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Juve verso Firenze – Canzi chiede attenzione: “Esito non scontato. Siamo padrone del nostro destino”

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Torna il campionato con nuovi 90 da giocare: per la Juventus l’ennesimo faccia a faccia con la Fiorentina prima dello stop pasquale. Fresca di archiviazione positiva della semifinale della parallela competizione (la squadra ha ottenuto il pass per la finalissima di Coppa Italia contro la Roma), ora per le bianconere è tempo di fare punti; nella precedente giornata, infatti, la stessa aveva raccolto solamente un +1 (0-0 il finale fronte Genoa).

Quello che si deve fare? È senz’altro un passo in avanti – a detta del tecnico Massimiliano Canzi – che, in vista della imminente trasferta in Toscana, ha fatto sapere: «Contro la Fiorentina, in Coppa Italia, mi è piaciuta molto la capacità delle ragazze di vincere i duelli, ha fatto la differenza in fase di non possesso, e poi la buona propensione alla verticalizzazione immediata. Quest’ultimo è un aspetto che ci ha contraddistinte e caratterizzate per lunghi tratti della scorsa stagione, mentre quest’anno abbiamo fatto un po’ fatica a svilupparlo. Nel complesso, dunque, devo dire che nell’ultima gara disputata ho visto una squadra molto centrata su quello che avevamo provato in settimana».

Nonostante i molteplici incontri già effettuati con la Viola, l’aria è quella di chi sa di non dover sottovalutare nessuno. Un gioco già conosciuto – vero -, ma non per questo libero da ogni difficoltà; a tal proposito la guida ha aggiunto: «Incontrare la stessa squadra è potenzialmente “una trappola” perché non bisogna pensare che, visti i risultati delle ultime due partite contro di loro, a distanza di poco tempo, l’esito finale sia scontato. Anzi, a maggior ragione troveremo una squadra con il dente avvelenato e con la voglia di dimostrare tutto il proprio valore.

Con tutto il rispetto verso tutte le avversarie da noi affrontate, siamo sempre padrone del nostro destino. Quindi, nel momento in cui riusciamo a tenere l’intensità alta e ad approcciare le partite nel modo giusto arriviamo al risultato».

In questo rush sarà, quindi, importante rimarcare lucidità, un pizzico di ferocia e forse anche risultare libere da qualsiasi fantasma; per questo motivo la chiusura in termini di dichiarazioni fatta da Canzi risuona quasi come un “comando”: «Sicuramente in questo finale di stagione conterà ancora di più il fatto di rendersi conto di dove possiamo migliorare; sono tranquillo a riguardo perchè il gruppo è pienamente cosciente di questo aspetto. Sappiamo benissimo che la corsa per la Women’s Champions League è apertissima, di conseguenza dobbiamo tenere sempre alta l’asticella dell’attenzione.

Allo stesso tempo mi sento di dire che, come dobbiamo assolutamente guardarci indietro, possiamo anche rivolgere lo sguardo alla posizione immediatamente prima della nostra, occupata dall’Inter, attualmente a cinque lunghezze di distanza».

L’appuntamento resta per domani alle 12:30!

Marie Detruyer, Inter Women: “Penso che la Lazio sia un’ottima squadra. Per noi la cosa più importante è fare il nostro gioco”.

credit photo: Paolo Comba - photo agency calcio femminile italiano

Questo fine settimana si giocherà la 18° giornata di Campionato di serie A e l’Inter, reduce dalla sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro la Roma, scenderà in campo contro la Lazio. Marie Detruyer, centrocampista nerazzurra, intervistata dagli addetti stampa del club, ha parlato della situazione della squadra che ha vissuto questa settimana tra il dispiacere di non aver raggiunto uno tra gli obiettivi della stagione, e la consapevolezza che deve restare concentrata per vincere il più possibile in Campionato. La Rosa della squadra di Milano è forte, lo ha dimostrato ed è pronta a ripetersi sabato pomeriggio.

“Penso che sia stato davvero difficile perdere una partita del genere e non poter giocare una finale. Credo che fosse una cosa che volevamo davvero tutte e per cui abbiamo lavorato duramente. Ritengo che la cosa più importante adesso sia andare avanti. Forse questo è anche il lato positivo del calcio: hai un’altra partita dopo circa tre giorni quindi devi voltare pagina e concentrarti sulla prossima. Secondo me abbiamo un gruppo straordinario, speciale e con giocatrici altrettanto speciali. Siamo pronte a dimostrarlo di nuovo cercando di vincere la prossima partita. Vogliamo semplicemente dare tutto, finire questa stagione nel migliore dei modi e ovviamente vincere ogni partita. – Ha continuato la calciatrice belga pensando all’impegno che lei e le sue compagne impiegano settimana dopo settimana – “Per quanto mi riguarda cerco di aiutare la squadra il più possibile. Credo che anche le altre giocatrici lo stiano facendo, e penso che questo dimostri quanta qualità abbiamo e quanto siamo forti come squadra. Questa è la cosa più importante”. 

