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Argentina: cinque calciatrici parlano di molestie ricevute da un allenatore

Nei giorni scorsi cinque calciatrici argentine, che nel 2021 facevano parte della nazionale, hanno parlato per la prima volta pubblicamente delle presunte molestie sessuali ricevute dall’allenatore Diego Guacci, che ha allenato diverse selezioni giovanili della nazionale argentina. I casi erano stati già segnalati negli anni scorsi alla FIFA, che non ha inflitto nessuna sanzione per mancanza di prove. Questo ha portato le atlete a dire la loro, visto che la FIFA avrebbe ascoltato solo Guacci chiudendo dopo un anno le indagini e concludendo il tutto perchè le prove presenti nel fascicolo erano insufficienti per dare ragione alle giocatrici.
Nei giorni passati, però,  Aldana Cometti, Luana Muñoz, Gabriela Garton e Camila Gómez Ares, quattro delle cinque calciatrici che hanno denunciato Guacci per molestie sessuali, hanno rotto il silenzio parlando con il quotidiano argentino La Nación. Nell’intervista le calciatrici hanno rivelato diversi particolari anche sui termini che lasciavano intendere disprezzo verso l’orientamento sessuale delle stesse giocatrici.

Gabriela Garton, ex portiere della nazionale argentina, ad esempio ha ricordato una frase di Guacci dopo una sconfitta: “Sei come tutte le altre, capace di abbassarti i pantaloni e farti stuprare per entrare in nazionale”.
Luana Muñoz ha invece ricordato sul suo approdo al River: “Quando sono arrivata al River, e lui stava appena entrando come allenatore, sono rimasto colpita dal fatto che più della metà della rosa avesse deciso di andare in un altro club, ma col tempo ho capito cosa stava succedendo”.
Camila Gómez Ares e Aldana Cometti, invece, hanno espresso tristezza di fronte a quella che consideravano un’ingiustizia per il mancato sanzionamento di Guacci. La quinta denunciante, la cui identità non è stata rivelata, ha detto a La Nación che in un’occasione l’allenatore si è mostrato in mutande e con un’erezione durante una videochiamata e le ha chiesto fotografie intime oltre ad averla molestata per mesi tramite diverse piattaforme digitali.

Cantore e Di Guglielmo senza filtri a “Hey Spirits”: “Preferiamo giocare insieme che contro! Differenze tra Italia e USA? Ecco quali sono”

Sofia Cantore e Lucia Di Guglielmo podcaster per un giorno? Tutta “colpa” di Hey Spirits, il contenuto digitale che ospita le pupille della NWSL.

Nelle ore scorse, a parlare ai microfoni dello stesso, sono state le due calciatrici italiane doc, che, più che indossare la maglia da gioco, hanno indossato quella della sincerità, poiché senza veli nell’inedito racconto della propria carriera e del proprio vivere, passato e contemporaneo. Una comunicazione a tratti goliardica quella optata dall’ormai ex Juve e dalla ex Roma, che hanno spiegato:l’ultima volta che abbiamo giocato l’una contro l’altra? Impossibile dimenticarlo. Era la finale di Coppa Italia tra Juventus e Roma, una sfida difficile, che andò male per le giallorosse. La vittoria fu per le bianconere, che lasciarono il campo con un 4-0”.

Nonostante ciò, quale è stata la dolce verità svelata? “Preferiamo giocare insieme che contro!”, hanno ammesso entrambe. La 27 dello Spirit, poi (profilo del campionato USA da poco prima dell’avvio degli scorsi Europei) ha ripercorso brevemente le tappe della propria carriera calcistica, dichiarando:ho iniziato all’età di 5 anni in una squadra prettamente maschile del mio paese vicino il lago di Como. Solamente a 13 anni ho potuto proseguire con le ragazze e dopo pochi mesi subentrare alla Juventus”. Ha proseguito sulla stessa lunghezza d’onda la toscana classe ‘97, freschissima di debutto nei colori Washington:la mia storia non è poi così diversa – ha precisato -. Ho iniziato ad approcciare a questo sport a 7 anni, sempre giocando con dei ragazzi; ricordo che mi divertivo talmente tanto da non voler passare ad una squadra femminile! Successivamente sono passata ad una realtà che ora non fa più parte del campionato e che ha cambiato nome più volte (l’Empoli); per ultimo il trasferimento a Roma e la grande parentesi in AS durata cinque stagioni”.

