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Cecilia Fiore, Jesina: “Nuova Alba? Potevamo fare qualcosa di più. Domenica gara importante per la salvezza”

Photo Credit: Jesina Calcio Femminile

La Jesina ha disputato l’ultimo match del Girone C di Serie C tra le mura di casa, affrontando però una delle forze più importanti del campionato, vale a dire la compagine umbra della Nuova Alba. Le neopromosse sono riuscite a espugnare lo stadio delle Leonesse imponendosi con un 5 a 2 che è stato commentato, in esclusiva per la Redazione di Calcio Femminile Italiano, da parte della calciatrice della formazione marchigiana Cecilia Fiore.

La giocatrice ha innanzitutto affermato che già nel corso della preparazione il gruppo di Mister Giugliano era consapevole del valore dell’avversaria, un valore che è esploso anche sul rettangolo verde. Ciononostante, la squadra marchigiana sente di non aver fatto abbastanza per mettere le umbre in difficoltà e per infondersi fiducia per fare bene: «Sapevamo che ci aspettava una gara molto impegnativa, contro una delle migliori squadre. Sicuramente potevamo essere più aggressive per cercare di contrastarle.»

Il cinismo sottoporta è un aspetto da migliorare, ma nell’analisi lucida di Fiore della gara disputata contro le biancoverdi la ragazza afferma che nel secondo tempo si è vista una squadra diversa e che, purtroppo, è uscita soltanto per una frazione di gara. La squadra deve perciò riuscire a trovare continuità per tutti e novanta i minuti: «Come detto le abbiamo fatte giocare con troppa facilità, permettendogli di sviluppare il loro gioco. Proviamo molta amarezza perché potevamo sicuramente fare qualcosa in più, come successo nel secondo tempo.»

Il match disputato davanti ai tifosi della Jesina è stato, come sempre, «stimolante e vantaggioso, ma ormai tutte le partite per noi sono importanti sia in casa che fuori.»

Tutte le partite sono importanti, a prescindere dalla presenza dei tifosi, anche e soprattutto per le acque non proprio tranquille in cui sta navigando la formazione. La prossima partita sarà essenziale in chiave salvezza, le Leonesse giocheranno infatti ancora una volta tra le mura amiche e l’avversaria sarà il Montespaccato, che combatte per aggiudicarsi la permanenza in tutta tranquillità. Per questo, secondo Fiore «La gara di domenica sarà importante, fondamentale per la nostra salvezza. In questa settimana ci prepareremo al meglio per portare a casa la vittoria.»

Si ringraziano Cecilia Fiore, l’addetto stampa Loris Bartocci e la Jesina Calcio Femminile per la gentile concessione e la fiducia.

Sara Cetinja saluta la Lazio e l’Italia: nuova esperienza per la serba

Credit Photo: Alessandro Barbieri - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Sara Cetinja lascia l’Italia e riparte della Svizzera. La numero uno serba dopo il prestito alla Fiorentina ha fatto ritorno alla Lazio nei giorni scorsi che l’ha girata in prestito nuovamente ma stavolta all’estero. Sarà Zurigo la nuova tappa della carriera della calciatrice serba che giocherà in Svizzera sino a giunto. Di pari passo l’annuncio è arrivato anche dallo Zurigo che ha reso noto che la serba 25enne si è trasferita in prestito fino alla fine della stagione in corso.

Sara Cetinja ha iniziato la sua carriera in Serbia con lo Spartak Subotica per passare poi allo Stella Rosa prima di trasferirsi in Francia per unirsi all’AS Nancy Lorraine nell’ottobre 2020. Dall’estate del 2021 Sara Cetinja approda in Italia, dove ha giocato prima per il Pomigliano e poi per l’Inter. Poi l’approdo alla Lazio che l’aveva girata in prestito alla Fiorentina. Sara Cetinja ha disputato in totale 92 partite nella Serie A femminile e ha anche collezionato nove presenze internazionali con la nazionale femminile serba.

Sara Cetinja difenderà ora i pali dell’attuale quarta forza in Svizzera, con 22 punti guadagnati in 12 gare e a -3 dal secondo posto. Lo Zurigo  è anche nelle semifinali di Coppa di Svizzera dove affronterà il Servette, capolista in campionato.

 

Como Women: si dividono le strade con Stefano Sottili

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

F.C. Como Women comunica di aver sollevato Stefano Sottili dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. Si ringrazia l’allenatore per il lavoro svolto e per la professionalità dimostrata, augurandogli il meglio per il prosieguo della sua carriera. Le sessioni di allenamento, in preparazione della partita contro la Juventus in programma sabato, saranno guidate dal vice allenatore Davide Borin, insieme alla match analyst Laura Brambilla. Il Club comunicherà la propria decisione in merito al nuovo allenatore della Prima Squadra nei prossimi giorni.


F.C. Como Women comunica la conclusione anticipata del prestito della calciatrice slovena Zara Kramžar. Nel periodo trascorso con la maglia del Como Women, Kramžar ha contribuito ai risultati della squadra, lasciando il segno anche dal punto di vista realizzativo e degli assist nel corso di una stagione e mezza, segnando 9 reti complessive, di cui 6 nella passata stagione e 3 nell’attuale. Il Club desidera ringraziare Zara per l’impegno e la professionalità dimostrati, augurandole il meglio per il futuro personale e sportivo.

