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Doppio test in Ungheria per le Azzurre: le 17 convocate per i match del 19 e 21 marzo

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Denise Carturan (Falconara), Anthea Polloni (Altamaura);

Giocatrici di movimento: Renata Adamatti (CMB), Cecilia Barca (Lazio), Adrieli Berté (Roma), Sara Boutimah (CMB), Ilaria Ceccobelli (Roma), Sara Conticelli (Lazio), Ludovica Coppari (Kick Off), Rebecca De Siena (TikiTaka), Greta Ghilardi (Bitonto), Alessia Grieco (Bitonto), Nicoletta Mansueto (TikiTaka), Greta Maretti (Audace Verona), Silvia Praticò (Roma), Gaby Vanelli (Roma), Alice Virdis (Cagliari).

Staff – Commissario tecnico: Francesca Salvatore; Capo delegazione: Antonio Scocca; Segretario: Fabrizio Del Principe; Assistente allenatore: Sebastiano Giuffrida; Preparatore atletico: Gianni Colagiovanni; Preparatore dei portieri: Antonio Maggi; Video analista: Riccardo Manno; Medici: Riccardo Capitani e Giuseppe Maccauro; Fisioterapista: Daniela Grande; Nutrizionista: Jacopo Tadini.

Gare amichevoli
Giovedì 19 marzo, ore 16

Ungheria-Italia
Sabato 21 marzo, ore 17
Ungheria-Italia

Serie A Women: di Brighton la rete più bella dell’ultimo turno, sul podio Severini e Le Bihan

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Si avvicina il ritorno della Serie A Women che ha visto sino ad ora giocate quindici giornate, la quattro del girone di ritorno, che ha visto nell’ultimo turno 15 reti realizzate, diverse di pregevole fattura. Tra le marcature siglate ne abbiamo scelte cinque tra le più belle.

A prendersi la prima piazza incontrastata è Abi Brighton. Al minuto 28′ la calciatrice della Juve sblocca la trasferta di Narni contro la Ternana  Women scagliando, dopo aver portato palla, un tiro all’angolino dai 25 metri che l’incolpevole Schroffenegger può solo guardare entrare.

Seconda piazza, invece, per Emma Severini che sblocca, ad inizio ripresa, la gara tra Fiorentina e Sassuolo. La centrocampista toscana finalizza, infatti, alle spalle di Durand con un colpo di tacco preciso sul palo più lontano, dall’altezza dell’area piccola, un cross di Woldvik giunto dopo un bel giro palla viola.

Terzo posto, poi, per la marcatura di Clarisse Le Bihan, che sblocca Lazio-Milan. La transalpina colpisce la palla di tacco poco, dopo il centrocampo, con Piemonte che spizza per Visentin che ritorna la palla a Le Bihan abile ad entrare in area e ad incrociare sul palo più lontano mettendo alle spalle di Giuliani.

Quarta Giada Pellegrino Cimò che alla mezzora della ripresa fissa il risultato di Ternana Women-Juve sul 2-2. La fantasista delle umbre, che riceve palla da Pacioni, completa la rimonta ricevendo in area dove controlla la sfera con il sinistro prima di girarla verso la porta con il destro in un fazzoletto di campo.

Quinta posizione per Daniela Sabatino. La classe ’85, prossima ai 41 anni, si prende l’incarico in pieno recupero di riaprire la sfida tra Fiorentina e Sassuolo con la rete del 3-2. L’attaccante trasforma un rigore, di piatto, spiazzando Fiskerstrand e mettendo la palla nell’angolino alto dove è davvero impossibile arrivare.

Juve, è tempo di Coppa Italia – Canzi sull’andata contro la Viola: “Scoglio impegnativo”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Un altro appuntamento importante per provare a conquistare la finale di Coppa Italia, un match che si prospetta già colmo di intensità. La Juventus lo sa, perché sull’agenda la frase “domani alle 18” è già evidenziata, visto lo scontro atteso con la Fiorentina.