Ancora oggetto di dibattito e discussione è il trasferimento delle citate in un contesto completamente nuovo, un contesto che, ad oggi, alle compagne di squadra suona così: “approdare in NWSL? Era una grande opportunità e non si poteva dire di no – hanno affermato pubblicamente entrambe -.

Certamente la Juve mi manca, così come le compagne e l’ambiente – ha, poi, ammesso Cantore -, ma allo stesso tempo qui ho trovato una squadra valida composta da persone bellissime; la mia scelta? È stata dettata da una necessità di cambiare e fare una nuova esperienza. Figure come Sara Gama, Barbara Bonansea, Martina Rosucci e Cristiana Girelli per me rimangono ancora punti di riferimento. Un onore conoscerle, mi hanno davvero insegnato tanto”.

E sulle sostanziali differenze con l’Italia:qui i ritmi sono molto più intensi e non c’è così tanto tempo per pensare alla prossima partita. Cerchiamo entrambe di rispondere al meglio a quelle che sono le esigenze sul campo. Il sold out della prima partita casalinga (oltre 60000 gli spettatori in occasione di Denver-Washington Spirit N.d.R.)? È stato incredibile – hanno raccontato -. Non abbiamo mai disputato una partita di fronte ad un pubblico così numeroso!

Al momento stiamo faticando ad ottenere i tre punti, ma stiamo facendo del nostro meglio anche in allenamento affinché si possa dare una sterzata al percorso”.

A proposito di campo, il clima attuale è già nostalgico per il ritorno lontano: fissato, infatti, per il 25 aprile lo scontro locale con il Kansas City. Le premesse? Difficile parlarne, evidente, però, la positività data dal pieno bottino conquistato recentemente tra le mura del Bay FC.

Ema Modric alza il suo primo trofeo in Italia. La giovane sulle orme di papà Luka, Pallone d’oro nel 2018

Tale padre tale figlia. Sembra questo il riassunto perfetto per parlare di Luka Modric, campionissimo croato che dopo una lunga trafila zeppa di trofei con il Real Madrid, è approdato in estate in Italia e al Milan. Il calciatore, ex Tottenham, ha portato con se a Milano anche la famiglia e la giovane figlia Ema, nata nel 2013.

Per la figlia di Luka Modric, classe ’85 argento con la sua Croazia ai Mondiali del 2018 e bronzo in quelli del 2022 e con quasi 200 presenze in nazionale maggiore, la passione per il calcio è stata naturale e, come il padre, veste la maglia rossonera del Milan. Ema con le Under 13 rossonere ha appena vinto la Garino Cup, manifestazione che si è giocata recentemente a Torino. In semifinale il Milan ha superato l’Inter mentre nella finalissima la Juve. Per Ema si tratta della continuazione della sua passione per il calcio già nata a Madrid, prima che tutta la sua famiglia si trasferisse in Italia, dove ha giocato nel Madrid CFF.

Per Ema è arrivata cosi la gioia del primo trofeo vinto con le rossonere. Qualche tempo fa Luka Modric, che in carriera ha vinto ben sei Champions League oltre al Pallone d’oro del 2018, parlando della figlia aveva affermato scherzando: “È molto brava, sarà sicuramente migliore di papà”. Papà Luka ha visto un pezzo di finale da Napoli, dove era impegnato ieri sera nel posticipo di Serie A, via FaceTime.

Clamoroso a San Marino: blitz del Trastevere nel segno di Vischi

Photo Credit: Alessandra Marrapese - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Fino a qualche settimana fa si poteva pensare a San Marino Academy vs Trastevere come una delle partite decisive per la zona retrocessione di Serie B, con le Capitoline come sfavorite; le Titane, al contrario, sono riuscite a risollevarsi e a inanellare importanti risultati utili consecutivi che hanno condotto il gruppo verso una salvezza sempre più vicina. Chi non aveva niente da perdere in questo match era il Trastevere di Mister Ciferri, che ha sorpreso tutti acciuffando i tre punti in un match in cui il cuore delle amaranto ha vinto su tutto.

