Il Mondiale maschile di questa estate non vedrà per la terza volta di fila la Nazionale italiana, battuta ai rigori nei play-off dalla Bosnia ai rigori. La competizione sarà ospitata da Canada, USA e Messico e vedrà partite visibili in chiaro sulle reti RAI. A commentare i match sarà Tiziana Alla, già telecronista della Nazionale Femminile.
La giornalista sarà la prima donna a occuparsi del commento delle partite dei campionati del mondo maschili, notizia che ha avuto risonanza mediatica portando la stessa Alla ad essere intervistata dal ‘Corriere della Sera’ al quale ha ammesso: “È un’opportunità pazzesca. Sono orgogliosa della Rai e del suo ruolo da apripista, ringrazio per la fiducia il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida. Ma vivremo in un mondo normale solo quando ciò che mi sta succedendo non farà più notizia”.
La giornalista ha poi ricordato: “Ci sono ancora tanti pregiudizi. La mia prima telecronaca risale al 2006, un Piacenza-Juventus in Serie B. Lavoravo per Rai International, in redazione arrivavano tante mail di protesta con scritto ‘Non si può sentire una voce femminile sul calcio’. Ho sempre accettato le critiche, nessuno nasce imparato. Però non ci deve essere pregiudizio. Invece c’è ancora, eccome se c’è”.
Al ‘Messaggero’, invece, Alla ha confidato: “Se una persona sa fare una cosa è giusto che la faccia a prescindere dal genere, perché la valutazione deve basarsi sul merito. A una giovane giornalista consiglio di provare e riprovare. Io facevo le telecronache davanti alla tv senza audio. Poi ci deve essere qualcuno che ti dà l’opportunità di metterti davanti al microfono, io l’ho avuta e ringrazio chi me l’ha data. Cosa accadrà tra 10 anni? Dipende che direzione culturale prenderà la società e che modelli si imporranno”.
Il Corriere dello Sport, invece, riporta un esordio non proprio felice, per l’esclusione al secondo Mondiale di fila, di Tiziana Alla che racconta: “La prima da bordocampista? La sconfitta di Palermo con la Macedonia del Nord che ci costò il Mondiale del 2022. Se sono sopravvissuta a quella notte… In Bosnia è stata dura? A Palermo sembrava impossibile perdere, forse c’era ancora la presunzione da campioni d’Europa. A Zenica invece la sensazione era che, se avevamo fallito già due volte, il disastro si sarebbe potuto ripetere. E poi eri arrivato a pochi minuti dall’obiettivo, è stato drammatico. Ora spero di fare un bel lavoro. E che dopo di me di telecroniste ce ne siano tante”.






