Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Archiviate le emozioni della Coppa Italia, i riflettori tornano sul campionato e in particolare sulla sfida-salvezza tra Vip e Molfetta. 13 punti su 20 gare per le venete (che di recente hanno annunciato la separazione da Kim Serandrei), mentre le pugliesi viaggiano a quota 18, ma hanno giocato una partita in più e riposeranno nell’ultimo turno, proprio quello in cui la Vip farà visita ad un’altra squadra in corsa per la permanenza in A: l’Atletico Foligno.
TROIANO – Senza Serandrei, ma con la voglia di compattarsi per uscire fuori dalla zona playout. “È stata sicuramente un’annata particolare – spiega capitan Jessica Troiano. – Abbiamo affrontato diversi problemi, ad esempio non era mai successo che la Vip cambiasse due allenatori: ringrazio Kim per questi mesi, ma ora non vedo altra ricetta che preparare la partita e lavorare, lavorare, lavorare. Sono fiduciosa col Molfetta perché giochiamo in casa e poi per noi è un po’ l’ultima possibilità: dobbiamo salire tutte sulla barca e andare nella stessa direzione per cercare di evitare i playout. Io ci credo e ci credono anche le mie compagne. Se così non fosse, affronteremo in playout come una guerra sportiva. Ma voglio immaginarmi che riusciremo a salvarci prima. Voglio dire a tutta la squadra che adesso tocca a noi, ad una ad una dobbiamo tenerci per mano e lottare per questo risultato che vogliamo (e meritiamo) tutti, giocatrici, staff e società”.
CABALLERO – Il Molfetta vuole dare una spallata in chiave salvezza. Ed ecco che entra in gioco Ylenia Caballero, autrice di 4 gol all’andata. “Ripetersi non è mai semplice, soprattutto in trasferta. Dovremo essere concentrate, mantenere alta l’intensità e sfruttare al massimo le occasioni che creeremo. La chiave sarà restare compatte, difendere con attenzione e ripartire con velocità, proprio come abbiamo fatto in casa. Se riusciamo a imporre il nostro ritmo e a giocare con determinazione, possiamo ottenere un altro risultato positivo”. Nulla verrà lasciato al caso. “Ogni partita ora è fondamentale, e i punti in palio domenica pesano tantissimo. Per noi è troppo importante raggiungere la salvezza diretta ed è con questa mentalità che scenderemo in campo. Il gruppo è unito, stiamo lavorando duramente e crediamo nelle nostre capacità perché abbiamo tutto ciò che serve per riuscire a conquistare un risultato positivo. Finché l’aritmetica lo permetterà, lotteremo per raggiungere il nostro obiettivo senza passare dai playout”.
Credit: Sezione AIA (Marta Masu al centro della terna arbitrale)
Sabato 5 aprile ha preso ufficialmente il via, in contemporanea in tutte le regioni d’Italia, l’edizione 2025 della Run4Hope, la staffetta solidale che ha visto protagonisti gli arbitri italiani al fianco della ricerca e della solidarietà. Il denaro raccolto infatti sarà devoluto alla Fondazione AIRC (Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). Le partenze avverranno tendenzialmente dai capoluoghi di regione. Nei giorni successivi, il testimone percorrerà diverse città secondo un cronoprogramma definito dai Comitati Locali di supporto a Run4Hope, attraverso tappe giornaliere che varieranno indicativamente dai 10 ai 50 km. L’ultima tappa si svolgerà domenica 13 aprile, con l’arrivo contemporaneo alle ore 11:00 nelle stesse città di partenza.
L’organizzazione dell’evento è stata accolta con entusiasmo dall’Associazione Italiana Arbitri, che si è attivata con energia e spirito di servizio su tutto il territorio nazionale. Il 25 marzo scorso, Alberto Zaroli, Diversity, Equity and Inclusion Manager della Commissione AIA per il sociale e Alessandro Paone, Responsabile della Commissione Eventi insieme ai Componenti Davide Facheris, Stefano Mirri e Vincenzo Pepe, hanno coordinato una riunione online con tutti i Presidenti dei Comitati Regionali e i rispettivi Referenti per definire nel dettaglio l’organizzazione della manifestazione.
Alberto Zaroli ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, dichiarando: “Correre ci aiuta a stare meglio con noi stessi, a liberarci dallo stress; correre portando in giro per l’Italia il testimone della solidarietà ci permette di aiutare la ricerca e di dare un valore in più al nostro impegno con l’orgoglio di poter dare da arbitri in ogni piazza il fischio d’inizio ad una partita che ci vede tutti vincitori.” Anche Alessandro Paone ha evidenziato il legame tra la corsa e l’attività arbitrale, affermando: “Correre è nel DNA degli arbitri e se possiamo farlo per una giusta causa allora lo facciamo al massimo. Questa manifestazione ormai è entrata nel programma Eventi AIA e credo faremo tanta strada insieme.”
