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Doppia Laurea in casa Ternana Women: Labate e Nannini “Dottoresse”

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women celebra un traguardo importante firmato da Camilla Labate e Arianna Nannini. L’attaccante rossoverde, classe 1999, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienza e Tecnica dello Sport, discutendo una tesi dal titolo “L’importanza dell’allenamento della forza nel calcio femminile”. Traguardo accademico anche per il Team Manager della prima squadra, Arianna Nannini, che ha conseguito la Laurea triennale in Comunicazione digitale e social media con una tesi intitolata “Neuromarketing dalla teoria alla pratica. Analisi dei processi neurocognitivi che guidano le decisioni di consumo”. Entrambe hanno completato il proprio percorso di studi presso l’Università Niccolò Cusano. Siamo fieri di voi.


Ufficializzata data e orario della sfida di campionato tra il Como W e la Ternana Women. Il match si giocherà domenica 15 alle ore 12:30 allo stadio “Ferruccio Trabattoni” di Seregno.

Programma gare 16° giornata: 14/03/2026 ore 12:30 Parma-Genoa 14/03/2026 ore 15:00 Napoli Women-Lazio 15/03/2026 ore 12:30 Como Women-Ternana Women 15/03/2026 ore 14:00 Juventus-Milan 16/03/2026 ore 18:30 Roma-Fiorentina 16/03/2026 ore 18:30 Sassuolo-Inter

Benedetta Glionna, Inter Women: “Mi aspetto una partita molto dura, combattuta, cercheremo di affrontarla nel miglior modo possibile”.

credit photo: Emanuele Colombo - photo agency calcio femminile italiano

La settimana dedicata alle prime partite di qualificazioni ai Mondiali si appena conclusa e le calciatrici sono tornate a concentrasi sugli impegni dei club. Mentre nel fine settimana riprenderà il campionato di serie A, infatti, tra mercoledì e giovedì si giocheranno le partite valide per l’andata delle semifinali di Coppa Italia. L’Inter, proprio giovedì, disputerà la sua gara contro la Roma, scontro che ormai sta diventando un grande classico del Campionato italiano anche in virtù delle diverse ex giallorosse che vestono la maglia nerazzurra (e viceversa).

A presentare il match, intervistata dagli addetti stampa della squadra di Milano, Benedetta Glionna, alla sua prima stagione nella squadra di Piovani, è proprio tra le calciatrici che in passato hanno vestito la maglia Capitolina. Con una breve dichiarazione d’intenti ha confermato l’intenzione del club di fare il meglio possibile sul rettangolo verde, migliorando laddove c’è da farlo e provando ad essere più concrete.

“Questa settimana siamo tornate tutte, cercheremo di preparare la partita di Coppa Italia nel miglior modo possibile. Noi Siamo concentrate e vedremo come andrà. Abbiamo analizzato (e analizzeremo ancora) quelle partite, abbiamo anche cercato di lavorarci subito. Tenteremo di far meglio a livello anche di risultato rispetto a quelle gare, in particolare all’ultima. Proveremo sicuramente ad essere più concrete”.

La stagione delle nerazzurre sta andando parecchio bene: sono, infatti, seconde in classifica con il migliore attacco della serie A. Glionna, però, tiene i piedi per terra: si può sempre migliorare e si deve lavorare per offrire la miglior immagine di sé. In campo, poi, viene messo in pratica il più possibile quello su cui ci si è allenate in settimana con un gioco il più possibile verticale e quel cinismo che non guasta e che serve sopratutto a concretizzare le occasioni.

“Si può sempre fare meglio in tutto quello che si fa. Noi cerchiamo davvero di lavorare ogni giorno per migliorarci e per migliorare quello che stiamo facendo. Quindi cercheremo di fare ancora meglio e di lavorare ancora di più. L’Inter ha un modo di giocare, un’idea di gioco molto verticale, quindi sicuramente riusciamo a mettere in campo quello che alleniamo durante la settimana, essendo verticali e anche a volte ciniche”.

L’attaccante, che conosce a fondo le sue avversarie, si aspetta una Roma combattiva che farà il possibile per conquistare i tre punti tanto più che giocherà in casa al Tre Fontane. L’Inter si comporterà dunque di conseguenza mostrando tutto ciò di cui è capace.

