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Calciomercato NWSL: Sandra Paños è una nuova giocatrice del San Diego Wave

In attesa dell’arrivo in pompa magna di Lindsey Heaps, che ha salutato ufficialmente il Lione per approdare tra le mura di casa con la maglia del Denver Summit subito dopo il percorso da Capitana della Nazionale a stelle e strisce, i movimenti di mercato di National Women’s Soccer League non si limitano a rinnovi, tra cui quello della giovanissima e promettente rookie Faith Nguyen tra i pali dell’Angel City dopo il suo approdo lo scorso gennaio con un contratto di appena sei mesi.

Lo scorso 10 giugno, il San Diego Wave ha ufficializzato attraverso i propri canali l’acquisto dal Club América dell’ex Barcellona e Campionessa del Mondo con la maglia della Spagna Sandra Paños. La classe 1992 iberica ha firmato un contratto che la legherà al Wave fino al 2028, di conseguenza si tratta di un legame destinato a durare almeno tre anni (in attesa dei documenti). Dopo una parentesi nella Liga messicana (che sta comunque crescendo e attirando un numero sempre maggiore di calciatrici internazionali), la portiera ha deciso di provare questa nuova esperienza.

La calciatrice ha concluso con la ciliegina sulla torta del titolo “Portiera della Finale” appena un mese fa tre anni durante i quali ha vestito i colori del Club América in 72 gare e ha subito, nella stagione del 2026, appena 13 gol totali; è stata anche determinante nel conquistare ben tre titoli con la formazione messicana, che la saluta dunque a malincuore, ma con la consapevolezza di aver ottenuto tanto grazie a lei. Non servono, invece, presentazioni per quel che riguarda la sua carriera con la maglia della Roja e del Barça, di cui rimane la portiera, per il momento, più importante della storia.

«Sono davvero felice di indossare la maglia del San Diego e di cominciare questo nuovo capitolo della mia vita. Il Wave ha un gruppo di calciatrici talentuose, e ad avermi attirato qui sono stati la Società dalle basi molto solide e le ambizioni di quest’ultima. Non vedo l’ora di portare la mia esperienza a tutto il gruppo e di fare tutto il possibile per aiutare il Wave a competere per la Championship», le prime parole della spagnola ne rimarcano l’esperienza, la competitività e il desiderio di essere un faro per tutte le compagne.

Il San Diego Wave ha approcciato la stagione giocando 13 partite ad alta intensità e, al momento, detiene il primato in classifica con 25 punti in totale in attesa della ripresa del campionato. Che sia questo l’anno buono per provare a portarsi a casa il titolo dopo due anni a bocca asciutta?

Serie B Femminile: Claudia Palombi e Romina Pinna in testa alla classifica delle bomber

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il campionato di Serie B Femminile ha visto concludersi la sua stagione: nelle ventisei giornate disputate sono state tante le reti siglate. Questo il punto per quanto riguarda la classifica marcatrici della cadetteria.

In testa alla graduatoria della cadetteria troviamo Claudia Palombi della Res Donna Roma con 18 reti seguita da Romina Pinna del Lumezzane con 17 marcature realizzate. A chiudere il podio, invece, Sofieke Jansen del Bologna con 13 siglature in campionato. Appena fuori dalle prime tre, poi, c’è Greta Di Luzio con 12 reti con Giada Burbassi del Lumezzane ad 11. In doppia cifra troviamo anche Elisa Del Estal del Como 1907 e Alessia Rognoni del Bologna.

Grande affollamento a quota 9 reti, invece, con Giulia Parodi del Vicenza, Isabel Cacciamali del Brescia, Sofia Pasquali e Silvia Zanni della Freedom, Giusy Moraca e Valentina Giacinti del Como 1907. Nutrita anche il gruppo con 8 reti, che chiudono la top 20 delle marcatrici stagionali. Spazio, infatti, per Vischi del Trastevere, Martina Sechi del San Marino Academy, Paola Fadda del Cesena, Tatiana Bonetti e Giorgia Berveglieri della Freedom, Veronica Boquete e Roberta Picchi del Como 1907.

Wolfsburg, rinforzo tra i pali, arriva dal Francoforte Ylvi Eisenbeiß

Credit photo: Wolfsburg

Prime movenze di mercato da parte del Wolfsburg, che aggiunge ulteriore qualità nel reparto dei portieri con l’ingaggio della giovane e promettente Ylvi Eisenbeiß. La portiera ambidestra, con i suoi 170 centimetri, va così a completare il quartetto insieme a Stina Johannes, Martina Tufekovic e Christina Schönwetter. Classe 2008, nata a Wolfhagen nel nord dell’Assia, inizia a giocare per il KSV Hessen Kassel prima di passare nel 2024 all’Eintracht Francoforte, dove con le giovanili (Under 17 e Under 20) inizia a maturare e a far le prime esperienze, diventando così presenza fissa nella rosa in Bundesliga, con essa anche le prime convocazioni in UEFA Women’s Champions League, ma sopratutto con le nazionali tedesche Under 15 e Under 16.