Le avversarie Laziali sono una squadra che ha disputato un Campionato positivo con dei bei risultati ma l’Inter deve restare concentrato sulla propria stagione e fare il proprio gioco. Solo così potrà conquistare i tre punti della vittoria.

“Penso che la Lazio sia un’ottima squadra. Hanno tante giocatrici di qualità e stanno facendo una buona stagione. Per noi, però, la cosa più importante è guardare a noi stesse e fare il nostro gioco. Come ho già detto, abbiamo tanta qualità e siamo un gruppo davvero forte. Se siamo concentrate su noi stesse e facciamo la nostra partita, allora saremo in grado di vincere”. 

Martina Toniolo, Fiorentina: “Contro la Juve occorre migliorarci e fare ciò che non siamo riuscite in Coppa”

Il Campionato riprende, dopo la pausa di Coppa Italia, e la Fiorentina trova al Viola Park l’ostacolo Juventus Women: proprio la squadra incontrata lo scorso week end, con la quale ha perso ed è uscita definitivamente fuori dalla compezione ad un passo dalla finale.

Martina Toniolo, tra le prtotagoniste in campo, ha potuto festeggiare il suo rientro in campo (sebbene per pochi minuti e con una sconfitta) dopo un brutto infortunio che la vista fuori dal terreno di gioco per molte settimane: “Mi ha chiamato il mister, e sinceramente non me l’aspettavo, afferma la giocatrice a fine match, è stata un po’ quella senzazione di non ricordarsi di entrare e come sentirsi spensierati e non sapere cosa c’è in gioco, in realtà, poi è stato emozionante il rientro in campo di fronte ai miei genitori ed amici. Ho cercato di trattenere un po’ quell’emozione ed anche vedere molte mie compagne felici di ritrovarmi sul terreno di gioco. E comunque strano poiché il rientro in campo è stato lungo, è stato diffcile, e non sempre le persone ti rimangono a fianco e le persone che ti rimangono vicino in un infortunio sono poche ma contano molto: e bello dividere questi momenti felici.

Una rivincita, se si vuole dire così, che mette a confronto due società sempre impegnate agli alti vertici della massima serie. Una sfida molto sentita a Firenze dove le ragazze di Pinones Arce sanno che possono fare la gara, la difenditrice a poi proseguito:Giocare contro la Juventus non è mai facile, anche perché devi sbagliare veramente poco perché hai poche occasioni e devi sfruttarle, ma spero che abbiamo imparato dalle gare di Coppa Italia. Giocare contro grandi squadre richiede una pressione che a volte è un po’ un doppio gioco, questa pressione che hai nel voler vincere non sempre aiuta, dall’altra parte so che loro giocano per quello, per loro è cosi giocano per vincere non importa come ed in che condizioni; sicuramente noi dobbiamo cercare di impedirglielo e soprattutto cercare di migliorarci in quello che non siamo riuscite a fare nello scorso weekend. Sarà il mio obbiettivo giocare, giorno dopo giorno, più minuti possibili e poi si vedrà!”.

Marika Piras, Torres Women: “Cerco di migliorarmi ogni giorno sia dal punto di vista tecnico che tattico”.