La San Marino è la prima compagine che rischia di subire gol perdendo un pallone velenosissimo nei pressi dell’area di rigore; Capellupo, sponda Trastevere, non lo sfrutta al meglio, e quindi è un nulla di fatto. Arriva anche la reazione delle Titane, che subiscono ancora la pressione amaranto e rischiano per la seconda volta di andare sotto 1 a 0, stavolta a causa della conclusione di Rubano, da pochi passi e potente, ma addosso alla portiera avversaria. Miotto è la sammarinese che meglio si destreggia nelle maglie trasteverine, non riuscendo comunque a inquadrare lo specchio della porta. Capellupo, sempre incontenibile sulla fascia sinistra, crossa al centro un cioccolatino per Vischi, che finalmente riesce a trovare il gol per le ospiti. La catena di montaggio tra le due calciatrici prosegue e la calciatrice arrivata in prestito dal Napoli prova ancora, in una fotocopia della prima rete, a centrare il raddoppio. Anche Orlando mette in difficoltà la difesa avversaria con una conclusione velenosa, niente da fare. Le padrone di casa chiudono la prima frazione in attacco, ma niente pareggio.

Nel secondo tempo le Titane attaccano a spron battuto e Tamborino, da pochi metri, non riesce a trovare il gol del pareggio. Il Trastevere si divora il raddoppio: Vischi è da sola davanti alla portiera avversaria, ma non calcia e preferisce trovare Capellupo, la cui conclusione esce per questione di centimetri in una clamorosa occasione non sfruttata. Tamborini spinge per il pareggio e calcia anche da fuori area per cercare il guizzo vincente e fomenta la manovra delle compagne, che con il passare dei minuti diventano sempre più desiderose di pareggiarla: Sechi spreca tutto da sola davanti a Nardi, ma Gattuso non sbaglia e da subentrata e ritrova la parità. Il Trastevere è ancora vivo, Evangelisti spreca un’occasione da gol, ma Vischi non sbaglia la doppietta personale arrivando da destra a rimorchio, ed è così che le amaranto siglano la loro seconda vittoria stagionale.

Le amaranto attenderanno tra le mura amiche il Como, che con una vittoria centrerebbe la definitiva Promozione in Serie A, mentre i tre punti per il Trastevere rappresenterebbero oro colato e una fiammella di speranza per la permanenza in Serie B. Ci si gioca quasi tutto a pochissime giornate dal termine, e le amaranto hanno già fatto vedere che cosa possono fare se giocano con la loro grinta e la loro anima.

Marika Massimino, Ternana Women: “Usciamo dal campo arrabbiate. Nazionale? Esperienza che cercherò di godermi”

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano

La Ternana Women cede sul campo del Parma per 2-0, nel diciottesimo turno di Serie A Women. Dopo la sconfitta, contro una diretta concorrente per la salvezza, in casa umbra a parlare è stata Marika Massimino, fresca di convocazione in Nazionale. La calciatrice, ai canali ufficiali del club, sull’importante gara per le rossoverdi ha affermato: “Sicuramente era una partita che non dovevamo sbagliare, soprattutto per l’atteggiamento”.
La giocatrice ha poi continuato aggiungendo sulla partita contro le gialloblù: “Siamo state forse troppo leggere nel primo tempo e dovevamo sfruttare di in particolare le palline attive. Dovevamo iniziare in un modo diverso, purtroppo usciamo da qui molto arrabbiate. Ci resta solo di andare avanti e pensare già alla prossima partita”.

