La Nazionale italiana femminile guidata da Andrea Soncin, dopo l’esordio vincente contro la Svizzera, torna in campo per il secondo match di Uefa Nations League contro la fortissima Svezia perdendo per 0 ad 1.

La super sfida, giocata ancora una volta a Castel di Sangro, per scelta del presidente federale Gabriele Gravina, ha lasciato stupite e perplesse le calciatrici Nilden e Sembrant : che avrebbero voluto un palcoscenico più generoso, ma il pubblico azzurro ha risposto bene anche in un impianto piccolo, ed è accorso in massa a tifare la nostre ragazze. Le formazioni del nostro CT non si discostano molto, dalla gara di apertura, unico cambio Bergamaschi dal primo minuto (al posto di Bartoli: infortunata al setto nasale contro la Svizzera). Il bilancio di questi scontri diretti parlano a favore della Svezia: 3 vittorie sono di marca azzurra, 16 affermazioni di marca scandinava, 3 sole le partite terminate con il risultato di pareggio.

Gara che parte con le due formazioni al centro campo per un minuto di silenzio in ricordo del nostro presidente emerito, buoni gli spunti di Sofia Cantore in fascia ma troppi errori tecnici nelle finalizzazioni, e ad avere la prima palla rete è la Svezia: al 15’ cavalcata di Lina Hurtig, lasciata troppo da sola, lancio centrale in area piccola e Rytting Kaneryd che mette facilmente la sfera in rete per lo 0 ad 1.

Partita che vede le azzurre in seria difficoltà nella costruzione del gioco, e troppo spazio nel centro campo, le avversarie si limitano a gestire ed a colpire da calci piazzati; al termine del primo tempo l’Italia conterà sette tiri verso la porta avversaria, contro solo due delle ospiti, chiudendo in perfetta parità nel possesso palla, ma in svantaggio.

La ripresa riparte senza cambi ed il gioco permane sempre sulla falsa riga dei primi quaranta cinque minuti. Al 59′ il tecnico azzurro gioca la carta Giulia Dragoni, al posto di Giugliano, ma il gioco fisico delle avversarie blocca le nostre al centro campo. Al’ 67 un ottimo spunto di Di Guglielmo trova il palo pieno, con il portiere immobile, per un tiro che poteva regalarci la parità.  Il volto dell’attacco azzurro viene a cambiare con l’ingresso di Girelli e Beccari (al posto di Piemonte e Giacinti) nel momento di massima pressione, ma nonostante un gioco più ritmico e dinamico (con molta più crescita e convinzione) il risultato resta invariato e la nostra Nazionale è costretta a cedere i tre punti alle nostre avversarie.

Occorre certamente ancora tanto lavoro di gruppo per il neo-mister Soncin, per unire la squadra e selezionare le migliori da schierare in campo per le prossime sfide, se si vuole provare a strappare il pass olimpico. La strada è molto in salita ma nessuna speranza deve essere lasciata nel cassetto: staremo a vedere.

Queste le formazioni scese in campo:

ITALIA (4-3-3): Giuliani; Bergamaschi, Lenzini, Linari, Di Guglielmo; Caruso, Giugliano, Galli; Cantore, Piemonte, Giacinti. All. Andrea Soncin

A disp. Gama, Girelli, Bonansea, Bartoli, Beccari, Serturini, Dragoni, Greggi, Glionna, Aprile, Orsi, Schroffenegger.

SVEZIA (4-2-3-1): Falk; Andersson, Ericsson, Sembrant, Bjorn; Rubensson, Angeldahl; Hurtig, Asllani, Rytting Kaneryd; Blackstenius. All. K.Gerhardsson

Paolo Comba
Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Torino, dopo il conseguimento del Tesserino ha collaborato per varie testate giornalistiche seguendo il Giro d’Italia (per cinque edizioni), i Campionati del Mondo di SKI a Cortina, gli ATP FINALS di Tennis a Torino, i Campionati Italiani di Nuoto ed ha intrapreso, con passione e professionalità, dal 2019 a Collaborare con Calcio Femminile Italiano. Grazie a questa Testata ho potuto credere ancora di più a questo Movimento, sia nelle gare di Serie A che in Nazionale maggiore, ed a partecipare di persona all’ Argarve Cup ed ai Campionati Europei in Inghilterra. Ad oggi ricoprendo una carica di molta responsabilità, svolgo con onore questa mia posizione, portando ancora di più la consapevolezza di poter dare molto per lo sviluppo e la vibilità del Calcio Femminile in Italia e all’estero poiché lo merita per la sua continua crescita.