Photo Credit: Hajar Maarouf
Questo inizio di stagione per lo Spezia Calcio Femminile è stato decisamente altalenante, tra prestazioni di assoluto livello e sconfitte nette che, nonostante la delusione momentanea, rappresentano per le bianconere alcune importanti occasioni per crescere e migliorare. Occhio, però, a commettere l’ingenuo errore di considerare non all’altezza questa prima parte di campionato, non riconoscendo il giusto merito ad una squadra diversa rispetto allo scorso anno che sta man mano trovando la giusta quadra.
Piuttosto, anziché aggrapparsi ai soli punti in classifica e ai meri risultati finali, sarebbe giusto soffermarsi sul percorso, individuale e collettivo, che ciascuna di queste calciatrici sta percorrendo sotto l’attenta supervisione di mister Maurizio Ferrarese. In particolare, la giovane e interessante Michelle Valtolina, attaccante classe 2002 arrivata quest’estate allo Spezia, si sta facendo sempre più spazio nelle gerarchie della squadra a suon di goal, 3 messi a segno finora contro Lucchese, Pinerolo e Azalee Solbiatese, e prestazioni decisamente positive.
La nostra redazione ha avuto il piacere e il privilegio di intervistarla, conoscendo così una ragazza tanto capace di raggiungere importanti obbiettivi, professionali e no, quanto disposta al sacrificio e al duro lavoro. Un altro grande esempio, insomma, di come la passione per questo sport sia più forte dei tanti ostacoli che costellano, insieme alle soddisfazioni, la carriera e la vita di una calciatrice. Un esempio che, specialmente in un momento storico in cui il calcio femminile sta crescendo e sviluppandosi sempre di più, non può che far bene al movimento stesso, ispirando e spingendo tante nuove leve a inseguire il proprio sogno, consapevoli di dover lavorare sodo per poterlo realizzare passo dopo passo.

Iniziamo con la classica domanda di rito: come e quando hai scoperto la tua passione per il calcio?

Da piccolina mi divertivo giocando a calcio nel parchetto del mio paese insieme agli amici, mentre quando tornavo a casa giocavo alla play con mio padre. Un giorno, come ogni anno, i miei genitori mi chiesero che sport volessi praticare e io risposi: “Voglio giocare a calcio“.

Dove hai iniziato e qual è stata l’opinione iniziale della tua famiglia riguardo questa scelta?

Probabilmente non si aspettavano quella risposta ma non esitarono ad assecondarmi e a supportarmi. Iniziai a giocare a 10 anni in una squadra maschile, nel Bm Sporting e, pur essendo l’unica bambina del gruppo, non ne facevo un problema.

Dovendo individuare tre momenti chiave della tua carriera calcistica finora, quali sceglieresti?

Il primo momento chiave in assoluto è stata probabilmente la scelta di andare a giocare in una squadra femminile in quanto, a differenza del primo anno, mi sono sentita veramente parte della squadra. Un altro momento chiave è stato quando mi hanno proposto di andare a giocare nel Mozzanica, una società a cui devo molto e in cui ho trascorso 5 anni fondamentali che mi hanno permesso di crescere calcisticamente. Infine, credo che un’altra scelta importante sia stata quella di andare così lontano da casa per affrontare una nuova avventura nel campionato di serie C. Iniziare a giocare in un’altra regione mi ha fatto maturare molto anche fuori dal campo e devo dire che è bello conoscere nuove persone, nuovi posti ed affrontare squadre diverse dal solito.

Cosa ti ha spinto ad abbracciare il progetto sportivo dello Spezia Calcio Femminile?

Ho scelto lo Spezia perché ero consapevole dell’importanza e della serietà della societàSicuramente ho trovato uno staff di valore, a partire dal mister. Sapere di essere allenata da qualcuno che ha giocato in una squadra di serie A, inoltre, dà a tutte noi uno stimolo maggiore. Sapevo che avremmo vissuto tutte insieme in un residence e anche questo mi ha aiutata nella scelta perché secondo me ciò è fondamentale per creare un bel gruppo.

Come giudichi questo inizio di stagione e a cosa potete realisticamente puntare quest’anno?

L’inizio di stagione non è stato semplice ma già sapevamo che ci sarebbero state delle difficoltà come per tutte le squadre, considerato il buon livello del nostro campionato. Non so quale sia il massimo a cui possiamo ambire ma sicuramente cercheremo di arrivare più in alto possibile e sono sicura che ognuna di noi darà il massimo per farcela. Ora stiamo “seminando” e, senza alcun dubbio, a fine stagione raccoglieremo i “frutti”.