Dietro la partenza simbolica di ogni tappa regionale c’è stato un intenso lavoro preparatorio: incontri, riunioni, accordi con le istituzioni locali e coordinamento con le altre realtà partecipanti. Inoltre, una campagna di comunicazione capillare è stata portata avanti con dedizione dai Referenti Regionali e Sezionali, attraverso i social network dei Comitati Regionali e delle Sezioni, i siti internet e i quotidiani locali, contribuendo a diffondere il messaggio di una manifestazione che unisce sport, impegno e valori.
Le attività di comunicazione proseguiranno anche durante lo svolgimento della staffetta: saranno realizzati e condivisi contenuti fotografici e video per documentare in tempo reale la partecipazione degli arbitri italiani, valorizzando così sui canali social ogni singolo momento di questa grande iniziativa solidale. L’appuntamento è dunque per sabato 5 aprile, quando da ogni angolo d’Italia partirà la corsa solidale, con un solo obiettivo: fare squadra per una causa che riguarda tutti.
Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Dopo la fine della regular season, e la sosta per la Coppa Italia di categoria, torna a farsi calda la post season per le formazioni di Serie B, con due posti da assegnare ‘subito’ per la Serie A e uno da ‘conservare’ in un percorso più lungo.
Quattro le squadre a vincere i rispettivi gironi: Athena Sassari (girone A), Virtus Romagna (girone B), Women Roma (girone C), PSB Irpinia (girone D) si giocheranno le rispettive possibilità il 13 aprile (andata) ed il 27 aprile (ritorno).
Le due vincitrici salgono in Serie A le due perdenti aspetteranno le vincenti del percorso piazzate per le Final Four con un altro posto in palio per la Serie A.
Tra le piazzate, invece, questi gli scontri SERIE B – PLAYOFF – PRIMO TURNO 13 aprile Gara 1) JASNAGORA-CUS CAGLIARI
Gara 2) PERO-SOLARITY
Gara 3) ATLETICO CHIARAVALLE-INFINITY
Gara 4) FUTSAL HURRICANE-CF SCANDICCI
Gara 5) SOCCER ALTAMURA-VIRTUS CAP SAN MICHELE
Gara 6) WFC GROTTAGLIE-LITTORIANA
Gara 7) LEVANTE CAPRARICA-WOMAN NAPOLI
Gara 8) SALERNITANA-LADY MONDRAGONE
SECONDO TURNO – 27 aprile Gara 9) Vincente gara 1 vs Vincente Gara 2
Gara 10) Vincente gara 3 vs Vincente gara 4
Gara 11) Vincente gara 5 vs Vicente gara 6
Gara 12) Vincente gara 7 vs Vincente gara 8
Le 4 Società vincenti il II° Turno accederanno al III° Turno, che prevede gare di andata e ritorno.
Un’occasione unica per immergersi nel mondo dell’arbitraggio ai massimi livelli. La Sezione di Treviglio ha avuto l’onore di ospitare Chiara Perona, arbitro internazionale di Futsal e figura di spicco. Con un palmarès ricco di finali e riconoscimenti prestigiosi, la sua presenza ha attirato colleghi nazionali e figure di rilievo nel panorama arbitrale. Un evento che non solo ha offerto spunti tecnici di altissimo valore, ma ha anche ispirato tutti i presenti a riflettere sul proprio percorso arbitrale.
L’incontro è entrato subito nel vivo con l’intervento di Chiara Perona, che ha analizzato le caratteristiche essenziali di un arbitro di Futsal. Chiara ha evidenziato l’importanza della coerenza nelle decisioni, della preparazione atletica e della conoscenza approfondita del Regolamento. Ha inoltre sottolineato il valore della collaborazione tra colleghi, spiegando come il team arbitrale sia fondamentale per garantire un arbitraggio efficace e autorevole.
A supporto delle sue parole, Chiara ha mostrato alcune clip tratte dalle sue direzioni di gara, mettendo in evidenza le situazioni più complesse e il modo corretto di affrontarle. Questi esempi concreti hanno permesso ai presenti di comprendere meglio le difficoltà del ruolo e l’importanza di una preparazione adeguata.
Successivamente, l’ospite ha condiviso la sua esperienza personale, raccontando il percorso che l’ha portata dai primi passi nel mondo arbitrale fino ai vertici del Futsal internazionale. Chiara ha ribadito come l’arbitraggio sia bello perché declinabile, in quanto ciascuno può trovare la propria dimensione in questa attività. Inoltre, ha sottolineato il ruolo della Sezione come punto di riferimento per la crescita professionale e personale degli arbitri, un luogo di confronto e condivisione fondamentale per il miglioramento individuale e collettivo.
La riunione si è rivelata un momento formativo di grande spessore, arricchita da un’ampia partecipazione e da numerosi interventi dei presenti. Il valore dell’arbitraggio, la passione e la costante ricerca del miglioramento sono stati i temi centrali dell’incontro. E’ stato inoltre ribadito quanto sia importante il confronto con colleghi di alto livello per accrescere le proprie competenze e questo incontro ha dimostrato quanto l’esperienza e il confronto possano aiutare ogni arbitro a trovare la propria strada.
