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IL DS Carlo Maria Zampi presenta il Friuli Venezia Giulia Women Udine: “Faremo una società esclusivamente femminile per circoscrivere il nostro raggio d’azione”

Tra le realtà che più si stanno facendo strada nel campionato di Eccellenza della Penisola non si può non annoverare anche il Centro Sedia Natisone che, nel primo anno con la prima squadra ha raggiunto il quinto posto in classifica (35 punti totali alla fine della stagione) e promette, in futuro, di crescere ulteriormente.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Carlo Maria Zampi, Direttore Sportivo della società, per un’intervista in cui sono stati chiariti gli obiettivi a breve e a lungo termine del club, ma anche le motivazioni che hanno spinto alla scelta di aprire un autentico vivaio al femminile, partendo dalle giovanile e proseguendo, poi, con la prima squadra.
Innanzitutto, bisogna precisare che dalla prossima stagione non esisterà più un ‘Natisone Femminile’, come corrispettivo del Natisone maschile, ma nascerà una nuova società dal nome Friuli Venezia Giulia Women Udine che si occuperà esclusivamente del femminile a livello territoriale.

“Faccio una premessa. 
Noi quest’anno ci staccheremo dal Centro Sedia Natisone, che è una squadra che ha anche il maschile, e faremo una società esclusivamente femminile che si chiamerà Friuli Venezia Giulia women Udine in modo da circoscrivere il nostro raggio d’azione e l’intenzione è di fare tutte le categorie. In precedenza, ho trascorso qualche anno nel settore in un’altra società, dopodiché, raccogliendo le richieste di alcuni genitori, abbiamo dato vita a questa esperienza con il Natisone. Nel nome comparirà Friuli Venezia Giulia Women perché vogliamo essere un punto di riferimento dell’intera regione perché abbiamo ragazze che provengono da tutto il Friuli; Udine, nella denominazione della società, indica esclusivamente il fatto che lì abbiamo la sede sociale, ci alleniamo e  giocheremo nella sua provincia”.

Lo scopo della nascita della società è stato chiarito ai nostri microfoni sin da subito e, in questo frangente, sono stati sottolineati anche quelli che sono i suoi valori fondanti:

“L’obiettivo è di dar vita ad una realtà che sia fortemente competitiva a livello agonistico e che, a livello di attività di base (esordienti, pulcini e primi calci) possa convogliare il maggior numero possibile di ragazze verso il gioco del calcio.
I valori riguardano la sportività, la competenza, educazione e crescita. Quello che ci interessa è la crescita delle ragazze, lo dimostriamo anche con i fatti perché abbiamo diverse ragazze che a fine stagione andranno in società professionistico, in società di serie B in cui le abbiamo convogliate noi stessi. Noi per primi siamo interessati a veder ragazze andare avanti senza essere egoisticamente attaccati a quelle più brave: ci interessa che la ragazza abbia le sue possibilità in realtà anche più importanti”.

“L’esigenza di creare la prima squadra è dovuta alla garanzia di una continuità nell’attività calcistica alle ragazze che finivano, per ragioni di età, il loro percorso nel settore giovanile”.

Per quanto riguarda la parte tecnica, a prendere la parola al fianco di Carlo Maria Zampi sono stati rispettivamente Mister Yari Tullio, allenatore del settore giovanile, e mister Giovanni Cesarano, responsabile tecnico ed allenatore della prima squadra.

“Io alleno l’U17 e il nostro compito principalmente è quello di fornire delle ragazze che hanno diciamo uno storico maggiore rispetto alla condizione in cui sono arrivate, 
per portarle in prima squadra. Questo è l’obiettivo principale anche perché, essendo una società molto giovane che ha come filosofia il dare un bagaglio di scelte alle ragazze, vogliamo portarle più pronte in prima squadra. Ci sono, poi, quelle più brave che vanno via e siamo tutti davvero felici. La prima squadra l’abbiamo fatta quest’anno, ha giocato il campionato di eccellenza e alcune ragazze dell’U17  si sono affacciate a questo panorama gradualmente fino a questo momento in cui continueranno il percorso facendo gli allenamenti con la prima squadra, esordendo anche nelle amichevoli contro pari categorie o categorie superiori.
Il concetto che voglio puntualizzare riguarda la preparazione delle ragazze a livello di conoscenza: 
nel calcio femminile stiamo scoprendo che c’è un margine enorme e vogliamo preparare le ragazze al punto di dar loro una marcia in più”.

