qualificazioni UEFA per la Coppa del Mondo FIFA Under 17 femminile del 2026 in Marocco. Le squadre, inoltre, saranno promosse e retrocesse tra le Leghe A e B prima del primo turno del 2026/27. L’Irlanda del Nord è nella Lega B, che inizia il 26 febbraio e dura fino all’8 aprile, pur avendo un posto assicurato alla fase finale in veste di nazione ospitante.

Gironi del secondo turno di Women’s EURO Under 17

Lega B

• Le sei vincitrici dei gironi e la migliore seconda (senza contare i risultati contro le quarte classificate) vengono promosse in Lega A per il primo turno del 2026/27.

Gruppo B1 (27 marzo–2 aprile): Bielorussia, Lituania, Malta (nazione ospitante), Estonia

Gruppo B2 (28 febbraio–6 marzo): Macedonia del Nord (nazione ospitante), Irlanda del Nord (nazione ospitante fase finale), Lussemburgo, Georgia

Gruppo B3 (12–18 marzo): Belgio, Slovenia (nazione ospitante), Isole Faroe, Azerbaigian

Gruppo B4 (1–7 aprile): Montenegro (nazione ospitante), Kazakistan, Moldavia

Gruppo B5 (2–8 aprile): Ucraina, Bulgaria, Bosnia ed Erzegovina (nazione ospitante)

Gruppo B6 (26 febbraio–4 marzo): Andorra, Israele, Albania (nazione ospitante)

• Andorra, Bielorussia, Belgio, Bulgaria, Montenegro, Macedonia del Nord e Ucraina sono retrocesse dalla Lega A al primo turno.

Lega A

• Le sette vincitrici dei gironi raggiungeranno le padrone di casa dell’Irlanda del Nord alla fase finale.
• Le sette quarte classificate retrocedono in Lega B per il primo turno della stagione 2026/27.

Gruppo A1 (27 febbraio–5 marzo): Danimarca, Germania, Repubblica d’Irlanda, Svezia (nazione ospitante)

Gruppo A2 (13–19 marzo): Inghilterra, Italia, Croazia (nazione ospitante), Turchia

Gruppo A3 (9–15 marzo): Finlandia, Cechia (nazione ospitante), Romania, Lettonia

Gruppo A4 (14–20 marzo): Francia, Austria, Serbia (nazione ospitante), Islanda

Gruppo A5 (12–18 marzo): Svizzera, Norvegia (nazione ospitante), Scozia, Grecia

Gruppo A6 (1–7 marzo): Spagna, Portogallo (nazione ospitante), Ungheria, Kosovo

Gruppo A7 (11–17 marzo): Paesi Bassi (campione in carica), Polonia, Slovacchia, Galles (nazione ospitante)

• La scorsa stagione, i Paesi Bassi hanno vinto il titolo battendo la Norvegia in finale. Francia e Italia sono arrivate in semifinale. Anche Austria, Polonia e Spagna si sono qualificate per il torneo nelle Isole Faroe.
• Croazia, Grecia, Ungheria, Kosovo, Lettonia, Romania, Slovacchia, Turchia e Galles sperano di esordire alla fase finale come le padrone di casa dell’Irlanda del Nord.
• La Lettonia fa il suo debutto in Lega A. Anche Grecia, Islanda, Kosovo, Svezia, Turchia e Galles sono state promosse dalla Lega B al primo turno.

 

‘B Stories’ a Vicenza: da bambina a capitana, Missiaggia vista con gli occhi di chi l’ha cresciuta

Tra Grancona e Vicenza c’è poco più di mezzora di strada da fare. Una strada che ha portato Aurora Missiaggia a diventare uno dei simboli del Vicenza, protagonista della nona puntata di ‘B Stories’, il format disponibile on demand su Vivo Azzurro TV, la OTT della FIGC. E per raccontare Vicenza e il Vicenza, Aurora rivive i luoghi e incontra le persone che l’hanno vista crescere: da Luisa, la maestra delle scuole elementari, che quest’anno vede le partite del campionato di Serie B “e ho capito il livello che ha raggiunto e l’atleta che è diventata”, a Elio, il primo allenatore. E poi mamma Elmina, che la iscrisse a danza prima di ‘arrendersi’ alla passione della figlia per il calcio, e la presidente Erika Maran.