Alla ripresa impegno contro la Fiorentina per la Ternana Women. Nel mezzo però la pausa per le nazionali che Massimino commenta cosi: “La pausa ci permetterà di rimettere a posto le idee dopo questa partita, che reputavamo una partita fondamentale. Ovviamente anche le altre lo sono, e lo saranno, ancora di più dopo questo risultato. Non ci resta che lavorare, migliorarci e non mollare”.
Per Marika è arrivata anche la prima volta in Azzurro. Sulla chiamata di Soncin Massimino ammette: “Sono ovviamente felice della chiamata, sono emozionatissima al pensiero di andarci. Volevo andarci con i tre punti o con almeno qualche punto da portare a casa, però purtroppo è andata così. Ora cerco di godermi questo viaggio per quanto possibile dopo questa sconfitta così importante”

Nazionale maschile, nessuno fa il nome di Andrea Soncin come possibile successore di Gattuso. Perchè?

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il mese di marzo si è concluso con la mancata qualificazione ai Mondiali, la terza di fila, per la Nazionale di calcio maschile, sconfitta ai rigori in Bosnia Erzegovina. Questo ha portato, nei giorni scorsi, Gabriele Gravina a rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico da presidente della FIGC. Successivamente sono arrivati altri addi, in particolare per quanto riguarda l’area della Nazionale maschile, con il capo delegazione Gianluigi Buffon e il CT Gennaro Gattuso che hanno rassegnato le rispettive dimissioni salutando l’undici capitanato da Gianluigi Donnarumma. Diversi i nomi che, in questi giorni, sono stati accostati alla panchina Azzurra tanti fantasiosi e sotto contratto, dei quali molti in realtà difficilmente accetterebbero l’incarico. Quasi tutti i profili hanno esperienza da allenatore ma non da commissario tecnico, nonostante si la differenza di ruoli evidente e palese tra i due ruoli.

Tra i tanti nomi fatti, però, non figura lontanamente quello di Andrea Soncin, passato assolutamente in secondo piano dalla critica generale. Il classe ’78 nato a Vigevano si è però distinto già come selezionatore, essendo da due anni e mezzo alla guida della Nazionale Femminile. Dopo una buona carriera da attaccante passata in buona parte tra Serie B e C, con otto campionati a testa in ambo le categorie, e con oltre 20 presenze in Serie A, raggiunte nel 2006-2007 tra Ascoli e Atalanta, Soncin ha iniziato il suo percorso nello staff tecnico del Venezia nel 2017. In terra lagunare in sei anni ha guidato l’Under 17 prima e la Primavera poi, con 5 panchine in A e una in B nel mezzo. Nel settembre 2023, poi, l’approdo in Azzurro sulla panchina di una Nazionale reduce dall’eliminazione al girone del Mondiale di Australia Nuova Zelanda.

Parte subito in maniera ottima centrando un secondo posto di tutto rispetto nel gruppo di Women’s Nations League. La Nazionale si toglie la soddisfazione di battere nel girone la Spagna campione del Mondo e pareggiare due volte con la Svezia, terza classificata al Mondiale dell’estate precedente nel quale aveva travolto per 5-0 le Azzurre.
La Nazionale si qualifica, poi, all’Europeo da prima in un raggruppamento con avversarie d’ottima caratura come Paesi Bassi e Norvegia. Segue un altro secondo posto nel girone di Women’s Nations League, dietro alla Svezia e davanti alla Danimarca, per poi sfiorare la finale dell’Europeo sfumata ai supplementari contro l’Inghilterra, che pareggiò dopo il 90′ con le Azzurre e poi vinse la manifestazione in Svizzera. Nonostante l’ottimo operato da CT però il nome di Andrea Soncin, sotto contratto come tanti altri colleghi menzionati per la panchina della Nazionale maschile, non è stato mai accostato da nessuno alla panchina della Nazionale maschile.

Nessun giornalista, opinionista o ex calciatore ha mai avanzato, tra televisione, radio o social, mai la candidatura di Soncin, perchè? Non che lo stesso Soncin debba essere forzatamente un pretendente alla panchina della Nazionale maschile ma la mancanza di ‘interesse’ verso questo nome sottolinea probabilmente che il movimento femminile, dai più in Italia, non gode ancora della giusta considerazione. L’operato in questi anni di Soncin è stato assolutamente di livello ma nessuno ha tenuto minimamente in considerazione questa candidatura per accostarlo ad una panchina ritenuta, probabilmente, più nobile e importante di quella affidatagli. Il CT che più volte ha espresso la propria felicità per il ruolo che oggi ricopre e di non aver intenzione di cambiare panchina, sottolineando di non ritenerlo secondario rispetto ad altri incarichi, non è un nome che evidentemente scalda i cuori della critica nonostante abbia dimostrato capacità e competenza, dal suo arrivo, oltre ad una capacità comunicativa che gli è stata sempre riconosciuta dal suo insediamento in azzurro.
Tempo fa si parlava della speranza di una donna alla guida di una squadra maschile, la realtà ci dice che nemmeno un ex calciatore che in panchina sta facendo bene in ambito femminile sta avendo la giusta considerazione dall’opinione generale.

