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Marco Pianotti, Torino FC: “La squadra ha dimostrato di saper superare i momenti di difficoltà ma il lavoro è ancora in corso”

credit photo: Torino FC
La stagione 2025/2026 del Torino FC non è iniziata nel migliore dei modi: il club granata ha, infatti, dovuto affrontare un periodo altalenante in cui i risultati utili scarseggiavano. Partita dopo partita, poi, la squadra guidata da Mister Fulvio Francini ha cambiato rotta dimostrando sul campo il proprio valore con orgoglio e voglia di fare.
Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Marco Pianotti, Responsabile dell’Area Femminile, con il quale si è parlato del “progetto Torino”, ancora in divenire nel suo percorso. L’ottavo posto in classifica ne rispecchia pienamente l’andamento, con un organico che ha già fatto vedere come sia capace, nelle difficoltà, di fare fronte comune. L’obiettivo, sia a breve che a lungo termine, in questa fase del cammino della squadra, è la crescita e il conseguente miglioramento costante senza fare il passo più lungo della gamba nelle decisioni da prendere e nelle valutazioni da fare.
“La posizione in classifica rispecchia un percorso ancora in fase di costruzione. La squadra sta lavorando su alcuni principi di gioco e su una struttura comune. Ha dimostrato di saper superare i momenti di difficoltà e rimanere unita, ma il lavoro è ancora in corso. L’obiettivo è migliorare progressivamente, senza fare valutazioni premature ed è anche il crescere sia nel gruppo sia nell’identità della Prima Squadra del Torino FC Femminile. Vogliamo costruire basi solide, consolidare un modo di stare in campo riconoscibile e creare un forte senso di appartenenza alla maglia e alla sua storia.
I risultati sono importanti, ma devono essere la conseguenza di un percorso ben strutturato”.
Le ragazze che vestono la maglia Granata provengono, per buona parte, dal settore giovanile del Torino, il che facilita un tipo di lavoro che è legato alla costruzione di una propria identità e di amore per la maglia. Ci vuole tempo, ma è un passaggio necessario se si vuole procedere con solide basi nel progetto e la squadra sta mostrando, settimana dopo settimana, quella voglia di migliorare e di dare il proprio apporto alla causa comune.
Una caratteristica importante del gruppo squadra è la presenza di diverse ragazze cresciute nel settore giovanile del Torino. Questo ci permette di lavorare non solo sugli aspetti tecnici, ma anche su quelli legati all’identità e all’attaccamento alla maglia. È un processo che richiede tempo, ma che riteniamo fondamentale per dare continuità al progetto. L’atteggiamento delle giocatrici è adeguato al percorso che stiamo portando avanti. C’è attenzione al lavoro settimanale e disponibilità a migliorare, elementi fondamentali per dare continuità al progetto. In questo momento è giusto parlare del gruppo nel suo insieme. Il percorso riguarda tutte e non avrebbe senso soffermarsi sui singoli elementi, anche perché il lavoro che stiamo facendo è pensato per far crescere il collettivo. Ognuna sta dando il proprio contributo all’interno di un processo che è ancora in fase di sviluppo.
La direzione – ha ribadito Pianotti – è quella di lavorare con continuità, senza fare passi più lunghi della gamba. Stiamo cercando di far crescere le ragazze nel modo più naturale possibile, dando loro tempo e responsabilità. L’importante è restare coerenti con l’idea iniziale e continuare a lavorare, senza farsi condizionare da singoli momenti”.
Parlando, infine, di futuro Marco Pianotti si immagina un Torino cresciuto e consapevole del proprio valore, che milita in un’altra categoria rispetto alla serie C. Un risultato ottenuto grazie al lavoro quotidiano, all’impegno di tutti coloro che sono coinvolti nel progetto e alla valorizzazione anche del settore giovanile che è fondamentale.
“Me lo immagino cresciuto passo dopo passo, in un’altra categoria, come risultato di un percorso costruito nel tempo. Non dobbiamo dimenticare infatti che parte da distante la costruzione del tutto. Un percorso basato sul lavoro quotidiano, sulla valorizzazione delle giovani e sulla continuità delle scelte. L’idea è di arrivarci in modo naturale, senza forzature, dando solidità al progetto stagione dopo stagione”.
CALCIO FEMMINILE ITALIANO RINGRAZIA MARCO PIANOTTI E IL TORINO FC PER LA DISPONIBILITA’ CONCESSACI.

Serie B Femminile: trasferte per Como e Lumezzane, anticipo per il Bologna

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Tempo di tornare in campo nella Serie B Femminile giunta alla sua sedicesima giornata, la terza del girone di ritorno. Le sette gare della cadetteria prevede un anticipo al sabato con altri sei match alla domenica, visibili tutti in diretta su Vivo Azzurro TV.

Al sabato anticipo alle 14:30 con il Frosinone, a metà classifica, che ospita il Bologna, terza della classe. Big match, invece, alla domenica con la Res Donna Roma, quinta, che ospiterà il Como capolista. La sfida si giocherà alle 14:30 al pari di altri cinque match. Trasferta anche per la Lumezzane, seconda, sul campo del San Marino, terzultimo, e per il Cesena, quarta, con l’Arezzo. Gare interne, invece, per le due squadre che condividono il sesto posto il Brescia ospita l’Hellas Verona e la Freedom il Vicenza, team in zona medio bassa della classifica. Chiude la sfida tra le due squadre sul fondo della classifica con il Trastevere a vedersela con il Venezia.