Una giocata d’andata che non sarà semplice, considerando quanto i precedenti tra le due offrono; ora la prima tappa della competizione, poi si tornerà in casa bianconera per la seconda, già programmata per il 28 marzo. A proposito della imminente sfida, il tecnico juventino Massimiliano Canzi ha fatto sapere: «per una squadra del nostro livello, che presta molte atlete alle proprie selezioni, ogni pausa richiede una gestione attenta. Le ragazze affrontano impegni di grande intensità e il tempo per recuperare è sempre limitato. È una sfida che accettiamo volentieri, essendo il riflesso della qualità della nostra rosa, anche se comporta sempre qualche piccola incognita legata alla condizione fisica al rientro.

Domani scenderemo in campo per il ‘primo tempo’ di questo confronto su 180 minuti. La Fiorentina è un avversario di altissimo profilo che, a mio avviso, ha raccolto meno di quanto il suo reale valore avrebbe permesso in campionato. In Coppa Italia hanno espresso tutto il loro potenziale e sappiamo che per raggiungere la finale (uno dei nostri grandi obiettivi) dovremo superare uno scoglio davvero impegnativo».

Non sono mancati, poi, i riferimenti al già annunciato rinnovo del legame tra il club e Martina Rosucci, storico volto della “Vecchia Signora”: «negli ultimi tempi il gruppo ha vissuto un fisiologico cambiamento, con diverse protagoniste della nostra storia che hanno intrapreso nuovi percorsi. In questo contesto, il rinnovo di Martina assume un significato simbolico prezioso – ha ammesso -; un segnale di continuità che la Juventus ha voluto dare. Martina rappresenta l’identità e lo spirito profondo di questo club, un punto di riferimento fondamentale per i prossimi anni».

Coppa Italia Women – Tra mercoledì e giovedì l’andata delle semifinali: è ancora Fiorentina-Juventus, l’Inter per la rivincita sulla Roma

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

FIORENTINA-JUVENTUS Si parte al Viola Park con la sfida tra la Fiorentina e le detentrici del titolo della Juventus, a cui assisterà il Ct della Nazionale femminile Andrea Soncin. Viola e bianconere si affrontano in semifinale per il terzo anno consecutivo: se nel 2024 fu la Fiorentina ad accedere alla finale, poi persa ai rigori contro la Roma a Cesena, la Juventus ha avuto la meglio nella passata stagione e punta a tornare alla vittoria dopo aver ottenuto tre pareggi e una sconfitta tra campionato e Champions League nelle quattro partite che hanno preceduto la sosta per gli impegni delle Nazionali.

ROMA-INTER Giovedì sarà invece il turno di Roma e Inter, che si ritroveranno di fronte a distanza di due settimane e mezza dal big match di campionato, vinto 1-0 dalle giallorosse all’Arena Civica e che ha permesso alla squadra di Rossettini di allungare in classifica in campionato. Se la Roma punta alla sesta finale di Coppa Italia consecutiva, l’Inter non ha mai raggiunto l’atto decisivo di una competizione con la prima squadra femminile.

IL REGOLAMENTO In caso di parità di gol segnati al termine delle due gare, si giocheranno due tempi supplementari della durata di 15’ ciascuno. In caso di ulteriore parità, la qualificazione verrebbe decisa ai tiri di rigore.

 

COPPA ITALIA WOMEN – Andata semifinali
Mercoledì 11 marzo, ore 18

Fiorentina-Juventus (diretta Sky Sport Calcio e in streaming su NOW)

Giovedì 12 marzo, ore 18
Roma-Inter (diretta Sky Sport Calcio e in streaming su NOW)

Giorgia Amatucci, Ascoli: “Indimenticabile il mio primo gol con l’Ascoli. Nell’ultimo periodo siamo cresciute”

Photo Credit: Ascoli Calcio Femminile

L’Ascoli arranca nel suo Girone C e, a pari punti con la Jesina in fondo alla classifica, prova a giocarsi tutte le proprie carte per rimanere in Serie C anche il prossimo anno. Una delle caratteristiche della squadra di Mister Giacomo Renga è l’età media bassa, facendo sì che il gruppo diventi giovane e alla ricerca di spunti per crescere. Giovane e desiderosa di migliorarsi, apprendere e crescere è anche Giorgia Amatucci, che ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

