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Belgio: partiti i play-off della Lotto Super League

Photo Credit: Andrea Amato

Dopo 21 giornate, la competizione regolare della Lotto Super League è terminata. Le otto squadre sono ora divise in due gruppi da quattro. Il 3 aprile iniziano i play-off. L’OH Leuven riuscirà a assaporare di nuovo la gloria belga dopo il successo europeo? La campionessa in carica non solo si è affermata nella UEFA Women’s Champions League, ma ha anche dominato nella Lotto Super League. Ma dopo che i punti sono stati dimezzati, la corsa al titolo è ancora aperta e ci stiamo preparando di nuovo a spareggio emozionanti. Quali sono le carte?

Playoff 1: OH Leuven Women o RSCA?

Le quattro squadre più in classifica si contendono il titolo e i ambiti biglietti per i due biglietti del turno preliminare europeo: uno per la UEFA Women’s Champions League e uno per la UEFA Women’s European Cup. L’OHL insegue un secondo titolo nazionale consecutivo e ha un vantaggio di 6 punti sul campione record RSC Anderlecht dopo aver dimezzato i punti. Le donne viola-bianche sono desiderose di riconquistare il loro posto al vertice.

E quale ruolo c’è per Club YLA e Standard Femina? Entrambe le squadre hanno strappato punti ai favoriti più volte nella stagione regolare. Il Club YLA ha persino eliminato l’OHL dalla Coppa del Belgio. Boia nel duello o anche outsider per un titolo sorprendente? Lo scopriremo da venerdì 3 aprile.

Play-off 2: la battaglia per l’onore

Nel Play-off 2, le squadre piazzate dal quinto all’ottavo posto si sfideranno tra loro. Anche se il titolo non è in gioco qui, la motivazione è grande per concludere la stagione con una nota positiva. Essevee parte con un vantaggio minimo su KRC Genk. Sei curioso di sapere quando gioca la tua squadra preferita? Il calendario completo dei play-off sarà annunciato lunedì 23 marzo alle 18:00 tramite l’app Pro League.

Giudice Sportivo: le decisioni tra Serie A Women, Serie B Femminile, Primavera 1 e 2

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nelle scorso week-end si è disputata la diciottesima giornata della Serie A Women, la settima del girone di ritorno, con tutte e sei le gare giocate tra venerdi e sabato. In relazione ai match la FIGC Femminile, ha omologato i risultati. Di pari passo sono arrivate le decisioni del Giudice Sportivo Sergio Lauro che, nell’ultima seduta, ha diramato le decisioni. Nessun provvedimento adottato per alcuna calciatrice o tesserato dei club militanti in Serie A Women. Giunta alla terza ammonizione Arianna Acuti del Genoa.

Per la nona giornata del torneo Primavera 1, invece, squalificata per un turno Marta Dian del Parma, espulsa per aver commesso un’azione fallosa impedendo una chiara occasione da rete. Stop anche per Alice Martari dell’Hellas Verona, fermata visto il doppio giallo rimediato nell’ultima gara, e per Daria Moretti dell’Arezzo, che con il giallo essendo diffidata è arrivata alla quinta ammonizione. In diffida è finita, invece, Sara Fabbri del Cesena.

Nelle scorso week-end si è disputata anche la ventunesima giornata della Serie B Femminile, la nona del girone di ritorno, giocata tutta al sabato. In relazione ai sette match svolti il Giudice Sportivo Dr. Giulio Maisano nella seduta dello scorso martedì ha adottato le seguenti decisioni. Squalifica per una giornata per Giovanni Legnazzi dello staff del Brescia, per proteste nei confronti dell’arbitro. Tra le giocatrici fermate le espulse Giulia Limardi e Giorgia Miotto del San Marino, per frasi irriguardose nei confronti dell’arbitro. Miotto insieme a Chiara Modesti del Vicenza è finita anche tra le diffidate. Fermo il campionato Primavera 2 che ha visto in campo un solo recupero, combinata un’ammenda di 100 euro alla Ternana Women per non aver presentato all’arbitro la richiesta della Forza Pubblica, peraltro assente.

Analisi tattica della Women’s Champions League: la fame del Barcellona di dominare

L’osservatrice tecnica UEFA Martina Voss-Tecklenburg spiega come il Barcellona abbia ottenuto una vittoria impressionante per 6-0 nei quarti di finale della UEFA Women’s Champions League contro il Real Madrid. La vittoria schiacciante del Barcellona contro il Real Madrid nei quarti di finale della UEFA Women’s Champions League è stata definita dal controllo totale – di possesso, ritmo e spazio – eseguito con un’intensità incessante in entrambe le partite.