“Quest’anno abbiamo avuto la prima esperienza con la prima squadra e stiamo iniziando a vedere i frutti dell’ideologia di questa società che mi ha affascinato molto perché finalmente si parla di un prodotto che nasce dal vivaio per arrivare in prima squadra. 
La prossima stagione che sarà ancora più concreta perché ci sarà un numero abbastanza importante di ragazze che saliranno a far parte di questo gruppo. L’esperienza di quest’anno è stata un po’ complicata perché era il primo anno, la prima stagione con tante incognite. Secondo me è andata molto bene, ho visto le ragazze crescere e le cinque che sono state integrate dall’U17 si sono comportate molto bene, sono cresciute parecchio. 
C’è stato un posizionamento di classifica positivo, quinti su 20 squadre: per essere la condizione di novità, come come ci siamo interfacciati col campionato, ritengo che abbiamo fatto veramente un ottimo percorso. E’ il nostro punto di partenza, perché vorremmo alzare l’asticella, cercando di uscire da questa categoria entro un paio d’anni“.

Il calcio femminile, come si è già detto in diverse occasioni, è un settore ancora in costruzione e in quanto tale le criticità non mancano e sono svariate, soprattutto quando si parla di squadre che affrontano i campionati ritenuti dilettantistici. Parlando di giovanili c’è ancora un po’ lo stereotipo del calcio come sport non adatto alle bambine quando proprio loro, guardando il rovescio della medaglia, mostrano un gransde entusiasmo nel mettersi alla prova palla al piede.

“Le criticità nascono dal numero ridotto di ragazze che giocano a calcio, che si avvicinano al calcio. C’è ancora l’idea che il calcio non sia uno sport adatto alle bambine: tra i 6 e i 10 anni d’età vengono quasi tutte indirizzate verso la danza e, una volta che si arriva a 10/12 anni, se non si è mai giocato a calcio difficilmente si riuscirà a raggiungere una qualità tecnica adeguata per poter competere a certi livelli. La regione è piccola, anche come numero di abitanti è piuttosto ridotta rispetto ad altre realtà dove il calcio femminile è molto più sviluppato.
L’aspetto positivo, ma questo forse è comune a tutto il calcio femminile, è un grandissimo entusiasmo e voglia di giocare delle ragazze molto più che nel maschile. Un dato abbastanza singolare è che, sebbene i numeri siano ridotti, emergono negli anni molte ragazze che fanno un interessantissimo percorso: ci sono diverse ragazze del Friuli Venezia Giulia che giocano in Serie A, stanno in serie B o in Primavera1, a dimostrazione che la qualità c’è.
Infine c’è il grosso problema della mancanza di fondi: Lo scarso interesse verso il calcio femminile causa anche una penuria di sponsor che investono. Questo forse è il limite più grande del movimento”.

Per ovviare alle criticità di cui si è parlato poc’anzi si dovrebbe innanzitutto rivedere il modo in cui il fenomeno viene gestito dai piani alti, ma anche dare più credibilità ad un movimento che lotta per venir riconosciuto ed è, troppo spesso, abbandonato a sé stesso.

“In primis sarebbe opportuna una totale reimpostazione della Federazione sulla gestione del calcio femminile che, a mio avviso, è frutto di ridotta conoscenza del fenomeno e di prospettive che non hanno un reale aggancio con la realtà.
Ci sarebbe, poi, da destinare dei fondi al calcio femminile: il calcio produce centinaia di milioni tra scommesse, diritti televisivi, introiti di vari natura, sponsorizzazioni che finiscono in società maschili, senza i soldi è difficile per una società riuscire a restare a galla. Il terzo aspetto riguarda una pubblicizzazione del calcio femminile che vada oltre le mere dichiarazioni di intenti: si parla di crescita del movimento ma questa non ha nulla a che vedere con la realtà di base ma punta magari alla Serie A dove l’avvento del professionismo ha agevolato le giocatrici perché vengono riconosciuti loro tutta una serie di diritti ma ha fortemente penalizzato le società dilettantistiche che sono la stragrande maggioranza”.

