La Roma ha trionfato quasi due settimane fa e proseguito al meglio il percorso in Serie A inanellando un altro successo, stavolta in casa del Sassuolo. La compagine di Mister Luca Rossettini ha ancora due partite importanti da giocare, la prima contro il Genoa al “Tre Fontane” per chiudere al meglio la Serie A e la seconda a Vicenza, contro la Juventus, per la finale di Coppa Italia. Il tecnico ha scritto, nei giorni scorsi, un lungo post di Instagram in cui ha provato a riassumere che cosa significa per lui questo primo anno alla guida della Roma Femminile, reso importante dalla fiducia ritrovata e dallo Scudetto ritornato in Capitale dopo un anno di assenza.
«Ci ho messo un po’ a riordinare le emozioni di questi giorni. L’adrenalina continua a scorrere perché c’è una finale di Coppa Italia da preparare al meglio e ora, fermarsi a godere di ciò che questo straordinario gruppo ha già raggiunto, è quasi uno sforzo. Ma lo faccio volentieri e mi prendo un momento mentre sono sul treno dopo la vittoria sul Sassuolo», il gruppo ha già la testa verso la Coppa Italia, ma non per questo ha trascurato l’impegno in casa delle neroverdi.
Il tecnico si immerge in fotografie vivide nella propria mente e prosegue il flusso dei propri pensieri, focalizzandosi sulle ragazze e su tutto il lavoro sodo che c’è dietro al raggiungimento di un traguardo importante come lo Scudetto: «Ripenso agli sguardi delle ragazze e di tutti quelli che lavorano con loro nella settimana che ci avvicina al sogno. Sono fissi nella mia testa, pieni di attesa e di tremore per un traguardo ormai così vicino… Poi, prima della partita, l’emozione del ricordo di un campione nella vita e nello sport come Alex Zanardi, mio compaesano, che tante volte ho visto sfrecciare con la sua handbike per le strade di casa. È stato ispirazione e punto di riferimento costante. Ideale di vita vissuta.»
Poi, gli occhi e i ricordi tornano alla gara contro la Ternana, quella che ha trascinato la squadra verso il Tricolore e ha finalmente coronato una stagione fatta di sacrifici, di ricerca della fiducia e dell’aiuto reciproco dentro e fuori dal campo, di rinascita per una squadra che veniva data per finita e che ha invece sorpreso tutti: «Il fischio d’inizio, la partita, la Gioia. La cima della montagna è stata raggiunta. I colori giallorossi ora sventolano sul tetto d’Italia. Lo scudetto è tornato a Roma. E ripensi a che viaggio incredibile è stato… a quanta strada abbiamo fatto, ai momenti difficili, alle cadute… La ricerca delle energie per rialzarsi subito e poi i momenti decisivi, quegli attimi unici in cui ti trovi abbracciato ad esultare perché capisci che lì, in quel momento, sta passando il destino.»
La tifoseria giallorossa è stata sempre di supporto e di sostegno alla squadra, un popolo che non ha mai smesso di credere nei risultati e nella possibilità di raggiungere qualcosa di grande, seguendole anche nelle lunghe trasferte europee delle notti di Champions: «Le interviste e le dediche, la voce rotta ricordando chi è un punto fisso costante della mia vita… E poi la gioia del popolo giallorosso, che ama queste ragazze che danno tutto, accompagnandole ovunque… essere attesi al cancello di ogni stadio d’Italia e d’Europa ci ha ispirato ad andare oltre le difficoltà e i nostri limiti.»
L’abbraccio che lo “Stadio Olimpico” ha dedicato alle ragazze è stata l’emozione più bella che Rossettini ha provato dal suo arrivo in panchina, e crede che sia quello il momento che ha dato un senso al percorso delle Lupe: «L’abbraccio dell’Olimpico in festa è stato forse il regalo più bello, più atteso e più desiderato, che ha riempito di senso l’impresa compiuta. Condividere questo momento con la mia famiglia era il sogno con cui sono arrivato a Roma a luglio, un sogno iniziato nel 2007 quando entrai per la prima volta da avversario e rimasi stregato dallo spettacolo che siete. Poterlo vivere davvero rimarrà sempre nel mio cuore. Vi aspettiamo sabato per festeggiare ancora una volta insieme e poi a Vicenza, per un ultimo sforzo, per un’altra finale. Sostenete queste ragazze perché hanno bisogno di voi!»






