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Dalla Nazionale al futuro negli USA, Girelli si racconta: “Calcio femminile italiano? Ha fatto passi incredibili, volevo rimettermi in gioco. Ora testa al cammino verso il Mondiale”

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Coraggio e follia sono caratteristiche, o sarebbe meglio dire qualità, che hanno contraddistinto tutta la straordinaria carriera di Cristiana Girelli. Si possono ritrovare nei gesti tecnici e nei gol che le hanno permesso di vincere tutto con le maglie di Brescia e Juventus, nella determinazione con cui punta al prossimo Mondiale per coronare la sua scintillante esperienza in azzurro e, da ultimo, anche nei motivi che l’hanno spinta ad accettare la proposta del Bay FC, la squadra di San Josè dove la capitana della Nazionale giocherà nei prossimi sei mesi.

Dopo le prime due fondamentali partite di qualificazione alla prossima edizione della Coppa del Mondo contro Svezia e Danimarca, Girelli volerà in California per vivere – come l’ha definita lei stessa – un’esperienza di vita, non solo calcistica, molto importante. “È un’opportunità arrivata all’improvviso e ho sentito il bisogno di coglierla”, sottolinea nell’intervista rilasciata dal raduno di Coverciano a Vivo Azzurro TV, “una scelta dolorosa, presa non di cuore ma di pancia e dettata dalla voglia di rimettermi in gioco. Ho quindi deciso di prendere questo treno, che a 35 anni potrebbe essere l’ultimo per poter provare qualcosa di diverso”.

Nessuna fuga, dunque, perché l’azzurro e il bianconero rimangono al centro dei pensieri della numero 10. “Non è un addio ma solo un arrivederci. La Juve è casa mia, l’amore della mia vita. Non sto assolutamente scappando dall’Italia: vado a mettermi nuovamente alla prova in un campionato tostissimo, che mi permetterà di conoscere una nuova cultura calcistica, un nuovo modo di giocare e che mi potrà arricchire anche nel mio percorso in Nazionale”. Un percorso, quello invece che ha come destinazione la NWSL, già intrapreso prima di lei da Sofia Cantore, Lisa Boattin e Lucia Di Guglielmo. “Sarà divertente ritrovarle – sottolinea divertita – se le squadre all’estero ci guardano è perché il calcio femminile italiano ha fatto dei passi incredibili. Siamo state valorizzate dal lavoro fatto dalla Federazione, dai club e dalla Nazionale”.

Ed è proprio la Nazionale a scandire il presente di Girelli e delle sue tre compagne di viaggio, pronte tutte insieme ad inseguire il nuovo sogno della squadra allenata da Andrea Soncin. “Affronterò questo girone di qualificazione con lo spirito di sempre, anche se con un po’ più di consapevolezza e maturità. Prendere parte a un Mondiale è qualcosa di meraviglioso. Alcune di noi hanno già avuto la fortuna di disputarlo, ma va conquistato. Sarà un cammino difficile, soprattutto per le aspettative che ha questo gruppo dopo il grande Europeo della scorsa estate. Dovremo riuscire, partita dopo partita, a dare il cento per cento. A livello personale cercherò di godermi ogni istante nel miglior modo possibile”.

Le istantanee senza tempo dell’avventura in Svizzera (“mi emoziono ancora guardando certe immagini, certi festeggiamenti”) hanno lasciato nella mente e nel cuore delle Azzurre una scia indelebile. “Penso che sia stato bello per gli italiani aver potuto contare su una Nazionale così coesa. Siamo riuscite a unire un Paese per quasi un mese: è speciale sapere che le persone si riunivano per vedere le nostre partite, dato che prima succedeva solo per i maschi. Ci siamo guadagnate la possibilità di regalarci tante gioie. Ma questo è ormai il passato, mi piacerebbe immaginarci così anche nel futuro”. E i prossimi mesi di Girelli saranno di certo scanditi da nuovi orizzonti, ma la sua bussola saprà sempre indicare la direzione di casa. “La maglia azzurra è il mio porto. Indossandola penso a una Nazione intera, alla bambina che giocava nei campetti dell’oratorio e al traguardo da conquistare, giorno dopo giorno. La mia nave adesso sta salpando, però poi tornerà e avrà sempre il suo porto sicuro”.