Erika Maran, Presidente Vicenza: “Il mio ruolo? Bisogna guidare, proteggere, avere fiducia nel cambiamento con i fatti. Settore giovanile responsabilità sociale”

Ogni realtà che aspiri a durare nel tempo nasce da una fiducia ostinata, di quelle che resistono all’incertezza, alle difficoltà, e si alimentano di dedizione quotidiana. È una fiducia che non si limita a credere nel risultato, ma che abita il percorso, le persone, le scelte spesso silenziose che danno forma a una visione. Nel calcio, questa dimensione si carica di un significato ulteriore: diventa appartenenza, responsabilità morale, amore profondo per un’idea che va oltre il rettangolo verde e il risultato del momento.

Al centro di questa traiettoria si colloca il Presidente della società, figura chiamata a coniugare lucidità e sentimento, strategia e passione. Non solo “amministratore”, quindi, ma anche sorta di narratore di un destino collettivo, garante di un progetto che prende vita attraverso il coraggio di credere, di investire e di custodire un’identità che chiede di lasciare un segno per autenticità, senza scorciatoie.

Ospite odierna della nostra redazione è Erika MaranPresidente del Vicenza Women’s Football Club – che ha illustrato per intero quanto messo in piedi. Una storia che non racconta di un punto di arrivo, ma di un continuo guardare avanti con ambizione, misura e rispetto per la storia rappresentata.

Un Vicenza rinnovato, neopromosso e costruito per lasciare il segno all’interno di un contesto che, per certi versi, ha ancora bisogno di passi in avanti. Cosa significa essere presidente di una società tutta al femminile e quanta responsabilità c’è – in qualità di – di una lotta al mutamento per quelli che sono ancora gli onnipresenti “cliché” del caso?

«Siamo orgogliosi di essere in Serie B, ma sarebbe poco onesto raccontarla come una conquista semplice o come un obiettivo pianificato con leggerezza. È stata una notizia che ci ha stravolti, organizzativamente ed economicamente.

Essere presidente di una società interamente femminile oggi significa vivere dentro un paradosso continuo: da una parte, l’urgenza di far funzionare una prima squadra – perché è inevitabilmente quella che tiene in piedi il sistema, quella che dà visibilità, quella su cui tutti misurano il valore di un club -, dall’altra la consapevolezza che senza un settore giovanile strutturato, senza Academy, senza progetti sociali e senza formazione delle persone, non esiste futuro. Il Vicenza Women’s Football Club vive esattamente dentro questo equilibrio fragile.

Si tratta di assumersi una responsabilità che va ben oltre il campo. Vuol dire confrontarsi ogni giorno con cliché ancora presenti, non solo nello sport, ma nella cultura che circonda il movimento “in rosa”. La vera sfida, poi, non è dimostrare che quest’ultimo “può funzionare”, ma pretendere che venga messo nelle condizioni di funzionare davvero: questo richiede presenza costante, scelte spesso impopolari e la capacità di reggere il peso di un cambiamento che non è immediato.

Allora bisogna non solo guidare, ma anche proteggere e, soprattutto, non smettere mai di credere che il cambiamento passi dai fatti, non dalle dichiarazioni».

In un calcio che vive di risultati immediati, quando i numeri non aiutano, la fiducia nel progetto costruito non sparisce, sopratutto se accompagnata da basi solide. La realtà biancorossa – al di là di quella che può essere la statistica – è esempio di orgoglio professato per quanto costruito, che mette ulteriori radici sulla consapevolezza di un valore e potenziale che prescinde da tutto. Da “figura d’amore” verso il movimento vicentino stesso, quale è l’eredità letteralmente sportiva che vorrebbe fosse riconosciuta?

«È facile confondere la classifica con il valore reale di un progetto. Quando i numeri non aiutano, ciò che resta sono le basi su cui quel progetto è costruito.

Al Vicenza Women’s Football Club l’orgoglio nasce, infatti, da ciò che si sta creando: strutture, persone, competenze, relazioni con il territorio. L’eredità che vorrei fosse riconosciuta è, quindi, quella di una società che ha scelto di costruire nel tempo, mettendo radici profonde, invece di inseguire scorciatoie, un’eredità fatta di metodo, di coerenza e di rispetto per chi vive il club ogni giorno».

La rosa attuale – che sta dando tutto in una categoria ostica come la serie B – è capitanata da Aurora Missiaggia, figura che non solo risulta un vero e proprio pilastro per il gruppo che sta percorrendo la stagione in corso, ma è stata testimone diretta di una crescita esponenziale nel territorio. In che modo la sua presenza aiuta le piccole grandi donne a sognare in grande e quanto c’è di suo in quel fil rouge che collega il Vicenza di ieri a quello di oggi?

«Aurora è una figura di riferimento perché incarna perfettamente la realtà attuale del calcio femminile e rappresenta un tipo di leadership molto precisa, che vive soprattutto fuori dal campo.