credit photo: Alessio Mitola
Con il campionato di serie C che è giunto, ormai, al giro di boa, la Torres sta inanellando i risultati positivi che sono frutto del lavoro costante e dell’impegno di tutti coloro che sono coinvolti nel progetto della squadra sarda, attualmente settima con 22 punti in classifica in 18 partite giocate.
Marika Piras, al suo primo anno con la maglia del club, è intervenuta per parlare con noi di Calcio femminile italiano della sua stagione d’esordio in rossoblu affronta assieme al resto del gruppo.
I primi passi nel mondo del calcio giocato della centrocampista nella scuola calcio del Tonara (in provincia di Nuoro), di cui è originaria. In quel periodo, che la classe 2003 ricorda con grande affetto, il divertimento e la passione sono maturati diventando qualcosa di più profondo. Man mano che il livello cresceva, le realtà vissute erano più competitive e la voglia di far parte di quel mondo, di misurarsi e gareggiare hanno portato Marika a credere davvero che la disciplina potesse essere ben più che un semplice passatempo.
“Il mio percorso nel calcio è iniziato nella scuola calcio del Tonara, il mio paesino al centro della Sardegna. Sono stati anni bellissimi, anche grazie ai mister che ho avuto e ai miei compagni di squadra, con cui ho condiviso tanto dentro e fuori dal campo. All’inizio era tutto per divertimento e passione, poi col tempo ho iniziato a capire che questo sport stava diventando qualcosa di più importante per me. Quando sono arrivate le prime opportunità e ho iniziato a confrontarmi con realtà più competitive, lì ho capito che poteva diventare qualcosa di serio e che volevo crederci davvero”.
Ogni partita giocata, ogni momento vissuto nelle squadre di cui ha vestito la maglia, siano questi belli o meno belli, le persone incontrate nel suo cammino, rappresentano un bagaglio di esperienze fondamentali per la sua crescita sia sportiva che umana:  “Penso che il momento più importante sia stato quando ho capito davvero il mio valore in campo, magari dopo una partita o una stagione in cui ho fatto uno step in più. Ogni esperienza che mi ha fatto crescere, soprattutto nei momenti difficili, è stata fondamentale per arrivare dove sono oggi; credo che sarebbe ingeneroso trovare o nominare una sola figura che ha inciso maggiormente sia come allenatore che come figura professionale nella mia carriera. Anche perché penso che ogni persona, sia un allenatore, un membro del suo staff, una compagna o solamente una personale a me vicina ha influito, ha contribuito, lo sta facendo e lo farà, alla mia crescita”.
Come centrocampista la calciatrice della Torres si è descritta come colei che ama gestire il gioco non tanto rivolta verso l’attacco ma interessata, piuttosto, ad equilibrare il gioco e a smistare i palloni importanti. Claudio Marchisio, ex numero 8 della Juventus e della Nazionale Italiana è una figura che le è sempre piaciuta. Attualmente, sempre a parità di ruolo, sono diversi i giocatori da cui prendere ispirazione.
“Mi considero una centrocampista a cui piace gestire il gioco e avere spesso la palla tra i piedi. Non sono una giocatrice che si inserisce tanto in fase offensiva, ma cerco di dare equilibrio alla squadra e soprattutto di giocare palloni importanti, cercando sempre la soluzione migliore per le mie compagne. Mi piace far girare la palla e dare ritmo al gioco.
Da piccola il giocatore che mi piaceva di più era Marchisio, mi ha sempre colpito per la sua intelligenza in campo e per il modo in cui gestiva il gioco. Oggi cerco di prendere spunto da diversi giocatori, soprattutto per la visione e la capacità di leggere le situazioni, che sono aspetti fondamentali nel mio ruolo”.
In questa stagione Marika si sta impegnando in special modo nella sua capacità di essere rapida e lucida in campo nel momento in cui c’è da decidere il da farsi. Durante le partite, infatti, quel breve lasso di tempo può essere fondamentale per l’andamento del gioco.
“Sto lavorando molto sulla continuità e sulla qualità nelle scelte durante la partita. Penso che nel calcio di oggi sia fondamentale essere lucidi e veloci mentalmente, quindi cerco di migliorarmi ogni giorno sia dal punto di vista tecnico che tattico”. Al suo arrivo nella Torres, lei che sino alla scorsa stagione ha indossato la maglia della Tharros, ha trovato ad attenderla un gruppo che l’ha immediatamente fatta sentire parte integrante della squadra e del progetto. E’ questo, fondamentale, se si intende lavorare tutte assieme per raggiungere gli obiettivi sia personali che comuni.
Ho trovato un gruppo molto unito e accogliente, che mi ha fatto sentire subito a mio agio. Questo per una giocatrice è fondamentale, perché ti permette di inserirti più velocemente e di dare il meglio fin da subito. Lo spogliatoio è fondamentale. Quando c’è un gruppo sano e compatto, diventa tutto più semplice anche nei momenti difficili. Le vittorie si costruiscono soprattutto lì, nel lavoro quotidiano e nel sostegno reciproco”.

Federica Veritti, Como 1907: “A Como le persone sono dedite al lavoro, determinate e molto educate, cosa non scontata nel calcio”

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency calcio femminile italiano

Il Como 1907 si trova al giro di boa di una stagione che ha visto il club lariano scendere in campo settimana dopo settimana per offrire prestazioni convincenti a conferma della dichiarazione d’intenti fatta prima che il Campionato iniziasse il club rilevasse il titolo dal Chievo Verona Women.
Ora, da prime in classifica con 54 punti guadagnati in 21 giornate, l’obiettivo comune è di non perdere la concentrazione per giungere all’ultima giornata di Campionato al meglio delle proprie possibilità. Calcio femminile italiano ha raggiunto Federica Veritti, difensore classe ’99, giunta a vestire la maglia della squadra di Selena Mazzantini all’inizio di questa stagione e che, con le sue compagne, è l’artefice di una stagione giocata in maniera eccelsa.

