Photo Credit: Torino Women FC

Il Torino Women è finalmente ritornato in Serie C. Tra le squadre più longeve nel panorama del calcio femminile italiano, nonché tra quelle che conta il maggior numero di campionati disputati nella massima serie e il maggior numero di titoli a livello di settore giovanile, la prossima stagione potrà misurarsi con un torneo in cui ha militato a lungo con l’obiettivo di rimanerci e puntare sempre più in alto. Il tecnico della compagine granata Stefano Serami ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano raccontando la stagione appena terminata e quali sono le sue prime impressioni circa il salto di categoria, nonché cosa il gruppo si aspetta dalla prossima stagione.

«L’anno scorso lavoravo con il Torino e avevo diverse ragazze che mi hanno seguito qui al Torino Women. Portare a termine un campionato da prime in classifica recuperando dalla prima giornata fino in fondo, visto che abbiamo perso alla prima giornata contro l’Alessandria, ci ha dato la massima soddisfazione», la sconfitta contro l’Alessandria alla prima giornata ha disinnescato un meccanismo che ha infine consegnato il titolo al Torino Women, primo in classifica e con la Serie C in tasca con qualche giornata d’anticipo: l’obiettivo della vigilia è stato raggiunto malgrado il già citato “orrido cominciamento”.

La Serie C non era, come per altre Società, “un sogno”, perché il Torino Women ha fin da subito scritto a caratteri cubitali l’obiettivo della Promozione. La squadra ha avuto fin dal primo giorno la prontezza di non farsi cogliere impreparata di fronte alla sconfitta e ha saputo trasformare quei primi tre punti persi nello stimolo giusto per disputare una grande stagione. Ad accompagnare la cavalcata trionfale verso il titolo è stato anche un gruppo ben costruito che ha disputato un campionato corale quasi perfetto«Per noi non era un “sogno”, perché puntavamo a salire, l’obiettivo principale era, creando un gruppo buono di ragazze che sanno giocare a calcio, vincere il campionato. Ci siamo riusciti e si è avverato un obiettivo a cui dal primo giorno abbiamo mirato, perché abbiamo costruito una buona squadra e una buona annata, e le ragazze sono state veramente brave. Senza di loro non saremmo andate da nessuna parte.»

Il merito va tutto alle ragazze e alla spontaneità con cui hanno costruito un gruppo vincente. Serami non è nuovo al calcio femminile, è casa sua da ormai sedici anni e con lo stesso Torino Women ha in passato disputato anche la massima serie italiana. Sono passati gli anni, ma il Presidente Roberto Salerno e tutto lo Staff non hanno mai rinunciato alla possibilità di rivedere questo gruppo risalire dov’è stato fino a poco tempo fa: «Seguo il calcio femminile da sedici anni, ho fatto anche la Serie A femminile con questa squadra, con dentro delle giocatrici da Nazionale e lo stesso Presidente che abbiamo adesso, è una Società storica guidata da Roberto Salerno, è uno dei pochi Presidenti che s’intende ancora di calcio.»

Il tecnico ha provato a portare al suo gruppo la professionalità, attecchendo bene su una squadra giovane, motivata e che da piena di “brave giocatrici” è diventata un “bravo gruppo”, passando da un insieme di individualità a una squadra a tutti gli effetti, trainata sempre da una grandissima passione di fondo: «I valori che cerco di trasmettere sono quelli della professionalità in un posto che è dilettantistico. Avendo giocato tanti anni nel professionismo, quello che volevo portare alle ragazze è la professionalità, e dal primo giorno che ci si vede si fanno gli allenamenti con dei sacrifici, perché non si scende in campo solo per divertirsi. Le ragazze lo fanno solo per passione, però qualcosa devi trasmettere, e quindi la professionalità prima di tutto per essere un gruppo, perché i singoli da soli non fanno niente, e nel femminile è difficile raggiungere gli obiettivi se non crei un gruppo giusto. Fa piacere avere un gruppo di ragazze che all’inizio dell’anno erano brave giocatrici e alla fine sono diventate un bravo gruppo. Abbiamo lavorato bene, con serenità e tranquillità, e ci si diverte.»

La capocannoniera della compagine granata ha concluso la stagione con 18 gol segnati sui 54 totali, quelli incassati sono stati a malapena sei. Se si osserva il cammino, si vedono due soli pareggi e un’unica sconfitta alla prima giornata. I numeri raccontano di una squadra che ha tutte le carte in regola per essere una big, e il merito va tutto alle «ragazze, che apprendono velocemente tutto quello che cerchi di insegnare con il tuo Staff, e il mio era fenomenale e da professionisti, quindi il merito va anche a loro, che riescono a trasmettere la voglia di prepararsi bene a ogni gara. Le ragazze hanno appreso tutto in fretta e si trovavano a sfruttare delle occasioni da gol sfruttando la nostra bomber, anche se non è una bomber pura, ha fatto 18 gol ma avrebbe potuto farne tantissimi altri.»