Mister Tullio e Mister Cesarano hanno, in conclusione dell’intervista, invitato i lettori di Calcio Femminile Italiano e i tifosi di calcio femminile a seguire il loro operato perché:

“Siamo una realtà nuova, abbiamo un entusiasmo incredibile e vogliamo far crescere ogni singola ragazza che gioca con noi. Utilizziamo ogni nostra energia in questo, cerchiamo di essere disponibilissimi sempre con le ragazze, perché è corretto che sia così. Loro meritano questa attenzione che non viene data e noi cerchiamo, nel nostro piccolo, di fornire loro gli strumenti giusti”.

“Mi sono reso conto che è una società che è più propensa alla concretezza e ci stiamo impegnando veramente tanto. Il fatto che non sia più il Natisone ma abbia voluto un’identità femminile collocata logisticamente ad Udine è un segnale molto forte che stiamo dando. Abbiamo tanta voglia ed entusiasmo, ed è importante”.

Andrea Soncin: “Il livello del calcio femminile italiano sta aumentando dal punto di vista qualitativo”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni precedenti a Italia-Serbia Andrea Soncin è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport per parlare del momento della Nazionale Femminile. Sulle colonne di Sport Week, in vista del doppio impegno per le qualificazioni ai Mondiali, il CT aveva affermato parlando del suo ruolo in Azzurro: “Per me è un onore allenare questa Nazionale, un orgoglio, una sfida che mi ha messo in condizioni di continuare a studiare e aggiornarmi per cercare di creare il miglior contesto possibile per permettere a ognuna delle ragazze di performare al meglio”.

Un Andrea Soncin in parte cambiato dal suo arrivo nel 2023 sulla panchina della Nazionale Femminile come ha poi precisato lo stesso coach affermando: “Mi ha fatto sicuramente diventare più paziente e molto più riflessivo ma soprattutto molto più attento alla cura dei dettagli per ricercare l’eccellenza”.
Parlando di calciatrici e di scelte per le convocazioni il CT, poi, ha cosi commentato il parco giocatrici dal quale può chiamare le atlete a vestire la maglia della Nazionale: “Sta aumentando, e quando parlo di questo incremento non parlo solo dal punto di vista quantitativo, ma soprattutto qualitativo e questo è grazie agli investimenti che stanno facendo i club anche a livello giovanile. C’è tanta scelta ora e soprattutto c’è scelta di qualità”. 

Parlando delle ragazze che ormai guida da circa tre anni Andrea Soncin ha, infine, puntualizzato dichiarando: “Direi che bisogna sempre considerare la persona, metterla al centro, prima ancora dell’atleta. Questo è l’aspetto principale: mai dimenticare i sogni, i desideri, le ambizioni, ma anche le preoccupazioni che chiunque sta affrontando in qualsiasi momento della propria attività”. 

Profondo Rosso tra Brasile e USA: pioggia di cartellini nell’1 a 0 delle statunitensi

Ci sono partite e partite. Alcune volte dominano la calma, la tranquillità, la correttezza da parte di entrambe le squadre coinvolte e danno vita a una gara piacevole; ci sono casi, al contrario, in cui basta una piccolissima scintilla per far scoppiare un incendio senza precedenti, a prescindere dalla posta in palio del match. In questa seconda categoria rientra l’amichevole, è bene sottolinearlo ai fini del racconto, tra Brasile e Stati Uniti giocatasi lo scorso 10 giugno nel “Castelo”, in casa della Verdeoro, durante la sosta Nazionali.

«Un’esperienza che non dimenticherò mai», sagace e dritta al punto Emma Hayes, l’allenatrice degli Stati Uniti, che utilizza parole neutre per descrivere una partita tutt’altro che formidabile o da ricordare per il punteggio, le occasioni create in campo, i debutti importanti di giovani calciatrici, il turnover proposto. L’amichevole andata in scena in Brasile finirà difatti nella storia per un record di cartellini rossi estratti in un solo match. Se si tiene in considerazione, come affermato poc’anzi, che si tratta di un’amichevole, è ancora più surreale vedere quella pioggia di cartellini nel finale.

Isabela è l’autrice dell’autogol – nel tentativo di deviare la conclusione di Sophia Wilson, tornata a pieno regime e a disposizione in vista dei prossimi impegni – nella ripresa che macchia una prestazione da 0 a 0 in una gara combattuta da ambo le parti, e la vittoria viene dunque centrata dagli Stati Uniti.