I suoi esordi palla al piede sin da quando andava all’asilo, e quella che dapprima era una semplice passione e un passatempo è diventata una storia di vita perchè Veritti di giocare non ha mai smesso. Tavagnacco, Hellas, Torres, Napoli, Chievo… ogni maglia indossata nella sua carriera da calciatrice rappresenta parte del suo percorso di crescita personale e professionale. Avere la consapevolezza di poter rendere il calcio un mestiere è quanto di più importante possa esistere per chi, tra allenamenti e partite nei fine settimana, ha scelto di vivere di questo.

“Ho iniziato a sei anni nella squadra del mio paese, perché all’asilo giocavo sempre con i miei compagni e ho chiesto a mia madre di portarmi a provare. Da lì in poi è stato naturale il mio percorso perché non ho mai smesso e sono andata a giocare con le ragazze, uscendo di casa a 19 anni per andare a giocare nell’Hellas. Da quel punto ho capito che potevo mantenermi giocando”. Nel corso del suo percorso ci sono stati diversi momenti importanti, tra questi figura certamente la vittoria del campionato di serie B con la maglia del Napoli: “Il momento più importante sinora è stata la vittoria del campionato di Serie B con il Napoli; Con un bel bagaglio di esperienza, tutti gli allenatori che il difensore ha avuto nella sua carriera hanno dato il proprio contributo: in particolare, a livello calcistico, Fabio Ulderici è colui che ha avuto più influenza nel modo di concepire la disciplina”: Ogni allenatore che ho avuto mi ha trasmesso qualcosa. A livello calcistico Ulderici ha cambiato completamente la mia idea di calcio”.

La numero 3 del Como si è descritta come un difensore che fa della pulizia e dell’organizzazione i suoi punti cardine. Per quanto riguarda il modo di concepire il proprio ruolo sul rettangolo verde l’esempio di Veritti è Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale, di cui apprezza il modo moderno di giocare.

“Sono un difensore organizzato e pulito: come interpretazione del ruolo, guardo molto Alessandro Bastoni. Mi piace molto il suo modo di giocare, perché lo trovo moderno”.

Parlando del Como 1907 come gruppo-squadra, la numero 3 ha ripercorso brevemente questi mesi e ci ha raccontato che La Rosa del club, essendo praticamente nuova e formata da ragazze che non avevano mai avuto modo di giocare assieme, ha avuto bisogno di tempo per conoscersi a fondo. Nonostante ciò, si è creato un gruppo affiatato che proprio grazie al suo essere unito riesce a raggiungere gli obiettivi che sono stati prefissati ad inizio stagione. Per quanto riguarda il lavoro individuale, Veritti sta lavorando per migliorare la gestione della sfare durante il gioco.

“A Como c’è un gruppo completamente nuovo che ha avuto bisogno di tempo per amalgamarsi. Le persone sono dedite al lavoro, determinate e molto educate, cosa non scontata nel calcio. Lo spogliatoio è fondamentale per raggiungere gli obiettivi comuni: È una marcia in più per la squadra. Io, personalmente, sto cercando di lavorare sulla gestione della palla”.

Il calcio femminile sta progredendo, anche se in maniera lenta rispetto al resto dell’Europa dove comunque il movimento ha già vita più lunga, ci sono tanti aspetti che andrebbero, più che cambiati, migliorati. Ad esempio le società dovrebbero avere in dotazione delle strutture confacenti alle proprie attività.

“In generale non cambierei nulla, sicuramente un fattore che potrebbe migliorare ulteriormente lo sviluppo sarebbe fare in modo che tutte le società possano mettere a disposizione strutture adeguate come campi, palestre e centri specializzati per rendere più professionale l’ambiente”.

Il consiglio che Veritti si sente di dare alle bambine che vorrebbero intraprendere la carriera da calciatrice:  “Alla bambina che vorrebbe fare la calciatrice direi di ricordare sempre la motivazione per cui ha iniziato e di vivere il suo sogno perché nel mondo attuale con costanza si può realizzare”.

CALCIO FEMMINILE RINGRAZIA IL COMO 1907 E FEDERICA VERITTI PER LA DISPONIBILITA’ CONCESSACI

Suzanne Bakker, Milan: “Da adesso tutte le partite sono delle finali.”

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Milan si prepara ad affrontare il Sassuolo nella 18ª giornata di Serie A Women. Si giocherà il 3 aprile alle 18.00 allo stadio E. Ricci di Sassuolo. Le rossonere di Coach Bakker cercheranno di ottenere un verdetto positivo con la formazione allenata da Colantuono. Squadre a metà classifica, ma ad ampia distanza, questa gara rappresenta un’occasione per migliorare la posizione in classifica. Ci avviciniamo al calcio d’inizio, Match Preview.