 

“Se tornassi a quando ho iniziato a giocare, non cambierei niente”, racconta Aurora, nata nel 1998, l’anno più incredibile della storia del calcio a Vicenza, capace di raggiungere la semifinale di Coppa delle Coppe contro il Chelsea dopo aver vinto la Coppa Italia l’anno prima. E tra quel Vicenza e questo Vicenza c’è anche un punto di contatto, visto che l’allenatore della squadra femminile è Fabio Viviani, uno dei pilastri di quel Vicenza guidato da Francesco Guidolin. “Mi sento un po’ il simbolo di questo club, perché non dico di averlo visto nascere, ma di averlo visto cambiare – dice Missiaggia –. Una società che punta attraverso il calcio a far crescere le bambine in modo da farle arrivare in prima squadra, un po’ come successo a me”.

Un Vicenza che ad agosto ha saputo di far parte dell’organico della Serie B Femminile e non si è fatto trovare impreparato. “Viviamo in una città a misura d’uomo, in cui c’è ancora il valore della relazione, ed è un po’ quello che rispecchia la squadra – le parole della presidente Maran –. C’è stato un periodo della sua vita in cui Aurora ha studiato all’università, lavorato e fatto calcio. Ecco, è quello che stiamo trasmettendo alle ragazze del settore giovanile”. Aurora era una di loro, e oggi fa parte della storia del Vicenza.

 

Si rinnova l’appuntamento con le Benemerenze- Torna lo spazio CSR su Radio Tv Serie A

Credit Photo: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Si rinnova l’appuntamento con le Benemerenze della Lega Nazionale Dilettanti l’Attività Giovanile Scolastica FIGC. La tradizionale consegna dei riconoscimenti alle Società e ai Dirigenti del vasto mondo dilettantistico e giovanile è in programma domani, sabato 28 Febbraio, con inizio alle ore 11.00, al Centro Congressi dell’Hilton Rome Airport di Fiumicino (Via Arturo Ferrarin, 2). La base del calcio italiano sarà premiata dai Presidenti FIGC Gabriele Gravina, LND Giancarlo Abete e Attività Giovanile Scolastica FIGC Vito Tisci. In occasione della manifestazione è prevista la partecipazione delle massime Autorità sportive e istituzionali. Saranno premiate le Società con 100, 75, 50, 40 e 30 anni di vita sportiva insieme ai Dirigenti Federali e di Società con 40 e 20 anni di attività.


Lo sport come motore di benessere, inclusione ed equità sociale. È questo il cuore dell’intervento di Luca De Simoni ai microfoni di Radio Tv Serie A. Ospite del programma condotto da Nicolò Ramella, De Simoni ha raccontato l’impegno concreto dell’Area CSR della Lega Nazionale Dilettanti, mettendo in luce progetti che trasformano il calcio in uno strumento di impatto sociale reale. Da “Vinciamo Insieme”, che porta il calcio, nelle sue declinazioni virtuali e da tavolo, dentro ospedali, carceri, fino ai percorsi educativi con Outsport ed Equal Play, iniziative che promuovono rispetto, pari opportunità e cultura dell’inclusione attraverso lo sport.