In classifica, alla seconda del girone di ritorno, comanda con 38 punti il Como con alle spalle il Lumezzane a 31 con Bologna a 29 e Cesena a 28. Quinta è la Res Donna Roma con 26 punti che lascia dietro Brescia e Freedom a 23 con il Frosinone a 19 e l’Arezzo a 18. A 16, poi, l’Hellas Verona avanti di un punto al Vicenza agganciato dal San Marino con il Trastevere a 6 ed il Venezia che chiude con 5 punti.

Serie A Women: la Juve anticipa al sabato, doppio big match alla domenica

Photo Credit: Christian Cardini - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Torna in campo, nel week-end, per il suo tredicesimo turno, il secondo del girone di ritorno, la Serie A Women con tre gare in programma al sabato e altrettante alla domenica. Le sei partite saranno trasmesse tutte in diretta su DAZN con una gara proposta in chiaro anche sulle reti RAI.

Si parte al sabato con due anticipi fissati entrambi alle ore 12:30. Al ‘Ricci’ punti salvezza in palio nel derby emiliano tra il Sassuolo e il Parma, team a 9 punti in classifica, mentre alla ‘Sciorba’ il Genoa, fermo a 7, riceverà la Lazio, a -4 dal secondo posto. Sempre al sabato, ma alle ore 15:00, il Como Women se la vedrà invece, al ‘Ferruccio’, contro la Juventus, sei punti avanti in graduatoria alle lariane.

Alla domenica si parte, invece, con uno dei due big match di giornata ovvero Milan-Roma. Al ‘ Tre Fontane’ la capolista ricevono le rossonere alle 12:30 mentre al ‘Piccolo’ di Cercola il Napoli Women, quarta alla pari del Milan, se la vedrà con la Ternana Women, ultima della classe. A chiudere, in diretta su Rai Sport, all’Arena Civica l’Inter affronterà, alle 15:45, la Fiorentina, in un altro intreccio valido per la zona Europa.

 In classifica guida la Roma con 29 punti con al secondo posto l’ Inter a 24 e la Juve a 23, a completare i posti validi per l’Europa. Quarta è il Milan a 20 punti come il Napoli Women con la Lazio a 19 e la Fiorentina a 18 mentre a 17 troviamo il Como Women. La classifica poi si spacca con a 9 il Sassuolo e il Parma e a 7 chiudono il Genoa e la Ternana Women.

Donata Piccolo, Academy Abatese: “In me tanta fiducia. L’unione? Il nostro punto forte”

Photo Credit: Stefania Bisogno - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Esiste una realtà tutta campana che – militante in serie C – sta proponendo una affinità con ottimi risultati: l’Academy Abatese. Un percorso evidentemente significativo, una squadra che lotta e risponde concretamente alla concorrenza, senza mai abbassare la testa; il campionato, nel frattempo, rimane esigente ed orgoglio e voglia di migliorare ancora vanno ormai di pari passo.

Parlarne direttamente con chi vive tutto questo? È la miglior cosa: abbiamo avuto il piacere di farlo con Donata Piccolo, 45 della compagine citata.

Benvenuta Donata! Subentrata questa stagione a rinforzo della rosa campana, stai avendo modo di approcciarti ad un campionato sempre più competitivo e pieno di insidie. Come si sta evolvendo il tuo percorso e quali sono i messaggi positivi già presenti, a tuo avviso?

«È ormai il mio quinto anno in Serie C e sono contenta di averlo intrapreso indossando questa maglia. Credo di aver iniziato bene questa stagione: ho affrontato alti e bassi, ma il mister ha continuato a darmi tanta fiducia e questo è proprio uno dei messaggi positivi di cui non posso non tener conto. Lui, insieme a tutto lo staff, non smettono mai di credere in ognuna di noi, aiutandoci e spronandoci a dare sempre il meglio».

Collettivamente parlando, il gruppo sta dicendo la sua. Nelle prossime settimane si avrà ancora più modo di osservare l’evolversi del fenomeno statistico, importante sopratutto in questa fase di ritorno appena iniziata. Pensi ci siano ancora delle carte da porre sul tavolo? Cosa potrà fare questa Abatese?

«Credo ci siano sempre “carte da porre sul tavolo”. Ogni settimana l’affrontiamo e la viviamo cercando di preparare ogni partita al meglio, a prescindere dalla squadra che andremo ad affrontare. Ognuna di noi dà l’anima per poter arrivare alla domenica al 100%, quindi sono certa che, nonostante le difficoltà, affronteremo il girone di ritorno con grande entusiasmo».

Domenica è stata messa a referto l’ottava vittoria stagionale, un buon successo contro il Lecce che ha senz’altro offerto maggior consapevolezza dei mezzi d’insieme. Cosa ha fatto la differenza sul piano tecnico-tattico e dell’approccio?

«A fare la differenza sono state la pazienza e la consapevolezza dei nostri mezzi, delle nostre capacità. È stata quasi una partita più fisica che tecnica (aparte un primo tempo dove abbiamo avuto qualche defaillance), ma, con la voglia di fare bene, siamo riuscite a mantenere il risultato senza lasciarci innervosire, conquistando tre punti molto importanti per il nostro percorso».

