Due sfide da vincere per lanciare l’assalto alla vetta del girone, che consentirebbe alla squadra di Andrea Soncin di conquistare il pass per la decima edizione del torneo iridato senza passare dal doppio play-off di fine anno. Molto dipenderà dal risultato dei 90 minuti dell’Arena Garibaldi-Romeo Anconetani – dove l’Italia giocherà per la prima volta – e da quello del contestuale confronto tra Danimarca e Svezia (calcio d’inizio alle 19.15), dove le Azzurre faranno il tifo per la selezione gialloblù in modo da tornare padrone del proprio destino e potersi giocare tutto quattro giorni dopo al Gamla Ullevi Stadium. Ma per il momento, come è giusto che sia, il pensiero è rivolto solo alla Serbia. “Non dobbiamo farci trarre in inganno dal risultato dell’andata – ha sottolineato Elena Linari nell’intervista rilasciata a Vivo Azzurro TV – dobbiamo pensare solo alle prossime avversarie per portare a casa i tre punti e poi affrontare nel migliore dei modi la trasferta scandinava. Sappiamo l’importanza di entrambe le partite, ma è inutile fare dei passi troppo lunghi”.
Una ricetta che questa Nazionale ha sempre seguito alla lettera, cancellando le gioie e delusioni del passato per vivere al massimo il presente e pensare sempre in grande. “La nostra forza principale – ha sottolineato il difensore del London City Lionesses – è senza dubbio l’unione, il fatto di lottare sempre per la compagna. Forse dopo l’Europeo l’abbiamo un po’ persa, ma ci sta un rebound non troppo positivo dopo l’hipe della scorsa estate. Nelle gare che ci aspettano dovremo dimostrare una volta di più che siamo tornate ad essere una grande squadra”. Per riuscirci servirà anche il contributo delle nuove arrivate, pronte grazie al supporto delle veterane a ritagliarsi uno spazio sempre più importante. “Cambiamento e ringiovanimento sono elementi necessari e Siamo molto contente che sempre più ragazze riescano a entrare nel gruppo. Noi cerchiamo solo di farle stare tranquille: diamo qualche dritta, qualche consiglio per correggere i piccoli errori che vediamo in allenamento per far sì che non si ritrovino a doverli gestire durante il match, dove subentra anche l’emozione”.