Raduno Talent & Mentor: a Coverciano si costruisce il futuro dell’AIA

Credit: AIA

“Ascoltare gli altri è ciò che davvero ci fa crescere. Sfruttate al massimo questa opportunità”. Con queste parole il Responsabile del Settore Tecnico, Domenico Celi, ha aperto ufficialmente il raduno “Talent & Mentor”, in programma venerdì 20 e sabato 21 febbraio a Coverciano. Nel corso del suo intervento ha sottolineato l’intensità e il valore dell’esperienza: “Saranno ventiquattro ore intense, fatte di confronto, collaborazione e passione”, invitando i partecipanti a conoscersi più a fondo e a vivere pienamente ogni momento del raduno. Un messaggio chiaro, centrato sull’ascolto e sulla crescita condivisa: “Non è l’esperienza a fare la differenza, ma la disponibilità ad ascoltare: ogni contributo è un’opportunità di crescita”.

Successivamente è intervenuto il Vice Presidente Vicario dell’AIA, Francesco Massini, che ha richiamato il valore simbolico e formativo di Coverciano: “Coverciano è la casa degli arbitri. Qui avete l’opportunità di crescere attingendo alle fonti più autorevoli del nostro movimento. Il Settore Tecnico è l’anima dell’Associazione e il punto di riferimento per il Regolamento”.  Massini ha poi rivolto un richiamo al senso di responsabilità e alla preparazione: “Voi dovete farvi trovare pronti, e noi abbiamo il dovere di mettervi nelle condizioni di esserlo. Voi siete il futuro dell’AIA, ed è per questo che il Comitato Nazionale investe su di voi. Valorizzate al meglio questa opportunità e date il massimo nelle prossime giornate di Campionato. Essere pronti è il senso dell’arbitraggio. Noi saremo sempre al vostro fianco per provare a realizzare i vostri sogni”.

Il Vice Presidente Vicario ha poi ribadito la piena solidità istituzionale dell’AIA. “Il Presidente Antonio Zappi non è decaduto e le notizie riportate da alcuni organi di stampa – ha continuato Massini – non rispecchiano la realtà dei fatti e non devono incidere sulla serenità e sull’impegno del gruppo. Di sicuro conoscendolo avrebbe voluto essere qui tra voi. Come dallo stesso dichiarato, presenterà ricorso al Collegio di Garanzia del CONI confidando, come tutti noi, in un riesame di tutta la vicenda. In conclusione, vi invito a vivere l’attività arbitrale con serietà ed entusiasmo, consapevoli di svolgere una delle esperienze più belle e formative, perseguendo con determinazione i propri obiettivi e coltivando i propri sogni”.

A seguire è intervenuta la Componente del Comitato Nazionale, Valentina Garoffolo, che ha evidenziato il coraggio di avviare, in questa Stagione Sportiva, un progetto innovativo sostenuto dalla Commissione Arbitri Nazionale di Serie D e dal Settore Tecnico, riconoscendo ai partecipanti il ruolo di pionieri della prima classe nazionale del Progetto “Talent & Mentor”. “Questa è l’AIA che ci piace. Lavoriamo per continuare a crescere e per valorizzare l’eccellenza dell’arbitraggio italiano”, ha affermato. I lavori sono poi proseguiti con gli interventi degli ospiti, che hanno arricchito il confronto con ulteriori spunti tecnici e formativi.

Gianluca Rocchi, Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B, ha guidato l’analisi dei filmati ponendo l’attenzione sulla capacità di riconoscere e leggere i momenti chiave della gara. Attraverso il confronto su diversi episodi, ha evidenziato come la vera crescita arbitrale passi attraverso la gestione delle situazioni ad alta intensità emotiva e tecnica. “Quando li capite, siete da categoria superiore. È proprio nella gestione di quei momenti che si misura la maturità arbitrale”.

Sul percorso di crescita si è soffermato Daniele Orsato, Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie C, che, partendo dalla propria esperienza personale, ha ribadito come la crescita arbitrale si costruisca step by step: “Non bisogna sognare la Serie A, ma la categoria superiore a quella in cui si sta arbitrando”. Un cammino progressivo, fondato su studio e motivazione costante, perché “il talento non basta senza sacrificio e miglioramento continuo”.