Come spiega l’osservatrice tecnica UEFA Martina Voss-Tecklenburg, “C’era energia costante all’interno della squadra: ogni giocatrice pronta a fare qualsiasi sforzo, sempre attiva e intenzionata a controllare la partita. Con così tanti giocatori di alto livello, lo spirito di squadra è eccezionale. “La forza del Barcellona risiede nella qualità assoluta unita a un’alta intensità e attività in tutte le posizioni. Si posizionano sempre dietro gli avversari e quindi sono disponibili per passaggi anche in situazioni strette. Ogni giocatore vuole la palla.” “La forza del Barcellona risiede nella qualità assoluta unita ad alta intensità e attività in tutte le posizioni.”

Osservatrice tecnica UEFA Martina Voss-Tecklenburg

Analisi della Women’s Champions League: “Si allenano come se giocassero – 100%”

Questa fame collettiva si riflette internamente. Come ha osservato l’allenatore del Barcellona Pere Romeu dopo la vittoria per 6-0 della sua squadra nella gara di ritorno, “Il girone è così competitivo. Hanno fame di migliorare. Lavorano dal primo al 90° minuto. Si allenano come giocano – al 100% in ogni sessione di allenamento e in ogni partita.” Anche con la partita praticamente decisa, ha aggiunto: “È incredibile che i giocatori abbiano mantenuto la loro fame e intensità a quel livello.”

Pere Romeu, allenatore del Barcellona

Il difensore Mapi León ha sottolineato questa mentalità. “Non è facile giocare con l’intensità che abbiamo avuto per tutta la partita, ma questa squadra ha una caratteristica dominante: la fame,” ha detto. ” Fame di vincere, fame di dominare, fame di segnare più gol, fame di non subire gol.” Voss-Tecklenburg evidenzia anche gli elementi strutturali chiave dietro il dominio del Barcellona nel possesso palla: “L’aspetto più importante è che i giocatori si muovano verso l’interno negli spazi esterni e siano sempre disponibili per un passaggio dietro gli avversari. Sono disponibili perché il punto di riferimento è la posizione degli avversari. Dopodiché spetta ai passatori mostrare la qualità per giocare passaggi perfettamente cronometrati.”
Questa costante intelligenza posizionale ed esecuzione tecnica li rendono eccezionalmente difficili da affrontare, soprattutto negli spazi stretti.

Osservazione del coaching: Allenamento per una pressione intensa

In termini di metodologia di coaching, questi comportamenti sono praticabili da allenare. “Puoi allenarti davvero bene, sempre in spazi stretti, sempre con l’obiettivo di segnare,” spiega Voss-Tecklenburg. “Nel gioco di costruzione, gioca con uno o due tocchi nel primo terzo. A centrocampo, a volte si sposta fuori dalla pressione, e anche in attacco, con molto movimento e un approccio diretto alla porta, ma, ancora una volta, con pochi tocchi. “Questo rende il gioco veloce e puoi esercitarti molto bene in rondò stretti, sia in situazioni di superiorità numerica che di inferiorità. “Come allenatore, devi implementare molti metodi di allenamento in cui i giocatori devono prendere decisioni ripetutamente sotto alta pressione, poi riflettere e automatizzare quelle decisioni.”

 

Serie B Femminile, Coppa Italia: Infinity Futsal Academy-Atletico Foligno e Levante Caprarica-CF Scandicci le semifinali

Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Dopo le emozioni della prima giornata di Genzano, la Coppa Italia Femminile 2026 consegna alle cronache un venerdì di emozioni al Palasport di Guidonia con i quarti della Final Eight di Serie B FemminileInfinity Futsal Academy e Atletico Foligno battono rispettivamente Lady Mondragone e Team Scaletta, l’altra semifinale di Genzano sarà Levante Caprarica-CF Scandicci, con le pugliesi che domano il CUS Cagliari e le toscane che piegano ai rigori il Pero.

INFINITY FUTSAL ACADEMY-LADY MONDRAGONE 4-3 (2-2 p.t.)

Pieno di emozioni nel primo quarto della Final Eight di Serie B. Pomposelli imbecca per capitan Turetta che sblocca al 3’, poi è De Brito ad allungare a metà del primo tempo, ma la Lady Mondragone rimane sul pezzo e riprende le venete prima dell’intervallo: 2-2 firmato da Rapuano. Strepitoso il bis personale di tacco. All’inizio della ripresa sale in cattedra Exana, ma è Di Martino a rimettere tutto in parità, prima della replica della 4 ex Audace Verona che scaglia la sfera sotto il sette: conclusione imprendibile per l’ottima Carbone. Brivido sul colpo di testa di Rapuano che finisce sulla parte alta del montante. Time out per Iamunno che inserisce Ambrosino come portiere di movimento negli ultimi 3’, ma la difesa dell’Infinity regge e stacca il pass per la semifinale: 4-3.