Sabato grigio per le Titane: il Trastevere vince nel recupero, l’Academy chiude in nove.

credit photo: Emanuele Ubaldi - photo agency Calcio femminile italiano

Speravano di trascorrere una Pasqua diversa, le Titane. E invece la voglia del Trastevere di mantenersi vivo nella lotta salvezza ha la meglio sulle motivazioni della San Marino Academy, desiderosa di riscattarsi dopo la caduta di Cesena ma costretta ad incassare la seconda sconfitta di fila. Il risultato prende corpo nei minuti di recupero: tuttavia, va detto che la vittoria del Trastevere è ampiamente giustificata da quanto prodotto dalle Capitoline in tutto l’arco della partita, con qualche break biancoazzurro che non basta per avanzare recriminazioni. Ad Acquaviva ha vinto la squadra che ha giocato meglio, semplicemente. E, in casa biancoazzurra, al danno della sconfitta si aggiungono anche quelli delle espulsioni di Miotto e Limardi, che maturano entrambe in un rovente finale di gara.

Ci sono molte novità di formazione nell’undici di Giacomo Piva. Soprattutto in difesa, rivoluzionata per il 50%rispetto a Cesena. Mancano Cuciniello (squalificata) e Congia: al centro si posizionano Manzetti e Sciarrone, mentre sulle corsie agiscono Daple e Casadei, quest’ultima spostata a sinistra e per la prima volta con la fascia di capitano al braccio. Davanti, la novità è Iardino al posto di Sechi. Un errore in disimpegno di Manzetti offre subito una chance di tiro a Capellupo, che spara alto. L’Academy risponde con un piattone destro di Miotto da fuori area: mirino puntato nel ‘sette’, ma traiettoria alta anche in questo caso. Il Trastevere alza i giri del motore. Vischi se ne va in fascia e offre una gran palla a Rubano, che la spara addosso a Limardi da breve distanza. Le Titane risalgono e si fanno pericolose su un corner spizzato da Giuliani ma che non trova altre Titane pronte alla deviazione decisiva, e poi con un altro piazzato di Miotto da fuori area. Stavolta la 44 sceglie il mancino e mira al ‘sette’ più vicino: come prima, la palla sorvola il montante di poco. In generale, il Trastevere si fa preferire nella manovra. La fascia prediletta dalla Capitoline è quella mancina, ed è proprio qui origina, al 17’, il gol del vantaggio. Orlando ispira la corsa di Capellupo, che penetra in area dalla corsia, aspetta il movimento centrale di Vischi e le serve un cioccolatino prelibato: la centravanti deve solo farsi trovare pronta per una deviazione facile facile. Stessa scena a metà frazione. Orlando per lo scatto di Capellupo, che va a cercare nuovamente una compagna in mezzo all’area. Stavolta il suggerimento è troppo lungo per Vischi ma non per Antonelli, che arriva veloce sul palo lontano e calcia fuori di poco.Antonelli che torna al tiro pochi minuti dopo: mancino alto al termine di un’azione avviata dalla traversa fortuita di Orlando su un tentativo sballato di cross. Intanto si fa male Casadei e al suo posto entra Gattuso. La fascia di capitano passa a Giuliani – anche lei al debutto con i gradi al braccio. La nuova entrata si adatta alla posizione di terzino ed è in queste vesti che, al 40’, mette un bel cross per Iardino. L’attaccante non riesce ad impattare ma la palla diventa buona per l’inserimento di Mak, che calcia fuori per il disturbo di Rubano e – soprattutto – per quello determinante di Giulia Zaghini. Il Trastevere torna a farsi pericoloso negli ultimissimi minuti: non tanto sulla punizione dalla grande distanza di Orlando, comunque alta di poco, quanto sul destro ravvicinato di Vischi dopo che l’attaccante si era liberata sia di Manzetti che di Sciarrone: palla sopra la traversa – per fortuna di Limardi e compagne.