Stefano Braschi, Responsabile della CAN D, insieme al Componente Giuseppe De Santis, ha sottolineato come nell’arbitraggio sia l’atteggiamento a fare la differenza. “Alla qualità serve un atteggiamento adeguato. Un arbitro preparato deve entrare in campo con padronanza, sicurezza e lucidità, consapevole di dover dirigere la partita”. Successivamente, spazio alla gestione disciplinare preventiva con l’intervento di Francesco Bianchi, Osservatore Arbitrale UEFA, che ha approfondito il valore strategico del richiamo: “Non è un gesto marginale, ma lo strumento attraverso cui l’arbitro costruisce una struttura chiara e coerente per eventuali sanzioni disciplinari successive”.

Infine, Matteo Trefoloni, Istruttore FIFA, ha guidato i Talent in una prospettiva internazionale, proponendo un’analisi avanzata delle situazioni di gioco e portando gli standard richiesti ai massimi livelli. È stato posto il focus sull’evoluzione del ruolo arbitrale: il calcio cambia e, con esso, devono evolvere lettura e atteggiamento. “Ciò che viene richiesto a un arbitro è capacità di analisi, velocità di lettura e comprensione dei messaggi che i calciatori trasmettono”.

Nella giornata di sabato i Talent hanno preso parte a un video quiz articolato in una prima fase di analisi individuale, seguita da un confronto in gruppi di lavoro sulle medesime situazioni di gioco. Un’attività finalizzata ad affinare i criteri decisionali attraverso il dialogo e il confronto tecnico. I lavori sono stati coordinati dai Vice Responsabili del Settore Tecnico Daniel Amabile, Donato Caldarulo, Luca Ciancaleoni, Gregorio Dall’Aglio, Franco Longo, Giancarlo Rubino, Gianluca Vuoto e Mirko Zannier.

L’evento è stato organizzato dal Coordinatore Marco Falso, che ne ha curato con attenzione gli aspetti organizzativi e logistici. A chiudere il raduno è stato il Responsabile del Settore Tecnico, Domenico Celi, che ha rivolto ai Talent un messaggio chiaro e diretto: “Il raggiungimento degli obiettivi dipende dalla volontà personale e dalla capacità di fare qualcosa in più rispetto agli altri. Il talento è importante, ma ancora di più lo è la dedizione di chi cura il dettaglio e non si accontenta”.

La Norvegia si unisce per un calcio più sostenibile

Il consiglio direttivo della Federcalcio norvegese (NFF) ha deciso che, a partire dal 2029, verrà avviato un processo di vendita dei diritti relativi ai media del calcio norvegese.

Una scelta di tale portata include, come comprensibile, per la prima volta, la collaborazione tra la Federcalcio norvegese (NTF), la Federcalcio femminile norvegese (TFK) e la Lega calcio norvegese (NLF) e sarà guidata dal Comitato calcio professionistico (TFU, composto dai presidenti dei consigli di amministrazione delle suddette organizzazioni calcistiche e guidato dal presidente della Federcalcio norvegese).
L’obiettivo generale riguarda la garanzia di una sostenibilità a lungo termine nonché la presenza di proventi e il miglior sviluppo possibile per tutto il calcio norvegese.

La decisione è stata presa in un momento in cui il calcio norvegese si sta mostrando forte dal punto di vista sportivo, commerciale e organizzativo. I quarti di finale agli Europei, la partecipazione ai Mondiali la prossima estate, la Nazionale maschile nella Nations League, la partecipazione alla Champions League (sia femminile che maschile), la forte passione locale per il calcio di campionato, il numero record di iscritti e la crescita sia degli spettatori che del pubblico per l’Eliteserien e la Toppserien, sono traguardi che hanno reso l’interesse per il calcio norvegese più grande che mai.