Il Colleferro sarà il prossimo avversario d’agenda; con quest’ultimo vi eravate lasciati con una sconfitta. Che partita dovrà essere?

«L’andata ci ha lasciato l’amaro in bocca ed abbiamo tanta voglia di riscattarci. Sappiamo che non sarà una partita facile da affrontare e la stiamo preparando nel migliore dei modi. Dall’altra parte troveremo sicuramente una squadra che avrà la nostra stessa voglia di fare punti, quindi sarà tosta».

Immagina di essere la fotografa della squadra: che immagine scatteresti in modo da racchiudere tutta l’essenza della famiglia Abatese?

«L’unione che abbiamo creato da subito è il nostro punto forte. Ormai siamo una famiglia e non è scontato; tutto, però, è arrivato naturalmente.

Difficile racchiudere in una foto l’elemento fondamentale che ci rende ciò che siamo e ci distingue un po’ dalle altre squadre, so, però, che siamo diventate tanto in poco tempo».

Si ringrazia Donata Piccolo e la società tutta per la gentile concessione.

Caterina La Manna dall’Italia a Portland con un solo amore: il calcio

Photo Credit: Caterina La Manna

Caterina La Manna è nata e cresciuta in Italia e ha poi intrapreso un viaggio negli Stati Uniti che l’ha convinta a rimanere, a crescere e a diventare la professionista che è oggi senza mai doversi snaturare. Due Paesi tanto distanti vedono in lei due culture, due identità e due modi di vivere con sfumature che li contraddistinguono, ma sono uniti da un filo rosso: il calcio, da lei inizialmente vissuto con gli scarpini ai piedi e, poi, da addetta ai lavori in altre vesti. La Redazione di Calcio Femminile Italiano ha avuto il grande piacere di intervistarla e di vedere, insieme a lei, come il calcio al femminile negli States si stia affermando sempre di più e come viverlo in prima persona da punti di vista differenti sia un’esperienza indimenticabile.

La Manna è entrata in contatto con il calcio nel Paese a stelle e strisce come giocatrice all’epoca del college, percorso accademico che richiede un profondo impegno sia sul fronte scolastico, sia sul fronte sportivo per le ragazze e i ragazzi che scelgono il percorso di studente-atleta«Se ripenso al mio percorso sportivo e universitario negli Stati Uniti, non posso che considerarlo come i quattro anni più belli e formativi della mia vita. Ogni persona che ho incontrato ha lasciato un segno profondo nel mio cammino, arricchendomi in modi diversi e contribuendo alla mia crescita, sia personale che umana.»

Una crescita personale, una crescita umana, una crescita calcistica ma, soprattutto, una passione ritrovata che si stava pian piano spegnendo«Giocare a calcio qui è stato, sotto molti aspetti, liberatorio. Nonostante strutture e staff di livello professionale, ho trovato un ambiente meno oppressivo rispetto a quello che ricordavo in Italia. Questo mi ha permesso di riscoprire il piacere autentico del gioco, tornando a giocare per divertimento e passione, piuttosto che esclusivamente per la vittoria, un approccio che in quel momento della mia vita sentivo più vicino a me», tenere a mente solo la vittoria ha portato lo sport a essere non più una passione, bensì, a tratti, una fonte di ansia. Negli Stati Uniti, invece, rivederne gli aspetti che hanno portato La Manna a innamorarsene le ha dato modo di vederlo come un amore ritrovato e non come “un ex di cui liberarsi al più presto”.

La carriera calcistica di Caterina si è bruscamente interrotta per colpa di una serie di infortuni al ginocchio di grave entità, e la decisione di abbandonare il rettangolo verde da calciatrice non è stata facile. Per quanto ripensarci faccia male, l’italiana si sofferma su quelli che sono i lati positivi della sua permanenza negli Stati Uniti, a cominciare dalla grandissima fortuna di interfacciarsi con culture, persone e mentalità e idee differenti«Purtroppo, gravi infortuni al ginocchio hanno segnato e in parte condizionato la conclusione della mia esperienza sportiva negli Stati Uniti. Tuttavia, guardandomi indietro, non cambierei nulla di ciò che ho vissuto. L’opportunità di incontrare persone provenienti da ogni parte del mondo è stata impagabile e oggi posso dire di avere amici in quasi ogni paese. La crescita personale, lo scambio culturale e l’apertura mentale che il college offre sono ciò che rendono questa esperienza davvero unica e speciale.»

Caterina ha presto capito che quello era il suo mondo e di non vedersi in nessun altro ambito che non prevedesse un pallone da calcio a scivolare da una parte all’altra sul terreno di gioco. La sua è una dichiarazione d’amore, a tutti gli effetti, per uno sport e una filosofia che le hanno cambiato la vita fin da quando era una bambina per poi vivere un’esperienza a Pomigliano: «Lo dico spesso: il calcio ha sempre trovato il modo di cambiarmi la vita, e ogni volta in maniera diversa. Da bambina mi ha fatta sentire accettata, compresa e valorizzata; è stato uno spazio sicuro in cui crescere, che mi ha aiutata a costruire un carattere forte, determinato e resiliente. Con il tempo, il calcio mi ha regalato gioie, emozioni e opportunità che porterò per sempre nel cuore. Tra queste, l’esperienza a Pomigliano, che in quegli anni rappresentava una realtà importante e ambiziosa, capace di insegnarmi cosa significhi far parte di un progetto vero, condiviso con calciatrici professioniste di altissimo livello.»