Divisione Serie B Femminile, AIAC e tecnici a confronto a Coverciano. Tinari: “Costruire una visione comune”

Una giornata di dialogo e formazione, nella casa delle Nazionali italiane. Per la seconda stagione di fila, il Centro Tecnico Federale di Coverciano ha ospitato l’incontro tra la Divisione Serie B Femminile, l’AIAC e i tecnici delle prime squadre e delle squadre Primavera dei club di Serie B. Un incontro a cui ha preso parte anche lo staff di Gianpiero Piovani, allenatore dell’Inter, che ha illustrato le metodologie di lavoro del club nerazzurro, portando la propria testimonianza ai colleghi in sala: “Dalla pianificazione alla prestazione: il ruolo dello staff tecnico nella costruzione dei carichi nel microciclo settimanale”.

Ad aprire l’incontro sono stati la presidente della Divisione Serie B Femminile Laura Tinari, il presidente dell’AIAC Renzo Ulivieri – che nel corso della sua carriera ha guidato anche le squadre femminili della Scalese e del Pontedera – e la responsabile calcio femminile dell’AIAC Valentina De Risi.

“In nome della professionalità della categoria, la Divisione Serie B chiede molto alle società, ma lo fa per il movimento – le parole della presidente Tinari –. Ai nostri tecnici ho detto ‘grazie’ per la loro presenza oggi, per i loro investimenti di tempo, energie e passione nel femminile, loro sanno che allenare significa molto più che preparare le ragazze per la partita della domenica. Vuol dire avere un ruolo nella crescita di un movimento che sta conquistando spazi, visibilità e rispetto. Li ho invitati a vivere questa giornata con curiosità, perché non fosse solo un momento di aggiornamento, ma un’opportunità di confronto, di condivisione di esperienze e di costruzione di una visione comune. Ringrazio l’Inter per aver accettato questo confronto e il presidente AIAC Renzo Ulivieri perché crede fortemente nel femminile”.

“Un amico allenatore mi chiese: ‘cosa ne pensi se vado ad allenare il femminile?’. Io gli risposi ‘non lo fare, perché poi ci rimani, tanto entusiasmo ed energia trovi’ – ha aggiunto Ulivieri –. Dal punto di vista tattico non ci sono differenze, anzi le ragazze hanno dimostrato di applicarsi anche più degli uomini. E differenze non ce ne sono neanche dal punto di vista tecnico. L’obiettivo finale da raggiungere è quello di non parlare più di calcio femminile, ma di calcio”.

‘B Stories’ a casa Freedom: “Cuneo è…libertà di esprimerci senza pensieri”

“Cuneo è libertà di esprimerci senza pensieri”. Lo dice il nome stesso della squadra: è la Freedom la protagonista della 13ª puntata di ‘B Stories’, il format disponibile on demand su Vivo Azzurro TV, la piattaforma OTT della FIGC, che racconta i club della Serie B Femminile e il loro rapporto con il territorio. Ed è proprio nel centro della città che il direttore generale Luca Vargiu – genovese trapiantato in Piemonte – racconta la realtà Freedom, nata nel 2021 dopo che il calcio femminile di alto livello a Cuneo c’era già stato fino al 2017, anno in cui la Juventus rilevò il titolo del Cuneo Calcio Femminile.

 

“Cuneo è legata ai ricordi dei film di Totò – dice, dopo essere entrato in un bar a gustare il Cuneese al Rum, cioccolatino tipico –, ma è un posto speciale, dove abbiamo deciso di far rinascere il calcio. In questa città, anche con la pioggia, si può uscire di casa senza ombrello e attraversare i portici che la caratterizzano. Siamo il secondo polo del Piemonte, e trovarci tra le grandi è uno stimolo per fare sempre meglio: il pubblico ci segue, lo aveva fatto già durante il ritiro estivo a Roccavione, ma anche la domenica allo stadio. Ci siamo sorpresi, in occasione della partita contro il Cesena, di trovarci più gente del solito nonostante la neve”.