“La disciplina calcistica in Norvegia sta attraversando un periodo in cui molte cose stanno andando nella giusta direzione. Dai bambini che muovono i primi passi nel club locali, alle squadre sempre più di alto livello e alla Nazionale, vediamo un sistema sano, equilibrato, ambizioso e profondamente radicato nelle comunità di tutto il paese” ha affermato la Presidente della Federcalcio Lise Klaveness intervistata in merito.
Il calcio norvegese ha, oggi, un accordo mediatico completo e forte anche rispetto agli altri paesi nordici. L’accordo è un contributo importante allo sviluppo sia del calcio di alto livello che di quello amatoriale. Con tre stagioni ancora da giocare prima della scadenza dell’accordo attuale, si è ritenuto opportuno avviare il processo sin da ora.

“Il mercato dei media è esigente e in rapida evoluzione. Entrando nel mercato in questo momento, ci assicuriamo il tempo necessario per instaurare con i suoi componenti il necessario dialogo, il consolidamento degli accordi e una concorrenza strutturata. Ciò garantisce all’intero calcio norvegese tranquillità e prevedibilità negli anni a venire” ha aggiunto Klaveness.

Il fatto che ad agire siano tutti coloro che si occupano di dirigere il calcio professionistico norvegese è tanto una scelta mirata quanto qualcosa di nuovo ed unico.
“Questa collaborazione è unica in Europa e vorrei elogiare la capacità e la volontà delle organizzazioni della lega di unirsi per il bene del calcio norvegese” Klaveness si è mostrata, a ragione, convinta, entusiasta ed emozionata per questo importante passo avanti per lo sviluppo del movimento calcistico norvegese.

Il prossimo accordo mediatico comprenderà i diritti per  l’Eliteserien, la Toppserien, la OBOS-ligaen, la 1. divisjon femminile, la 2. e 3. divisjon maschile vale a dire, rispettivamente, il campionato nazionale femminile e maschile, la nazionale femminile, nonché le partite internazionali per categorie di età e le partite di allenamento e di preparazione al campionato organizzate a livello centrale.

La NFF e le organizzazioni della lega cercano un partner mediatico a lungo termine che abbia una stretta affinità con il calcio e un chiaro desiderio di contribuire all’ulteriore sviluppo del calcio norvegese.
“I diritti mediatici non sono solo una transazione. Si tratta di una partnership strategica a lungo termine. Influiscono sul modo in cui il calcio viene vissuto, su come vengono raccontate le storie e su come il pubblico si lega emotivamente al gioco”, ha concluso la Presidente.

Cede la corazzata Ajax, il Twente traballa a causa di Feyenoord e PSV: è lotta Eredivisie

Sono bastate altre tre giornate al campionato olandese per offrire consistenti colpi di scena, con una classifica che ne esce profondamente trasformata. Quello che sembrava un equilibrio consolidato (sopratutto a favore dei primi gradini) ha lasciato il posto a nuovi scenari, sorpassi in vetta e scossoni nelle zone calde che hanno ridisegnato – seppur parzialmente – le ambizioni delle protagoniste.

Tra tredicesimo e quattordicesimo turno, la corazzata Ajax è parsa sottotono: dopo più di dieci appuntamenti da vertice, la formazione di Anouk Bruil si è presentata all’incontro con Hera United e Twente con poca fame, subendo, così, rispettivamente, la sconfitta ed il pari a reti bianche. A proposito della “red” citata, suo ora il primo posto in graduatoria, offerto dagli ulteriori tre trionfi consecutivi a discapito di Excelsior, Alkmaar (recupero giornata 9) ed Heerenveen.

Momento “scivolone” per il Breda che rimedia una doppia disfatta e slitta a chiudere la top 10, buone notizie, invece, per Feyenoord e PSV, club risultati performanti e, per questo, al momento diretti inseguitori della capolista.

Il Den Haag? Davvero lontanissimo in termini di punteggio per poter pensare di ambire alla media classifica (la realtà risulta penultima, seguita dal fanalino di coda Excelsior), Zwolle ed Utrecht in attesa del possibile sorpasso per la chance quarto-terzo posto.