Giorgia Amatucci ha conosciuto l’Ascoli subito dopo la pandemia, prima della quale aveva già giocato a calcio difendendo i colori del Porto D’Ascoli, con cui aveva conosciuto sia il calcio con i ragazzi, sia quello con le ragazze dell’U15, prima che questa sparisse: «Ho deciso di iniziare a giocare nell’Ascoli dopo il Covid, non avevo più una squadra in cui giocare, fino a quel momento ero stata al Porto D’Ascoli, prima con la squadra maschile e poi, negli ultimi due anni, con la femminile Under 15. Col Covid la squadra femminile non esisteva più e così ho seguito all’Ascoli il mio vecchio Mister Marino che in quel periodo allenava l’Under 15 femminile bianconera», quella scelta di proseguire il proprio cammino in questo sport l’ha condotta fino all’Ascoli bianconero che tutt’oggi milita in Serie C e tiene alto l’onore del calcio femminile nelle Marche. L’arrivo alla corte di Mister Renga è stato importante anche per la sua crescita personale, visto che lasciare l’Abruzzo, sua regione natale, è stato sinonimo di mettersi in gioco anche nel sacrificarsi per inseguire il proprio sogno: «L’Ascoli rappresenta una seconda famiglia, ho legato molto con tutte le ragazze e col Mister. Sono abruzzese, di Martinsicuro, e all’inizio col Covid è stato difficile perché era complicato spostarsi da una regione all’altra.»

Amatucci ha sperimentato, negli anni nel maschile e poi nel femminile, ogni ruolo sul rettangolo verde; quello che le viene maggiormente naturale è la centrocampista, porzione di campo in cui si sente anche maggiormente competitiva, ma il suo unico pensiero non è “dove giocare”, bensì “vincere e dare il massimo per la squadra”: «Nella maschile giocavo come terzino destro, nella femminile ho ricoperto tutti i ruoli, centrocampista, attaccante e anche portiere: nel secondo anno di Under 17 non c’era nessuna in quel ruolo, così io e Aurora Baldassarri ci alternavamo in porta, mi sono trovata anche bene. Pur di giocare occuperei qualunque ruolo, l’unica cosa che conta è la vittoria della squadra. Quest’anno quando è stato necessario ho giocato braccetto sinistro o destro, ma nasco come centrocampista.»
A suo parere, essere una centrocampista è sinonimo di «‘gestione’, perché in mezzo al campo hai più compiti: aiutare difesa e attacco, oltre ad impostare il gioco. Mi trovo molto bene perché mi piace aiutare la squadra, soprattutto in fase difensiva”.»

La giocatrice indossa la maglia dell’Ascoli da molti anni, ma il primo gol con quei colori non l’ha mai dimenticato: «era un’amichevole contro l’Ancona e ho segnato il mio primo gol con l’Ascoli. Una giornata indimenticabile, indossavo la maglia numero sette, la mia preferita insieme alla 9.»

Il passaggio dall’Eccellenza alla Serie C è un salto paragonabile a quello che ciascuno di noi vive quando cambia scuola per passare a un ordine superiore, quando si entra in contatto con persone decisamente più navigate ed esperte che conoscono le insidie del percorso. La Serie C si è subito mostrata un torneo complicato da affrontare, ma l’Ascoli ha saputo affidarsi alle sue giovanissime ragazze per costruire un gruppo solido che, prima di ogni altra cosa, sta conducendo un percorso di crescita: «La C è molto più difficile rispetto all’Eccellenza, perché le altre squadre hanno calciatrici molto più grandi di noi, per età e per struttura fisica ma, nonostante questo, stiamo dimostrando che possiamo competere in questo campionato. Soprattutto nell’ultimo periodo siamo cresciute molto, abbiamo acquisito maggiore competitività, lottiamo sempre per vincere.»