ATLETICO FOLIGNO-TEAM SCALETTA 5-1 (3-0 p.t.)
Il secondo quarto di Guidonia si sblocca subito: Castagnoli spezza il tentativo di costruzione del Team Scaletta, si presenta davanti a Martino e la batte con il destro. Il raddoppio dell’Atletico Foligno arriva nel finale di frazione: angolo di Zelli, Mastrini calcia dai 10 metri, il tentativo di risposta di Martino non è impeccabile e la sfera termina in rete. A 36’’ dall’intervallo, Zelli recupera sulla destra e ispira di nuovo Mastrini, che fa 3-0 col mancino. Nella ripresa il leit motiv non cambia: le umbre capitalizzano l’espulsione per somma di ammonizioni di Napoli con la doppietta di Castagnoli, che poi serve l’assist per il pokerissimo di Ferroni. Cernuto cerca di risalire la china col portiere di movimento: Foti centra il bersaglio grosso, ma è solo il gol della bandiera per il Team Scaletta, che non riesce più a pungere. È 5-1 alla sirena, l’Atletico Foligno raggiunge l’Infinity nella prima semifinale di Genzano. 

LEVANTE CAPRARICA-CUS CAGLIARI 4-1 (3-0 p.t.)
Neanche 4’ si gioco sul cronometro e il Levante Caprarica è già sul 2-0 con Pati Ribeirete (sassata dalla sinistra sotto la traversa) e Privitera, brava ad evitare anche l’uscita di Di Sauro prima di mettere la palla in rete. Il Cus Cagliari prova a rispondere senza fortuna con Nainggolan e Garau, mentre è perfetto lo schema su fallo laterale che porta al tris delle salentine: palla che passa da Mangafas a Ribeirete, che col piattone destro confeziona la doppietta. Prima dell’intervallo, squillo di Caddeo neutralizzato da Oselame. Nella ripresa non arrivano altri gol fino all’8°, quando Marchese firma il tap-in, dopo la prima risposta di Oselame su Patteri. È la reazione che, poco più tardi, spinge Argento a inserire il portiere di movimento: Garau si avvicenda a Di Sauro, che chiude alla perfezione su Ribeirete lanciata sulla sinistra. Pati ci riprova sulla stessa corsia, stavolta mettendo sul secondo palo, e la mossa è vincente: bis anche per Privitera. 4-1 il risultato definitivo che sancisce il passaggio in semi del Levante Carprarica.

CF SCANDICCI-PERO 4-2 d.t.r. (1-1 p.t., 1-1 s.t.)
Nel quarto conclusivo del venerdì di Guidonia, il Pero mette avanti la testa durante il quarto minuto: sugli sviluppi di una rimessa laterale, Annese sottrae il possesso a Teggi e infila la porta con il destro. Romeo è costretta agli straordinari nell’uno contro uno con Giuliano, poi compie un grande intervento sul diagonale di Marino, nel mezzo Scandicci pericoloso con Basagni. Le toscane rimettono in parità la situazione a 23’’ dall’intervallo: punizione di Pasos per Grancia, che sorprende  Lanza sul primo palo. Nello scorcio iniziale della ripresa è Marino, servita da Giuliano, a sfiorare il nuovo vantaggio del Pero. La partita è vibrante, ma nessuna delle due squadre riesce a trovare il guizzo per rompere ancora l’equilibrio, si va ai tiri di rigore: sbagliano Giuliano, Pasos, Annese, poi l’errore di Fiengo porta in semifinale lo Scandicci.

 

FINAL EIGHT COPPA ITALIA SERIE B FEMMINILE

QUARTI DI FINALE – VENERDÌ 10 APRILE
PALASPORT – GUIDONIA
1)
 INFINITY FUTSAL ACADEMY-LADY MONDRAGONE 4-3
2) 
ATLETICO FOLIGNO-TEAM SCALETTA 5-1
3)
 LEVANTE CAPRARICA-CUS CAGLIARI 4-1
4)
 CF SCANDICCI-PERO 4-2 d.t.r. 

SEMIFINALI – SABATO 11 APRILE
PALACESARONI – GENZANO

X) INFINITY FUTSAL ACADEMY-ATLETICO FOLIGNO ore 11, diretta YouTube
Y) LEVANTE CAPRARICA-CF SCANDICCI ore 15, diretta YouTube

FINALE – DOMENICA 12 APRILE
PALACESARONI – GENZANO

VINCENTE X-VINCENTE Y ore 16.30, diretta YouTube

Under 19 Femminile, Coppa Italia: Bitonto e Lazio in finale d’autorità

 