Per ora il raggruppamento podio evidenzia una differenza minima circa la distanza: sarà marzo a dare ulteriori indicazioni sullo scenario. Archiviato il discorso instabilità del momentaneo podio, ecco quanto programmato per le prossime settimane; tra 11 e 15 marzo sarà la volta di: Feyenoord-Twente, Excelsior-PSV, Utrecht-Ajax, Breda-Alkmaar, Hera United-Den Haag, Pec Zwolle-Heerenveen.

‘B Stories’ a Venezia, dove il sogno Serie B è diventato realtà: “Il calcio, uno degli elementi di coesione e vita popolare”

“Il ritmo dell’acqua ha scandito la vita dei veneziani, perché la natura ha sempre comandato”. L’acqua, sì, ma anche il calcio: a Venezia, e al Venezia, è dedicata la decima puntata di ‘B Stories’, il format disponibile on demand su Vivo Azzurro TV – la piattaforma OTT della FIGC – che racconta le realtà della Serie B Femminile. Il club arancioneroverde, neopromosso in Serie B, da qualche mese è allenato da Lulù Oliveira, che del Venezia era stato anche calciatore nel 2005: Oliveira racconta il suo legame con la città e con la società, e il fatto che “la gente mi tratta come uno di loro”.

 

Della squadra che lo scorso anno ha conquistato la promozione faceva già parte la tedesca Lynn Gismann: studentessa di biologia marina e calciatrice, quando parla di Venezia le si illuminano gli occhi. “Questa è una società dove posso giocare ad alto livello, in una città che mi trasmette calma e tranquillità”.

A Venezia il calcio si vive con passione. “Parliamo di uno degli elementi di coesione e vita popolare per i cittadini”, racconta lo speaker Mario Spessotto, che cammina per la città con la sciarpa arancioneroverde al collo. “Un motto che ci rappresenta? Duri i banchi: significa tenere duro”. Lo dice Spessotto, lo ripete Oliveira. Il Venezia terrà duro, per conquistare la salvezza.

 

Sassuolo: Alessia Guglielmini protagonista dell’incontro con studenti delle scuole medie

credit photo: Emanuele Colombo - photo agency calcio femminile italiano

Questa mattina Generazione S ha fatto tappa alla Scuola Secondaria di Primo Grado Adriano Fiori di Formigine, dove Edoardo Pieragnolo e Alessia Guglielmini sono stati protagonisti di un incontro dedicato al dialogo con le alunne e gli alunni sul binomio Studio e Sport, insieme allo psicologo dello sport Andrea MenozziCirca 160 studenti, divisi in due turni, hanno potuto confrontarsi direttamente con i due calciatori, che hanno condiviso la loro esperienza tra campo e scuola, rispondendo alle domande degli studenti.

Pieragnolo, difensore della Prima Squadra, ha sottolineato: “Questo sport richiede sacrifici e non è sempre semplice conciliare scuola e calcio, ma con dedizione e organizzazione si può fare. Una cosa che ho imparato alla vostra età, e che mi accompagna ancora oggi all’università e nella vita, è l’importanza della gestione del tempo e dell’impegno quotidiano”.

Guglielmini, attaccante della Primavera femminile, ha raccontato il suo percorso passato anche da questa scuola: “Ho studiato qui quando avevo la vostra età ed è proprio allora che ho iniziato a giocare a calcio. Già a 13 anni mi allenavo con la Primavera del Sassuolo: le giornate erano impegnative, ma sapevo che sport e scuola erano entrambi fondamentali. Stare attenta in classe mi ha aiutata molto a gestire lo studio”. 

L’incontro si è confermato un momento di confronto e crescita reciproca, un’opportunità di scambio costruttivo tra studenti e calciatori all’insegna dei valori dello sport e dell’impegno.