Il salto da una categoria all’altra si è sentito, però cominciano a intravedersi dei miglioramenti nella tattica e soprattutto nell’approccio, come hanno dimostrato i match disputati contro le grandi corazzate del Girone. Mister Renga non si è mai risparmiato al momento di fare i complimenti alle sue ragazze dopo una partita giocata dando l’anima: «Ho visto molti miglioramenti in tutta la squadra sia a livello tecnico che mentale, non ci abbattiamo subito dopo aver subìto un gol, ma reagiamo, anzi capita che ci portiamo per prime in vantaggio, come accaduto contro il Riccione o contro il Celtic Bhoys, prima in classifica. Il Mister del Celtic a fine gara ci ha fatto i complimenti per come eravamo migliorate rispetto alla partita di andata. Anche il Mister a livello mentale e tecnico ci ha aiutato, crede sempre molto in noi, ci aiuta, ci sprona.»

Nel calcio e nello sport ricorre spesso la parola “obiettivo” sia al singolare, sia al plurale. Amatucci si è analizzata dal punto di vista individuale, dichiarando che ci sono degli aspetti della propria presenza sul campo da calcio che sono migliorati rispetto all’arrivo in Serie C e che ci sono ancora tanti aspetti di sé su cui vuole lavorare per aggiudicarsi una convocazione in Rappresentativa, bissando lo scorso anno, ma sperando di ottenere una maglia da titolare. La calciatrice ha anche sottolineato come gli obiettivi individuali siano intrinseci a quelli della squadra, che viene prima di ogni altra cosa: «Il mio obiettivo coincide sempre con quello di gruppo, poi è chiaro che vorrei migliorare tecnicamente. Penso di essere cresciuta nella fase difensiva e sono molto contenta di questo, quest’anno più volte sono stata impiegata in difesa. L’obiettivo è sempre quello di aiutare la squadra ad ottenere la salvezza; a livello personale vorrei migliorare tecnicamente e da un punto di vista mentale per arrivare anche alla convocazione in Rappresentativa, che ho ricevuto anche l’anno scorso, ma mi piacerebbe tornarci da titolare.»

Si ringraziano Giorgia Amatucci, l’addetta stampa Valeria Lolli e l’Ascoli Calcio Femminile per il tempo, la fiducia e l’immensa disponibilità.

Il silenzio che fa rumore: la protesta delle calciatrici iraniane alla Coppa d’Asia diventa un caso internazionale

Fatemeh Shaban, Fatemeh Makhdoomi, Mohaddeseh Zolfi, Atefeh Imani, Zahra Pourheydar, Fatemeh Amineh Borazjani, Melika Motevalli, Atefeh Ramazanizadeh, Fatemeh Pasandideh, Sara Didar, Roujin Tamrian, Afsaneh Chatrenoor, Zahra Sarbali, Golnoush Khosravi, Mona Hamoudi, Maryam Dini, Shahnaz Jafarizadeh, Raha Yazdani, Mahnaz Rezazadeh, Zahra Khajavi, Sana Sadeghi, Zahra Ahmadizadeh, Zahra Ghanbari, Koswar Anbari e Maryam Yektaei.

Un elenco lungo, forse difficile da memorizzare. Eppure questi nomi vanno letti, ricordati, ripetuti. Non è una semplice formazione, sono le 25 calciatrici della nazionale femminile iraniana che, in questi giorni, stanno vivendo una delle situazioni più delicate e pericolose della storia recente dello sport, dove si intrecciano calcio, diritti umani e repressione politica.

Il 2 marzo, nella partita inaugurale della Women’s Asia Cup contro la Corea del Sud, le giocatrici iraniane hanno scelto di non cantare l’inno nazionale, rimanendo in silenzio ed eseguendo il saluto militare. Un gesto di dissenso che, nel contesto politico e sociale dell’Iran, equivale a una sfida aperta al regime.

Secondo fonti internazionali, la reazione è stata immediata: la televisione di Stato le ha definite “traditrici di guerra”, un’accusa gravissima in un Paese dove il dissenso è punito con estrema durezza.

Nella seconda partita, domenica 8 marzo, persa contro le Filippine e decisiva per l’eliminazione dal torneo, le giocatrici hanno ripetuto il gesto, optando ancora per il silenzio e il saluto militare.