AUDACE VERONA-BITONTO 0-4 (0-2 p.t.)
Tutto in 23 secondi. Il tempo che intercorre al Bitonto per far sua, di fatto, la prima semi della Final Four di Coppa Italia Under 19 Femminile. Al PalaRinaldi di Anzio la gara si sblocca subito. Schema da fallo laterale: Divincenzo serve Abbadessa, che controlla il pallone in area, elude l’intervento di Zandonà, si accentra e infila De Lucia sul palo corto. Il 2-0, 23” più tardi, è un golazo proprio di Alexandra Divincenzo: una sassata da distanza siderale sotto la traversa, impossibile da prendere. L’uno-due manda kappaò l’Audace Verona, squadra molto organizzata ma che in fase offensiva difetta di concretezza, a differenza delle Leonesse: Divincenzo colpisce ancora in apertura di ripresa, un 3-0 che taglia definitivamente le gambe alle veronesi. Il 5vs4 con Ficeto portiere di movimento non porta a nessun ribaltone. Di Stefania Misino il 4-0.

 

OKASA FALCONARA-LAZIO 0-9 (0-4 p.t.)
Anche la seconda semi del PalaRinaldi viene indirizzata in un tempo piccolo. Merito di una Lazio che parte a fionda: Riccio, D’Alessandri e Prioietti segnano tre gol nei primi quattro minuti. La montagna da scalare è troppo ripida per un pur volenteroso Falconara – che ha un paio di situazioni favorevoli non sfruttate – il quarto gol di Morello a un soffio dal duplice fischio sa di sentenza. Passerella biancoceleste nella ripresa, due legni prima del 5-0 firmato da Raponi. Altri due pali da due passi – di Riccio e Caiello – prima che Pantano, Conticelli (che perla!) e Morello portino la Lazio sull’ottovolante, prima del definitivo 9-0 di Melissa Raponi.

 

FINAL FOUR COPPA ITALIA UNDER 19 FEMMINILE

SEMIFINALI – VENERDÌ 10 APRILE
PALARINALDI – ANZIO

X) AUDACE VERONA-BITONTO 0-4
Y) OKASA FALCONARA-LAZIO 0-9

FINALE – DOMENICA 12 APRILE
PALACESARONI – GENZANO

BITONTO-LAZIO ore 14, diretta YouTube

Calcio e solidarietà: Fondazione Italiana Diabete e FIGC insieme per la ricerca di una cura al diabete di tipo 1

Questa sera c’è un motivo in più per guardare gli Azzurri affrontare l’Irlanda del Nord a Bergamo nella semifinale play-off delle qualificazioni ai Mondiali 2026: la Federazione Italiana Giuoco Calcio sarà al fianco della Fondazione Italiana Diabete (FID) per sostenere una grande iniziativa di sensibilizzazione. Durante la partita sarà, infatti, trasmesso lo spot “Scendi in campo per la cura del diabete tipo 1”, che vede come testimonial d’eccezione Massimo Ambrosini e Leonardo Bonucci. I due campioni inviteranno tifosi e appassionati a sostenere concretamente la ricerca, contribuendo con una donazione tramite SMS solidale al numero 45594 oppure attraverso il sito fondazionediabete.org.  La campagna ha ottenuto il supporto di RAI per la Sostenibilità ESG attraverso i canali di RAI Sport.

 

“L’unico modo per vincere la partita contro il diabete di tipo 1 è giocare tutti nella stessa squadra”, dichiara Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete. “Questa iniziativa rappresenta un’opportunità straordinaria per portare l’attenzione del grande pubblico su una malattia ancora troppo poco conosciuta e per sostenere concretamente la ricerca scientifica. Grazie al supporto della FIGC e alla visibilità della Nazionale, possiamo coinvolgere milioni di persone in una sfida fondamentale: trovare una cura definitiva per il diabete di tipo 1. Ogni contributo può fare la differenza”.

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, cronica e degenerativa per la quale, ad oggi, non esistono strumenti di prevenzione né una cura definitiva. In circa la metà dei casi si manifesta in età pediatrica o adolescenziale. In Italia sono circa 250.000 le persone che convivono con questa patologia, costrette a sottoporsi quotidianamente alla somministrazione di insulina e a una gestione complessa della malattia. L’insulina, infatti, rappresenta una terapia salvavita ma non una cura, e non elimina il rischio di crisi ipoglicemiche nel breve periodo né quello di gravi complicanze nel lungo termine.

La Fondazione Italiana Diabete ETS è il principale ente in Italia impegnato nel finanziamento della ricerca scientifica per arrivare a una cura definitiva del diabete di tipo 1. In 16 anni di attività, FID ha sostenuto circa 50 progetti di ricerca a livello internazionale, per un investimento complessivo di quasi 2,5 milioni di euro. A partire dal 2026, la Fondazione è inoltre l’unico ente italiano a finanziare un consorzio europeo dedicato alle terapie cellulari, una delle frontiere più promettenti nella lotta alla malattia. Parallelamente, FID è attiva sul fronte dell’advocacy istituzionale e ha promosso la Legge 130/2023, che introduce lo screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia nei bambini.