QUI PUMA HOUSE OF FOOTBALL
Le rossonere vivono un discreto momento di forma e si sono lasciate alle spalle uno 0-0 casalingo col Como, agrodolce perché le avversarie erano rimaste in dieci da metà ripresa. Il Milan ha provato a insistere senza scardinare la retroguardia lariana, rischiando pure la beffa nel finale. L’ottava posizione non può piacere, anche se la zona qualificazione in Champions League è alla portata, a -4. All’andata le ragazze di Bakker hanno sprecato il doppio vantaggio, venendo recuperate allo scadere: ricordarselo per migliorare in attenzione e gestione. Il gruppo è pressoché al completo, indisponibile Zanini e diffidata Mascarello.

“Da questo momento per noi ogni partita è come una finale, per ottenere il massimo da ciò che resta della stagione”, ha detto Suzanne Bakker. “Il nostro calcio merita più di quanto a volte otteniamo, e ora dobbiamo assicurarci di iniziare a ottenerlo. Dopo una buona settimana di lavoro, sono convinta che torneremo in campo con la giusta mentalità”.

QUI SASSUOLO
Le neroverdi stanno passando un periodo difficile. Nessuna vittoria da inizio febbraio: dopo l’1-0 al Parma sono arrivate 3 sconfitte (Inter, Fiorentina e Como) e un pareggio a Terni prima della sosta: 1-1, non è bastato il vantaggio di Missipo. Decimo posto, zona retrocessione a +4 e scarsi margini per risalire. Uno dei principali problemi riguarda l’attacco, spesso poco capace a concretizzare, nonostante i 4 gol e i 3 assist di Clelland, capace di colpire anche all’andata.

“Il Milan è una squadra molto forte a livello individuale e con un’identità di gioco ben definita, costruita in due anni di lavoro”, le parole di Salvatore Colantuono alla vigilia. “Se vogliamo fare risultato, lo spirito visto contro la Ternana deve accompagnarci in tutte le partite da qui alla fine. Servono continuità, determinazione e la capacità di restare sempre dentro la gara”.

PRE-PARTITA

Milan senza ko in 12 dei 14 precedenti in Serie A col Sassuolo (7V, 5N), fanno eccezione lo 0-1 del 10 febbraio 2024 e lo 0-2 del 25 settembre 2021. Il più recente, il 23 novembre scorso, si è concluso con il punteggio di 2-2, e finora non si è mai registrato un pareggio per 2 gare di fila in campionato.
Nei dieci incroci più recenti in Serie A, Sassuolo e Milan hanno segnato almeno 2 gol a testa (3-2 per le rossonere nel febbraio 2025 e 2-2 nel novembre 2025). Nei primi 12 era successo solo nel 2-2 dell’ottobre 2018 e nel 5-2 per il Diavolo del gennaio 2019.
Il Milan non ha preso gol nelle 2 gare più recenti di Serie A, solo una volta in meno che nelle precedenti 22 nel torneo (3). Le rossonere non collezionano 3 clean sheets di fila dal dicembre 2022-gennaio 2023, il primo dei quali proprio col Sassuolo (1-0).

DOVE VEDERLA IN TV
In Italia, Sassuolo-Milan sarà visibile in diretta su DAZN. Da non perdere la copertura sull’account ufficiale Instagram delle rossonere, su acmilan.com e AC Milan Official App dove, dal giorno dopo, sarà disponibile on demand anche la differita integrale.

QUI SERIE A WOMEN
Come arbitro è stato designato Andrea Bortolussi, della sezione di Nichelino. Ad assisterlo i guardalinee Rosania-Cufari, il quarto ufficiale Carrisi e l’operatore FVS Scardovi.

La 18ª giornata di Serie A Women inizierà venerdì 3 aprile alle 18.00 con Roma-Como Women e proprio Sassuolo-Milan. Sabato 4 aprile alle 12.30 Fiorentina-Juventus e Napoli-Women-Genoa, alle 15.00 Inter-Lazio e Parma-Ternana Women.

Ecco la classifica: Roma 40; Inter 34; Juventus 29; Lazio 27; Napoli Women e Fiorentina 26; Como Women e Milan 25; Ternana Women e Sassuolo 13; Parma 12; Genoa 9.