All’uscita dallo stadio, la scena è diventata drammatica. Il bus della nazionale è stato circondato dalla comunità iraniana in Australia, che gridava “Save our girls”, mentre dall’interno alcune calciatrici chiedevano aiuto attraverso il gesto universale della mano.

La vicenda ha rapidamente superato i confini dello sport. Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià, ha lodato il coraggio delle giocatrici e ha chiesto al governo australiano di garantire loro protezione, avvertendo che potrebbero affrontare “conseguenze gravissime” se rimpatriate: “Chiedo al governo australiano di garantire la loro sicurezza e di fornire loro tutto il sostegno necessario”.

Anche Amnesty International ha espresso forte preoccupazione: secondo il campaigner Zaki Haidari, alcune famiglie delle atlete sarebbero già state minacciate, e il ritorno in patria potrebbe esporle a punizioni imprevedibili.

Nelle ultime ore, un post social di Reza Pahlavi ha aggiunto un nuovo elemento, confermando che cinque calciatrici sono riuscite a lasciare il ritiro della nazionale e a chiedere asilo politico, dichiarando la loro adesione alla Rivoluzione Nazionale Iraniana. Si tratta di Fatemeh Pasandideh, Zahra Ghanbari (capitana e miglior marcatrice della storia della nazionale), Zahra Sarbali, Atefeh Ramazanizadeh e Mona Hamoudi. Le cinque atlete si troverebbero ora in un luogo sicuro.

Questa vicenda, pur lontana geograficamente, parla direttamente al mondo del calcio femminile. Mostra come lo sport possa diventare uno spazio di resistenza, visibilità e libertà, soprattutto per chi vive in contesti in cui il corpo femminile, la voce femminile e la semplice presenza delle donne nello sport sono ancora considerati atti politici.

Ora la responsabilità passa alla comunità internazionale, sportiva e non solo. Perché queste atlete non stanno chiedendo applausi, like o condivisioni: stanno chiedendo protezione. E la loro battaglia, oggi, è anche la nostra.

 

Mercury13 acquisisce le quote del FC Badalona Women, portando il suo progetto nel calcio spagnolo

Credit Photo: Mercury 13

Mercury13, il gruppo di multi-proprietà dedicato al calcio femminile, ha effettuato un investimento di maggioranza nel club di FC Badalona Women, militante nella Liga F, diventando la prima piattaforma di multi-proprietà focalizzata esclusivamente sul calcio femminile a investire nel mercato spagnolo.

Contestualmente all’investimento, il nuovo gruppo di proprietà guidato da Mercury13 ha ribadito l’impegno del club verso la città di Badalona e l’ambizione di ospitare calcio femminile d’élite. A seguito dei lavori di ristrutturazione realizzati dal Comune di Badalona per adeguare lo stadio alla prima divisione, FC Badalona Women disputerà le partite casalinghe all’Estadi Municipal de Badalona a partire dalla stagione 2026/27, rafforzando il legame con la comunità locale e il proprio futuro nella città.

L’investimento di Mercury13, nata per affrontare il sottoinvestimento strutturale nel calcio femminile, rappresenta il passo successivo di una strategia volta a costruire un portfolio di club femminili nei principali campionati europei, apportando capitale a lungo termine, competenze operative e scala commerciale. Nel 2024, Mercury13 ha ricevuto un importante investimento da parte di Avenue Sports Fund, uno dei principali investitori globali nello sport, per sostenere questa missione.

Mercury13 ha individuato in FC Badalona Women un club con ambizione e slancio, che con il giusto supporto può rafforzare la propria posizione nel calcio spagnolo. Il club va ad aggiungersi al FC Como Women della Serie A Women e al Bristol City Women FC della Women’s Super League 2 nella crescente rete di club di Mercury13.

È stato inoltre annunciato che Fever e Nike, due partner fortemente impegnati nello sviluppo del calcio femminile, sosterranno FC Badalona Women in questa nuova fase. Fever diventerà main sponsor di maglia (front-of-shirt) e partner strategico del club, collaborando con Mercury13 e con la società per coinvolgere nuovi pubblici nel calcio femminile, sviluppare esperienze per i tifosi e far crescere la presenza del club a livello locale e internazionale.

