“Quando ho iniziato, il calcio femminile non esisteva”: inizia così il racconto inedito di Marta Pandini a INDIVISA. La 22 della “magica Roma”, al portale citato, si è soffermata sulla ascesa del movimento in rosa, descrivendo con entusiasmo e grande onestà quanto vissuto in modo diretto negli anni trascorsi: “tutto è cominciato a cambiare quando il calcio femminile è diventato un argomento di discussione, con stampa e media che hanno cominciato a raccontare le calciatrici come atlete e professioniste, non come donne che giocano – ha ammesso -.
Sono del parere che, nonostante si sia fatto tanto, non dobbiamo accontentarci, anzi, le storie che descrivono perfettamente gli inizi nei campetti, le partite con i maschi, le lacune legate alle infrastrutture, i sacrifici per conciliare studio o lavoro con lo sport, non sono da dimenticare”.
La centrocampista giallorossa ha, poi, proseguito con l’upgrade portato dal mondiale 2019, evento che ha scritto un prima ed un dopo del calcio femminile: “Grazie a quella manifestazione abbiamo assistito ad un boom. Quanto conquistato dall’Italia (si parla dei quarti di finale) è stato molto importante e le stesse azzurre sono diventate dei riferimenti; non posso non pensare a Sara Gama, Barbara Bonansea, Cristiana Girelli. C’è stato un vero e proprio cambiamento che ha portato le bambine, oggi, a poter sognare in grande ed a poter desiderare di essere proprio come loro un giorno“.
L’attenzione mediatica, intanto, continua ad essere tra i motori principali per la crescita, la sostenibilità ed il riconoscimento culturale del comparto women; come detto qualche anno fa dalla grande icona Megan Rapinoe, tale copertura – quando concessa – ha il potere di cambiare la percezione di questo sport che, in realtà, solo sport non è! Trasformare l’interesse occasionale in fattore o tifo quotidiano è estremamente fondamentale anche per Pandini che, agli stessi microfoni, ha concluso dicendo: “Bene farsi conoscere, ma con il tempo la priorità è diventata quella di farsi rispettare come calciatrici. Non c’è dubbio che la narrazione dei media abbia contribuito a farci arrivare a questo punto, perché ci hanno dato e ci stanno dando maggior visibilità, però, da questo punto di vista, serve costanza. Cosa mi piacerebbe? Un angolino riservato esclusivamente al calcio femminile, con tanto di risultati, tecnica e, perché no, calciomercato!”.