Paolo Tramezzani, Como Women: “Prepariamo le gare portando sempre grande rispetto per le avversarie”

Credit Photo: Como Women

Dopo lo 0-0 in trasferta contro il Milan, il Como Women si prepara ad affrontare la Roma, capolista del campionato. La gara, valida per la 18ª giornata di Serie A Women Athora, è in programma domani alle ore 18.00 allo Stadio “Tre Fontane” di Roma. A presentare la sfida è stato l’allenatore delle lariane, Paolo Tramezzani.

Sulla settimana di lavoro e la condizione della squadra: “Direi bene. Rispetto alle altre soste, in cui mancavano diverse giocatrici impegnate con le nazionali, questa volta siamo state al completo. Abbiamo avuto la possibilità di recuperare, sotto il profilo fisico, alcune ragazze che negli ultimi tempi avevano avuto qualche problema. Sono convinto che arriveremo alla partita in ottime condizioni e questo per me è molto importante”.

Sui risultati utili consecutivi e la solidità difensiva della squadra: “È un dato che ci fa piacere. Anche se riguarda soprattutto la difesa e il portiere, secondo me è un risultato che va condiviso con tutta la squadra. È bello vedere come il gruppo lavora e si applica nella fase di non possesso: la voglia di difendere tutte insieme, di andare a recuperare palla, di mettere pressione all’avversaria. Poi ovviamente sappiamo benissimo che ci sono altri aspetti su cui possiamo migliorare e su cui stiamo lavorando: il tutto con grande tranquillità e serenità. Stiamo provando a giocare e a tenere di più il pallone e a essere più confidenti nella gestione della gara”.

Sulla sfida contro la Roma e il valore delle avversarie: “Noi prepariamo le gare come tutte le altre partite, portando sempre grande rispetto a tutte le avversarie, indipendentemente dalla loro qualità, dal valore o dalla classifica. Detto questo, la Roma è un esempio da seguire perché negli ultimi anni sta lavorando in maniera eccellente nel calcio femminile. Domani giocheremo contro le migliori, quindi sarà interessante capire quanta distanza ci sia e dove possiamo migliorare per accorciare il gap, e non parlo solo di classifica. Sarà una partita da vivere come un privilegio: sono le più belle, perché giochi contro le più forti, e dobbiamo affrontarla con coraggio e senza paura. Questa consapevolezza ci deve dare disinvoltura. Quando parlo di leggerezza, mi riferisco a ragazze che prendono le cose seriamente. Mi aspetto che domani possano fare un’altra buona partita, come fatto fino a oggi”.

Sulla classifica e sul percorso della squadra: “Se guardo la classifica oggi, vedo che queste ragazze hanno fatto un percorso bellissimo, a quattro punti da squadre costruite per obiettivi importanti. Non siamo qui per caso: si sono meritate ogni punto conquistato finora. Non vale il concetto di non avere nulla da perdere, ma quello di avere tanto da guadagnare”.

TDR – Femminile: in finale sarà ancora Veneto-Lombardia

Cinque vittorie in cinque partite, 14 gol realizzati e nessuno subito: il 2-0 sull’Abruzzo nella semifinale disputata questo pomeriggio al Comunale “Scianni-Ruggieri” di Alberobello è l’ultimo tassello nel percorso straordinario della Lombardia di mister Cattaneo, nelle cui fila ci sono anche le uniche due reduci della scorsa edizione Frecchiami e Moschetto. Il rigore parato da Cannarsa sul tentativo di Menassi è l’occasione più grande in un primo tempo a reti inviolate. Nella ripresa le lombarde colpiscono con una doppietta realizzata da Gregis in meno di due minuti: al 9’ il primo gol al termine di un doppio tentativo ravvicinato, poi, dopo un giro e mezzo di lancette, la calciatrice dell’Academy Pavia chiude i conti con un sinistro nel cuore dell’area avversaria.

Al Comunale di Oria il Veneto supera il Lazio per 2-1. La squadra di Marinaro passa al 27’ del primo tempo grazie al calcio di rigore concetto per il fallo di Passarani su Guizzo e trasformato da Barison. Nella ripresa il Lazio si butta alla ricerca del pari, ma a trovare la rete sono ancora le venete al 24′: cross dalla destra di Iannello respinto corto, Crepaldi vede l’arrivo di Pasquali e con un colpo di tacco favorisce la conclusione ravvicinata dell’attaccante del Padova, tra le cinque superstiti della spedizione in Sicilia insieme a Sensi, Guizzo, Marchesin e Bianchi. Nel finale c’è spazio per il gol di Campofiorito, ma troppo tardi per le ragazze di Macidonio che salutano la competizione. 

