Credit Photo: Federico Fenzi

In questo periodo si giocano gli Europei femminili in Inghilterra, ma i club si muovono per la prossima stagione, dove ci saranno diverse novità. Dal professionismo alla formula della poul scudetto, il tutto tra la serie A e la cadetteria. Alessandro Sacco ha intervistato il difensore del Chievo Verona Women Francesca Salaorni.

Da qualche giorno hai rinnovato con il Chievo Verona Women. Cosa pensi quando ti dicono che sei la bandiera del club clivense?
“21 anni dedicati ad una stessa maglia non sono per niente pochi. Penso di aver fatto, nel corso degli anni, delle scelte di vita e personali che per un motivo o per un altro mi hanno sempre spinta a rimanere. Se poi in un ambiente ci si trova bene, prendere decisioni è più facile. Più passano gli anni più sento la responsabilità di difendere, aiutare a far crescere questa società a cui sono molto legata e a cui ho sempre cercato di dare tutto, a volte forse anche troppo. Questo è sempre stato possibile anche grazie ad altre bandiere, come me, che purtroppo da quest’anno prenderanno altre strade”.

Analizzando il campionato scorso, sei soddisfatta del tuo campionato e del Chievo? “Arrivare terze a pari merito con il San Marino penso sia stato decisamente un buon risultato, considerando che l’obiettivo iniziale era la salvezza. Eravamo praticamente la stessa squadra che la stagione precedente si è salvata nelle ultime giornate. Abbiamo dimostrato, in primis a noi stesse, quello che siamo davvero in grado di dare e quanto in alto possiamo arrivare. Certo, Guardando indietro, dispiace di aver perso alcuni punti per strada”.

L’anno prossimo ci sarà la formula della poule scudetto. Cosa ne pensi in merito? “Con l’ingresso del professionismo, la riduzione del numero di squadre da 12 a 10, credo che il livello della Serie si alzerà e che sarà un campionato combattuto e competitivo. L’introduzione della formula poule potrà rendere il tutto più avvincente, sia per la parte alta della classifica che per quella bassa”.

Infine ti vorrei chiedere se Sergio Pellissier, bandiera del Chievo, è venuto spesso a vedervi dal vivo? “Sergio Pellissier, il primo anno che siamo diventate Chievo Verona è venuto ad allenarsi con noi una volta. Poi, più di una volta, è venuto a vedere le nostre partite, spesso accompagnato dai figli. È bello vedere che un giocatore del suo calibro si senta coinvolto nella nostra realtà. Non sono mancati anche consigli da parte sua. Ora con la nascita della società sportiva Clivense non ci segue più di persona, ma si interessa dei nostri risultati”.

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