Da Pomigliano a Portland il viaggio è piuttosto lungo, però il calcio riesce a unire le due realtà ed è quello sport che, adesso che lavora per i Portland Timbers, le fa vivere di giorno in giorno un lavoro mai percepito come un peso, bensì sempre e solo come una grande passione coltivata dapprima sui libri, poi negli stadi, quelli in cui c’è sempre un po’ di “casa”«Quando, più avanti, ho sentito il bisogno di cambiare qualcosa nella mia vita, il calcio è stato ancora una volta la mia porta verso nuove possibilità: mi ha condotta negli Stati Uniti, permettendomi di vivere l’esperienza del college e di crescere non solo come atleta, ma anche come persona. E al termine di quel percorso, insieme agli anni di studio, mi ha offerto un’ulteriore occasione di crescita, permettendomi di lavorare per i Portland Timbers in MLS.»

Smettere di giocare ha chiuso un capitolo importante della vita di Caterina e ha fatto da spartiacque per quello successivo, perché è un linguaggio universale che tutte e tutti possono comprendere, anche le ragazze, che dapprima credevano di parlare una lingua diversa e meno degna di nota rispetto a quella degli uomini che hanno fatto di questo sport la loro professione. Secondo La Manna, il calcio è una di quelle poche cose al mondo capaci di muovere per davvero le persone e farle riflettere, nonché atteggiarsi con rispetto nei confronti degli altri: «Ho scelto di rimanere nel mondo del calcio perché, quando ho smesso di giocare, ho capito che il mio legame con questo sport andava oltre il campo. Amo il calcio perche rappresenta un linguaggio universale, capace di unire persone diverse, creare connessioni autentiche e costruire un profondo senso di appartenenza. Poche cose al mondo riescono a muovere emozioni, valori, paesi ed economie come il calcio. Per questo voglio continuare a farne parte, contribuendo a costruire “communities” più forti e più sane attorno a questo sport. Credo nel calcio come strumento di inclusione, crescita e impatto sociale, capace di migliorare la vita delle persone.»

Dopo un primo excursus biografico sul passato da giocatrice, Caterina ha raccontato la sua quotidianità con i Portland Timbers, che sono «insieme alla squadra femminile dei Portland Thorns, il principale club calcistico di Portland, in Oregon, città in cui vivo attualmente. Io lavoro all’interno del dipartimento di Fan Experience, un’area fondamentale del club che si occupa di progettare e curare l’esperienza dei tifosi allo stadio.»

La fan experience che Caterina cura nei minimi dettagli in Italia sta timidamente provando ad adeguarsi, pur essendovi ancora molto lontana, a quella che si vede in televisione e che si vive andando allo stadio nel corso di una partita delle squadre maschili. Le linee guida seguite dai Portland Timbers affinché tutte le persone che si presentano allo stadio si sentano accolte e parte integrante della partita vedono, in primis, un coinvolgimento diretto di tutto il pubblico, perché in una partita non si è una semplice comparsa, si è parte di qualcosa di più grande: «Il nostro obiettivo è creare un ambiente coinvolgente, divertente e soprattutto sicuro, facendo sì che ogni spettatore non assista semplicemente a una partita, ma viva un’esperienza completa. Lavoriamo per rendere i fan parte attiva della partita, incentivandoli a tornare allo stadio e a rafforzare il loro legame con la squadra. Collaboriamo a stretto contatto con il dipartimento marketing e game presentation per assicurarci che ogni partita sia unica, riconoscibile e memorabile, curando ogni dettaglio dell’esperienza matchday. Lavoro in questa realtà da otto mesi e non avrei potuto immaginare un punto di partenza migliore per iniziare la mia carriera professionale nel mondo dello sport.»

La Manna è sempre assorbita dallo stadio del Portland Thorns, squadra che in National Women’s Soccer League ha una lunghissima storia piena di vittorie e di traguardi che la certificano come una delle migliori del campionato. Le ragazze «condividono lo stadio con i Portland Timbers, il Providence Park. Per questo motivo, pur essendo due realtà con amministrazioni distinte, il nostro dipartimento è coinvolto attivamente anche nell’organizzazione e nella gestione delle partite delle Thorns», Providence Park è l’esempio che il calcio femminile e quello maschile possono coesistere nello stesso stadio e che ci si deve scardinare dalla credenza che i due universi debbano per forza stare separati. Una partita in quello stadio è caratterizzata da un’atmosfera speciale, vissuta sia dalle giocatrici, sia dalle tifoserie. A fare la vera differenza è la passione con cui le persone presenti allo stadio fanno sognare le giocatrici in campo, che si sentono a loro agio e protagoniste di un momento davvero unico: «L’atmosfera che si vive durante una partita delle Thorns è qualcosa di davvero unico. La prima volta che ho visto uno stadio pieno per una partita di calcio femminile mi sono profondamente emozionata in quanto è l’immagine concreta di ciò che ogni bambina che gioca a calcio in Italia ha sempre sognato.»