“Con Ylvi, portiamo un grande talento nel nostro reparto portieri. È perfetta per il VfL Wolfsburg sia a livello personale che professionale e possiede tutte le qualità necessarie per continuare a crescere con noi a lungo termine”, ha dichiarato l’allenatore dei portieri Marcel Schulz. Anche l’allenatore dei portieri e coordinatore del settore giovanile, Andreas Arr-You, vede un grande potenziale nella giovane portiera: “Ylvi si distingue per l’eccellente gioco in fase di possesso palla e la chiarezza nella comunicazione. Inoltre, impressiona anche senza palla per la sua forza negli uno contro uno e per il suo approccio coraggioso in difesa. Crediamo che abbia le carte in regola per fare il passo successivo nella sua crescita e affermarsi nel nostro gruppo dei portieri della prima squadra in futuro”.

Ha parlato anche il giovane acquisto che ha dichiarato:“Sono davvero entusiasta della mia esperienza al VfL Wolfsburg. Vedo questo trasferimento come una grande opportunità per fare un ulteriore passo avanti nella mia crescita, sia in campo che fuori. Non vedo l’ora anche di conoscere la squadra. Con Andreas Arr-You e Stina Johannes ritroverò due volti familiari di Francoforte, il che renderà sicuramente più facile ambientarmi”, ha dichiarato Eisenbeiß.”

VINCENZO LAMBERTI

Eleonora Goldoni: “Vi racconto la Eleonora di ieri e quella di oggi”

Photo Credit: Ilaria Corongiu - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nelle settimane scorse Eleonora Goldoni è stata ospite di Francesca Brienza, nel suo podcast ‘Turning Time’. La calciatrice della Lazio ha parlato di se ai microfoni della giornalista che qualche anno fa aveva condotto su La7 una striscia dedicata alla Serie A femminile. Su se stessa, infatti, Goldoni dice: “Eleonora è una ragazza molto semplice, che ha tanta voglia di vivere, fare esperienze, conoscere e coinvolgere. Vedo un po’ nel coinvolgimento, nella condivisione assieme alla famiglia e agli amici, il senso di tutto. Eleonora è una ragazza iperattiva, è una ragazza che sta bene quando sente che le persone intorno a lei le vogliono bene”.

Eleonora Goldoni ha poi aggiunto: “Siamo una famiglia numerosa. Sono la terza di cinque fratelli biologici più uno adottato. Ho un fratello e una sorella più grandi, un fratello e una sorella più piccoli e il ragazzo adottato viene dalla Bielorussia. Ho un bellissimo rapporto con i miei fratelli, siamo molto diversi, facciamo professioni completamente diverse l’uno dall’altro e ovviamente non posso negare che ci siano le solite discussioni però ad oggi ci vedo crescere ed evolvere. Nel giro di due anni mi sono nati quattro nipoti e l’esperienza di essere zia l’ho tanto immaginata, attesa, sperata, ma così intensa come lo è veramente. Poi viverla è qualcosa che ti cambia completamente”.

Parlando di se stessa ha anche aggiunto: “Prendersi cura di se stessi è diventato via via negli anni un tema che mi sta molto a cuore, tanto che da un annetto a questa parte ho iniziato un percorso per ottimizzare al meglio la mia longevità con l’attività fisica e la nutrizione. Mi sono appassionata  per tutto ciò che riguarda il benessere, non si smette mai di imparare. Vedo nel valore del benessere e della longevità qualcosa di enormemente grande e nel curare al meglio la performance. H2o bisogno di ascoltarmi, di fermarmi, di ripartire, rimettermi in cammino e tutto questo curando alimentazione, prevenzione, recupero ma soprattutto la testa che poi fa tutto”.
La stessa calciatrice ha anche ricordato: “Ho sempre tenuto molto agli studi, andare bene a scuola era una sfida personale tanto quanto allenarmi bene. Ho sempre desiderato portare avanti lo sport ma anche la formazione personale e negli ultimi anni del liceo sono stata contattata da vari scout di college negli USA che mi proponevano l’opportunità di andare li e giocare nella squadra del college e continuare gli studi. Avevo questo grande desiderio di fare un’esperienza all’estero, imparare un’altra lingua e non ci ho pensato due volte. Ci tornerei con un approccio, una mentalità totalmente diversa. Quei quattro anni sono stati molto difficili, è stata la prima esperienza fuori casa, andare dall’altra parte del mondo e ritrovarsi anche banalmente a vivere da sola o con una compagna di squadra che però non conosce e non ha le tue abitudini non è facile”.

Per Evelyne Viens la Roma sarà per sempre una seconda pelle: “Le persone rendono questo posto davvero speciale”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

A pochi giorni dall’ufficialità del suo “addio” alla Roma, Evelyne Viens ha scelto di omaggiare gli ultimi tre, intensissimi anni con la maglia giallorossa dedicandovi un post su Instagram in cui fin dalla foto (la giocatrice in corsa verso le tribune zeppe di tifose e tifosi) si riesce a intuire quanto quel legame con il giallo e il rosso sia riuscito ad andarle sottopelle e a scrivere una parte importante della sua carriera calcistica.