Al termine dell’incontro, il Presidente ha ringraziato Chiara Perona per la sua disponibilità e per il prezioso contributo offerto alla crescita degli arbitri sezionali: “Non avevo dubbi sull’efficacia della lezione, considerando il curriculum di assoluto rilievo”. In segno di riconoscenza, l’ospite ha donato alla Sezione una sua divisa FIFA, mentre la Sezione ha consegnato un omaggio in ricordo della serata. Un evento che ha lasciato un segno importante, riportando tutti al messaggio iniziale: l’arbitraggio non è solo tecnica e Regolamento, ma anche passione, dedizione e condivisione di esperienze.
Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
L’Arezzo cede di misura sul campo della Res Roma. A parlare all’ufficio stampa del club toscano, dopo la sconfitta per 1-0 maturata nel finale, è stata l’allenatrice Ilaria Leoni che sulla sfida ha affermato: “Purtroppo veniamo da una brutta sconfitta perché questo gol preso al novantesimo fa male. Volevamo a tutti i costi la vittoria e le ragazze ci hanno provato. Purtroppo anche i tanti infortuni, e le tante assenze, non ci hanno aiutato. Sotto tanti aspetti le ragazze hanno però dato il massimo”.
Nell’intervista Ilaria Leoni sul momento dell’Arezzo ha poi continuato aggiungendo: “Faccio anche i complimenti a Carola che ha esordito, una ragazza della primavera che ha veramente fatto il massimo possibile. Ora dobbiamo ricaricare le pile e soprattutto recuperare le ragazze infortunate per la prossima partita perché con la Ternana sarà un altro impegno davvero tosto”.
Sara Isabel Pisoni – classe 2006, attaccante. Nata a Trento e gioca nel Trento Calcio Femminile (campionato nazionale Serie C)
Una bambina con un sogno. Ci sono passioni che nascono in modo naturale, come un battito di cuore, e per Sara Isabel Pisoni – per tutti semplicemente Isy – il calcio è stato così: un richiamo irresistibile, una voce che le diceva di correre, giocare, essere parte di quel mondo. Da bambina, all’oratorio, osservava i bambini giocare sul campetto polveroso, rincorrere il pallone, gridare, ridere, esultare. Le bambine, invece, restavano a bordo campo a tifare, ma a lei non bastava guardare. Voleva sentire l’erba sotto i piedi, il pallone tra le gambe, il brivido di un tiro ben riuscito. Ogni domenica, nel piccolo paese di Lizzana, Isy si faceva accompagnare ai tornei. Guardava, sognava, immaginava il momento in cui anche lei avrebbe potuto giocare davvero. Finché un giorno, con il cuore pieno di determinazione, chiese ai suoi genitori di iscriverla a una scuola calcio.
I primi passi nel calcio
Quando i suoi genitori la iscrissero alla società sportiva di Lizzana, capì che il suo sogno stava prendendo forma. Dal campetto dell’oratorio passò al campo vero, dove ogni allenamento era una sfida, ogni partita un’emozione. Giocava come difensore, terzino sinistro, e si metteva alla prova contro avversari che non sempre la prendevano sul serio. Ma non importava. Lei correva, contrastava, si rialzava dopo ogni caduta. Non voleva essere “una bambina che giocava a calcio”, voleva essere semplicemente una calciatrice. All’età di 14 anni, è arrivata la chiamata dall’Isera, all’epoca era l’unica società sportiva di calcio femminile della zona, e con la quale ha esordito in Serie C. Da lì, un passo dopo l’altro, è passata al Merano (qui ha giocato insieme a Nadine Nischler attualmente in Serie A) e poi al Trento, la squadra dove gioca oggi.
La magia della Viareggio Women’s Cup
Se c’è un’esperienza che Isy porta nel cuore, è la Viareggio Women’s Cup. Ha partecipato a tre edizioni e ogni volta ha pensato di aver imparato tutto, solo per scoprire, puntualmente, che c’era ancora qualcosa da apprendere. All’inizio, era la più piccola, quella che seguiva le grandi, che ascoltava, che si lasciava guidare. Nell’ultima edizione il suo ruolo è cambiato: da vice capitano, ha imparato a essere un punto di forza per le più giovani. Eppure, ogni volta che la settimana di torneo finisce, Isy si commuove. Non per tristezza, ma perché la Viareggio è un’esperienza che la riempie di vita, che la ricarica, che le dà fiducia in se stessa. Quell’atmosfera ha qualcosa di speciale, quasi magico. Ritrovare vecchie compagne, conoscerne di nuove, sentire che dopo poche ore si diventa una famiglia. Isy lo dice chiaramente: “Viareggio è magia. Ogni ragazza che indossa quella maglia sa di dover dare tutto, perché in quella squadra nessuna si risparmia. Non importa chi si trova di fronte, se la Juventus o un’altra grande squadra: ciò che conta è dimostrare di meritarsi quel posto. Quando abbiamo pareggiato 3-3 contro la Juve, in rimonta, mi sono sentita orgogliosa, carica, viva”.
Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio
Dopo il primo stage di marzo, la Nazionale Under 15 Femminile tornerà a radunarsi dal 14 al 17 aprile al Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia. Sono 23 le calciatrici classe 2010 convocate dal tecnico Marco Dessì per il raduno, che si chiuderà con una gara di allenamento con l’Under 13 maschile del Livorno. Per il primo impegno ufficiale della stagione bisognerà invece attendere giovedì 8 maggio (ore 14), quando al CPO di Tirrenia le Azzurrine affronteranno in amichevole le pari età della Germania.
L’ELENCO DELLE CONVOCATE
Portieri: Noemi Ceccolini (US Arzilla), Maria Mino (Atalanta), Emilia Wenin (Fiorentina);
Difensori: Fabiana De Clemente (Napoli), Giulia De Lorenzo (Roma), Camilla Grotto (Hellas Verona), Arianna Mazzoni (Basilea), Ilaria Occhipinti (Inter), Lara Serra (Milan); Centrocampiste: Martina Battocchio (Juventus), Anna De Franceschi (Sassuolo), Sara Ferraro (Sampdoria), Lucrezia Grigoli (Roma), Beatrice Iiriti (ARL Segato), Giorgia Rossi (Roma), Emma Tallevi (Bologna), Elisa Valner (Hellas Verona), Elisa Vianello (Sassuolo); Attaccanti: Sofia Chiessi (Sassuolo), Sara Elshamy (Milan), Federica Faggioli (Spal), Mariasole Platto (Inter), Flaminia Zuccari (Lazio).
Staff – Tecnico: Marco Dessì; Assistente tecnico: Francesca Valetto; Coordinatore Nazionali Giovanili Femminili: Enrico Maria Sbardella; Preparatore atletico: Lorenzo Corsi; Preparatore dei portieri: Pasquale Pastore; Match analyst: Francesco Donzella; Medici: Noemi Giraldi e Carola Morini; Fisioterapista: Chiara Melis; Nutrizionista: Andrea Carolina Striglio; Psicologa: Sara Landi; Magazziniere: Alessio Biordi; Segretario: Annamaria Giuliani.
Cinque gironi, quattro categorie, più di 2000 partecipanti e una sfida calcistica che coinvolgerà tutte le regioni d’Italia. Il Torneo delle Regioni 2025, giunto alla sua 61esima edizione, per la prima volta si svolgerà in Sicilia e coinvolgerà tutte le 20 regioni, ognuna con quattro rappresentative: Under 15, Under 17, Under 19 e Calcio Femminile. Il torneo, tra i più importanti appuntamenti del panorama del calcio dilettantistico italiano, si svolgerà nell’Isola dall’11 al 18 aprile 2025.
Come si svolgerà il Torneo?
Le partite si svolgeranno in tutte le province della Sicilia, suddivise in cinque gironi: Girone A (Palermo/Trapani), Girone B (Agrigento/Caltanissetta/Enna), Girone C (Ragusa/Siracusa), Girone D (Catania), Girone E (Messina/Taormina)
Ogni girone sarà composto da quattro squadre. Le cinque vincenti e le tre migliori seconde accederanno alla seconda fase, che si terrà a Taormina e Giardini Naxos, con le finali in programma presso lo Stadio di Taormina, uno degli impianti più suggestivi dell’Isola.
“Fico”: la mascotte che racconta la Sicilia
Simbolo di questa manifestazione, di rilevanza nazionale, sarà “Fico”. La mascotte, che accompagnerà tutte le attività in programma, rappresenta un fico d’India, simbolo di tradizione e resilienza. I suoi colori brillanti e la sua postura dinamica da calciatore evocano energia, talento e spirito di squadra, caratterizzando un torneo che celebra la forza e la competitività in ogni gesto.
Il Torneo delle Regioni, infatti, non si limiterà alla sola dimensione sportiva, ma rappresenterà anche un’importante occasione per valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico della Sicilia, mettendo in risalto le sue bellezze monumentali e archeologiche. L’obiettivo è quello di coniugare sport e turismo, trasmettendo un messaggio di civiltà, progresso e sviluppo,
La Conferenza Stampa a Palazzo D’Orleans
La conferenza stampa di presentazione ha visto la partecipazione di importanti autorità istituzionali e sportive, tra cui il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, l’Assessore per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo Elvira Amata, l’Assessore delle Attività Produttive Edy Tamajo, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il Presidente della Figc Gabriele Gravina, il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete e il Presidente del Comitato Regionale Sicilia Figc-LND Sandro Morgana.