Una vicinanza, quella della gente, che le ragazze avvertono: quelle nate nella zona, ma anche quelle arrivate da fuori, come Sofia Pasquali, ex Brescia e alla seconda stagione con la maglia della Freedom. “Ci alleniamo a Castelletto Stura e viviamo a Roccavione, ma il centro di Cuneo mi piace molto – spiega Pasquali –. Il sabato facciamo spesso dei giretti prepartita per staccare la mente e trovare la concentrazione per la gara del giorno dopo. Qui, grazie anche al paesaggio che ci lasciamo alle spalle tutte le mattine, con le montagne innevate, troviamo questo senso di libertà”.

 

Cristiana Girelli: solo un “arrivederci” per la storia di un grande amore

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La notizia era in circolo da diverso tempo, ma in queste ore l’ufficialità è arrivata. Per la Juventus (e per l’intero comparto Women italiano) è tempo di emozioni forti, perché Cristiana Girelli non è solo simbolo bianconero, ma del calcio giocato tutto; un addio? In realtà stavolta è solo un “arrivederci” a riecheggiare tra le mura dello Stadium, perché la partenza è temporanea.

La storica 10 della “Vecchia Signora” aveva già riferito in precedenza circa la volontà di vivere una esperienza all’estero, e l’estero, infatti, ha bussato alla sua porta, rimarcando tutta la verità in quel famosissimo detto che recita “il treno passa una volta sola”. Consapevole di ciò, l’attaccante ha scelto di seguire l’istinto e salutare l’Italia almeno fino ad agosto del 2026 per ritrovarsi alla corte del Bay FC, noto club californiano facente parte della National Women’s Soccer League.

Una pietra miliare nelle mani degli Stati Uniti (che, negli ultimi anni, hanno potuto godere del talento tricolore offerto dall’arrivo di grandi esponenti del femminile quali Sofia Cantore, Lisa Boattin e, più recentemente, Pauline Peyraud-Magnin), un profilo di alto livello che ha appena siglato il record di presenze (241) e firme (150) nei colori juventini; che dire, poi, del ruolo di testimone ricoperto per quelli che, nelle stagioni passate (e quella che ancora oggi si sta disputando) sono stati veri e propri frame da ricordare, ormai solidità da “Hall of fame” e da vetrina (6 scudetti, le Coppe Italia, la Supercoppa Italiana e la Serie A Women’s Cup per un totale di 15 trofei conquistati).

Nulla che si possa dimenticare, quindi, che ha portato Girelli a mettere nero su bianco – con il cuore, più che la penna in mano – per quella reale “storia di un grande amore” che sempre continuerà: sulla pagina si parla di tempo limitato, di scelta fatta “con la pancia”, di una necessità di mettersi alla prova e tanto altro, che va soltanto ad aggiungersi ai già grandi successi singolari e collettivi. La storia nella storia, quindi, per colei che risulta attualmente insuperabile anche sotto il punto di vista marcature (il “plus” di 41 comparato agli altri contributi della rosa di Canzi) e di attività goal-assist in un singolo match (11 per la giocatrice citata).

Ad anticipare la “girata” del foglio, quel “sempre” accostato al “forza Juve, fino alla fine” che, ora come ora, ha un valore ancor più immenso e trova spazio nel contemporaneo rinnovo del legame tra la stessa e la società di Torino, valido 30 giugno 2027.

Palermo: il derby siculo va al Catania – Coach Pipitone: “Avremmo meritato un risultato diverso”

Photo Credit: Ufficio Stampa - Palermo FC

Perdere il derby di Sicilia fa sempre male”: queste le parole pronunciate post gara col Catania dal tecnico rosanero Rosalia Pipitone. Uno scontro valido per la quindicesima di campionato che ha visto le palermitane subire un tris ad opera di Teern (23’, 40’, 80’), nonostante l’atteggiamento propositivo.

