Il Brescia Calcio Femminile ha (quasi) concluso il girone d’andata pareggiando in casa del Cittadella per 1-1. Le biancoblù, che restano al settimo posto della Serie B, hanno comunque disputato una buona gara, soprattutto da parte di Federica Parsani, difensore classe ‘96 e in terra bresciana da più di un anno. La nostra Redazione ha raggiunto Federica ai nostri microfoni.

Federica cos’è per te giocare in difesa?
«Giocare in difesa vuol dire difendere il risultato di una partita e la maglia che indosso».

Perché ti sei innamorata del calcio?
«Mi sono innamorata del calcio a sei anni, quando ho provato la prima volta a giocare con mio fratello».

Nella cadetteria c’è anche l’Orobica, la tua ex squadra: che significato ha avuto giocare per quella maglia?
«Sono contenta di aver indossato la maglia dell’Orobica, perché mi ha dato tante soddisfazioni sia personali che di squadra, e all’interno dell’Orobica ho conosciuto tante amiche che ora sono compagne di squadra del Brescia».

Qual è l’emozione più bella vissuta con l’Orobica?
«L’emozione più bella che ho vissuto con la maglia dell’Orobica è stata quella di aver vinto il campionato di Serie B nella stagione 2017/18».

Nel dicembre 2019 passi al Brescia: perché hai fatto questa scelta?
«Ho scelto Brescia perché avevo bisogno di nuovi stimoli, e dovevo mettermi in mostra quanto valessi: per me è stata la decisione migliore, per via della storia, delle persone che lo seguono».

Parlando del Brescia di quest’anno, come lo hai visto dopo 12 giornate di Serie B?
«In queste dodici giornate ho visto una buona squadra. Per il girone di ritorno mi aspetto dei miglioramenti, soprattutto di concretizzare di più nelle partite e di cercare di portare a casa tutti i risultati che ci meritiamo, cosa che fino ad ora ci è mancato, visto che abbiamo fatto sì delle buone prestazioni, ma tante volte non siamo riuscite a prendere i tre punti».

La Serie B si sta dimostrando equilibrata, ma anche fragile per via del Covid-19.
«Il campionato di Serie B l’ho visto molto equilibrato: ci sarà una bella lotta e una bella sfida, visto che siamo tutte staccate di soli pochi punti. Si sapeva che questo campionato sarebbe stato fragile per via del Covid-19, perché sicuramente influisce mentalmente su noi giocatrici, ma anche giocare senza pubblico non è giocare con i nostri tifosi che sono sempre presenti».

Ti va di lanciare un messaggio a chi pensa che il Covid-19 non esiste?
«Chi pensa che il Covid-19 non esista vuol dire non aver toccato con mano la situazione. Per questo dico di seguire tutte le norme, per cercare di liberarci di questo virus il più presto possibile».

Secondo te il calcio femminile italiano sta crescendo nella maniera giusta?
«Sicuramente il calcio femminile sta crescendo, spero che il movimento possa aumentare di visibilità, per dare un futuro a tutte le ragazze e le bambine che vogliono praticare questo sport».

Fondamentale per il movimento sarà poi l’imminente passaggio al professionismo.
«Penso sia una cosa che doveva essere fatta prima visto che le ragazze ci sono. Credo sia comunque un bene per tutte quelle società e persone che hanno investito tempo e denaro su di noi e su questo sport».

Com’è la tua vita fuori dal campo?
«Lavoro come impiegata in un’azienda di trasporti, passo il tempo con la famiglia e con gli amici che mi facciano stare meglio e rendere bene sul campo».

Ci sono degli obiettivi che vorresti raggiungere?
«Sul campo cercare di raggiungere con questa squadra le prime posizioni, e poi fare gol e cercare di aiutare, partita dopo partita, le mie compagne».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Acf Brescia Calcio Femminile e Federica Parsani per la disponibilità.

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.