Caterina è ben consapevole che in Italia si sia ancora molto indietro, essendo protagonista del “dietro le quinte” ed essendolo stata anche sul terreno di gioco per prima. A mancare, secondo lei, sono le basi che riguardano la concezione dello sport al femminile, visto come un mero termine di paragone nei confronti del maschile e non come una realtà che ha la sua identità e non la sta ancora cercando, perché lo sport al femminile sta, infatti, cercando gli spiragli per riuscire ad affermarsi«Credo che ciò che oggi manca in Italia sia, prima di tutto, un’educazione culturale verso gli sport femminili. Non dovrebbero essere costantemente paragonati a quelli maschili, ma riconosciuti e valorizzati come realtà con una propria identità, un proprio pubblico e un proprio linguaggio. Nel momento in cui si inizierà a normalizzare l’idea che lo sport non debba essere definito dal genere, ma dalla qualità dell’esperienza che offre, qualcosa cambierà davvero.»

«A questo si aggiunge una carenza di investimento nella comunicazione e nel marketing del calcio femminile. Serve un lavoro mirato, basato sulla conoscenza della propria fan base e sui valori che questo sport rappresenta. Non è necessario “rubare” tifosi al calcio maschile: è possibile, e auspicabile, costruire una fan base nuova, autentica e dedicata, fondata esclusivamente sul calcio femminile e su ciò che lo rende unico», le unicità di questo sport devono essere valorizzate e non comparate, e si deve anche trovare il giusto pubblico, interessato e appassionato, perché fruisca delle partite senza avere sempre la vocina che gli suggerisce “Eh, ma nel maschile…”, e il cambiamento dovrà essere graduale, ma mai interrotto.

A tal proposito, secondo La Manna in Italia il talento nel calcio femminile c’è e va valorizzato, ma manca la lungimiranza di vedere un possibile futuro nel mondo del calcio anche nelle bambine e non solo nei ragazzi. Visti anche gli ultimi trasferimenti di matrice del Bel Paese negli Stati Uniti, quest’ipotesi si rinforza ulteriormente: «Una cosa di cui non ho mai dubitato è la qualità delle calciatrici italiane. In Italia esistono talenti che non hanno nulla da invidiare a quelli internazionali. Le campionesse le abbiamo già in casa e continueremo ad averne sempre di più, grazie alla crescita costante del movimento femminile che nasce e si sviluppa nei settori giovanili.»

Che cosa manca, perché questa realtà non rimanga una nebulosa in rotta di collisione? Secondo Caterina La Manna, in un confronto con quanto fatto, visto e da lei vissuto negli Stati Uniti, manca «la disponibilità economica necessaria per permettere a queste atlete di esprimere il proprio potenziale al massimo livello. Servono investimenti concreti che garantiscano strutture adeguate, stipendi dignitosi e reali opportunità di crescita professionale. Investire nel calcio femminile significa creare infrastrutture dedicate, o rendere pienamente accessibili quelle già esistenti, e costruire un sistema che permetta alle atlete di fare quel salto di qualità fondamentale.»

Sofia Cantore, Lisa Boattin, Lucia Di Guglielmo: tre nomi italiani al 100% negli Stati Uniti ingaggiate da Washington Spirit e Houston Dash nel giro di pochissimi mesi. La partenza dell’ex numero nove della Juventus è stata, a conti fatti, l’inizio di qualcosa di totalmente nuovo: la possibilità di giocare nel campionato più competitivo e di alto livello del mondo, e secondo La Manna «il loro trasferimento aprirà le porte a un numero sempre maggiore di trasferimenti internazionali, perché dimostra al mondo che il calcio femminile in Italia esiste e che ci sono atlete capaci di competere ad altissimo livello. Allo stesso tempo, non posso nascondere un po’ di dispiacere nel vedere questi talenti lasciare il campionato italiano; resta da capire quanto questo possa influire sul nostro movimento interno. Tuttavia, è un vero piacere vedere le ragazze italiane affermarsi all’estero, essere decisive e, in molti casi, realizzare i loro sogni sportivi.»

Dolceamaro, vedere l’interessamento da parte di questi top club alle “nostre” ragazze e, allo stesso tempo, sapere che lasceranno per andare dove veramente viene riconosciuto il loro valore, impoverendo il campionato di Serie A di gioielli splendenti come le due difensore e l’attaccante. La Manna sostiene che questa non sia soltanto “una moda”, bensì che questa potrebbe divenire la tendenza per far crescere l’esperienza e le potenzialità delle giocatrici che potrebbero giocarsi una maglia della Nazionale: «Come già detto, secondo me vedremo sempre più calciatrici italiane trasferirsi all’estero. Ora spetta alle squadre italiane decidere se trattenere questi talenti o se guardare a questi trasferimenti come a un’opportunità economica e di crescita finanziaria.»

Come non è tutto oro quel che luccica, non è sempre necessario vedere soltanto delle tenebre anche dove sta cominciando a fare capolino qualche piccolo bagliore di luce che vede possibile una crescita del calcio femminile in Italia. La Manna sostiene che la Serie A, in questo momento, stia «sicuramente attirando interesse internazionale, e non posso che essere felice di veder riconosciuto il valore del nostro movimento. La qualità delle atlete italiane non manca: ci sono grandi talenti sia in Serie A sia in Serie B. Non sono sorpresa che club americani e internazionali abbiano iniziato a guardare all’Italia, ma sono sorpresa che ci sia voluto così tanto tempo prima che se ne rendessero conto!»