La caduta della squadra è arrivata dopo l’ottimo “penta” esito inflitto lo scorso appuntamento al Matera. Al momento quest’ultima è ferma al quarto gradino a quota 24, mentre la trasferta a Marsala è ormai vicina. A questo proposito, osservando i precedenti, la prossima ospite parrebbe favorita, ma la seconda fase del percorso può risultare sorprendente.

Nessuno da sottovalutare, quindi; sulla recente performance, intanto, la coach rosanero si è espressa ulteriormente: “le ragazze hanno dato tutto quello che avevano e hanno dimostrato quanto tengono a questi colori. Avremmo meritato un risultato diverso e fino alla fine abbiamo provato a ridurre la distanza tra le due squadre.

Quando si affrontano calciatrici di categoria superiore bisogna essere perfette e non commettere errori. Ripartiamo da questa prestazione e dall’atteggiamento messo in campo oggi”.

L’anticipo questo sabato. Particolare attenzione al possibile agguato di Villaricca e Colleferro (tre punti sotto), poco più avanti (a quota 29) l’Abatese, vicinissima alla seconda Salernitana. Col riposo della capolista, pur ponendo sul tavolo eventuali vittorie delle dirette inseguitrici, però, non ci sarebbero modifiche alla vetta per punteggio ancor troppo consistente da poter raggiungere con un’unica disputa. L’obiettivo del Palermo, però, archiviato lo status legato alla classifica, è quello di far bene davanti alla imminente sfidante; chi riuscirà a conquistare il pieno bottino?

Nel Campionato Élite Femminile la Virtus Entella è Regina d’Inverno.

La Virtus Entella è la Regina d’Inverno del Campionato eFemminile Élite della Lega Nazionale Dilettanti. Nell’ultima gara del girone di andata, disputata ieri sera nel recupero contro il Perugia, la formazione ligure si è imposta con un netto 7-3, conquistando la vetta della classifica al giro di boa. Un successo pesante, che consente all’Entella di salire a quota 19 punti e chiudere la prima metà di stagione davanti a tutte le concorrenti, al termine di un percorso caratterizzato da continuità e solidità. Numeri alla mano, la squadra ligure di calcio digitale femminile è quella che ha fatto registrare la miglior media punti del gruppo: 2,17 a partita, dato che certifica un rendimento costante e competitivo nell’arco delle prime otto giornate.

Alla console della Virtus Entella eSports c’è la portoghese Beatriz Seabra (nell’immagine), protagonista di un girone di andata di alto livello. Il suo bilancio parla di 6 vittorie, 1 pareggio e 1 sola sconfitta, con 40 gol realizzati e 24 subiti, per una differenza reti di +16. Numeri che testimoniano una spiccata vocazione offensiva, accompagnata da una buona tenuta difensiva nei momenti chiave. La corsa al vertice dell’Élite eFemminile resta comunque apertissima. Le inseguitrici sono infatti pronte a sfruttare ogni passo falso nella seconda parte della stagione, in un campionato che sta confermando equilibrio e qualità tecnica. Il girone di ritorno si preannuncia decisivo, con punti pesanti in chiave qualificazione alla Poule Scudetto e con una vetta che, seppur momentaneamente colorata di biancoceleste, resta tutta da difendere.

Le protagoniste:

Arezzo (Roberta Zurli); Insuperabili ONLUS (Alessia Tonelli); Parma 1913 (Giulia Ratto); Parma Women (Giuseppina Capuano); Perugia (Maculetty González Alarcón); Teramo Calcio (Vanessa Peersmans); Vesta (Flavia Scorrano – Maddalena Piras); Virtus Entella (Beatriz Seabra)

L’AIA condanna la violenza e chiede stabilità

L’Associazione Italiana Arbitri esprime la propria più ferma condanna per quanto accaduto a seguito dell’ultimo turno di campionato, un episodio che ha superato ogni limite di civiltà e di sportività. Le minacce e le offese rivolte all’arbitro Federico La Penna, così come a calciatori e allenatori coinvolti nella vicenda, rappresentano un fatto gravissimo che nulla ha a che vedere con lo sport. Un errore, parte fisiologica del gioco, non può mai trasformarsi in una campagna d’odio. L’Associazione ieri ha già affermato la propria piena e incondizionata vicinanza al nostro Federico La Penna, sia umana che in sede legale.