Nella ripresa le Titane provano a salire di tono. E l’avvio è promettente. Iardino va giù sul cross di Tudisco, chiedendo un rigore che non viene concesso. Alle sue spalle Mak raccoglie la palla vagante e prova a scaricarla subito in porta: Zaghini blocca. Il Trastevere non si fa impressionare e risponde per le rime. Rubano e Vischi combinano al limite dell’area: la seconda, pur potendo, non calcia direttamente in porta, ma prova a restituire palla alla compagna, che a quel punto non se lo aspettava più. Gol mangiato. Ma non è nulla in confronto a quello che si divora Gianna Betti su invito di una fin troppo altruista Vischi. È vero che l’attaccante poteva calciare con lo specchio spalancato davanti, ma il servizio per la compagna è di quelli che non si possono sciupare. E Betti lo sciupa calciando a lato da due metri. Però le Titane non ne approfittano. Anzi, continuano a commettere errori nella zona nevralgica del campo. Situazioni che portano al mancino alto di Antonelli su assist di Capellupo, e all’occasionissima di Vischi a tu per tu con Limardi dopo che Zito, autrice dell’assist, si era fatta 30 metri palla al piede senza incontrare ostacoli. L’attaccante calcia in caduta sull’uscita del portiere e manda fuori. Proteste da ambo le parti: dal Trastevere per un calcio di rigore, dalla San Marino Academy per un fuorigioco. A cavallo di metà frazione ci sono due squilli di Sara Tamborini. Il primo dalla lunga distanza: destro che si abbassa di un attimo troppo tardi. Il secondo su un cross di Miotto respinto corto dalla difesa: Tamborini si coordina con il mancino dai sedici metri ed è brava a tenere bassa la conclusione, meno nel darle angolo. Situazioni che fanno da anticamera al quella che fin lì è la più grande occasione della San Marino Academy, nel frattempo irrorata di forze fresche tra cui quelle di Lombardi, all’esordio assoluto in Prima Squadra. La chance capita a Sechi, spedita da Iardino davanti a Giulia Zaghini dopo un erroraccio di Zito in fase di rilancio. L’attaccante biancoazzurra ha enorme libertà di scelta e opta per il tiro in diagonale: Zaghini è battuta, ma la palla finisce a lato. Si rammaricano, le Titane, ma dovranno attendere poco per gioire. Il quarto angolo della loro partita viene battuto nella zona di Daple, che non impatta. Gianna Betti respinge però proprio sui piedi di Gattuso, che controlla e spedisce nel sacco il pallone del pari e della seconda esultanza in stagione. Il Trastevere non ci sta. Risale subito e ha una chance su uno schema da piazzato: Orlando batte per Sclavi, che si sgancia al limite dell’area ma spara alle stelle. Soprattutto, all’84’, si ritrova con Evangelisti lanciata a rete da Vischi: la 17 sceglie un cervellotico e improprio pallonetto invece di guadagnare altro terreno, dilapidando una grandissima opportunità. L’Academy risale velocemente la fascia sinistra sull’intesa Iardino-Dicataldo: quest’ultima raccoglie l’ottima palla di ritorno della compagna e va alla ricerca del bersaglio grosso con un destro che scende sì, ma tardi. Si entra nei minuti di recupero e sarà una fase che si rivelerà incandescente. Intanto perché Miotto, protestando con l’arbitro per la mancata interruzione del gioco dopo un colpo alla testa di Sciarrone, si prende il primo rosso. Poi perché al 90+3’, su lancione di Alice Zaghini, Vischi controlla in area, salta Daple e batte per la seconda volta Limardi. Infine perché anche quest’ultima, protestando forse più per l’episodio precedente che per quello del gol, viene espulsa. Academy che quindi vede appesantirsi esponenzialmente il bilancio di giornata. E che, avendo esaurito gli slot, manda in porta Gattuso per gli ultimissimi scampoli di un incontro che non produce altri sussulti. Ora, in casa biancoazzurra, la sosta viene buona per mettere un bel punto e ritrovare il migliore smalto.