Il viaggio di Caterina La Manna negli Stati Uniti è lungi dal terminare, è solo all’inizio; è all’inizio anche l’attenzione vera e sana che in Italia sta cominciando a nascere verso il calcio al femminile. L’universo della giovane ex calciatrice e ora lavoratrice per i Portland Timbers e quello del calcio si sono incontrati grazie a una piccolissima esplosione, quella dell’interesse, e sono andati avanti, avanti e avanti grazie alla passione che è nata subito dopo. Anche l’universo del calcio femminile e in un continuo divenire e, per quanto piccolo sia, anche il suo contributo sta cambiando una galassia ancora piena di troppe poche stelle per brillare.

Si ringrazia molto Caterina La Manna per la grande disponibilità, la professionalità e la splendida intervista.

Google Pixel Women’s Bundesliga: apre il turno Friburgo Bayern Monaco

Credit Photo: Emanuele Colombo- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La giornata numero 17 della Google Pixel Women’s Bundesliga si avvicina. Come al solito le partite della 17ª giornata si giocheranno nei seguenti orari: Venerdì ci sarà una partita (dalle 18:30 CET). Seguiranno altre due partite sabato (dalle 12:00 alle 14:00), tre partite domenica (14:00 e 18:30) e una partita lunedì (dalle 18:00). .

Il weekend calcistico inizia venerdì sera al Dreisamstadion dalle 18:30 con il match nel quale il Friburgo, sesto, accoglierà il Bayern Monaco capolista. Sabato, dalle 12:00, invece il Werder Brema, quarto, ospiterà il Wolfsburg, secondo in classifica.  Si continua alle 14:00 con lo scontro tra Eintracht Francoforte, settimo, – Bayer 04 Leverkusen, terzo, che chiuderà il sabato. Alla domenica, invece, si parte alle 14:00 con l’intreccio tra Amburgo e Lipsia, dodicesima a undicesima, e alle 16:00 si continua con Union Berlin, nona forza del torneo, e Carl Zeiss Jena, ultima. La domenica si chiude alle 18:30 con Norimberga, decimo, e Hoffenheim, quinto, mentre a calare il sipario sul turno sarà al lunedi Colonia, ottavo, ed Essen, penultimo, in programma alle 18:00.

Le gare della  Google Pixel Women’s Bundesliga saranno visibili in Germania in diretta su MagentaSport e DAZN mentre i biglietti per tutte le partite possono essere acquistati tramite il portale centrale fbl.tickets.  Come al solito, Sport1 trasmetterà la partita di lunedì in diretta in diretta in TV libera. Dalle 18:00, con il Colonia che ospiterà l’Essen.

La 17ª giornata della Google Pixel Women’s Bundesliga:

Venerdì (dalle 18:30)

SC Friburgo – FC Bayern Monaco

Sabato (dalle 12:00)

SV Werder Brema – VfL Wolfsburg

Sabato (dalle 14:00)

Eintracht Francoforte – Bayer 04 Leverkusen

domenica (dalle 14:00)

Hamburger SV – RB Lipsia

domenica (dalle 16:00)

1. FC Union Berlin – FC Carl Zeiss Jena

domenica (dalle 18:30)

1. FC Nürnberg – TSG Hoffenheim

Lunedì (dalle 18:00)

1. FC Colonia – SGS Essen

 

Erika Ferrara: “Mi aspettavo di iniziare diversamente il 2026, il mio corpo però ha deciso di prendersi una piccola pausa”

“Mi aspettavo di iniziare diversamente il 2026” ammette in un post social Erika Ferrara, calcettista dell’Okasa Falconara. La capitana del quintetto campione d’Italia, infatti, è reduce da un periodo che non le permette di giocare a pieno ritmo, vedi big match contro il CMB giocato con il contagocce, che porta la calcettista nata a Fermo a continuare: “Ero carica e concentrata verso i miei nuovi obbiettivi, il mio corpo però ha deciso, giustamente, di prendersi una piccola pausa che mi terrà per un pochino lontana dal campo”.

La classe ’99, punto di forza anche della Nazionale di calcio a 5 guidata dalla CT Francesca Salvatore, ha quindi sottolineato nel suo post: “Vivo il calcio e le emozioni in modo intenso, senza risparmiarmi mai e forse è ora che anche io, guardi un po’ da fuori quello che ho fatto e quello che sto costruendo, con calma, serenità e consapevolezza. Ci si rivede in campo, tra un po’”.

Per Erika il sorriso può tornare grazie ad un attestato non da poco: il Diploma al Merito Sportivo attribuitogli dal CONI, ed il Comitato Regionale Marche, per aver disputato il primo Mondiale della storia del futsal femminile nelle Filippine. La laterale infatti evidenzia: “Approfitto per ringraziare il Comitato Regionale Marche per il diploma conferitomi, è per me un motivo di grande orgoglio rappresentare così la mia terra. Grazie al Comitato Olimpico Nazionale Italiano e al Comitato Regionale Marche. Grazie anche all’ Okasa Falconara , ovviamente, senza il tuo appoggio incondizionato, non so se sarei arrivata dove sono oggi”.