Giorgia Marin (Venezia Primavera): “La mia prima partita l’ho giocata quasi per caso”

Ha appena compiuto diciassette anni (lo scorso 17 febbraio) Giorgia Marin, talentuosa centrocampista del Venezia under 19, che disputa il campionato di Primavera 2 nel girone A. Nella sua ‘storia’ calcistica, ci sono però già svariate convocazioni in rappresentative, sia regionali che nazionali. Ma com’è arrivata al calcio, la giovanissima Giorgia? “Mi sono avvicinata al calcio da piccolissima, intorno ai quattro anni. All’inizio giocavo con mio fratello e con i miei amici: mi divertiva semplicemente correre dietro al pallone, senza pensieri. Con il tempo, però, ho capito che non era solo un passatempo: il momento preferito della giornata era il pomeriggio, quando andavo ad allenarmi e a divertirmi con gli altri bambini”

Come tante coetanee, anche la promessa veneziana ha scoperto il calcio ‘per caso’, ma evidentemente il destino, per lei, è stato più incidente che in altre situazioni, visto che “la mis prima partita l’ho giocata quasi per caso. Era una domenica mattina: io, mia mamma e mio papà eravamo andati a tifare la squadra di mio fratello, impegnata in un triangolare. Poco prima dell’ingresso in campo, però, mancava un giocatore all’appello. Il mister di mio fratello mi chiese se volessi unirmi a loro e giocare questa partita. Accettai senza esitazione…” ricorda direttamente la nostra protagonista “Da quel momento tutto cambiò. Dopo quella partita iniziai a partecipare regolarmente agli allenamenti e, poco alla volta, entrai a far parte della squadra come una vera componente del gruppo. Non ero più solo la sorella di uno dei giocatori: ero una calciatrice anch’io, con la mia maglia, i miei compagni e un sogno che cominciava a prendere forma”

Ed è stato in quel momento che Giorgia ha capito che il calcio sarebbe stato il suo sport? “Credo di aver capito che sarebbe stato il ‘mio’ sport, quando ho iniziato a fare sacrifici senza che mi pesassero, perché la passione era più forte di tutto”

Una passione, dunque, che ha letteralmente fatto sbiadire le altre: “Mi è sempre piaciuto fare sport e mettermi alla prova in discipline diverse. Da piccola ho praticato anche atletica e nuoto” ammette la centrocampista “Nonostante questo, però, sentivo che il calcio era diverso. Era l’unico sport capace di darmi quell’adrenalina in più, quella sensazione di energia e felicità che non provavo negli altri. Ogni allenamento, ogni partita, ogni pallone toccato mi faceva sentire davvero nel posto giusto. Per questo motivo ho deciso di dedicarmi completamente al calcio”

Quasi uno spot pubblicitario da utilizzare per invogliare le giovanissime a fare calcio, quello della Marin: ma, come tutti gli sport, anche nel calcio esistono le delusioni. Ed in proposito, questa stagione il Venezia under 19 è approdato in Primavera 2: che tipo di esperienza è stata? “L’approdo in Primavera 2 è stata un’esperienza molto importante. È stato un salto di livello che ci ha fatto crescere tanto, sia dal punto di vista tecnico che mentale. Abbiamo affrontato squadre molto preparate e ogni partita è stata una sfida stimolante” sottolinea la nostra, sempre appassionata, interlocutrice “Questa nuova esperienza in un campionato diverso può essere solo uno stimolo per la squadra: ci dà la possibilità di confrontarci con realtà differenti, con modi di giocare e mentalità nuove. Allo stesso tempo, per noi giocatrici rappresenta un’opportunità di crescita sotto ogni punto di vista, non solo calcistico ma anche personale. Confrontarsi con un livello più alto ci spinge a dare sempre qualcosa in più, a lavorare con maggiore determinazione e maturare sia individualmente, sia come gruppo”