Oggi, per una donna che gioca a calcio – soprattutto in categorie come Serie B, Serie C o Eccellenza – è fondamentale pensare a un piano B di vita; la sostenibilità sportiva non è ancora garantita e il futuro, una volta terminata la carriera o in caso di stop forzati, rimane spesso incerto. Aurora è testimonianza di questa consapevolezza: l’atleta che vive il calcio con passione ed al contempo lucidità, ed è proprio questo il messaggio che arriva alle più giovani: sognare sì, ma costruendo anche un percorso personale solido.

Il filo rosso tra il Vicenza di ieri e quello di oggi, quindi, è fatto di identità, responsabilità e realismo».

Una programmazione che punti realmente sulla costruzione dal basso, attraverso un settore giovanile strutturato (spesso fonte primaria di sviluppo per le categorie) risulta fondamentale all’interno del progetto societario biancorosso. Ce ne vuole parlare?

«Il settore giovanile è il cuore pulsante del nostro progetto. Non è un investimento secondario, ma una responsabilità sociale.

A questo proposito, l’Academy del Vicenza WFC non serve solo a formare calciatrici, ma persone. Qui si lavora su valori, metodo, educazione e consapevolezza, creando un ambiente che accompagni le ragazze nella crescita sportiva e umana. Spesso, però, più si lavora seriamente sul giovanile, più dall’esterno si pensa che tutto ruoti attorno alla prima squadra. In realtà è vero il contrario: una prima squadra può esistere e reggere solo se sostenuta da una base solida e strutturata.

Recentemente ho avuto anche l’opportunità di portare il nostro modello all’interno dell’Università di Vicenza, in un corso di Sport Management. Da lì sono stati tanti i curriculum arrivati di giovani studenti e studentesse che vogliono fare esperienza, crescere, imparare.

Con profondo rispetto per chi ha fatto calcio prima di me e per chi porta esperienza, credo però che oggi il calcio – non solo femminile – stia cambiando radicalmente e che le persone su cui investire siano spesso proprio quei giovani che portano competenze nuove, visione, metodo, e che possono dare continuità alle idee di chi, come me, viene definita una presidente “visionaria”. Non perché sogna, ma perché costruisce prima che il sistema sia pronto».

Una delle problematiche principali legate alla fetta Women, purtroppo attive ancora oggi, è legata alla creazione e chiusura repentina di realtà che non riescono a promettere continuità. Oltre ad una necessità di fondi, pensa si debba rivalutare anche una fiducia che dovrebbe essere a lungo raggio e che, invece, continua a mancare?

«Episodi come quello del Cittadella Women – senza entrare nel merito delle singole responsabilità – pongono una domanda chiara: è accettabile che un’intera stagione venga interrotta, lasciando atlete, dirigenti e famiglie senza tutele reali? La Federazione fa tanto, lo so, ma oggi serve un passo ulteriore: ascolto vero, strumenti concreti, questionari, confronti strutturati, analisi reali dei bisogni delle società.

La coerenza è fondamentale, per questo ho scelto di lavorare nel mio microcosmo, di costruire un modello sostenibile, replicabile, lento ma solido, di dimostrare con i fatti che un altro modo di fare calcio femminile è possibile, seppur più difficile. Richiede tempo, errori, autocritica, ma è l’unico modo che conosco, e se un domani questo modello potrà essere utile ad altre società, ad altri sport, ad altre realtà femminili, allora vorrà dire che tutto questo avrà avuto davvero senso».

Il suo auspicio per il futuro del Vicenza e dell’intero comparto femminile.

«Spero che il Vicenza Women’s Football Club continui a crescere come modello sostenibile e replicabile. Un club che non punta al profitto, ma alla solidità, alla formazione e alla responsabilità sociale. Negli ultimi mesi ho capito una cosa fondamentale: serve presenza.

Per il movimento femminile, spero in un futuro fatto di meno parole e più fatti. Nel frattempo, noi continueremo a lavorare nel nostro microcosmo, con coerenza, errori, correzioni e visione, perché il cambiamento vero richiede tempo, ma lascia segni profondi».

Si ringrazia la presidente Erika Maran e la società tutta per la gentile concessione.

Ewelina Kamczyk al Milan, nuova arma per l’arsenale offensivo di Suzanne Bakker

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Ufficiale il primo colpo in entrata del mercato del Milan. Sono confermate le voci dei giorni scorsi dato che Ewelina Kamczyk entra a far parte del mondo rossonero.
Sarà una nuova pedina per Suzanne Bakker, lei che nasce centrocampista ma che è anche molto abile dal punto di vista offensivo dato che, nella sua esperienza in Polonia, paese nella quale è nata, il 22 febbraio 1996, e dove è cresciuta anche calcisticamente parlando, è stata la miglior marcatrice nella stagione 2016/2017 quando indossava la maglia del Gornik Leczna. Con questa squadra ha anche conquistato tre campionati polacchi e due coppe di Polonia, prima di approdare in Francia al Fleury.