“Mi aspetto una partita molto dura, combattuta, anche perché è sempre particolare per le avversarie giocare al Tre Fontane. Cercheremo di affrontarla nel miglior modo possibile, provando a fare il risultato e considerando che è un’andata di semifinale”.

Il futsal e un nuovo modello di sostenibilità, Castiglia verso i maxi eventi: “Il cambiamento è dimostrato dai numeri, cresciamo all’unisono”

Credit: Stefano Castiglia

CASTIGLIA – Il futsal sta per mettere in campo le sue meraviglie. E Stefano Castiglia mostra fiducia nel presente e ottimismo per il futuro in virtù del nuovo percorso intrapreso dal movimento della disciplina sportiva con il pallone a rimbalzo controllato, sempre più all’insegna della sostenibilità. “Una visione costruita nelle ultime stagioni e ulteriormente rilanciata in questo nuovo corso – sottolinea il Presidente della Divisione Calcio a 5 -, una volontà chiara e determinata da parte della governance della Divisione Calcio a 5, che si traduce in un sistema strutturato di premialità legato ai risultati ottenuti, in contributi concreti e in agevolazioni sui costi di vitto e alloggio per le società partecipanti”. I numeri avvalorano una visione chiara e consolidata, incentrata sempre più sui club di futsal. “Il nuovo modello di sostenibilità e di incentivi economici – continua Castiglia – sta producendo segnali tangibili. I numeri parlano chiaro: oltre 120mila euro di benefit diretti alle società nel solo Maxi evento delle Coppe Italia maschili, e oltre 90mila euro per le categorie femminili in forma di contributi e benefit concreti. Un cambiamento sotto gli occhi di tutti, che si riflette in un appeal sempre crescente verso gli enti pubblici sui territori e verso nuovi partner commerciali, anche di caratura internazionale, che scelgono di sposare i progetti di sviluppo del futsal italiano. È una trasformazione dimostrata dai fatti – chiosa il numero uno di Viale Tiziano – un movimento che vuole crescere all’unisono, con un approccio propositivo e con la consapevolezza dichiarata dalle società che la strada intrapresa è quella giusta. Mi piace ricordare da dove siamo partiti e guardare con determinazione a dove vogliamo arrivare; la mia visione si concentra solo sugli obiettivi da raggiungere. La sindrome di Cassandra, mista al pessimismo cosmico, non potrà mai far parte di questa nuova storia che tutto il movimento sta scrivendo. E di questo, personalmente, sono profondamente orgoglioso”.

Rep. Ceca: Dea della Slavia! Una serie documentaristica unica su Oneplay

La squadra femminile della Slavia ha avuto un aspetto unico dietro le quinte. La serie documentaristica in quattro parti traccia la stagione passata, al termine della quale gli Staples hanno festeggiato la vittoria del doppietto. Guarda tutti gli episodi sulla piattaforma Oneplay. La serie unica segue una stagione in cui Slavia è arrivata con grandi ambizioni e fiducia in sé stessa. Il ritorno dei principali sostenitori Kateřina Svitková e Barbora Votíková, l’arrivo di un nuovo allenatore e un chiaro obiettivo per difendere il doppietto, tutto ciò creò aspettative per un’altra corsa dominante.

Tuttavia, la realtà ha mostrato la sua imprevedibilità. Invece di un percorso tranquillo, ci sono stati momenti dolorosi, il derby autunnale contro lo Sparta e l’amara eliminazione in Champions League contro il Galatasaray. Il percorso dei sogni verso il successo è diventato una dura prova di resilienza, carattere e spirito di squadra.
Il documentario non riguarda solo risultati e obiettivi. Grazie alla prospettiva dei documentaristi premiati Linda Kallistová e Tomáš Klein, gli spettatori potranno accedere a temi che normalmente rimangono nascosti. Le storie personali e di vita dei giocatori ti coinvolgono nella trama e mostrano che molti combattimenti non avvengono solo in campo. La serie è stata prodotta da David Ondříček.