 

Turchia iniziati i preparativi per le due partite contro la Svizzera

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Qualificazioni Mondiali Femminili FIFA 2027 Campionato B Turno 2 La Turchia ha iniziato i preparativi per le due partite consecutive del girone contro la Svizzera a Istanbul. Gli allenamenti tenuti presso le strutture Kasımpaşa Kemerburgaz si sono svolti sotto la direzione di coach Necla Güngör Kıragası.

La Turchia, che hanno battuto Malta 3-0 allo stadio Pendik nella prima partita e l’Irlanda del Nord 1-0 a Belfast nella seconda, ha raccolto 6 punti e sono al secondo posto del girone con una media. Le partite della Svizzera che la nostra Nazionale giocherà a Zurigo martedì 14 aprile e a Sinop sabato 18 aprile nelle terze e quarte competizioni del gruppo saranno trasmesse in diretta su Tivibu Spor. Le Crescent e le Stars continueranno i preparativi presso le strutture Kasımpaşa Kemerburgaz fino a sabato 11 aprile. Lo stesso giorno, il nostro gruppo andrà a Zurigo, in Svizzera, con un aereo appartenente alla Turkish Airlines e continuerà i preparativi qui. La nostra nazionale giocherà la sua prima partita contro la Svizzera martedì 14 aprile allo stadio Letzigrund alle 20:00. Nello stesso giorno, alle 21:00, Irlanda del Nord e Malta si affronteranno allo stadio di Mourneview Park.

La nostra Nazionale Femminile, che si recherà a Sinop via Istanbul nelle ore del mattino di mercoledì 15 aprile, continuerà i preparativi qui fino a venerdì 17 aprile. La nostra Nazionale giocherà la quarta partita del girone contro la Svizzera sabato 18 aprile alle 19:00 allo stadio di Sinop City. Nell’altra partita del girone, Malta e Irlanda del Nord si affronteranno alle 20:00 al Centenary Stadium. Il nostro gruppo completerà il campo domenica 19 aprile e tornerà a Istanbul.

seguenti nomi sono stati invitati nella Nazionale femminile dall’allenatrice Necla Güngör Kıragası:

Portieri: S
elda Akgöz (Comune Metropolitano di Ankara Fomget S. K), Gamze Nur Yaman (Trabzonspor A.Ş.), Göknur Güleryüz (Fenerbahçe ArsaVev Squadra femminile di calcio)

Difensore: Fatma Şakar (FC Union Berlin), İpek Kaya (Fenerbahçe arsaVev Women’s Football Team), Gülbin Hız, İlayda Civelek, Cansu Nur KAYA, Ece Tekmen (Beşiktaş JK Women’s Football Team), Kezban Tağ, Eda Karataş, Elif Keskin (Galatasaray GAIN), Meryem KüçükBirinci (Hakkarigücü Spor)

Centrocampisti: Ebru Topçu (Galatasaray GAIN), Kevser Kartal (Amed Sportif Faaliyetler), Başak İçinözbebek, Arzu Karabulut (Municipalità Metropolitana di Ankara Fomget S. K), Derya Arhan (Yüksekova Sports Club), Halle Houssein (West Ham United), Miray Cin (Borussia Mönchengladbach), Ece Türkoğlu, Busem Şeker (squadra femminile di calcio Fenerbahçe ArsaVev),

Attaccanti: Selen Gül Altunkulak (FC Toulouse), Melike Öztürk, Melike Pekel (Galatasaray GAİN), Kader Hançar (Club Tijuana), Vildan Kardeşler (Hamburg SV)

Cronometro d’Oro 2026: celebrata a Coverciano l’eccellenza dei preparatori atletici, premiata Claudia Ceccarelli

Nella prestigiosa cornice del Centro Tecnico Federale di Coverciano si è svolta ieri 16 marzo l’edizione 2026 del Cronometro d’Oro, il riconoscimento assegnato dal Settore Tecnico FIGC ai migliori preparatori atletici della stagione, sulla base del voto espresso dagli stessi colleghi. Per la Serie A, il premio è stato conferito a Costantino Coratti, collaboratore di Antonio Conte al Napoli, a testimonianza del valore di uno staff che ha saputo coniugare performance, metodologia e continuità ad altissimo livello. In Serie B, il riconoscimento è andato a Francesco Vaccariello (Sassuolo), già vincitore nella stagione 2022/2023. Completano il quadro dei premiati: Massimiliano Botto (Virtus Entella) per la Serie C, Ivan Teoli (Juventus) per la Serie A femminile e Claudia Ceccarelli (Ternana Women) per la Serie B femminile, prima donna a ottenere questo riconoscimento dall’istituzione del premio.