«Grazie, Roma, per questi ultimi tre anni», non sono molte le parole d’esordio della numero 7, ma sono significative e citano quello che è l’inno della squadra che ha creduto in lei e l’ha fatta un pilastro, fino all’addio.

«Alle mie compagne, grazie per tutte le battaglie che abbiamo affrontato insieme sul campo ma, soprattutto, per tutti i momenti quotidiani insieme a voi. Tra le risate, alcuni piccoli fraintendimenti e tutte le avventure insieme, sono le persone a rendere questo posto davvero speciale», il rapporto solido con tutte le compagne di squadra, malgrado tutti gli innumerevoli cambiamenti avvenuti nell’ultimo anno, non ha fatto altro che diventare ancora più essenziale e coeso, e ha dato ulteriormente forma a un gruppo che ha fatto dell’unione e del legame la forza motrice di quello che si è poi visto in campo. Non soltanto, dunque, momenti complicati e di tensione, perché essere una “squadra” va ben al di là di questo.

«Allo Staff e ai tifosi: grazie per aver creduto in me, per avermi dato una spinta e per essere sempre stati lì, per la squadra. Grazie per aver condiviso la vostra passione per questa squadra insieme a me e per avermi fatto capire che cosa vuol dire essere “Romanista”», Viens cita l’identità che una calciatrice che arriva alla Roma riesce a fare propria, quella legata ai due colori che l’hanno accolta e che adesso la lasciano andare. Tifosi e Staff, come sempre, hanno reso speciale il suo percorso nella Capitale, benché questo si sia concluso a un passo dal traguardo delle 100 presenze.

99 le presenze totalizzate con la maglia della Roma, e quel numero rappresenta, per l’attaccante, «Un onore, indossare la maglia della Roma per 99 volte. Grazie, Roma!»

Coppa Italia -La Sampdoria completa l’opera allo stadio Città dell’Aria di Guidonia: è sua la Coppa Italia Regionale

Credit: LND
Si è aperta con la vittoria della Sampdoria della Coppa Italia Regionale femminile la tre giorni dedicata alle Finali Nazionali LND, allo stadio Città dell’Aria di Guidonia Montecelio, primo dei cinque atti in programma fino a domenica 14 giugno.

Le blucerchiate chiudono nel modo più bello una stagione destinata a entrare nella storia del club superando per 1-0 il Rinascita Doccia, già finalista nel 2022 contro l’Obermais. A decidere l’incontro la rete di Alessia Calcagno al 15’ del primo tempo.

Per la formazione guidata da Oliviero arriva il coronamento di un percorso praticamente perfetto. Nata soltanto nel giugno del 2021 dopo l’acquisizione del titolo sportivo della Florentia San Gimignano, la società aveva dovuto ripartire dall’Eccellenza dopo la retrocessione della prima squadra e la rinuncia alla Serie B nell’estate del 2025. Nel giro di una stagione, però, le blucerchiate hanno saputo ricostruire tutto, tornando immediatamente nel calcio dilettantistico nazionale. La vittoria di Guidonia rappresenta l’ultimo tassello di un’annata dominata: campionato e fase nazionale hanno confermato il valore di una squadra trascinata dall’esperienza del capitano Bianca Fallico, dalle parate di Amanda Tampieri e dai gol di Giulia Tortarolo, autentica protagonista della stagione con 46 reti complessive tra campionato e coppa.

Annata favolosa anche per Rinascita Doccia: squadra vincitrice del Campionato di Eccellenza: 20 vittorie, un pareggio e una sconfitta, 139 reti fatte e 14 subite con relativa promozione in Serie C con il capocannoniere Leunora Xhemaj che ha realizzato 22 reti.

Sugli spalti una buona presenza di pubblico, oltre al Presidente LND Giancarlo Abete, hanno preso posto anche il Sindaco del Comune di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo, Cristina Rossi (Assessore allo Sport), Concezio Memmo (presidente CR Abruzzo e della Commissione Grandi Eventi LND), Giulio Ivaldi (CR Liguria), Paolo Mangini (CR Toscana), Massimo Ciaccolini (segretario generale LND), Mariangela D’Ezio (vice segretario LND), Luca Maurina (coordinatore del consiglio di Dipartimento), Patrizia Cottini (Segretario del Dipartimento Calcio Femminile) e Marco Canestro (allenatore rappresentative nazionali femminili LND).

Premiazioni. Trofeo consegnato al capitano Bianca Fallico dal presidente Giancarlo Abete e dal coordinatore del consiglio di Dipartimento Calcio Femminile Luca Maurina che ai nostri microfoni ha espresso parole di augurio ad entrambe le formazioni: “Sono contento di accogliere entrambe le squadre in Serie C. Sono due società strutturate, a dimostrazione che tutto ciò che viene costruito con sacrificio, programmazione e con una solida organizzazione porta risultati importanti.”