Questo il comunicato del Milan pubblicato sul proprio sito: “AC Milan comunica di aver acquisito a titolo definitivo le prestazioni sportive della calciatrice Ewelina Kamczyk dal FC Fleury 91 Feminines. L’attaccante polacca ha firmato un contratto con il Club rossonero fino al 30 giugno 2028.

Nata a Wodzisław Śląski (Polonia) il 22 febbraio 1996, Ewelina muove i primi passi nel Ludowy Klub Sportowy Krzyżanowice, prima di affermarsi con il Czarni Gorzyce. Nel 2013 debutta in Ekstraliga Kobiet con l’Unia Racibórz e nell’estate 2014 si trasferisce al Medyk Konin, dove conquista il primo titolo di Campione di Polonia e la Coppa nazionale. Dal 2015 si lega al Górnik Łęczna, diventando rapidamente una delle protagoniste del campionato: miglior marcatrice nel 2016/17, contribuisce alla vittoria di tre titoli polacchi consecutivi e di due Coppe di Polonia. Nel 2021 intraprende la prima esperienza all’estero, firmando con il Fleury e approdando nel campionato francese.

Ewelina è anche un punto fisso della nazionale polacca, con la quale ha conquistato un campionato europeo Under 17.

Ewelina Kamczyk indosserà la maglia numero 80.”

L’acquisto di Kamczyk porta qualità, esperienza e gol al Diavolo che avrà a disposizione una pedina in più per continuare la propria rincorsa alla Champions League in una stagione in cui il Milan sta dimostrando, a fasi alterne, di poter essere protagonista nella parte alta di classifica. Il futuro numero 80 rossonero potrà alternarsi tra mediana e tridente offensivo, un po’ come sta facendo adesso Kayleigh Van Dooren, lasciando ampia scelta a Suzanne Bakker.
Il Milan batte dunque il primo colpo, ma gli acquisti potrebbero non terminare qui.

Mister Gian Luca Berruti, Responsabile del Settore Femminile Grifone Gialloverde: “Col mercato di dicembre maggiore esperienza. Vogliamo crescere e lottare per il vertice”

Photo Credit: Grifone Gialloverde Calcio Femminile

La Serie C e Roma hanno un rapporto davvero molto stretto: sono ben tre le formazioni di base nella capitale a militare nel Girone C, e tra loro compare il Grifone Gialloverde. A inizio stagione le gialloverdi hanno ingranato pian piano, e adesso hanno trovato la chiave giusta per carburare e portare avanti una stagione di livello; questo successo conquistato con il duro lavoro non è arrivato da un giorno all’altro, affonda infatti le radici in un progetto che la Società porta avanti da tempo, come ha dichiarato, tra le altre cose, il Vicepresidente del Club e Responsabile del Settore Femminile Gian Luca Berruti in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

La progettualità del Grifone Gialloverde, il cui fulcro è dare fiducia al proprio vivaio aggiungendo alla rosa giocatrici di esperienza per creare il giusto mix, ha portato avanti una campagna acquisti importanti nel corso della finestra invernale di mercato, durante la quale sono state accolte ben cinque calciatrici di altissima caratura: «Abbiamo deciso di apportare un pizzico di esperienza in più alla squadra andando a prendere delle calciatrici dalla Serie B. L’idea del Club è quella di programmare, da un punto di vista strategico, una squadra per andare a competere ai vertici di questo campionato già in questa stagione e sicuramente nella prossima. Quest’opera è cominciata dallo scorso anno, è graduale. C’è stata la possibilità di acquistare la portiera Viola Maurilli, la difensora Giulia Liberati, la centrocampista Arianna Boldrini e per l’attacco la bomber Eleonora Serao del Trastevere e una leggenda del calcio femminile come Vanessa Nagni, che non ha bisogno di presentazioni», i cinque nomi approdati al Grifone Gialloverde rimarcano l’attenzione che la Società ripone nei confronti del settore femminile, che adesso ha a disposizione delle nuove arrivate che daranno profondità e spessore al gioco e alla rosa.

Viola Maurilli è una giocatrice di grande esperienza tra i pali che «proviene dalla RES Donna Roma, classe 2001, forte, esplosiva, è un profilo che abbiamo studiato attentamente negli anni. La conosciamo da quando era bambina e giocava ancora nel campionato Primavera. Ci è sempre piaciuta per le sue notevoli qualità in campo e per quelle che ha fuori dal campo; è un profilo eccellente, alla sua seconda partita in casa della Casolese ha salvato il risultato parando un rigore. Siamo convinti che farà molto bene con noi», l’esordio della nuova portiera sarà solo il primo di una lunga serie di match a difendere i colori della squadra romana, che crede fortemente in lei e vuole comunque ringraziare la calciatrice che l’ha preceduta: «Ci teniamo a salutare la giocatrice che avevamo tra i pali fino a dicembre, Valeria Dilettuso, che si è comportata benissimo per tutto il periodo che ha trascorso con noi al Grifone Gialloverde e che ha preferito continuare alla Roma Calcio Femminile»

«Un altro profilo esperto e interessante è quello di Giulia Liberati, una ragazza di 25 anni e con grandi esperienze, avendo già vinto il campionato di Serie C, proviene anche lei dalla RES Donna; è un profilo importante, ha una grande lettura delle situazioni, è forte dal punto di vista tecnico e nella forza fisica, e sicuramente ci servirà per migliorare la nostra difesa. La conosciamo da quando era piccola, l’abbiamo sempre seguita e non ha mai lasciato la RES prima di arrivare da noi. Non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione, sarà una garanzia per il presente e per il futuro», Giulia Liberati dalla RES Donna Roma è un’altra calciatrice di spessore che sicuramente va a dare una scossa alla difesa gialloverde.