Nel finale incandescente succede il parapiglia: Tarciane riceve un cartellino rosso per una gomitata ai danni di Wilson e, pochi giri d’orologio più tardi, la stessa sorte tocca all’attaccante del Kansas City Current Bia Zaneratto, che si guadagna il rosso a causa di una somma di ammonizioni, l’ultima delle quali nata da una spinta a Emily Sonnett. Il fischio finale dovrebbe placare gli animi ma, al contrario, li aizza ancora di più, perché perdere in casa contro gli Stati Uniti non era proprio quello che il Brasile si era augurato di fare prima del fischio d’inizio: Kerolin si presenta a muso duro contro la direttrice di gara, ricevendo un rosso, così come Ludmila per lo stesso atteggiamento sarcastico. Solo l’intervento della Polizia è riuscito a dare una scossa, seppur metaforica, alle brasiliane, che hanno scelto di gettare le armi (fin troppo sguainate e affilate per essere in un’amichevole) ed evitare ulteriori malcontenti.

Le 55mila persone presenti in uno degli stadi che faranno da scenario del prossimo Campionato del Mondo femminile in Brasile si saranno sicuramente augurate di non rivedere spettacoli di antisportività e nervi tanto saldi il prossimo anno, nemmeno in un’ipotetica finale tra le due compagini direttamente coinvolte in questo spiacevole episodio – dato l’agonismo a fior di pelle, vissuto appunto come una finale con in palio un trofeo.

Si accende il grande calcio giovanile LND: si comincia con le gare di Coppa Italia Regionale e Juniores femminile

Non un semplice fine settimana di gare, ma un vero e proprio snodo della stagione sportiva della Lega Nazionale Dilettanti: Guidonia Montecelio diventa per tre giorni il palcoscenico del calcio nazionale dilettantistico, con appuntamenti di rilievo ospitati allo stadio comunale “Città dell’Aria” e trasmessi in diretta streaming sul canale ufficiale YouTube della LND. Ad aprire il programma sarà il calcio femminile, chiamato a “fare da casa” alla manifestazione con la finale di Coppa Italia Regionale: venerdì 12 giugno (ore 18) si affrontano Sampdoria e Rinascita Doccia, in una sfida che vale il trofeo nazionale e la promozione in Serie C 2026/2027.

Il giorno successivo, sabato 13 giugno (ore 11), riflettori ancora sul femminile con la finale del Campionato Juniores tra Torino e Catania. Le granata confermano la continuità di un percorso di vertice, mentre il club siciliano si presenta forte di una crescita complessiva certificata anche dal recente traguardo della prima squadra, promossa in Serie B al termine dei playoff dello scorso 24 maggio.

Designazioni arbitrali

Sampdoria-Rinascita Doccia  (Spagnoli di Tivoli)
Torino FC-Catania FC (da designare)

Spareggi nazionali, Saraniti fa bis: Quartu promosso in Serie B femminile, battuto il Gradara

Credit: Divisione C5

Festa grande per il Quartu: la doppietta di Teresa Saraniti decide nella ripresa la finale playoff degli spareggi nazionali contro il Gradara, che all’andata aveva fermato le isolane sul pari. Le ragazze di Milena Gasparini raggiungono quindi la Serie B femminile, insieme alle neo-promosse Energy Saving (doppio successo contro la Polisportiva Pineta) e Lamezia.

FASE NAZIONALE PLAYOFF PROMOZIONE SERIE B FEMMINILE – SECONDO TURNO
RITORNO – 07/06
QUARTU 2-0-GRADARA CALCIO (And. 2-2)


La Divisione Calcio a 5 informa le società che, a causa di un intervento di manutenzione programmata da parte dei Sistemi Informativi della LND, potrebbero verificarsi disservizi sulle operazioni di firma elettronica nella fase di chiamata telefonica dalle ore 9 alle ore 10 del 9 giugno 2026.

 

Olanda, qualificazione rimandata: non basta il 3-1 alla Polonia – Kaptein: “Vogliamo il mondiale”

Il dentro o fuori definitivo passerà dagli spareggi: questa la notizia che ha come protagonista la Nazionale olandese. Mentre si dovrà attendere l’autunno per capire se i Paesi Bassi riusciranno a superare con positività il decisivo sbarramento, il bilancio ottenibile dagli step della fase a gironi archiviata risulta altalenante: le Oranje, dal 3 marzo (data d’inizio del cammino di qualificazione), hanno rimediato due pareggi, una sconfitta e tre vittorie; l’ultima? Quella casalinga contro la Polonia, valida all’accesso ai già citati play-off.