Coinvolti anche i presidenti Paolo Mangini e Giulio Ivaldi insieme all’Assessore allo Sport Cristina Rossi. Riconoscimento alla terna arbitrale dal componente CAN D Saverio Scaravaglione.

Cronaca. Molto equilibrata la prima frazione, che mette di fronte due squadre capaci di regalare un gioco bello e appassionante, con pochi falli fischiati e tanta intensità in campo. Calcagno lotta sul pallone con Xhemaj, punta la porta ma viene fermata dall’intervento della toscana Lotti. Al 15’ arriva una bella azione di Tassi, che serve Calcagno: l’attaccante ligure sembra trovare la rete, ma l’azione viene fermata per posizione di fuorigioco. Tassi ci riprova dopo appena due minuti e questa volta l’occasione è quella giusta: Calcagno svetta di testa, spiazza Schiavone e firma il vantaggio, facendo esplodere di gioia la tribuna dei tifosi liguri. Il Rinascita Doccia prova a reagire cercando la verticalizzazione, con Lotti che tenta di dare ordine alla manovra, ma Fallico chiude ogni spazio e indirizza il gioco verso Calcagno, che però non riesce a trovare la conclusione vincente. Le toscane faticano soprattutto nella fase difensiva e Fabrizzi è costretta agli straordinari per tenere in partita le compagne. Al 37’ i ritmi calano, anche a causa del caldo: Calcagno legge bene il rimbalzo del pallone e tenta l’eurogol, ma la sfera termina alta sopra la traversa. Nel finale Ferraro prova la conclusione in mezzo, ma trova la barriera toscana. Poi è Tortarolo a rendersi pericolosa: tre tentativi in rapida successione nel giro di quindici secondi, ma Schiavone è bravissima a respingere tutti i colpi e a mantenere aperta la gara.

Nella ripresa le toscane rientrano in campo con maggiore determinazione: Maccari prova a scuotere le sue ragazze e la Rinascita Doccia riparte con più aggressività. Xhemaj si porta in avanti con una bella iniziativa personale, mentre Lotti prova a trovare il varco giusto per servirla, ma l’azione viene fermata dalla difesa ligure. Al 3’ Calcagno torna subito a rendersi pericolosa, mentre poco dopo Lotti tenta la conclusione dalla distanza senza però trovare lo specchio della porta. Fabrizzi si allarga lasciando spazio a Campi e la pressione di Tassi mette in difficoltà la retroguardia toscana. È proprio Fabrizzi ad avere una grande occasione: lascia partire un tiro potente che però si stampa sulla traversa, negando il raddoppio alle liguri. Le toscane continuano a crederci e cercano con insistenza il gol del pareggio, ma le blucerchiate restano compatte e non concedono spazi. Bruzzone prova la conclusione di prima intenzione con il destro, ma ancora una volta Schiavone si fa trovare pronta e respinge. Poco dopo clamorosa occasione per Tortarolo, che non riesce a trovare la porta mentre la difesa del Rinascita Doccia protesta per una possibile posizione di fuorigioco. Gli ultimi minuti sono di grande fatica per entrambe le formazioni. La Rinascita tenta l’ultimo assalto con Bengasi, ma il pallone è troppo lungo. Nei quattro minuti di recupero arrivano le ultime iniziative, ma il risultato non cambia: la Sampdoria può finalmente alzare la Coppa e chiudere una stagione da protagonista.

SAMPDORIA-RINASCITA DOCCIA 1-0
Reti: 15’pt Calcagno (S)

Sampdoria (4-3-3): Tampieri; Schelotto (20’st Punzo), Ferraro, Tortarolo, Naudi, Botto, Favali, Calcagno (23’st Gastaldi), Fallico, Fontana, Tassi (10’st Bruzzone). A disp: Bernardi, Schipani, Lopez, Migneco, Valle, Delucchi. All: Fabio Oliviero

Rinascita Doccia (4-3-3): Schiavone; Metti, Aliaj, Erriquez, Mazzoni (23’st Vespri); Bengasi, Campi, Lotti; Mani (15’st Buratti), Fabrizzi, Xhemaj (43’st Brunetti). A disp: Baglioni, Sabatino, Gonzi, Mancin, Doro, Sacchi. All: Simone Maccari

Note: gara giocata a Guidonia Montecelio e trasmessa in diretta streaming sul canale ufficiale YouTube della Lega Nazionale Dilettanti. Giornata calda, terreno in perfette condizioni.