A centrocampo spunta il nome di Arianna Boldrini, giocatrice che aveva già conosciuto il Grifone Gialloverde in carriera e che ne aveva vestito con orgoglio in colori in due categorie distinte, divenendo ora un graditissimo ritorno«Arianna Boldrini è una ragazza che ha fatto il suo esordio in Prima Squadra quando allenavo il Grifone Gialloverde prima in B e poi nella C unificata. Stiamo parlando di una ragazza di grandissimo talento: ha vinto con la Roma Primavera, ha giocato in Società importanti di cui l’ultima è la RES Donna. Calciatrice dotata di grandi qualità, grande tecnica individuale, è estrosa, ci potrà dare molto dal punto di vista della creazione del gioco e della finalizzazione. Ha già segnato e si è già resa protagonista, siamo molto felici di riaccoglierla. L’ho fatta esordire, fece due campionati eccezionali da titolare e poi un campionato straordinario con la Roma Primavera, con cui ha vinto lo scudetto. Riaverla oggi più matura ed esperta è un importante valore aggiunto per noi, speriamo ci possa trascinare a costruire questo progetto in chiave futura.»

In attacco il colpaccio proviene dal Trastevere, perché l’ex capitana amaranto Eleonora Serao è ora nell’organico gialloverde«Eleonora Serao, detta “Elly”, non ha bisogno di presentazioni, perché è una calciatrice che lo scorso anno è stata capocannoniera del campionato nel girone meridionale. Militava nel Trastevere, ogni anno ha sempre realizzato caterve di reti; è una ragazza splendida, che si fa notare per la sua professionalità, per la sua caparbietà e per queste importanti qualità balistiche che ha, è un profilo che si è trovato in uscita dal Trastevere e che non ci siamo lasciati sfuggire, riteniamo che sia colei che possa farci fare il salto di qualità. Si tratta di un’attaccante importante, forte nell’area, brava a finalizzare e a costruire la manovra; siamo convinti che potrà dare un contributo decisivo in questo girone di ritorno e che possa essere il punto di riferimento per il nostro attacco del futuro», torna nella categoria in cui l’anno scorso ha spiccato su tutte per il numero di reti segnate e in cui ha aiutato la squadra a centrare la prima, storica promozione in Serie B; ci si aspettano grandi cose.

L’ultimo nome rievoca una lunghissima carriera nel calcio femminile: Vanessa Nagni. L’esperienza alla RES Donna Roma sembrava essere la sua definitiva chiusura del percorso calcistico, ma la chiamata del Grifone Gialloverde l’ha convinta a indossare ancora gli scarpini in una categoria importante in cui si punta sempre in alto: «Sono veramente contento di aver convinto personalmente Vanessa Nagni, è una ragazza che ha fatto la storia del calcio femminile in Serie A con la RES per tantissimi campionati e che negli ultimi anni aveva iniziato ad allenare continuando a giocare in Eccellenza per divertirsi; l’anno scorso aveva fatto un’ottima stagione in B, ma era un peccato vederla in un livello in cui il suo talento era “sprecato”, perché è un soggetto che crea calcio. Ha una tecnica individuale spaventosa, una freddezza sottoporta che al momento rimane un punto di riferimento per le giovani, per le compagne di squadra; è una ragazza che è sempre esemplare nel modo in cui si allena, si pone e per la disponibilità con cui si è posta con il Club per rimanere un punto di riferimento in campo e fuori. Lei e Ferrazza sono le due anime della squadra, ha ancora tanto da dare e da dire nel calcio, sono quelle qualità che, volendo fare un paragone azzardato, ha Totti nel maschile: è un piacere vederla giocare, spero che giochi a lungo e che continui a darci il suo contributo. Ha firmato una bellissima doppietta nel derby contro il Montespaccato, non vediamo l’ora di vederla di nuovo in campo e insieme a Serao. Anni fa era stata con noi per una stagione, quando la RES vendette il titolo alla Roma di Serie A, per darci una mano; siamo rimasti in contatto, siamo riusciti a convincerla e ne siamo veramente contenti», insieme ad Alice Ferrazza l’esperienza, la concretezza e la profonda conoscenza e passione nei confronti di questo sport di Vanessa Nagni possono essere d’esempio per tutte le altre compagne, che senza dubbio attingeranno dalle loro conoscenze.