“Non è un classico documentario sul calcio. È un documentario che apre numerosi temi sociali importanti. Per me personalmente, questa è una serie assolutamente unica nell’ambiente ceco. Vorrei vedere la posizione del calcio femminile nella società migliorare guardando dietro le quinte e che l’opinione radicata che le donne appartengano al piatto scomparda gradualmente,” ha dichiarato Martin Říha, primo vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Slavia, sul sito web del club. Le Dee di Slavia offrono uno sguardo autentico ed emozionante a una stagione piena di colpi di scena e colpi di scena, che alla fine si è trasformata in un trionfo. Quattro episodi, quattro capitoli di un viaggio eccezionale. Tutto dal 20 febbraio su Oneplay.

FEDERAZIONE REP CECA

Carina Olset Hovda dal calcio raccontato in TV a quello vissuto.

Carina Olset Hovda è un volto parecchio conosciuto in Norvegia come conduttrice e giornalista e, nella sua carriera, ha avuto modio di raccontare le imprese sportive degli atleti del suo paese in diversi programmi ed eventi sportivi. La sua preparazione in materia, unito alla suo essere mediaticamente conosciuta, ha spinto la federazione a sceglierla come responsabile media del calcio femminile norvegese.
La giornalista avrà, inoltre, un ruolo centrale nel favorire iniziative di crescita della NFF in tutela delle ragazze e delle donne nel calcio.

“Carina ha oltre 25 anni di esperienza nel settore dei media come conduttrice televisiva, giornalista e consulente di comunicazione sia nel campo dello sport che in quello degli affari. Ha una grande passione e una profonda conoscenza del calcio femminile sia a livello nazionale che internazionale. Con Carina nella squadra, faremo nuovi passi avanti nella costruzione di profili, nella visibilità e nell’attirare più persone alle partite” ha affermato Ragnhild Ask Connell, direttore della comunicazione, per spiegare il perché della scelta per questo ruolo sia ricaduto sulla classe 1981.

Olset Hovda, intervistata a proposito del suo nuovo incarico, ha spiegato che: “Dopo oltre 20 anni passati a comunicare il calcio dall’esterno, è fantastico e significativo poter contribuire dall’interno. La nazionale femminile rappresenta uno dei fiori all’occhiello dello sport norvegese e sono estremamente orgogliosa di entrare a far parte di questa squadra. Non vedo l’ora di mettere la mia esperienza e il mio impegno al servizio di persone, risultati e storie per raggiungere un pubblico ancora più vasto”.

Il piano strategico della NFF ha grandi ambizioni sia per la nazionale femminile che per il calcio femminile in generale. Questo è il motivo per cui la NFF sta assumendo una responsabile dei media che si dedicherà al 100% proprio alla promozione del calcio femminile.

“Abbiamo l’ambizione di rafforzare l’interesse e l’impegno nei confronti del calcio femminile norvegese e, non da ultimo, di aumentare notevolmente il numero di spettatori alle nostre partite. Per questo abbiamo bisogno di una mente strategica che sia anche in grado di sviluppare concetti e, soprattutto, che capisca cosa serve per catturare l’attenzione dei media. Siamo quindi molto soddisfatti di questa nomina”, ha concluso Connell ribadendo la propria soddisfazione per una scelta mirata e consapevole.

Susanna Ciocca, Pro Sesto Women: “Ogni ragazza di questa squadra è spettacolare sia come persona che come compagna di squadra e giocatrice”

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano
In questo campionato di serie C in cui il livello delle squadre coinvolte si mostra sempre maggiore ed offre ai tifosi e agli amanti della disciplina delle belle prestazioni, settimana dopo settimana, non si può non menzionare la Pro Sesto. La squadra lombarda che milita nel girone A si trova, attualmente, al secondo posto in classifica con 42 punti guadagnati in 17 giornate di campionato (14 vittorie e 3 sconfitte totali) e ha dimostrato sul campo di saper come superare anche i momenti più difficili della stagione, mettendo in ogni partita tanto impegno e cuore.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto per un’intervista Susanna Ciocca, difensore classe 2003 della Pro Sesto che, della squadra allenata da Marco Pierangeli, è (nonostante la giovane età) un punto fermo e rappresenta bene l’anima del progetto e dei valori che il club intende portare avanti.

