La Viterbese Castrense è una società che milita in Serie C maschile, e nella stagione corrente ha chiuso all’undicesimo posto del girone C. A partire da quest’anno la società gialloblù può avvalersi anche della sezione in rosa: a spiegarci tutti i dettagli è il direttore sportivo e responsabile Viterbese Castrense calcio femminile Andrea Firrincieli.

Andrea come è nata la sezione femminile della Viterbese?
«Sono stato contattato dal responsabile delle giovanili della Viterbese Daniele Piccioni e con quella che poi sarebbe diventata coordinatrice del settore giovanile nonché capitano della prima squadra, Veronica Di Cerbo, abbiamo iniziato un percorso insieme per la costruzione della squadra femminile. Siamo partiti in ritardo a causa del passaggio di proprietà, da Piero Camilli a Marco Arturo Romano, ma la volontà della nuova dirigenza di creare la Viterbese femminile non è cambiata, e quindi abbiamo iniziato questa nuova avventura, creando due poli per l’Under 15: uno a Vignanello (Viterbo) e l’altro a Roma a Tor Lupara, con la prima squadra che gioca sul campo del Pro Roma».

Che tipo di giocatrici avete cercato per creare la prima squadra?
«Abbiamo contattato delle ragazze che potessero condividere con noi un momento di sport, un gruppo ambizioso ma di prospettiva, fatto di importanti valori. Abbiamo cercato prima di tutto ragazze che condividessero un certo tipo di progetto: ma oltre alle giovani abbiamo puntellato la rosa con giocatrici d’esperienza, come la nostra bomber Flavia Palescandolo, la nostra capitana Veronica Di Cerbo, ex Roma CF, il portiere Marina Marescalchi. Alla fine possiamo ritenerci soddisfatti, perché la squadra si è amalgamata nel modo giusto».

A settembre avete deciso di iscrivervi al girone B di Eccellenza Lazio: come stavate andando?
«Stavamo facendo un buon percorso, visto che eravamo in seconda posizione davanti solamente alla capolista Real Cassino Colosseo, che possiede una squadra di giocatrici che si conoscono da anni. Abbiamo avuto momenti di flessione a dicembre-gennaio, causato dalle numerose assenze delle nostre giocatrici e del nostro staff, poi ci siamo ripresi meglio di prima fino ad arrivare alla vittoria ottenuta nell’ultima partita prima dello stop proprio contro il Real Cassino. Nel complesso riteniamo che questa stagione sia stata in crescendo, e questo è davvero soddisfacente per noi, ma allo stesso tempo è stato anche un peccato».

L’emergenza Covid19 ha fermato tutto: come state affrontando questa situazione?
«Noi giorno per giorno ci interfacciamo con lo staff tecnico e cerchiamo di sentire le nostre giocatrici quotidianamente con programmi di allenamento quotidiano per non far perdere la condizione che avevano maturato, a dimostrazione che la società è vicina a loro, ma allo stesso tempo le ragazze si sono mostrate unite. Si vede che a tutti noi manca la voglia di tornare in campo».

Secondo te i campionati femminili ripartiranno?
«Per questa stagione penso di no, ma per la prossima spero di sì,  purché venga attuato un protocollo che sia consono non solo per il mondo professionistico, ma anche per quello dilettantistico».

Cosa ne pensi della situazione attuale del calcio femminile italiano?
«Il calcio femminile italiano è in rampa di lancio, grazie anche al Mondiale francese dello scorso anno, e sarebbe un errore madornale fermarlo, perché è un movimento in ascesa, e la Federazione e gli organi di competenza devono stare vicino alle società che stanno investendo tanto per queste ragazze e per quelle bambine che vogliono giocare a calcio, non a caso quest’anno si sono iscritte venti squadre nel campionato laziale di Eccellenza. Spero che la FIGC aiuti il movimento, poiché in questo momento si sente parlare ancora poco, mi auguro che qualcuno si faccia sentire per creare un tavolo di lavoro per farlo ripartire».

Il professionismo nello sport femminile verrà attuato presto?
«Credo di no, perché ho due paure. La prima è che gli sport femminili vengano messi nel dimenticatoio, la seconda è che questa battaglia venga messa da parte: le ragazze fanno grandi sacrifici per esserci agli allenamenti. Ma io sono fiducioso e speranzoso nelle istituzioni sia governative che sportive».

Quale e come sarà il futuro della Viterbese Castrense Femminile?
«Abbiamo fatto una riunione informale con la società e siamo stati rassicurati sul futuro del femminile, ma noi abbiamo già un piano preciso, a prescindere dalla categoria che disputeremo il prossimo anno: la nostra strada è tracciata e noi saremo pronti a tutto, per far sì che la Viterbese diventi una realtà importante e di livello anche nel calcio femminile».

Informazioni:
AS Viterbese Castrese
Sede Sociale: Via della Palazzina, 01100 Viterbo
Stadio Principale: Vittiglio Danilo – Via Verrio Flacco, 41, Roma

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viterbesecastrense@gmail.com

Credit Photo: Pagina Facebook Andrea Firrincieli

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.