Durante la cerimonia, il Presidente del Settore Tecnico, Mario Beretta, ha ribadito con forza il valore strategico della figura del preparatore atletico: “Celebriamo oggi una componente indispensabile degli staff tecnici. La Scuola Allenatori italiana è da tempo all’avanguardia, al punto che la UEFA ha tratto ispirazione dai nostri percorsi formativi per sviluppare i propri programmi.” Un messaggio pienamente condiviso da AIAC, che riconosce nei preparatori atletici una componente fondamentale della propria comunità professionale. In un calcio sempre più complesso e multidisciplinare, il contributo dei preparatori rappresenta un pilastro essenziale nella costruzione della performance, nella tutela della salute degli atleti e nell’evoluzione metodologica del gioco. Il Cronometro d’Oro si conferma così non solo come momento celebrativo, ma anche come occasione di aggiornamento e crescita, inserito all’interno delle attività formative della Scuola Allenatori.

AIAC – La casa dei tecnici

continua a valorizzare tutte le figure che contribuiscono quotidianamente allo sviluppo del calcio italiano, promuovendo competenze, formazione e cultura sportiva a ogni livello.

Matilde De Muri, Cesena: “Il calcio ti dà libertà. Qui al Cesena per mettermi alla prova, e sono soddisfatta!”

Photo Credit: Andrea Vegliò - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Secondo piazzamento in classifica e tanta voglia di crescere per il Cesena allenato da Mister Roberto Rossi, che tra le sue file conta una serie di giovanissime calciatrici provenienti da settori giovanili di squadre importanti alla ricerca del salto di qualità e dell’effettiva maturazione per raggiungere i palcoscenici di Serie A. Ci sono, però, alcune calciatrici che si sono messe in mostra in punta di piedi arrivando dalla Serie C, come Matilde De Muri, giunta in bianconero dal Real Vicenza e che oggi indossa con orgoglio i colori del Cavalluccio. L’attaccante è stata intervistata in esclusiva dalla Redazione di Calcio Femminile Italiano, con la quale ha intrattenuto una lunga chiacchierata.

Matilde De Muri arriva da un percorso nel calcio partito dai centri estivi e dai momenti liberi con il pallone tra i piedi, nonostante il suo primo impatto con il mondo dello sport abbia visto la pallavolo: «L’amore per il calcio c’è sempre stato in me, però l’interesse non l’ho mostrato subito. Ho fatto pallavolo dai sei ai dodici anni, ma nei momenti liberi giocavo sempre a calcio, ai centri estivi in estate giocavo con i maschi, o se andavo in giro e trovavo qualcuno che stava giocando mi mettevo a giocare anch’io, e poi ho iniziato, durante le partite di pallavolo, a fare dei recuperi del pallone con i piedi, o mi mettevo a palleggiare con il pallone da pallavolo. Dopo un po’ di tempo, ho avuto il coraggio di dire a mia mamma che volevo giocare a calcio, si era un po’ accorta che mi piaceva; mio papà, invece, era un po’ più titubante e diceva che era uno sport da maschi e che aveva paura che mi facessi male alle gambe», è stata poi la mamma della calciatrice la vera artefice di quanto è seguito«Alla fine ho convinto mia mamma, ho trovato la squadra di calcio e da lì è iniziato il mio amore. L’ho scelto perché fin da piccola mi è sempre piaciuto correre, e anche a scuola vincevo sempre le campestri. Mi è sempre piaciuto anche stare all’aria aperta, a pallavolo si gioca al chiuso dentro a una palestra e non si corre tanto, e del calcio mi piace quest’idea di libertà», e quest’idea di libertà, di correre a campo aperto, di non fermarsi mai finché non si è davanti alla portiera avversaria è il motore che porta la numero 21 del Cavalluccio a scendere in campo dando fondo a tutte le proprie energie per insaccare il pallone in rete.

La bianconera ha dapprima indossato la maglia del Vicenza per poi esordire con la Prima Squadra del Real Vicenza in Serie C, una categoria che, dopo l’Eccellenza, l’ha davvero aiutata a raggiungere livelli altissimi di consapevolezza nei propri mezzi e nel proprio gioco: «Con il sacrificio, l’impegno e il duro lavoro si può migliorare e raggiungere gli obiettivi che ci si pone, e si può salire di livello. Ho fatto le giovanili col Vicenza e poi col Real Vicenza ho fatto l’esperienza con la Prima Squadra, e comunque per arrivare lì ho lavorato tanto anche al di fuori degli allenamenti con la squadra: mi allenavo anche da sola, e quindi ho capito che con l’impegno e il duro lavoro si può arrivare dove si vuole», e i valori dell’impegno e del duro lavoro appresi grazie a questo sport sono stati in seguito accompagnati da altri, quali «il sacrificio e l’impegno per migliorare, il rispetto per le avversarie e le compagne, l’amicizia e lo spirito di squadra, perché nel calcio si deve collaborare anche con le compagne.»