Il Grifone Gialloverde è un Club che vede il settore giovanile come un primo banco di prova importantissimo per il calcio femminile e vi investe tempo, passione e attenzione affinché da lì arrivino le giocatrici della Prima Squadra. La Società vede nella formazione che milita in Serie C soltanto la punta di un iceberg che arriva in profondità per coinvolgere direttamente anche le più piccole«Il Grifone Gialloverde tiene moltissimo a questa progettualità: è uno dei pochi Club a Roma che ha tutta la filiera del calcio femminile, perché ha anche la scuola calcio di base con il polo calcistico femminile e investe molte risorse su queste bambine e sulle ragazze, perché crede molto all’idea di potersi, come fatto in passato, costruire l’ossatura della squadra in casa valorizzando le giovani. Ci stiamo riuscendo, sono diversi anni che lavoriamo molto bene. Voglio fare un plauso a Mister Mengoni e Zandonati dell’Under 19 e a Mister Voli dell’Under 15, persone che stanno lavorando benissimo. Abbiamo dato linfa alla nostra Prima Squadra con degli ottimi profili che si sono già inseriti bene quest’anno e che continuano a essere la nostra base, ma abbiamo anche l’U19 che lotta per il secondo posto e sta facendo un ottimo campionato, stesso discorso per l’U15, ed è una bella soddisfazione andare a vedere le bambine, il fiore all’occhiello della Società, che ci danno una grandissima gioia.»

L’obiettivo del Club è quello di costruire una squadra capace di accarezzare la Serie B e poi toccarla con mano nel giro di pochi anni. Il progetto è cominciato da qualche tempo e si sta gradualmente mettendo in condizione di evolversi unendo le giovani del vivaio a giocatrici più mature, il rispecchiamento perfetto di quella che è la Prima Squadra in questo momento, un gruppo eterogeneo, ma mai disunito, di ragazze che lottano per aggiudicarsi i tre punti e fanno tutto il possibile per gettare le basi per il futuro più prossimo, coltivando il sogno di arrivare in serie cadetta: «Il progetto della Società è chiaro: abbiamo trascorso i primi anni subito durante e dopo il Covid a lavorare sulla nostra infrastruttura di Villa Spala, che oggi è centro di eccellenza a Roma e sul settore giovanile, l’abbiamo preservato tutelando le famiglie dei nostri iscritti con dei campionati volti a mantenere la categoria. A partire dallo scorso anno abbiamo ripotenziato il progetto della Prima Squadra cercando di affiancare alle giovani del nostro vivaio delle calciatrici più esperte che ci possano dare quella competitività per lottare per la Serie B, che è il nostro obiettivo. Questo è un anno di transizione, di soddisfazione, allo Staff abbiamo chiesto di ottenere un piazzamento prestigioso e quanti più punti possibili, di dare lustro al Club e di mettere le basi per fare il prossimo anno la lotta per il vertice.»

Si ringraziano il Vicepresidente e Responsabile del Settore Femminile Gian Luca Berruti e il Grifone Gialloverde per la grandissima disponibilità e l’intervista.

Sofia Carlucci, Pink Sport Time: “Il mio proposito? Alzare sempre più l’asticella”

Photo Credit: Stefania Bisogno - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il campionato ha riservato un altro verdetto a favore Pink: la squadra, nella consueta disputa domenicale, non le ha mandate a dire alla Virtus – avversaria di giornata -, proponendo un inequivocabile tris che non ha trovato alcuna risposta opposta. Quanto dimostrato significa ora ritorno alla vittoria dopo i due pareggi consecutivi delle scorse due settimane, con conseguente settimo gradino a quota 15.

Da non sottovalutare, intanto, anche i prossimi duelli: ad affrontare con noi il discorso Sofia Carlucci, tra le attuali capocannoniere della realtà barese.

Benvenuta Sofia! Un percorso che sembra fornire non solo soddisfazioni collettive ma anche individuali, dove la maturità e la crescita sono base fondamentale per il prosieguo. Cosa ti stanno insegnando questi momenti in maglia Pink e cosa vorresti offrire ancora in questa categoria tutta nuova per te?

«In questo anno sto accumulando molta esperienza e crescendo sotto tutti i punti di vista: mentali, fisici, tecnici e tattici. Il mio proposito è di alzare sempre di più l’asticella per poter puntare in alto, sia per me che per la squadra».

3-0: questo l’esito della disputa contro la Virtus. Una sicura azione per tre punti altrettanto sicuri: cosa ha fatto la differenza domenica e cosa dovrà farla negli appuntamenti a venire per continuare ad essere protagoniste della corsa ai primi posti?

«A fare la differenza è stata sicuramente la compattezza e la determinazione nel voler portare a casa i tre punti. Con l’impegno, la continuità e l’unione sappiamo di poter raggiungere grandi obbiettivi».

A proposito della giornata appena messa da parte, non si può non far caso alla tua doppietta personale che ha contribuito (con Labianca) alla vittoria. Te lo aspettavi? Cosa ti ha lasciato – emotivamente e non – questo tuo contributo?

«In settimana mi alleno con l’obiettivo di giocare e fare gol. Indubbiamente sono felice per la doppietta, ma soprattutto perché la mia squadra ha vinto anche grazie a questa».

È testa al Lecce. Altra sfida tra le mura amiche, altra chance per proseguire sulla scia della continuità: come dovrà farsi trovare questa pink perché non si ripeta la caduta contro la stessa subita all’andata?