I primi calci ad un pallone Susanna li ha dati in in casa ed in oratorio, per poi proseguire, come spesso accade alle bambine che vogliono giocare a calcio, assieme ai maschi dove comunque la sua presenza era un’eccezione. Nel momento in cui è entrata a far parte di una squadra femminile, ha avuto la contezza di essere parte di un gruppo.
Ha poi realizzato che la sua passione poteva essere anche più di questo mentre giocava per il Mozzanica (che poi è diventato Atalanta) e ha affrontato nelle fasi finali e nazionali squadre come il Milan, la Roma, la Juventus e l’Inter.
“Ho iniziato a giocare a calcio quando ero molto piccola: avevo 6/7 anni e giocavo all’oratorio estivo però ho video di me anche a 3/4 anni che già mi vedono impegnata a giocare a pallone in casa. Se si parla di passione secondo me il momento cruciale è stato quando ho iniziato a giocare in una squadra femminile; quando giochi con i maschi sei la femminuccia della squadra, sei sempre l’eccezione mentre giocando con una squadra femminile diventi parte integrante di un gruppo.
Non credo ci sia stato un momento preciso in cui ho realizzato che sarebbe veramente potuto diventare qualcosa di più: più giocavo e più mi innamoravo dello sport e non volevo smettere. Ero in seconda media quando ho iniziato a giocare nell’Atalanta, perché il Mozzanica è diventato Atalanta,
e ho iniziato ad affrontare squadre come Milan, Inter, Juve e Roma. Sono andata anche al sud a fare le fasi finali e le fasi nazionali: lì mi sono resa conto di quanto effettivamente potesse crescere il calcio. Pensando ad un momento preciso, è lì che ho realizzato che poteva effettivamente diventare qualcosa di più”.
Il proseguo del suo percorso da calciatrice ha visto la classe 2003 militare nella Pro Sesto dove, dopo un primo anno di assestamento, è riuscita a ritagliarsi un proprio spazio da titolare. Essendo una delle ragazze che milita da più tempo nel club lombardo, la numero 5 ogni anno da il meglio di sé sia in campo che nel cercare di trovare un punto d’incontro con le nuove arrivate in vista degli obiettivi comuni.
“Gioco nella Pro Sesto da ormai cinque anni e sono, assieme a qualche altra ragazza, tra le calciatrici che vive questo gruppo da più tempo, in un certo modo, penso di rappresentare anche la società. Sono arrivata in squadra quando ancora militava in serie B: in quel periodo, in realtà, ho giocato ben poco, solo un paio di partite. Mi allenavo con loro, però. L’anno dopo, quando la squadra è retrocessa in serie C e moltissime giocatrici sono andate via, siamo ripartite da capo con una una nuova squadra e uno staff nuovo: si trattava di un nuovo inizio, ho trovato così l’occasione di potermi fare strada e così è stato. Non che prima non mi impegnassi, però in quel momento sapevo di potermi guadagnare un ruolo da titolare e mi sono comportata di conseguenza. Da allora ogni anno per me è una sfida: essendo una di quelle presenti da più tempo cerco di impegnarmi sia a far gruppo che a costruire tutto ciò che serve per poter puntare alla vetta.
Il gruppo squadra, secondo me, conta veramente tanto all’interno di una società, per cui ogni anno si propone l’impegno costante così da trovare un accordo tra tutte le persone coinvolte nel progetto”. 
Il fatto che il gruppo squadra sia molto affiatato è certamente un aspetto positivo nel trovare un accordo. A questo proposito Susanna Ciocca ha scelto di definire trasversale, accogliente e spettacolare la rosa della Pro Sesto e ha spiegato questa scelta particolare pensando al fatto che il gruppo non si limita a stare assieme in campo, ma la loro amicizia viene portata anche al di fuori di questo.
E’ accogliente infatti ogni ragazza porta alle compagne un po’ di sé, nessuna viene esclusa, infine è anche spettacolare nel senso che, nonostante ognuna delle atlete abbia impegni e vite diverse, l’impegno e l’abnegazione nel raggiungere gli obiettivi tutte assieme sono una costante.