Il 3-1 finale è stato disegnato completamente nel primo tempo dal gruppo locale, grazie alle firme (in ordine) di Wieke Kaptein (24’), Romee Leuchter (61’) e Liz Rijsbergen; la cosiddetta “beffa” all’83’? Tutto frutto di un rigore vincente che ha permesso alle polacche di accorciare le distanze. Attraverso tale lavoro, le atlete di chiudono al secondo posto del gruppo B a quota 11, anticipate da una Francia ormai in modalità festeggiamento per il pass diretto conquistato.

A proposito di festeggiamenti, gran record per la vice capitana Lineth Beerensteyn che, presso l’Asito Stadion, ha ricevuto il premio per le 125 presenze in Nazionale.

Per quanto quelli della intera squadra siano stati rimandati, l’obiettivo di battere la Polonia dopo la caduta di fronte all’Irlanda è stato raggiunto; a proposito della prestazione vincente, ecco come si è espressa Kaptein, figura che – per l’occasione – ha aperto le marcature: “Abbiamo mostrato un buon calcio e sappiamo già di dover continuare su questa scia. La squadra è stata rinnovata e ancora combattiamo con alti e bassi, ma dobbiamo guardare il lato positivo; le esordienti si sono fatte valere e questo ha già reso tutto più semplice, non solo in questa partita ma in generale.

Vogliamo qualificarci, questo l’obiettivo ancora nel mirino. Ripartiremo da questa prestazione”.

La Serie A Women nell’ European Leagues, Cappelletti: “Riconoscimento per i progressi a livello internazionale”

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nelle ore scorse è rimbalzata l’ufficialità che la Serie A Women rientra tra i 14 campionati professionistici femminili che entrano a far parte di European Leagues. Si tratta dell’associazione delle leghe di calcio professionistiche europee che per la prima volta accomuna le migliori leghe femminili. Al fianco dell’Italia il top del calcio femminile europeo ovvero la Pro League belga, la Ligaforbundet danese, la WSL Football inglese, la Liga F spagnola, l’Elitfotboll Dam svedese, la Ligue Féminine francese, la Frauen-Bundesliga tedesca, e la Vrouwen Eredivisie olandese.  Presenti inoltre Galles, Islanda, Irlanda del Nord, Scozia e Irlanda.

 

Raggiante la presidente della Serie A Women Federica Cappelletti che ha affermato: “Entrare a far parte di European Leagues insieme ad altre 13 leghe professionistiche femminili di tutto il continente è un grande traguardo per il nostro movimentoUn riconoscimento che testimonia i progressi che si stanno facendo nelle singole nazioni e a livello internazionale”.
Cappelletti ha poi aggiunto: “Riitengo che il dialogo tra le varie leghe europee sia fondamentale per la crescita comune del calcio femminile e per creare nuove opportunità”.

La presidente dell’ European Leagues Claudius Schäfer ha invece aggiunto: “L’integrazione formale dei campionati professionistici femminili nelle leghe europee rappresenta un momento storico per la nostra associazione e un passo importante per il continuo sviluppo del calcio nazionale in tutta Europa” .
La dirigente ha quindi proseguito: “La crescita del calcio femminile negli ultimi anni è stata notevole, con i campionati femminili posizionati al centro dello sviluppo e del successo futuro di questo sport. Grazie alla loro adesione, le leghe femminili svolgeranno un ruolo attivo nelle nostre attività e nei processi decisionali, garantendo che le loro prospettive siano pienamente rappresentate”.

Svezia in standby mondiale: la qualificazione passa dai play-off – Gustavsson e Rolfö: “Ripartiremo da qui”

Photo Credit: Francesco Farina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Play-off siano per la Svezia. La Nazionale gialloblù, reduce da un 2-2 contro l’Italia nell’ultima gara della fase a gironi, chiude al terzo posto nel proprio girone (dietro alla Danimarca, prima in classifica e già qualificata ai Mondiali, e alle stesse azzurre), rimandando la qualificazione ai prossimi mondiali. La squadra di Tony Gustavsson dovrà ora attendere il sorteggio del 18 giugno per scoprire quale avversario affronterà agli spareggi previsti in autunno.