Lauren Holidaypresidente di Mercury13 e consulente sportiva di Avenue Sports, entrerà nel Consiglio di Amministrazione di FC Badalona Women. Campionessa del mondo FIFA e due volte medaglia d’oro olimpica con la nazionale femminile degli Stati Uniti, Holiday è considerata una delle giocatrici più importanti della sua generazione. Dopo il ritiro, è diventata investitrice e sostenitrice attiva dello sport femminile.

Josep Belletmembro del comitato esecutivo della Liga F, resterà presidente del club, continuando a supportarlo in questa nuova fase di sviluppo. L’ex dirigente FIFA e Olympique de MarseillePedro Iriondo, entrerà invece come CEO, portando leadership operativa ed esperienza mentre il club intraprende questa nuova fase.

Le dichiarazioni

Lauren Holiday, presidente di Mercury13 e futura membro del CdA di FC Badalona Women, ha dichiarato: “Il calcio femminile spagnolo ha conosciuto una crescita straordinaria negli ultimi anni e continua a stabilire nuovi standard competitivi. Badalona è una città con una forte cultura sportiva e si trova nel cuore di uno degli ambienti calcistici più entusiasmanti al mondo. FC Badalona Women è in una fase entusiasmante del proprio percorso e Mercury13 è impegnata a supportare il club nella costruzione del prossimo capitolo della sua storia.”

Pedro Iriondo, CEO di FC Badalona Women, ha dichiarato: “Mercury13 porta un focus dedicato, esperienza internazionale e una chiara visione strategica per il calcio femminile. La nostra priorità è ora costruire solide strutture professionali attorno al club — sia a livello operativo che culturale — definendo al contempo un’identità chiara per FC Badalona Women che rifletta lo spirito della città e della sua comunità. Da lì, il nostro obiettivo è sviluppare una squadra competitiva che cresca insieme a Badalona e possa competere ai massimi livelli.”

Rocío Trujillo Alba, Regional General Manager – Southern Europe di Fever, ha dichiarato: “In Fever lavoriamo per connettere i fan con le migliori esperienze e crediamo fortemente nel futuro del calcio femminile. La partnership con Mercury13 e FC Badalona Women rappresenta un’entusiasmante opportunità per sostenere la crescita del club all’interno di una comunità sportiva dinamica come quella di Badalona.”

Su Mercury13

Mercury13 è un gruppo di multi-proprietà calcistica focalizzato sull’acquisizione di quote di maggioranza in club professionistici di calcio femminile in tutta Europa. La visione del gruppo è diventare il punto di riferimento nel settore della proprietà dei club femminili, individuando e investendo nei club del futuro e rafforzandone le capacità commerciali per coinvolgere un pubblico ampio ma storicamente poco servito di tifosi del calcio femminile.

La strategia di acquisizione si fonda su un principio chiave: il calcio femminile e i suoi tifosi cercano un’esperienza distinta e dedicata. Mercury13 è guidata da dirigenti con comprovata esperienza nei settori dello sport, degli investimenti e della tecnologia.

Su FC Badalona Women

FC Badalona Women è un club professionistico che milita nella Liga F, la massima divisione del calcio femminile in Spagna. Il club sta sviluppando il proprio progetto sportivo a lungo termine nella città di Badalona, dove disputerà le partite casalinghe all’Estadi Municipal de Badalona a partire dalla stagione 2026/27. Attualmente la squadra occupa l’8° posto in Liga F e ha raggiunto le semifinali della Copa de la Reina, dove affronterà il FC Barcelona in una sfida su due partite.

Coppa Italia si accendono le semifinali: è tempo di Fiorentina vs Juventus Women. Rinnovo in casa viola

Credit photo: Niccolò Ottina - photo agency Calcio femminile italiano

Le semifinali di Coppa Italia sono alle porte, con in programma la prima delle due sfide di alto livello, e la Fiorentina è pronta per affronatare la Juventus nella gara di andata al Viola Park.