“Dico trasversale, accogliente, e spettacolare. Trasversale perché il nostro gruppo non attraversa solo una dimensione, quella del campo e quella della società, ma viene portato anche all’esterno durante le serate, le giornate estive in cui non siamo effettivamente obbligate a a vederci. Non ci limitiamo ad essere compagne di squadra ma, posso dire senza dubbi, siamo veramente amiche anche fuori dal campo e questa secondo me è una cosa veramente meravigliosa. Accogliente perché, come ho già detto, ogni persona che viene in squadra e poi rimane durante gli anni ha cercato sempre di dare qualcosa anche alle altre e, insieme a noi che già c’eravamo, di creare un gruppo squadra molto bello. Nessuno viene messo da parte ed escluso. Spettacolare: Sono ovviamente di parte però ogni singola ragazza di questa squadra è spettacolare sia come persona che come compagna di squadra e giocatrice. Moltissime lavorano, studiano all’università o alle superiori. Abbiamo storie diverse e vite diverse ma siamo lì, ad ogni allenamento, ad ogni partita, tutte insieme ad affrontare il campionato o la coppa. Io amo tutte le mie compagne, sono e siamo un gruppo spettacolare”.
Ci sono stati diversi momenti cruciali nella stagione della Pro Sesto che sono serviti per dare una svolta al campionato. Susanna ne ha citato due in particolare, uno negativo ed uno positivo. Quello negativo è senza dubbio la sconfitta subita contro l’Angelo Baiardo, mentre quello positivo è la vittoria in Coppa Italia di serie C contro il Moncalieri: in quel caso la rimonta è avvenuta nel secondo tempo; il risultato è servito per dare una botta di adrenalina alla squadra in vista dei prossimi impegni.
“Ce n’è uno negativo. La sconfitta contro il l’Angelo Baiardo effettivamente ci è pesata molto  più delle altre che abbiamo subìto. Penso che quel momento ci abbia dato una scossa. Se devo parlare di un momento ancora più importante, secondo me la pausa tra il primo e il secondo tempo della partita in coppa contro Moncalieri è stata cruciale. Abbiamo vinto 2-1 ma in quel momento lì stavamo sotto di 1-0 e a quel punto ci siamo dette ‘o tutto o niente’: In coppa non avevamo nulla più da perdere, dovevamo solo mettere anima e corpo per poter recuperare, e così  poi è stato. Vincere ci ha dato una spinta aggiuntiva rispetto a un periodo che non stava andando male però aveva bisogno di uno stimolo in più”.
E’ innegabile che la Pro Sesto sia cresciuta dall’inizio dell’anno, questo è visibile specie nella capacità di gestione della gara e nel riuscire a trovare la forza di portare a proprio favore le partite più ostiche.
“Rispetto all’inizio del campionato siamo complessivamente migliorate, questo perché, come succede in ogni squadra, più si gioca assieme più si diventa una squadra coesa però posso dire che, a mio parere, il miglioramento c’è nella gestione della partita, in quei momenti in cui si sta perdendo e si riesce a trovare la concentrazione per affrontare quel momento ed andare avanti. Un esempio è la partita fatta contro la Caronnese: nel primo tempo era una partita molto difficile per noi perché loro l’avevano preparata per contenerci quindi continuavamo a non trovare spazio per inserirci. Io ero molto agitata e molte mie compagne mi hanno tranquillizzata. Alla fine siamo riuscite a trovare lo spazio per inserirci e abbiamo segnato, poi abbiamo consolidato il risultato”.
Quando le è stato chiesto se secondo lei il calcio femminile sia in crescita così come si dice, Ciocca ha affermato che sì, c’è stato un innegabile miglioramento della situazione calcistica femminile che però non è globale. I campionati cadetti, infatti, vivono in una condizione di precarietà che passa per l’assenza di fondi delle squadra che talvolta hanno pure difficoltà ad iscriversi ai campionati d’appartenenza.
“E’ innegabile che il calcio femminile stia crescendo, stanno aumentando anche le tesserate  però c’è ancora veramente tanto da lavorare. Parlo per me stessa, mi sento molto precaria di anno in anno perché non si può mai sapere cosa succederà nella società.
Sono poche le società grandi che hanno anche le capacità economiche per sostenere i costi dei campionati, questo è un argomento su cui discutere. A livello di sponsor, poi, pochi nutrono un interesse, anche lì c’è un problema di fondi e in più è innegabile che ci sia veramente un un divario tra la serie A e quelle cadette: sembrano veramente campionati distanti anni luce ma non lo sono, nei fatti. Sempre per una questione economica ci sono squadre che hanno possibilità e squadre che ne hanno molte meno”.