Gagliardini e Benini, Hellas Verona, incontrano i ragazzi della Philadelphia Junior Cup. Anna Benini: “Il mio consiglio è quello di non perdere mai la passione e di divertirsi”.

credit photo: Stefano petitti - photo agency calcio femminile italiano

Verona – Nella giornata di mercoledì 1 aprile, l’Hellas Verona ha ospitato la sedicesima tappa della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out, il torneo giovanile di calcio a 7 promosso da Lega Serie APhiladelphia Centro Sportivo Italiano, che coinvolge gli oratori delle città delle squadre che militano nella Serie A Enilive 2025/2026.

Gli atleti della Parrocchia di San Paolo di Padova hanno avuto l’opportunità di incontrare Roberto Gagliardini, centrocampista dell’Hellas Verona, e Anna Benini, difensore della Primavera dell’Hellas Verona Women. I calciatori sono stati protagonisti di un’interessante discussione con i ragazzi presenti sull’importanza dell’amicizia, del rispetto, del gioco di squadra, della lotta al razzismo e ad ogni forma di discriminazione.

A sottolineare l’importanza educativa del progetto insieme agli atleti tra i 12 e i 14 anni del torneo e con alcuni ragazzi dell’Under 14 del Settore Giovanile gialloblù, sono intervenuti anche Zaccaria TommasiResponsabile Area Tecnica dell’Hellas Verona Women e Responsabile del Progetto scuola dell’Hellas Verona e Clara Simonini, Responsabile Ufficio CSR Lega Serie A e Massimo Motta, consigliere del CSI Padova.

Queste le dichiarazioni di Roberto Gagliardini durante l’incontro: “La lotta contro la discriminazione e a favore del rispetto reciproco parte dai genitori. Siamo noi che dobbiamo insegnare ai nostri figli che le differenze di cultura, di religione o di origine non devono essere motivo di discriminazione ma bensì sono caratteristiche che possono solo arricchirci come persone e ampliare il proprio bagaglio di conoscenze. Nel calcio abbiamo la fortuna di essere a contatto con ragazzi che provengono da ogni parte del mondo e ogni giorno si impara qualcosa di nuovo dai propri compagni. A tutti i giovani consiglio sempre di non perdere la passione per il proprio sport e soprattutto di crearsi una cultura del lavoro, restando concentrati in tutti gli allenamenti e non mollando nei momenti più difficili perché è proprio in quelli che si cresce e si diventa professionisti“.

Queste, invece, le parole di Anna Benini: “In campo è molto importante dimostrare sempre rispetto per i propri compagni e soprattutto per gli avversari. Tutto parte dalla famiglia e da quello che viene insegnato sin da piccoli, ma il campo e il gioco del calcio dimostrano come la varietà di culture è davvero importante. Ogni diversità è un’occasione per imparare culture e usanze nuove e soprattutto per capire che in realtà siamo tutti uguali. A tutti i ragazzi, il mio consiglio è quello di non perdere mai la passione e di divertirsi e soprattutto arrivare al campo con il sorriso e tornare poi a casa ancora più felici“.

Al termine dell’incontro, i giovani della Parrocchia di San Paolo hanno regalato a Gagliardini e Benini la maglia con il claim “Il calcio è amicizia”, simbolo della competizione e testimonianza tangibile del potere unificante dello sport, capace di costruire legami che vanno oltre ogni barriera, dentro e fuori dal campo da gioco. La Lega Serie A ha quindi omaggiato i capitani della squadra della Parrocchia di San Paolo con la divisa personalizzata “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, autografata dai due gialloblù.

Nel frattempo continua anche il torneo sportivo della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out, con le fasi provinciali. Le successive fasi regionali e interregionali decreteranno gli otto migliori team che voleranno a Roma per disputare l’ultimo atto della competizione. Il match finale si disputerà allo Stadio Olimpico, per eleggere la squadra campione della tredicesima edizione poco prima della finale di Coppa Italia Frecciarossa.