In questo contesto, assume ancora maggior rilievo la necessità che l’AIA sia sostenuta per fare sistema contro queste derive che tuttavia solo un’Associazione stabile può affrontare per evitare che esempi negativi di odio e violenza possano contaminare il calcio non solo di vertice, ma anche di base. Il Comitato Nazionale sente allora ancora il dovere di richiamare con senso di responsabilità quanto è stato costruito sotto la guida del Presidente Antonio Zappi, per riaffermare con chiarezza il valore del lavoro svolto e che ha garantito fino ad oggi qualità, equilibrio e piena operatività a tutti i livelli e che è in condizione di proporre quelle riforme ineludibili che il mondo del calcio si attende.

Un percorso concreto, fatto di scelte coraggiose e risultati tangibili:
• il totale impegno istituzionale per il riconoscimento di una tutela normativa fondamentale per i nostri giovani arbitri, attraverso la modifica del Codice Penale che ha rafforzato la protezione dei direttori di gara, restituendo dignità e sicurezza a chi ogni settimana scende in campo, con l’auspicio oggi che innanzi a condotte criminali presto, così come previsto dall’art 583 quater del c.p., i magistrati comincino ad applicare concretamente la nuova legge che prevede anche l’arresto dei colpevoli di violenza contro i nostri ragazzi;
• ⁠la nomina di Organi Tecnici di altissimo profilo, con curriculum di rilievo internazionale, garanzia di competenza, autorevolezza e credibilità e per la costruzione da subito della qualità arbitrale del futuro;
• ⁠un significativo risparmio sui costi di designazione arbitrale, frutto di una gestione attenta ed efficiente delle risorse;
• ⁠la proposta di un progetto di riforma tecnica ed associativa, dí professionalizzazione sia degli arbitri di vertice che di nuovi inquadramenti per quelli di base, nel riconoscimento imprescindibile della storia dell’Associazione Italiana Arbitri.

Oggi più che mai è allora fondamentale garantire stabilità istituzionale.
Il ritorno del Presidente Zappi nel pieno delle sue funzioni, mediante un’affermazione dí giustizia sostanziale e di quella verità che il Comitato Nazionale conosce e che spera quindi si riconcili con quella processuale sportiva, non può non avvertirsi come fondamentale e necessaria per ristabilire serenità associativa e per assicurare continuità ai progetti tecnici avviati.

L’Associazione, e questo Comitato Nazionale lo ribadisce con forza, non è solo un’organizzazione: è una comunità di donne e uomini, di giovani che inseguono un sogno, di dirigenti che dedicano tempo, energie e passione.
È una storia di 115 anni, costruita con sacrificio, appartenenza e senso delle istituzioni.
Abbiamo il dovere di salvaguardare ciò che abbiamo costruito insieme. Con unità, responsabilità e visione. È su queste basi che dobbiamo ripartire nel percorso interrotto con il nostro Presidente, nell’interesse dell’AIA, di tutto il movimento arbitrale e, quindi, del calcio italiano.

Juventus, la lettera di saluti di Cristiana Girelli: “Ciao tifosi bianconeri”…

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Ciao tifosi bianconeri, Ho voluto parlarvi direttamente perché sentivo il bisogno di dedicarvi un pensiero. Quella che ho preso non è stata una decisione facile, anzi…
Nel calcio però sappiamo tutti che il tempo è limitato. La carriera di un’atleta non dura per sempre e, a questo punto del mio percorso, so che certe occasioni possono passare una volta sola. Mi si è presentata questa opportunità importante, all’improvviso, e dentro di me ho sentito il bisogno di mettermi ancora alla prova, di vivere un’esperienza diversa, prima che sia troppo tardi per farlo.