L’attaccante ha in seguito sottolineato come la Serie C sia stato il suo primo banco di prova importante verso la percezione del proprio valore, che in Eccellenza era esploso, ma che in questa categoria si è sprigionato al massimo: «Mi è servita tanto la Serie C, dopo quest’esperienza sono maturata moltissimo sia a livello personale, sia calcistico, e mi è servita moltissimo per fare il passo decisivo verso la Prima Squadra. Prima sì, ho giocato in Eccellenza, ma il livello era basso, e in Serie C trovi invece ragazze con molta più esperienza, a diciotto anni puoi giocare anche con ragazze di trent’anni, e mi è servito molto per farmi le ossa», e questi miglioramenti si vedono nei match che la giocatrice disputa ora in serie cadetta, come se facesse parte dell’organico di categoria da anni e non fosse una “novellina” proveniente da tutt’altro campionato.

La Serie C, per quanto competitiva e complessa si sia rivelata, è comunque diversa dalla Serie B, e De Muri ha colto il salto di categoria nell’intensità che il rettangolo verde richiede di volta in volta, nonché dall’esperienza che molte avversarie hanno dimostrato di avere: «Differenti sono sicuramente il ritmo e il livello che c’è in Serie B sia parlando di allenamenti, sia durante le partite: si è in una categoria superiore e si sente, perché è tutto più intenso, e anche in Serie B trovi ragazze di molta esperienza che sono scese dalla Serie A, o comunque giovani promettenti, e il livello è molto, molto alto.»

La numero 21 bianconera ha già notato, dal proprio punto di vista, notevoli miglioramenti nella propria presenza sul campo di gioco. Mettersi alla prova in una categoria superiore e adattarsi a un nuovo ruolo per il bene della squadra le hanno fatto bene e le stanno fornendo ulteriori strumenti per diventare un’attaccante ancora più completa: «Rispetto allo scorso anno mi vedo migliorata dal punto di vista mentale: non avevo molta fiducia in me, quando sono arrivata qui ho dovuto avercela, perché all’inizio mi sentivo un po’ a disagio, visto che tutte le giovani che sono qui arrivano da Società professionistica e io ero l’unica che lo era. Con il passare del tempo, le mie compagne mi hanno aiutato e sono riuscita a integrarmi. Anche per quel che riguarda l’adattarsi a un ruolo che non è il mio, a me piace giocare come esterno d’attacco e qui gioco punta, e quindi mi sono dovuta adattare, perché gli anni prima ero sempre nella mia posizione forte, qui ho dovuto migliorare degli aspetti a cui non prestavo molta attenzione, e quindi sono migliorata anche sotto quest’aspetto.»

«Preferisco stare vicino alla porta, quindi in zona d’attacco, ma se ci fosse la necessità di andare a centrocampo per la squadra lo farei. Mi piace cambiare posizioni, all’inizio è stato faticoso, ma se il Mister ha un modulo diverso ci si adatta per il bene della squadra. I miei punti forza sono la corsa, la velocità e il dribbling», De Muri ha le idee chiare e ha interiorizzato, dopo tanti anni davanti alla porta, l’importanza di essere calciatrici complete, nonché quelli che sono i suoi punti di forza.

Il Cesena, secondo in classifica, è l’emblema di un calcio che vuole ancora “parlare italiano”, inserendo nel proprio organico esclusivamente calciatrici provenienti da squadre italiane e da vivai importanti per permettere loro una crescita costante per giungere al salto di qualità. Questo è stato uno dei motivi per cui la calciatrice ha scelto di acconsentire alla chiamata del Cavalluccio e di difenderne i colori per questo torneo: «All’inizio un po’ mi sentivo intimorita e a disagio, ma col tempo sono riuscita a esprimere il meglio di me, arrivando anche da una categoria inferiore mi faceva sentire un po’ a disagio. Adesso mi sento più consapevole di me stessa, e ho capito che provenire da una Società professionistica può essere un punto di vantaggio, perché comunque si lavora in modo differente, però non è fondamentale per arrivare dove si vuole. Puntano sulle ragazze giovani e italiane e le fanno giocare per farle crescere. Quando ho sentito che era una squadra costruita per la maggior parte su ragazze giovani e di squadre professionistiche per me è stata l’occasione di migliorare e crescere e cercare di imparare da loro.»