Sandro Morgana, Presidente del Comitato Regionale Sicilia Figc-LND, si dichiara molto soddisfatto: “Questa è una grande occasione per il calcio siciliano e per l’intera Regione. Il Torneo non è solo un evento sportivo, ma anche un’opportunità per far conoscere al mondo la bellezza della Sicilia e l’ospitalità della sua gente. Puntiamo a vincere il titolo del fairplay e, ci auguriamo, anche quello sportivo. Ma il nostro vero obiettivo è lasciare un ricordo nella memoria di tutti coloro che prenderanno parte a questa straordinaria manifestazione”.
Entusiasta anche il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete: “Il Torneo delle Regioni è un’opportunità fondamentale che riunisce tutti i territori e le rappresentative dei comitati regionali e provinciali. L’iniziativa è una vetrina importante per il calcio dilettantistico e per la crescita dei nostri giovani. Ringraziamo anche le Istituzioni per il loro supporto a questa importante attività della Lega Nazionale Dilettanti, certi che sarà un successo”.
La mascotte “Fico” del Torneo delle Regioni 2025 non è solo un simbolo, ma un vero e proprio emblema che racchiude in sé il cuore pulsante di tutta la manifestazione. Traendo ispirazione da una delle mascotte più celebri del calcio italiano (“Ciao”, la mascotte dei Mondiali di calcio 1990), il Torneo vuole evocare lo stesso spirito di gioia e magia che caratterizzarono quella storica competizione, custodendo nel nome una doppia valenza significativa. “Fico” affonda le radici in un frutto tipico della Sicilia, terra che ospiterà – per la prima volta – la 61esima edizione del Torneo, ovvero il fico d’India. Capace di prosperare in ambienti difficili e di resistere anche alle condizioni più aride, diventa il perfetto simbolo di resistenza e determinazione. Proprio come il frutto, i giovani atleti che parteciperanno al Torneo delle Regioni sono pronti a superare ogni ostacolo, affrontando le sfide con passione e spirito di sacrificio. Ma il significato del nome va oltre la semplice connessione con la tradizione siciliana. “Fico” richiama, infatti, anche una più moderna espressione gergale, utilizzata per comunicare qualcosa che suscita entusiasmo e ammirazione. Il termine celebra l’idea che anche ciò che è ordinario può diventare straordinario, proprio come il Torneo delle Regioni, che mette in luce il talento e l’impegno di giovani atleti provenienti da tutta Italia. Inoltre, la postura dinamica e l’aspetto sportivo della mascotte, disegnata come un calciatore in azione, incarnano l’energia che anima l’intera manifestazione. Un vero e proprio protagonista che corre e si impegna in ogni partita, riflettendo la determinazione che caratterizza i partecipanti del Torneo, diventando così un punto di riferimento per tutti coloro che prendono parte a questa emozionante avventura.
Veronica Rieppi – classe 2007, difensore – Nata a Roma e gioca nella Roma Calcio Femminile di Serie C
Ha iniziato a giocare a calcio all’età di sei anni spinta dalla passione e dall’ammirazione per suo fratello, Riccardo, il suo primo grande punto di riferimento. Osservava ogni sua mossa e desiderava seguirne le orme, finché un giorno chiese alla madre di iscriverla ad una scuola calcio. I suoi primi passi li ha mossi sul campo sportivo di Tor Lupara, un campo che per lei rappresenta l’inizio di tutto. Tuttavia, a dieci anni ha deciso di interrompere il calcio per dedicarsi al pattinaggio sul ghiaccio. Sembrava una strada diversa, ma il richiamo del pallone è stato troppo forte: il suo allenatore la convinse a partecipare ad un torneo al Pio XI, e da quel momento il calcio è diventato parte della sua identità.
Il percorso calcistico Dopo l’esperienza a Tor Lupara, Veronica ha giocato per tre anni nella AS Roma, poi ha vissuto una stagione nella SS Lazio, nonostante il suo cuore sia sempre stato giallorosso. Da due anni fa parte della famiglia della società sportiva Roma Calcio Femminile. Qui ha giocato nell’Under 17, poi nell’Under 19, con cui ha conquistato lo Scudetto nella stagione 2023-2024. Nell’ultimo anno è arrivata in prima squadra, un traguardo importante, ma soprattutto un punto di partenza per nuove sfide.
L’esperienza alla Viareggio Women’s Cup “La Viareggio Women’s Cup è stata un’esperienza intensa, vissuta in pochi giorni ma con un impatto enorme. Nonostante non ci conoscessimo, siamo riuscite a trovare un equilibrio in campo, costruendo legami forti in pochissimo tempo. Porto con me un profondo senso di gratitudine verso tutto lo staff, il mister Canestro, che in così poco tempo è riuscito a trasmettere tanto, lasciando un segno nel mio percorso. Un ringraziamento speciale va anche allo staff medico, perché sono arrivata al Torneo con un forte dolore alla spalla e sono rientrata a casa senza alcun fastidio – queste le parole di Veronica – La partita contro la Juventus è stata una delle prove più difficili. In Serie C siamo abituate a confrontarci con le calciatrici più grandi e con maggiore esperienza, mentre a Viareggio abbiamo giocato con le pari età, dove tutto si costruisce in maniera più immediata. In quei momenti capisci cosa significa davvero essere squadra: mettere insieme le forze, conoscersi in fretta, imparare a muoversi all’unisono”.
