Sono ore speciali per Alessandro del Piero e la sua famiglia. Proprio in questi giorni, il noto campione della Juventus e della Nazionale è apparso commosso sui social dopo la vicenda che ha visto come protagonista sua figlia Dorotea. A 17 anni compiuti, la calciatrice (secondogenita del “Pinturicchio”) ha accompagnato la Juventus under 17 nel percorso che l’ha portata a vincere lo scudetto; galeotto quel netto 2-0 che ha buttato giù l’Inter e che l’ha proiettata- insieme alle proprie compagne – sul tetto d’Italia. “Di padre in figlio” si userebbe dire con molta facilità in questi casi, ma il talento della 2009 risulta davvero singolare: lo stesso ex 10 del club di Torino ha sempre sostenuto i traguardi della giovane quasi da spettatore, lasciando fosse proprio il campo a parlare senza il solito rischio di spostare il focus su un solito “segue le orme di”.
A confermare la tesi, poi, c’è anche tanto altro: quest’ultimo ha sempre dimostrato di voler assecondare le battaglie del movimento femminile e di volerne festeggiare i successi, definendo il calcio “uno solo” ed apprezzandone la determinazione che, certamente, non si riflette solo sulla classe 2009.
Chiare anche le parole diffuse da Sonia Amoruso, mamma della giovane bianconera; una vera e propria lettera a cuore aperto post vittoria a celebrare i valori umani e sportivi non solo individuali: “Durante tutto l’anno hai mostrato una determinazione, resilienza ed un impegno incrollabili, e tutto questo per raggiungere i tuoi obiettivi. Attraverso il tuo duro lavoro e la tua dedizione, oltre al percorso di tutta la squadra, hai aiutato il team a conquistare una meritata vittoria; non possiamo che essere orgogliosi di quanto dimostrato da tutti”, ha dichiarato-.
Speriamo continuerai ad avere lo stesso atteggiamento in futuro, perché c’è ancora tanto da raggiungere e da sperimentare in questa vita.La passione per il calcio (dopotutto è nel tuo DNA) ha mostrato ciò che sei capace di fare.Non smettere mai di credere in te stessa, di lavorare sodo e di inseguire i tuoi sogni. Questa vittoria è solo l’inizio; con tutto il nostro amore, mamma, papà ed i tuoi due fratelli”.
Non saranno ammessi paragoni, ma una cosa, forse, si può dire: più che nei piedi, a volte la somiglianza più grande sta nella testa ed in quella ostinazione silenziosa di voler fare bene.