Serami allena da molti anni squadre femminili e reputa semplicissimo innamorarsi di questo movimento, perché una volta che un allenatore entra in contatto con questo mondo non può che innamorarsene. A sostegno della squadra ci vuole una Società interessata, presente e che creda fermamente nel progetto, che spesso ruota attorno alla passione di tutte le ragazze coinvolte«Allenare una squadra femminile non è facile, consiglio a tutti quanti di poter provare, perché per me è stata una gioia, continuare dal 2010 a oggi, e speriamo di poter continuare con tutto questo gruppo e di portare altre giocatrici per fare meglio anche il prossimo anno in una categoria che è tutt’altro che facile. Sono convinto che, chi lo prova, poi se ne innamora: c’è proprio la passione, la voglia di fare delle ragazze e di dimostrare dando tutte se stesse, ed è importante anche chi dirige, perché lo Staff tecnico deve avere della gente che ti dimostra che serve lavorare duramente. Devi anche avere una Società che ci crede.»

L’allenatore è conscio del salto di qualità che le sue ragazze dovranno affrontare passando dall’Eccellenza alla Serie C, in quanto due campionati totalmente diversi a livello di squadre attrezzate e di carico fisico e atletico. Il tecnico ha inoltre rimarcato come l’Eccellenza debba essere modificata, perché il campionato ha un numero di squadre ridotto che non permette di portare avanti un campionato lungo e competitivo e, al contempo, costringe le squadre a rimanere ferme per troppo tempo, riducendo le possibilità che un gruppo mantenga la condizione fisico-atletica, e serve anche l’appoggio delle Società e delle Federazioni: «La Serie C, a differenza dell’Eccellenza, per chi l’ha già provata, è un salto importante, perché adesso ci sono delle squadre attrezzate, rimane un campionato difficilissimo. Sotto ancora non riescono a sbloccare l’Eccellenza. Credo che debba essere resa pubblica, perché dev’essere seguita, come anche la Promozione. Si fanno sacrifici, e per migliorare in queste categorie o si uniscono, facendo solo Eccellenza e non Promozione, perché un campionato da otto o dieci squadre è davvero poco, o ne migliorerei il numero per fare un campionato più lungo. Le Federazioni dovrebbero darci una mano, perché a livello dilettantistico e di Serie C ci sono delle spese enormi, ed è difficile poter competere con delle grandi realtà come il Torino Calcio, la Sampdoria o altre squadre, perché arrivi ai playoff e ti giochi tutta la stagione in una partita.»

Due sono i momenti che il tecnico ricorda con maggiore gioia e commozione di tutta la stagione che ha chiuso i battenti. Se riavvolge il nastro gli viene in mente il match con la vittoria della Coppa Piemonte contro l’Alessandria e, soprattutto, la vittoria di un campionato, la seconda consecutiva in panchina benché alla guida di due squadre diverse: «La partita in cui abbiamo conquistato la Coppa Piemonte, vinta per 5 a 1 contro l’Alessandria, l’ho vista dalla tribuna perché ero squalificato, e ho visto i miei collaboratori che dirigevano bellissimo la gara, e da fuori ho visto l’attaccamento alla maglia da parte di tutte le ragazze, che hanno fatto quello che chiedevi loro durante la settimana. Vincere un campionato non è facile e, per me, vincerne due di seguito nella stessa categoria con “due Torini” differenti mi ha reso molto contento, non è mai facile vincerli.»

Si ringraziano Mister Stefano Serami, il Direttore Sportivo Tobia Giordano e il Torino Women per il tempo, la disponibilità e la grande fiducia.

Ilaria Cocino
Appassionarmi allo sport è stato semplice: qualche gol degli Azzurri al Mondiale 2006, qualche punto spettacolare di dritto, qualche schiacciata nel campo avversario, qualche canestro impossibile. Sono un'aspirante giornalista sportiva che segue con passione il movimento calcistico al femminile da ormai qualche anno e tenta, attraverso il suo piccolo contributo, di trasformarlo nella quotidianità di chi legge e di renderlo qualcosa di più di una semplice meteora: il potere delle parole è inestimabile, e spenderle per queste ragazze è un privilegio immenso e una grande responsabilità.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here