«Questa volta dovremo mostrarci più grintose e decise sotto la porta, cercando di sfruttare tutte le occasioni che ci capiteranno. L’aggressività sara la nostra arma vincente!».

Statistica, risultati, momenti sì e momenti no fanno parte del viaggio. Prima di salutarci mi piace pensare di mettere da parte i numeri e chiederti quale è l’eredità che vorresti lasciare come interna alla rosa?

«Ciò che vorrei mettere in evidenza sono la determinazione e la tenacia; l’impegno e la costanza negli allenamenti, poi, potranno chiudere il cerchio».

Si ringrazia Sofia Carlucci e la società tutta per la gentile concessione.

Passione, tifo e divertimento: la domenica tipo di un appassionato di sport

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Dalla mattina alla sera, la domenica sportiva si costruisce tra rituali, aggiornamenti continui e intrattenimento digitale che accompagna ogni momento della giornata.

La domenica è da sempre il giorno simbolo dello sport in Italia. È il momento in cui il calendario delle competizioni si concentra, le famiglie si organizzano intorno agli orari delle partite e l’informazione sportiva diventa protagonista della giornata. Accanto alla fruizione digitale, resta forte anche il legame con la televisione, e programmi storici come “La Domenica Sportiva”  e che continuano a rappresentare un punto di riferimento per i tifosi. Per un appassionato, la domenica non è mai una giornata casuale perché scandita da appuntamenti precisi, da controlli rapidi sullo smartphone, da aggiornamenti continui e da una sequenza di rituali che si ripetono settimana dopo settimana.

La mattina
La mattina della domenica sportiva inizia quasi sempre con un primo sguardo alle notizie. Si controllano i risultati della sera precedente, si leggono i commenti alle partite già disputate e si verifica la situazione del Fantacalcio, che per molti rappresenta una sorta di campionato parallelo. Le formazioni ufficiali, gli infortuni dell’ultimo momento e le possibili sorprese diventano elementi centrali dell’attenzione. È anche il momento in cui si consulta il calendario delle partite della giornata, per capire quali appuntamenti seguire e a che ora. In questo contesto trova spazio anche l’aspetto legato alle scommesse sportive, considerate da molti appassionati un modo diverso di vivere l’evento, più analitico e basato sulle statistiche. Il calcio resta lo sport più scelto, grazie alla quantità di partite disponibili e alla familiarità con squadre e giocatori, ma non mancano attenzione anche per altri campionati e competizioni.

La pausa pranzo
La pausa pranzo della domenica rappresenta un momento particolare, perché unisce la tradizione della tavola italiana con l’inizio vero e proprio del pomeriggio sportivo. La partita di Serie A delle 12:30 diventa spesso una presenza fissa sullo sfondo, seguita tra una portata e l’altra o commentata in famiglia. Intanto si avvicinano le gare delle 15, che costituiscono il cuore del programma calcistico domenicale. È il momento degli aggiornamenti rapidi, risultati parziali, statistiche, notizie dai campi e brevi interviste iniziano a riempire i flussi informativi. Non c’è solo il calcio, però. Gli appassionati di motori tengono d’occhio l’orario di partenza del Gran Premio, che spesso coincide con il primo pomeriggio. La pausa pranzo diventa così una fase di transizione, in cui il rito conviviale incontra l’attesa sportiva.

Il pomeriggio
Il pomeriggio è il cuore pulsante della domenica sportiva. Le partite iniziano in contemporanea, i campi si animano e il flusso di informazioni diventa continuo. Si controlla l’andamento delle gare, si seguono i risultati in tempo reale e si verifica la situazione del Fantacalcio, che cambia minuto dopo minuto in base a gol, assist e ammonizioni. Anche le scommesse effettuate al mattino entrano in una fase di verifica, con l’attenzione rivolta all’andamento degli eventi. Accanto allo sport, però, il pomeriggio rappresenta anche uno spazio di intrattenimento più ampio. Molti dedicano qualche momento ad altre attività digitali che non sono direttamente legate alle competizioni come giochi di carte online, casinò, slot e lotterie numeriche come Lotto, 10eLotto o Gratta e Vinci che fanno parte di
un’offerta molto varia. In tal senso, per alcune persone rientra anche l’abitudine, ad esempio, di controllare i numeri del Lotto di oggi, inserita come gesto informativo tra le tante consultazioni della giornata, esattamente come avviene per i risultati sportivi o per le notizie di cronaca. Il pomeriggio diventa così uno spazio in cui sport e altre forme di intrattenimento convivono, senza che una dimensione prevalga necessariamente sull’altra.