Lo stop, poi l’appuntamento con la Res – Dario di Donato, Bologna: “Gratificante. Le ragazze rispondono alla grande”

Photo Credit: Bologna FC

Gratificante, non me l’aspettavo”:  questo quanto detto dal neo mister rossoblù Dario di Donato riguardo il percorso alla guida del Bologna. Subentrato sulla panchina della Prima Squadra post saluto di Pachera, sta accompagnando l’emiliana verso una fase cruciale del campionato di serie B, abbondante in costanza di sali e scendi statistici degni di un vero parco giochi.

Ebbene, il gioco c’è, ma serio, perché a sole otto giornate dalla chiusura del viaggio stagionale la concentrazione è ancora massima. L’attuale pausa? Fungerà da guida per una operazione “smussa-angoli” per visione, tecnica e tattica, non dimenticando la quarta posizione a quota 30 che potrà subire modifiche allietanti. Orgoglioso di quanto si sta facendo il tecnico citato che, a Siamo Bologna TV, ha raccontato:speriamo di fare bene. Avevo iniziato nuovamente ad allenare nel settore giovanile, fatto due anni di primavera femminile e sono felice ed emozionato. C’è tanto lavoro da fare ma le ragazze rispondono alla grande”.

E sulla questione Nazionali che sta impegnando Cecilia Cavallin ed Alice Pellinghelli in under 23, ha aggiunto:sono molto felice per loro. L’obiettivo di tutte è la nazionale, cosa più bella non c’è”.

Il 15 marzo si torna sul verde per incontrare la Res Roma; a proposito della imminente trasferta, lo stesso ha ammesso:la stiamo preparando come se fosse la partita della stagione, come con tutte, per arrivare più in alto possibile. Stiamo cercando di curare ogni dettaglio, fare goal è sempre difficile. Momenti così ne ho avuti anche io e capisco, ma ci sono volte in cui ci si sblocca e tutto viene da sé. Godiamoci questi tre mesi, poi vedremo cosa succederà!”.

Sara Gama: “Women4Football? Scelta Firenze perchè città significativa per il calcio femminile”

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Lunedì 16 marzo, nella prestigiosa cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, la consegna dei riconoscimenti dell’Associazione Italiana Calciatori relativi alla stagione 2024-25 Dopo il grande successo delle edizioni precedenti, torna Women4Football, l’evento organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori (AIC), nato per celebrare le protagoniste del calcio femminile italiano. L’appuntamento è fissato per lunedì 16 marzo, a partire dalle ore 17, nella cornice unica al mondo del Salone dei Cinquecento a Firenze, grazie al sostegno del Comune di Firenze e della Città Metropolitana di Firenze che confermano, con questo evento, il loro impegno verso l’ulteriore sviluppo del movimento professionistico femminile, partito proprio da questa città.  All’evento parteciperanno le istituzioni e le massime autorità del nostro calcio.

Nell’occasione si svolgeranno le premiazioni delle migliori calciatrici della stagione sportiva 2024-25. Come da tradizione, sarà il calcio a premiare il calcio, dal momento che tutti i riconoscimenti saranno assegnati sulla base dei voti espressi negli scorsi mesi dalle stesse calciatrici di Serie A Femminile.
Un aspetto che conferisce ancor più valore e unicità a questi premi e a questo appuntamento che nasce per celebrare le eccellenze di un movimento sempre più al centro dell’attenzione sportiva nazionale e internazionale.
Sul palco del Salone dei Cinquecento, grazie alla diretta RaiSport, quest’anno si parlerà anche del “racconto” del calcio femminile. Di come è cambiato nel corso di questi decenni e di come, oggi, questo movimento e le sue protagoniste rappresentino una fonte di ispirazione per migliaia di bambine e appassionati.

 

L’evento è sostenuto da un gruppo selezionato di partner che condividono i valori di questa iniziativa e lo spirito dell’evento.
ICSC – Istituto per il Credito Sportivo e Culturale: partner istituzionale, da sempre al centro di tutti i progetti che parlano di sport. Dentro e fuori dagli impianti sportivi.
PANINI – La storia del calcio nel nostro Paese che unisce generazioni di appassionati con la stessa passione. Le collezioni che da sempre entrano nelle nostre case.
Estra: Un partner che ci insegna che l’energia è di casa, la cura dell’ambiente una priorità, green ed efficienza, la base del loro impegno.
Media Partner: Tuttosport. Radio partner: RDS.