Domani andrà, dunque, in scena il remake della finale del 2025, in quell’occasione vinta 3-2 dalla Lombardia ai tempi supplementari nel match disputato al Comunale di Bucalo a Santa Teresa di Riva. Calcio d’inzio alle ore 14 alla Nuovarredo Arena di Francavilla Fontana (BR), diretta streaming sul canale YouTube LND e Antenna Sud (canale 14 e online antennasud.com). In caso di parità di punteggio al termine degli 80’ regolamentari, due tempi supplementari di 10’ minuti ciascuno ed eventuali rigori.

Quarti di finale della Women’s Champions League: il Lione supera ai supplementari il Wolfsburg

L’OL Lyonnes è qualificata per la 15ª volta alle semifinali della UEFA Women’s Champions League dopo aver messo in valanga il dominio contro i vecchi rivali del Wolfsburg nei tempi supplementari, portando così a un incontro di semifinale contro il detentore del titolo dell’Arsenal. Sotto 1-0 dall’andata, OL ha pareggiato il punteggio complessivo al 16° minuto con Lily Yohannes, ma sono stati necessari i supplementari perché non sono riusciti a sfruttare la pressione. Verso la fine del primo tempo, i subentrati Melchie Dumornay e Damaris Egurrola si sono approfittati dai calci d’angolo, e la compagna di riserva Tabitha Chawinga ha poi aggiunto un quarto gol per assicurarsi che OL affronti i Gunners, 12 mesi dopo che la squadra del nord di Londra li aveva eliminati in semifinale la scorsa stagione.

Momenti chiave

16′: Yohannes pareggia punteggio
aggregato 57′: Johannes nega Bacha
78′: Endler parata da Livelli
102′: Dumornay infila palla
105+2′: Egurrola colpisce di testa 119
‘: Chawinga conferma la vittoria

Partita in breve: alla fine la OL mostra la forza

Mentre il Wolfsburg era non stato accreditato dalla gara d’andata, l’allenatore della OL Jonatan Giráldez ha ingaggiato Lily Yohannes, Korbin Shrader e l’ex centrocampista del Wolfsburg Jule Brand. I cambi di squadra hanno dato i loro frutti dopo appena 16 minuti, quando Shrader ha servito Yohannes per segnare con un tiro basso deviato dal limite dell’area. OL ha continuato a pressare, con Selma Bacha che ha tirato fuori e la squadra di casa che ha avuto due occasioni bloccate prima che Lindsey Heaps calciasse di poco a palo il palo. Il conteggio dei tentativi nel primo tempo di 17-0 a favore della linea offensiva riassumeva l’equilibrio del gioco.

Il ritmo è continuato dopo l’intervallo, con Yohannes che ha mancato di poco il bersaglio e Shrader ha messo alla prova Stina Johannes, che ha anche devolto sopra la traversa una mezza volée di Bacha. Tuttavia, il secondo gol non arrivò, costringendo Giráldez a far entrare Melchie Dumornay, Tabitha Chawinga e Marie-Antoinette Katoto. Il Wolfsburg ha finalmente avuto un tiro in porta al 78° minuto, quando la loro subentrata Janou Levels ha sfondato, ma Christiane Endler ha bloccato il tiro uno contro uno. L’OL è rimasta dominante e Johannes si è tuffato per deviare una punizione di Bacha che ha sfiorato il palo.

Proprio come nelle finali del 2016 e del 2018 tra queste squadre, è stato necessario il tempo supplementare. La subentrante OL Vicki Becho si è infilata per perdere il pallone all’inizio della mezz’ora aggiuntiva e poco dopo ha calciato un altro tiro da distanza ravvicinata. Infine, al 102° minuto, Dumornay ha portato in vantaggio OL per la prima volta nella sfida, schiacciando un calcio d’angolo di Bacha. E, prima che le squadre cambiassero lato, un corner di Bacha dall’altra parte è stato raccolto dalla testa dell’Egurrola. L’OL aveva ormai praticamente vinto la partita, ma c’era ancora tempo per un altro subentrato, Chawinga, che correva sul flick di Katoto, superava Johannes e chiudeva la vittoria.

Giocatore della partita Vodafone: Melchie Dumornay (OL Lyonnes)

“Con un gol decisivo in una partita in cui c’era così tanto in gioco, ha mostrato la sua classe come una delle migliori giocatrici del mondo.”
Gruppo Tecnico di Osservatori UEFA

Zacharie Adjemien, cronista delle partite

Una risposta potente da parte dell’OL Lyonnes, che ha ribaltato la partita e si è assicurato un posto in semifinale. Sostenuti dal pubblico di casa, i padroni di casa hanno imposto una pressione incessante e sono cresciuti nella partita, con i loro cambi offensivi che hanno avuto un impatto decisivo. Il Wolfsburg ha mostrato resilienza ma non è riuscito a resistere allo slancio. Alla fine, l’intensità e la profondità della OL Lionnes si sono rivelate decisive. Prossimo: il detentore del titolo Arsenal, in una replica della semifinale della scorsa stagione.