Serena Toma Menotti, Original Celtic: “Eravamo motivate a fare bene. Ci aspettiamo una bella gara con il Riccione”

Photo Credit: Original Celtic Bhoys Calcio Femminile

L’Original Celtic si è riconfermato la prima forza del Girone C di Serie C femminile. Con le sue 32 lunghezze ottenute ha alle calcagna la Nuova Alba a 29; il campionato è ancora molto lungo, ma che le ragazze biancoverdi sognassero in grande si era capito fin dalla prima partita della stagione. Nel girone di ritorno hanno inferto un 4 a 1 alla Roma Calcio Femminile tra le mura amiche e un 3 a 1 alla Casolese in trasferta. La vittoria contro le toscane è stata commentata in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano da parte di una giocatrice della compagine prima della classe, Serena Toma Menotti.

«Reduci dalla vittoria di settimana scorsa sicuramente eravamo molto motivate a continuare a fare bene. Sapevamo di trovare un’avversaria tosta e nel primo tempo si è visto, ma siamo riuscite comunque a rimanere compatte e a limitare il più possibile il loro gioco, come abbiamo provato in settimana», il risultato finale contro le toscane della Casolese è stato frutto di un lavoro minuzioso da parte di tutta la squadra in preparazione. Neopromossa, la Casolese aveva avuto qualche guizzo di ottima fattura e ha una rosa che crede nella salvezza, e per questo non andava assolutamente presa sottogamba. Vincere, dopotutto, aiuta a vincere.

Andando a cercare il pelo nell’uovo, Menotti afferma che la squadra non è stata all’altezza delle aspettative nel primo tempo e che si è vista per davvero soltanto nella ripresa, nel momento in cui il gruppo si è dato la giusta carica«Sicuramente non abbiamo fatto un primo tempo all’altezza delle nostre aspettative e capacità, ma la forza di questo gruppo é non mollare mai, crederci sempre e lottare fino alla fine. Il gruppo é molto motivato, visti i risultati ottenuti contro squadre importanti, e vogliamo continuare a mantenere questo entusiasmo e fare sempre meglio.»

Derby in arrivo contro il Riccione nella prossima partita, valevole per la quattordicesima giornata. Le biancazzurre hanno subito una frenata tra le mura amiche contro l’Ascoli (alla sua prima e storica vittoria), e saranno determinate a ritrovare i tre punti per riacciuffare la corsa al podio. Essendo un derby, in particolare, ci sarà quel sapore in più a dare la spinta per centrare l’obiettivo e non farsi sorprendere dalla Nuova Alba. La prossima partita avrà anche un grande valore emotivo per la squadra, che ha dovuto salutare Letizia Pede, che in settimana ha rimediato un infortunio al ginocchio e dovrà stare lontana dalle scene per un po’: «È una partita molto importante e fondamentale per mantenere la classifica, e un derby, si sa, si sente sempre. Siamo cariche, motivate e concentrate, e giocare in casa davanti al nostro pubblico ci dà una spinta in più. Vogliamo fare una grande prestazione e dare tutto in campo, soprattutto per Leti che in questo momento non può scendere in campo con noi.»

Secondo Menotti, quella con il Riccione sarà una partita tutt’altro che facile«Il Riccione è una squadra bella tosta, ben organizzata e competitiva. Ci aspettiamo una partita dura e combattuta, da non sottovalutare e da affrontare con attenzione e determinazione.»

Si ringraziano Serena Toma Menotti, il responsabile Cristiano Pedriali e l’Original Celtic Bhoys per il tempo, la disponibilità e la gentile concessione.

Ilaria Maddaluno, Salernitana: “Questa squadra mi sta dando tanto. Voglio trasmettere energia e professionalità”

Photo Credit: Salernitana 1919 Femminile

I risultati non sono mai frutto di episodi isolati, ma la naturale conseguenza di un lavoro continuo. Tale quadra sembra calzare a pennello con la situazione della Salernitana, attuale compagine del girone D di serie C.

Una scia verde di traguardi importanti, un gruppo sempre più solido ed attento al dettaglio, con la consapevolezza di avere ancora tanto a disposizione da poter scrivere su quel foglio bianco chiamato “girone di ritorno”. A tal proposito, avviata tale fase, la squadra ha ben risposto, limitando la corazzata Palermo nella occasione di campionato più recente.

Abbiamo parlato nel dettaglio di questo e tanto altro con Ilaria Maddaluno – contributo granata – che ha evidenziato in che modo insieme ed individualità stanno procedendo.

Benvenuta Ilaria! Primo anno nei colori granata, ma sono già molteplici i chiari segnali di una scelta importante. Quando si sceglie di sposare un progetto, inoltre, non è mai per caso: cosa ti sta dando questa Salernitana e cosa intendi ancora offrire tu a e per lei?

«Stiamo disputando un campionato importante e sono davvero felice che la Salernitana mi abbia dato l’opportunità di entrare a far parte di questo progetto. Fin dal primo giorno ho percepito fiducia, ambizione e una forte identità di gruppo.

Questa squadra mi sta dando tanto sotto il profilo umano e professionale: sento di stare crescendo, allenamento dopo allenamento. Da parte mia cerco di ripagare questa fiducia dando sempre il massimo, sia in partita che durante la settimana, con impegno, sacrificio e disponibilità verso il gruppo. Voglio continuare a migliorarmi per dare un contributo concreto ed aiutare la società a raggiungere obiettivi sempre più importanti».