Capisco che qualcuno possa non condividere la tempistica, ma il calcio internazionale ha calendari diversi e certe opportunità arrivano quando arrivano: o le prendi in quel momento oppure rischi di non viverle più. E questa è stata la parte più difficile da accettare anche per me. È stata una scelta di pancia, più che di cuore perché il mio cuore ha solo due colori.
Per questo sento che per me non è un addio. Tutti sapete quanto amo questa squadra, voi e questa maglia, da quando sono bambina, quella che ho amato ogni singolo giorno in questi 8 anni e che continuerò ad amare anche dall’altra parte del mondo.
Questo club per me è casa, famiglia, l’amore di una vita.

E un’esperienza non toglie nulla a quello che la Juventus rappresenta per me e al posto che ha e ha sempre avuto nel mio cuore. So che non tutti capiranno questa scelta e lo rispetto, spero però continuerete a sostenere questa squadra come avete sempre fatto. Sono certa che INSIEME si possa continuare a lottare fino alla fine per raggiungere tutti gli obiettivi della stagione. Grazie a tutti, ci vediamo presto. Forza Juve, Fino alla fine.
SEMPRE.

Cristiana Girelli è una giocatrice del Bay: prestito fino ad agosto per la fuoriclasse bianconera

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

A titolo definitivo l’una, in prestito fino ad agosto l’altra: così Pauline Peyraud-Magnin e Cristiana Girelli hanno salutato la Juventus Women per sbancare negli Stati Uniti, in National Women’s Soccer League, e provare a ricomporre – virtualmente – una parte della rosa bianconera che è andata staccandosi dall’anno scorso fino a oggi. La numero 10 della Juventus è una nuova calciatrice del Bay FC fino ad agosto, quando la stagione della formazione statunitense sarà al suo giro di boa e in Italia starà per ricominciare il campionato. Con il rinnovo della Juventus, dunque, è diventato realtà anche il suo prestito negli Stati Uniti.

Aveva espresso, dopo le amichevoli negli Stati Uniti contro la Nazionale a stelle e strisce, il forte desiderio di mettersi in gioco anche all’estero, e il Bay non si è fatto sfuggire la clamorosa occasione di inserire, anche se soltanto temporaneamente, una calciatrice del calibro di Cristiana Girelli all’interno della propria rosa. Tra le calciatrici in lizza per il Pallone d’Oro e capocannoniera della scorsa Serie A, la fuoriclasse bianconera si appresta dunque a dare inizio a un capitolo importante della fulgida carriera che ha portato avanti fino a questo momento misurandosi con un campionato molto fisico e in cui la mentalità vincente sa fare la differenza. Non c’è bisogno, chiaramente, di sottolineare quanto sia stata questa mentalità vincente a portare la giocatrice ai livelli a cui ha abituato la massima serie italiana e non solo.

Un pensiero va al CT della Nazionale Andrea Soncin, che adesso ha ben quattro pedine della sua Nazionale azzurra a calciare un pallone su un rettangolo verde del campionato più competitivo e sentito a livello mondiale, e non potrà che essere soddisfatto del bagaglio con cui le sue quattro pedine saranno a disposizione per difendere il Tricolore.

Saranno mesi impegnativi per la Juventus, alla ricerca di un posto nella prossima Champions League provando a riconfermarsi Campionessa d’Italia per la seconda volta consecutiva, e saranno mesi difficili anche per Cristiana Girelli, alle prese con la sua prima esperienza all’estero. Per non farsi mancare niente, il suo papabile esordio con la maglia del Bay avverrà contro il Denver Summit, squadra in cui gioca, tra l’altro, la sua ex compagna di squadra alla Juventus Women Pauline Peyraud-Magnin, e sarà un ritrovarsi che porterà con sé nostalgia, affetto e voglia di crescere ancora.