Formazioni

OL Lyonnes: Endler; Lawrence, Renard, Engen, Bacha; Shrader (Benyahia 108), Heaps (Egurrola 82), Yohannes (Dumornay 69); Diani (Becho 82), Hegerberg (Katoto 69), Brand (Chawinga 69)

Wolfsburg: Johannes; Dijkstra (Wedemeyer 106), Minge, Küver; Bjelde (Vallotto 90+5), Kielland (livelli 60), Peddemors (Bergsvand 106), Linder; Huth, Endemann (Zicai 79); Beerensteyn (Pujols 119)

Quarti di finale della Women’s Champions League, resoconto: Barcellona a valanga sul Real Madrid 

Il Barcellona è tornato al Camp Nou con stile, deliziando un pubblico tutto esaurito di oltre 60.000 spettatori mentre completava un collaudo complessivo nei quarti di finale della UEFA Women’s Champions League contro il Real Madrid.

Avanti 6-2 dalla gara d’andata, il Barcellona ha aggiunto altri quattro gol prima dell’intervallo, incluso il gol di apertura di Alexia Putellas, raggiungendo la sua 500ª apparizione al Barcellona. Caroline Graham Hansen ha realizzato una doppietta mentre il Barcellona ha confermato il passaggio a un’incredibile ottava semifinale consecutiva, con il Bayern Monaco in attesa.

Momenti chiave

8′: Alexia Putellas segna
15′: Graham Hansen centra Alexia
27′: Paredes colpisce di testa nell’angolo
34′: Pajor segna il suo terzo gol della partita
55′: Graham Hansen Magic segna il quinto
74′: Brugts aggiunge il risultato

Partita in breve: il Barcellona emozionante al Camp Nou

Giocando la loro prima partita al rinnovato Camp Nou, il Barcellona impiegò solo otto minuti per trovare la porta: il tiro di Ewa Pajor respinto da Misa Rodríguez e Alexia Putellas deviò il rimbalzo. Clàudia Pina è andata vicina al gol poco dopo, ma al quarto d’ora il punteggio era 2-0 quando Caroline Graham Hansen ha segnato di testa il cross di Alexia. Misa Rodríguez ha poi compiuto una doppia parata straordinaria per negare Graham Hansen e Pajor, ma Irene Paredes ha segnato di testa dal calcio d’angolo risultante. Pajor, che aveva segnato due volte nella prima gara di andata, si è subito messa in gioco anche lei, concludendo il follow-up dopo che il suo primo tentativo era stato respinto. Graham Hansen ha segnato il punteggio a cinque dieci minuti dall’inizio del secondo tempo, quando si è girata lontano dalla sua marcatrice e, cadendo, ha calciato un tiro perfettamente calibrato sopra Misa e nell’angolo lontano. Esmee Brugts ha aggiunto il sesto gol, concludendo una mossa di squadra dopo un cross della neoentrata Clara Serrajordi.

Giocatore della partita Vodafone: Caroline Graham Hansen (Barcellona)

“Graham Hansen vinse duelli difensivi e giocava palloni efficaci in area, penetrando anche lei stessa. Era forte sia nei duelli uno contro uno che in difesa. Ha giocato in modo molto altruista per la squadra, segnando due gol, preparando uno e rappresentando sempre una minaccia di gol.”

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Graham Hunter, cronista di partite

Una mostra. Non solo da parte del Barcellona, ma anche per dimostrare quanto possa essere sensazionale questa competizione. Uno stadio zeppo di mamme, papà, figli e figlie che si stupiscono davanti ai loro idoli che suonano con vigore, intensità e audace abilità. La 500ª partita di Alexia Putellas al Barcellona è stata un vero e proprio festa, la sua squadra è tornata in semifinale e, diciamolo, ha gestito tutto questo con Aitana Bonmatí, detentrice del Pallone d’Oro in carica, ancora in carica.

Formazioni

Barcellona: Cata Coll; Ona Batlle, Irene Paredes, Mapi León (Camara 73), Brugts; Vicky López (Kika Nazareth 58), Patri Guijarro, Alexia Putellas (Schertenleib 82); Graham Hansen, Pajor (Salma Paralluelo 58), Clàudia Pina (Serrajordi 73)

Real Madrid: Misa Rodríguez; Sheila García, María Méndez (Alba Redondo 59), Lakrar, Yasmim (Irune Dorado 46); Angeldahl, Toletti (Antônia 77); Athenea (Pau Comendador 82), Linda Caicedo, Eva Navarro; Feller (Rocío Gálvez 59)

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