“Abbiamo scelto Firenze non solo per la sua bellezza ma perché è la culla delle Nazionali e una città significativa per il calcio femminile” – ha aggiunto Sara Gama, Vicepresidente AIC, che ha ricordato la qualificazione ai Mondiali al Franchi del 2018 e la chiusura della sua carriera al Viola Park. “Una città sempre vicina al calcio femminile in cui abbiamo trovato alleate e alleati che hanno voluto fortemente supportarci e che condividono con convinzione il nostro percorso”.

 

Doppio test in Ungheria per le Azzurre: le 17 convocate per i match del 19 e 21 marzo

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Denise Carturan (Falconara), Anthea Polloni (Altamaura);

Giocatrici di movimento: Renata Adamatti (CMB), Cecilia Barca (Lazio), Adrieli Berté (Roma), Sara Boutimah (CMB), Ilaria Ceccobelli (Roma), Sara Conticelli (Lazio), Ludovica Coppari (Kick Off), Rebecca De Siena (TikiTaka), Greta Ghilardi (Bitonto), Alessia Grieco (Bitonto), Nicoletta Mansueto (TikiTaka), Greta Maretti (Audace Verona), Silvia Praticò (Roma), Gaby Vanelli (Roma), Alice Virdis (Cagliari).

Staff – Commissario tecnico: Francesca Salvatore; Capo delegazione: Antonio Scocca; Segretario: Fabrizio Del Principe; Assistente allenatore: Sebastiano Giuffrida; Preparatore atletico: Gianni Colagiovanni; Preparatore dei portieri: Antonio Maggi; Video analista: Riccardo Manno; Medici: Riccardo Capitani e Giuseppe Maccauro; Fisioterapista: Daniela Grande; Nutrizionista: Jacopo Tadini.

Gare amichevoli
Giovedì 19 marzo, ore 16

Ungheria-Italia
Sabato 21 marzo, ore 17
Ungheria-Italia

Serie A Women: di Brighton la rete più bella dell’ultimo turno, sul podio Severini e Le Bihan

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Si avvicina il ritorno della Serie A Women che ha visto sino ad ora giocate quindici giornate, la quattro del girone di ritorno, che ha visto nell’ultimo turno 15 reti realizzate, diverse di pregevole fattura. Tra le marcature siglate ne abbiamo scelte cinque tra le più belle.

A prendersi la prima piazza incontrastata è Abi Brighton. Al minuto 28′ la calciatrice della Juve sblocca la trasferta di Narni contro la Ternana  Women scagliando, dopo aver portato palla, un tiro all’angolino dai 25 metri che l’incolpevole Schroffenegger può solo guardare entrare.

Seconda piazza, invece, per Emma Severini che sblocca, ad inizio ripresa, la gara tra Fiorentina e Sassuolo. La centrocampista toscana finalizza, infatti, alle spalle di Durand con un colpo di tacco preciso sul palo più lontano, dall’altezza dell’area piccola, un cross di Woldvik giunto dopo un bel giro palla viola.

Terzo posto, poi, per la marcatura di Clarisse Le Bihan, che sblocca Lazio-Milan. La transalpina colpisce la palla di tacco poco, dopo il centrocampo, con Piemonte che spizza per Visentin che ritorna la palla a Le Bihan abile ad entrare in area e ad incrociare sul palo più lontano mettendo alle spalle di Giuliani.

Quarta Giada Pellegrino Cimò che alla mezzora della ripresa fissa il risultato di Ternana Women-Juve sul 2-2. La fantasista delle umbre, che riceve palla da Pacioni, completa la rimonta ricevendo in area dove controlla la sfera con il sinistro prima di girarla verso la porta con il destro in un fazzoletto di campo.

Quinta posizione per Daniela Sabatino. La classe ’85, prossima ai 41 anni, si prende l’incarico in pieno recupero di riaprire la sfida tra Fiorentina e Sassuolo con la rete del 3-2. L’attaccante trasforma un rigore, di piatto, spiazzando Fiskerstrand e mettendo la palla nell’angolino alto dove è davvero impossibile arrivare.

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