Per la rubrica “A pranzo con l’Ospite” abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Caterina Baffoni.
La giornalista, che in carriera ha collaborato anche con “La Gazzetta dello Sport”, apre la chiacchierata sulla Serie A alle porte:
“Ovvio che con un maggior appeal e con degli investimenti mirati, mi aspetto un campionato più esaltante con qualità di gioco più elevate. La Juve parte sempre come favorita e la vedo sempre al di sopra delle altre, ma la Roma con l’acquisto di Valentina Giacinti ha rafforzato una squadra già super competitiva di suo. Per me la lotta sarà tra queste due per il vertice. Col nuovo format e con le Poule scudetto e retrocessione sarà tutto più avvincente e stuzzicante, proprio per avvicinarci di più alle altre nazionalità a livello di competitività. Ne vedremo delle belle, soprattutto per la lotta in fondo alla classifica secondo me”.
La classe ’94 sull’arrivo del professionismo invece ci dice:
“In un primo futuro credo cambierà il modello di gioco di riferimento, la qualità del gioco si spera si evolverà in un gioco di più alta intensità e quindi capace di ‘attirare’ giocatrici di caratura ancor più internazionale e che, di naturale conseguenza, capace di far crescere il livello delle nostre donne. Diventando professioniste, si avrà la capacità di crescere a livello di organico e quindi anche di blasone. Mi auguro soprattutto che non ci si venga mai a dimenticare del recente passato”.

La giornalista originaria di Fermo poi aggiunge:
“Con pochi anni di investimento, e solo in certi contesti e per certe squadre, le calciatrici della Nazionale nel 2019 riescono a fare un esercizio pratico di immaginazione: arrivano all’impresa di un mondiale titanico senza formalismi, senza investimenti strutturali, e vengono prese sul serio dai media. Spero non ci si dimentichi di quello sforzo naturale fatto con tale naturalezza senza aver nulla da perdere e con tutti gli sfavoritismi del pronostico del caso. Oggi c’è un mondo della che comunicazione dedica loro l’attenzione che meritano, come se fossero nate lì, in quell’estate del 2019, e non ci fossero state altre grandi atlete prima. Se ci ricordiamo di questo, il futuro è nostro. Il calcio femminile italiano, finalmente, sta assaggiando il futuro: e piano piano non è più messo in discussione, le partite saranno definite piacevoli, si arriva anche a scrivere che non manca l’agonismo e che in fondo, tutto sommato, questo calcio femminile non è poi così male”.
La penna del quotidiano “Il Giorno” sposta poi l’attenzione sugli Europei e sulla prova delle Azzurre:
Sicuramente è stato un duro colpo, nessuno si aspettava una débâcle così importante, alla luce di quello che avevano fatto le ragazze di coach Bertolini in Francia 2019. Però anche questo fa parte del piano di crescita delle nostre ragazze, che solo fino a ieri erano tenute a lavarsi le magliette da sole. Ultime in un girone non difficile. Un solo punto conquistato. Due gol segnati, di cui uno sul 5 a 0 e 7 gol subiti. Non c’è nulla da salvare, verrebbe da dire di petto”.

Sulla prova della squadra guidata da Milena Bertolini poi la Baffoni analizza:
“I motivi della disfatta sono diverse devono essere analizzati a fondo. Il gap fisico con le altre nazionali è eclatante è tutto questo si supera con le conoscenze tattiche e con gli investimenti mirati nel mondo femminile, a partire dalle bambine. È un lavoro minuzioso che dovrà essere fatto giorno dopo giorno. Alcuni ‘schiaffi’ alle volte sono salutari, e credo che le ragazze abbiamo assorbito il colpo decidendo di farne tesoro. Ma più di tutti dovrà fare questo ragionamento la Federazione, che decisamente dovrà investire in tutto sulla realtà femminile che è in palese ritardo rispetto agli altri l’asse europei. Gli ultimi anni di crescita hanno accelerato un processo che però è lungo. In Italia le tesserate sono circa 35mila, altri Paesi ne hanno più di 100mila: il gap è enorme. La conquista di civiltà del professionismo, aiuterà il movimento, ma per renderlo sostenibile al pari degli altri serve l’aiuto del governo e di tutti gli addetti ai lavori.
Sulla rassegna continentale la Baffoni non ha dubbi:
“Mi è sembrato un alto livello, quasi fosse un mondiale. Ho trovato una capacità incredibile di velocizzare palla e di cambiare fronte di gioco in maniera repentina che nulla ha da invidiare a tanti campionati maschili di calcio di primo livello. Mi è dispiaciuto da impazzire non vedere Alexia, detentrice del pallone d’oro perché è un fenomeno che fa bene agli occhi, ma speriamo si riprenda presto.
Sinceramente mi ha colpito molto la Francia stessa: ha avuto dei ritmi di gioco elevati pazzeschi ed una determinazione mentale incredibile. È una nazione piena di talenti”.

La giornalista che ha collaborato con TuttoJuve.com e TuttoMercatoWeb non nasconde la felicità sulla recente prova in Champions delle italiane:
“È sicuramente un segnale positivo quello dato dalle bianconere e dalle giallorosse in questo fine agosto. La Juve è più una certezza che una conferma, dopo l’ottima Champions giocata lo scorso anno. Le bianconere hanno mostrato una leggera crescita di condizione rispetto al primo match centrando l’obiettivo senza grande fatica. Piuttosto l’occasione torna utile a Montemurro per concedere più spazio alle nuove: Gunnarsdottir a centrocampo e Beerensteyn in attacco dal primo minuto. Cantore ha festeggiato il suo ritorno a Vinovo con un bel gol: gratificante e di ben speranza dopo un periodo buio”.
La chiusura è invece sulla Roma:
“La Roma è stata davvero esaltante da vedere. A Glasgow si è guadagnata l’accesso al turno preliminare, l’ultimo prima della qualificazione alla fase a gironi…Le giallorosse di Spugna hanno superato ai calci di rigore il Paris dopo una partita tiratissima, Paris che è solo dietro a due super potenze come PSG e Lione. Due segnali che ci riconsegnano speranza…ma proprio a tutto il movimento italiano”.