Spettatori: 500
Recupero: 4’st
Ammonite: Metti (RD), Tortarolo (S)

Arbitro: Simone Spagnoli di Tivoli
Assistenti: Davide Fadale di Tivoli e Marco Martino di Roma 1

Albo d’oro Coppa Italia Regionale: 2025-2026 Sampdoria; 2024-2025 Torino FC; 2023-2024 Lesmo; 2022-2023 Monterosso; 2021-2022 FC Obermais ;2018-2019 San Miniato; 2017-2018 Pinerolo; 2016-2017 Florentia

Alessandra Massa cuore d’oro: “Volontariato? Provo grande orgoglio a poter aiutare questi ragazzi”

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nelle scorse settimane Alessandra Massa è stata premiata durante l’Athora Game On. La calciatrice del Genoa ha ricevuto il “Game On Values Award” per l’attività di volontariato che ha svolta con l’associazione genovese Free Sport.
La centrocampista rossoblù è stata intervistata dal Corriere della Sera sulla sua attività nel sociale ha dichiarato: “A coinvolgermi furono le mie compagne di squadra Lucrezia Parolo e Anna, una ragazza che conosco da quando ero piccola. Loro facevano già parte dell’associazione e secondo loro sarei stata giusta pure io. All’inizio ho titubato, poi mi sono fatta coraggio. Onestamente, non avendo mai intrapreso un’esperienza del genere, temevo di non esserne all’altezza”.

L’ex Roma ha quindi continuato parlando del suo ruolo nel concreto affermando: “Lo scopo dei nostri corsi è far divertire i ragazzi, quindi la disciplina in sé passa in secondo piano. Avendo loro bisogni diversi, il focus è rendere ogni esercizio adatto a ciascuno. Nell’ora che passo settimanalmente con i miei allievi sento di aver trovato un po’ il mio mondo, ed è un privilegio. Alla fine di ogni incontro riescono infatti a lasciarmi emozioni nuove: è una grande fortuna. E anche se magari a volte non riescono a fare tutto ciò che proponiamo, quando escono dal campo sorridenti io non posso che essere felice e soddisfatta”.
La classe 2002 ha anche ricordato: “Addirittura può capitare che qualcuno chieda all’improvviso di fare dell’altro, e allora lo si lascia esprimere secondo le sue esigenze del giorno, chiaramente sotto la necessaria supervisione. Anche per questo tendiamo ad avere un numero di educatori il più vicino possibile a quello degli allievi: sette quest’anno, nel gruppo del calcio. Uno di 7 anni, due di 14-15, altri due sui 20 e gli altri di 30. Siamo aperti davvero a tutti, anche dal punto di vista anagrafico”.

Sull’importanza di questo aspetto Alessandra Massa ha anche ammesso: “Dopotutto non c’è scritto da nessuna parte che una persona non disabile non possa imparare qualcosa da una con disabilità, anzi. Provo un orgoglio tutte le volte che svolgono un esercizio, anche sbagliandolo, ma in ogni caso rialzandosi e riprovandoci sempre. Nei momenti più duri guardarli mi fa venire voglia di non mollare mai e mi ricorda l’importanza di sapersi adattare alle situazioni”.

Doppio Applauso di AIAC alla Roma Femminile: double Mister Rossettini

credit photo: Emanuele Colombo - photo agency calcio femminile italiano

Dopo aver già celebrato il trionfo in campionato della squadra giallorossa, Assoallenatori rinnova il proprio applauso a Mister Luca Rossettini, al suo staff e alle calciatrici della Roma Femminile, protagoniste di una stagione straordinaria culminata con la conquista della Coppa Italia Women Frecciarossa. C’è un applauso che nasce dal risultato. E ce n’è un altro, più profondo, che nasce dal percorso, dalla qualità del lavoro, dalla capacità di dare identità a un gruppo e di trasformare una stagione in un racconto compiuto. Per questo, dopo l’Applauso già tributato alla Roma Femminile per la conquista dello Scudetto, AIAC rivolge oggi un Doppio Applauso a Mister Luca Rossettini, al suo staff e a tutte le protagoniste giallorosse per il double realizzato nella stagione 2025/2026: campionato e Coppa Italia Women Frecciarossa.

La Roma ha chiuso il proprio percorso nazionale con una finale intensa, equilibrata, di grande maturità agonistica. Al “Romeo Menti” di Vicenza, davanti a quasi 6.000 spettatori, le giallorosse hanno superato la Juventus per 1-0 grazie alla rete di Manuela Giugliano all’80’, completando così una stagione già illuminata dal terzo Scudetto della storia romanista. Il sigillo sulla Coppa Italia è arrivato al termine di una gara complessa, nella quale la Roma ha saputo soffrire, leggere i momenti, attendere l’episodio giusto e poi custodirlo con lucidità. La Juventus di Massimiliano Canzi ha confermato il proprio valore, costruendo occasioni importanti e tenendo la partita su un crinale sottile. Ma le parate di Rachele Baldi, il salvataggio di Thogersen, la scelta di Rossettini di inserire Pilgrim nella ripresa e la presenza, ancora una volta decisiva, di Manuela Giugliano hanno orientato il destino della finale. Proprio Pilgrim, sulla destra, ha costruito l’azione decisiva: cross, deviazione di Viens e Giugliano pronta sul secondo palo a battere De Jong.