Una cosa, però, la si può dire: il gruppo si è fatto valere con una grande rimonta degna di copertina delle più grandi riviste sportive. I due goal in risposta alle ospiti d’occasione, infatti, sono stati trovati interamente nel secondo tempo ed a distanza di appena tre minuti l’uno dall’altro: una conferma non solo del potenziale d’azione dello stesso ma anche della propria pericolosità nei calci d’angolo e nelle ripartenze.

Ritengo che le ragazze abbiano dato prova di un carattere ammirevole – ha affermato il CT Gustavsson poco dopo la gara -. Considerate le difficoltà che abbiamo affrontato e le critiche che molte giocatrici hanno ricevuto, anche a livello individuale, devo dire che siamo riusciti a farci valere; alla fine ciò che conta è proprio la caparbietà, aspetto di cui sono assolutamente soddisfatto”.

Quest’ultimo ha, poi, continuato, esprimendosi sul valore della prestazione di Fridolina Rolfö, autrice della seconda rete a favore: “In questo ritiro ho pensato che fosse la soluzione perfetta riporre fiducia su ali veloci che hanno un po’ più di tiro in profondità e un po’ più di rapidità nelle gambe; naturalmente schierare una figura forte anche dal punto di vista della mentalità, abile nel gioco e con un ottimo tiro al bisogno come Rolfö non può che essere un plus in questi casi, infatti ha interpretato quel ruolo alla perfezione!”.

La conclusione è tutta della attaccante che, a proposito del verdetto rimandato, ha dichiarato: “ora sappiamo che manca molto tempo al prossimo ritiro e possiamo andare in vacanza estiva con la bella sensazione di aver recuperato uno svantaggio. È qualcosa che dobbiamo portare con noi perché ci è mancato un po’ di questo spirito nelle giornate precedenti e spero che potremo ripartire da questo atteggiamento”.

Calciomercato WSL: Mead firma con il City, interesse di due club per Soffia

Screenshot: Manchester City Official YouTube Channel, canale YouTube Vanni Zagnoli

Dopo i numerosi rumours usciti nei giorni scorsi, il Manchester City ha finalmente ufficializzato l’arrivo di Beth Mead, che si unisce dunque alle neocampionesse d’Inghilterra dopo quasi un decennio trascorso all’Arsenal. Vestirà la maglia numero 7.

L’attaccante delle Lionesses, campionessa d’Europa per due volte di fila, ha sin da subito reso chiare le proprie ambizioni come Citizen: «Sono qui per vincere. Ho vinto qualcosa in passato e voglio continuare a vincere con il City. Perché non puntare al massimo? La sensazione della vittoria non mi stancherà mai, e penso che l’anno prossimo la squadra sarà molto affamata di vittorie, e non vedo l’ora di farne parte». 

Nella giornata odierna, si è diffuso sui social anche un altro rumour, provienente direttamente dal nostro campionato: secondo quanto riportato dall’insider rossonero Luca Maninetti, il terzino destro del Milan e della Nazionale Angelica Soffia avrebbe infatti suscitato l’interesse di quattro club stranieri (Manchester City e Tottenham della WSL, Utah Royals e San Diego Wave della NWSL). Soffia (il cui contratto con il Milan scade l’anno prossimo), sempre secondo Maninetti, avrebbe chiesto la cessione dalle rossonere, oltre ad aver rifiutato le offerte “casalinghe” di Como, Fiorentina, Juventus e Roma.

La Serie A Women entra a far parte di European Leagues, l’associazione delle leghe di calcio professionistiche europee

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La Serie A Women è tra i 14 campionati professionistici femminili che da oggi entrano a far parte di European Leagues, l’associazione delle leghe di calcio professionistiche europee. Un passo in avanti importante, quello sancito oggi dall’assemblea generale straordinaria di European Leagues, che rafforza la rappresentanza del calcio professionistico nazionale in tutto il continente: per la prima volta, infatti, le leghe femminili entreranno a far parte delle strutture di governance e decisionali dell’associazione, creando un contesto formale attraverso il quale le leghe possono interagire collettivamente con gli organi di governo, le parti interessate e le istituzioni politiche ed europee.

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