Il ruolo di difensore e la sua visione della vita Veronica sente che il ruolo di difensore la rappresenta perfettamente, perché riflette il suo modo di affrontare la vita: l’attacco è la spinta verso i propri sogni e obiettivi, la voglia di conquistare il proprio spazio, di andare avanti. La difesa, invece, è la capacità di proteggersi dagli ostacoli, di resistere, di affrontare ciò che la vita mette davanti. In campo, come nella vita, sa di dover difendere, ma anche costruire.
Studio e progetti futuri Fuori dal campo Veronica ha le idee chiare. Frequenta il Liceo di Scienze Umane e sta già pensando al suo futuro. Il suo sogno è restare nel mondo del calcio, ma è consapevole dell’importanza di avere un “piano B”. Come suo fratello, vorrebbe entrare nell’ Esercito, una strada che sente affine al suo carattere determinato. In alternativa, potrebbe diventare fisioterapista, restando comunque vicina al mondo dello sport.
Vita fuori dal campo Quando non è in campo, Veronica ama stare con le persone a cui tiene. La famiglia e gli amici sono il suo punto fermo, quei legami autentici che la fanno sentire a casa. È molto legata ai valori della famiglia tradizionale e adora passare il tempo con il suo cane, Nikita, il suo compagno fedele nei momenti di relax. Tra allenamenti, scuola e sogni da realizzare, trova sempre il tempo per chi conta davvero nella sua vita.
Uno sguardo al futuro
Veronica è una ragazza che non si ferma, che guarda avanti con la determinazione di chi sa cosa vuole. Il calcio è il suo presente, il suo sogno, la sua strada, ma qualunque sia il futuro che sceglierà, lo affronterà con la stessa grinta con cui difende ogni pallone in campo. La Viareggio Women’s Cup è stata una tappa importante del suo percorso, ma il viaggio è ancora lungo ed è pronta a correre incontro a tutto ciò che la vita ha in serbo per lei.
Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
La Serie A sta per ripartire e il Como Women s’accinge ad affrontare le battute conclusive della PouleSalvezza del massimo campionato, ma in questo fine settimana le lariane di Stefano Sottili, che occupano complessivamente la sesta piazza e la prima nella Poule Salvezza, vedranno da fuori le gare della sesta giornata tra Lazio-Sampdoria e Napoli-Sassuolo; invece, il Como tornerà in campo la settimana prossima in trasferta contro lo stesso Sassuolo.
Nel mentre, abbiamo intervistato BertaBouSalas, difensore classe ’99 che ha scelto di venire in Italia vestendo la divisa bianconera.
Berta, come hai capito di avere la passione per il pallone? «Da piccola giocavo sempre nel campetto della scuola, finché ho deciso di chiedere ai miei genitori se potessero iscrivermi a calcio».
Cosa ti ha portato a diventare un difensore? «La verità è che, giocando a calcio a sette, l’allenatore decise di mettermi in difesa perché pensava che avrei fatto bene. Così ho fatto bene e sono rimasta come difensore».
In passato, hai fatto parte del Barcellona e del Levante Las Planas. Cosa ti hanno dato queste due maglie? «Per quanto riguarda il Barça, mi ha dato il modo in cui ora capisco il calcio e ho una prospettiva su come creare il calcio e giocarlo, anche con i valori del miglior club del mondo. Questo mi ha permesso di imparare molto sia a livello personale che professionale e di rispettare tutte le squadre. Al Levante Las Planas ho potuto vedere una prospettiva diversa del calcio perché, pur avendo poche risorse, hanno dato tutto per il calcio femminile, e questo me lo ha fatto valutare sia personalmente che professionalmente, in un modo diverso da quello che avevo sperimentato prima».
Cosa ti ha spinto in questa stagione a giocare per il Como Women? «Stavo cercando di cambiare scenario rispetto a Barcellona e mi è capitata questa opportunità. La verità è che ho visto che era un’ottima opzione per imparare fuori dalla Spagna e crescere come persona».
Per te, si tratta della prima esperienza fuori dalla Spagna. Che differenze hai notato tra il campionato spagnolo e quello italiano? «Principalmente, in Italia ci sono dieci squadre e si gioca un primo turno per qualificarsi tra le prime cinque o le ultime cinque. In Spagna, invece, non c’è questo format».
Il Como Women ha concluso la prima parte della Poule Salvezza di Serie A al primo posto. Soddisfatta del piazzamento o risultato in parte mitigato per il mancato quinto posto nella prima fase del campionato? «Il nostro obiettivo era finire tra i primi cinque e dipendeva da noi. Alla fine, il risultato ci è sfuggito e non siamo riuscite a raggiungere il nostro obiettivo, ma continueremo a lavorare per arrivare il più in alto possibile in classifica».