È una vittoria che pesa anche per il suo valore storico. Per la Roma si tratta della terza Coppa Italia, dopo quelle conquistate nel 2021 contro il Milan e nel 2024 contro la Fiorentina; è però la prima vinta battendo la Juventus in finale. E arriva dopo due precedenti stagionali in gara secca favorevoli alle bianconere, tra Serie A Women’s Cup e Supercoppa Women: un ulteriore segno della crescita mentale e competitiva del gruppo giallorosso. Il double, tuttavia, non nasce a Vicenza. Nasce da un cammino iniziato molti mesi prima, in un contesto nuovo, con una squadra rinnovata e un allenatore alla prima esperienza alla guida di una formazione femminile. La Roma aveva già conquistato matematicamente il titolo il 2 maggio, battendo 2-0 la Ternana al Tre Fontane con una doppietta di Giugliano: terzo Scudetto della sua storia, al termine di un campionato condotto con continuità, autorevolezza e capacità di resistere alla concorrenza di Inter, Juventus e delle altre protagoniste della Serie A Women Athora.

I numeri del tricolore raccontano la solidità del lavoro: dopo 20 giornate, la squadra di Rossettini aveva raccolto 15 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta, con 39 reti segnate e 19 subite. Una traiettoria che la FIGC ha definito di dominio, ma che AIAC legge soprattutto come conferma del valore della guida tecnica, della costruzione quotidiana e della relazione tra idea di gioco, gestione del gruppo e rendimento. In questo quadro, la figura di Luca Rossettini assume un significato particolare. Ex calciatore di lungo corso, tecnico entrato con rispetto, misura e competenza in un ambiente nuovo, Rossettini ha saputo imprimere alla squadra una fisionomia riconoscibile senza spezzarne l’anima. Le sue parole dopo lo Scudetto restituiscono bene la portata dell’impresa: «Non ci dava credito nessuno»; e ancora: «Sono orgoglioso delle mie giocatrici». Poche parole, essenziali, che dicono molto del rapporto costruito con lo spogliatoio e della capacità di attraversare dubbi, pressioni e passaggi complessi senza smarrire la direzione.

AIAC sottolinea anche il valore delle protagoniste in campo. Manuela Giugliano, premiata come MVP assoluta della Serie A Women durante l’“Athora Game On – All Stars Night”, ha aperto e chiuso idealmente la settimana più luminosa della stagione romanista: prima il riconoscimento individuale, poi il gol decisivo nella finale di Coppa Italia. Capitano, riferimento tecnico e simbolico, Giugliano ha incarnato con continuità la qualità, la responsabilità e la personalità della Roma. Accanto a lei, il gruppo. Baldi, decisiva tra i pali; Greggi, Dragoni, Thogersen, Bergamaschi, Viens, Haavi, Pilgrim e tutte le calciatrici coinvolte nel percorso giallorosso hanno dato corpo a una stagione in cui il talento individuale si è saldato con la tenuta collettiva. La finale di Vicenza ha mostrato proprio questo: non soltanto una giocata, non soltanto un episodio, ma una squadra capace di restare dentro la partita, di adattarsi, di soffrire e di colpire nel momento più alto della pressione.

Il Doppio Applauso di AIAC è dunque rivolto alla Roma Femminile nella sua interezza: alla società, a Mister Rossettiniallo staff tecnico, alle calciatrici e a tutte le professionalità che hanno accompagnato una stagione destinata a rimanere nella memoria del calcio femminile italiano. Un applauso doppio perché doppio è il trionfo. Ma anche perché doppia è la lezione: si vince con le idee e con la gestione; con la qualità tecnica e con il carattere; con le individualità e con la forza del gruppo. In questa Roma c’è la conferma di quanto il ruolo dell’allenatore sia centrale nella crescita del movimento: non soltanto nella preparazione della partita, ma nella costruzione di un’identità, nella cura dei dettagli, nella capacità di trasformare una stagione in una cultura condivisa. AIAC celebra così il double della Roma Femminile: una vittoria giallorossa, una vittoria del lavoro, una vittoria del calcio femminile italiano.

Tessa Wullaert regina degli assist della Serie A Women, seconda Evelyne Viens

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Serie A Women si è conclusa da qualche settimana dopo ventidue turni giocati. Tanti sono stati, durante l’arco del campionato a girone unico, i gesti tecnici da sottolineare come quello degli assist vincenti che hanno portato direttamente a delle marcature.

In testa alla speciale classifica relativa agli assist vincenti troviamo Tessa Wullaert dell’Inter. La belga nerazzurra, infatti, ha sfornato 9 assist vincenti in 22 gare giocate. Alle sue spalle si piazza, invece, la romanista Evelyne Viens che in 21 presenze ha fornito 7 passaggi che hanno portato a gol.

Sono tre le calciatrici, invece, a quota 6 assist, a dividersi idealmente la terza piazza. Due sono della Lazio ovvero Elisabetta Oliviero, sempre presente, e Clarisse Le Bihan autrice di 17 presenze le stesse di Sofie Bredgaard della Fiorentina.