Dopo aver comunicato di aver rinnovato l’accordo con la calciatrice Madelen Janogy fino al 30 Giugno 2028, l’attaccante svedese classe 1995, le ragazze di Pinones Arce vogliono dimostrare il loro valore di fronte al pubblico di casa. E’ la stessa Madelen, attraverso i canali ufficiali del Club viola, ha dichiarare: “Voglio ringraziare il club, la Famiglia Commisso e tutti coloro che ho conosciuto alla Fiorentina: grazie per il tempo che mi avete dedicato finora e per avermi sempre accolto calorosamente dal mio arrivo. Mi sento incredibilmente a mio agio nel club e in città. Voglio ringraziare anche tutti i tifosi che ci seguono partita dopo partita, significano tutto per noi”.

Pablo Piñones-Arce hai canali ufficiali del club, in vista del big match ha poi sottolineato: “La partita contro la Juve è importante, perché teniamo molto alla Coppa Italia, noi giochiamo in casa e questo può fare la differenza”.

L’altra prima sfida, di domani alle ore 18 al Tre Fontane, sarà Roma Vs Inter: altro big match dove ogni risultato potrà scrivere la storia di questo Trofeo.

Ana Capeta Portogallo femminile: “Vogliamo sempre di più e meglio ed è con questa intenzione che affronteremo anche le prossime gare”.

La Nazionale Femminile  ha ottenuto la sua seconda vittoria nelle qualificazioni ai Mondiali 2027, battendo la Slovacchia per 4-0 in una partita disputata allo Stadio Cidade de Barcelos. La squadra portoghese ha dominato completamente la partita, con gol di Ana Capeta (19′ e 44′), Carolina Santiago (48′) e Jéssica Silva (75′), in una prestazione di classe che ha garantito, di conseguenza, un grande risultato.
Nella classifica del Gruppo 3 della Lega B, il Portogallo è in testa con sei punti, seguito da Slovacchia e Finlandia, entrambe con tre punti, mentre la Lettonia è ultima, ancora senza punti.

Le “Navegadoras” hanno dominato completamente il primo tempo pressando nelle zone avanzate del campo, creando diverse occasioni e lasciando la sensazione che il vantaggio per 2-0 all’intervallo potesse essere ancora più ampio. La grande protagonista dei primi 45 minuti è stata Ana Capeta, autrice dei due gol portoghesi. Il primo gol dell’attaccante della Juventus è arrivato al 19′, al termine di un’ottima azione della squadra portoghese in cui Andreia Jacinto ha lanciato Lúcia Alves sulla sinistra, che ha superato la difesa slovacca e ha servito Ana Capeta a porta vuota. Consapevole che quel vantaggio iniziale non assicurasse del tutto la vittoria, la squadra di mister Francisco Neto ha mantenuto la pressione e ha continuato a creare occasioni. Kika Nazareth è andata vicina al gol da fuori area, mentre il portiere slovacco ha parato i tiri di Catarina Amado e Andreia Faria.
Il secondo gol è arrivato poco prima dell’intervallo, al 44′, sempre ad opera di Ana Capeta. Dopo un cambio di gioco di Andreia Jacinto per Catarina Amado, il terzino ha servito Carolina Santiago che ha fatto assista a Capeta, la quale ha concluso di tacco.

Nel secondo tempo le portoghesi non hanno mollato il colpo, anzi hanno ampliato il vantaggio sulla Slovacchia già al 48′. Ana Capeta ha ricevuto un passaggio filtrante all’interno dell’area e, con grande visione di gioco, ha servito Carolina Santiago, che si è presentata sola davanti al portiere e ha segnato il 3-0.
Il vantaggio è diventato ancora più significativo al 75′. Jéssica Silva, subentrata dalla panchina nel secondo tempo, ha recuperato la palla vicino al centrocampo, è partita in velocità verso l’area e, ormai sola davanti al portiere, ha segnato il 4-0, realizzando il suo primo gol nella competizione.

Con questo vantaggio la squadra portoghese ha gestito ciò che restava della gara fino al fischio finale.

