credit photo: Paolo Comba - photo agency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni scorsi Alia Guagni è stata protagonista di un video, pubblicato dall’Associazione Luca Coscioni, che appoggia la procreazione medicalmente assistita. L’ex calciatrice, che si è ritirata dai campi da gioco la scorsa estate, è diventata mamma nel 2026 e per farlo è dovuta andare in Spagna. In Italia, infatti, l’articolo 5 della legge 40 permette la procreazione medicalmente assistita solo a donne sposate o conviventi con un uomo, escludendo le donne single o in coppia con un’altra donna.

Diventare madri non può dipendere dal proprio stato civile o dall’orientamento sessuale sostiene l’Associazione Luca Coscioni, che dal 2002 difende i diritti e libertà di scelta. La stessa ha quindi avanzato una proposta di legge che estende l’accesso alla procreazione medica assistita a tutte le donne maggiorenni, sia single che in coppia anche dello stesso sesso. L’idea di fondo è che diventare genitori è una scelta personale, e che il sistema sanitario pubblico debba garantire a tutti un accesso equo e sicuro, senza costringere le persone ad andare all’estero garantendo anche in Italia un accesso equo alla procreazione medicalmente assistita, senza discriminazioni.

Alia Guagni, protagonista della clip diffusa sui social, ha affermato: “Nella vita ho affrontato tante sfide con sconfitte, vittorie, fallimenti e conquiste. Per tanti anni il calcio è stata la mia vita, il mio lavoro e la mia passione”.
L’ex calciatrice poi ha continuato: “La conquista più grande però è stata un’altra, è stata avere mia figlia. Sono dovuto andare in Spagna per farlo, per poterla avere con la procreazione medicalmente assistita visto che in Italia non avrei potuto”.
Alia Guagni ha quindi concluso: “Mi piacerebbe che mia figlia crescesse in un Paese più giusto, dove la PMA sia accessibile a tutte le donne, senza dover andare all’estero per realizzare il proprio sogno. Scendi in campo anche tu, firma e sostieni la proposta di legge PMA per tutte”.

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