Sul piano collettivo la squadra ce la sta mettendo tutta. Il più recente messaggio positivo è arrivato questa domenica con un ostico Palermo che vi ha fatto venire “a frenesia” (per dirlo alla napoletana) – suo, infatti, il vantaggio iniziale, poi l’equilibrio e la rimonta. Cosa ha inciso maggiormente e quale è la possibile valutazione complessiva della prestazione?


«Non era affatto semplice rimontare su un campo difficile come Palermo, contro una squadra organizzata e davanti al loro pubblico. Siamo andate sotto ma non ci siamo mai disunite. La differenza? L’hanno fatta la determinazione, la mentalità e la voglia di non mollare fino all’ultimo secondo. Lo svantaggio non ci ha abbattute, anzi ci ha dato ancora più energia.

Abbiamo mantenuto lucidità, continuato a giocare il nostro calcio e alla fine siamo state premiate. È stata una prestazione di grande carattere che dimostra la maturità del gruppo. Vittorie come questa rafforzano la consapevolezza nei nostri mezzi».

Ora doppio pensiero, campionato e Coppa Italia. Sarà, infatti, la volta dei quarti di finale contro il Catania: quale sarà il “piano” da rispettare per provare a portare a casa entrambe?

«Il nostro approccio non cambia: scendiamo sempre in campo con la mentalità di dare tutto, indipendentemente dall’avversario o dalla competizione. Sappiamo che ci aspetta un periodo impegnativo, ma lo affrontiamo con entusiasmo. Il segreto è restare concentrate partita dopo partita, lavorare bene in settimana e curare ogni dettaglio.

La Coppa Italia è un obiettivo a cui teniamo molto, così come il campionato: vogliamo essere competitive su entrambi i fronti e continuare a dimostrare il nostro valore».

Statistica, risultati, momenti sì e momenti no fanno parte del viaggio. Prima di salutarci mi piace pensare di mettere da parte i numeri e chiederti quale è l’eredità che vorresti lasciare come interna alla rosa?

«Mi piacerebbe essere ricordata come una giocatrice che ha sempre messo il collettivo davanti a tutto. Voglio continuare questa scia positiva, dare il mio contributo dentro e fuori dal campo e trasmettere energia, professionalità e spirito di squadra. Se alla fine del percorso potrò dire di aver aiutato il gruppo a crescere e a raggiungere traguardi importanti, allora vorrà dire che avrò lasciato qualcosa di significativo».

Si ringrazia Ilaria Maddaluno e la società tutta per la gentile concessione.

Cecilia Fiore, Jesina: “Nuova Alba? Potevamo fare qualcosa di più. Domenica gara importante per la salvezza”

Photo Credit: Jesina Calcio Femminile

La Jesina ha disputato l’ultimo match del Girone C di Serie C tra le mura di casa, affrontando però una delle forze più importanti del campionato, vale a dire la compagine umbra della Nuova Alba. Le neopromosse sono riuscite a espugnare lo stadio delle Leonesse imponendosi con un 5 a 2 che è stato commentato, in esclusiva per la Redazione di Calcio Femminile Italiano, da parte della calciatrice della formazione marchigiana Cecilia Fiore.

La giocatrice ha innanzitutto affermato che già nel corso della preparazione il gruppo di Mister Giugliano era consapevole del valore dell’avversaria, un valore che è esploso anche sul rettangolo verde. Ciononostante, la squadra marchigiana sente di non aver fatto abbastanza per mettere le umbre in difficoltà e per infondersi fiducia per fare bene: «Sapevamo che ci aspettava una gara molto impegnativa, contro una delle migliori squadre. Sicuramente potevamo essere più aggressive per cercare di contrastarle.»

Il cinismo sottoporta è un aspetto da migliorare, ma nell’analisi lucida di Fiore della gara disputata contro le biancoverdi la ragazza afferma che nel secondo tempo si è vista una squadra diversa e che, purtroppo, è uscita soltanto per una frazione di gara. La squadra deve perciò riuscire a trovare continuità per tutti e novanta i minuti: «Come detto le abbiamo fatte giocare con troppa facilità, permettendogli di sviluppare il loro gioco. Proviamo molta amarezza perché potevamo sicuramente fare qualcosa in più, come successo nel secondo tempo.»

Il match disputato davanti ai tifosi della Jesina è stato, come sempre, «stimolante e vantaggioso, ma ormai tutte le partite per noi sono importanti sia in casa che fuori.»

Tutte le partite sono importanti, a prescindere dalla presenza dei tifosi, anche e soprattutto per le acque non proprio tranquille in cui sta navigando la formazione. La prossima partita sarà essenziale in chiave salvezza, le Leonesse giocheranno infatti ancora una volta tra le mura amiche e l’avversaria sarà il Montespaccato, che combatte per aggiudicarsi la permanenza in tutta tranquillità. Per questo, secondo Fiore «La gara di domenica sarà importante, fondamentale per la nostra salvezza. In questa settimana ci prepareremo al meglio per portare a casa la vittoria.»

Si ringraziano Cecilia Fiore, l’addetto stampa Loris Bartocci e la Jesina Calcio Femminile per la gentile concessione e la fiducia.

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