Il CT Neto e Ana Capeta, soddisfatti della vittoria e della prestazione delle Navegadoras, intervistati alla fine della partita ne hanno analizzato i punti salienti ribadendo di aver raggiunto gli obiettivi sperati.

“Era molto importante iniziare bene, con due partite in casa, contro Finlandia e Slovacchia. Abbiamo sei punti con sei gol segnati e nessuno subìto. Abbiamo dominato in campo riuscendo ad imporre il nostro gioco in entrambe le partite. Tra un mese avremo una doppia trasferta, che è sempre complicata. Mi congratulo con le giocatrici che hanno esordito, ma anche con quelle che non hanno giocato, ma hanno fatto un lavoro incredibile in questi giorni. Voglio anche fare le mie congratulazioni a  Fátima per le 100 presenze in nazionale e con Carole per le 188”.

Ana Capeta, autrice di una doppietta e dell’assist per il terzo gol della gara contro la Slovacchia, è poi intervenuta per raccontare le sue sensazioni dall’interno del rettangolo verde.

“È stato molto bello aiutare la squadra a conquistare questi tre punti. Sapevamo quanto fosse importante vincere questa partita. Sono molto felice. Stavo facendo il tipico movimento in avanti per trascinare la difesa sul primo palo, ma dato che la palla era lì non potevo certo rifiutarmi di segnare. È stato fantastico vincere queste due partite, ma vogliamo sempre di più e meglio ed è con questa intenzione che affronteremo anche le prossime gare. Non possiamo scendere in campo e pensare che sia tutto già deciso. Se la partita è stata a senso unico è perché abbiamo fatto quello che ci è stato chiesto”.

Ada Hegeberg, Norvegia Femminile: “Questo è il massimo livello del calcio europeo e se commetti errori vieni punita severamente”

La Norvegia, dopo aver vinto in trasferta contro l’Austria martedì scorso, ha perso in casa a Stavanger la sua seconda partita di qualificazione ai Mondiali 2027 contro una Germania che ha mostrato in maniera dirompente la propria superiorità vincendo per 4-0.

Elisa Senß ha portato in vantaggio la Germania dopo 18 minuti di gioco, prima che Carlotta Wamser e Vivien Endemann fissassero il punteggio sul 3-0 per la Germania alla fine del primo tempo con due gol segnati nei minuti di recupero (rispettivamente 45’+1 e 45’+4), in un momento in cui la Norvegia comunque si stava muovendo ordinatamente in campo.
Le ragazze di Gemma Grainger hanno cercato di accorciare le distanze all’inizio del secondo tempo e hanno anche avuto alcune buone occasioni prima che Jule Brand mettesse fine a ogni dubbio sulla vittoria con il suo gol del 4-0 dopo poco meno di un’ora di gioco.
La Norvegia ha creato diverse occasioni anche nell’ultima mezz’ora, ma non è riuscita a eguagliare l’efficacia tedesca.

A parlare dopo la fine della partita, intervistate dall’emittente locale NRK, Frida Maanum e la capitana Ada Hegeberg che hanno convenuto sulla difficoltà di una gara in cui nonostante le opportunità create sul rettangolo verde queste non si siano poi tradotte in un risultato meno pesante dei quattro gol subiti.

“È piuttosto brutale perdere 4-0 oggi, quando abbiamo creato molte occasioni”, ha dichiarato Frida Maanum mentre Hegeberg ha scelto di essere più esplicita nell’esprimere il proprio dispiacere.

“È stata una partita difficile. Abbiamo affrontato una squadra forte e sapevamo che erano brave nei contropiedi. Abbiamo avuto il controllo della partita e creato alcune occasioni. Se le avessimo sfruttate, lo scenario sarebbe stato diverso, ma le abbiamo concesse troppo facilmente e avremmo dovuto evitare i due gol prima dell’intervallo”, – ha dichiarato – “È un risultato brutto, ma questo è il massimo livello del calcio europeo e se commetti errori vieni punita severamente. Dobbiamo solo continuare a lavorare”.

Le qualificazioni ai Mondiali proseguono con la partita in casa e in trasferta contro la Slovenia ad aprile.

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