«Cristiana è una bomber intelligente e indiscussa che porta una ventata di esperienza e di leadership nella squadra. Ha una mentalità vincente e dei valori che si allineano perfettamente con quello che stiamo costruendo qui; è un innesto importantissimo per la nostra squadra, e non vediamo l’ora di misurare il suo impatto», le parole dell’allenatrice Emma Coates dimostrano che la fama la precede.

“Luci di Donna” le parole in casa Ternana di Isabella Cardone sul tema Lo sport al femminile: due storie importanti”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Isabella Cardone e Elena Benucci, due donne che hanno saputo affermarsi sia nel lavoro che nello sport si sono raccontate guidate dalla sapiente mano della giornalista Giuliana Scorsoni nel corso dell’ultimo incontro “Luci di Donna” andato in scena e inserito nel cartellone degli eventi “San Valentino ‘26” della Biblioteca comunale di Terni (Bct). Dopo il saluto istituzionale dell’assessore alla cultura del Comune di Terni Tiziana Laudadio è iniziato il confronto, sul tema “Lo sport al femminile: due storie importanti”.

“Per me il calcio era il premio per i buoni voti ottenuti a scuola. Ricordo la prima maglia, aveva l’undici sulla schiena: feci gol di testa all’esordio” ha raccontato Isabella Cardone, direttore generale della Ternana Women, ripercorrendo la sua storia “il mio idolo era Gianluca Vialli, lo studiavo, cercavo di imitarlo nelle movenze. Poi purtroppo un giorno, giocando con i miei fratelli in pineta, mi sono fatta male al ginocchio e l’esperienza da calciatrice è finita. Ma non mi sono arresa. Di pari passo con la carriera da commercialista ho iniziato a coltivare quella da allenatrice per poi evolvermi in dirigente. L’incontro con il presidente Stefano Bandecchi e Paolo Tagliavento ha rappresentato un ulteriore step. Ci siamo trovati subito, abbiamo condiviso la stessa visione. E così sono state gettate le basi di quello che è oggi la Ternana Women: una delle 12 società più importanti d’Italia”.

La vittoria di sabato scorso contro il Genoa ha fatto fare un balzo avanti in classifica alla Ternana Women oggi terzultima a +3 dalle liguri ultime e a +1 dal Parma. Salvezza che passa anche attraverso la prossima sfida di campionato “domenica ci confronteremo sul nostro campo contro la Juventus campione in carica. Abbiamo faticato tanto per essere a questo tavolo, non vediamo l’ora di giocarci le nostre carte”.

A proposito di tavoli, l’incontro ha rappresentato l’opportunità di confrontarsi anche su temi di attualità legati allo sport al femminile. Uno su tutti i pregiudizi “Quello che mi fa male è quando mi siedo ad un tavolo, si discute di calcio e gli altri partecipanti non parlano con me perché sono donna oppure, quando non ho le stesse opportunità degli uomini di sedermi a certi tavoli pur avendo maggiori competenze. Questo è l’attuale pregiudizio nel mondo dello sport al femminile”.
Calcio e scherma, due sport molto diversi “la mia è una disciplina individuale” anche se “si vince e si perde tutti insieme quando saliamo in pedana per le gare a squadra” ha ribadito Elena Benucci che ha saputo coniugare lavoro, sport e famiglia “quando i miei figli erano piccoli me li portavo ad ogni gara ora invece… sono loro a scegliere dove venire” sorride la schermidrice campionessa del Mondo nella categoria Veteran legata a doppio filo alla Ternana Women. E’ stata allieva dell’indimenticato maestro Carlo Carnevali al quale oggi è intitolata la sala scherma di Narni all’interno del “Moreno Gubbiotti” dove la Ternana Women ha dato vita da questa stagione al progetto hospitality hub: un luogo dove si fondono i territori esaltando le proprie eccellenze. Come ha fatto per un pomeriggio il Caffè Letterario della Bct dando mono a due protagoniste dello sport ternano d’incontrarsi e raccontarsi.

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