Hai già dato ampia dimostrazione del tuo fiuto del goal. Quali sono gli aspetti su cui lavori di più in allenamento e quali sono i tuoi punti di forza?

In allenamento lavoriamo molto sulla costruzione del gioco e sui movimenti che dobbiamo svolgere. Credo che uno dei miei punti di forza sia la fisicità, anche se devo imparare a sfruttarla al meglio, e probabilmente anche la voglia di arrivare sempre per prima su ogni pallone.

E se dovessi invece rivelarmi un tuo punto debole?

Uno dei miei punti deboli credo sia invece il controllo della palla.

Cosa stai facendo per migliorare sotto questo aspetto e quanto ti aspetti di crescere, calcisticamente e non solo, nei prossimi anni?

A breve inizierò ad andare prima al campo con il mister per svolgere esercizi mirati, cercando così di migliorare quegli aspetti che non padroneggio ancora appieno. Sicuramente ho ancora molto da imparare e credo sia un aspetto importante per poter far sempre meglio, dando un contributo maggiore alla squadra e, soprattutto, favorendo la mia crescita personale.

Com’è il rapporto con le tue compagne di squadra e come ti trovi nel sistema di gioco proposto dal tuo mister?

Con le compagne mi trovo bene e trovo che il nostro sia un bel gruppo. Vivere insieme è un aspetto importante per rafforzare di giorno in giorno il legame e l’intesa che ci permette di far bene in settimana e, in particolare modo, la domenica. Il mister propone diversi sistemi di gioco e credo sia positivo riuscire a variare a seconda delle partite e delle necessità.

Cosa manca ancora, secondo te, a questo Spezia per il salto di qualità e il passaggio in Serie B?

Essendo un gruppo nuovo, composto da 20 giocatrici “nuove” su 24, è probabilmente normale che manchi ancora quel qualcosa per passare allo step successivo. Tuttavia, ciò non dev’essere un alibi. Secondo me, la nostra squadra ha grandi qualità e la società non ci fa mancare nulla, dunque abbiamo a disposizione tutti gli strumenti per affrontare al meglio il campionato.

Cosa consiglieresti ad una giovane ragazzina che sogna di intraprendere questo percorso sportivo e professionale?

Alle bambine che vogliono intraprendere questo percorso direi di crederci fino in fondo e, soprattutto, di volerlo veramente. Per poter giocare anche solo in serie C, infatti, sto imparando solo ora, purtroppo, che bisogna essere disposti a grosse rinunce e a scelte  importanti; tuttavia, resto sempre dell’idea che i sacrifici prima o poi verranno ripagati.

Dulcis in fundo, due domande inusuali. Qualora dovessi metterti nei panni di un giornalista calcistico che scrive di calcio femminile, su quali aspetti ti soffermeresti di più per promuovere ulteriormente questo movimento e aumentare l’interesse del pubblico? Saresti più propensa per la cronaca delle partite, per la storia delle singole atlete o per altro?

Probabilmente mi soffermerei maggiormente sulla storia delle singole giocatrici, perché credo che ognuna di noi abbia un vissuto da raccontare che potrebbe magari essere d’aiuto ad una piccola calciatrice in erba che vuole intraprendere questo percorso.

Come giudichi l’operato della maggior parte del giornalismo calcistico femminile italiano finora? Secondo te, sta facendo un buon lavoro o è ancora lontano dal riuscire a raccontare al meglio il calcio femminile in Italia?

Secondo me stanno svolgendo un buon lavoro e, ovviamente, parlare di calcio femminile favorisce lo sviluppo di un movimento che sta già crescendo molto. Sono inoltre sicura che ci sia ancora tanto da raccontare, tuttavia credo che si sia imboccata la strada giusta e  che ci siano i giusti mezzi per poter ampliare e poter far parlare ancor di più di questo mondo.

Anacaprese atipico, ho lasciato l’isola alla volta di Udine per seguire i corsi di laurea triennale in Mediazione Culturale. Durante gli anni in Friuli ho avuto modo di conoscere ed amare la cultura slovena inizando a seguire la Prva Liga. Iscritto attualmente al primo anno di Informazione ed Editoria presso l'Università di Genova, coltivo la passione per il giornalismo sportivo ed il calcio, sia femminile sia maschile. Essendo stato, in passato, responsabile della rubrica sportiva presso LiguriaToday, ho avuto la fortuna di assistere dal vivo e raccontare gli incontri di alcune squadre della provincia di Genova. Nutro un forte interesse anche per gli eSports ed ho avuto modo di seguirne i match più importanti, intervistando alcuni dei suoi principali protagonisti.

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