La squadra, due settimane fa, ha vinto 2-0 sul campo del Napoli. Avversario non facile, ma alle fine il gruppo ha portato a casa tre punti pesanti per il prosieguo della stagione. «Il Napoli ci ha sempre messo in difficoltà, ma alla fine siamo riuscite a vincere la partita e a portare a casa i tre punti».
C’è stata la sosta per gli impegni delle Nazionali. Dal tuo punto di vista, piò incidere sul percorso della squadra in vista delle battute conclusive del campionato? «Queste settimane ci hanno aiutato ad avere chiaro l’obiettivo di voler vincere il maggior numero di partite possibile e stiamo lavorando per questo. Credo che siamo una squadra solida, con idee molto chiare, e che alla fine, una volta rientrate tutte, continueremo a lottare per gli stessi obiettivi e con lo stesso entusiasmo con cui giochiamo sempre».
Dopo la pausa, la poule salvezza riprende il prossimo fine settimana con Sampdoria-Lazio e Sassuolo-Napoli. Dal suo punto di vista, come si svolgeranno queste due sfide? «Credo che Sampdoria e Napoli arriveranno molto forti per vincere, perché ne hanno bisogno. Ma Sassuolo e Lazio credo che siano due squadre molto affermate e non gli renderanno le cose facili».
Che impressioni hai sulla Serie A? «Personalmente mi è piaciuta molto: penso che sia un campionato di alto livello e che renda la Poule Salvezza e la Poule Scudetto molto interessanti».
Chi potrà vincere lo scudetto? «Non lo so, alla fine le squadre sono molto competitive e lottano per vincere ogni partita, ma secondo me potrebbe essere la Juventus».
La Spagna si sta preparando per gli Europei di quest’anno ed è stato inserito nel gruppo B con Italia, Belgio e Portogallo. Pensi che la Roja possa finalmente centrare la competizione? «Credo che la Spagna abbia dimostrato di avere un livello molto alto durante tutte le competizioni e le partite, quindi penso che sì, possa essere una possibile vincitrice».
Un’eventuale vittoria dell’Europeo rappresenterebbe un ulteriore tassello del dominio che il calcio femminile spagnolo sta mostrando al mondo… «Credo che sarebbe un passo avanti per il dominio del calcio femminile spagnolo e darebbe anche molta visibilità a tutti e molte opportunità di crescita».
Com’è la tua vita fuori dal campo? «Niente di eccezionale. Mi piace fare progetti con la mia compagna, con i miei amici e mi piace molto giocare al computer».
Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissata quest’anno? «A livello personale, imparare molto sul Paese in cui mi trovo, sapere dove gioco; e a livello calcistico, non perdere la mia identità e finire il più in alto possibile in classifica».
Cosa vorresti dire alle tue compagne del Como Women in vista delle partite conclusive di Serie A? «Queste ultime partite sono molto importanti, dobbiamo continuare a lottare come abbiamo fatto finora e, nonostante tutti gli alti e bassi che abbiamo avuto, siamo ancora una grande squadra, con grandi persone e grandissime giocatrici».
La Redazione di CalcioFemminileItaliano ringrazia il ComoWomen e BertaBouSalas per la disponibilità.
VERSIÓN ESPAÑOLA
Berta Bou Salas, Como Women: “Somos un equipo de grandes jugadoras, queremos ganar tantos partidos como sea posible”
Berta Bou Salas in azione con la maglia del Como Women (Photo Credit: Fabrizio Brioschi – PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
La SerieA está a punto de empezar de nuevo y el ComoWomen está a punto de afrontar las fases finales de la poule de salvación de la Serie A, pero este fin de semana el Como Femenino de Stefano Sottili, que ocupa la sexta plaza de la general, verá desde fuera los partidos de la sexta jornada entre Lazio-Sampdoria y Nápoles-Sassuolo; en su lugar, el Como volverá al campo la semana que viene a domicilio contra el mismo Sassuolo.
Mientras tanto, entrevistamosa BertaBouSalas, una defensa ‘99 que decidió venir a Italia con el uniforme bianconero.
Berta, ¿cómo te diste cuenta de que te apasionaba el fútbol? «Cuando era pequeña, me di cuenta de que me apasionaba el fútbol, porque siempre jugaba en el recreo del colegio, hasta que decidí preguntar a mis padres si me podían apuntar a fútbol, porque realmente me lo pasaba muy bien».
¿Qué te llevó a convertirte en defensa? «La verdad es que, jugando a fútbol siete, el entrenador decidió ponerme de defensa porque creyó que lo haría bien. Entonces lo hice bien, y ya me quedé de defensa».