LND, “Vinciamo Insieme”. Il 7 aprile la presentazione ufficiale

Credit; LND

“Vinciamo Insieme” è un progetto di inclusione, partecipazione e benessere che utilizza il calcio – anche nella sua dimensione digitale – come strumento di relazione nei contesti di cura. L’iniziativa nasce da una consapevolezza chiara: non tutte le persone possono praticare sport tradizionale, ma tutte hanno diritto a viverne i valori, le emozioni e le relazioni. Attraverso la creazione di HUB dedicati all’interno delle strutture, il progetto porta le emozioni del calcio nei luoghi della fragilità, offrendo opportunità concrete di partecipazione e socializzazione. Nel contesto ospedaliero, “Vinciamo Insieme” si configura come un intervento strutturato, integrabile nei percorsi di cura e rispettoso delle esigenze cliniche e organizzative. Con l’attivazione in Piemonte, “Vinciamo Insieme” conferma la propria natura di infrastruttura sociale nazionale, capace di connettere sport, istituzioni e sanità in un’alleanza concreta. Portare il progetto all’interno di realtà come Casa UGI e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria significa riaffermare un principio semplice e profondo: ogni persona ha diritto a un campo su cui giocare, partecipare e sentirsi parte di una squadra.

Willis apre, poi l’Arezzo pareggia – Venezia da equilibrio al “Taliercio”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Al Centro Sportivo “Taliercio” tra Venezia FC e Arezzo finisce in parità. L’1-1 finale è frutto di una partita generosa delle Leonesse che vengono però raggiunte a tempo scaduto dalle toscane.

Sotto gli occhi di una delegazione del Venezia FC Powerchair, presente per l’occasione, la squadra di Oliveira parte con determinazione, ma al 4’ rischia di andare sotto: alla prima sortita offensiva, l’Arezzo conquista un calcio di rigore. Dal dischetto però Razzolini colpisce il palo, graziando il Venezia e mantenendo il punteggio sullo 0-0. Le lagunari reagiscono e prendono progressivamente campo. Al 28’ è Zuanti ad andare vicina al vantaggio, ma la sua conclusione dal cuore dell’area termina di poco a lato. Il meritato gol del vantaggio arriva al 38’: Willis realizza una rete di pregevole fattura, colpendo di testa all’indietro con un pallonetto che sorprende il portiere avversario per l’1-0. Nel finale di primo tempo, ancora Willis sfiora il raddoppio, ma la maltese era partita in posizione di fuorigioco.

Nella ripresa il Venezia gestisce il vantaggio e continua a creare occasioni. Zuanti prova dalla distanza al 52’, senza fortuna, mentre al 72’ Willis, ben servita da Ballo, vede il suo tiro deviato in corner. Nel finale è Girotto a impegnare il portiere aretino, che risponde presente. Quando la gara sembra ormai indirizzata verso la vittoria arancioneroverde, arriva la beffa: al 95’, sugli sviluppi di una punizione, la palla resta viva in area e la neo entrata Fortunati trova il guizzo vincente per l’1-1 definitivo.

Venezia FC – Arezzo 1-1

Reti: 38’ Willis (V), 95’ Fortunati (A).
Ammonizioni: Blasoni (A).

Venezia FC: Beka, Duarte, Doneda (79’ Orlandi), Ballo, Zuanti (64’ Nurzia), Gismann, WIllis, Mounecif, Saggion (57’ Girotto), Morin, Cortesi.
A disposizione: Pucova, Liva, Pusiol, Novelli, Muffato, Mazis.
Allenatore: Luis Oliveira.

Arezzo: Verano, Ghio (76’ Fortunati), Tuteri, Vlassopoulou (64’ Corazzi), Delia (83’ Bossi), Tamburini, Lazzaro (64’ Fracas), Termentini (64’ Mariani), Nasoni, Blasoni, Razzolini.
A disposizione: Di Nallo, Davico, Beduschi.
Allenatore: Andrea Benedetti.

Arbitro: sig. Alessandro Copelli.

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