Sesto posto con 5 assist in 20 gare, invece, per Manuela Giugliano della Roma. Con quattro passaggi vincenti ci sono, poi, quattro giocatrici che chiudono la top ten. La milanista Park Soo-Jeong li ha fatti in ‘sole’ 13 presenze tre in più di Lana Clelland del Sassuolo. Con 18 gare disputate e 4 assist vincenti sfornati ci sono, infine, due nerazzurre ovvero Lina Magull e Marie Detruyer.

IL DS Carlo Maria Zampi presenta il Friuli Venezia Giulia Women Udine: “Faremo una società esclusivamente femminile per circoscrivere il nostro raggio d’azione”

Tra le realtà che più si stanno facendo strada nel campionato di Eccellenza della Penisola non si può non annoverare anche il Centro Sedia Natisone che, nel primo anno con la prima squadra ha raggiunto il quinto posto in classifica (35 punti totali alla fine della stagione) e promette, in futuro, di crescere ulteriormente.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Carlo Maria Zampi, Direttore Sportivo della società, per un’intervista in cui sono stati chiariti gli obiettivi a breve e a lungo termine del club, ma anche le motivazioni che hanno spinto alla scelta di aprire un autentico vivaio al femminile, partendo dalle giovanile e proseguendo, poi, con la prima squadra.
Innanzitutto, bisogna precisare che dalla prossima stagione non esisterà più un ‘Natisone Femminile’, come corrispettivo del Natisone maschile, ma nascerà una nuova società dal nome Friuli Venezia Giulia Women Udine che si occuperà esclusivamente del femminile a livello territoriale.

“Faccio una premessa. 
Noi quest’anno ci staccheremo dal Centro Sedia Natisone, che è una squadra che ha anche il maschile, e faremo una società esclusivamente femminile che si chiamerà Friuli Venezia Giulia women Udine in modo da circoscrivere il nostro raggio d’azione e l’intenzione è di fare tutte le categorie. In precedenza, ho trascorso qualche anno nel settore in un’altra società, dopodiché, raccogliendo le richieste di alcuni genitori, abbiamo dato vita a questa esperienza con il Natisone. Nel nome comparirà Friuli Venezia Giulia Women perché vogliamo essere un punto di riferimento dell’intera regione perché abbiamo ragazze che provengono da tutto il Friuli; Udine, nella denominazione della società, indica esclusivamente il fatto che lì abbiamo la sede sociale, ci alleniamo e  giocheremo nella sua provincia”.

Lo scopo della nascita della società è stato chiarito ai nostri microfoni sin da subito e, in questo frangente, sono stati sottolineati anche quelli che sono i suoi valori fondanti:

“L’obiettivo è di dar vita ad una realtà che sia fortemente competitiva a livello agonistico e che, a livello di attività di base (esordienti, pulcini e primi calci) possa convogliare il maggior numero possibile di ragazze verso il gioco del calcio.
I valori riguardano la sportività, la competenza, educazione e crescita. Quello che ci interessa è la crescita delle ragazze, lo dimostriamo anche con i fatti perché abbiamo diverse ragazze che a fine stagione andranno in società professionistico, in società di serie B in cui le abbiamo convogliate noi stessi. Noi per primi siamo interessati a veder ragazze andare avanti senza essere egoisticamente attaccati a quelle più brave: ci interessa che la ragazza abbia le sue possibilità in realtà anche più importanti”.

“L’esigenza di creare la prima squadra è dovuta alla garanzia di una continuità nell’attività calcistica alle ragazze che finivano, per ragioni di età, il loro percorso nel settore giovanile”.

Per quanto riguarda la parte tecnica, a prendere la parola al fianco di Carlo Maria Zampi sono stati rispettivamente Mister Yari Tullio, allenatore del settore giovanile, e mister Giovanni Cesarano, responsabile tecnico ed allenatore della prima squadra.

“Io alleno l’U17 e il nostro compito principalmente è quello di fornire delle ragazze che hanno diciamo uno storico maggiore rispetto alla condizione in cui sono arrivate, 
per portarle in prima squadra. Questo è l’obiettivo principale anche perché, essendo una società molto giovane che ha come filosofia il dare un bagaglio di scelte alle ragazze, vogliamo portarle più pronte in prima squadra. Ci sono, poi, quelle più brave che vanno via e siamo tutti davvero felici. La prima squadra l’abbiamo fatta quest’anno, ha giocato il campionato di eccellenza e alcune ragazze dell’U17  si sono affacciate a questo panorama gradualmente fino a questo momento in cui continueranno il percorso facendo gli allenamenti con la prima squadra, esordendo anche nelle amichevoli contro pari categorie o categorie superiori.
Il concetto che voglio puntualizzare riguarda la preparazione delle ragazze a livello di conoscenza: 
nel calcio femminile stiamo scoprendo che c’è un margine enorme e vogliamo preparare le ragazze al punto di dar loro una marcia in più”.

