La Res Women si accinge a disputare la sua seconda stagione di Serie C, e per farlo al meglio ha deciso di nominare come direttore sportivo Damiano Basile, classe ’80 e originario di Roma, riconosciuto da tutti come uno dei più importanti dirigenti del calcio a cinque femminile, e quest’anno sbarca in quello a undici.

Damiano cosa le ha colpito del mondo sportivo femminile?
«Sono entrato nel calcio a cinque femminile dal 2005, e la cosa che mi ha colpito di più delle ragazze è che hanno una passione, una grinta e un livello mentale che rispetto a quello maschile è tutt’altra cosa. Proveniamo anni di dilettantismo e il sacrificio è, insieme alla passione stessa, una delle voci che vengono in mente quando si parla di femminile».

Lei ha iniziato la sua carriera nel Futsal Preci: può descriverci la sua esperienza in quella squadra?
«Andare alla Futsal Preci, che si trova a Perugia, è stata la mia prima esperienza nel quale mi sono formato sia da uomo da dirigente, quando ancora non c’erano i corsi, dalle basi al valore della persone, stare nel mondo femminile, frequentare un gruppo di donne, e conoscere il calcio femminile, e lì ho capito come si poteva stare in quel mondo, l’unica pecca è stato quello di portare un titolo».

Nel 2011 approda alla Ternana Calcio Femminile: la sua scelta è stata vincente.
«Diciamo che è stata una scelta guidata dalla mia terra sportiva che è l’Umbria, e con la famiglia Longarini e il presidente Zadotti abbiamo costruito un gruppo che avesse strutture simili al professionismo maschile, e da lì sono riuscito a dedicarmi più a creare la squadra che organizzare, ed è qui che sono diventato direttore sportivo: sono stato in paesi del sud America Latina e in Spagna, nazioni-faro del calcio a cinque femminile, vedere le ragazze coi propri occhi e farle conoscere alla platea, e portare a Terni due scudetti e una Supercoppa».

Il suo percorso nel futsal termina l’anno scorso ha portato il Capena a vincere la Serie A2.
«Sono stato chiamato a metà settembre perché hanno avuto bisogno di un sostituto, valorizzare il mio rapporto umano che ho con l’allenatore Chiesa, e soprattutto per tornare a Roma, che è la mia casa. Il campionato purtroppo è stato interrotto per l’emergenza Covid-19, ma lo abbiamo chiuso da imbattute, e poi è stato facile gestire lo spogliatoio: una volta ho chiesto alle ragazze chi ha fatto la A2, e, a parte due persone, hanno fatto la Serie A, e gli ho detto che questa categoria se la dovevano “mangiare” e adesso bisogna dimostrarlo sul campo. A quel gruppo serviva una spianta e una gestione “di fioretto”, e alla fine è stato bello lavorare con il Capena».

Perché ha deciso di entrare anche nel calcio a undici?
«Potrei rispondere in modo semplice: mi servivano stimoli nuovi. Penso che un dirigente sportivo debba avere voglia di fame e di fare bene, e il mio percorso nel calcio a cinque aveva bisogno di pausa, e questo mi ha fatto riflettere molto. Ho conosciuto, tramite Artemio Scardicchio, l’allenatore Fabio Melillo, e per me rappresenta un fulcro centrale, e parlando con lui ho capito che la mia nuova sfida sarebbe stato il calcio femminile a undici e penso di accettarla»

Cosa l’ha portato a scegliere la Res Women? Quale sarà l’obiettivo del prossimo anno?
«La Res Women, tramite il direttore generale Cunsolo, mi ha dato questa possibilità, per dare a me questo importante cambio professionale con tranquillità, e poi per me è entrare in questa società ha un grande significato, visto che sono romano e l’amore che ho nei confronti della storia che ha questa società: per questo ho accettato questa mia nuova scommessa personale. L’obiettivo della società è salire in Serie B, con l’intento di ricreare quello che è stato fatto negli anni precedenti, e gli acquisti che saranno ufficializzati a breve, con giocatrici che vengono da Roma e che hanno fame e che trovano poco spazio in società professionistiche, cercando di dare delle opportunità all’interno della Res».

Crede che il calcio femminile italiano abbia delle potenzialità per crescere?
«Secondo me è uno dei calci più emergenti a livello mondiale, perché sta crescendo negli ultimi anni, nonostante siamo ancora indietro con le potenze mondiali, e penso che se si continuerà tra un paio di anni con una Serie A e B professionistiche, possiamo colmare il gap con le grandi d’Europa, perché il progetto calcio femminile in Italia vuole crescere a tutti i costi».

Com’è Damiano Basile fuori delle scrivanie dirigenziali?
«Mi dedico per indole molto a quello che è il mio mondo sportivo, basato sulla passione e sul lavoro, ma sono una persona che intende risolvere il problema e portarlo a termine. Non ho un’altra attività lavorativa, ma sono anche un amante della storia e dell’arte, soprattutto quella contemporanea, cercando di documentarmi, e collego i miei viaggi lavorativi con il tempo libero: sono uno da campi da calcio e musei».

La redazione Calcio Femminile Italiano ringrazia la Res Women e il direttore sportivo Damiano Basile per la disponibilità.

Photo Credit: Facebook Damiano Basile

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.