En el pasado, formaste parte del Barcelona y del Levante Las Planas. ¿Qué te aportaron estas dos camisetas? «Bueno, por parte del Barça, me ha aportado la manera que tengo ahora de entender el fútbol y tener una perspectiva de cómo crear fútbol y jugarlo, también con los valores del mejor club del mundo. Entonces, eso me ha dado muchísimo aprendizaje, tanto personal como profesional, y respeto para todos los equipos. En el Levante Las Planas pude ver una perspectiva diferente del fútbol, porque, teniendo pocos recursos, lo daban todo por el fútbol femenino, y eso me hizo valorar el fútbol, tanto personal como profesionalmente, de una forma distinta a lo que había vivido».
¿Qué te impulsó esta temporada a jugar con el Como Women? «Bueno, buscaba un poco un cambio de aires de Barcelona, y me surgió esta oportunidad. La verdad es que vi que era una muy buena opción para aprender fuera de España y crecer como persona».
Para ti, ésta es tu primera experiencia fuera de España. ¿Qué diferencias has notado entre el campeonato español y el italiano? «Bueno, pues principalmente, en Italia somos diez equipos, y juegas una primera ronda para clasificarte entre los cinco primeros o los cinco últimos. En cambio, en España no existe ese formato».
El Como Women concluyó la primera parte de la Serie A Poule Salvezza en primera posición. ¿Satisfechas con la colocación o el resultado se vio en parte mitigado por la falta del quinto puesto en la primera fase del campeonato? «Bueno, nuestro objetivo era quedar entre las cinco primeras y dependía de nosotras. Al final se nos escapó el resultado y no pudimos conseguir el objetivo, pero vamos a seguir trabajando para poder quedar lo más arriba posible en la clasificación».
Hace quince días, el equipo se impuso por 2-0 en el campo del Nápoles. No era un rival fácil, pero al final el grupo se trajo tres puntos importantes para la continuación de la temporada. «Sí, la verdad es que el Napoli siempre nos pone las cosas muy difíciles, pero al final supimos sacar el partido adelante y llevarnos los tres puntos a casa».
Hubo una pausa por compromisos de la selección nacional. Desde su punto de vista, ¿puede esto afectar a la progresión del equipo hacia las fases finales del campeonato? «Bueno, estas semanas nos han servido para tener el objetivo claro de querer ganar el máximo número de partidos, y estamos trabajando para ello. Creo que somos un equipo sólido, con las ideas muy claras, y que, al final, una vez nos volvamos a juntar todas, vamos a seguir luchando por los mismos objetivos y con la misma ilusión con la que jugamos siempre».
Tras la pausa, la poule de la salvación volverá a empezar el próximo fin de semana con el Sampdoria-Lazio y el Sassuolo-Napoli. Desde su punto de vista, ¿cómo se desarrollarán estos dos desafíos? «Bueno, yo creo que Sampdoria y Napoli saldrán muy fuertes a por la victoria, ya que la necesitan. Pero Sassuolo y Lazio creo que son dos equipos muy consolidados y que no les pondrán las cosas nada fáciles».
¿Qué impresiones tiene de la Serie A? «Bueno, a mí personalmente me ha gustado mucho este formato de liga. Creo que es una liga con mucho nivel y que lo hace muy interesante lo de la Poule Salvezza y la Poule Scudetto».
¿Quién ganará el Scudetto? «No sé, al final ls equipos son muy competitivos y luchan por ganar cada partido, pero en mi opinión puede ser la Juventus».
España se prepara para la Eurocopa de este año y ha quedado encuadrada en el Grupo B con Italia, Bélgica y Portugal. ¿Cree que La Roja puede alcanzar por fin la competición? «Yo creo que la selección española ha mostrado un grandísimo nivel durante todas las competiciones y partidos, entonces creo que sí, que puede ser una posible ganadora».
Una eventual victoria en la Eurocopa sería un paso más en el dominio que el fútbol femenino español está mostrando al mundo… «Yo creo que la selección española ha mostrado un grandísimo nivel durante todas las competiciones y partidos, entonces creo que sí, que puede ser una posible ganadora».
¿Cómo es su vida fuera de los terrenos de juego? «Bueno, pues nada fuera de lo normal. Me gusta mucho hacer planes con mi pareja, con mis amigas, y también me gusta mucho jugar al ordenador».
¿Qué objetivos te has marcado para este año? «A nivel personal, aprender mucho del país en el que estoy, conocer dónde juego; y a nivel futbolístico, no perder mi identidad y quedar lo más arriba posible en la clasificación».
¿Qué le gustaría decir a sus compañeras del Como Women antes de los últimos partidos de la Serie A? «Que estos últimos partidos que quedan son muy importantes, tenemos que seguir luchando como lo hemos hecho hasta ahora, y que, a pesar de todos los altibajos que hemos tenido, seguimos siendo un grandísimo equipo, con grandísimas personas y grandísimas futbolistas».
La Redacción de Calcio Femminile Italiano agradece a Como Women y a Berta Bou Salas su disponibilidad.