La sera
Con l’arrivo della sera, l’attenzione torna a concentrarsi sul grande appuntamento finale, ovvero il posticipo serale, spesso un big match capace di catalizzare l’interesse generale. È il momento in cui la giornata sportiva trova la sua conclusione naturale. Sul divano, con qualche snack e una bevanda fredda, si segue la partita con uno sguardo sempre più attento ai numeri e alle statistiche. I dati in tempo reale come il possesso palla, i tiri in porta, i passaggi riusciti o i chilometri percorsi dai giocatori, accompagnano la visione tradizionale della gara, offrendo una lettura più analitica dell’evento. Parallelamente, lo spazio digitale si anima di commenti, discussioni e aggiornamenti. I social network diventano una sorta di tribuna virtuale, dove si confrontano opinioni, si commentano le decisioni arbitrali e si condividono impressioni a caldo. A partita finita, arrivano le classifiche aggiornate, i voti del fantacalcio e i primi bilanci della giornata.
La domenica tipo di un appassionato di sport appare così come una sequenza ben organizzata di momenti diversi, ciascuno con una propria funzione. La mattina è dedicata alla preparazione e alla pianificazione, la pausa pranzo rappresenta l’ingresso nel vivo delle competizioni, il pomeriggio è il momento della massima intensità informativa e di intrattenimento, mentre la sera chiude il cerchio con l’evento più atteso. In mezzo a tutto questo, il web svolge un ruolo centrale, è lo strumento che permette di passare da uno sport all’altro, da una competizione a un aggiornamento, da un’attività all’altra con estrema rapidità.

‘Racconta le emozioni dell’album Calciatrici’: l’iniziativa sui canali social della Serie A Women, lunedì 9 la presentazione a Roma

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano


Concluso il primo mese dell’anno solare, la Serie A Women Athora è pronta ancora una volta a eleggere il ‘Golazo’ e la ‘Paratona’ di gennaio. Sui canali social della Serie A Women sono aperte le votazioni. In nomination per il gol più bello ci sono Birta Georgsdottir (Fiorentina-Genoa), Alice Corelli (Roma-Sassuolo), Zara Kramzar, con il suo destro da centrocampo in Como Women-Inter, partita in cui Elisa Polli in mezza rovesciata ha segnato la rete della vittoria. Tra le parate candidate, invece, quelle di Camilla Forcinella (Fiorentina-Genoa), Cecilia Runarsdottir (Inter-Juventus), Katja Schroffenegger (Ternana Women-Lazio) il rigore respinto da Francesca Durante in Lazio-Fiorentina e l’intervento con il piede di Astrid Gilardi in Napoli Women-Como Women, partita in cui Beatrice Beretta si è resa protagonista di un’uscita nella trequarti avversaria.

Simona Davico, Arezzo: “Gruppo fondamentale. Il mio messaggio? Crederci sempre”

Photo Credit: ACF Arezzo

La squadra prima di tutto ed il solito atteggiamento di chi non si tira mai indietro, nonostante tutto: è la rappresentazione dell’Arezzo, evidentemente unito ancor di più dopo i primi match di ritorno.

Sul palco della serie B c’è ancora tanto da dimostrare, e la rosa aretina lo sa bene; la “campagna coraggio”, intanto, prosegue, anche dopo arresti come quello subito questo fine settimana di fronte al Bologna. Quanta voglia di riscatto c’è? Lo abbiamo chiesto a Simona Davico – contributo ACF – che ha illustrato l’andamento individuale e di gruppo fino ad oggi.

Benvenuta Simona! Il mercato estivo dell’ACF ti ha proposto come nuovo volto in difesa. Cosa sta raccontando di te questo percorso in maglia amaranto, ormai arrivato alla fase di ritorno?

«Questo percorso in maglia amaranto sta raccontando di una ragazza determinata che nonostante le difficoltà e gli infortuni sta continuando a migliorarsi come calciatrice e come persona».

Il campo è spesso colui che parla. La squadra al momento sembra ormai aver invertito la precedente rotta che sembrava non dar valore al reale potenziale collettivo. Quale è stata la caratteristica che ha fatto da trampolino verso un nuovo capitolo (se così si può definire) e cosa può ancora dare questo Arezzo?

«Sicuramente il gruppo è stato fondamentale. Era difficile rimanere unite ma, nonostante tutto, abbiamo continuato a lavorare tutte insieme verso degli obiettivi comuni».

Al di là dell’approccio, domenica c’è stata la caduta tra le mura del Bologna, avversaria che già da due anni punta dichiaratamente al vertice. Il tuo giudizio sulla prestazione? Sono emersi dei limiti specifici, a parer tuo?

«Abbiamo incontrato una squadra ben strutturata e ben organizzata che, soprattutto in alcuni momenti della partita, ci ha messe in difficoltà. Siamo comunque soddisfatte della prestazione, ma si può sempre migliorare».

Un’altra pagina bianca da riempire: l’unico dato tra le mani è quello ad evidenziare la scorsa sconfitta davanti alla prossima opposta, il Cesena. Ad attendervi la giocata locale contro quest’ultima: cosa non dovrà mancare stavolta?

«Certamente non dovranno mancare atteggiamento e consapevolezza delle nostre capacità».

Il campionato continua con prestazioni che attendono ulteriore sviluppo: ti va di lasciare un messaggio alla rosa?

«Crederci sempre e continuare a lavorare sodo come stiamo facendo, solo così potremo toglierci soddisfazioni sempre più grandi».

Si ringrazia Simona Davico e la società tutta per la gentile concessione.

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