In effetti, dopo un avvio non troppo promettente, il Venezia ha iniziato a migliorare ed ora, ormai a meno di un terzo dalla fine del campionato, appare avviato ad una meritata salvezza: ma quali sono, gli obiettivi veneziani per il 2025-2026? “In questa stagione vogliamo soprattutto crescere come gruppo. Siamo convinte che sia proprio l’unione e la forza della squadra a fare la differenza. Il nostro obiettivo è dimostrare il nostro valore, facendo emergere la nostra identità e la nostra determinazione in ogni partita. Vogliamo migliorarci sempre di più, giorno dopo giorno, per riuscire a competere ad alti livelli ed affrontare ogni sfida con maggiore consapevolezza e preparazione”

Giorgia Marin può essere definita una centrocampista d’attacco, come dimostrano le reti e gli assist che è stata sinora in grado di realizzare: ma quali sono i modelli a cui si ispira? “A livello femminile mi ispiro molto al calcio di Alexia Putellas: ammiro la sua visione di gioco, la qualità tecnica e la capacità di essere decisiva nei momenti importanti. È una giocatrice completa, capace di unire leadership e talento. A livello maschile, invece, il mio punto di riferimento è Kevin De Bruyne. Mi piace il suo modo d’interpretare il ruolo, la precisione nei passaggi e la capacità di leggere le situazioni in anticipo. Entrambi rappresentano per me un esempio di come un centrocampista possa fare la differenza in ogni zona del campo”

Ovviamente, la nostra giovane calciatrice è chiamata anche a confrontarsi con la scuola: ritiene che il calcio sottragga tempo ed energie allo studio o, magari, viceversa? “Sicuramente non è sempre semplice conciliare scuola e calcio, perché richiedono entrambe impegno e concentrazione. Però credo che lo sport mi abbia insegnato a organizzare meglio il tempo e a essere più disciplinata. Alla fine, con la giusta organizzazione, si può fare bene in entrambi gli ambiti”

Dopo le superiori, avrebbe intenzione di frequentare l’università? Ed in cosa le piacerebbe laurearsi? “Si, dopo le superiori ho intenzione di frequentare l’università, perché credo sia fondamentale continuare a studiare per completare ed arricchire le mie conoscenze, soprattutto nell’ambito sportivo. Lo sport fa parte della mia vita da sempre e mi piacerebbe che continuasse a farne parte anche in futuro, non solo come atleta ma anche a livello professionale” afferma convinta, per poi ampliare i concetti “Mi piacerebbe rimanere nel mondo dello sport diventando, ad esempio, fisioterapista, professoressa di educazione fisica oppure preparatrice atletica”

Ruoli diversi fra loro, che la stessa Giorgia ne illustra però il relativo appeal: “La fisioterapia mi affascina perché permette di aiutare concretamente le persone nel recupero dagli infortuni; l’insegnamento mi darebbe la possibilità di trasmettere ai più giovani la mia passione per lo sport e i suoi valori; mentre il ruolo di preparatrice atletica mi permetterebbe di lavorare a stretto contatto con una squadra, contribuendo alla performance e alla preparazione fisica”

In attesa che la nostra giovanissima protagonista riesca a sciogliere i suoi dubbi, le rivolgiamo la domanda più ‘antipatica’ che può ricevere una sportiva: se malauguratamente il destino la costringesse a rinunciare al calcio giocato (solo per ipotesi, perché ovviamente le auguriamo di no), cosa sognerebbe di fare la ‘grande’ Giorgia Marin? “Spero davvero di poter continuare a giocare il più a lungo possibile. Però se dovessi smettere, mi piacerebbe rimanere nel mondo dello sport. In alternativa, mi vedrei in un lavoro che mi permetta di lavorare con i giovani e trasmettere loro valori positivi, proprio come lo sport ha fatto con me” in altre parole, altruista, concisa e diretta, proprio come si addice ad una centrocampista offensiva, nel momento di fornire un passaggio smarcante o di segnare un gol…

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