“Quest’anno abbiamo avuto la prima esperienza con la prima squadra e stiamo iniziando a vedere i frutti dell’ideologia di questa società che mi ha affascinato molto perché finalmente si parla di un prodotto che nasce dal vivaio per arrivare in prima squadra. 
La prossima stagione che sarà ancora più concreta perché ci sarà un numero abbastanza importante di ragazze che saliranno a far parte di questo gruppo. L’esperienza di quest’anno è stata un po’ complicata perché era il primo anno, la prima stagione con tante incognite. Secondo me è andata molto bene, ho visto le ragazze crescere e le cinque che sono state integrate dall’U17 si sono comportate molto bene, sono cresciute parecchio. 
C’è stato un posizionamento di classifica positivo, quinti su 20 squadre: per essere la condizione di novità, come come ci siamo interfacciati col campionato, ritengo che abbiamo fatto veramente un ottimo percorso. E’ il nostro punto di partenza, perché vorremmo alzare l’asticella, cercando di uscire da questa categoria entro un paio d’anni“.

Il calcio femminile, come si è già detto in diverse occasioni, è un settore ancora in costruzione e in quanto tale le criticità non mancano e sono svariate, soprattutto quando si parla di squadre che affrontano i campionati ritenuti dilettantistici. Parlando di giovanili c’è ancora un po’ lo stereotipo del calcio come sport non adatto alle bambine quando proprio loro, guardando il rovescio della medaglia, mostrano un gransde entusiasmo nel mettersi alla prova palla al piede.

“Le criticità nascono dal numero ridotto di ragazze che giocano a calcio, che si avvicinano al calcio. C’è ancora l’idea che il calcio non sia uno sport adatto alle bambine: tra i 6 e i 10 anni d’età vengono quasi tutte indirizzate verso la danza e, una volta che si arriva a 10/12 anni, se non si è mai giocato a calcio difficilmente si riuscirà a raggiungere una qualità tecnica adeguata per poter competere a certi livelli. La regione è piccola, anche come numero di abitanti è piuttosto ridotta rispetto ad altre realtà dove il calcio femminile è molto più sviluppato.
L’aspetto positivo, ma questo forse è comune a tutto il calcio femminile, è un grandissimo entusiasmo e voglia di giocare delle ragazze molto più che nel maschile. Un dato abbastanza singolare è che, sebbene i numeri siano ridotti, emergono negli anni molte ragazze che fanno un interessantissimo percorso: ci sono diverse ragazze del Friuli Venezia Giulia che giocano in Serie A, stanno in serie B o in Primavera1, a dimostrazione che la qualità c’è.
Infine c’è il grosso problema della mancanza di fondi: Lo scarso interesse verso il calcio femminile causa anche una penuria di sponsor che investono. Questo forse è il limite più grande del movimento”.

Per ovviare alle criticità di cui si è parlato poc’anzi si dovrebbe innanzitutto rivedere il modo in cui il fenomeno viene gestito dai piani alti, ma anche dare più credibilità ad un movimento che lotta per venir riconosciuto ed è, troppo spesso, abbandonato a sé stesso.

“In primis sarebbe opportuna una totale reimpostazione della Federazione sulla gestione del calcio femminile che, a mio avviso, è frutto di ridotta conoscenza del fenomeno e di prospettive che non hanno un reale aggancio con la realtà.
Ci sarebbe, poi, da destinare dei fondi al calcio femminile: il calcio produce centinaia di milioni tra scommesse, diritti televisivi, introiti di vari natura, sponsorizzazioni che finiscono in società maschili, senza i soldi è difficile per una società riuscire a restare a galla. Il terzo aspetto riguarda una pubblicizzazione del calcio femminile che vada oltre le mere dichiarazioni di intenti: si parla di crescita del movimento ma questa non ha nulla a che vedere con la realtà di base ma punta magari alla Serie A dove l’avvento del professionismo ha agevolato le giocatrici perché vengono riconosciuti loro tutta una serie di diritti ma ha fortemente penalizzato le società dilettantistiche che sono la stragrande maggioranza”.

Mister Tullio e Mister Cesarano hanno, in conclusione dell’intervista, invitato i lettori di Calcio Femminile Italiano e i tifosi di calcio femminile a seguire il loro operato perché:

“Siamo una realtà nuova, abbiamo un entusiasmo incredibile e vogliamo far crescere ogni singola ragazza che gioca con noi. Utilizziamo ogni nostra energia in questo, cerchiamo di essere disponibilissimi sempre con le ragazze, perché è corretto che sia così. Loro meritano questa attenzione che non viene data e noi cerchiamo, nel nostro piccolo, di fornire loro gli strumenti giusti”.

“Mi sono reso conto che è una società che è più propensa alla concretezza e ci stiamo impegnando veramente tanto. Il fatto che non sia più il Natisone ma abbia voluto un’identità femminile collocata logisticamente ad Udine è un segnale molto forte che stiamo dando. Abbiamo tanta voglia ed entusiasmo, ed è importante”.

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