Contro il Venezia nel match di Martorano tra le mura amiche una delle reti portava la firma di De Muri, che si dimostra di partita in partita una delle calciatrici più decisive nella finalizzazione, ma anche nel controllo del gioco e in fase di possesso e fraseggio. Arrivare a essere protagonista nelle schiere di Mister Rossi era un obiettivo che la calciatrice vedeva come un lontano miraggio e che invece ora la riempie d’orgoglio«Non me l’aspettavo. Ho corso il rischio di salire di categoria senza sapere se avrei avuto la possibilità di giocare, perché per una ragazza della mia età non è semplice salire da una Serie C, da dove venivo io, a una Serie B, però ne sentivo il bisogno, avevo voglia di mettermi alla prova, e fortunatamente è andata bene. Per il momento sono soddisfatta.»

In questo contesto, è giusto sottolineare il ruolo che le compagne di squadra hanno avuto nei momenti difficili e di assestamento per il salto di categoria, diventando d’esempio per lei e uno stimolo per dare sempre di più«In uno sport come il calcio la squadra è fondamentale, si gioca in undici e le compagne per me sono sia una fonte di stimolo, perché vederle dare il massimo in partita e in allenamento sprona anche me a dare sempre il massimo, sia d’esempio, perché sono tutte giocatrici di alto livello e per me sono un esempio da cui prendere spunto e cercare di migliorare.»

La giocatrice ha già raggiunto l’obiettivo principale che si era preposta alla vigilia, vale a dire segnare con la maglia del Cesena il suo primo gol in Serie B e, si sa, l’appetito vien mangiando, ed è per questo motivo che non ha nessuna intenzione di limitarsi a scendere in campo con la maglia da titolare, perché il sogno è arrivare in doppia cifra: «Tra gli obiettivi personali che mi ero preposta, visto che ero scettica e mi chiedevo se avrei giocato, quello principale era di segnare il mio primo gol in Serie B, che è finalmente arrivato. Adesso che la situazione è un po’ cambiata, mi piacerebbe arrivare in doppia cifra.»

Matilde De Muri, con il suo numero 21 e la sua grandissima grinta, veste il bianco e il nero del Cesena scendendo in campo per aiutare la squadra ad alzare l’asticella, a migliorarsi e a credere di potersela giocare con qualsiasi avversaria. La giocatrice è anche la dimostrazione che non serve provenire da una Società dalla nomea importante per essere determinanti, perché a fare la differenza ci pensano il talento, la passione, l’istinto, tutte qualità che a lei non mancano.

Si ringraziano Matilde De Muri, l’addetto stampa Filippo Minardi e il Cesena Calcio Femminile per il tempo, la disponibilità e la grande fiducia.

Emma Girotto, Claudia Saggion e Fernanda Fernandez al Venezia: “Il nostro primo ricordo legato al calcio? Ecco quale è”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nelle scorse settimane il Venezia ha annunciato l’arrivo di nuovi profili che hanno contribuito ad arricchire la rosa attuale. Occupate, quindi, le maglie 58, 20 e 12, indossate rispettivamente da Emma Girotto, Claudia Saggion e Fernanda Fernandez.

Le tre calciatrici, attraverso i canali ufficiali del club arancioneroverde, si sono raccontate in una breve clip di presentazione; ecco, infatti, quando riferito dalla prima citata: “quando ero piccola andavo sempre a vedere le partite di mia mamma e, poco dopo, ho deciso di iniziare anch’io”. L’attaccante (subentrata temporaneamente nella squadra veneta dopo il cammino nel Sassuolo) ha, poi, aggiunto: “in campo? Mi ritengo una compagna che cerca di aiutare sempre la squadra; mi piace correre molto e, se qualcuno ha bisogno, spero sempre di riuscire a dirgli la parola giusta o fare il passaggio giusto per metterlo nelle condizioni migliori”.

Parola anche alla forza di centrocampo Saggion: “il gruppo è molto unito. Sono ragazze umili con voglia di lavorare e di mettersi in gioco nonostante il campionato non facile. È una scelta che rifarei assolutamente altre mille volte. Il primo ricordo che ho legato al calcio? Mentre facevo ginnastica artistica a 4 anni, ho visto un campo da calcio fuori dalla finestra; l’ho guardato sapendo per certo di voler essere lì, infatti l’anno dopo ho chiesto a mia mamma di andarci”.

Durante la stagione in cors, quest’ultima ha vestito la maglia del Como 1907, ma presenta esperienza nei colori di Padova, Cittadella, Brescia e Chievo Verona.

A chiudere, le ammissioni dell’ ex Freedom Fernandez: “quando è arrivata questa proposta è stato impossibile dire di no ad una squadra, una società e dei colori con una storia così importante alle spalle. Calcio? Quando ero piccola seguivo mio papà per i campi in Venezuela, fin quando me ne sono innamorata!”.

Al momento le leonesse sono reduci dal pari casalingo contro l’Arezzo. La statistica, invece, riferisce di un ultimo posto a quota 10.

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